Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2259 del 8 novembre 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 2259/XII - Intendimenti in ordine alla tematica dell'assunzione di cittadini extracomunitari presso gli Enti pubblici. (Interpellanza)

Interpellanza

Considerato che in data 31 maggio 2006 il Difensore Civico della Valle d'Aosta ha inoltrato a codesta Amministrazione regionale copia di un proposta di "Miglioramento normativo" inviata ai Ministeri dell'Interno, del Lavoro e della Previdenza, dei Diritti e delle Pari Opportunità, delle Riforme e dell'Innovazione della Pubblica Amministrazione;

Evidenziato che tale proposta di "Miglioramento normativo" riguarda la tematica dell'assunzione dei cittadini extracomunitari presso gli Enti pubblici atta al favorimento delle assunzioni di extracomunitari con la sola residenza ma senza la cittadinanza;

Preso atto che alcune Amministrazioni pubbliche governate dal centro sinistra hanno inteso in forma aperta tale possibilità;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Regione per conoscere gli intendimenti di codesta Amministrazione circa la tematica in oggetto.

F.to: Lattanzi - Tibaldi

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Il 31 maggio, come tutti sappiamo perché ne abbiamo ricevuto tutti copia, il Difensore civico della Regione ha inoltrato a codesta Amministrazione una proposta di miglioramento normativo, inviata ai Ministeri dell'interno, del lavoro, della previdenza, dei diritti e delle pari opportunità, delle riforme e dell'innovazione della pubblica amministrazione. L'oggetto era un miglioramento normativo che riguardava la tematica dell'assunzione di extracomunitari non ancora cittadini, ma residenti, in riferimento a quel principio di uguaglianza dei diritti che è in Costituzione.

La tematica è sufficientemente complessa e credo che i mesi che sono trascorsi non siano solo dovuti al fatto che c'è stato un cambio di Governo nel frattempo, ma perché la tematica è dibattuta ai più alti livelli costituzionali. Certo è che questa sollecitazione ha creato l'opportunità per molte amministrazioni di Centro-Sinistra - come ho voluto sottolineare nelle premesse dell'interpellanza - per fare una fuga in avanti rispetto a questa regolamentazione. La tematica è complessa, perché si tratta di considerare il lavoro di extracomunitari negli enti pubblici, ripeto, "extracomunitari" non cittadini italiani, ma esclusivamente residenti. In alcuni la giustificazione, oltre al diritto costituzionale, è legata anche al fatto che ci siano alcuni lavori che nelle pubbliche amministrazioni sembra non siano più di gradimento dei cittadini italiani "DOC", per così dire, quindi il Difensore civico, sollecitato forse da alcune associazioni o da extracomunitari non cittadini italiani, ha sollevato questa tematica a livello ministeriale, con la richiesta di riflessione anche a livello regionale.

Vorremmo sapere qual è l'approccio a questa problematica da parte dell'Amministrazione.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Cette interpellation se réfère, comme il a été expliqué par M. Lattanzi, à une proposition d'amélioration de la législation signalée par le Médiateur, Mme Vacchina, au mois de mai dernier quant à l'embauche, par les structures publiques, des ressortissants des Pays ne faisant pas partie de la CE, proposition qui a été soumise aux ministères cités dans les prémisses de l'interpellation. En ce qui concerne le Gouvernement régional, la proposition en question, à l'époque, a été transmise au Département du personnel de l'organisation, afin que ce Département puisse en étudier les détails.

Moi je pense que cette question est connue depuis longtemps et aucune solution claire n'a encore été trouvée à ce problème concernant l'emploi, dans le cadre des structures publiques, de personnes n'ayant ni la citoyenneté italienne, ni celle d'un autre Etat-membre de l'Union, bien que vivant dans notre Pays et disposant d'un titre de séjour en règle. Il convient de rappeler que pour le moment ce problème surtout a été traité par les tribunaux, qui ont émis à ce propos des jugements discordants liés à des situations spécifiques.

En 2004 le Département de la fonction publique rendait, quant à lui, un avis négatif, fondé sur le caractère spécial des normes d'accès à la fonction publique, mais au cours de ces dernières années des décisions, allant à contre-courant de cet avis, ont été prises. Je fais référence au Tribunal administratif régional de la Ligurie, qui avait en 2002 considéré qu'un citoyen extra-communautaire pouvait légitimement, tout comme n'importe quel autre citoyen de l'UE, aspirer à un poste de fonctionnaire et pendant un certain temps non seulement cette opinion est demeurée isolée, mais d'autres arrêts administratifs sont même allés dans un sens opposé. C'est notamment le cas du Conseil d'Etat, qui alors qu'il était appelé à se prononcer sur une demande d'accès au classement en vue de l'attribution d'un poste de remplaçant dans le corps enseignant, a considéré en 2004 que l'égalité des droits visée au texte unique sur l'immigration concernait exclusivement les droits civils, la protection juridique des droits et intérêts légitimes, les rapports avec l'administration publique, l'accès aux services publics, mais récemment, en 2005, un autre jugement à fait les gros titres des journaux: il s'agit d'une décision de la Cour d'appel de Florence qui a tranché en faveur d'un citoyen albanais résidant en Italie depuis 10 ans et qui travaillait déjà pour un hôpital florentin dans le cadre d'un contrat de travailleurs indépendants. Celui-ci s'était adressé au tribunal après s'être vu refusée la possibilité de participer à un concours pour l'attribution d'un poste de dirigeant au sein du service de Cardiologie dudit hôpital, au motif qu'il n'était ni ressortissant italien ni citoyen d'un autre pays de l'UE.

Je considère personnellement que les retombées de ce problème ne sont pas seulement juridiques, mais aussi et surtout sociales, dans la mesure où elles entravent la possibilité d'intégration de citoyens extra-communautaires, mais de l'autre côté il y a une attention sociale face à un problème délicat, qui est le secteur public. C'est pourquoi qu'il me paraît souhaitable qu'un peu de clarté soit faite au plan national, afin de restructurer ce cadre législatif assez complexe et embrouillé qui touche aussi, par certains côtés, aux obligations de l'Etat italien dans le cadre des conventions et traités internationaux, qu'il a approuvées et ratifiées (je pense notamment à la Convention de l'organisation internationale du travail de 1995, selon laquelle chaque Etat-membre s'engage à promouvoir et assurer l'égalité des chances et de traitement en matière d'emploi et de profession).

Je voudrais aussi rappeler que, en ce qui concerne l'interprétation des entraves à la liberté de circulation, la Commission européenne a déjà fixé des critères d'interprétation; pour ce qui est de la fonction publique établit une distinction entre les postes inhérents à l'exercice direct et indirect des pouvoirs publics et les autres postes, qui pourraient être ouverts aux citoyens d'origine étrangère. Selon une note que j'ai eue de la part du responsable du personnel, le problème passe à travers une réelle intervention législative, qui doit être une intervention nationale, qui puisse, une fois pour toutes, éclaircir une situation difficile, car pour ce qui est "delle potestà pubbliche" il n'y a pas de doute que, aujourd'hui, on ne peut pas le faire.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - La ringrazio, Presidente, perché so di aver sollevato una questione molto ingarbugliata e lo faccio con l'umiltà di chi sa di non avere in mano il "bandolo di una matassa", che è una matassa di tipo globale. Lei ha citato le fonti normative europee che hanno dato una prima generale interpretazione alla gestione di questa tematica e forse il Parlamento europeo è ancora l'unico organo che ha indicato una strada: quella di riconoscere ai cittadini europei l'opportunità di lavorare negli Stati-membri, in piena libertà, mentre limita al pubblico impiego l'opportunità di lavorare per gli extracomunitari. Lo sapevo, mi aspettavo solo questa conferma per poter dire che siamo in un guado amministrativo costituzionale, la sua sollecitazione mi trova d'accordo, cioè la chiarezza dovrebbe venire dal quadro nazionale.

Io aggiungerei che la palla ora dovrebbe passare alla politica, perché se lasciamo ai TAR o alla Corte costituzionale il compito di dettare una linea di comportamento in questa materia, la politica fa un passo indietro a favore dei tribunali! Sono preoccupato di questo, ed è il motivo per cui le ho presentato l'interpellanza: perché non vorrei che fossero i tribunali a doverci dire come comportarci in una materia complessa che la politica non ha ancora normato, definendo il fatto politico attraverso le sentenze. Diventa cioè fatto politico perché alcune sentenze prendono posizione su una materia, là dove c'è un vuoto della politica. È altrettanto vero che la CE ha già dato una prima risposta, seppure generica; è vero che nel quadro nazionale questa cosa non l'ha fatta il Centro-Destra, ma ancor meno la sta facendo il Centro-Sinistra, perché avrebbe forse più difficoltà a farlo di quanto non abbiamo avuto noi, ma il principio della globalizzazione è un principio che non può stare fuori da quest'aula, perché credo che anche noi dobbiamo scendere in campo a fare politica in questo contesto!

Questo Consiglio si deve porre la questione dell'integrazione degli extracomunitari, quale tipo di integrazione, se è giusto o non è giusto, se è politicamente desiderato o non desiderato che i residenti in Valle d'Aosta possano accedere ai posti del pubblico impiego, perché sappiamo che, al riguardo, ci sono differenti sensibilità che sotto l'aspetto politico si devono evidenziare. Non abbiamo alcun imbarazzo ad anticipare la nostra posizione. Abbiamo piena consapevolezza che abbiamo bisogno di extracomunitari e credo che il mercato del privato - i nostri agricoltori lo sanno molto bene - offre uno spazio enorme di lavoro per chi ha voglia di dare il proprio contributo.

Per quanto riguarda il pubblico la materia è più complessa: crediamo che il dibattito vada spostato sul concetto di cittadinanza, perché quando il Difensore civico pone una questione della cittadinanza degli extracomunitari, pone un tema che è centrato, cioè il cittadino se è cittadino italiano, ha gli stessi diritti che i cittadini italiani nel pubblico impiego ambiscono ad avere, cioè essere assunti tramite bando presso la pubblica amministrazione; se non sono cittadini italiani, invece no, seguendo il filone della CE, che ha già aperto una strada.

La mia sollecitazione allora è quella di porre il tema all'attenzione del Consiglio al più presto, perché la questione è "una panna che sta montando" in maniera importante. Questo documento del Difensore civico è la punta di un "iceberg" di una situazione che anche in Valle sta crescendo, cioè extracomunitari non cittadini italiani, che non solo ambiscono a lavorare nel privato, ma ambiscono a lavorare nel pubblico. Siccome lei ed io condividiamo il concetto che il pubblico è cosa diversa dal privato, perché mentre per un rifugio o per un ristorante può andar bene avere per qualche mese un extracomunitario non cittadino italiano, nella pubblica amministrazione questo diventa un problema! È vero che ci sono alcune attività, ad esempio le imprese delle pulizie, ma le pulizie ormai le fanno le cooperative esterne, quindi un extracomunitario può lavorare per una cooperativa e fare le pulizie a Palazzo regionale, che è cosa diversa dall'essere assunto come messo o autista o dirigente addirittura, perché la prima causa in Italia l'ha fatta un laureato extracomunitario che ambiva ad avere nel Comune di Firenze il posto da dirigente dell'ente pubblico!

Credo che la politica debba riappropriarsi subito di questo spazio, che è uno spazio politico, e immediatamente farlo proprio perché alla posizione che il Consiglio vorrà assumere, sia la politica a dare delle risposte e non la Magistratura con le sue sentenze!