Oggetto del Consiglio n. 2289 del 22 novembre 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 2289/XII - Indagini di mercato preliminari all'attivazione di nuovi rapporti commerciali ed imprenditoriali. (Interrogazione)
Interrogazione
Appreso che è intenzione della Regione Valle d'Aosta attivarsi per instaurare rapporti economici con il Dubai, come era già stato fatto precedentemente con il Principato di Monaco;
Ritenuto che, in genere, prima di individuare i paesi con cui attivare possibili iniziative di rapporti commerciali, si procede ad indagini di mercato;
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) se sono state fatte indagini di mercato preliminari alla scelta dei suddetti Paesi per l'attivazione di nuovi rapporti commerciali, chi le ha fatte, e quali sono state le indicazioni emerse;
2) quali sono realisticamente le prospettive commerciali ed imprenditoriali con il Dubai e rispetto a quale tipologia di prodotti tipici della Valle d'Aosta;
3) quali sono stati finora i risultati degli incontri avviati con il Principato di Monaco.
F.to: Squarzino Secondina
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Capisco che possa fare un po' gioco interrogare su quelle che possono sembrare iniziative estemporanee, ma credo che invece bisognerebbe essere tutti più riflessivi e cominciare a dire cosa vogliamo fare, per immaginare che la nostra Regione possa avere delle opportunità, come si stanno giocando le altre Regioni, anche fuori dal bacino italiano ed europeo! Se si parte da questo punto di vista, bisogna avere il coraggio di prendere la valigia, e non lo dovrebbero fare solo i politici, ma anche gli imprenditori, avere la costanza e l'umiltà di imparare anche un po' di inglese, e di proporsi con le nostre eccellenze, perché questa Regione ha delle "eccellenze", dobbiamo avere fiducia in noi stessi, poiché se i primi a criticarci siamo noi, se i primi che cominciano a dire che questa Regione non ha niente da vendere a Dubai siamo noi, allora è meglio che stiamo qui e ci guardiamo fra di noi e ci "raccontiamo le favolette"!
Dobbiamo invece essere fieri e dignitosi e convinti delle nostre potenzialità, in umiltà, perché fuori ci dobbiamo confrontare con gli altri e dobbiamo farlo con intelligenza, dobbiamo capire che, se ci proponiamo come singoli soggetti, forse non siamo in grado di competere a nessun livello sui mercati esteri, ma che dobbiamo essere capaci di fare sistema fra di noi, che le nostre aziende devono cominciare a capire che il prodotto di uno deve essere messo insieme al prodotto di un altro, e poi messo all'interno di un'organizzazione che deve essere garantita da percorsi di trasparenza, ed è qui che si inserisce il lavoro della componente politica. Componente politica che è quella che non si deve sostituire agli imprenditori, perché non possiamo fare il lavoro degli imprenditori: non sono un "piazzista", mi rifiuto di pensare che si possa interpretare la nostra missione come quella di piazzisti che vanno in un paese a cercare di proporre qualcosa!
Noi siamo andati a cercare di preparare il terreno della trasparenza, della serietà e della garanzia che possa permettere ai nostri imprenditori, nella certezza delle loro capacità, di andare a sostenere la loro battaglia per portare a casa dei lavori. E non lo dico io che si parte alla conquista di Dubai, questo è il titolo di un giornale nazionale di pochi giorni fa che dice: "Alla conquista di Dubai, mobili, arredi, sette aziende in vetrina agli Emirati", e poi dà una serie di dati con riferimenti precisi sullo sviluppo in questo momento del commercio. Scopriamo che a Dubai esistono un terzo delle gru del mondo e sappiamo che tutti i Paesi europei, ma non solo, gli Australiani, gli Americani, i Tedeschi, i Francesi, sono tutti presenti! Quando andiamo a parlare con il nostro Ambasciatore, perché la prima cosa che abbiamo fatto con la fortuna di avere il Presidente del Consiglio è stata quella di instaurare un rapporto istituzionale corretto parlando con l'Ambasciatore italiano, ci ha fatto presente il suo rammarico di vedere così da poco tempo le aziende italiane o, meglio, le istituzioni italiane, tant'è vero che siamo andati a seguito della Bonino, perché 2 settimane prima di noi c'era stata la Bonino, noi avevamo anche cercato di inserirci nel contesto della Bonino, ma il suo passaggio è stato velocissimo... ma l'ambasciatore ci faceva rilevare questo e diceva: "finalmente un ministro ha capito l'importanza di portare l'Italia anche in questi Paesi, grazie alla Bonino e grazie adesso a queste iniziative, che stanno portando avanti la Lombardia e il Piemonte, perché noi ci siamo andati ad inserire su quello che fanno gli altri". Noi eravamo lì, insieme al Piemonte, che era lì per presentare alcune aziende su quel mercato; in coda a noi c'era la Lombardia che sarebbe arrivata il giorno dopo con un'altra delegazione, che doveva portare, lì, iniziative.
Di cosa ci siamo preoccupati? Di creare un contatto corretto e concreto con l'Ambasciata, che permettesse di non cadere nelle mani di facili faccendieri o di persone che millantano posizioni che non hanno, un contatto istituzionale con gli emiri che rappresentano le famiglie però in ruoli istituzionali, quindi abbiamo incontrato, a livello istituzionale, nelle sedi istituzionali, i rappresentanti dell'Emirato di Abu Dhabi, che è il più ricco, i rappresentanti dell'Emirato di Dubai che è il secondo, i rappresentanti dell'Emirato di Shasa che è il terzo, gli altri 4 sono più marginali, e abbiamo chiesto, presentandoci, di avere anche noi accesso al dialogo commerciale che è stato intrapreso fra tutte le varie nazioni e le varie società più importanti sullo stesso livello. Abbiamo trovato una grande disponibilità, tanto che ci sono state date indicazioni precise su come muoverci; abbiamo potuto incontrare la costituenda Camera di commercio di Dubai, che proprio il giorno che siamo arrivati ha avuto il riconoscimento preciso, dove Genestrone, con la sua istrionità è riuscito ad inserirsi, non so se è un bene o un male, lo giudicherà il tempo... ed è riuscito a creare questo gemellaggio ufficiale, che non comporta alcun costo, se non i 200 euro dell'iscrizione prevista da loro, in cui già è presente, nella Camera di commercio di Dubai, la Camera di commercio di Torino, quella di Milano e adesso ci siamo anche noi, per garantire sotto l'aspetto della rappresentanza legale e commerciale le ditte che volessero andare.
Abbiamo poi incontrato anche i rappresentanti delle banche italiane a Dubai, dove hanno fatto presente come il sistema è molto favorevole alle aziende che vogliono investire, perché si parla di 3 anni "tax free", nel senso che un'azienda che vada lì ad investire per fare delle operazioni, per 3 anni gode di benefici fiscali totali, del 100%: questo ci ha incuriosito, perché quando si va in un posto per aprire una pista, come in una giungla, si cerca di vedere cosa c'è di buono, non solo tagliare gli alberi, e ci siamo resi conto che questi sono capaci di attrarre perché creano occasioni di sviluppo. Non stanno tante ore, tanti mesi a parlare di una questione e poi se c'è da spostare un muro dicono questo non va bene... no! Lì... prendono, parlano, decidono e fanno!
Noi abbiamo visto il mondo del futuro, poi può piacere o non piacere, a me non interessa perché tanto vivo qui, ma lì abbiamo visto il mondo del futuro e abbiamo visto in un mondo arabo che mi ha sorpreso per la capacità democratica di integrazione, mi ha sorpreso per la tolleranza - io non sono un pro-arabo -; sono rimasto sorpreso per l'integrazione, la democrazia, il rispetto delle regole, il rispetto delle categorie femminili, maschili, devo dire che ho visto un bel Paese, un Paese moderno, dove c'è spazio per chi è serio e si presenta nel modo giusto.
Noi ci siamo andati a presentare; adesso questa breve visita che abbiamo fatto e che ha gettato delle basi serie, andrebbe riempita di ulteriori contenuti, su cui stiamo lavorando. Non ho alcuna difficoltà a dire che già la "CAS" ha un interesse preciso di entrare in quel mercato, perché la "Valbruna" che è un'acciaieria che gravita sulla Lombardia, è riuscita ad entrare pur parzialmente, perché quando si entra lì dentro, si parla di ordinativi imponenti, quindi ci vuole questa capacità che dicevo prima delle nostre aziende, di "fare sistema", diventa difficile andare lì per proporsi con qualcosa che nei numeri non è sufficiente. Ci portavano un esempio alla Camera di commercio: fino a pochi giorni prima, una grande azienda del Piemonte che produceva porte, si era presentata lì portando i suoi campioni e le sue opportunità, le sue porte erano piaciute, quando il "contractor" che è quello che è incaricato di chiudere il contratto, gli ha fatto l'ordinativo, questi sono caduti in ginocchio perché l'ordinativo corrispondeva a 5 anni della loro produzione! Il problema è che lì bisogna capire cosa vuoi presentare, devi essere in grado di sostenerlo, però qui abbiamo dei settori di nicchia, come il marmo verde di Gressoney, su cui c'è un interesse, perché è un bene di lusso e i beni di lusso in quei Paesi si vendono bene; abbiamo le acciaierie che sono all'avanguardia, tanto che vanno a competere anche in Cina e allora perché non a Dubai, dove stanno costruendo 283 grattacieli contemporaneamente, fra cui quello più alto del mondo, e i grattacieli sono fatti di acciaio; abbiamo delle aziende che producono prodotti elettronici come la "GPS Standard" e altre aziende che sono all'avanguardia mondiale e si possono presentare con tutti i titoli, lì! Abbiamo poi altre imprese minori, che però se raccordate, seguite e indirizzate, possono fare anche la loro decorosa figura.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Credo che nella vita futura o nella vita passata, non so, l'Assessore La Torre facesse il giornalista o il "public relation", perché è proprio bravo a raccontare un episodio, come una bella storia. Mi sembra proprio il racconto di una favola, anche il tono e anche il far baluginare davanti agli occhi delle cose meravigliose, da imprese che all'improvviso dalla Valle vanno giù, da rapporti commerciali che si instaurano, da possibilità nuove per questa nostra Valle... La ringrazio di averci fatto sognare, però torniamo alla realtà, i sogni e le favole si raccontano ai bambini!
I sogni per i politici e le persone responsabili sono una progettualità ben chiara: abbiamo questo progetto, a cui siamo arrivati con questi studi e tenendo conto di queste cose, e i percorsi per raggiungerli sono... e faccio un elenco di procedure e di percorsi.
Avevamo posto la prima domanda: quella che è preliminare per ogni azione progettuale che voglio intraprendere. Lei, qui, ha cominciato dicendo: "noi dobbiamo immaginare le nostre opportunità fuori della Valle". L'immaginazione può estendersi dove vuole, ma se prima non ho fatto un'indagine seria di quali sono le nostre potenzialità, un'indagine dei mercati in cui le nostre opportunità possono essere accolte, rimango nell'ambito del sogno e della casualità, perché non c'è a domanda precisa: "se sono state fatte indagini di mercato preliminari alla scelta dei suddetti Paesi..." Dubai, oggi, come Montecarlo, 2 anni fa, per l'attivazione di nuovi rapporti commerciali, chi le ha fatte, quali indicazioni sono emerse... a questa domanda, secondo me seria, non è stato risposto!
Quando dicevo con alcuni colleghi: c'è questa cosa di Dubai, voglio fare un'iniziativa, molti sorridevano e dicevano: "la metti così un po' scherzando", ho risposto: "no, non è uno scherzo, credo che là dove si spendono soldi non è uno scherzo"; allora se non è uno scherzo, deve basarsi su fondamenti certi, e io ho chiesto questi fondamenti. Lei mi ha raccontato quello che è avvenuto, ma mi ha detto da dove è partito...
La Torre (FA) - (fuori microfono) ... abbiamo cercato di utilizzare quello che altri hanno già fatto...
Squarzino (Arc-VA) - ... io non l'ho interrotta, io dico che un'indagine di mercato per la Valle d'Aosta non è stata fatta, con tutte le indagini fatte... mi citi l'indagine fatta, mi dia i risultati di questa indagine in modo che tutti possiamo vedere qual è l'orientamento che c'è!
Lei dice anche che bisogna proporsi come sistema, ma questo è un problema che emerge da tutta l'analisi fatta, questa sì, della nostra situazione economica e ne parleremo quando affronteremo il bilancio, cioè finora non si è stati capaci di "fare sistema"!
Mi sembra allora miracolistico il fatto che l'esempio del Dubai all'improvviso costringa la gente a "fare sistema" quando finora non lo ha mai fatto... se questo avvenisse, ben venga! Avrei tante cose da dire sul futuro di questo paese, caratterizzato dal modo democratico di prendere le decisioni per cui c'è qualcuno che decide per tutti, credo senza seguire delle regole chiare e trasparenti. Se questo è il futuro che lei immagina, questo non è il nostro futuro! Non solo, ma noi le chiediamo anche che, se è così interessato a queste tipologie di commercio con i Paesi dell'altro emisfero, perché non comincia anche a lavorare sul settore della cooperazione decentrata?
(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)
... proprio per questo! Chiudo il ragionamento suggerendo al nostro Assessore alle imprese che si occupa di questo, se non è possibile pensare anche a cooperazioni di tipo decentrato, in cui, anche noi, andiamo a vendere qualcosa, ma a venderlo in un modo diverso!
Presidente - Con questo punto chiudiamo i lavori per questa mattina. Il Consiglio riprenderà alle 15,30.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle 13,01.
