Oggetto del Consiglio n. 2273 del 9 novembre 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 2273/XII - Ritiro della mozione: "Determinazione dei compensi degli amministratori di società partecipate dalla Regione".
Mozione
Preso atto della DG 2822/06, con cui si rideterminano i trattamenti economici annui del Direttore Generale, di quello Sanitario e di quello Amministrativo dell'ASL, di 136.732,00 euro, più altri 27.346,4 euro di bonus, per un totale di 164.078,4 euro per il Direttore Generale, di 124.469,00 più altri 24.893,8 euro, per un totale di 149.362,8 euro per il Direttore Sanitario, di 109.386,00 euro, più 21.877,2 euro, per un totale di 131.263,2 euro per il Direttore Amministrativo;
Tenuto conto che all'Assessore regionale è attribuito uno stipendio annuo lordo di 145.705,32 euro, cifra inferiore sia agli emolumenti totali previsti per il Direttore Generale che per il Direttore Sanitario dell'ASL;
Ribadita la necessità di contenere la spesa pubblica, sia diretta che indiretta, attraverso le società, le fondazioni, le agenzie e le aziende di proprietà o a maggioritaria partecipazione della Regione, e l'obiettivo di contenere le posizioni esageratamente remunerate nell'Amministrazione regionale e in tutti gli Enti ad essa afferenti;
Il Consiglio regionale
Impegna
la Giunta regionale a predisporre un provvedimento che imponga a tutte le Società, Aziende, Agenzie, Enti, Fondazioni, Associazioni e qualunque altro Organismo da essa dipendente, di porre come limite per la remunerazione dei propri Presidenti, Amministratori delegati, Direttori e altre figure operative quello massimo dell'80% dell'indennità annua lorda, senza diaria, dell'Assessore regionale e, per quanto riguarda i Consiglieri di Amministrazione e tutte le altre cariche comunque non gestionali degli organi di tali Società ed Enti quello massimo del 50% dell'indennità annua lorda senza diaria del Consigliere regionale.
F.to: Sandri - Ferraris - Fontana Carmela - Fiou
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Questa mozione parte da una deliberazione: la n. 2822/2006, con cui l'ASL viene autorizzata dall'Amministrazione regionale a rideterminare i trattamenti economici del Direttore generale, del Direttore sanitario e di quello amministrativo, che raggiungono la quota di 136.732 euro per il Direttore generale dell'USL che, aggiunti ai 27.346,4 euro di "bonus" possibile, ma che è stato sempre regolarmente attribuito da parecchi anni, "bonus" del 20% di risultato di fine anno, fanno un totale di 164.000 euro. La stessa cosa, anche se in maniera meno rilevante, avviene per il Direttore sanitario che raggiunge un totale di quasi 150mila euro. Questi dati di per sé sono già dati molto importanti; tenuto conto che un 10% della popolazione valdostana, come evidenziato dalle ricerche dell'Assessorato della sanità, vive in situazione di povertà e che molte persone vivono serenamente con degli stipendi o delle pensioni che sono un decimo di questo e, tenuto conto della situazione non brillantissima in cui vivono il nostro Paese e la nostra Regione di scarso sviluppo, di un PIL che è ormai fermo in Valle attorno al più o meno 0,1-0,2% da una decina di anni, credo che una riflessione, senza voler colpevolizzare nessuno, si imponga.
In una situazione di questo genere, in cui abbiamo difficoltà di sviluppo, difficoltà di reperire risorse per fare investimenti... credo che una maggiore moderazione sui temi della retribuzione dei dirigenti, dei funzionari, dei presidenti, degli amministratori delegati e di tutto quanto comunque è collegato con il pubblico sarebbe da fare. Non credo che nessuno di noi in questa sala voglia arrivare ai livelli che sono stati evidenziati in una brillante trasmissione televisiva di 3 domeniche fa, che si chiama "Report", sul canale nazionale "RAI", in cui si evidenziava come nelle Ferrovie dello Stato c'era una cosa che si era moltiplicata in questi anni, ovvero il numero dei dirigenti e del loro stipendio, non certo la qualità e la quantità dei treni e l'efficienza del servizio. Non voglio dire che all'aumento degli stipendi cali la qualità dell'Amministrazione, però stranamente succede spesso così; quindi, al di là del problema di giustizia e di equità, al di là del problema di giusta redistribuzione delle risorse necessarie, credo vi sia anche una necessità dal punto di vista del collegamento fra qualità dell'amministrazione e non dico riduzione, ma moderazione degli stipendi. Forse c'è più capacità di essere efficaci che non abbondando da questo punto di vista...
L'idea che ci viene allora e che abbiamo materializzato in questa mozione è quella di porre dei limiti e prendiamo il caso specifico. L'Assessore competente in materia ha uno stipendio inferiore a quello dell'ASL, ma di certo amministra l'ASL e tutto il resto dei servizi sociali della nostra Regione, quindi se vogliamo andare anche solo sul problema delle competenze, ha competenze maggiori; eppure ha uno stipendio minore. Se diciamo che il massimo che ha competenze in Regione è il Presidente della Regione, credo che già questo dovrebbe essere un limite abbondantemente insuperabile da tutti coloro che afferiscono all'amministrazione in generale. Non ha senso che qualcuno nell'Amministrazione regionale prenda come il Presidente della Regione, bisogna andare quanto meno a scalare da quello, mentre invece non è così, lo abbiamo visto per questa cosa, lo vedremo - lo cito adesso, ne parleremo nel prossimo Consiglio - per il Segretario generale che sfiora i 180mila euro all'anno.
Il secondo dato che si deve affrontare serenamente e seriamente, e questo rientra poi nella scelta di mettere l'80 e il 50% dell'indennità annua per quanto riguarda gli operativi dell'Assessore e per quanto riguarda i dirigenti non operativi, Consiglieri regionali: parlo di Consiglieri di amministrazione... riguarda anche una certa capacità di tipo perequativo. Credo che non solo sia una questione di giustizia, per cui fra quello che prende meno - un operaio "B1" - e il dirigente non vi può essere una differenza di 20-30 volte, io direi piuttosto 4-5 volte, anche perché quanti polli si possono mangiare in una giornata? Non è che se uno è dirigente è obbligato a mangiare 50 kg. di carne al giorno per riuscire ad esprimere la propria capacità. Credo che oltretutto vi sia anche un interesse squisitamente e banalmente economico, perché se i soldi vengono ridistribuiti alle persone con un basso o medio reddito, sicuramente queste lo reinvestono immediatamente in prodotti di prima o seconda necessità. Quando arrivano a tali cifre, molto di questo reddito finisce in banca, finisce nel risparmio, che viene poi investito in altri luoghi che non in Valle d'Aosta. Vi sono molte motivazioni per aprire una riflessione sugli stipendi dei "grands commis" e dei "commis" della Regione.
In questo senso credo che una riduzione a un massimo dell'80% dell'indennità annua lorda senza diaria dell'Assessore regionale e, per quanto riguarda i Consiglieri di amministrazione e di tutte le altre cariche comunque non gestionali, al 50% dell'indennità non modificherebbe significativamente le posizioni a livello regionale, ma darebbe un segnale che la crescita non è infinita, anzi che la crescita è finita e che da adesso in avanti l'utilizzo economicamente intelligente delle risorse viene fatto. Auspico che questo ragionamento riesca ad entrare non solo in tale settore, ma in tutta la predisposizione del bilancio della Regione e di tutte le aziende connesse e credo che a vantaggio del Consiglio vi sia almeno un piccolo merito: che, seppure sollecitati da Roma, noi la riduzione del 10% dello stipendio ce la siamo fatta.
Président - Je déclare ouverte la discussion générale.
La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Esiste nella mozione presentata dal Consigliere Sandri una discrasia fra la parte illustrativa e la parte dispositiva, perché, va ricordato che l'USL non è una società partecipata dalla Regione, a cui il resto della mozione fa riferimento ma, come previsto dal d.lgs. n. 502/1992 con le sue successive modificazioni, siamo di fronte a un'azienda con personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale e ricordo che sia la nomina che il trattamento economico del Direttore generale dell'azienda risultano essere regolati da una normativa statale. Infatti per la nomina occorre far riferimento al d.lgs. n. 502, che disciplina i requisiti necessari per la designazione, prevedendo che il rapporto venga regolato dal contratto di diritto privato di durata non inferiore a 3 e non superiore a 5 anni, rinnovabile, stipulato in base alle norme del Codice civile.
Per quel che riguarda invece il trattamento economico del Direttore generale, il riferimento legislativo è costituito da un DPCM: il n. 502/1995, che stabilisce che il trattamento annuo lordo non può essere superiore a 154.937 euro e che può essere integrato, fino al 20% dello stesso, a seguito di valutazioni sui risultati di gestione ottenuti e dalla realizzazione degli obiettivi assegnati annualmente dalla Regione. Va chiarito che tale integrazione viene attribuita in misura proporzionale rispetto al raggiungimento dei risultati e degli obiettivi e quindi non si tratta di un "bonus" corrispondente al 20% del trattamento, come invece viene indicato nella mozione. Spetta alla Regione, nell'ambito della cifra sopraindicata, individuare il trattamento economico da attribuire al Direttore generale in relazione a una serie di parametri che ovviamente, con il passare del tempo, possono modificarsi, situazione che peraltro si è verificata in questi anni e che ha richiesto un aggiornamento della cifra annua: volume delle entrate di parte corrente dell'USL, numero di assistiti e di posti letto, numero dei dipendenti.
Per il trattamento economico annuo lordo del Direttore sanitario e del Direttore amministrativo, il decreto stabilisce che lo stesso deve essere definito in misura non inferiore a quello previsto dalla contrattazione collettiva nazionale, rispettivamente per le posizioni apicali della dirigenza medica e amministrativa. Poiché la norma di salvaguardia sopraindicata non risultava applicata nei confronti del Direttore sanitario, che percepiva un trattamento inferiore a quello previsto dalla contrattazione nazionale per la dirigenza medica, si è reso necessario adeguare tale trattamento aggiornandone l'importo.
Dopo averle illustrato i riferimenti normativi che hanno portato alla definizione dei trattamenti economici nei dirigenti dell'USL che venivano citati nella premessa della mozione in discussione, ritengo opportuno ampliare la prospettiva ed evidenziare i motivi che portano a ritenere opportuno non approvare la mozione in parola, o chiederle, collega Sandri, di portare questa discussione per il "côté" più propriamente sanitario nella Commissione competente, per avere un approfondimento con l'Assessore di riferimento e per la questione più propriamente delle partecipate, a cui fra breve farò riferimento... fare eventualmente un'audizione in Commissione, in cui le questioni, che tra breve porrò, potranno essere eventualmente approfondite, partendo dalla riflessione che la mozione che lei ha presentato è, così come scritta, uno strumento molto rozzo nel senso buono del termine, cioè lei fissa dei parametri che in alcuni casi sarebbero addirittura vantaggiosi per alcuni, come i Consiglieri dei "CdA", che sicuramente prendono meno della percentuale che lei ha indicato. Le posso assicurare che in generale negli incarichi è largamente inferiore. Vorrei partire dal presupposto che le società partecipate hanno e mantengono la propria autonomia e la Regione, dove è azionista diretta, fissa i compensi degli amministratori, ma ricordiamolo bene non dei dirigenti, né del personale, ai sensi dell'articolo 2389 del Codice civile. Nel corso del 2006, i rappresentanti della Regione, nelle assemblee ordinarie delle società convocate per l'approvazione del bilancio 2005, hanno comunicato all'assemblea le linee di indirizzo esplicitate nella mozione del Consiglio regionale del dicembre 2005, oggetto n. 1647, lei la ricorderà, era conseguente a quella riduzione che avevamo deciso e questo evidentemente è stato iscritto nei verbali delle società.
Per quanto riguarda gli enti strumentali della Regione, si è da poco completata la ricognizione, in modo da poter avere una visione complessiva del settore pubblico allargato e si stanno elaborando le possibili ipotesi di direttive di contenimento, che abbiano al contempo la possibilità di contenere i costi, senza pregiudicare l'operatività degli enti. È utile ancora precisare che gli importi dei trattamenti economici delle figure dirigenziali in generale e delle posizioni apicali in particolare sono determinati sia sulla base di specifiche norme di riferimento che dai contratti di lavoro di differenti settori, che spesso comportano un automatico e progressivo aumento della retribuzione minima contrattualmente prevista o concordata al momento delle assunzioni derivanti dai successivi rinnovi contrattuali. Per i dipendenti aventi un contratto di lavoro che fa riferimento a contratti approvati a livello nazionale, quasi tutti dipendenti delle società partecipate rientrano in questa categoria, non sono ipotizzabili dei tetti massimi, che potrebbero comportare il mancato rispetto di quanto contrattualmente previsto. Va poi ricordato che i trattamenti economici dei dirigenti sono anche influenzati dal tipo di professionalità richiesta.
Una generale limitazione dei trattamenti economici rischierebbe, sotto un certo profilo, di innescare un processo di selezione inversa nei confronti delle alte professionalità, che finirebbero per essere assorbiti da altri. Per quanto concerne le remunerazioni dei consiglieri e delle altre cariche non gestionali, va rilevato che per tutti gli organi di controllo è prevista l'applicazione delle tariffe professionali di riferimento, che potrebbero superare i limiti ipotizzati. Va infine precisato che parametrare le retribuzioni ad un'indennità che è soggetta ad aggiornamenti e modifiche non correlate al costo della vita e al mercato del lavoro è, o apparirebbe in alcuni casi, privo di oggettività e potrebbe produrre degli effetti negativi sul piano del contenimento dei costi e una forte limitazione nella capacità di operare in modo coordinato e razionale delle strutture interessate.
Vorrei concludere con una riflessione complessiva, che riguarda quelli che noi definiamo i costi della politica, o potremmo anche definire i costi dell'amministrazione, intendendo per "amministrazione" anche quelle società che sono più ravvicinate all'ente pubblico. Credo sia opportuno, perché ho l'impressione che la scelta che abbiamo fatto il 1° gennaio di quest'anno sia passata nell'opinione pubblica come una scelta banale e scontata, mentre sappiamo perfettamente che, pur tenendo conto della finanziaria dello Stato, nell'ambito del principio autonomistico avremmo potuto fare come hanno fatto alcune assemblee regionali: penso ad un'assemblea di una Regione a Statuto speciale del sud, di cui non voglio dire il nome, nella logica dell'"agreement" di rapporti, ma che ha avuto un fortissimo incremento delle indennità e dell'insieme dei benefici della loro antica assemblea parlamentare. Noi abbiamo fatto una scelta che ripeto, lo dico con dispiacere, è passata come "acqua fresca" nell'opinione pubblica, dando per scontato che tutto ciò dovevamo farlo. Va ricordato peraltro che scelta analoga abbiamo chiesto ai Sindaci della Valle d'Aosta e la negoziazione - devo riconoscere - non è stata così banale, né così semplice da parte mia; noi siamo stati molto più immediati nella soluzione che ci siamo trovati, mentre non ho visto grandi entusiasmi nella riduzione da parte di altre categorie di pubblici amministratori...
(interruzione del Consigliere Sandri, fuori microfono)
... esatto, ho partecipato anch'io, se lei ricorda.
Ritengo che il tema da lei posto - tranne la specificità della questione dell'USL, che è veramente una questione assai specifica, rispetto all'ambito più pregnante che lei ha posto delle partecipate - sia serio e che debba essere affrontato, ma che debba essere affrontato - mi consenta - con una metodologia più mirata rispetto intanto ad un quadro di conoscenze che credo che in questo momento l'Assessore Marguerettaz sia finalmente in grado di poter dare. Credo cioè che sia finito quell'aspetto ricognitivo che avevamo auspicato e che oggi ci consente di avere un'esatta corrispondenza nel mondo delle partecipate fra le funzioni e i compiti che ciascuno nelle partecipate ha e gli emolumenti corrispondenti per l'insieme di amministratori. La pregherei quindi, se possibile, di ritirare la mozione. Do fin da ora la disponibilità dell'Assessore competente a poter partecipare a una riunione delle Commissioni consiliari che ritenessero di occuparsene, per fare un ragionamento più vasto e per poter portare qui un documento ragionato che spinga la s.p.a. e l'azionista nella fase di partecipazione alle assemblee - che sia "Finaosta" o sia la Regione - a quella logica di austerità che condivido in pieno.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Volevo fare innanzitutto 2 piccole osservazioni, più tecniche, che mi sembra mi siano state anche abbondantemente confermate dal Presidente Caveri. Il vincolo per quanto riguarda gli stipendi è solo del Direttore sanitario e non degli altri due, del Direttore amministrativo e del Direttore generale, perché è legato alla questione della professione medica, del contratto nazionale dei dirigenti medici; la seconda questione è che il limite nazionale c'è, ma è un limite massimo che è di 150mila euro.
Questo era un modo per arrivare alla riflessione generale, credo che su tale punto richiamare all'austerità è forse una parola un po' forte, io starei a richiamare all'efficienza, nel senso che alla fine l'importante è che il sistema sia efficiente e in qualche modo mantenga dei principi di solidarietà che fanno parte della tradizione e dei valori di questa Comunità. Dall'altra parte ammetto che questa mozione sia rozza, l'aggettivo lo trovo anche abbastanza azzeccato; fa parte un po' dell'attività del Consigliere regionale, nel senso che, avvicinandosi alla scadenza termini, non sempre si ha la possibilità e il tempo di recuperare tutti i dati e tutte le informazioni che sarebbero necessarie. Tenuto conto che l'obiettivo che voleva raggiungere mi sembra sia stato centrato, cioè la disponibilità dell'Amministrazione regionale, del Governo e dell'attuale maggioranza a confrontarsi per approfondire questi temi - tra l'altro, prendo atto con soddisfazione perché avete superato anche le mie più rosee aspettative, visto che c'è stata questa attività di ricognizione di cui non ero a conoscenza -, non posso che accettare la disponibilità e l'invito, quindi ritiro la mozione per poterne riparlare nelle Commissioni competenti con l'Assessore alla sanità e con l'Assessore alle finanze.
Président - La motion au point n° 37 de l'ordre du jour est donc retirée.
Il Consiglio prende atto, concordando.
