Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2275 del 9 novembre 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 2275/XII - Ritiro della mozione: "Incremento delle risorse finanziarie per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione".

Mozione

Ricordato che la legge n. 431/1998 ha istituito il Fondo per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, col quale si interviene a favore delle famiglie a basso reddito, che si trovano a pagare affitti che superano, a seconda delle fasce, il 14% o il 24% del loro reddito complessivo;

Ricordato che la Regione, essendo l'assegnazione delle risorse statali insufficiente a far fronte alle esigenze che si manifestano nella nostra Valle, provvede ogni anno a tali fondi con propri stanziamenti, al fine di dare una risposta più efficace al fenomeno del caro affitto che riguarda molte famiglie della Regione;

Constatato che dall'anno di applicazione della legge, le domande dei richiedenti il contributo per il sostegno all'accesso all'abitazione in locazione sono via via aumentate, tanto che in questi ultimi 5 anni le risorse stanziate dalla Regione sono più che raddoppiate;

Preso atto che, nonostante anche quest'anno lo stanziamento regionale assommi a € 769.804,24, di gran lunga superiore a quello statale che si attesta su € 445.605,76, la somma complessiva stanziata, pari a € 1.215.410, non riesca a coprire i contributi spettanti ai soggetti inseriti nelle graduatorie definitive degli ammessi ai benefici previsti dalla legge, in quanto, come indicato con DG n. 2926/2006 sarebbero necessari € 1.620.538,37;

Considerando che l'aumento progressivo delle famiglie aventi i requisiti per accedere a tali benefici (quest'anno sono 767 i beneficiari a fronte di 962 domande) sia un indicatore del disagio sociale che esiste anche nella nostra Valle;

Il Consiglio regionale

attento da sempre alle esigenze che provengono dalle fasce sociali più deboli;

Impegna

la Giunta a trovare, nel momento dell'assestamento di bilancio i 305.128 € necessari a dare i contributi spettanti ai diversi soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge.

F.to: Squarzino Secondina - Bortot - Venturella

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Oggi torniamo con questa mozione su un tema già trattato lo scorso Consiglio, un tema che riguarda l'intervento del Fondo per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, che è previsto da una legge nazionale e che anche la Regione contribuisce con propri fondi ad incrementare. Sappiamo che in questi ultimi anni c'è stato un aumento esponenziale di domande, di richieste e anche di domande accolte: dal 2000 al 2006 sono quasi triplicate le domande presentate e anche le domande ammesse sono più che raddoppiate dal 2000 al 2005. Vediamo che effettivamente c'è un disagio crescente ed è un disagio di cui la Regione è consapevole. Riprendo il secondo rapporto su vulnerabilità e povertà in Valle d'Aosta del 2005, i cui dati sono presi come base di partenza per la stessa stesura del recente Piano della salute e del benessere sociale 2006-2008 approvato da questo Consiglio, quindi parliamo di dati ufficiali che sono stati assunti dalla Regione nei suoi vari momenti decisionali.

Nel secondo rapporto su vulnerabilità e povertà in Valle d'Aosta è scritto che l'ultima indagine ISTAT, che risale al 2002, registra come il 6,9% (circa il 7%) dei Valdostani dichiari di aver sperimentato difficoltà a pagare l'affitto. Ora il 7% circa di Valdostani di 110mila residenti in Valle fa 7.700, quindi alcune migliaia di persone. Con il Fondo per il sostegno all'accesso e alle abitazioni in locazione si dà la risposta a nemmeno un migliaio di queste persone, quindi si raggiunge neanche l'1% della popolazione valdostana (0,7-08% della popolazione). Noi pensiamo che questo disagio... che non raggiunge neanche l'1% della popolazione valdostana... vada colto e sostenuto e bisogna dare una risposta a tale disagio.

Rispetto ai soldi stanziati recentemente dalla Regione, facendo un confronto con le risorse necessarie per dare la risposta a tutti coloro che hanno fatto domanda e hanno i requisiti per entrare nella graduatoria, i soldi necessari sarebbero 1,62 milioni di euro, invece la Regione ha a sua disposizione complessivamente 1,2 milioni di euro anche se ha stanziato oltre 750mila euro, quindi molto di più di quanto non ha dato lo Stato, questo va detto ad onor del vero.

Ci chiediamo però di fronte all'esigenza di neanche l'1% della popolazione che ha bisogno - e quando parliamo di 1%, è solo una parte minima di quel 7% della popolazione valdostana che dichiara di aver difficoltà a pagare l'affitto, quindi intercettiamo con questa legge la fascia più fragile di tutti coloro che hanno difficoltà a pagare l'affitto della casa - dicevo, di fronte a questi richiedenti che sono quest'anno 767 beneficiari, le risorse non sono necessarie, quindi è stato deciso dall'Amministrazione regionale di contribuire solo al 75% del contributo, che in base alla legge avrebbero potuto percepire, quindi per il fatto che mancano 300mila euro per far fronte alla copertura totale di queste 767 domande, noi a queste 767 famiglie diamo solo il 75% della cifra a cui avrebbero diritto. Di fronte a questa realtà, diciamo: basterebbero 300mila euro in più e sarebbe colmato tale "gap" che esiste attualmente e si potrebbe dare una risposta un po' più soddisfacente a queste 767 famiglie.

Capisco che su questo tema, che è un tema difficile da affrontare, l'Assessore dica: "forse ci sono tanti problemi, perdita di lavoro, difficoltà legate al lavoro precario, alla salute..." e dica: "magari aumentano queste famiglie anche perché ci può essere una speculazione da parte di alcuni proprietari". Ho preso sul serio questa affermazione dell'Assessore e mi sono permessa di fare una serie di indagini presso assistenti sociali, presso associazioni che seguono famiglie che hanno difficoltà per pagare l'affitto dell'alloggio in cui sono e anche presso alcuni proprietari di alloggi, ponendo il problema e dicendo: "secondo voi, questo tipo di intervento facilita un incremento dell'affitto e fa lievitare ulteriormente le richieste di rimborso per la Regione?". La risposta dei proprietari è stata di questo tipo: "senti un po', Dina, da quando in qua ho interesse a dichiarare fra i miei redditi un'entrata superiore a quella che effettivamente percepisco? Non ho nessun interesse a dimostrare che percepisco più di quello a cui avrei diritto di percepire, quindi sicuramente faccio pagare il prezzo di mercato e dichiaro sulla mia dichiarazione dei redditi il prezzo di mercato". Gli assistenti sociali e le stesse associazioni che seguono queste famiglie mi hanno detto esattamente il contrario: a volte i proprietari chiedono un affitto più caro, 5-600 euro, e fanno dichiarare solo una parte: 3-400 o quello che è, per cui l'affittuario che ha difficoltà a pagare, anche nel momento in cui accede a questi contributi regionali, può accedere solo per la cifra che il proprietario ha dichiarato di aver ricevuto da lui, non certamente per la parte che in più lui è obbligato a dare. Perché ho portato questi 2 esempi? Per far capire che il meccanismo che è stato messo in piedi non è un meccanismo che fa lievitare i prezzi, per cui costano di più le case perché c'è tale legge che interviene, ma è un meccanismo che cerca di andare incontro alle esigenze di famiglie che effettivamente hanno difficoltà a pagare. Qui poi il mio collega mi dà una comunicazione: domani c'è uno sfratto esecutivo, una famiglia di Châtillon con 2 bambini piccoli che non riesce appunto... questo per dire come è grave la situazione della casa.

Ora, noi non vogliamo con tale mozione affrontare tutto il problema della casa, lungi da noi questa pretesa. Il problema della casa è un problema grosso: è uno dei problemi che viene evidenziato sempre in tutti i documenti ufficiali della Regione, dal rapporto sulla vulnerabilità e povertà in Valle d'Aosta allo stesso Piano sulla salute e il benessere sociale in cui si dice chiaramente a pagina 24: accanto alla questione del lavoro, documento approvato da questo Consiglio, "un altro elemento di vulnerabilità economica e sociale è costituito dalla difficoltà di accesso all'abitazione, non a caso la maggioranza di coloro che hanno accesso ai contributi dell'assistenza economica vive in affitto e non in proprietà". Sono convinta che occorra rivedere nel suo insieme il problema della casa, il collega Salzone ce lo ricorda sempre e dice: "non è sufficiente intervenire..."

(interruzione dell'Assessore Cerise, fuori microfono)

... anche l'Assessore Cerise, certo, ma davanti a me ho il collega Salzone con cui parlo anche più frequentemente che non con l'Assessore Cerise. È un problema da affrontare sicuramente nel suo complesso, vogliamo con tale mozione individuare un elemento piccolo, solo una particella di questo enorme problema, ma che a nostro avviso potrebbe avere una risposta un po' più soddisfacente se la Regione riuscisse a trovare questi 300mila euro in più, necessari per dare i contributi spettanti quest'anno ai diversi soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge. Se fosse il mio collega Bortot a presentare questa mozione, mi farebbe la percentuale della porzione di rotonde...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... avrebbe fatto il calcolo dei millimetri di circonferenza in meno da progettare per le varie rotonde, per ottenere questi 300mila euro che quest'anno possono dare una risposta a queste 700 e oltre famiglie.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.

La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (SA) - Su questa mozione sono sicuro che il Governo, per quanto mi pare di aver capito, troverà una convergenza, mi pare talmente ovvio e la cifra talmente risibile che solo il buon senso ci può indirizzare a coprire questa cifra.

Scherzando prima con il Presidente, si ricorderà che ho avuto modo 2 volte in quest'aula di raccontargli 2 storielle: una volta da questo posto gli raccontai la storiella di una single con figli a carico; un'altra volta invece gli raccontai, anzi raccontai all'Assessore Marguerettaz la storiella di un cassa integrato. Oggi ne ho 8 o 9 di storielle da raccontare, non le racconterò evidentemente anche perché ho visto la disponibilità del Governo. Cosa mi premeva dire... senza ledere la suscettibilità dell'Assessore Cerise, me lo dovrà consentire di parlare ogni tanto della casa, almeno di questo mi deve lasciar parlare! Il problema è molto più serio di quello che stiamo "trasmettendo" in questo momento, ma mi premeva sottolineare una cosa: intanto questo è uno strumento importantissimo che l'Assessore Cerise è riuscito a "mettere in campo", dando delle risposte concrete. Devo dire che rispetto ai contributi nazionali il contributo che diamo come Regione è superiore, anche se ho sempre detto che forse bisognava fare uno sforzo superiore, perché è pur vero che oggi le domande sono un migliaio circa, ma sono altresì convinto che molte persone non sanno ancora di questo strumento, quindi dovremo metterci nelle condizioni di pensare che le famiglie che hanno bisogno di tale assistenza sono molte di più. Mi riferisco - senza citare le storielle a cui facevo riferimento prima - agli anziani che hanno una pensione, che sono autosufficienti e che vivono pagando un affitto medio che possiamo quantificare intorno ai 500 euro, ma per il quale ci sono anche le spese di riscaldamento che influiscono. Rispetto ad uno stipendio medio di 1.000 euro, perché qualcuno guadagna meno, e ad un affitto di 500 euro e le spese di riscaldamento sono di 100 euro, mi spiegate il resto dei soldi a cosa serve? Pensate agli anziani - e ci sono e io ne conosco -, che vivono con una pensione di reversibilità: sono 650 euro al mese e pagano 500 euro di affitto; mi spiegate se non gli dessimo questo contributo, come farebbero? Pensate ai cassa integrati della bassa Valle, anche marito e moglie, entrambi in cassa integrazione che vivono in affitto. Vi sono poi i disoccupati, i precari, le ragazze madri, le single con figli a carico, le persone che hanno un'invalidità media dal 50 al 60%, che non trovano lavoro, poi vi sono marito e moglie pensionati, insomma tutte persone che vivono in uno stato di disagio piuttosto evidente. Credo che la nostra Regione, che finora ha dato la disponibilità e anche l'esempio di voler incrementare gli stanziamenti statali, possa fare uno sforzo in più e integrare questa parte che manca per coprire non più solo il 75%, ma il 100%.

Riconosco una cosa. Probabilmente con l'esperienza abbiamo visto che il meccanismo non è così perfetto, perché vi sono persone che prendono il contributo di 50 euro, mi pare una sciocchezza, cosa vuol dire questo? Vuol dire che bisogna mettersi attorno a un tavolo e studiare un parametro, che consenta di dare il contributo a quelli che in questo momento hanno diritto al 50% magari non darglielo neanche se si ritiene di non darglielo, ma evidentemente di parametrare rispetto alle esigenze un contributo che sia degno di questo nome, perché 50-100 euro all'anno non ha nessun senso darli. Dopodiché vi sono altri problemi, che non sto ad elencare oggi, perché credo vi sia la possibilità di discuterlo in Commissione, ma anche tecnicamente con gli operatori del settore. Io di queste cose ne parlo sovente anche con l'Assessore Fosson e credo che insieme si possa trovare una quadra per migliorare ulteriormente un sistema che in questa Regione funziona sicuramente, quindi non ho alcuna critica da fare al sistema rispetto al contributo degli affitti.

Credo che forse potremmo anche valutare la possibilità di fare uno sforzo ulteriore, soprattutto in considerazione del fatto che non è tanto per puntare sul problema della casa ancora una volta, ma per puntare a una serie di disagi che ci sono oggi nella nostra Regione - ho citato i cassa integrati, ma il momento contingente è particolare -, per cui forse varrebbe la pena studiare un meccanismo che ci consenta di migliorare ulteriormente questo sistema. Ritengo che la disponibilità di questo Governo vi sia tutta, credo che lo sforzo non sia tale da dover incidere così tanto nelle casse della nostra Regione, magari possiamo rinunciare a qualcosa di meno importante e forse renderemo un servizio direi dovuto in questo caso.

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Sono costretto a fare qualche riflessione su questa mozione, non perché non la condivida, ma perché, come al solito, si fa un po' di demagogia, si arriva qui e si dice: "per risolvere il problema, mettiamo un po' di soldi e lo abbiamo risolto ". Siccome noi questo problema non lo abbiamo neanche esaminato, abbiamo messo lì una certa quantità di denaro che è risultato insufficiente... e il discorso è quindi affrontato con molta superficialità...

(interruzione del Consigliere Salzone, fuori microfono)

... ha firmato lei la mozione? Non vorrei che adesso si aggiungessero...

Devo fare questa piccola precisazione perché in realtà stiamo lavorando da molto tempo e anche con molto impegno su tale argomento. Questa è una di quelle cosiddette "misure non strutturali" per quanto riguarda la politica della casa, è da poco che funziona, anche grazie al nostro aiuto abbiamo messo in piedi l'Osservatorio nazionale regionale sulla condizione abitativa e sulla casa proprio per cercare di capire cosa succede su scala regionale e nazionale in esito a certe problematiche.

Vorrei intanto rettificare quello che c'è scritto nella mozione, dove si dice che dovremmo mettere questi 300mila euro per dare a tali richiedenti quanto loro spetta. In realtà, la legge non dice che gli spetta questo, dice solo che l'aiuto è finalizzato a riportare in termini percentuali il rapporto fra affitto e reddito, quindi è dovuto "nei limiti" perché, se fosse così, ci sarebbe una grave incoerenza da parte dello Stato, visto che quest'ultimo pone un obbligo e poi non mette le risorse. Le posso assicurare peraltro, ed è di pochi giorni fa, una dura presa di posizione delle Regioni contro la finanziaria 2007 che va a ridurre questo contributo da parte dello Stato in maniera piuttosto incidente e la presa di posizione delle Regioni è univoca proprio perché le Regioni tutte quante attribuiscono a questa misura un'importanza. Fatta tale precisazione, però mi corre l'obbligo di riportare qui le considerazioni che sono state fatte in sede nazionale sulla base di un tavolo di confronto dove si sono evidenziate le criticità che tale sostegno rappresenta. Intanto è un "trend" nazionale quello di vedere che la richiesta di aiuto aumenta in maniera esponenziale; in secondo luogo, si sono rilevate delle distorsioni sul mercato degli affitti dovute a tali meccanismi. Ricordo che questo è stato un suggerimento che uscì proprio dal collega Salzone che in occasione della discussione fece presente tale possibilità, e questa è stata rilevata. Adesso, al di là dei "giri parrocchiali" che uno può fare, il vicino di casa, piuttosto che qualcun altro... uno poi si fa dire quello che vuole e buonanotte... io riporto delle valutazioni che sono ampiamente condivise.

Vi è poi il grosso problema che non è così evidente dal punto di vista documentaristico, ma lo è perché ci si conosce tutti e si sanno certe cose, cioè il problema dei redditi non dichiarati, per cui assistiamo a persone che percepiscono questo aiuto quando non ne avrebbero bisogno.

Vi è poi un problema, che abbiamo voluto approfondire, per quanto riguarda la tipologia familiare - poi vi darò al riguardo un dato molto preoccupante -, ed è l'aumento crescente del numero degli immigrati, la stabulazione del problema sociale, cioè abbiamo una fascia di persone per le quali la situazione del disagio abitativo rientra nell'ambito di un disagio sociale ed è irreversibile, quindi la misura non dà una risposta perché questi dovrebbero essere spostati in un altro ambito. Un altro grosso problema che è emerso è quello che ci sono delle persone che sono costrette a ricorrere a questo aiuto per sostenere l'affitto nell'impossibilità di cambiare casa, o perché non c'è la disponibilità di case o per altri motivi.

Volevo ancora fare qualche considerazione, perché ci sembra quasi di banalizzare il fatto di questo aiuto al 75%; intanto abbiamo voluto fare una misura univoca per tutti, tenuto conto che in rapporto alle domande quelli che sono in fascia "B" sono in percentuale modeste, diciamo che l'85% sono tutti quelli in fascia "A", quindi ci sembrava eccessivamente penalizzante escludere quelli di fascia "B" o andare a rimodulare una qualche percentuale sulla fascia "A" per darla alla fascia "B", quindi abbiamo voluto mantenere il 5% uguale per tutti. Voglio ricordarvi che, se avessimo avuto lo stesso numero di domande, avremmo avuto la quantità e la disponibilità sufficiente a dare il 100% a tutti.

Qualche altra piccola "chicca" viene fuori dal fatto che abbiamo voluto fare un approfondimento circa la tipologia, come si rapportavano questi nuclei per rapporto alla situazione di povertà, in relazione a quello che diceva anche il collega Salzone, e abbiamo rilevato che il 66% delle persone che fanno tali domande sono al di sotto della soglia di povertà: questo è un dato che focalizza meglio il problema, ma dà anche delle forti indicazioni su come, dovendo rimodulare l'aiuto o in condizioni di risorse limitate, centrare meglio l'obiettivo, poi il 34% si allontana dalla soglia di povertà secondo una fluttuazione, però siamo sempre lì... un dato che è molto interessante e che secondo me va combinato poi con dati altrettanto indicativi per quanto riguarda la situazione delle persone che chiedono questo aiuto, vediamo che una grossa criticità la troviamo nelle donne sole o nelle donne che hanno un figlio a carico. Troviamo poi un picco anche negli uomini, ma laddove ci sono famiglie numerose, la situazione delle donne si riferisce a donne molto anziane, oppure a quelle di cui dicevo prima. Perché ho voluto dire tutto questo? Per dire che stiamo cercando di porre in essere intanto un'azione di conoscenza che vorremmo poter portare avanti per un anno o due per avere il "trend" di questa situazione prima di affrontare una riforma complessiva di tale strumento, che poi va rivisto nell'ambito complessivo della politica della casa, ma non vorremmo che... soprattutto su realtà piccole come la nostra ci può essere una crisi industriale, una fabbrica che va in crisi, una situazione di altro tipo... ci trovassimo di fronte a dei dati sfalsati... che andiamo a ricalibrare la misura e poi bisogna fare marcia indietro.

Detto questo, volevo far presente che il 23 ottobre - data non sospetta - inviavamo una lettera al collega delle Finanze per chiedere di rimpinguare il capitolo, perché ritenevamo che sarebbe stato opportuno farlo, e la Giunta fra qualche giorno provvederà a fare una variazione di bilancio e a rimpinguare il capitolo per coprire questo fabbisogno; pertanto vi inviterei alla luce di questo di ritirare la mozione, se vuole, le faccio vedere la lettera, l'Assessore alle finanze può confermare quanto ho detto.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per tutti i dati che ci ha fornito, anzi se fosse possibile avere una copia dei dati che lei ha, che cominciano a vedere dall'Osservatorio della casa, perché mi sembra che sia importante, condivido che bisogna analizzare il fenomeno nel contesto più ampio. Sono consapevole che con questa mozione si voleva intervenire su un "puntolino" dell'insieme del problema, un "puntolino" che per noi è niente, ma che per quelle 700 e oltre persone è importante.

Solo una puntualizzazione, Assessore: lei continua a puntualizzare che queste persone non hanno diritto di per sé, ripeto che leggo quanto prevede la deliberazione che dice chiaramente: "la somma complessiva dei contributi spettanti ai soggetti inseriti nella graduatoria definitiva degli ammessi ai benefici del fondo ammonta a...", quindi la somma complessiva dei contributi spettanti ai soggetti, non dice che potrebbe spettare. È chiaro che poi dopo c'è sempre il problema delle risorse, però, nel momento in cui si fa domanda e ci sono i requisiti, la gente è in graduatoria e giustamente aspetta. Fatta questa premessa, credo che possiamo ritirare la mozione, intanto perché il nostro obiettivo non era quello di farci votare una mozione o farcela bocciare, ma il nostro obiettivo era quello di dare una risposta al problema; in secondo luogo la ritiriamo perché abbiamo visto che c'è da parte della Giunta e dell'Assessore un'attenzione a tali problemi e di questo lo ringraziamo. Il 23 ottobre lei aveva fatto una richiesta in tal senso all'Assessore alle finanze, il 25 ottobre abbiamo discusso un'interpellanza su questo tema in Consiglio, se lei mi avesse detto: "su questo tema ho già fatto una richiesta e l'Assessore sta studiando se trovare i soldi oppure no", non avrei neanche presentato la mozione, mi sarebbe stata sufficiente questa assunzione di responsabilità da parte vostra; questo per dire che a volte il passaggio...

(interruzione dell'Assessore Cerise, fuori microfono)

... non ho messo in dubbio la sua lettera. Dicevo, se lei avesse comunicato il 25 ottobre che lei già si era attivato in questo senso, non avrei fatto una mozione, avrei al massimo presentato un'interrogazione o avrei aspettato per vedere se i soldi c'erano. Adesso abbiamo avuto l'assicurazione che i soldi ci sono, di questo sono contenta e spero che a mano a mano che emergono alcuni dati relativi alla situazione più complessa della casa, questi dati siano presentati in III o in V Commissione, in modo che vi sia la possibilità da parte del Consiglio di seguire passo a passo i problemi esistenti.

Presidente - La mozione è ritirata.

Il Consiglio prende atto, concordando.