Oggetto del Consiglio n. 2276 del 9 novembre 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 2276/XII - Approvazione della mozione: "Disegno di legge statale in materia di concessione della cittadinanza agli extracomunitari".
Mozione
Premesso che:
- il disegno di legge n. 1607, ora all'esame della I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati, propone la concessione della cittadinanza italiana agli stranieri che risiedano da almeno cinque anni nel territorio della Repubblica e a coloro che sono nati in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno residente;
- in un contesto come quello italiano, caratterizzato da un massiccio fenomeno immigratorio, tale proposta risulta pericolosa e disgregante per il tessuto civile e sociale del nostro Paese, poiché la concessione della cittadinanza agli immigrati non sarebbe preceduta da alcuna valutazione preventiva - neppure indiretta - della volontà e del grado di integrazione dei soggetti interessati;
- l'acquisizione della cittadinanza richiede l'accettazione piena dei principi e dei valori della Nazione della quale si entra a fare parte e comporta un'attribuzione di una sovranità, che si esercita attraverso il voto e la possibilità di essere eletti;
Considerato che, nei fatti, la nuova normativa avrebbe l'effetto di immettere di colpo nella società italiana alcuni milioni di "neoitaliani" provenienti da culture spesso assai diverse dalla nostra;
Chiede
al Governo e al Parlamento italiano di ritirare il disegno di legge Amato e di emanare nuove norme che subordinino il conseguimento della cittadinanza italiana:
1) alla volontà da parte degli aspiranti cittadini di acquisire una conoscenza approfondita della lingua italiana e della storia del nostro Paese, anche attraverso la frequenza di corsi obbligatori istituiti appositamente;
2) all'adesione piena ed esplicita ai valori della democrazia liberale e ai principi fondamentali iscritti nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo, con particolare riguardo al principio della parità di diritti tra donne e uomini e al diritto di ogni cittadino di aderire alla religione di propria scelta;
Invita
i Parlamentari eletti nella circoscrizione della Valle d'Aosta a opporsi, nelle sedi di rispettiva competenza, al disegno di legge n. 1607 e a contribuire all'emanazione di norme che tengano conto dei principi summenzionati.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Il 30 agosto scorso è stato presentato un disegno di legge a prima firma del Ministro dell'interno, Amato, che riguarda modificazioni a una legge del 1992 relativa alle norme sulla cittadinanza. Questo disegno di legge è ora all'esame della Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati e nella sostanza prevede una riduzione dei termini per la concessione della cittadinanza italiana agli stranieri che risiedono nel territorio della Repubblica, si passerebbe, se questa legge venisse approvata così come presentata, dagli attuali 10 anni ai 5 anni. Sono previsti anche dei percorsi abbreviati per coloro che sono nati in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno residente, che potrebbero vedere riconosciuta fin dall'inizio la loro appartenenza alla Nazione italiana e quindi alla loro qualifica di cittadini.
Questo disegno di legge così come è stato presentato si inserisce in un contesto che è decisamente complesso e problematico, anche perché in questi ultimi 10 anni c'è stata un consistente incremento del numero degli stranieri in Italia e le previsioni fatte dalla "Caritas" in un "dossier" approfondito sull'argomento dicono che nei prossimi 10 anni ci sarà un raddoppio di stranieri nel nostro Paese. Attualmente siamo a 3,35 milioni, si arriverà a 6 milioni stante i flussi attuali di cui si è previsto un incremento nei prossimi anni; di conseguenza, questo massiccio fenomeno migratorio non può essere trascurato, ma deve essere oggetto di riflessione e di scelte politiche da parte della classe dirigente. Il Governo italiano, tramite il Ministro Amato, ha proposto questo disegno di legge; a nostro avviso, tale provvedimento in un contesto come il nostro risulta pericoloso e disgregante per il tessuto civile e sociale come abbiamo scritto, poiché questa concessione della cittadinanza verrebbe effettuata senza alcuna valutazione preventiva delle volontà e del grado di integrazione dei soggetti che vogliono acquisirla. È vero che in altri Stati europei ci sono percorsi abbreviati, è altrettanto vero che questa brevità di termini vede una sorta di prova per l'ammissione alla qualifica di cittadino. Ad esempio in Francia si dice che gli immigrati maggiorenni possono ottenere la cittadinanza dopo 5 anni di regolare soggiorno purché abbiano conoscenza sufficiente della lingua e dei diritti e dei doveri propri dei cittadini francesi, o addirittura in Germania i Ministri degli interni dei 16 "Lander" hanno raggiunto un accordo secondo il quale chi aspira a diventare cittadino tedesco deve frequentare un corso di cittadinanza, in cui oltre alla lingua deve conoscere i valori fondamentali dello Stato e della Costituzione, fra l'altro queste lezioni devono essere seguite con profitto.
In Italia paradossalmente si segue una via che è l'opposto: prima si vorrebbe concedere la cittadinanza secondo questo termine più breve, poi eventualmente si valuta la capacità di integrazione del soggetto che viene abilitato. Crediamo per queste ragioni che sia piuttosto fuorviante e rischi di andare ad alimentare e a peggiorare delle situazioni di allarme esistenti all'interno del nostro tessuto civile e sociale. Con questa mozione cosa chiediamo? Chiediamo che su questo disegno di legge a firma del Ministro Amato - è vero che è un disegno di legge statale, ma ci sono anche dei Parlamentari che sono stati eletti in questa circoscrizione - vi sia una presa di posizione contraria. È inammissibile che questo disegno di legge possa essere approvato "tout court", è necessaria una riflessione e un'analisi più profonda; crediamo che per diventare cittadini italiani ci debba essere una dimostrazione di volontà da parte dei soggetti interessati anche attraverso la frequenza di corsi obbligatori che possono essere istituiti appositamente; riteniamo che debbano essere soprattutto riconosciuti i valori e i principi fondanti della nostra democrazia liberale e naturalmente i valori e i principi che sono codificati nella Costituzione e nella "Dichiarazione dei diritti dell'uomo". Non possiamo permettere che per un credo ideologico determinati principi che da noi sono consolidati, come quello della parità fra uomo e donna, vengano disconosciuti solo perché dobbiamo aprirci a questa integrazione necessaria ad ogni costo. Sono principi che sono oggetto di profondo dibattito anche nell'ambito dell'opinione pubblica, ma anche della classe politica italiana, non vi sono logiche di schieramento vere e proprie, ma vi sono punti di vista alquanto variegati. Con la mozione quindi chiediamo che determinati valori e determinati punti fermi della nostra civiltà non vengano trascurati, ma vengano valorizzati e vengano valorizzati non solo dai cittadini che lo sono per diritto di suolo, come già avviene, ma anche per coloro che intendono appartenere alla Nazione italiana e vorranno avere un domani la qualifica di cittadino italiano: questa è la sintesi della mozione che vi presentiamo.
Président - Je déclare ouverte la discussion générale.
La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Il tema è molto delicato, è un tema rispetto al quale come Regione ci presentiamo con "le carte in regola", perché nel 2005 è stato costituito il Consiglio territoriale per l'immigrazione della Regione Valle d'Aosta, stiamo conducendo uno studio importante su immigrati e mercato del lavoro, immigrati e servizi sanitari, immigrati e dinamiche di integrazione per indirizzare le azioni future che troveranno risposta nel corso del 2007 in un progetto di legge regionale che potrebbe essere intitolato: "Accoglienza, integrazione e politica dei diritti e dei doveri dei cittadini stranieri immigrati in Valle d'Aosta".
Si avverte, pur nel quadro di una normativa regionale che deve tener conto degli indirizzi europei e della legislazione italiana, la necessità di avere una legge quadro che sia un riferimento per tutti noi e stiamo lavorando con una "équipe" di altissimo livello che sembra corrispondere ai "desiderata" che vogliamo in un settore così delicato per l'evoluzione della nostra società. Tenete conto che proprio il 16 novembre presenteremo, all'interno del Consiglio territoriale per l'immigrazione, lo studio che stiamo conducendo sulle problematiche dell'immigrazione a un orizzonte temporale del 2013 proiettato oltre il 2050, quindi sono delle proiezioni che si incrociano tra problematiche demografiche e problematiche di accoglienza.
Vorrei ricordare un altro passo avanti molto significativo che abbiamo compiuto con la nascita dello Sportello unico per l'immigrazione nel corso del 2006. Questa struttura non era mai stata costituita perché c'era un certo timore ad assumere delle funzioni prefettizie in tale materia, mentre credo che il fatto di averla costituita sia molto importante, perché questa struttura è responsabile dell'intero procedimento che riguarda l'assunzione dei lavoratori subordinati stranieri a tempo determinato e indeterminato e in possesso della piena competenza in materia di procedure di ingresso, ricongiungimento familiare, variazione del rapporto di lavoro, rinnovo del permesso di soggiorno, acquisizione del codice fiscale. Questo sportello unico è un problema di civiltà, perché è evidente che fino ad oggi anche per gli immigrati extracomunitari era un problema serio quello di individuare in una struttura burocratica certa i punti di riferimento.
Ciò detto, è vero che alcuni contenuti della "legge Amato" non sembrano essere corrispondenti alla legislazione più moderna attualmente in vigore in Europa in Paesi certamente non sospetti di chiusura. Il caso della Svezia è il caso più moderno, dove, pur a conduzione socialdemocratica, si prevede la richiesta, da una parte, di una chiarezza di rispetto dello stato di diritto nel quale si va a vivere per ottenere la cittadinanza; dall'altra, anche una minimale conoscenza della cultura nella quale si entra, compresa la conoscenza linguistica... perché è finita l'idea demagogica del passato di una sorta di apertura indiscriminata alla quale non corrisponda - come vorrei mettere nel titolo della legge - la politica dei diritti, ma anche dei doveri, perché credo che questo sia un aspetto fondamentale. È vero che la logica dello "ius sanguinis" è ormai impensabile in una società moderna e in evoluzione, siamo sempre più e credo che la storia della Valle d'Aosta lo dimostri, per uno "ius soli"... cioè non è l'appartenenza di origine che importa, contano i comportamenti delle persone nell'aderire e nell'essere compartecipi di una certa comunità. È vero che il percorso attualmente indirizzato per l'ottenimento della cittadinanza sembra essere nel caso italiano, ma siamo all'inizio della discussione parlamentare quindi è giusto che oggi vi sia un elemento di riflessione, perché è vero che certi aspetti oggi previsti per l'ottenimento della cittadinanza sembrano essere degli automatismi non condivisibili.
Va detto per correttezza, collega Tibaldi, che, quando voi parlate di alcuni milioni di neoitaliani, ho trovato una pubblicistica che parla di 20-30mila stranieri in più allo stato attuale, se i dati che ho trovati sono corrispondenti alla realtà, quindi mettiamo anche che questi dati siano largamente sottostimati, parlare di milioni e milioni mi sembra esagerato...
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
... secondo i calcoli fatti dal Ministero, questi sono i dati corrispondenti.
È del tutto evidente che la cittadinanza è per il momento una prerogativa assoluta di ogni singolo Stato, cioè di esclusiva competenza nazionale e come tale appartenente alla sovranità di ogni singolo Stato. È vero però che la tendenza nella discussione più recente all'interno delle istituzioni comunitarie sarà quella di armonizzare la legislazione in tema di cittadinanza per fare in modo che gli Stati membri dell'Unione europea abbiano dei punti di riferimento comuni, perché già "Schengen" apre la possibilità per qualunque cittadino di potersi muovere all'interno dei confini dell'Unione europea ed è chiaro che l'esistenza di legislazioni che non siano equilibrate non consente di tenere conto di quell'aspetto di cittadinanza europea che oggi è importante. Credo che alcuni degli aspetti contenuti nella mozione possano essere accettati, chiederei però 10 minuti di interruzione per valutare la possibilità di giungere a un testo che possa essere votabile.
Si dà atto che dalle ore 17,21 presiede il Vicepresidente Fiou.
Presidente - È stata chiesta una sospensione di 10 minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 17,25 alle ore 18,00.
Presidente - Riprendono i lavori. La mozione pare abbia compiuto il suo percorso; do lettura del nuovo testo della stessa:
Mozione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Premesso che:
- il disegno di legge n. 1607, ora all'esame della I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati, propone la concessione della cittadinanza italiana agli stranieri che risiedano da almeno cinque anni nel territorio della Repubblica e a coloro che sono nati in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno residente;
- in un contesto come quello italiano, caratterizzato da un forte fenomeno immigratorio, tale proposta risulta problematica per il nostro Paese, poiché la concessione della cittadinanza agli immigrati non sarebbe preceduta da alcuna valutazione preventiva - neppure indiretta - della volontà e del grado di integrazione dei soggetti interessati;
- l'acquisizione della cittadinanza richiede l'accettazione piena dei principi e dei valori della Comunità nazionale della quale si entra a fare parte e comporta un'attribuzione di diritti civili e politici, che si esercita attraverso il voto e la possibilità di essere eletti;
Considerato che, nei fatti, la nuova normativa avrebbe l'effetto di immettere di colpo nella società italiana parecchi "neoitaliani" provenienti da culture spesso assai diverse dalla nostra;
Chiede
al Governo e al Parlamento italiano di rimodulare il disegno di legge Amato, prevedendo un'adesione piena ed esplicita da parte degli aspiranti cittadini ai valori della democrazia e ai principi fondamentali iscritti nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo, con particolare riguardo al principio della parità di diritti tra donne e uomini e al diritto di ogni cittadino di aderire alla religione di propria scelta;
Invita
i Parlamentari eletti nella circoscrizione della Valle d'Aosta a proporre, nelle sedi di rispettiva competenza, l'emanazione di norme che tengano conto dei principi summenzionati e del particolarismo della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
F.to: Tibaldi - Frassy - Viérin Marco - Lavoyer - Vicquéry
La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Sono state apportate alcune modifiche, che sono state concordate durante la sospensione dei lavori. Le modifiche riguardano alcuni passaggi nella parte delle premesse, dove nel secondo capoverso viene modificato il termine "massiccio fenomeno immigratorio" con "forte fenomeno immigratorio", ne do lettura complessiva:
"in un contesto come quello italiano, caratterizzato da un forte fenomeno immigratorio, tale proposta risulta problematica per il nostro Paese, poiché la concessione della cittadinanza agli immigrati non sarebbe preceduta da alcuna valutazione preventiva - neppure indiretta - della volontà e del grado di integrazione dei soggetti interessati".
Nel terzo capoverso delle premesse, anziché "Nazione" si utilizza l'accezione "Comunità nazionale"; come preannunciato dal Presidente Caveri, invece di definire quantitativamente in alcuni milioni di neoitaliani coloro che verrebbero immessi di colpo nella società si utilizza l'aggettivo "parecchi neoitaliani". Per quanto riguarda la parte impegnativa, viene cancellato il punto n. 1, viene mantenuto il punto n. 2 e l'invito rivolto ai Parlamentari eletti nella circoscrizione valdostana è quello di "proporre, nelle sedi di rispettiva competenza, l'emanazione di norme che tengano conto dei principi summenzionati" e si aggiunge: "e del particolarismo della Regione Autonoma Valle d'Aosta".
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Sono sempre stupita di quanto succede in questo Consiglio, ogni incontro ci sono sempre delle novità. Oggi assistiamo veramente a qualcosa di importante: a un nuovo progetto politico, a una nuova alleanza politica, perché siamo di fronte a un documento che è stato firmato oltre che da "Forza Italia" anche da "Stella Alpina", "Fédération" e naturalmente "Union Valdôtaine" in cui si chiede al Consiglio di intervenire su un argomento importante che riguarda il disegno di legge n. 1607.
Mi sono permessa umilmente quando c'è stato il momento della discussione, in cui hanno chiamato anche la sottoscritta, come Capogruppo di "Arcobaleno", di chiedere sia a chi proponeva la mozione, i primi proponenti, sia a chi era disposto a collaborare per modificarla e sottoscriverla se avevano visto il "disegno di legge Amato", n. 1607. Il "disegno di legge Amato" dice esattamente quello che c'è qui, allora se avessimo detto come mozione: "questo Consiglio, preso atto del "disegno di legge Amato" lo condivide in tutti i suoi aspetti e impegna i propri Parlamentari a votarlo", lo avrei fatto subito! Ma qui si dice: "visto che c'è questo "disegno Amato", chiediamo che nel disegno si facciano queste cose". La legge dice chiaramente già quello che qui si vuole chiedere, cioè c'è un articolo chiaro in cui si dice che l'acquisizione della cittadinanza italiana è comunque sottoposta alla verifica della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio dello Stato, quindi è sottoposta alla verifica di queste cose. C'è una verifica chiara che viene chiesta, una verifica per capire se c'è stata un'integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio, aggiunge: "con regolamento di esecuzione della presente legge, su proposta del Ministro dell'interno, sono definiti il termine, le modalità per presentare le istanze, gli organi competenti a riceverle, nonché la documentazione da produrre, ivi compresa quella ritenuta idonea a comprovare la sussistenza del requisito di cui al comma 1, cioè verifica dell'integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio dello Stato e sono armonizzate tutte le altre norme".
Nella relazione introduttiva si dice chiaramente che con questo articolo si vuole introdurre il concetto di reale integrazione dello straniero nel territorio dello Stato, subordinando l'acquisizione della cittadinanza alla verifica della sua sussistenza; leggo: "è questo un requisito da tempo adottato in gran parte dei Paesi europei, tipizzato attraverso varie definizioni: indicatori di socializzazione, sufficiente integrazione personale e professionale, ed è concretizzato con diverse formalità attuative: test di integrazione, attestazione di conoscenza della lingua, frequenza di appositi corsi... ma tutte preordinate ad acclarare..." - chiedo scusa se leggo questo, ma volevo farlo anche per quei Consiglieri che non hanno ancora avuto modo di leggere - "... la serietà dell'intento di diventare cittadini, nonché la possibilità di un reale inserimento del soggetto nel tessuto sociale del Paese, in vista del rapporto perdurante e stabile che con il conferimento della cittadinanza verrà a determinarsi con la società e le sue istituzioni, anche attraverso la conseguente acquisizione dei diritti civili e politici che lo Stato riserva ai suoi cittadini".
Mi sembra che questo sia chiarissimo, che tale mozione non introduca nulla, anzi voglia quasi "annacquare", come se si dicesse: "guardate che quel disegno di legge in discussione non è fatto così bene, noi vogliamo che invece vengano individuati questi concetti", concetti che sono già presenti ed espressi in modo più completo! Credo che votare questa mozione oggi dimostri: primo, non conoscenza della legge; secondo, la volontà di dire cose più negative di quello che dice la legge; terzo - e questo mi stupisce - che l'"Union Valdôtaine" abbia cercato di modificare la mozione presentata da "Forza Italia" per poterla votare; per questo ho iniziato il mio intervento dicendo che oggi stavamo assistendo all'attuazione o ad un tassello di una nuova maggioranza politica in questa Regione. Ne prendo atto e, visto che siamo contrari sia a quella maggioranza, sia a questa mozione, voteremo contro.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Sarò un po' meno acculturato e meno competente della collega che mi ha preceduto, della quale apprezzo il fatto di essersi documentata nel frattempo di questi giorni complicati che illuminano il lavoro del Consigliere di minoranza, trovando il tempo di documentarsi in materia e di dimostrare quanto questa mozione sia sciapa, non vorrei dire sciocca, perché ha un altro significato, ma quanto meno insipida perché ridice una cosa che esiste già. Quando ci sono queste cose sciape, sciocche in modo apparente, bisogna capire il significato, il sapore da quale altra parte arriva.
Quando ho letto questa mozione nel suo testo finale, mi sono tornate in mente le parole della canzoncina "Faccetta nera", che andava di moda una sessantina di anni fa: "Faccetta nera, bella Abissina"... perché all'epoca c'era il movimento migratorio al contrario, c'erano questi Signori con il "fez" in camicia nera... che tendevano ad andare in Eritrea, in Etiopia, in Libia. Vedete come il mondo cambia... ma non è detto - prima considerazione - che non succeda di nuovo, i flussi vanno e vengono come le onde, nulla vieta che ci ritroveremo che i nostri amici del Centro-Destra andranno magari in Tanzania o in Kenya per turismo, non voglio mica dire per andare a cercare lavoro perché qui non avrete più tanto spazio politico... Evidentemente questi flussi e riflussi dovrebbero essere guardati con un occhio diverso e qui, prima questione, la matematica non è il vostro forte, né di quelli che hanno avuto l'intelligenza e l'acume di firmare con voi questo accordo finale, nel senso che l'Italia, piaccia o non piaccia, è uno dei Paesi europei con il minore fenomeno immigratorio, ma alla grande! Vi faccio un piccolissimo esempio, tanto per cominciare a capire: vi sono molti Comuni rurali francesi, che hanno una presenza - loro li chiamano i "Maghrébins" - di gente che arriva dalla Tunisia, dall'Algeria, dal Marocco, residenti non ancora francesizzati, che supera il 40% della popolazione, nelle "banlieues" non vi sto a spiegare e vi lascio al collega Bortot che vi può illuminare al riguardo... ma la cosa interessante che emerge dai dati è che in Valle d'Aosta il fenomeno c'è e capisco che sia arrivato a dimensioni tali da infastidire il povero Dott. Frassy, perché a Villeneuve abbiamo raggiunto il 9% della popolazione ed è il Comune della Valle d'Aosta che ha la maggiore presenza... Non so quali fossero le percentuali di Levallois-Perret all'inizio del 1900 per quanto riguarda i Valdostani rispetto agli abitanti di Levallois-Perret, ma probabilmente avremo determinate connessioni. Cosa vi sia di forte movimento immigratorio me lo dovete spiegare, ma... dov'è? Credo che se c'è un movimento immigratorio forte in qualche parte d'Italia, ad esempio il Veneto, il mitico nord-est, quello in cui voi "ramazzate" voti "a tutto spiano" - fra l'altro, un Paese particolarmente attento alla morale tradizionalmente, per cui è strano vedere questa grande attenzione alla morale da un lato e questi fenomeni un po' nazionalisti e razzisti dall'altro -, è perché le imprese li chiamano! Li chiamano anche dalla Valle d'Aosta i vostri amici, alcuni dei vostri elettori... perché? Per mandare avanti le imprese di pulizia, per mandare avanti i lavori che non vogliamo più fare noi, dov'è che si prendono le persone? Le prendiamo dagli iscritti di "AN" e di "Forza Italia"? Mandateci dei nomi dei vostri iscritti e non li facciamo più venire, è semplice il problema, non c'è bisogno di chissà quali invenzioni! Li state chiamando voi, però ovviamente vorrete mica far venir su della gente che abbiano gli stessi diritti? Noi cioè vogliamo essere qui al caldo e non avere fastidi, per cui, se possibile, teniamoli da parte!
Il secondo concetto che mi era venuto in mente era l'immagine della "Statua della libertà", una bellissima statua che il Governo francese verso la fine del 1800 o forse ai primi del 1900 ha inviato in America su una bella nave per regalarla alla città di New York per dimostrare quanto rispetto questo Paese, la Francia, che è stato il momento di nascita un po' dello spirito europeo moderno - "liberté, égalité, fraternité" in fondo sono concetti e valori che ancora oggi tutti condividiamo -, avesse verso quell'altra grande realtà di democrazia che è nata più o meno nello stesso periodo della rivoluzione francese in America. Nel 1776 abbiamo infatti la nascita degli Stati Uniti, una repubblica, in un periodo nel quale la monarchia era diffusa in tutto il mondo, al di là che non capisco come possa piacere di più o di meno un Paese, cioè non ho mai sentito qualcuno che si ponga il problema: mi piace il Ghana, non lo so... il Ghana è il Ghana, invece, quando si parla di Stati Uniti, questo Paese deve piacere e soprattutto dalla Destra si sente dire: "se non ti innamori degli Stati Uniti, sei un comunista perché non ti piace l'America". Mi piace l'America, piace soprattutto questa immagine che c'è dell'Americano; quando c'erano gli idrovolanti di Cesare Balbo che nel 1933 arrivarono a New York, cosa incontrarono? La "Statua della libertà"! Se c'è un Paese che ha costruito la sua fortuna sull'immigrazione sono proprio gli Stati Uniti...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... ma mica tanto Presidente! Ancora adesso i Messicani che entrano attraverso le frontiere sono qualcosa che serve agli Stati Uniti per andare avanti nella propria volontà di sviluppo! Lo spagnolo è diventato di gran lunga la seconda lingua degli Stati Uniti, anche se volete mettere le barriere linguistiche, perché la gente, il mondo, la storia vanno avanti alla faccia vostra! E la dimostrazione qual è? Lo vediamo nei giornali di oggi. C'era qui il collega Ferraris che mi ha prestato prima la pagina de "La Repubblica" dove c'era un'immagine bellissima: Bush, che è quello che vuol fare i muri con il Messico, è stato mandato a casa nelle elezioni di "mid-term" e lo sarà tranquillamente lui e tutti i Repubblicani per le cose che hanno fatto in Iraq, ma anche per la questione del muro. Tra l'altro, è interessante quello che sta passando a livello di Camera e di Senato degli Stati Uniti, dove sono entrate le donne, fra l'altro un'Italiana che fa D'Alessandro di cognome da ragazza, poi da sposata Pelosi, che è la Presidentessa di una delle 2 Camere degli Stati Uniti e anzi le mandiamo spiritualmente i complimenti per essere la prima donna a ricoprire quella carica. È entrato un Musulmano, al prossimo giro nel 2008 guardate che entrerà anche qui, poi non so se lo saluterete... lo interrogherete in italiano e anche in francese? Non lo so, o deve passare anche l'esame dello Statuto del partito nazionale fascista? Queste, secondo me, sono le cose che fanno di tale iniziativa una cosa ridicola, ma ridicola di fronte a tutto: alla realtà, alla storia, al futuro!
Bisogna capire come mai c'è questa volontà di "farsi fare le pulci e le contropulci", perché chi inizia queste cose ha paura del futuro, delle proprie posizioni di rendita, di essere messo in discussione, di quello che succederà e, secondo me, la paura viene fuori da due cose. In primo luogo viene fuori da chi non ha progetti politici, perché, se ho un progetto politico, so dove voglio andare, non mi fa paura niente e nessuno perché sono in grado di controllare e gestire le cose, perché so come devo affrontare i problemi; per chi non li sa affrontare, è chiaro che ha paura che gli cada tutto addosso, che lo mandi in discussione in tutte le posizioni di privilegio che ha! In secondo luogo viene fuori sapendo quello che avete fatto in passato, la coscienza del passato ce l'avete eccome! Sapete cosa ha significato per il Centro-Destra la politica dell'inclusione! Come ha detto giustamente il Presidente, una cosa che condivido pienamente e che mi piacerebbe che fosse scritta a caratteri cubitali nello Statuto della Valle d'Aosta, non siamo basati sul diritto di sangue, ma sul diritto di territorio, cioè per chi lavora, ed è una cosa che è profondamente radicata nel popolo valdostano: chi ha diritto di essere un cittadino è quello che ha voglia di lavorare, è quello che ha voglia di essere presente, poi che arrivi dalla Calabria, dal Marocco, ma chi se ne frega! L'importante è che voglia partecipare ad una comunità, voglia condividere i valori di quella comunità, poi che parli in una lingua o parli in un'altra che problema c'è? Anche perché la parte più ridicola di tutto questo - volevo dirlo alla fine lo anticipo adesso - è che chiediamo che i Parlamentari eletti nella circoscrizione della Valle d'Aosta - quindi non lo faranno sicuramente in Consiglio regionale o nel Consiglio comunale di Pollein, ma in Parlamento - scrivano delle cose per cui bisogna tener conto nell'insegnare a questa gente cosa devono imparare anche del particolarismo della Regione autonoma Valle d'Aosta. Bene. Vi rendete conto in cosa ci siamo messi? A quel punto chi può impedire alla Provincia autonoma di Bolzano di chiedere la conoscenza delle radici storiche del Sud Tirolo, ma chi può impedire al Parlamentare che esiste della Comunità greco-albanese della Calabria di dire: "se viene qui un Marocchino, voglio ben che sappia le mie tradizioni da dove arrivano"? A quel punto gli diamo un'enciclopedia affinché se la imparino e poi ci vengano a chiedere se possiamo rispondere anche noi... ma è evidente che non è possibile una cosa del genere! Questo va contro l'Europa, è questa la cosa peggiore! Qui dentro c'è gente che ancora oggi ritiene - spero che continui a farlo ancora per molto tempo - che in Europa sia un concetto importante, anzi direi che sul problema dell'Europa noi tutti ci vogliamo misurare. Per esempio, quando si parla di rinnovamento dello Statuto, uno dei motivi fondamentali per cui si vuole affrontare questa cosa è proprio perché non è più adeguata al fatto che fra il 1945, decreto luogotenenziale, il 1948, lo Statuto di autonomia della Regione speciale, e oggi c'è un elemento fondamentale che ha cambiato la storia ed è l'Unione europea: prima la "CECA" - Comunità del carbone e dell'acciaio -, poi la Comunità europea e poi l'Unione europea... benissimo! Voi pensate che uno dei concetti fondamentali dell'Europa sia quello di blindarsi, di chiudere? Vi ricordo che uno dei principi fondamentali della Carta dei diritti dell'uomo, Nazioni Unite, e Unione europea è la libera circolazione dei cittadini. Che poi finora sia passata più facilmente la libera circolazione delle merci significa che le "lobbies" sono state più brave che non i partiti di Sinistra e cercheremo nei prossimi anni di rifarci, ma il principio della libera circolazione è fondamentale.
Vi è poi un problema anche personale, voi la buttate sul personale e trovo questo profondamente scorretto, è un metodo che spesso si usa in quest'aula: dividersi su problemi personali. La Costituzione dice che la gente non deve essere separata sulle questioni di sesso, di razza, di lingua, di religione... qui ogni tanto si porta la religione, si porta qualche altro elemento per cercare di dividere le persone serie dalle persone meno serie, o comunque che si vuole cercare in qualche modo di isolare e qui si ridice: "riguardo al principio della parità di diritti fra donne e uomini e al diritto di ogni cittadino di aderire alla religione di propria scelta", ci mancherebbe altro! Queste sono cose assolutamente normali. Io la mattina quando accompagno mio figlio più piccolo alla scuola materna, apro il tiretto e nella parte di sinistra c'è il grembiulino di Rashid che arriva dopo mio figlio, prendo il grembiulino di mio figlio, glielo metto e lo faccio entrare e vedo quello di Rashid. Non voglio che mio figlio cresca con l'impressione che vi siano in Valle d'Aosta dei cittadini di serie "A" e dei cittadini di serie "B"; voglio che Rashid per lui sia esattamente lo stesso bambino come tutti gli altri che ci sono in quella classe e, per fare questo, non vi è bisogno di chissà quali cose straordinarie. Penso che, come abbiamo fatto fino adesso, un impegno corretto... credo che all'Amministrazione regionale tutto si possa dire meno che da questo punto di vista non si sia impegnata. Posso anche allargare i meriti al Comune e alla città di Aosta, che credo che su questo tema abbia fatto tantissimo, posso ancora andare al di là e dire l'"Union Valdôtaine" che in tanti anni ha avuto la capacità di collegarsi, di fare momenti di scambio culturali, politici... ad esempio, ricordo iniziative molto belle dell'"Union" nel senso di alcuni esponenti di quel movimento come il Sindaco di Aosta con San Giorgio Morgeto e altri Comuni della Calabria... che molta gente hanno mandato in Valle d'Aosta, quindi penso che, rispetto a questi temi, non abbiamo nulla da modificare rispetto a quello che è stato fatto finora. Quello che non si può accettare è che da questi temi, sul fatto di andare ad esacerbare le richieste nei confronti di tali immigrati, non si voglia far partire un nuovo tipo di politica e, da questo punto di vista, credo che la collega Squarzino abbia posto un problema vero: qui, nella pochezza della questione e nel ribadire cose che sono già previste dalla legge, evidentemente l'obiettivo era completamente diverso: l'obiettivo era far emergere all'interno di questo Consiglio la forza di una parte politica profondamente in difficoltà.
Attenzione, qualcuno nell'"Union Valdôtaine", di quelli mediamente un po' più di Sinistra... mi hanno detto: "non l'ho neanche guardata...", ma questo è opportunismo che è altrettanto pericoloso e colpevole che non chi ha iniziato questo tipo di manovra. State attenti, perché su questi giochi poi si vanno a costruire le differenze fra le persone, si vanno a costruire fratture nella società e nella politica che poi è difficile ricostruire e si potrebbero fare dei ragionamenti su queste cose profondamente diversi. Mi sarei aspettato che in fondo l'invito fosse un altro... ad esempio, uno dei problemi che più attanaglia le persone che sono qui a lavorare da 15-18 anni e quelli per i quali, grazie al "Governo Berlusconi", 5 anni... e alla sua mano sugli apparati dello Stato, si fa in modo che i 10 anni per avere la cittadinanza diventano 12, 13, 14, 15, 18, perché una volta manca un certificato o una fotografia, perché una volta si sono persi il diploma che arriva dall'ambasciata, perché qui, perché là, salvo poi andare a scoprire che dietro tutto questo vi è una manovra. Non voglio dire che vi sia manovra organizzata come quella del trasferimento delle schede bianche dalle prefetture al Ministero, di quello parleremo in altra sede, ma di certo negli ultimi 5 anni vi è stata una volontà di fare tali divisioni e mettere in difficoltà questa gente. Vorrei che, quando si esce di qui, la gente che si incontra sia gente che ha gli stessi diritti; noi ci dovremmo proporre problemi completamente opposti: ma quand'è che questa gente ha diritto di votare per i Comuni, per i quali pagano le tasse, i servizi, per cui si danno da fare... queste persone che costruiscono le vostre case, puliscono i vostri uffici fino a quando dovranno rimanere lì come cittadini di serie "B"? Il problema allora è che queste questioni sono preoccupazioni... forse noi esageriamo un po' i toni, va benissimo, ma sono cose che portano a provare disagio, portano a fratture nella società, a difficoltà.
Approvare una mozione di questo genere significa aprire la strada a fenomeni ben più pericolosi, perché i ragazzi delle "banlieues" parigine sono ragazzi per i quali i Governi francesi (spesso di Centro-Destra) non hanno fatto alcun tipo di politica. L'unica politica qui del Ministro Sarkozy è di andare a dire "les voyous", anzi la parola era anche peggiore... Noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto crescere dei ragazzi senza alcun senso di cittadinanza, o di appartenenza, o di condivisione, che poi ovviamente diventano anche un pericolo pubblico. Non vedo per adesso pericolo in questa Regione, perché ripeto quest'ultima fino ad oggi si è comportata egregiamente. Mi sono intanto venuti in mente 2 piccoli episodi interessanti legati alle Olimpiadi di quest'anno - pensavo che, visti questi episodi, si andasse verso cose ben diverse da tale mozione -: alle scorse Olimpiadi vi era un maestro di sci albanese che lavora abitualmente a Cervinia e non è riuscito in "Coppa Europa" a guadagnare il punto che gli mancava un ragazzo marocchino che fa il maestro di sci a Cervinia e che è stato adottato molti anni fa da una famiglia di Torgnon; credo che questi siano dei segni che la montagna diventa un valore, un momento di crescita e di unione. Non ci badiamo a queste cose: una delle preoccupazioni per cui avevo proposto a questo Consiglio una mozione per promuovere la pratica dello sci nella scuola è perché le pratiche sportive diventano momenti di coesione. Qui bisogna andare a scrivere... perché non promuoviamo attività positive sociali, sportive, associazionistiche? Visto che si trovano in un Paese straniero in cui li abbiamo chiamati, in cui sfuggono da difficoltà, noi cosa gli offriamo? Gli offriamo un esame sul particolarismo della Regione Valle d'Aosta. Non so se si deve prendere lo "Zanotto", adesso vediamo quale testo dovremo adottare... però dobbiamo ricordarci di mandarlo ai Parlamentari Perrin e Nicco affinché lo facciano inserire nel testo d'aula, altrimenti non vale!
Vi devo dire che stasera, più che dal Centro-Destra, dal quale non mi aspetto null'altro, sono deluso dagli Autonomisti che formano la maggioranza di questa Regione, perché speravo che fossero più coerenti rispetto a quello che hanno fatto finora. Spero sia un incidente di percorso, un errore legato alle necessità ciniche della politica. Credo che il cinismo non vada bene quasi mai, anzi mai, forse solo nel fare le previsioni dell'Enalotto o al Totocalcio si può essere cinici, ma sul resto credo si debba lasciar perdere. È un episodio, lo prendiamo come episodio; richiamo molta attenzione perché sono problemi molto delicati e che io vedo in totale contraddizione con i valori dell'autonomia e del popolo valdostano: per questo, nell'annunciare all'unanimità il voto contrario del nostro gruppo su questo, credo di poter anche auspicare che in questi minuti la maggioranza rilevi una certa incongruità rispetto alle proprie politiche e ci ripensi e, se non ci ripensa adesso, che nelle prossime settimane si ricordi che in questo caso ha fatto proprio una sciocchezza!
Presidente - La parola al Consigliere Vicquéry.
Vicquéry (UV) - Devo intervenire, essendo stata "tirata in ballo" l'"Union Valdôtaine", e vorrei ricordare a tutti coloro che si ergono a paladini dell'integrazione che l'"UV" è maestra in materia già dalla sua fondazione e non accetta lezioni da nessuno! Siamo stati emigrati noi stessi e abbiamo saputo cosa significa esserlo. Se si vuole in quest'aula fare demagogia e populismo, ci rifiutiamo di metterci sullo stesso livello: primo, perché non dobbiamo dimostrare niente a nessuno; secondo, perché qui si sta facendo una confusione voluta fra extracomunitari, "in primis", chi sono e cosa significa essere extracomunitari! Gli extracomunitari sono tanti cittadini dell'est con i quali questa Amministrazione regionale, prima che gli Stati diventassero parte integrante dell'Unione europea, ha stipulato degli accordi per i flussi migratori, per la formazione: mi riferisco ai Polacchi e ad altri; gli extracomunitari sono gli Svizzeri, gli extracomunitari non sono solo i Musulmani, perché mi pare di capire che si voglia semplificare il tutto agli extracomunitari di religione musulmana.
Questo è un documento che abbiamo firmato, perché, se si legge bene "tra le righe", ha dei significati molto importanti. Quando si chiede al Governo e al Parlamento italiano di "rimodulare il disegno di legge Amato prevedendo un'adesione piena ed esplicita da parte degli aspiranti cittadini ai valori della democrazia e ai principi fondamentali iscritti nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo", si vuole entrare nel merito della questione. Siamo convinti che ogni società può convivere in una logica di democrazia aperta, in cui vengono riconosciute tutte le minoranze, tutti i diritti religiosi e sociali, a condizione che vi sia un comune denominatore e il comune denominatore lo si crea all'interno della società. Nel momento in cui all'immigrato si chiede una piena adesione esplicita ai principi della Costituzione, andiamo a toccare materie delicatissime e fondamentali come quelle che riguardano la famiglia, come è intesa nella Costituzione e come è scritta nella nostra legge regionale. Ma in quell'ambito vorremmo muoverci noi, perché immaginiamo cosa significa l'inserimento di famiglie non valdostane che siano poligame per esempio, tema delicatissimo. L'accettare la piena ed esplicita condivisione di questi principi non è cosa di poco conto, noi accettiamo tutti; la Costituzione difende tutte le confessioni religiose, accettiamo tutti, ma vogliamo anche noi essere rispettati nei nostri principi. È un principio fondamentale su cui si basa la convivenza umana. Non venite allora a darci lezioni su questa materia, perché sicuramente non finanziamo le moschee, ma non siamo disposti a finanziare neppure i nuclei familiari poligami! Se qualcuno lo è, lo dica, andiamo sulle piazze a parlare di questi argomenti. Quando si parla di difendere e di aderire alla "Dichiarazione dei diritti dell'uomo", mi sono preso la "briga" di prenderli e l'articolo 9 dice che: "la liberté de manifester sa religion ou ses convictions ne peut faire l'objet d'autres restrictions que celles qui, prévues par la loi, constituent des mesures nécessaires, dans une société démocratique, à la sécurité publique, à la protection de l'ordre, de la santé ou de la morale publiques, ou à la protection des droits et libertés d'autrui". Non dice che ognuno è libero di fare anarchia religiosa, passatemi il termine, dice che deve rispettare la legge, lo dice la Convenzione dei diritti dell'uomo. Ribadisce all'articolo 12: "A partir de l'âge nubile, l'homme et la femme ont le droit de se marier et de fonder une famille selon les lois nationales régissant l'exercice de ce droit" ... e potrei continuare su questo argomento. Abbiamo votato e voteremo se è il caso anche altre mozioni e risoluzioni che provengono dalla Destra, ma non siamo di Destra... questo è poco ma sicuro, non preoccupatevi! Siamo per una società multietnica nel rispetto reciproco delle proprie leggi e convinzioni religiose, culturali e sociali, mi pare sia chiaro questo concetto!
Non vorrei toccare l'altro grande tema contenuto in questa risoluzione, il tema tanto caro alla collega Squarzino: il tema delle pari opportunità. Vogliamo che le donne immigrate siano trattate come sono trattate le donne valdostane, esattamente negli stessi termini, non consideriamo che sia così l'obbligo imposto alle donne di usare il "burka" o quant'altro; è una posizione che sarà anacronistica, sarà razzista, sarà di Destra, ma consideriamo che obbligare le donne ad indossare il "burka" non sia segno di rispetto della donna!
(applausi da alcuni banchi del Consiglio... si grida: "Bravo, bravo!")
... chiediamo semplicemente che nel momento in cui entrano in Italia, siano disponibili a prendere atto che entrano in una realtà diversa.
Il terzo tema fondamentale per cui abbiamo votato questa risoluzione è l'aggiunta: tenendo conto del particolarismo della Regione autonoma Valle d'Aosta.
Se si vuole fare dell'ironia su questo, facciamola pure, ma la "legge Amato" è una legge quadro, nelle leggi quadro riteniamo che i nostri Parlamentari potrebbero inserire una normativa di rinvio alla normativa regionale, che riguarda la Valle d'Aosta per il francese, anche per il walser, dove si dice che le Regioni a Statuto speciale, il cui particolarismo è riconosciuto dall'articolo 3 della Costituzione, sono autorizzate a normare in materia di tutela del particolarismo, il che significa tutto e nulla. Significa di fatto avere un mandato perché in questo Consiglio regionale si ragioni in termini di ulteriori processi di integrazione, che non sono politiche di esclusione, sia ben chiaro, perché non passeranno molti anni che in quest'aula avremo rappresentanti anche degli extracomunitari, che siano di religione cattolica o di religione musulmana. Noi chiediamo allora solo che chi viene a rappresentare il popolo valdostano, avendo diritto in quanto elettorato passivo di essere votato, conosca la realtà valdostana. Non chiediamo di fare dei corsi di "patois", ma che conosca la realtà valdostana e, se avremo una delega in questo senso nella "legge Amato", potremo legiferare in una logica di totale apertura; quindi, per favore, non usate più questi termini nei confronti dell'"Union Valdôtaine", perché l'argomento è interessantissimo e possiamo scendere in piazza a ragionare su questo, ma siate sicuri che siamo vincenti sotto tale punto di vista.
(da alcuni banchi del Consiglio... si grida ancora: "Bravo, bravo!")
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Quello che è preoccupante di quest'aula, io sono il terz'ultimo arrivato qui dentro, è l'insofferenza assoluta e totale di quando si parla di argomenti delicati, che vadano al di là della quotidianità della bottega, è già diverse volte che succede questo, ma oggi credo che abbiamo battuto il record! Volevo dire al "compagno" Tibaldi che oggi, con quello che ha detto, ha fatto un insulto alla propria intelligenza... pazienza il Consigliere Frassy, perché è un problema genetico, in sostanza...
(ilarità dell'Assemblea)
... invece al Consigliere Vicquéry devo dare atto che ha corretto...
Presidente - ... chiedo al Consigliere Bortot di moderare i termini sul piano personale.
Bortot (Arc-VA) - ... ne ho ricevuti altrettanti io da "quella parte" e il Presidente del Consiglio di turno mi sembra che non sia intervenuto... basta vederlo!
Dicevo, per fortuna il Consigliere Vicquéry ha "corretto il tiro", ha fatto un intervento riduttivo riducendo l'immigrazione, la dignità di queste persone, stiamo parlando di persone e non di oggetti "usa e getta", a questioni di pari opportunità e poligamia. Certo che c'è un problema enorme rispetto a culture diverse; 15 giorni fa stavo vedendo la trasmissione "Che tempo che fa", c'è stata un'intervista a Gorbaciov, a una domanda che gli era stata posta sulla democrazia in Russia gestita da Putin e sull'uccisione e sui mandanti della giornalista che difendeva la libertà di parola e di stampa in quel Paese, ha dato una risposta molto bella: "voi Paesi occidentali ed europei avete 200 anni di pratica della democrazia alle spalle, noi abbiamo 15 anni, volete lasciarci imparare come si fa? Siete poi tanto sicuri di essere in grado di darci delle lezioni di democrazia con quel che succede nel vostro Paese quotidianamente?".
Il dato positivo della nostra Regione è che i Valdostani che sono fuori da quest'aula sono molto più avanti di noi e di chi propone questa risoluzione, vi spiego il perché. Ho abitato a Saint-Barthélemy, vi sono un sacco di immigrati rumeni, albanesi, arabi di religione e non di religione, che vivono nelle case dei Valdostani a contatto quotidianamente, non sempre con rapporti facili, ma li hanno ospitati in casa. Tutte le mattine passo davanti a un bar di Nus, vedo camioncini di piccoli impresari valdostani che vanno al lavoro con immigrati rumeni, albanesi, marocchini, veneti, calabresi... tutti i giorni li fanno salire, non li fanno salire sul cassone, ma in cabina, quindi ci sono dei comportamenti quotidiani dei Valdostani che fanno onore a questa Regione più di quello che si farà in quest'aula stasera.
Siamo andati in giro per il mondo... ci sarebbe da fare un bel discorso sul perché tali persone sono obbligate ad emigrare, forse gli abbiamo rapinato un po' di risorse dei loro Paesi in tutti questi secoli, forse noi non siamo emigrati nei loro Paesi, ci siamo andati da colonialisti a portare la nostra civiltà a colpi di baionette, cannoni e a massacrarli, o facciamo finta che la storia non esista?
Sono stati citati gli Stati Uniti: quel Paese è nato sulla distruzione di un popolo, gli Indiani, che continua in silenzio da parte della nostra cultura cosiddetta "occidentale", della nostra cosiddetta "civiltà". Se poi facciamo l'elenco di quel che è successo in Sud America e, per fortuna, solo in parte in Asia e quel che è successo in Africa, schiavismo, rapina di materie prime, imposizioni culturali, siamo qui che abbiamo paura di essere "inquinati" culturalmente e magari anche nel colore della pelle: cose dell'altro mondo! Come se non fossimo tutti cittadini di questo mondo! Occorrerebbe un po' più di umiltà e un esame di coscienza, sarebbe molto bello avere gli immigrati che ci fanno le pulizie, ci fanno funzionare gli alpeggi, l'impresa, poi, dopo che hanno finito di lavorare, naturalmente decidiamo noi quando, cancellarli. Non ci sarebbe allora il problema delle case, il problema di "inquinamenti" culturali, perché questo discorso della cultura e della civiltà è impressionante. Se non siamo capaci di dialogare con 2 popolazioni che hanno la stessa cultura, che stanno in linea d'aria a 5 km. e sono nella Val dell'Orco e nella Val Soana, certo che è difficile che abbiamo voglia di dialogare e di riconoscere culture diverse, colori di pelle diversi, costumi e tradizioni diverse e lingue diverse a qualcun altro... ma questa è una vera indecenza!
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Era talmente banale tale mozione, questo argomento, che, di fatto, ci siamo resi conto che avete acceso delle polemiche pretestuose e strumentali uscendo completamente dall'oggetto della mozione. Qui molti di voi sono intervenuti, escludo il collega Vicquéry, per fare sano populismo, demagogia, come se fossero di fronte a una folla di extracomunitari per cercare di raccogliere il loro consenso, ammesso e concesso che riescano a raccoglierlo da parte di tutti. Innanzitutto cittadinanza non è ospitalità, sono due cose diverse, qui si sta parlando di cittadinanza. Penso che come ospitalità il nostro Paese e la nostra Regione abbiano dato finora esempi di estrema generosità e solidarietà, e su questo penso che tutti possiamo convenire, ma qui si sta parlando di cittadinanza. La cittadinanza è una quota di sovranità che viene attribuita a una persona, che diventa cittadino. Questa quota di sovranità - come è stato ribadito dal Presidente Caveri - comporta, sì, dei diritti, compresi quelli politici di voto, che sono tanto cari alla Sinistra che sta cercando, per alimentare il loro consenso decrescente, di pescare in queste quote di futuri cittadini neoitaliani dei possibili consensi, ma è richiesta l'osservanza di doveri, che non possono essere un "optional". Noi, cittadini italiani, abbiamo dei diritti, ma osserviamo puntualmente dei doveri, altrimenti siamo castigati.
Il problema allora è che i flussi migratori che in questi anni ci sono stati e che sono previsti per il futuro creeranno, se non governati, una frattura sociale non indifferente, perché è previsto un raddoppio di immigrati da 3 a 6 milioni in 10 anni. D'altronde lo vediamo nelle quote di immigrati che sono stati sanati in questi anni, anche con la "legge Bossi-Fini" che poteva essere decisamente più rigida, e non mi vergogno di dirlo. Ha previsto un contratto di soggiorno, casa e lavoro era il binomio, troppo sovente "si è chiuso un occhio" su questo aspetto, perché anche la Valle d'Aosta è popolata di gente sì che lavora e paga le tasse, ma anche di gente che vediamo ciondolare in mezzo alle strade o alle piazze che non sappiamo neppure cosa faccia. I "phone centers" sono assiepati di gente che non sappiamo neppure come sbarcano il lunario! Per noi questa è una preoccupazione, colleghi Sandri e Squarzino, perché l'insoddisfazione della persona e della famiglia crea dei disagi che poi si ripercuotono sulla società e di cui tutti quanti paghiamo il prezzo.
Oltre a questo aspetto, che è uno dei tanti che sono collegati al fenomeno migratorio, c'è anche quello femminile, che è stato ricordato. È ammissibile che le donne debbano girare coperte anche in un Paese libero come il nostro? Se lo vogliono fare come costume, va bene, ma come imposizione ci sembra un aspetto deteriore che non è accettabile dai nostri principi di civiltà. È ammissibile che anche in Italia, Paese libero e democratico, che tutela i diritti della persona, si pratichi ancora l'infibulazione? Mi rivolgo alla collega Squarzino e alle Consigliere di questo consesso...
(interruzione del Consigliere Sandri, fuori microfono)
... sono altri problemi questi, collega Sandri!
È possibile, e mi riferisco al caso di Rashid, che lei citava... per carità, non vogliamo cittadini di serie "A" e di serie "B"... che nella scuola materna di Châtillon o di altri Comuni limitrofi non si possa fare il presepe a Natale perché si offende la sensibilità di piccoli bambini extracomunitari di religione islamica? È normale che si debba togliere il crocifisso? Ma questo è il rispetto della nostra civiltà, della nostra tradizione e dei nostri costumi, delle nostre sensibilità? Noi non vogliamo che i cittadini di serie "B" un domani diventiamo noi. È giusto che queste persone che aiutiamo, nei confronti dei quali promuoviamo solidarietà diventino... se manifestano i requisiti, ma non solo la conoscenza dei nostri principi e dei nostri valori, ma anche apprezzarli, devono apprezzarli i nostri valori, non possono disprezzarli. Non possiamo coltivare nella nostra società dei "germi" che un domani sono dirompenti e disgregano il nostro tessuto sociale e civile! Devono rispettare i nostri costumi, come dobbiamo noi, se andiamo nei loro Paesi, rispettare i loro valori e i loro principi, perché noi in una moschea non entriamo se non siamo abbigliati in una certa maniera e naturalmente questo lo chiediamo a maggior ragione se vogliono diventare cittadini italiani a tutti gli effetti.
È normale che una donna sia stata uccisa barbaramente a bordo strada nel Comune di Quart, perché il marito non voleva che lavorasse? Questo è successo nella civilissima Valle d'Aosta! Non ho sentito un Consigliere di Sinistra o un partito di Sinistra prendere posizione su questo aspetto! È tollerato? È normale che la ragazza pakistana venga sgozzata dai familiari perché frequenta un ragazzo italiano? È questa l'integrazione sociale di cui si parla nella "legge Amato" in maniera estremamente generica e sommaria? Chiediamo che sia qualcosa di più, che in questa legge vi sia scritto qualcosa di più, anche perché tale provvedimento prevede un dimezzamento dei termini per diventare cittadini da 10 a 5 anni e non è poca cosa. Se vogliamo fare uno sconto temporale a queste persone, possiamo anche accettarlo, ma a determinate condizioni: che vi sia un test preventivo di conoscenza e di accettazione dei nostri principi e valori fondamentali, altrimenti creiamo dei cittadini di serie "B" che saremo noi, cittadini italiani, obbligati all'osservanza di doveri ai quali loro non sono obbligati. È questo l'aspetto che abbiamo voluto sottolineare con tale mozione ed è un aspetto che non è di secondaria importanza, né banale, è un aspetto che viene sottovalutato nel disegno di legge "Amato" ed è questo il momento per intervenire. Vi sono 2 rappresentanti valdostani al Parlamento italiano che possono portare la nostra istanza in sede parlamentare.
Siamo ben lieti di aver sottoscritto e condiviso anche la precisazione che il particolarismo della Regione Valle d'Aosta venga comunque conosciuto e rispettato, tra l'altro è un particolarismo riconosciuto a livello costituzionale; di conseguenza, può trovare nella sede parlamentare nazionale una giusta risposta anche con degli emendamenti che i nostri Parlamentari possono proporre all'attenzione di un Governo che appoggiano e di un Parlamento con il quale condividono la maggioranza, anche perché chiunque voglia lavorare, in particolare nel settore pubblico in Valle d'Aosta, deve avere quei rudimenti di "civilisation valdôtaine" che ti permettono un'integrazione più piena e completa nell'ambito della società in cui vivi; quindi abbiamo accolto volentieri anche questa precisazione.
Ripeto però, e concludo: sono dei principi e non accogliamo le provocazioni - mi rivolgo in particolare ai colleghi di Sinistra - di tale mescolanza, di questo voluto "inquinamento" fra il concetto di cittadinanza e quello di ospitalità, che sia la Valle d'Aosta che l'Italia riconoscono in maniera superiore ai Paesi dai quali provengono tutte queste persone, che naturalmente sono in cerca di lavoro, sono qui per colmare un deficit di manodopera esistente in Italia e in Val d'Aosta, però vi sono delle condizioni che non possiamo dimenticare e che devono essere rispettate anche da coloro che un domani si apprestano a diventare cittadini italiani.
Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana.
Viérin A. (UV) - Tout à l'heure je voyais des collègues qui étaient un peu énervés, parce que il est vrai nous sommes ici depuis très longtemps, mais moi je suis plutôt optimiste quand je vois que cette Assemblée se penche sur certains sujets et qui démontre une très grande attention, parce que, si on regarde le nombre de Conseillers assis maintenant dans cette salle, si j'élimine l'hypothèse qu'ils soient simplement fatigués, je dois imaginer qu'ils soient intéressés au problème. Evidemment il s'agit d'un problème difficile, on touche à un secteur qui est sûrement délicat, mais tout cela est un signe de grande vivacité, de sensibilité de cette Assemblée et donc je m'en réjouis.
Je partage pratiquement tout ce que mon collègue Vicquéry vient de nous dire, surtout parce que j'apprécie toujours en lui cette sensibilité que je lui reconnais, cette attitude qu'il a toujours démontrée, d'après ce que j'ai pu voir en le connaissant de près, vers ce qui est différent de lui, vers les cultures qui ne sont pas la sienne et donc je le félicite, mais, puisque tout le monde est un petit peu sorti des sentiers battus, j'aimerais rester sur la motion qui nous a été proposée, parce que j'ai les 2 motions, la motion initiale et la motion finale après le travail de recomposition pendant la pause. Evidemment si on se réfère à la première, je pourrais partager ce que disait M. Sandri, mais je pense qu'il n'avait pas lu la dernière, donc il parlait que pour la première. Dans la deuxième on a éliminé toute une série de passages, parce qu'on s'est rendus compte qu'on ne pouvait pas les écrire, puisqu'ils étaient déjà dans la loi et donc - je ne vous ai pas interrompu, M. Frassy, je vous prie de faire la même chose - ils ont été éliminés et je m'en réjouis. Par contre je dois signaler que dans les prémisses on a oublié de faire la correction, parce que si on enlève dans la partie terminale, dans laquelle on demande, il faut nécessairement l'enlever dans les prémisses. Je me réfère au 2e point, où on dit simplement: "in un contesto come quello italiano, caratterizzato da un forte fenomeno immigratorio, tale proposta risulta problematica per il nostro Paese, poiché..." - et c'est à partir de là qu'à mon avis il faut tout simplement effacer le deuxième partie, parce qu'on dit: "... la concessione della cittadinanza agli immigrati non sarebbe preceduta da alcuna valutazione preventiva - neppure indiretta - della volontà e del grado di integrazione...", bon, cela faisait partie de la première motion, mais, puisque cela n'est pas vrai, on s'est rendus compte, quand on l'a analysée, que cela ne correspond pas à la vérité, il serait nécessaire de biffer toute cette partie: "... problematica per il nostro Paese", punto!
Après il faut enlever simplement cette partie, parce que sinon on n'est pas sérieux, et je demanderais également, en tant que représentante des femmes... je me réjouis qu'aujourd'hui j'ai entendu de si gentils mots vis-à-vis de la partie féminine non seulement de cette Assemblée, mais de cette Communauté, j'espère que les actes que vous nous ferez dans le futur démontreront que votre attitude était la bonne. Dans il "chiede" je suis parfaitement d'accord: "prevedendo un'adesione piena ed esplicita... ai valori della democrazia..." - "ai valori della democrazia liberale" on l'a biffé, donc j'adhère parce que la démocratie ne peut être qu'une - "... e ai principi fondamentali iscritti nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo", punto, parce que mon collègue Vicquéry, qui a pris la peine de lire la Déclaration des droits de l'homme, nous a rappelé que, par exemple, on parle de religion, on parle de droits de la femme, on parle de tout cela, parce que dans la Déclaration des droits de l'homme et dans la Constitution italienne il y a tout; donc, pour ne pas être redondants et pour ne pas "prêter le flanc" à des peut-être même prétextueuse - accusations de la part des autres - je demanderais simplement de nous arrêter à "Dichiarazione dei diritti dell'uomo". Avec ces 2 corrections que je prie d'apporter je pourrais tranquillement voter la motion. Merci.
Presidente - Chiedo alla Consigliera Viérin Adriana se vuole presentare l'emendamento.
La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Sicuramente il dibattito è stato più approfondito e più appassionante di quanto potesse essere previsto nelle intenzioni nostre quando abbiamo presentato questo documento all'attenzione dell'aula. Probabilmente alcuni colleghi, nell'intervenire nel dibattito, avevano in mente altri dibattiti: dibattiti televisivi molto accalorati che affrontano il problema dell'immigrazione, dei flussi, dell'integrazione. Mi sembra che il collega Tibaldi, nell'illustrare il testo della mozione come risulta comunque dalle modifiche concordate, abbia ben evidenziato che il problema degli extracomunitari, da noi affrontato, è un problema specifico: è il problema della cittadinanza. Il problema della cittadinanza, colleghi della Sinistra, è un concetto particolare e distinto rispetto al concetto più ampio dei flussi migratori, rispetto al principio di non discriminazione previsto dalla nostra Costituzione. Vi vorrei ricordare che ai tempi dell'antica Roma il diritto di cittadinanza era uno di quei diritti sacri che non venivano concessi così, perché in tale diritto si racchiude quella partecipazione - usando un'espressione che forse il collega Sandri fa fatica a capire - ai "destini patri", ma, per dirlo in maniera che lui possa capire meglio, la partecipazione alle scelte della vita pubblica e della Repubblica... perché di questo stiamo parlando: stiamo parlando della possibilità di essere eletti e di partecipare alla "scelta" degli eletti che fanno le "scelte" nell'amministrazione pubblica dai poteri locali passando per le Regioni e arrivando al Parlamento.
Ci stupisce che soprattutto dai banchi della Sinistra vi siano degli strani "pruriti" su quel concetto di parità uomo-donna che è rivendicato a ogni piè sospinto. Avete depositato, colleghi "DS", una proposta di legge che ribadisce il concetto delle quote rosa, sulle quali abbiamo più di una perplessità. Quando andiamo a sottolineare richiamando la Dichiarazione dei diritti dell'uomo... e diciamo: "con particolare riguardo", di conseguenza siamo consapevoli che questo principio sia contenuto nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo, ma, nel momento in cui ci riferiamo alla dichiarazione, vogliamo sottolineare un aspetto problematico dei rapporti uomo-donna, qualcuno insorge dicendo che è una sottolineatura inopportuna? Siamo veramente allibiti che queste affermazioni provengano dalla Sinistra e provengano poi dalle donne, che hanno sempre rivendicato quanto qui andiamo a scrivere. E quando diciamo: "con particolare riguardo... al diritto di ogni cittadino..." - cioè di colui che, avendo acquisito la cittadinanza, diventa cittadino - "... di aderire alla religione di propria scelta", cioè è un ribadire dei principi di libertà universali che sono riconosciuti in tutte le società che si vogliono definire democratiche! Non capisco allora sinceramente l'intervento del collega Sandri e ancor meno quello del collega Bortot: 2 interventi che non c'entravano assolutamente nulla con l'oggetto di questa discussione: il diritto di cittadinanza. Il diritto di cittadinanza non preclude il diritto al lavoro, né tutti quei diritti che sono riconosciuti nell'ambito di principi che devono essere rispettati e codificati e in parte lo sono già stati... di immigrazione. Il diritto di cittadinanza è un'altra cosa: il diritto di cittadinanza è il percorso conclusivo dell'integrazione di quel cittadino extracomunitario e non capiamo nemmeno perché relativamente ad una mozione che fa riferimento alla cittadinanza - e che non mi sembra faccia riferimento né a concetti religiosi, come può essere la fede islamica, né a latitudini, come possono essere i Paesi arabi o del Maghreb - perché dai banchi della Sinistra tutto il ragionamento si sia incentrato sull'immigrazione islamica. Abbiamo una forte immigrazione che è in fase di continuo aumento rispetto agli anni precedenti di tutta l'immigrazione dei Paesi dell'est Europa, che non sono ancora nell'Unione europea. Il problema della cittadinanza è a 360 gradi, il fatto che voi lo abbiate voluto limitare a una componente problematica dell'immigrazione denota quanto meno una visione parziale e settoriale del problema che qui abbiamo voluto affrontare.
Cercando anche di rispondere alla collega Viérin rispetto alle sue proposte di sub-emendamento, penso che la volontà del grado di integrazione dei soggetti interessati... di cui lei chiede la soppressione in quanto ritiene che faccia parte della stesura della prima versione della mozione... non sia congruente con la nuova stesura della parte finale, perché la volontà del grado di integrazione dei soggetti interessati viene ad appalesarsi solo con un'adesione piena ed esplicita, perché senza un'adesione piena ed esplicita vorrei sapere come viene accertata la volontà e il grado di integrazione .di questi soggetti; perciò non è in contraddizione, ma è la giusta premessa a quel principio che la stessa collega mi sembra abbia dichiarato di accettare e di riconoscere.
Penso che su questo argomento si sia detto tanto, si sia detto troppo, che qualcuno sia andato fuori tema e abbia voluto affrontare con una visione ideologica limitativa quello che è un problema che dovrebbe essere affrontato con un grande pragmatismo. Sappiamo che i percorsi del collega Sandri e Bortot, che un tempo erano condivisi e che adesso di tanto in tanto si rintrecciano, sono dei percorsi che sono stati segnati da forti pregiudizi ideologici. Il fatto poi che il collega Bortot in un discorso politico voglia anche iniziare a fare dei discorsi di genetica, di eugenetica, è pericoloso perché, quando si inizia a parlare di genetica, mi vengono in mente certi discorsi che venivano fatti in 2 contesti storici geografici: la Germania nazista e la Russia stalinista. In quei contesti, che lei ben conosce perché immagino che li abbia studiati quanto meno, la genetica diventava una componente importante del dibattito politico. Mi auguro che il suo sia stato uno scivolone di percorso sull'onda emotiva di un'ideologia che probabilmente ancora l'accompagna nelle sue battaglie politiche.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Non sono Alice nel Paese delle meraviglie, ma non sono neppure il "cappellaio matto", nel senso che non mi sono addormentato cittadino del mondo e mi sono risvegliato come una specie di xenofobo che sta dando la propria adesione a chissà quale tipo di mozione! Sono sempre stupito di come diventi scoppiettante il dibattito politico in quest'aula anche al di là del contenuto testuale di alcune discussioni, perché a parte il sulfureo amico Sandri che oggi ho scoperto con una vena americana che credo gli derivi dal successo democratico nelle recenti elezioni per il Congresso per il Senato, perché francamente almeno fino a ieri "l'Amministrazione Bush" si apprestava a costruire un lungo muro nel confine fra il Nuovo Messico e il Texas per evitare il passaggio degli immigrati clandestini messicani, quindi non parlavamo degli stessi Stati Uniti, della "Statua della libertà" regalata dai Francesi...
Credo che una buona legge sull'immigrazione sia un segno di civiltà, perché una buona legge sull'immigrazione e buone direttive comunitarie in materia di immigrazione siano l'unico antidoto contro le carrette del mare, che riversano sulle nostre coste. E sulle nostre isole migliaia e migliaia di immigrati clandestini che sono manovrati dalla mafia crescente e vorrei dire che, quando si parla del grado di civiltà delle Regioni, parliamo anche di quelle Regioni dove ci sono - come ha ricordato bene una recente inchiesta dell'"Espresso" - persone che arrivano dai Paesi del Terzo Mondo che sono sfruttate come se si vivesse non nella civile Italia, ma chissà forse negli Stati del sud degli Stati Uniti all'epoca dello schiavismo.
C'è qualcosa però che stride negli interventi quando si pensa che nella già citata Francia per ottenere la "nationalité" nella legge attuale, il cittadino "doit justifier son assimilation à la Communauté française" - il termine è un termine molto forte: "assimilation... lors d'un entretien individuel. Deve conoscere la "langue française" e deve avere una buona conoscenza "des droits et devoirs conférés par la nationalité française", quindi c'è una richiesta di conoscenza. Cosa dicono la Costituzione tedesca e la legge tedesca sulla cittadinanza? "Una conoscenza della lingua tedesca, riconoscere ed accettare l'ordinamento liberal-democratico previsto dalla legge fondamentale della Repubblica federale tedesca". Qui il termine "liberale" sembra essere non tanto gradito... Sulla questione linguistica poi fa sfracelli la legislazione inglese: "avere un'adeguata conoscenza della lingua inglese, del gaelico o del gallese". Nel Regno Unito, dove la Costituzione non è scritta, si prevede che uno può sapere l'inglese, il gaelico o il gallese. Lo trovo rimarchevole, va nel senso di quello che si diceva prima. Credo allora che non vi sia alcuna oggettiva ragione se non prendere atto che bisogna tener conto di evitare opposti estremismi e anche alcune tentazioni, che ci sono... perché credo che talvolta esista il rischio nella nostra società di accettare con troppa facilità i relativismi culturali. Il relativismo culturale è una bellissima parola se non si coniuga con il "burka", con l'infibulazione, con un mancato rispetto degli altri, con diritti a cui corrispondono dei doveri. Credo quindi che leggendo il testo qualunque persona cittadina del mondo e che vuole una buona legge sull'immigrazione non possa non cogliere il fatto che nella nostra richiesta c'è solo una richiesta di esplicitazione nell'attuale testo della "legge Amato", che dice semplicemente: "integrazione linguistica e sociale", punto, poi nella logica italiana rimanda a un regolamento, che è la parola sempre magica. Fai una legge chiara, come hanno fatto i Francesi, gli Inglesi e i Tedeschi? No! Noi ci rimettiamo ad apposito regolamento in cui si dirà cos'è l'integrazione linguistica e sociale. Il nostro Consiglio fa bene ad invitare il legislatore nazionale ad essere più esplicito in cosa si intenda per questi valori sociali, che non sono altro che la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e la Costituzione italiana.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Per mozione d'ordine prima della chiusura del dibattito generale, volevo sapere se, come era stato annunciato in aula prima dalla collega Viérin, erano stati depositati gli emendamenti che aveva presentato, perché dopo la chiusura non si possono più depositare. Volevo capire se si poteva fare 5 minuti di interruzione per capire questa questione degli emendamenti e poterla valutare.
Presidente - Il Consiglio è sospeso per 5 minuti. Prego il Consigliere interessato di verificare.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19,21 alle ore 19,40.
Presidente - Sto aspettando il nuovo testo riformulato. Possiamo ripristinare l'operatività del Consiglio? Vi stanno distribuendo il testo riformulato della mozione; ne do lettura:
Mozione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Premesso che:
- il disegno di legge n. 1607, ora all'esame della I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati, propone la concessione della cittadinanza italiana agli stranieri che risiedano da almeno cinque anni nel territorio della Repubblica e a coloro che sono nati in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno residente;
- in un contesto come quello italiano, caratterizzato da un forte fenomeno immigratorio, tale proposta risulta problematica per il nostro Paese, poiché la concessione della cittadinanza agli immigrati necessita di una più attenta valutazione preventiva della volontà e del grado di integrazione dei soggetti interessati;
- l'acquisizione della cittadinanza richiede l'accettazione piena dei principi e dei valori della Comunità nazionale della quale si entra a fare parte e comporta un'attribuzione di diritti civili e politici, che si esercita attraverso il voto e la possibilità di essere eletti;
Considerato che, nei fatti, la nuova normativa avrebbe l'effetto di immettere di colpo nella società italiana parecchi "neoitaliani" provenienti da culture spesso assai diverse dalla nostra;
Chiede
al Governo e al Parlamento italiano di rimodulare il disegno di legge Amato, prevedendo un'adesione piena ed esplicita da parte degli aspiranti cittadini ai valori della democrazia e ai principi iscritti nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo;
Invita
i Parlamentari eletti nella circoscrizione della Valle d'Aosta a proporre, nelle sedi di rispettiva competenza, l'emanazione di norme che tengano conto dei principi summenzionati e del particolarismo della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
F.to: Tibaldi - Vicquéry - Lavoyer - Viérin Marco - Frassy
La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Rapidamente per dire che, malgrado la formulazione finale abbia "addolcito" alcune parti che erano state prima evidenziate anche nella seconda formulazione, il nostro gruppo voterà contro questo tipo di ultima formulazione ad emendamento del testo, perché anche dal dibattito che è emerso in questa fine di pomeriggio sono state fatte delle valutazioni che ci confermano che dentro tali parole ci sono dei contenuti che non sono particolarmente condivisibili. In particolare, il relativismo culturale non è l'omogeneizzazione culturale, ma è ovviamente la capacità di utilizzare la volontà e la differenza di tutti per rendere un insieme più unito, più nuovo e più forte di quanto non siano le componenti singole di partenza, ma che vi siano delle preoccupazioni rispetto alla capacità di capire cos'è la cittadinanza amici della "CdL" credo venga fuori da 3 piccole "chicche" che estraggono... non tiro fuori le altre 45 che avevo segnato, ne faccio solo 3 che sono le più significative: la prima, è che è scappata al "buon Tibaldi" la parola "germi", che era in "senso general generico", ma nel contesto in cui è emersa questo tipo di definizione dimostra la paura della malattia, la paura di qualcosa che rovini. Sarebbe molto più bello da parte dei colleghi della Destra capire che queste nuove e diverse sensibilità e culture non possono che essere un arricchimento e un rinforzamento. È come una specie di innesto, un albero se rimane sempre uguale negli anni... poi alla fine l'albero da frutto dà sempre meno frutta e diventa sterile. L'innestare nuova "linfa" invece rafforza queste cose; fra l'altro, so che in Valle d'Aosta la coltura della vite è molto seguita ed è anche un notevole pregio, tutti ricordano l'importanza di aver potuto fare gli innesti sulla vite americana dopo la peronospora del 1800.
Il secondo problema riguarda "l'assimilation", che ha presentato il Presidente Caveri. Certo, in Francia c'è questa legge molto rigida, ci sono anche tutta una serie di episodi, non ultimo quello della ragazza di colore bruciata a Marsiglia, che testimoniano che là i risultati non sono quelli che auspicheremmo per il nostro Paese o la nostra Regione. L'altra "chicca" che ho visto nelle parole del Centro-Destra, e che mi sembra sempre riferita dal Consigliere Tibaldi, è la questione del presepio. Capisco che è una questione tradizionale perché la grande maggioranza dei Valdostani e degli Italiani hanno da un certo numero di decenni utilizzato questo tipo di espressione; per esempio, è un'invenzione a livello pubblico verso gli inizi del 1900, prima non era tanto una tradizione, è diventato un fatto culturale che è andato al di là della religione e di chi lo identificava. Vi garantisco che nessuno ha mai posto il problema, ma non c'è bisogno di essere Musulmani per ritrovare in questi simboli qualcosa che sia profondamente offensivo, per darlo per scontato che sia di tutti, perché non è di tutti, ci sono persone che hanno altre visioni della vita senza bisogno di essere Musulmani e questo tipo di cose non c'è bisogno di andarsele a richiamare. Già oggi, secondo me, c'è scarso rispetto per chi, in questa Valle e in questo frangente, ha idee diverse dal punto di vista religioso di quelle della maggioranza e su questo potremmo avere un po' più attenzione di quanto non vi sia stata finora. La terza "chicca"...
Lattanzi (fuori microfono) - ... è la quarta...
Sandri (GV-DS-PSE) - ... no, una l'ho attribuita al Presidente Caveri, che me l'ero dimenticata prima.
Per quanto riguarda il Centro-Destra, si è scagliato quando ha ricordato questa grande amicizia da lungo tempo e anche assonanza di ideali fra me e il Consigliere Bortot, che non solo non mi dispiace, ma rivendico con forza, perché è una cosa che ci ha visto e ci vede ancora dalla stessa parte e non posso che rallegrarmi. Ci sono 3 posti al mondo in cui queste cose sono successe: il Nazismo, sono d'accordissimo; Stalin, e sono assolutamente d'accordo; ma mi ricordo che le leggi razziali sono state fatte anche in Italia dal "Governo Mussolini" e dai Savoia e vi erano tutta una serie di persone che di Sinistra nulla avevano.
Chiudo solo per ricordare con piacere l'intervento del collega Vicquéry, che ha deciso di prendere questa posizione conforme al ruolo che sta rivestendo di Capogruppo "Union", che, quando si parla di "Union", lui comunque si scatena; in effetti non avevamo parlato male dell'"Union Valdôtaine", forse non ci siamo molto capiti, mi dispiace di questa cosa.
Un'ultima annotazione al Presidente: è vero, queste barche di clandestini che arrivano dal quarto mondo verso di noi sono gestite dalla mafia, ma fra i tanti problemi che ha l'Italia e che ha la Valle d'Aosta, è difficile fare una classifica. Dal punto di vista dell'immigrazione, però è dimostrato che la stragrande maggioranza di quei clandestini non si fermano nel nostro Paese, né nella nostra Regione, per cui, da questo punto di vista, stiamo tranquilli.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Voteremo contro questa risoluzione nonostante alcuni cambiamenti, anche se un cambiamento che era stato preannunciato dalla collega Viérin qui non è stato accolto. Votiamo contro anche perché c'è in questo testo, come nel testo precedente che riguarda gli immigrati... e che di nuovo anche quella volta il Consiglio aveva votato nella sua maggioranza... c'è un atteggiamento di negatività: in tutto il testo non c'è una parola che legga il fenomeno, qui neanche dell'immigrazione, ma dell'integrazione, come un aspetto positivo! Mi chiedo quali saranno i risultati di questo famoso studio sugli immigrati che il Presidente Caveri ha ricordato; non credo che da quello studio emerga un atteggiamento di questo tipo, cioè di paura...
Caveri (fuori microfono) - ... il rispetto dei doveri!
Squarzino (Arc-VA) - ... qui non è il rispetto dei doveri solo: qui si parla di gente che di colpo arriva sulla società italiana. Quando qualcosa arriva di colpo, l'effetto è di immettere di colpo nella società italiana parecchi neoitaliani; quando qualcosa arriva di colpo, non è mai un effetto positivo, non è mai visto come qualcosa che fa bene sia a chi arriva di colpo, sia a chi riceve il colpo: questo è l'atteggiamento che si veicola con questa risoluzione, è questo che mi rattrista, cioè ci si ferma sulla legalità... Io, fra l'altro, ho ascoltato anche se ero fuori l'intervento del Presidente, ma le cose che lei richiedeva sono già presenti nell'attuale legge tali e quali, per cui non vedo grande diversità, ma quello che manca qui dentro, ripeto, è questa positività, questa stima, questa accettazione dell'integrazione, questo considerare che queste persone contribuiscono allo sviluppo della nostra Valle...
(proteste dai banchi del gruppo "La Casa delle Libertà")
... ma qui non è indicato, né ricordato, si fa finta che l'integrazione sia solo un problema di conoscere la lingua, di conoscere i costumi e basta, il tutto è ridotto ad aspetti legali e non c'è neanche un elemento di positività rispetto a questo fenomeno: è questo che mi rattrista, al di là del voto favorevole o contrario che qui si può esprimere, è questo giudizio di fondo in cui non mi riconosco, e in cui credo neanche le singole persone qui dentro si riconoscano, ma che di fatto emerge dal testo presentato.
Presidente - La parola al Consigliere Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Solo per dire che la "Stella Alpina" voterà questo provvedimento, lo abbiamo firmato. Volevo dire alla collega Squarzino che quando ci bacchetta tutti di fare attenzione a non parlare solo di negatività ma di parlare di positività... questi sono temi delicati è vero, come sono stati delicati i temi che qualcuno diceva di non toccare, tipo quanto è stato detto sul Santo Padre... riteniamo che qui non ci debba più essere la paura di esprimerci su quello che pensiamo. Non siamo contro l'integrazione, ma non possiamo nascondere i timori e le preoccupazioni della nostra Comunità; tutti sappiamo che ci sono queste preoccupazioni e non possiamo nasconderci non parlandone o giocando, o quello che è; ha detto bene il Consigliere Vicquéry: non possiamo più nasconderci su tale tema.
Siamo, sì, per l'accoglienza, sì per chi ha voglia di lavorare, ma nel rispetto delle regole e dei doveri, a volte dei doveri e delle regole prima, e nel rispetto delle nostre tradizioni, perché non sono d'accordo come ha detto il Consigliere Sandri prima che nelle 4 tabelline... è giusto che il Presepio venga tolto perché comincia a dare fastidio anche ad altri e non solo a chi arriva in Valle d'Aosta. Credo che chi viene, se ben integrato, capisca perfettamente le tradizioni se sono spiegate a dovere e se sono portate a loro conoscenza nella maniera giusta: è questo quello che diciamo e, quando esprimiamo la nostra preoccupazione sui 5 anni per avere la cittadinanza, per parlare di cose concrete, riteniamo che se uno viene qui o in altro luogo dell'Italia o dell'Europa, se ha voglia di restare e se si trova bene, sta più di 5 anni, non c'è nessun problema... conosco degli immigrati che sono qui da più di 10 anni e hanno la cittadinanza: questo è il ragionamento! Non vorremmo che qui arrivassero delle persone che ottengono la cittadinanza e prendono altre vie dopo... questo è un altro problema, collega Squarzino, non possiamo nasconderci su questo!
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - In chiusura e a dichiarazione di voto di questo lungo dibattito, noi abbiamo la convinzione che da parte di alcuni gruppi si sia fatto di tutto per non voler andare a tema rispetto alla problematica che avevamo evidenziato e che abbiamo voluto affrontare. Il problema della cittadinanza è un problema che ci poniamo nel momento in cui decidiamo di concederla, perché, nel momento in cui decidessimo che la cittadinanza non dovesse essere concessa ad extracomunitari, ossia a coloro che non sono già cittadini per i noti meccanismi italiani, forse il problema potremmo anche evitare di affrontarlo, e questo sarebbe lapalissiano, ma nel momento in cui apriamo le porte di casa e diamo piena titolarità ad essere partecipi della nostra casa, mi sembra normale che vi sia la preoccupazione "in primis" non solo di fare bella figura con i nuovi ospiti, ma di preoccuparci di quelli che già abitano la nostra casa. Se ospitiamo qualcuno a casa nostra, abbiamo sicuramente un istinto di disponibilità, ma abbiamo anche la preoccupazione di capire chi ospitiamo in casa nostra, perché immaginiamo che vi siano dei valori già consolidati dai quali sia difficile prescindere nel momento in cui si apre la porta di casa. Caro Consigliere Sandri, non sono assolutamente d'accordo con l'affermazione che è stata fatta di quello che è un simbolo e che comunque appartiene alla cultura nostra, italiana, occidentale, alla cultura cristiana del presepio, perché il fatto che il presepio possa essere elemento di disturbo o di fastidio di qualcuno... e, fintanto che questo qualcuno è una minoranza, la minoranza deve avere il buon gusto di rispettare i sentimenti della maggioranza e di fare le sue riflessioni senza pretendere di imporle.
La cosa che più mi ha stupito di questo dibattito sono state le riflessioni fatte dai banchi della Sinistra, che si sono connotate per una grande ipocrisia di fondo, perché non avete voluto affrontare l'argomento e, quando avete fatto finta di affrontare l'argomento, lo avete travisato. Mi piacerebbe capire la posizione della collega Squarzino, che peraltro ha sensibilità forse distinte rispetto a certe convinzioni del collega Sandri sul crocifisso, magari ci torneremo, guardando alle mie spalle vedo che c'è un crocifisso in quest'aula: ecco con questa ipocrisia vostra un domani - che mi auguro sia il più lontano possibile, pur avendo io una posizione laica - prendo atto che riuscirete a giustificare coloro che diranno che i crocifissi vanno rimossi da certi luoghi, sostenendo che il crocifisso sta in una posizione scomoda e perciò forse è il caso, in virtù di quella che è una maggiore comodità, rinunciare a quel tipo di simbolo, simbolo che non è solo un simbolo confessionale, che non è solo un simbolo di tipo religioso, è un simbolo che riassume dei valori non solo teologici, collega Squarzino, ma riassume i valori di una cultura cristiana intesa come occidentale. Questi valori della cultura occidentale riteniamo che siano dei valori da non mettere in quel "tiretto" - come lo chiamava il collega Sandri -, ma siano dei valori dei quali non dobbiamo vergognarci, siano dei valori da tutelare. La cittadinanza è aprire le porte di casa, mettendo in mostra i nostri valori, noi ai nostri valori ci teniamo; di conseguenza, abbiamo la ferma determinazione che quei valori non vengano calpestati. Il mondo è grande e non necessariamente dobbiamo essere noi a soccombere rispetto a prepotenze di altre evidenti ragioni culturali. Siamo orgogliosi delle nostre radici culturali e su questo siamo disposti ad andare fino in fondo, guardando in faccia la realtà, senza metterci il velo e senza girare la testa dall'altra parte.
Presidente - Non ho altri iscritti a parlare, dichiaro chiuso il dibattito. Pongo in votazione la mozione nel nuovo testo riformulato dai Consiglieri Tibaldi, Vicquéry, Lavoyer, Viérin Marco e Frassy:
Consiglieri presenti e votanti: 31
Favorevoli: 24
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
