Oggetto del Consiglio n. 2255 del 8 novembre 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 2255/XII - Adozione del piano predisposto dall'ente Parco nazionale Gran Paradiso. (Interpellanza)
Interpellanza
Evidenziato che la presenza di aree naturali protette ben gestite rappresenta un volano di sviluppo sostenibile del territorio in cui tali aree si trovano;
Rilevato, in particolare, che il Parco Nazionale Gran Paradiso rappresenta una risorsa di enorme rilevanza per il turismo ambientale;
Evidenziato che il piano del Parco rappresenta uno strumento importante per la buona gestione dell'area protetta e per la programmazione di uno sviluppo sostenibile dei Comuni del Parco;
Appreso che la bozza di tale Piano è stata trasmessa dall'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso alle Regioni Valle d'Aosta e Piemonte, al fine dell'acquisizione di un primo parere;
Ribadita la necessità di un' attiva collaborazione della Regione al fine di arrivare ad una rapida conclusione dell'iter di approvazione del Piano del Parco;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:
1) se siano stati presi contatti con la Regione Piemonte per concordare un processo comune di condivisione e di approvazione;
2) in che modo la Regione intende operare per arrivare in tempi brevi all'adozione del Piano del Parco.
F.to: Venturella - Bortot
Président - La parole au Conseiller Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Credo che dalle dichiarazioni del Presidente della Regione, mi risponderà il Presidente Caveri, perché...
Caveri (UV) - (fuori microfono) ... risponde l'Assessore Isabellon.
Venturella (Arc-VA) - Va bene, sono confortato, perché lei, Presidente, vuole essere dappertutto... questa volta c'è l'Assessore Isabellon.
Abbiamo discusso, in questo Consiglio, di sviluppo del Parco nazionale Gran Paradiso, di accessi pedonali e viari, credo che uno strumento importantissimo per la tutela dei valori naturali e ambientali, affidata all'ente Parco, possa essere perseguita attraverso lo strumento del piano del parco.
Esiste una serie di procedure amministrative, quella che ci riguarda è a valle della predisposizione da parte dell'ente Parco del piano insieme al Consiglio direttivo, piano del parco che credo sia stato già trasmesso alla Regione. In definitiva il piano dovrebbe essere adottato entro 90 giorni, è una specie di piano regolatore con le osservazioni, con le controdeduzioni, con i tempi per far sì che ente Parco, comunità del Parco, Consiglio direttivo, Giunta esecutiva, Regioni Piemonte e Valle d'Aosta si possano unire in una procedura condivisa. Proprio in riferimento a ciò che è capitato nelle valli piemontesi, ma anche in Valle d'Aosta, crediamo che per una buona gestione dell'area protetta sia indispensabile arrivare a una rapida conclusione dell'iter di approvazione del piano del Parco.
Cosa chiediamo all'Assessore competente? Crediamo che sia necessario che fra Regione Valle d'Aosta e Regione Piemonte vi sia un tavolo di concertazione e di confronto, perché le 5 valli sono sia valdostane che piemontesi e chiediamo in quale modo la Regione intende operare per arrivare in tempi brevi - ma questo non vuol dire fra una settimana o un mese, pensiamo a dei tempi ragionevoli - a cominciare la procedura di adozione del Parco, che precede l'approvazione.
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - In effetti, per quel che riguarda gli strumenti necessari alla gestione del Parco abbiamo la necessità di predisporre il piano del Parco con gli altri strumenti che sono i regolamenti al piano pluriennale economico e sociale, previsti dalla legge n. 394/1991. Come ricordato dal collega Venturella, le bozze sono state trasmesse agli Uffici di Presidenza a gennaio 2006. Ne approfitto per fare il quadro di tutto quello che in questi mesi è stato fatto, perché naturalmente, per una programmazione di lavori adeguata, è necessario avere tutto il coinvolgimento possibile al fine di avere uno strumento che alla fine è il migliore possibile, tenuto conto delle esigenze che ci sono, visto che il piano del Parco e gli strumenti di gestione hanno una ricaduta non indifferente su un comprensorio ampio dove abbiamo la presenza di aree di protezione principalmente, ma abbiamo anche delle aree che sono vissute e antropizzate nel corso del tempo, pertanto bisogna trovare una giusta coesistenza fra le varie esigenze.
Al fine di avviare l'analisi degli elaborati e individuare eventuali problematiche già in questa fase, in modo da fornire tutte le indicazioni necessarie all'elaborazione di documenti finali condivisi, il Presidente della Regione ha convocato un primo incontro con gli Assessori competenti: il Capo di gabinetto, il Segretario generale, il Coordinatore del Dipartimento legislativo legale e il Capo servizio aree protette, per un primo esame delle bozze dei documenti. La documentazione è stata poi inviata a tutte le strutture regionali coinvolte e sono stati convocati altri 2 incontri - coordinati dal Segretario generale, visto che siamo in presenza di un'interdisciplinarità, quindi c'è un coinvolgimento di vari settori dell'Amministrazione - che hanno permesso di evidenziare le principali problematiche oggetto di approfondimento.
I risultati di queste analisi sono poi stati condivisi nel corso di un incontro avvenuto a fine giugno con i Sindaci del versante valdostano della comunità del Parco; sulla base di quanto è emerso nelle riunioni gli Uffici di Presidenza hanno richiesto, già nello scorso mese di maggio e più volte sollecitato, un incontro con il Ministro dell'ambiente, Onorevole Pecoraro Scanio, ma tornerò dopo su questo problema, che coinvolge anche un altro soggetto - pur non citato nell'interpellanza - che è il ministero, sia per quel che riguarda l'aspetto filosofico della sensibilità, sia per quel che riguarda l'aspetto pratico che è quello di fornire gli adeguati finanziamenti come previsto in merito alla Fondazione "Grand Paradis".
I temi principali sottoposti all'attenzione del ministro sono in sintesi i seguenti.
Il primo è quello che riguarda la delimitazione dei confini del parco; qui l'argomento annoso riguarda la modifica dei confini o, meglio, la precisazione utilizzando la base cartografica più recente nei Comuni di Aymavilles, Champorcher, Cogne, Introd, da disporre con decreto ministeriale previa intesa con la Regione, sulla base delle richieste formulate dai Comuni in quelle riunioni e condivise dall'ente Parco. Rimane la situazione particolare, che è quella che riguarda l'esame della situazione del "budello" della zona di Valsavarenche.
Il secondo tema è la regolamentazione dei siti di interesse comunitario (SIC); è opportuno introdurre nel piano del Parco, sulla base delle indicazioni del Servizio aree protette della Regione Valle d'Aosta e dei competenti uffici della Regione Piemonte, gli elementi che lo connotino quale piano di gestione dei siti: siti di interesse comunitario (SIC) e zone di protezione speciale (ZPS), ai sensi della direttiva 92/43 della CE del 21 maggio 1992. Il piano del Parco dovrebbe prevedere l'esenzione in talune zone dall'obbligo di effettuare la valutazione di incidenza, per dire le zone "A" dei "PRG" dei Comuni valdostani compresi all'interno del Parco e talune altre zone omogenee, per esempio zone dal punto di vista urbanistico individuate come zone "B", "C", "F", previa verifica della mancanza di incidenza significativa sugli habitat naturali.
Il terzo tema riguarda la normativa per la realizzazione di interventi edilizi, in particolare nelle zone urbanizzate, proposta di eliminazione di eventuali ridondanze della regolamentazione; qui si tratta di interventi minimali, che già negli anni hanno creato non poche situazioni di disagio nell'ambito delle popolazioni che hanno mal digerito certe posizioni che rasentavano la vessazione storicamente. Tutto questo va nella direzione di far convivere le varie esigenze e di far accogliere anche l'inserimento per altre zone della Valle d'Aosta per quel che ci riguarda in zone protette, con un buon senso che è auspicabile, e quindi creare un buon clima attorno a quello che si intende per essere all'interno di una zona protetta.
Il quarto tema è la suscettività degli interventi a formare oggetto di accordo di programma quadro (APQ); la bozza di piano pluriennale economico e sociale prevede 5 progetti strategici per lo sviluppo economico e sociale della comunità del Parco; di conseguenza la nuova intesa istituzionale di programma, da stipularsi fra Stato e Regione per il periodo 2007-2013, potrà e dovrà prevedere l'accordo di programma con il Ministero dell'ambiente, con l'opportuno coinvolgimento della Regione Piemonte ed eventualmente del limitrofo Parco francese della Vanoise.
Altro tema: la verifica delle modalità di partecipazione dell'ente Parco alla Fondazione "Grand Paradis": la Fondazione, istituita con legge regionale n. 14/2004, vede come soci la Regione, la Comunità montana Grand Paradis, i Comuni territorialmente interessati dal Parco, il Parco, il Museo minerario regionale e l'Associazione professionale guide del Parco. L'ente Parco ha aderito alla Fondazione e come socio partecipa alla gestione con una quota annua, stabilita dal "CdA", pari a 6.455,71 euro; partecipa poi alla gestione dei centri visitatori con una quota pari al 50% delle spese previste sulla base del piano di apertura annuale dei centri; per il 2006 la quota a carico del Parco è pari a 51.287,50 euro. L'ente ha recentemente comunicato che a causa dei tagli operati sul bilancio dal Ministero dell'ambiente - di qui le premesse legate alla filosofia piuttosto che non alla praticità - non sarà in grado di garantire la copertura dei costi previsti a suo carico per la gestione dei centri. Alla luce del ruolo che può svolgere la Fondazione nell'ambito della valorizzazione territoriale, delle ricadute dirette sul comprensorio e dell'importanza di una partecipazione attiva del Parco all'attività della Fondazione, è fondamentale assicurare all'ente Parco adeguate risorse finanziarie per questo tipo di attività; per quel che riguarda l'Amministrazione regionale facciamo e cerchiamo di fare la nostra parte.
Un altro tema è la normativa concernente le guardie del Parco; in questo caso, dalla lettura delle bozze non emergono elementi di preoccupazione in merito, sembra comunque utile ribadire la necessità del mantenimento dell'organico e della valorizzazione del personale, limitando l'esternalizzazione di funzioni.
Rimane poi il tema dello "screening" delle azioni di promozione previste dal piano socio economico e il piano del Parco; si ritengono nel complesso sostanzialmente condivisibili le indicazioni contenute nel documento riguardanti gli obiettivi, le correlate azioni per assicurare uno sviluppo sostenibile delle attività turistiche delle zone interessate.
Infine, l'ultimo tema riguarda la gestione delle foreste, delle acque e del rischio idrogeologico, e in questo caso l'approccio del piano alla gestione delle aree boscate è condivisibile; naturalmente, qui, è necessario attuare un coordinamento con gli uffici regionali competenti.
Nell'attesa dell'incontro con il ministro, gli uffici tecnici proseguono l'analisi dei documenti e in particolare per quanto attiene gli aspetti connessi alla gestione del Parco in quanto sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale, sono già avvenuti incontri con i colleghi della Regione Piemonte, i tecnici dell'ente e i tecnici incaricati dell'elaborazione del piano per definire i contenuti delle integrazioni necessarie a connotare il piano anche come piano di gestione del "SIC" e della "ZPS".
Président - La parole au Conseiller Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per l'ampia e dettagliata descrizione; credo che la strada indicata dall'Assessore stesso - noi avevamo fatto proprio delle richieste specifiche - sia questa: condividere con la Regione Piemonte e con il Ministero dell'ambiente la predisposizione del piano del Parco.
Mi permetta però una piccola osservazione, Assessore: abbiamo audito la direttrice della Fondazione "Grand Paradis" che ci ha spiegato quali erano i problemi di finanziamento 2006; è vero, ora il Ministro è l'Onorevole Pecoraro Scanio, ma dato che nel 2005, anno in cui sono stati decisi gli stanziamenti per il Parco nazionale del Gran Paradiso, al Governo vi era la "CdL" con il Ministro di "AN", Altero Matteoli...
Caveri (UV) - (fuori microfono) ... la finanziaria di adesso...
Venturella (Arc-VA) - ... ora ritorna il Presidente della Regione a divertirsi ad interrompere... ma lei sa bene che in finanziaria il testo che esce dal Consiglio dei Ministri è una bozza di lavoro, con 3.000 emendamenti... credo che qualche variazione si potrà fare. Sicuramente ci impegneremo perché le risorse destinate al ministero al Parco nazionale del Gran Paradiso siano adeguate alle esigenze.
