Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2256 del 8 novembre 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 2256/XII - Esistenza di casi di errori umani nelle strutture ospedaliere della Regione. (Interpellanza)

Interpellanza

Vista la denuncia fatta dall'Associazione italiana di oncologia medica, in un recente convegno all'Istituto Tumori di Milano, secondo cui per "errori in sala operatoria o nei reparti, per cattiva organizzazione", si registrano in Italia 90 morti al giorno;

Considerato che si tratta di una cifra considerevole, che richiede ancora maggior attenzione, sia per prevenire le più frequenti cause di errori umani, sia per correggere quelle criticità nell'organizzazione, dato che almeno la metà degli "errori" potrebbe essere evitata;

Constatato che i maggiori errori avvengono in ortopedia e traumatologia (con il 16.5% di errori), seguita da oncologia (13 %), da ostetricia (0.8 %) e dalla chirurgia (10.6 %);

Ritenendo difficile ipotizzare che da tale fenomeno sia immune la nostra sanità;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) se anche all'interno della nostra Regione si registrano dati analoghi a quelli sopra segnalati, quali sono le discipline mediche e chirurgiche in cui le percentuali sono più alte, se esse rispecchiano i dati nazionali, e se sono state individuate le possibili cause;

2) se di alcuni specifici errori sono state individuate le criticità che potrebbero favorire tali errori;

3) in particolare, per quanto riguarda l'ostetricia, se anche la pratica del parto cesareo programmato si è dimostrata un settore non esente da errori e, per quanto riguarda la chirurgia, se è stata rilevata l'incidenza di infezioni, anche con esito mortale, contratte nelle sale operatorie;

4) che cosa si è finora fatto per prevenire nelle diverse discipline mediche e chirurgiche le possibili cause degli errori e cosa si intende fare nel breve e medio termine.

F.to: Squarzino Secondina

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Il 24 ottobre, sugli organi di informazione, è stata data molta pubblicità ad una denuncia fatta dall'Associazione italiana di oncologia medica rispetto al numero enorme di decessi che avvengono per errore nelle strutture ospedaliere del nostro Paese; venivano anche individuate una serie di possibile cause - errori umani, criticità nell'organizzazione -, per cui si diceva che una parte di questi errori può essere evitata.

In questa denuncia si individuavano anche alcuni reparti, in cui erano più frequenti queste tipologie di errori; poi la settimana successiva, il 31 ottobre, c'è stata una smentita di questi dati, nel senso che, come hanno precisato gli stessi attori di questi dati, probabilmente lì c'è stato un'impropria valutazione di metodo, cioè sono stati probabilmente scambiati alcuni dati con altri, per cui questo dato non risulta così attendibile come è stato individuato nei primi articoli del 31 ottobre... per fortuna, possiamo ridimensionare il problema! Tuttavia, al di là di questi dati che, in base alle ultime informazioni, non sono veritieri, esiste un problema sul fatto che negli ospedali esistono delle morti per errori, e forse questa può essere l'occasione per riflettere sulla situazione che si verifica nelle nostre strutture ospedaliere, nel senso che è quasi inevitabile che ci siano degli errori.

La mia domanda è se ci sono state delle indagini, se anche qui la nostra ASL ha fatto un monitoraggio di possibili errori che possono avvenire soprattutto per quanto riguarda l'aspetto dell'incidenza di infezione in Chirurgia e, collateralmente, anche per quanto riguarda in Ostetricia il parto cesareo; quindi è questo, al di là di altre cause, visto che tramite una ricerca in Internet, quello è l'ambito in cui più facilmente si manifestano delle infezioni con delle conseguenze per gli utenti... pertanto se l'azienda ha fotografato o ha gli strumenti per fotografare la realtà come si viene determinando nel nostro ospedale, se ha individuato eventualmente qualche causa particolare che è presente in tutte le altre strutture ospedaliere e se ha individuato anche alcune linee per evitare che questi errori - se ci sono - possano ripetersi.

Si dà atto che dalle ore 18,16 presiede il Vicepresidente Lanièce.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Questa interrogazione nasce attorno ad un articolo, apparso il 24 ottobre, che dava dei dati molto preoccupanti, e spero che tutte le Procure d'Italia si siano attivate per verificare cosa ci sia dietro a degli articoli di così grande allarmismo, che prevedevano e dichiaravano che i morti per errori medici erano 90 al giorno, quindi facendo una piccola moltiplicazione venivano 32.850 morti all'anno per errori medici.

L'interpellanza era stata costruita solo attorno a questo articolo, poi correttamente si riferisce anche a quanto è apparso il 31 ottobre 2006, in cui da un lato l'Onorevole Marino, responsabile della Commissione sanità dell'Ulivo, diceva che si trattava di "numeri di fantasia, un artificio senza fondamento scientifico, un puro esercizio teorico su dati estrapolati da fonti lette superficialmente e diffusi con molta approssimazione", tanto che l'autore dell'articolo del 24 ottobre, dr. Emilio Baietta, ammetteva, imbarazzatissimo, di essersi sbagliato e se ne scusava: questo ha fatto nascere l'interpellanza.

La rettifica del 31 ottobre infatti titola: "Una bufala la denuncia sui morti di malasanità". Dietro a questi errori c'è un allarmismo pericoloso, c'è chi prospetta un reato di procurato allarme, perché diffondere dati così negativi non può essere occasionale... si pensi a cosa vuol dire per le assicurazioni private, degli specialisti che sono in continuo aumento e che per alcune specializzazioni, quelle appunto denunciate da Baietta, devono pagare dei premi molto elevati! Il Ministro Turco ha subito replicato che solo il 10% delle denunce per lesioni giunge a una condanna, quindi direi che un'interpellanza costruita attorno a dei dati allarmistici, è stata - come ha riconosciuto l'interpellante - notevolmente ridimensionata. Certo che gli errori sono quasi inevitabili, come dice la collega Squarzino; è chiaro che gli errori in un ambito umano sono presenti, anche se la morte di per sé non è sempre evitabile da alcuna parte - e questa è forse un'ipotesi che alcuni avanzano, ma che non è così - e non sempre è colpa del medico se qualcuno muore... ci sono delle malattie incurabili, e purtroppo si muore dappertutto, anche dove errori umani non si fanno! I dati in Valle d'Aosta sarebbero stati molto preoccupanti in quanto, secondo questa proporzione, avrebbero dovuto esserci 78 morti all'anno per errori medici...

Lasciando perdere questo allarmismo, che può essere anche colpevole, su questo argomento - e arrivo alla seconda parte dell'interpellanza - abbiamo sempre cercato di agire sul nuovo ramo dell'igiene e della prevenzione che si chiama "rischio clinico", e questa nostra attività ci ha portato ad una maggiore attenzione. Se questi errori ci sono, compito nostro è dare a questa eventualità una maggiore attenzione per diminuire le criticità là dove queste ci possano essere. Chiaramente non si vuole nascondere nessuno, né proteggere chi ha sbagliato, si può decidere se chi ha sbagliato sia colpevole e di che cosa, se ci sia una colpa grave... Contestiamo la denigrazione di questi articoli iniziali e il conseguente allarmismo.

Dicevo che non abbiamo preso solo iniziative a livello teorico, ma iniziative a livello pratico, perché siamo coscienti che l'attenzione debba essere sempre potenziata. È sfuggita forse la deliberazione n. 3561 del 28 ottobre 2005 relativa all'approvazione di un protocollo per il monitoraggio degli "eventi sentinella", elaborato in via sperimentale dal Ministero della sanità a cui la nostra Regione ha aderito: questo è importante, perché il ministero dice: "esistono degli eventi sentinella e questi vanno presi in considerazione dai DRG"; i DRG vengono su questi eventi raccolti in modo particolare e inviati al ministero attraverso delle procedure che questa deliberazione sancisce in modo chiaro.

Gli "eventi sentinella" presi in considerazione dal ministero sono le procedure in paziente sbagliato, le procedure in parte del corpo sbagliato - destra invece che sinistra... -, suicidio in paziente ricoverato, strumento o altro materiale lasciato all'interno del sito chirurgico, reazione trasfusionale conseguente ad incompatibilità, decesso o coma o gravi alterazioni funzionali derivanti da errori di terapia associati all'uso di farmaci, decesso materno, malattia grave correlata al travaglio o al parto, abuso su paziente ricoverato, mortalità in neonato sano e ogni altro evento che causa morte o gravi danni, indicativo di mal funzionamento del sistema. Questi sono gli "eventi sentinella" e l'adesione a questo protocollo prevede delle schede descrittive degli "eventi sentinella" oggetto di monitoraggio, una scheda di segnalazione che l'ASL deve compilare e spedire alla Regione o al Ministero della salute entro 5 giorni dall'evento, schede da usare per l'analisi dei fattori contribuenti e determinanti, un piano di azione per la riduzione del rischio e il flusso informativo: questo è un protocollo che la Regione ha messo in atto da fine ottobre 2005, che non ha portato ad oggi ad alcuna dichiarazione da parte dell'ASL di questi "eventi sentinella".

Aggiungo, per significare quanto questo rischio e il desiderio di diminuire le criticità siano ben presenti, che nella Commissione parlamentare della salute è previsto un tavolo tecnico per la gestione del rischio clinico ed è presente dal mese di novembre 2005 un nostro rappresentante stabile nella persona del Direttore sanitario. Come terza iniziativa, nella riorganizzazione dei dipartimenti è previsto un dipartimento funzionale che si chiamerà "Dipartimento funzionale del rischio clinico" che, non appena il "Patto di stabilità" verrà modificato o quando avremo la sentenza della Corte costituzionale, sarà messo in funzione; quindi penso che gli errori ci siano, nasconderlo è assurdo, bisogna vedere come si rimedia alle capacità di risolvere questi errori, di abbassare le criticità; gli errori bisogna ridurli ed eliminarli.

Il diffondere di dati non corretti come è stato il primo articolo non contribuisce alla serietà di analisi di un sistema che vogliamo sempre più sicuro, l'allarmismo crea solo delle perdite di fiducia; teniamo presente che la realtà nostra è una realtà piccola dove un albero che cade fa molto più rumore di 100 alberi che rimangono su, e il caso che ha avuto delle complicanze può essere presentato come la regola e invece non è così, oppure vi può essere un tentativo di tendenza alla distruzione proprio in un momento in cui la mobilità passiva, senza meccanismi di contenimento adottati dal punto di vista legislativo, sta invertendosi e sta mostrando un andamento positivo.

Le attività e i provvedimenti messi in atto per ridurre o monitorare gli eventi sono state quindi fatte in accordo con il ministero in modo chiaro e preciso: credo che questa sia l'attività più corretta in questo settore, anche se finora non ci sono stati presentati dei grandi casi e dei fatti significativi di errori medicali.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Questa nostra iniziativa è nata non solo perché avevamo letto quei dati, ma anche perché in queste settimane alcuni di noi, come Consiglieri, sono in giro per le strade e per le piazze, al mercato per la raccolta di firme per il referendum per l'ospedale nuovo e si parla anche con la gente, che dice: "sì, siamo d'accordo... no, non siamo d'accordo", qualcuno dice: "non solo le strutture, ma anche il personale bisogna cambiare"...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... mi lasci concludere, non mi faccia dire le cose che non voglio dire!

In genere la mia risposta è questa: ci sono sicuramente nella nostra sanità molti settori che funzionano molto bene, sono centri di eccellenza di cui andare orgogliosi, ma è chiaro che di fronte a casi precisi che la gente ci propone, questi casi vanno letti, e in questo modo li voglio leggere, come esempi di criticità come lei ha detto. Nessuno di noi vuole demonizzare una persona piuttosto che l'altra, ma quello che ci interessa è vedere quali sono i punti del sistema che sono più critici e su cui bisogna intervenire. Credo che questo sia l'atteggiamento non solo chiesto dal ministero, ma che anche l'USL sta adottando.

Gli "eventi sentinella": sono ben contenta che si cominci ad individuare gli "eventi sentinella", ma sono anni che chiediamo di monitorarli, perché sono quelli che ci danno il senso della qualità e dell'appropriatezza di un intero sistema. Lei dice che ci sarà questo dipartimento... va molto bene e saremo contenti di vederlo, ma là dove l'ho trovata reticente, Assessore, è che una volta affermato che si vuole fare il monitoraggio serio che già si sta portando avanti, che non ci sono dei fatti particolarmente gravi, spero anch'io... io avevo chiesto un dato solo e lei non me lo ha fornito! Non credo che in questo momento non ci siano ancora elementi per fornire questo dato... quando chiedo: "se è stata rilevata l'incidenza di infezioni, anche con esito mortale..." - ma quello che è un inciso - "contratte nelle sale operatorie", ... questo era un elemento preciso su cui credo che l'USL abbia dei dati... perché non li ha forniti? È vero, penso che gli "eventi sentinella" si registrano e si fanno gli interventi per diminuire il numero di questi eventi sentinella, ma se non vengono dati fin dall'inizio neanche alcune informazioni su quello che già adesso è stato registrato, mi sembra non serio!

Assessore, io penso che al di là degli "eventi sentinella", un'azienda seria prende atto e rileva l'incidenza di infezioni contratte in sala operatoria, questo è un elemento fondamentale per descrivere la qualità del servizio che viene fornito! Lei non ha bisogno di andare a vederlo nel sito "I vari documenti", ma ad esempio il Piemonte rileva, rispetto a un'indagine conoscitiva che hanno fatto, che una prevalenza media degli infezioni nosocomiali in Piemonte si attesta su un valore del 7,8%, è un dato, alto o basso non lo so, non ho elementi... sarebbe stato interessante capire se anche l'USL della Valle d'Aosta è in grado di individuare un'incidenza! Lei capisce che, a fronte di dati precisi, anche per noi è più facile dire: "è successa quella cosa terribile, hai contratto un'infezione, ti hanno operata altre 2 o 3 volte, sei ancora lì, in rianimazione, da 3-4 settimane, non sai quando uscirai, ma sappi che solo qui, nel nostro ospedale, l'incidenza di infezioni contratte in sala operatoria è dell'1-2% per cui sei stata sfortunata"... ma se so che invece l'incidenza in Valle d'Aosta è più o meno come quella del Piemonte, allora è chiaro che la cosa comincia a preoccuparmi! In questo senso chiedevo alcuni dati e credo che questi dati ci siano già... non è possibile che non abbiano questi dati!

Le chiedo allora, Assessore, se è possibile avere questi dati, altrimenti è difficile poter capire qual è la situazione da cui si è partiti, quali sono state le azioni positive che questo "Dipartimento del rischio clinico" ha attivato; quindi la pregherei, Assessore, se questi dati ci sono, di fornirceli e, se non ci sono, la cosa è molto grave!