Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2291 del 22 novembre 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 2291/XII - Applicazione della legge regionale 28 aprile 1998 n. 17 per il contenimento dell'inquinamento luminoso. (Interrogazione)

Interrogazione

Richiamata la legge regionale 28 aprile 1998, n. 17 "Norme in materia di illuminazione esterna", con la quale veniva iniziato un processo teso al contenimento dell'inquinamento luminoso, che poneva la Valle d'Aosta tra le prime regioni in Italia nella lotta all'inquinamento da sorgenti luminose;

Considerato che l'Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy è ubicato in un sito che, disponendo di oltre 250 nottate serene all'anno e con un bassissimo inquinamento luminoso ed un'altrettanta bassa turbolenza atmosferica, viene reputato ideale per l'osservazione astronomica;

Preso atto che l'Osservatorio astronomico regionale, per il quale sono state già impegnate e utilizzate importanti risorse finanziarie, è considerato unico nel suo genere per le caratteristiche e la varietà della strumentazione disponibile;

Constatato che l'Agenzia regionale per la Protezione dell'Ambiente annovera tra i compiti stabiliti dalla Legge regionale 17 il monitoraggio e il controllo delle attività e della documentazione in merito alla sua applicazione;

Ritenuto importante monitorare la situazione a 8 anni dall'applicazione della legge per individuarne le criticità ed, eventualmente, proporre gli opportuni aggiustamenti normativi;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) quanti pareri, su richiesta di enti pubblici e privati, sono stati formulati;

2) quali e quanti controlli dei certificati di conformità sono stati effettuati;

3) quante sanzioni sono state comminate;

4) se sono sorti problemi in merito all'applicazione della legge stessa.

F.to: Venturella - Squarzino Secondina

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Prima di procedere con la risposta alle domande, credo sia necessario fare una piccola premessa sulla situazione dell'inquinamento luminoso nella nostra Regione. I dati sull'inquinamento luminoso, cioè la brillanza relativa del cielo notturno, definita attraverso il rapporto fra la luminosità artificiale e naturale nel cielo, sono forniti per tutta l'Europa, e quindi anche per la Valle d'Aosta, dall'Istituto di scienze e tecnologia dell'inquinamento luminoso. Sono ottenuti attraverso delle misure satellitari, integrate da modelli matematici calibrati con misure fotometriche da terra. I risultati di questi accertamenti sono poi consultabili nell'annuario APAT dei dati ambientali, l'ultima edizione è quella del 2003. La Valle d'Aosta poi risulta essere fra le aree italiane dove la percentuale di popolazione per la quale è invisibile la via Lattea nel cielo notturno a causa dell'inquinamento luminoso è la più bassa (0-4%), anche qui dati dell'APAT.

Per quanto riguarda i quesiti, prima domanda: l'ARPA della Valle d'Aosta è stata chiamata ad esprimersi in merito alla conformità di esecuzione degli impianti su richiesta di enti pubblici o privati, secondo quanto previsto dall'articolo 6, comma 1, 3 volte dalla data di entrata in vigore della legge.

Seconda domanda: ARPA non ha ad oggi effettuato controlli sui certificati di conformità dell'esecuzione degli impianti rilasciati dall'installatore al committente. A questo proposito devo ricordare che il controllo documentale presso soggetti privati non rientra fra le tipologie di attività abitualmente effettuate dall'ARPA, la quale fornisce il supporto tecnico ai corpi di polizia.

Terza domanda: ad oggi, sulla base delle informazioni pervenute sia dall'APRA che dal Corpo forestale valdostano, non sono state rilevate delle irregolarità in merito all'applicazione della legge regionale.

Infine, ultima domanda, non è che siano sorti dei veri e propri problemi nell'applicazione della legge, diciamo che la legge è comunque molto debole, è una legge di modesta efficacia, ha un impianto giuridico che è poco incidente. Qui vorrei richiamare la mia risposta ad un'analoga interrogazione fatta nel novembre 2005 - si vede che c'è una sorta di ricorrenza -: in quella sede avevo fatto presente che avevamo graduato al nostro giudizio una scala di priorità per quanto riguardava le emergenze ambientali o le esigenze di integrare la legislazione ambientale e, sulla base di questa graduazione e tenuto conto della situazione ambientale dell'inquinamento luminoso, avevamo detto che avevamo altre priorità e sono quelle che abbiamo cercato di risolvere - piano acqua, piano aria, le legge fra le quali una che andremo a discutere in questa sede... -, ma c'era anche un altro motivo che avevo fatto presente allora e che oggi ha una novità. Questa legge, a nostro giudizio, aveva bisogno di avere un riferimento normativo in un quadro nazionale un po' più fondante, in maniera da dare alla legge stessa una certa solidità, per questo ci eravamo detti che avremmo legiferato dopo che il Parlamento avesse licenziato il famoso disegno di legge n. 2288 recante: "Misure per la riduzione dell'inquinamento luminoso e dei consumi energetici provocati dagli impianti di illuminazione esterna". Essendo decaduta la legislatura precedente, questo disegno di legge deve essere recuperato, speriamo che questa sia materia che venga riproposta all'aula parlamentare, perché manca un riferimento normativo nazionale.

L'altro elemento - che rappresenta una novità, ma che era un documento che confidavamo venisse al più presto validato per utilizzarlo ai nostri scopi - era la guida relativa alla tecnica di illuminazione in funzione del contenimento dell'inquinamento luminoso e dei consumi energetici, che è stata predisposta nell'ambito dell'APAT e dell'ARPA, la cui redazione è stata conclusa alla fine del 2005. È un documento aggiornato alle più recenti norme tecniche "UNI" e "CEI", costituisce un riferimento per azioni di verifica tecnica sul territorio, ma è anche lo strumento che avremmo voluto adottare, a fronte anche di una legge chiara in questa materia, per poter dare operatività e spessore ad un'eventuale legge regionale che avremmo potuto "mettere in cantiere".

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Prima una piccola osservazione alla sua risposta. Se ho ben capito, lei afferma che alcun controllo sulla documentazione, sul significato di conformità è demandato all'ARPA; invece la devo smentire, perché la legge regionale n. 17/1998 all'articolo 5 stabilisce, in merito all'attestazione di conformità, che il controllo del significato di conformità dell'esecuzione degli impianti, di cui agli articoli 2 e 3, è affidato all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, quindi non è vero che non è demandato a nessuno il controllo. Lei ha detto che nella legge regionale alcun controllo del certificato di conformità è demandato all'ARPA, invece no... va bene, non è "demandato", è "affidato", ma credo siano sinonimi.

Per quel che riguarda la sua risposta: nessun controllo, nessuna sanzione... vuol dire che questa legge regionale o è stata disattesa e nessuno se n'è accorto, in maniera globale, oppure ha così centrato l'obiettivo di essere economicamente e tecnicamente sostenibile che tutti si sono adeguati in maniera completa. Il fatto quindi che la sua dichiarazione quasi in chiusa dica che è una legge molto debole, un impianto giuridico debolissimo è smentita dai fatti, perché, se vi è stato controllo, se vi sono state consulenze da parte dell'ARPA per ben 3 volte in 8 anni, vuol dire che i Comuni e il Corpo forestale ne hanno accertato la piena conformità. Questa legge era stata fatta perché vi era un problema, perché il contenimento dell'inquinamento luminoso non è solo una questione di tutela del sito o della fauna, assolutamente, è una questione di economia dell'energia, di risparmio energetico e di evitare di sparare verso l'alto raggi luminosi che non servono verso l'alto, ma che devono essere rivolti in basso. Noto nella sua risposta una piccola contraddizione, sono invece d'accordo con lei che i due documenti importanti sono quelli in riferimento anche alla legge regionale che andremo ad approvare, concernente le norme in materia di elettrodotti; è la legge quadro, sono i riferimenti legislativi, sono il famoso regolamento UNI e CEI che dal 1997 giace in qualche cassetto di qualche Ministero... è vero... allora io credo che il Consiglio regionale, una volta che abbia monitorato la situazione, debba spingere affinché venga alla luce finalmente questo regolamento UNI e CEI che aspettiamo da anni.

Si dà atto che dalle ore 16,12 presiede il Vicepresidente Fiou.