Oggetto del Consiglio n. 2082 del 26 luglio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 2082/XII - Discussione congiunta del rendiconto 2005 e dell'assestamento del bilancio 2006.
Presidente - La parola al relatore, Consigliere Fey.
Fey (UV) - Il rendiconto generale della Regione per l'anno 2005, che si propone di approvare con il disegno di legge n. 116, chiude con un avanzo di amministrazione di 223 milioni di euro, mentre l'avanzo di gestione della sola competenza è di oltre 73 milioni.
L'esame della gestione del bilancio 2005, escluse le contabilità speciali, rileva che le previsioni definitive delle entrate si discostano di poco rispetto a quelle iniziali: 1.459 milioni di euro previsti rispetto ai 1.462 milioni di euro iscritti definitivamente, dei quali risulta accertato oltre il 90% e riscosso oltre il 64%. Sul versante della spesa, sempre escluse le contabilità speciali, si rileva che le previsioni definitive di euro 1.689 milioni sono notevolmente più alte rispetto alle previsioni iniziali di 1.459 milioni euro, perché tengono conto dell'applicazione dell'avanzo d'amministrazione dell'anno 2004 di euro 226 milioni e delle entrate che la Regione può accertare durante l'esercizio finanziario. Rispetto alle previsioni definitive risultano impegnate quasi l'88% delle risorse, mentre quasi il 68% è stato liquidato. Il rendiconto nella gestione dei residui rileva che oltre il 43% dei residui attivi iscritti al 1° gennaio 2005 è stato riscosso entro la fine dell'anno, mentre risultano pagati oltre il 33% dei residui passivi.
Il risultato di amministrazione, come già detto, è di 223 milioni ma è corretto rilevare che l'avanzo realmente disponibile deve essere considerato al netto dei vincoli di legge e delle obbligazioni assunte. Nel primo rientrano:
- la riassegnazione dei fondi Stato, accertati durante l'anno 2005 ma non impegnati entro la fine dell'anno, di oltre 25 milioni di euro;
- l'avanzo del settore della finanza locale di 12,8 milioni;
- l'avanzo del settore del bilancio destinato al finanziamento delle calamità per oltre 16 milioni di euro, a cui si aggiungono, per un totale di 6 milioni di euro, la riassegnazione dei fondi iscritti in bilancio con vincolo di destinazione.
Mentre rientrano nelle seconde:
- il rifinanziamento dei fondi di riserva, in particolare il fondo per la riassegnazione dei residui perenti per investimenti per oltre 33 milioni di euro;
- il finanziamento della spesa conseguente alla mobilità sanitaria per 11 milioni, il trasferimento alla gestione speciale di "Finaosta" per 30 milioni;
- la rinuncia al rientro dei fondi di rotazione come previsto in sede di programmazione per 10 milioni;
- la restituzione allo Stato di somme rimborsate dallo Stato stesso per conto della Regione per 9 milioni.
Ne consegue che l'avanzo d'amministrazione realmente disponibile in sede di assestamento del bilancio 2006 è di 70 milioni di euro. Di questi il successivo disegno di legge n. 117 propone di destinare:
- 13 milioni di euro all'Assessorato Agricoltura e risorse naturali per il completamento, tra l'altro, del Piano di sviluppo rurale 2000/2006 come la viabilità rurale, le opere irrigue, gli interventi di bonifica, i contributi per gli alpeggi e gli interventi di risanamento degli allevamenti;
- oltre 8 milioni di euro alle attività produttive, in particolare per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane, per la ricerca e lo sviluppo e per promuovere l'utilizzo di fonti rinnovabili di energia;
- oltre 13 milioni di euro destinati, tra l'altro, alla sistemazione dei corsi d'acqua, agli interventi nel settore della depurazione delle acque, al risanamento igienico degli abitati, agli interventi strutturali per la difesa dai rischi idrogeologici, alla manutenzione delle strade anche a seguito delle abbondanti precipitazioni dello scorso inverno e alla manutenzione degli immobili destinati ad uffici e non;
- 9 milioni e mezzo al settore turistico destinati, tra l'altro, alle agevolazioni a favore del commercio, delle attività turistico ricettive;
- 13 milioni e mezzo di euro, per il finanziamento del piano acquisti immobiliari.
Il disegno di legge è stato emendato nella riunione del 17 luglio. L'emendamento al disegno di legge 117 recita:
"Dopo l'articolo 15 è inserito il seguente:
"Articolo 15bis
(Funzionamento dei Gruppi consiliari. Modificazioni alla legge regionale n. 17 marzo 1986, n. 6)
1. L'articolo 4 della legge regionale n. 17 marzo 1986, n. 6 (Funzionamento dei Gruppi consiliari), è sostituito dal seguente:
"Articolo 4
(Contributi finanziari)
1. I contributi finanziari per gli oneri di funzionamento dei Gruppi consiliari e per le spese di aggiornamento, studio e documentazione, compresa l'acquisizione di consulenze, nonché per l'organizzazione di convegni e conferenze per diffondere le conoscenze sull'attività dei Gruppi stessi e promuovere la partecipazione sulle questioni di competenza del Consiglio regionale, sono erogati a favore dei rispettivi capigruppo nelle seguenti misure fisse mensili:
a) euro 1.500 per componente, fino al quinto;
b) euro 1.100 per componente, dal sesto al decimo;
c) euro 900 per componente, a partire dall'undicesimo.
2. L'ammontare dei contributi di cui al comma 1 è aggiornato ogni anno, con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, in relazione all'indice di variazione annua dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati al netto dei tabacchi determinatosi nell'anno precedente (Indice Istat - anno su anno).".
2. L'onere derivante dall'applicazione del comma 1, determinato complessivamente in euro 100.000 per l'anno 2006 e in annui euro 200.000 a decorrere dal 2007, grava sul bilancio del Consiglio regionale e trova copertura:
a) per l'anno 2006, negli stanziamenti iscritti nel bilancio del Consiglio stesso;
b) per gli anni 2007 e 2008, negli stanziamenti iscritti sul capitolo 20000 (Fondo per il funzionamento del Consiglio regionale) del bilancio pluriennale della Regione per gli anni 2006/2008."."
Presidente - Ricordo che su questo è già stata distribuita la relazione del Collegio dei revisori dei conti.
La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - È in distribuzione una relazione che si propone di dare un quadro dell'attività del 2005 e un quadro rispetto al disegno di legge di destinazione dell'avanzo di amministrazione. Adesso procederei nella lettura e farei alcuni commenti al termine della relazione.
En 2005 l'économie mondiale n'a cessé de progresser en affichant une croissance élevée de 4,7% en dépit d'une décélération dans la deuxième moitié de l'année. Cette croissance a particulièrement été tirée par les Etats Unis, le Japon et les Pays émergents de l'Asie et a ainsi compensé en partie le ralentissement de la zone Euro (+1,3%), en raison surtout d'un fléchissement de la demande intérieure des exportations. Le premier trimestre 2006 a enregistré un accélération plus forte que prévue de la croissance mondiale et un redressement de l'activité dans la zone Euro. Contrairement au passé ces faibles signaux de reprise semblent aujourd'hui plus équilibrés, car les effets de la croissance sont répartis de manière plus homogène. Des facteurs critiques persistent toutefois, qui, en fonction de leur évolution future, peuvent influer de manière significative sur les tendances économiques: les tensions géopolitiques, la mondialisation des marchés, la hausse des prix des matières premières, ainsi que le taux de croissance démographique.
Les prévisions des instituts internationaux montrent que, face à une hausse des prix des matières premières non énergétiques de 8,5%, la hausse des prix manufacturés ne devrait pas dépasser 1,3% en raison d'une concurrence internationale accrue. Des signaux de reprise conjoncturelle sont en train d'émerger en Italie aussi par rapport à la stagnation enregistrée en 2005, le "PIB" a cru de 0,6% au 1er trimestre 2006 par rapport au 4e trimestre 2005 et de 1,5% par rapport à la même période de l'année passée. L'économie valdôtaine est fortement liée à la situation italienne dans son ensemble, en raison des constantes relations économiques et commerciales et des rapports financiers entre l'Etat et la Région.
Pour ce qui est du premier aspect, les considérations sur la situation économique de notre Région sont assombries par la crise industrielle, qu'on connaît, bien que le taux de chômage reste actuellement très faible par rapport à celui des autres Régions italiennes et de la zone Euro.
Quant au deuxième aspect, les recettes de la Région provenant des transferts de l'Etat ont subi un ralentissement, ce qui - associé à la nécessité de respecter le taux d'endettement découlant des accords européens - a demandé un effort encore plus soutenu pour contenir la dépense publique. En particulier, ce mécanisme a trouvé son application dans le "Pacte de stabilité" qui, depuis 2003, représente un outil privilégié de coordination de la finance publique et s'applique également aux Régions à statut spécial.
Au fil des années, ce dispositif est devenu toujours plus contraignant et, en 2005, pour la première fois, a fixé des limites à la croissance à la fois de la dépense courante et de la dépense en capital. En 2005 la Région autonome Vallée d'Aoste a convenu d'une hausse de la dépense globale de 2,9% dans le cadre du "Pacte de stabilité" et ce plafond a été respecté.
Adesso, per quanto attiene i disegni di legge, il disegno di legge n. 116 approva il rendiconto generale della Regione del 2005 e propone un'analisi dei vari componenti il rendiconto: entrate, spese, residui e patrimonio, per poi proseguire con l'esame del risultato di amministrazione e concludere con il disegno di legge di assestamento e di legge finanziaria. Per le entrate, l'analisi esclude le contabilità speciali e il ricorso al credito, che come detto più volte non sono significative in quanto le poste di entrata e di spesa si compensano. Complessivamente le entrate del 2005 superano la previsione di 3,5%, pari a un aumento di 42 milioni di euro, mentre rispetto al consuntivo 2004 si sono ridotte del 6,5, passate da 1.416 milioni a 1.324 milioni con una riduzione di 92 milioni.
È facilmente intuibile come la congiuntura economica sfavorevole si rifletta sulla parte "entrata" del bilancio della Regione e lo dimostra in particolare l'analisi del consuntivo 2005, in rapporto al consuntivo 2004 con una riduzione in tutti i titoli dell'entrata. I tributi propri e le compartecipazioni del Titolo I passano da 1.285 milioni di euro del 2004 a 1.223 milioni a fronte di una previsione di 1.178; la riduzione del totale dei tributi propri, sia rispetto alle previsioni formulate per il 2005, sia rispetto al consuntivo 2004, deriva dalla minore entrata della tassa di concessione della casa da gioco, passata da 74 milioni a poco più di 63 milioni. Per contro, le entrate derivanti dalla compartecipazione ai tributi erariali sono state superiori alle previsioni del 5,5%, mentre rispetto al consuntivo 2004 si è registrata una riduzione del 4,7 pari a 52 milioni in meno.
I principali scostamenti rispetto alle previsioni del 2005 si sono registrate nell'imposta IRE con un incremento di 10 milioni di euro derivanti dalle imposte del settore pubblico e nell'imposta di fabbricazione birra con un incremento del gettito, derivante dall'incremento dell'aliquota stabilito dallo stato nei primi mesi del 2005, mentre i principali scostamenti rispetto al consuntivo 2004 riguardano l'IRES per 17 milioni, l'IVA per 10 milioni, l'imposta fabbricazione birra per 16,5 milioni per effetto dell'incremento dell'accisa e dell'imposta fabbricazione energia per 26,5 milioni. Questo scostamento è pari all'importo dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica, nel quale, essendo ancora in discussione la spettanza, non è stato devoluto mensilmente nel corso dell'anno, quindi non è stata accertata l'entrata a differenza dei 3 esercizi passati. Come concordato in sede di tavolo tecnico, il gettito verrà comunque riconosciuto in sede di saldo per le imposte del 2005, così come recentemente verificato con la devoluzione del saldo per il 2003. Per le imposte sostitutive lo scostamento di 10 milioni di euro deriva da un'eccezionale imposta pagata per la rivalutazione dei beni di impresa nel corso del 2004, tant'è vero che la previsione per il 2005 era stata formulata in 12 milioni di euro e a consuntivo poco meno di 10,7 milioni. Risulta invece aumentato di circa 12 milioni di euro il gettito imposte degli anni precedenti: tale gettito non iscritto nelle previsioni è stato accertato nel 2005 in sede di contabilizzazione delle devoluzioni del saldo delle imposte per il 2002 ed è relativo al recupero dell'IRPEF pagata erroneamente allo Stato dai principali enti pubblici aventi sede fuori Valle. L'importo è di circa la metà rispetto al 2004, che riguardava il saldo 2001, in quanto relativo ai soli primi 6 mesi del 2002; dal luglio 2002 i versamenti erano già stati effettuati correttamente.
I fondi Stato passano da 54 milioni accertati nel 2004 a 48 milioni, rispetto ai quali la previsione era stata di 28 milioni di euro. La riduzione rispetto al 2004 è relativa al minore importo accertato di alcuni fondi statali di cofinanziamento ai programmi comunitari: Obiettivo 2, offerta turistica al settore agricolo e tale riduzione è fisiologica all'approssimarsi del termine del periodo di programmazione dei fondi comunitari 2000-2006.
Le entrate patrimoniali, inclusi i fondi comunitari, passano da 67 milioni accertati del 2004 ai 51 del 2005, la cui previsione era stata di 74 milioni di euro; la diminuzione rispetto alla previsione è conseguente alla cancellazione in sede di assestamento del bilancio 2004 della previsione del bilancio 2005 di rientro della "GS" presso "Finaosta" di 30 milioni. Questa minore entrata è stata compensata con l'applicazione di pari importo dell'avanzo di amministrazione. La diminuzione rispetto al consuntivo 2004 è relativa ai fondi per gli eventi alluvionali dell'ottobre 2000, per i quali l'ultimo trasferimento statale di 13 milioni è stato effettuato nel 2004. Le entrate derivanti da alienazione di beni del Titolo IV, che passano da 8 milioni di euro a 2 milioni del 2005 come previsto, lo scostamento rispetto al consuntivo 2004 deriva dall'eccezionale introito derivante da alcune importanti dismissioni di immobili, realizzate nel 2004, fra cui l'Ecole de Neige di La Thuile. Infine, per quanto riguarda il debito, che tanto preoccupava alcuni Consiglieri, informo che anche nel 2005 non è stato necessario attivare alcuna forma di indebitamento.
Le spese: anche nell'analisi della spesa sono escluse le contabilità speciali, rispetto alla previsione iniziale la previsione definitiva alla chiusura è aumentata di circa 229 milioni di euro, pari al 15,73% rispetto alle previsioni iniziali, per effetto dell'applicazione dell'avanzo di amministrazione del 2004 di 226 milioni di euro e per l'iscrizione di entrate con atto amministrativo come consente l'ordinamento contabile.
Risultano impegnati alla chiusura 1.480 milioni di euro pari a quasi 88% delle somme definitivamente stanziate e, se si escludono gli oneri non ripartibili - fondi di riserva, quote capitale per ammortamento mutui... -, tale percentuale sale al 92,5%; si conferma quindi una buona capacità di perfezionare entro il termine dell'esercizio l'obbligazione giuridica dell'impegno dei fondi assegnati alle strutture ed è ovvio che tale capacità rasenta il 100% nella finanza di trasferimento, come la finanza locale (96%), le partecipazioni (91,4%) e i trasferimenti di parte corrente nel settore sanitario (99%). Il rendiconto della gestione di competenza 2005 evidenzia il miglioramento del rapporto fra spese correnti e investimenti, che passa da 67,9 a 60,8 (anche questo è un dato da sottolineare positivamente); per contro, il rapporto percentuale fra impegnato 2005 e impegnato 2004, si mantiene costante: 65 per il 2005 e 62,5 per il 2004, e tale costanza è da considerarsi positivamente rapportata alla riduzione di risorse.
Adesso c'è un'analisi delle spese per settori di intervento, come ho detto, la spesa complessiva impegnata nel 2005 è stata 1.480 milioni di euro, ripartita per il 21,2% (313 milioni) per le spese di funzionamento, il 18% (266 milioni) per le spese di intervento a carattere generale e 55,5% (822 milioni) per le spese di intervento a carattere specifico; la restante percentuale del 5,3 (79 milioni di euro) riguarda gli oneri non ripartibili. Rammento che le spese di funzionamento comprendono tutto il personale dipendente, ovvero il personale per il funzionamento dei servizi regionali, il personale direttivo e docente delle scuole e il personale per gli interventi di settore. Vi faccio osservare come la somma delle spese di intervento a carattere generale - finanza locale, patrimonio, partecipazioni... - e delle spese a carattere specifico - territorio, sviluppo economico, sicurezza e promozione sociale - rappresenti il 73,5% del totale impegnato. Al loro interno il 20,3 (301 milioni di euro) è destinato alla sanità e all'assistenza sociale - questi sono numeri che hanno un significato nell'ambito di tutta una serie di considerazioni -; pregherei di ritenere questi numeri che danno una giusta interpretazione delle attività fatte - seguite dallo sviluppo economico con una percentuale del 18,2 (269 milioni di euro) e dalla finanza locale, che assorbe il 13,3% (197 milioni di euro), mentre l'assetto del territorio e la tutela dell'ambiente assorbe il 10,8% del bilancio (159 milioni), la promozione sociale il 4,7 (70 milioni di euro), il patrimonio e le partecipazioni il 3,1 (46 milioni) e 1,6 la formazione professionale (23 milioni).
Sul versante della spesa il rendiconto rappresenta la vita amministrativa della Regione, sia come istituzione, sia come azienda ed illustra finanziariamente la sua più qualificante funzione: quella legislativa. Innanzitutto le spese di funzionamento, che ricomprendono il funzionamento degli organi istituzionali, Consiglio e Giunta, con una spesa definitiva di oltre 25 milioni di euro quasi interamente impegnati e liquidati, le spese per il personale dipendente, l'acquisto di beni e servizi. Per il personale dipendente della Regione, la spesa assestata nel 2005 è di oltre 156 milioni di euro, di cui impegnati 130 milioni, mentre per il personale delle scuole è rispettivamente di 102 milioni e 99,7; infine, per il personale destinato ai vari interventi di settore la spesa assestata è di 18,4 milioni quasi interamente impegnati. Per l'acquisto e la gestione di beni e servizi, ivi compresi gli oneri fiscali, legali, assicurativi e contrattuali, la spesa rendicontata è di quasi 45 milioni di euro, di cui oltre il 90% impegnato e il 67% liquidato.
La spesa della Regione è poi suddivisa in grandi settori di intervento, che nel dettaglio ricomprendono tutte le attività e gli interessi perseguiti, nei quali si realizza appieno la funzione legislativa della Regione, innanzitutto i grandi settori di intervento nei quali la Regione nell'esercizio della sua specialità si fa carico, e questo anche per dare un quadro completo di tutte le attività che vengono svolte e cercheremo di declinarle introducendo anche i riferimenti legislativi. Si fa carico della finanza locale, della sanità, della scuola, della protezione civile e della formazione professionale.
Per la finanza locale il settore registra una spesa assestata di oltre 205 milioni di euro, in particolare con riferimento alla legge n. 48/1995 il rendiconto registra una spesa assestata di oltre 191 milioni di euro, quasi interamente impegnati e liquidati; spesa per la quale con la legge n. 48 i criteri di riparto sono adottati dal "CELVA" nella sua autonomia.
Per la sicurezza sociale del proprio territorio la Regione approva un piano sociosanitario, e nel 2005 era in vigore il piano approvato con legge regionale n. 18/2001, in tale ambito la spesa in chiusura si assesta a 304 milioni di euro, di cui risulta impegnato il 99% quasi interamente liquidato (per dare un valore, sono più di 600 miliardi per il sociale e la sanità). In particolare sono stati destinati quasi 247 milioni di euro al funzionamento dell'ASL, sia come trasferimenti, sia come spese dirette, mentre per gli investimenti la spesa assestata è di quasi 13 milioni di euro, di cui 87% impegnato e 35% liquidato. Per quanto concerne l'edilizia sanitaria, ed in particolare per il Presidio ospedaliero di Viale Ginevra di Aosta, si è concluso lo studio per l'approfondimento dei temi urbanistici relativi all'aggiornamento del programma della 3a fase degli interventi ed è avviato il confronto con il Comune di Aosta per la revisione dell'accordo di programma, con particolare riferimento all'ampliamento del presidio stesso. L'intervento di ampliamento rientra nel programma di realizzazione delle opere di rilevante interesse regionale. Sempre nell'edilizia sanitaria si è provveduto alla revisione dell'accordo di programma fra la Regione e il Comune di Nus per la realizzazione di una struttura da adibire a sede di un centro diurno per persone anziane, con annesso centro di incontro e di un presidio sociosanitario distrettuale.
La spesa assestata per l'assistenza e per i servizi sociali è di quasi 43 milioni, di cui 22 milioni sono destinati al finanziamento della legge n. 11/1999 in materia di provvidenze economiche a favore di invalidi civili, ciechi civili e sordomuti. Per quanto riguarda gli interventi di edilizia sociale, rammento che si è data completa attuazione all'articolo 17 della legge regionale n. 21/2003 che ha posto a carico del bilancio regionale le spese per l'adeguamento funzionale delle microcomunità per anziani.
Nel settore dell'istruzione si ricorda che anche la spesa per la scuola è a carico del bilancio regionale, ivi compreso il personale docente. Il settore è stato recentemente disciplinato con legge regionale n. 18/2005 in materia di organizzazione e di personale scolastico. La legge individua gli strumenti intercorsi per garantire la formazione culturale e l'apprendimento secondo criteri e con obiettivi che mirano alla crescita culturale e psicologica delle giovani generazioni di cui devono essere favorite le conoscenze, le competenze, l'autonomia e il senso di responsabilità. Come detto, nel 2005 il solo personale della scuola rendiconta una spesa di 102 milioni di euro (oltre 200 miliardi); nello stesso ambito risultano finanziate per oltre 19,3 milioni di euro, quasi interamente impegnati e liquidati, la legge regionale n. 19/2000 che sancisce l'autonomia delle istituzioni scolastiche, la legge regionale n. 30/1989 che attua il diritto allo studio nell'ambito universitario, la legge regionale n. 55/1986 per il funzionamento delle scuole gestite da istituti ed enti morali, la legge regionale n. 25/2001 che ha istituito l'Università della Valle d'Aosta.
Anche la cultura trova adeguate risposte nella programmazione regionale, come dimostra il rendiconto. Nelle attività culturali e scientifiche è bene ricordare la legge regionale n. 89/1993 in materia di promozione culturale e scientifica e la legge regionale n. 8/1992 a favore dell'Istituto musicale, che complessivamente hanno assestato una spesa di quasi 8 milioni di euro.
Nell'ambito della conservazione dei beni culturali si registrano qualificanti investimenti, come il finanziamento della legge regionale n. 55/1998 che ha istituito il Parco archeologico dell'area megalitica di Saint-Martin de Corléans, nel Comune di Aosta, con un finanziamento di 2 milioni di euro quasi interamente impegnati ma in minima parte liquidati (1%) per la complessità del procedimento di spesa. Inoltre può ritenersi attuata, con l'apertura del Forte di Bard il 15 gennaio scorso, la legge regionale n. 10/1996; il rendiconto registra uno stanziamento di oltre 5,5 milioni di euro tutti impegnati e liquidati per l'89%, stanziamento che, oltre al recupero del forte, ha permesso la realizzazione degli interventi previsti dalle convenzioni fra Regione, "Finaosta", "Finbard" e Comuni di Bard, Pont-Saint-Martin e Donnas. Rammento anche che, con la conclusione relativi all'opera Carlo Alberto del Forte di Bard, si è costituita per la gestione un'apposita associazione con un trasferimento di 1,5 milioni di euro. Altrettanto qualificanti risultano essere gli investimenti per il restauro e la manutenzione di immobili di interesse artistico e storico, per gli scavi archeologici, per il restauro del patrimonio archeologico, con uno stanziamento definitivo di quasi 12,5 milioni di euro, in gran parte impegnati ma minimamente liquidati, sempre a causa della complessità e delicatezza dei procedimenti di spesa. Sempre nello stesso settore il finanziamento della legge regionale n. 27/1993 che riconosce la concessione di contributi per il restauro e la conservazione del patrimonio edilizio, artistico, storico ed ambientale, con un finanziamento di quasi 1,2 milioni di euro interamente impegnato.
Nella formazione professionale il rendiconto 2005 registra sia il finanziamento con risorse proprie della legge regionale n. 7/2003 in materia di politiche regionali e del lavoro, di formazione professionale, di riorganizzazione dei servizi per l'impiego, sia il finanziamento con fondi assegnati dello Stato e con il Fondo sociale europeo "FSE" per un totale assestato di oltre 26 milioni di euro, di cui impegnati 19,3, a cui si aggiunge il finanziamento per euro 4 milioni della legge regionale n. 12/1982 relativamente al finanziamento de l'Institut Agricole.
Infine, grande attenzione è sempre riconosciuta alla protezione civile, con la legge regionale n. 5/2001 la Regione ha definito 3 ambiti di intervento: previsione, prevenzione, superamento dell'emergenza.
Per l'attuazione della legge il rendiconto presenta uno stanziamento definitivo nel 2005, al netto degli interventi in finanza locale, di 60,6 milioni di euro, finanziato sia con risorse proprie, sia con risorse statali, ai quali si devono aggiungere 4,5 milioni di euro per la disponibilità di elicotteri, per interventi di protezione civile come previsto dalla legge regionale n. 35/1997. Segnalo che quest'ultima attività ha comportato circa 1.820 interventi, di cui 700 sanitari e 743 di lavoro aereo; nell'ambito della Protezione civile è utile rilevare nel 2005 l'aggiudicazione definitiva della progettazione, fornitura e messa in opera di un sistema informatico e di comunicazione per la gestione e il coordinamento dei servizi di soccorso della Protezione civile, dell'emergenza sanitaria e dei Vigili del fuoco. A questi settori di intervento si aggiungono i settori nei quali la Regione si preoccupa del suo territorio e del suo sviluppo economico; nel primo rientrano gli interventi in conseguenza di eventi calamitosi quali la difesa del suolo, gli interventi a favore dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile, dell'edilizia abitativa e la viabilità.
Per quanto riguarda gli interventi posti in essere dopo una calamità, nel corso del 2005, oltre al completamento del piano degli interventi straordinari collegato all'alluvione dell'ottobre 2000, è proseguita l'azione di analisi delle diverse problematiche ambientali, lo sviluppo di metodi e di interventi di tutela, recupero e valorizzazione del territorio e delle sue risorse. Lo stato di attuazione del suddetto piano risulta essere più che soddisfacente, così come la capacità di intervento a tutela della sicurezza del territorio da rischi idrogeologici attraverso sia la realizzazione di interventi strutturali, sia di interventi di studio di caratterizzazione delle aree a diversa pericolosità idrogeologica. In tale programma la spesa assestata è di 46 milioni di euro e ne risultano impegnati quasi il 90%.
Per quanto riguarda invece la difesa del suolo, nel corso del 2005 sono stati avviati lavori di difesa dei rischi idrogeologici per circa 25 milioni; fra questi ricordo alcuni lavori sulla strada regionale di Cogne, la sistemazione del torrente Castello a Quart e del torrente Lys con costruzione del nuovo ponte a Issime e la sistemazione della confluenza del torrente Marmore nella Dora Baltea.
Per quanto riguarda l'ambiente e lo sviluppo sostenibile, ricordo le iniziative di recupero e valorizzazione ambientale inserite nel programma previsto dalla legge regionale n. 1/2004, approvato dal Consiglio nel novembre 2005, con uno stanziamento assestato di 2,5 milioni di euro quasi interamente impegnato.
Ricordo anche che con il programma dei lavori pubblici per il triennio 2005-2007 approvato dal Consiglio nel 2005, è stato definito il quadro degli interventi nel settore acquedottistico e nel settore del trattamento delle acque reflue civili. L'approvazione e la realizzazione di questi importanti strumenti di programmazione hanno quindi consentito di utilizzare con discreta efficienza le risorse messe a disposizione, permettendo di conseguire i principali obiettivi di tutela del territorio. Sempre nello stesso settore, in particolare nell'ambito dello sviluppo sostenibile, gli interventi qualificanti sotto il profilo finanziario sono rappresentati dalla legge regionale n. 37/1982 che disciplina lo smaltimento dei rifiuti solidi e la legge regionale n. 41, che istituiva l'"ARPA". Le somme stanziate sul bilancio per lo smaltimento dei rifiuti solidi ammontano a 7,3 milioni quasi interamente impegnati e liquidati al 44%: di tale importo circa 3,8 milioni concernono le spese di gestione del centro trattamento rifiuti di Brissogne, mentre 3 milioni sono destinati alla realizzazione degli impianti di trattamento rifiuti e degli interventi in attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti. L'"ARPA" ha ricevuto un finanziamento di 6 milioni di euro, dei quali oltre 5 milioni per l'esercizio delle proprie funzioni e quasi 1 milione per gli investimenti. Sempre nel settore dell'assetto del territorio il rendiconto registra a favore dell'edilizia abitativa un intervento finanziario di 14,5 milioni di euro; il settore ricomprende fra l'altro la legge regionale n. 5/2003, che disciplina la materia con un finanziamento di 3,1 milioni di euro per i contributi in conto capitale.
Il settore della viabilità registra un impegno finanziario di oltre 32 milioni di euro, di cui 26 destinati alle opere stradali e ai parcheggi oltre al finanziamento della legge regionale n. 66/1991 per l'ammodernamento e la sistemazione della strada dell'Envers, mentre nel settore delle opere pubbliche merita il richiamo della legge regionale n. 21/2004 in materia di opere di rilevante interesse regionale con un finanziamento nel 2005 di 1,5 milioni.
Nell'ambito della tutela dell'ambiente rivestono grande importanza gli interventi in difesa dei boschi e dei parchi, che complessivamente registrano un finanziamento di oltre 14 milioni di euro. In difesa dei boschi sono state svolte attività atte al miglioramento del patrimonio boschivo, ricordo gli interventi di ricostituzione boschiva in seguito al disastroso incendio dei boschi di Nus e Verrayes e attività in difesa e tutela dei boschi dagli incendi previsti nel piano di sviluppo rurale.
Per quanto riguarda i parchi, la Regione si è da sempre fatta promotrice della realizzazione di aree protette, assicurando adeguati finanziamenti: rammento il Parco del Mont Avic, il cui finanziamento è assicurato dalla legge regionale n. 16/2004 per la gestione e la legge regionale n. 18/1992 per gli investimenti, la riserva naturale Mont Mars istituita con legge regionale n. 10/2002 e quella del Marais di Morgex e La Salle, la cui valorizzazione è prevista dalla legge regionale n. 47/1999.
Infine, l'importante settore che illustra sotto il profilo finanziario gli interventi della Regione per lo sviluppo economico; il rendiconto sviluppa gli interventi finanziari in tale settore, fra cui quelli relativi all'agricoltura e alla zootecnia, all'industria e all'artigianato, al turismo e ai trasporti e ai progetti comunitari. L'agricoltura e la zootecnia sono 2 settori che rivestono una importanza primaria per la nostra Regione, che come dimostra il rendiconto è molto attenta ad assicurare la presenza contadina sul territorio; per fare questo è necessario assicurare condizioni di vita e di lavoro dignitose e in tale direzione va il piano di sviluppo rurale 2000/2006 con investimenti nel 2005 di quasi 67 milioni di euro, quasi totalmente impegnati. I principali interventi riguardano lo sviluppo e il miglioramento di infrastrutture rurali quali la viabilità, le opere irrigue, gli interventi di bonifica e di riorganizzazione agraria, gli interventi infrastrutturali nell'ambito del riordino fondiario, ai quali si aggiungono gli interventi migliorativi sui fabbricati rurali. Nel settore zootecnico sono 2 le grandi leggi di riferimento: la legge regionale n. 21/2001 in materia di allevamento zootecnico e dei relativi prodotti, il cui finanziamento nel 2005 è stato di 13,7 milioni di euro impegnati al 91% e liquidati per il 67, di cui 11 per l'assistenza tecnica, le rassegne, i concorsi zootecnici e la tutela assicurativa degli allevamenti e circa 2,5 milioni per interventi di investimento e sviluppo, e la legge regionale n. 3/2002 relativa ad incentivi per l'attuazione degli interventi sanitari a favore del bestiame di interesse zootecnico. Nel corso dell'esercizio 2005 la Regione ha reso disponibili per quest'ultima 3,8 milioni di euro, di cui impegnati 95% e liquidati il 42%: si tratta in larga parte di interventi per il risanamento degli allevamenti da epizozie e da altre malattie.
Il finanziamento al settore industriale e artigianale è assicurato da alcune leggi fondamentali, fra cui la legge regionale n. 6/2003 per lo sviluppo delle imprese industriali e artigianali che nel 2005 è stata finanziata per 10 milioni di euro - dei quali il 91% è stato impegnato -, la legge regionale n. 84/1996 per la promozione della ricerca e lo sviluppo, il finanziamento assestato è di 7,8 milioni di euro impegnati al 57,5 e la legge regionale n. 2/2003 per la tutela e la valorizzazione dell'artigianato tipico, per la quale il rendiconto registra un finanziamento di 2,4 milioni di euro. Nello stesso settore risultano finanziate con circa 2 milioni di euro la legge regionale n. 4/1993 per gli interventi di bonifica e reinfrastrutturazione dell'area "Cogne" interamente impegnati, la legge regionale n. 7/2002 per il riordino dei servizi camerali finanziata con quasi 2,5 milioni e, a tale proposito, si rammenta che il trasferimento alla "Chambre" è avvenuto il 1° giugno 2005 e che da tale data ha acquisito il diritto al versamento dei fondi pervenuti alla Regione a titolo di diritto annuale.
Nell'ambito del turismo è interessante l'analisi del rendiconto con riferimento alle leggi che lo disciplinano: la legge regionale n. 6/2001 che ha riformato l'organizzazione turistica nella Regione, le spese di promozione turistica compresi i trasferimenti alle AIAT che hanno assorbito 9,5 milioni di euro - quasi interamente impegnati -, la promozione turistica nel 2005 si è rivolta essenzialmente al mercato nazionale e ai mercati europei di area francofona. Nel corso del 2005 sono state inoltre avviate alcune iniziative nei confronti di nuovi mercati, in particolare Russia, Giappone e Spagna. La legge regionale n. 19/2001, a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali il cui finanziamento per il 2005 ha reso disponibili 9,3 milioni di euro interamente impegnati e destinati, in particolare alle attività commerciali e turistico ricettive; la legge regionale n. 20/1991 istituita dalla "Fondazione per la formazione professionale turistica", il contributo regionale per il funzionamento della fondazione e del relativo istituto alberghiero è stata nel 2005 di 3,6 milioni di euro che sono stati interamente impegnati. Infine, sempre nel settore turistico, il rendiconto attesta il finanziamento della legge regionale n. 32/2001 per l'effettuazione del servizio di soccorso sulle piste di sci con 4,2 milioni di euro stanziati; la legge n. 41/1999 per le infrastrutture sportive e ricreative con 3,9 milioni di euro stanziati; la legge regionale n. 3/2004 a favore dello sport con uno stanziamento definitivo di 2,8 milioni e la legge regionale n. 4/2004 a favore dello sviluppo alpinistico ed escursionistico con uno stanziamento di 2,2 milioni di euro.
Nel settore turistico meritano il richiamo la legge regionale n. 36/2001, costitutiva di una s.p.a. per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent; la legge regionale n. 24/2005, che è intervenuta sul capitale sociale della s.p.a. per la sottoscrizione dell'aumento di capitale nella "Casino de la Vallée"... sono state stanziate risorse per 6,4 milioni che sono state impegnate all'85% e interamente liquidate. Alle 2 leggi si deve aggiungere il disciplinare regolante i rapporti fra la casa da gioco e la Regione approvato dal Consiglio nel 2003; per l'attuazione del disciplinare sono stati stanziati 18,1 milioni suddivisi fra spese correnti e di investimento; le risorse sono state impegnate al 93% e liquidate al 74, le spese correnti sono relative ai trasferimenti per le manifestazioni (10,7 milioni) e della quota sui proventi dei giochi lavorati (2,5 milioni), mentre le risorse destinate alle spese di investimento (4,8 milioni) riguardano l'attuazione del piano di sviluppo.
Infine, il settore che si occupa del delicato sistema dei trasporti. Rilevante in tale settore risulta essere il finanziamento della legge regionale n. 29/1997 in materia di servizi di trasporto pubblico di linea, con uno stanziamento di 22,7 milioni, quasi tutti impegnati e liquidati per il 78%, si tratta in larga parte degli oneri derivanti dai contratti di servizio per il trasporto pubblico con autobus e dei servizi integrativi; la legge regionale n. 8/2004 per lo sviluppo di impianti funiviari e di connesse strutture di servizio per 33,7 milioni di euro; legge regionale n. 15/1992 per lo sviluppo del servizio ferroviario, dell'intermodalità e per la riqualificazione della linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier con 3,8 milioni; la legge n. 78/1991 per l'Aeroporto "Corrado Gex" con quasi 3 milioni di euro; la legge regionale per la realizzazione del collegamento ferroviario Cogne/Charemoz con 3,4 milioni di euro.
Infine, nell'ambito dello sviluppo economico, si rileva sempre più la capacità della Regione di proporsi nella realizzazione di progetti comunitari, i programmi cofinanziati registrano uno stanziamento definitivo di oltre 25 milioni di euro, fra cui rammento il finanziamento dell'Obiettivo 2 (2000-2006), cofinanziato con il Fondo europeo "FESR" e con il fondo di rotazione dello Stato, gli interventi di bonifica e di riconversione dell'area industriale "Cogne" nel Comune di Aosta, le iniziative comunitarie INTERREG III italo-svizzere e italo-francese e il finanziamento di accordo di programma quadro Stato-Regione, fra cui il miglioramento aeroportuale, l'adeguamento e il miglioramento del sistema trasporto ferroviario Aosta/Torino e la realizzazione della rete unitaria per la pubblica Amministrazione regionale "RUPAR".
La gestione dei residui: ricordo che i residui rappresentano le obbligazioni non soddisfatte nel termine dell'esercizio, assimilabili a crediti e debiti rispetto ai quali la fase procedurale non si è conclusa. I residui sono alimentati dalla differenza fra l'accertato riscosso da una parte, cosiddetti "residui attivi" e, dall'altro, l'impegnato e il pagato, cosiddetti "residui passivi ".
L'ammontare complessivo dei residui attivi da riportare alla gestione 2006 è di 1,154 miliardi di euro ed è superiore di 15 milioni di euro rispetto alla somma presa in carico ad inizio 2005, pari ad un aumento dell'1,3. Per facilitare la comprensione, mi riferisco alla tabella di pagina 11 della relazione del disegno di legge; i residui attivi relativi agli esercizi precedenti in carico al 1° gennaio 2005 ammontano a 1,139 miliardi di euro; di tale importo, il 43% è stato riscosso nel corso dell'esercizio 2005 mentre lo 0,6 è stato eliminato per accertata insussistenza o inesigibilità del credito. Le somme rimaste da riscuotere al termine del 2005 ammontano pertanto a 640 milioni di euro pari al 56% del volume dei crediti all'inizio dell'esercizio, come per gli anni 2003-2004 l'aumento dei residui di competenza nel 2005 è stato maggiore della riscossione, anche se in maniera più attenuata rispetto al passato. Questi crediti sono in massima parte ripartiti fra i Titoli I, II e III del bilancio costituiti essenzialmente da quote di riparto fiscale e trasferimenti; per le altre entrate regionali le attività di recupero crediti sono svolte regolarmente dall'Amministrazione, anche se l'incidenza relativa di quelle entrate sul totale è molto bassa. In sintesi la situazione creditoria della Regione evidenzia che il 56% del volume dei crediti iscritti al 1° gennaio 2005 è trasferito all'esercizio 2006, in massima parte riferiti al Titolo I e in misura minore ai Titoli II e III; lo 0,6 (6,8 milioni) è stato eliminato perché considerato inesigibile o insussistente. L'ammontare complessivo dei residui passivi da riportare alla gestione 2006 è di 957 milioni di euro ed è superiore all'1,15% (11 milioni) rispetto al carico dell'inizio del 2005. L'evidenza di quanto sopra la potete trovare alla pagina 14 della relazione al disegno di legge.
I residui passivi al 1° gennaio 2005 ammontavano a 946 e di questi circa il 33,4 è stato pagato durante il 2005; tale percentuale è inferiore all'anno precedente che era 38. In sintesi, la visione della situazione debitoria della Regione evidenzia che circa il 50% del volume dei debiti iscritti al 1° gennaio 2005 è trasferito all'esercizio 2006, che il 9,4% (pari a 88,9 milioni) è determinato dalla perenzione amministrativa, che il volume dei debiti posti in economia è del 7,4% (71 milioni) e che i dati sono in linea con gli anni passati.
Merita un accenno la capacità di spesa dimostrata dalle strutture dirigenziali nel corso del 2005, sia per la gestione della competenza, sia per i residui; rispetto al 2004 il rendiconto 2005 registra un lieve miglioramento della capacità di pagare gli impegni assunti e una leggera flessione dello smaltimento dei residui passivi. Al miglioramento della capacità di pagamento ha probabilmente contribuito l'introduzione del mandato elettronico; informo che i miei uffici stanno lavorando per aggiungere l'ordinativo elettronico, la smaterializzazione dell'ordinativo cartaceo che comporterà un ulteriore miglioramento del procedimento di spesa.
L'esercizio 2005 chiude quindi con un avanzo di amministrazione di 223 milioni al netto dei fondi Stato e comunitari accertati e non impegnati per 25 milioni di euro; l'avanzo è determinato in 198 milioni. Avrete notato come l'avanzo dell'esercizio 2005 è molto simile come importo a quello del 2004 e del 2003 e come il risultato sia fortemente influenzato dai minori residui passivi per 159 milioni, dei quali 89 cancellati per effetto della perenzione amministrativa e 70,5 posti in economia. Ricordo che la perenzione amministrativa impone di eliminare dal conto i residui dopo 2-3 anni a seconda che siano correnti o di investimento e di assicurarne il finanziamento con appositi fondi di riserva. Le somme perenti rappresentano il 9,4% del volume dei residui iscritti al 1° gennaio 2005 e per questi occorre assicurare con apposito fondo di riserva il pagamento qualora i creditori lo richiedano. Le economie rappresentano invece la differenza fra quanto impegnato e quanto dovuto in rapporto alle obbligazioni assunte e rappresentano poco più del 7,4% del volume totale dei residui iscritti al 1° gennaio 2005.
Il valore del patrimonio alla chiusura del 2005 è di 1.158 milioni di euro quale differenza fra le attività per euro 2.824 e le passività per euro 1.666 milioni con un aumento positivo rispetto al 2004 di 179 milioni, dovuti in gran parte al miglioramento della posizione creditoria della Regione, che passa da 1.979 milioni di euro del 2004 a 2.153 milioni del 2005; di questi, particolare significato assume il volume dei residui attivi. Rammento che la voce dei crediti diversi nel conto del patrimonio comprende, oltre ai residui attivi, la compartecipazione diretta fra cui la "RAV", la "Finaosta", la "SITRASB" del Traforo del Monte Bianco, "Casino de la Vallée", che rimangono sostanzialmente uguali, pari a 295 milioni di euro; le partecipazioni indirette a valere sulla gestione speciale presso "Finaosta" quali "CVA", "Autoporto", "Deval"... per 490 milioni di euro, mentre la voce "debiti diversi" comprende, oltre ai residui passivi e perenti, i mutui e i contratti e i prestiti contratti. L'analisi del conto del patrimonio permette di rilevare un aumento di quasi 13 milioni di euro del patrimonio immobiliare, dovuti ad interventi edilizi che hanno aumentato il valore e ad un aumento di quasi 25 milioni del patrimonio mobiliare quale diretta conseguenza degli accertamenti esperiti dal competente servizio sull'intero patrimonio. In sintesi, il rendiconto generale 2005 conferma una situazione buona, coerente con la programmazione degli obiettivi prefissati, che presenta un decremento di risorse rispetto al 2004 del 6,5% pari a 92 milioni, certamente significativo, ma non preoccupante. Sul versante della spesa rilevo che la spesa impegnata complessiva è pari a 1,480 milioni di euro, destinati per il 20,3 alla sanità e alla sicurezza sociale, il 18,2 allo sviluppo economico, il 13,3 al sistema degli enti locali e il 10,8 all'assetto del territorio e tutela dell'ambiente. L'avanzo di amministrazione è pari a 223 milioni di euro che - al netto delle risorse predestinate per effetto di norme e vincoli di legge - ha permesso di rimettere in circolo 163 milioni di euro. La Regione ha rispettato il "Patto di stabilità" con il Governo per il contenimento della spesa, la ripartizione fra spesa corrente e spesa di investimento è migliorata rispetto alla previsione iniziale dal 67,9 al 63% ed è rimasta costante rispetto al 2004. Le prospettive del bilancio regionale in ottica prudenziale per il 2006 sono di sostanziale stabilità rispetto al 2005.
Per quanto attiene il disegno di legge n. 117, la Giunta propone al Consiglio il disegno di legge che prende in considerazione 3 momenti del procedimento finanziario: l'aggiornamento delle colonne dei residui e il fondo cassa che sono iscritti in bilancio in via presuntiva, la legge finanziaria che accompagna l'assestamento del bilancio e la variazione al bilancio di previsione conseguente all'applicazione dell'avanzo stesso.
Il Capo I ha un contenuto tecnico e ridetermina il conto dei residui e il fondo iniziale di cassa quale risulta dall'operazione di riaccertamento approvata con deliberazione di Giunta regionale; tale operazione rappresenta la conclusione di un complesso procedimento che vede coinvolte tutte le strutture dirigenziali chiamate ad riesaminare le obbligazioni approvate nell'esercizio 2005 al fine di accertarne la sussistenza.
Il Capo II rappresenta l'adeguamento della programmazione finanziaria agli obiettivi di politica economica, necessario anche a seguito dell'applicazione del risultato di amministrazione, come per la legge finanziaria che accompagna la programmazione; il disegno di legge presenta un contenuto necessario quale la determinazione dell'avanzo di amministrazione nel settore della finanza locale e l'applicazione di una quota pari a 11,8 milioni di euro dei 12,7 risultanti alla chiusura dell'esercizio 2005, il finanziamento della mobilità sanitaria interregionale e la rideterminazione in materia sociale del Fondo regionale per le politiche sociali, la proroga a tutto il 2008 dell'autorizzazione di spesa per il recupero e la valorizzazione del forte e del bordo mediovale di Bard, la proroga a tutto il 2008 dell'autorizzazione di spesa destinata all'edilizia abitativa convenzionata, l'aumento della dotazione complessiva per l'attuazione dei programmi comunitari di investimento per la chiusura della programmazione 2000-2006, l'avvio del periodo 2007-2013 e la rideterminazione del limite di spesa per il personale al fine di ipotizzare l'assunzione di 14 unità nell'ambito dell'organico del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, pur mantenendo invariato il numero complessivo dell'organico. Al contenuto necessario si aggiungono l'esenzione dal pagamento dell'IRAP anche alle aziende pubbliche di servizi alla persona, la rinuncia al rientro di 10 milioni dai fondi di rotazione, la destinazione di 30 milioni al fondo della "GS" presso "Finaosta" e, in materia di tutela dell'ambiente, l'aumento del trasferimento di parte corrente all'"ARPA".
Infine il Capo III dispone la concreta modifica del bilancio per l'attuazione sia della legge finanziaria che accompagna l'assestamento, sia dell'applicazione dell'avanzo di amministrazione. Nella destinazione dell'avanzo di amministrazione si sono privilegiate le spese di investimento rispetto a quelle correnti, migliorando così l'incidenza relativa delle stesse sul bilancio di previsione 2006. Oltre a quanto sopra illustrato la manovra finanziaria provvede al finanziamento dei fondi di riserva per 33 milioni, in particolare il fondo destinato alla rassegnazione dei residui perenti di investimento, degli acquisti immobiliari per 13,5 milioni, del settore agricolo e delle risorse naturali per 13 milioni di euro, destinati, fra l'altro, al completamento del piano di sviluppo rurale per il miglioramento delle infrastrutture rurali e agli interventi necessari per la realizzazione della viabilità rurale; nel settore delle attività produttive ed energetiche - con più di 8 milioni di euro - per finanziare gli interventi promozionali per l'industria nel campo della ricerca e nello sviluppo dell'artigianato; nel settore turistico e dei trasporti per gli interventi promozionali a favore dei rifugi e per lo sviluppo di attività alberghiere ed extra alberghiere e per l'adeguamento al 3° livello dell'aeroporto con 9,5 milioni di euro, della viabilità per la manutenzione delle strade, per l'ambiente, per il proseguimento degli studi di bacino nell'ambito del rischio idrogeologico e per l'esecuzione dei lavori di sistemazione idraulico forestale, di difesa del suolo, con un intervento di 13,5 milioni di euro.
Questa relazione, che è stata anche lunga, è una relazione relativa al 1° bilancio fatto dopo l'adozione del "PREFIN", documento che aveva dato degli indirizzi e degli impegni a questo Governo che sono stati rispettati; sono stati rispettati, anche perché nell'ambito del "PREFIN" ci eravamo impegnati a ridurre le spese per consulenze e questo è stato rispettato, abbiamo ridotto le spese e abbiamo cercato un'attività che ha dato una risposta a tutti i settori.
Rivendico la bontà dell'attività di questo Governo regionale, che si è impegnato a fondo e che ha cercato di dare una risposta, e i numeri e le attività e i settori di intervento sono la migliore risposta al populismo, alla demagogia e a tutta una serie di interventi che vanno al di là delle righe. È chiaro che, volendo, si può fare di più e meglio, si dimentica uno dei principali vincoli in ambito economico; che le risorse non sono infinite, quindi nella necessità di dover assicurare un giusto ed equilibrato sviluppo abbiamo dato una risposta a tutte le istanze, in particolare ci sono alcuni domini quali la sanità, il sociale, l'istruzione che hanno avuto dei fondi che, in altre Regioni, sono inimmaginabili! Il benessere e l'attenzione che abbiamo nei confronti di tutta una serie di istanze è quindi ottimo.
Sono convinto che in certi settori possiamo fare di più: in particolare, nel campo dell'edilizia abitativa abbiamo alcune debolezze ed è chiaro che con l'aiuto di tutti riusciremo a migliorare, ma senza essere demagogici, quindi quando qualcuno propone di aumentare degli investimenti e propone delle attenzioni maggiori, dovrebbe avere l'accortezza di suggerire dove andare a tagliare, perché questo mi pare sia doveroso, altrimenti apriamo "il libro dei sogni", vogliamo fare questo e quell'altro senza tener conto dei limiti che purtroppo abbiamo!
Accenno anche l'emendamento per l'acquisto del "Grand Hotel Billia"; avremo modo di intervenire, ve lo accenno in modo succinto, ma poi ne discuteremo. Avete l'articolo 8bis che ha una sua declinazione in 12 commi, ma dove viene autorizzata la Giunta ad incaricare "Finaosta" affinché proceda alla sottoscrizione di un contratto per l'acquisizione del complesso alberghiero e di tutte le pertinenze del "Billia", che proceda all'acquisizione dell'azienda alberghiera, la destinazione di questi 2 acquisti sono l'acquisizione al patrimonio regionale per quanto attiene l'impianto immobiliare e l'acquisizione al patrimonio della "STV" (Società Servizi Turistici Valdostana) che attualmente gestisce la "Brasserie" e i bar a servizio del Casinò, previa acquisizione alla gestione speciale della "STV", in modo da avere una continuità nell'ambito dell'attività alberghiera che non porti alcuna interruzione. Nel frattempo proponiamo ad essere autorizzati a contrarre un mutuo di 90 milioni, che è una cifra che comprende, oltre gli oneri fiscali per l'acquisto, un programma di intervento che in passato aveva, per la sua messa a norma, delle cifre superiori ai 10 miliardi; quindi abbiamo una cifra importante superiore a 20 milioni di euro che è stata inserita nell'ambito del debito per mettere in atto una serie di interventi di recupero che potranno essere preventivati in un anno di tempo.
Questo disegno di legge che è sintetizzato in un articolo da inserire nella finanziaria credo sia una risposta molto importante ad una serie di istanze e dia una prospettiva a tutto un settore, che da più anni, nella rottura dell'accerchiamento, trova un suo obiettivo: questo è un obiettivo inserito nel programma di legislatura e quindi siamo fieri di proporre alla discussione del Consiglio tale emendamento.
Si dà atto che dalle ore 16,05 presiede il Vicepresidente Fiou.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - Vorrei cogliere l'invito dell'Assessore a non essere demagogo, credo di non esserlo mai stato, qualche volta la battaglia politica ci porta ad essere magari un poco populisti, ma credo mai, da parte mia, ci sia stata demagogia, perché "il teatrino della politica" è "il gioco delle parti".
Intanto le dico subito che la relazione non la considero né lunga, né speciosa, la ritengo doverosa, visto che parliamo di circa 3.000 miliardi, e lei ha voluto utilizzare questo momento di assestamento di bilancio e di riconoscimento di avanzo di amministrazione per il 2005 per ripercorrere l'impostazione di questo bilancio che abbiamo già avuto modo di discutere alla fine dello scorso anno in fase di assestamento.
Intanto una dichiarazione mi pare di poterla subito smentire: questo bilancio non segue il "PREFIN" per un motivo molto tecnico... perché il "PREFIN" è arrivato "post-bilancio"! Glielo ricordo, è stata la 1a volta, nelle prime volte la cilecca è anche compresa, però noi abbiamo una nostra iniziativa per ricordare che il "PREFIN" dovrebbe venire prima della finanziaria. Ricordo che in termini di bilancio questo bilancio non è stato il frutto del "PREFIN", perché il "PREFIN" fu un "POSTFIN", al punto che, visto che il documento è inutile e lo dimostra il fatto che lei si è presentato, qui, con un bilancio che il "PREFIN" non lo aveva di fatto impostato, è addirittura inutile perdere del tempo a discutere di una prefinanziaria che, di fatto, è un dibattere 2 volte il bilancio stesso!
Sperando di non essere demagogo, vorrei con lei ripercorrere alcuni appunti essenziali alla sua relazione. Lei ha voluto giustamente contestualizzare questo bilancio all'interno di un momento di economia mondiale per non dimenticare che la Valle d'Aosta è collegata all'economia mondiale. Lei ha ricordato a quale velocità l'economia si sta muovendo, sia quella internazionale che quella europea, la difficoltà di un'economia europea che ha una serie di "appesantimenti strutturali" difficilmente affrontabili, e infatti abbiamo visto come anche la Costituzione europea - che doveva essere una grande riforma e poteva dare una conduzione politica all'economia europea - è naufragata qualche mese fa in maniera miserevole! Ogni volta che abbiamo affrontato la discussione sul bilancio abbiamo sempre ricordato, in questi anni, che quando si parla del bilancio della Regione, non ci si debba dimenticare che questo piccolo territorio di 100.000 abitanti si trova all'interno di un contesto.
Mi lascerà, allora, che mi tolga "un sassolino dalle scarpe" con un minimo di soddisfazione: finalmente anche voi vi siete accorti che la Valle d'Aosta è, sì, "carrefour d'Europa", ma lo è anche integrata nell'economia mondiale, perché questo discorso - quando al posto suo c'era qualcun altro - è stato un ragionamento molto difficile da far comprendere, al punto che addirittura c'era una chiusura totale dell'accettazione che il nostro futuro, il benessere delle nostre famiglie, il sostentamento dei nostri servizi sociali dovesse dipendere dal contesto internazionale all'interno del quale ci muovevamo! Quando parlavamo del pericolo opportunità - concordo con il collega Sandri - della globalizzazione, qualcuno sorrideva dall'alto di una montagna di soldi che era il bilancio regionale, perché pensava che questo denaro sarebbe bastato per fare ricche le famiglie valdostane. Oggi, purtroppo, cominciamo ad avere la consapevolezza che così non è, e lei oggi lo dice anche nella sua relazione, dovendo collegare poi in termini tecnici pratici un fattore economico, cioè l'economia della Valle d'Aosta in un contesto europeo e internazionale impatta direttamente sulle risorse dell'Amministrazione regionale; lo dice ancora lei, nella relazione, quando deve ammettere che, ancora una volta, si assiste a una riduzione di entrate e di disponibilità del 6,5%, non preoccupante, lei dice... io invece sono preoccupatissimo, perché il 6% ogni anno fa il 60% in 10 anni, e vuol dire che perdiamo capacità di crescita in termini di disponibilità rispetto all'inflazione e alle esigenze di aumento dei costi dei servizi di quello che dobbiamo amministrare in questa piccola Regione.
Oggi assistiamo a quello che andiamo dicendo da anni: che l'economia e la capacità di creare valore reale in questa Regione impatta in maniera diretta sulle disponibilità finanziarie che questa Amministrazione ha per affrontare le sue competenze. Questo è il primo concetto che mi sento di sottolineare, però - lei mi permette - con una visione diversa, e allora questo bilancio di avanzo e di assestamento (li commento entrambi, il "116" e il "117") esprime intanto un fattore tecnico: ormai gli avanzi di amministrazione da circa 200 milioni di euro l'anno sono un fatto tecnico. Abbiamo potuto affrontarlo insieme a lei, in II Commissione, quando lei ci ha ribadito per il 2° anno consecutivo che ormai l'applicazione delle norme di bilancio dovrebbe essere modificata, perché ci sono alcune opere che hanno piani quinquennali, mentre le disponibilità finanziarie vengono pianificate in piani triennali con compatibilità finanziaria.
Noi prendiamo atto che oggi un'amministrazione pubblica come quella regionale avanza, di fatto, in termini tecnici di impatto finanziario, circa 200 e "rotti" milioni ogni anno, quindi in automatico ci sono risorse che poi vengono ridestinate e, se volete, è anche un concetto di flessibilità perché fa presupporre che il denaro che avanzerò nel 2006 potrò riassestarlo nel 2007 come con il "117" vi apprestate a fare. C'è poi il fatto politico, ma prima un altro aspetto sul fatto tecnico: ho firmato la relazione dei revisori del bilancio come Consiglieri regionali; sotto l'aspetto tecnico non ho nulla da dire, perché sono state rispettate le normative finanziarie, abbiamo preso atto della correttezza dei dati e quello che un Consigliere regionale può fare non è che prendere atto di quello che i tecnici hanno impostato.
Il fatto politico però lei lo ha pesantemente ricalcato nella sua relazione, per rendere merito a lei e alla Giunta che ha rappresentato delle scelte fatte. Io, questi meriti, faccio fatica a condividerli, perché pur comprendendo la sua difficoltà, perché lei esprime una cultura non solo da commercialista, ma da politico - che forse tante volte non è molto distante dalla nostra visione - ... però mi rendo conto che in un contesto di politica forse non sempre si riesce a fare quello che si vuole, anzi praticamente mai, però il fatto politico c'è. Il fatto politico è che se è vero - come è vero - che l'economia regionale impatta sulle risorse finanziarie e la ridefinizione delle impostazioni di bilancio andrà a rimpattare successivamente sulle disponibilità finanziarie, le esprimo la nostra insoddisfazione: è un'insoddisfazione che lei conosce, che è ribadita in quest'aula, è conosciuta dalla popolazione. Vorrei però ricordarle alcune argomentazioni.
Lei dice che si è preso atto della necessità di ridurre l'impatto delle spese correnti, si è preso atto del 4% in meno di spese correnti, potremmo dire... "Alleluia"? Finalmente siamo riusciti a conquistare un 4% in meno di spese correnti, anche se la spesa corrente impatta ancora in maniera sostanziosa sul nostro bilancio. Aggiungerei che in contrapposizione dovrebbero essere aumentate le disponibilità per gli investimenti, così lei ci ha relazionato. Sulla sua relazione ha fatto 2 o 3 volte riferimento in apertura al fatto che questo bilancio si accolla tutta una serie di competenze - sottolineando che in altre Regioni non è così) - come la sanità, la scuola... Assessore, questo ritornello fra noi autonomisti potremmo anche smettere di farcelo... no? Cosa dice? Potremmo smettere di dirci, fra noi autonomisti, che abbiamo competenza in materia di sanità, di scuola, di istruzione, di beni culturali, perché dovremmo ricordarci in automatico che siamo anche i possessori dei 9/10 delle risorse di questa Regione! Ci mancherebbe ancora che la Regione, avendo i 9/10 delle risorse finanziarie e fiscali, dovesse poi avere le competenze ridotte rispetto a...!
Noi, non solo rivendichiamo la necessità che i 9/10 rimangano, ribadiamo la convinzione autonomistica che è giusto che queste risorse ci siano, ricordiamo che i 9/10 di meno 6% vuol dire meno risorse, e ribadiamo che le competenze non possono essere utilizzate a giustificazione del fatto della propria capacità di amministrazione, perché il ritornello fra noi autonomisti, in Valle d'Aosta, che abbiamo anche le competenze in materia di scuola, di dipendenti pubblici... ci mancherebbe ancora che non ce le avessimo! Sarebbe "Disneyland" e siccome "Disneyland" fa pagare anche l'entrata, anche in Valle bisogna prendere atto di questa situazione!
C'è invece una serie di considerazioni sulle spese correnti che vanno fatte. Lei ha giustamente rivendicato un forte impatto dell'assistenza sanitaria e sociale di questa Regione: voglio aggiungere un altro elemento. Questa Regione avrà un impatto crescente della spesa sanitaria e sociale, e lo dicono le statistiche delle relazioni di tutti gli organi competenti, l'ultima è la "Banca d'Italia" che ci ha fornito la relazione sull'economia valdostana, che ribadisce con numeri di demoscopia come la nostra popolazione stia fortunatamente invecchiando, ma anche onerosamente invecchiando, perché la vecchiaia è un lusso che costa! Si chiama "rischio longevità", lo stanno affrontando tutte le grandi civiltà d'Europa e occidentali, il rischio longevità, che è un'opportunità straordinaria per l'uomo, ma ha un impatto devastante sulle amministrazioni pubbliche e su tutti i sostegni sociali, dai pensionamenti all'assistenza sanitaria sociale. Allora voglio ribadire un allarme in questo senso, per essere costruttivo: questo problema va affrontato in termini di urgenza, perché 3 anni che passano la vita media si allunga di uno. Noi nell'arco dei prossimi 20 anni avremo l'opportunità di assistere un numero incredibile di anziani in questa Regione, con dei costi devastanti per l'Amministrazione. Sentivo ieri su "Radio 24" che si parlava del bilancio del Piemonte, che destina il 70% delle risorse in sanità nel sociale, naturalmente avendo un bilancio che poi invece prevede tutta una serie di altre competenze sostenute dallo Stato, ormai è compito dello Stato, ma anche delle amministrazioni locali, farsi carico del problema del rischio della longevità. Mi creda, ho la preoccupazione che questa visione non sia sufficientemente allertata, perché su questo influiscono tutta una serie di impatti.
Nella parte investimenti voi avete messo tutta una serie di voci che considero costi, che un'azienda sana considererebbe costi. Quando decidiamo che sono investimenti l'investimento nell'ospedale nel suo ampliamento, non stiamo dicendo che facciamo degli investimenti, ma stiamo sostenendo dei servizi, sono dei costi ricorrenti, perché la manutenzione delle scuole, dell'ampliamento degli ospedali, la messa a norma in adeguamento alla "626" di tutti gli edifici pubblici, sono costi amministrativi, non li potete considerare in quel 35% di investimenti che ricorrentemente ci volete sbandierare quando sono, di fatto, per il 95% spese correnti e investimenti, sì, ma di manutenzione di quello che è un servizio sanitario sociale, di quello che è un servizio educativo scolastico!
Quando diciamo: "adesso abbiamo scoperto che c'è il settore degli investimenti, dopo l'alluvione, per la sicurezza del suolo"... abbiamo scoperto dopo l'alluvione che bisogna mettere ingenti risorse nella sicurezza del suolo, stiamo spendendo dei deliri di follia di denaro per far lavorare le imprese con la giustificazione che un'alluvione che arriva ogni 100 anni oggi è un pericolo imminente ogni 100 giorni! Quando parliamo di fare manutenzione alle strade, quelle delle vallate, le rotonde, da 3 milioni di euro a "botta", io non parlo di investimenti... parliamo di mantenere la struttura del servizio amministrativo di questa Regione ai cittadini, fa parte dei costi che i cittadini pagano per avere le scuole a norma, un ospedale funzionante, le strade senza i buchi, i paravalanghe per non avere i sassi in testa... fa parte delle tasse che il cittadino paga e delle aspettative di servizio che il cittadino si aspetta da un'Amministrazione regionale... voi li considerate investimenti!
Allora vi dico che dobbiamo cominciare a vedere questo bilancio in un'ottica diversa: l'ottica che l'investimento è quello che crea valore. Allora posso essere d'accordo con voi, che mettere a posto le strade significa favorire il turismo, che investire nei beni culturali sia creare un indotto indiretto su quello che è il recupero del nostro patrimonio culturale a fini turistici per creare valore, però prendo atto che gli investimenti nei settori dell'economia - parlo dell'industria e del turismo - sono cifre risibili! Parliamo di 20 milioni di euro per l'artigianato, parliamo di 25 milioni di euro per quanto riguarda gli investimenti sul turismo... su 3.000 miliardi ne spediamo 40 per il turismo! L'Assessore La Torre è disperato perché non ha soldi per creare iniziative di rilancio dell'economia... parliamo di investimenti in ricerca, in occasioni per l'industria e l'artigianato di potersi sviluppare in Valle d'Aosta, noi destiniamo lo "zero virgola qualcosa" del bilancio della Regione! Come vede, non è contrapposizione, Assessore, ma è visione diversa, è prospettiva diversa! Non è neanche dire il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto... lei è legittimato a dire che il bicchiere è mezzo pieno! Io, forse, non voglio neanche dire che il bicchiere è mezzo vuoto... dico ed esprimo una visione liberale della gestione che oggi vediamo ancora fortemente radicata a livello di socialismo reale. Questa Regione dipende da come i 3.000 miliardi ogni anno vengono collocati, non perché la Regione è motore di economia, ma perché la Regione è, essa stessa, posti di lavoro, occupazione, e l'amministrazione dei servizi ai cittadini diventa un fattore economico fine a sé stesso!
Allora i "PIL" scendono... pensate che noi abbiamo, secondo la relazione della "Banca d'Italia" dei "PIL" interessanti dell',15-1,7% quando avevamo l'alluvione perché avevamo gli investimenti che creavano economia (trasferimenti statali), e oggi, quando l'Italia e l'Europa si rialzano leggermente in termini di "PIL", scendiamo! Oggi assistiamo a una riduzione di "PIL" e la prospettiva 2006 della Valle d'Aosta è ancora superiore all'Italia, ma in controtendenza, mentre l'Italia e l'Europa con fatica risalgono, la Valle d'Aosta scende...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... se lei dice che sono dati risibili quelli della "Banca d'Italia", la invito a fare una lettera come Presidente della Giunta per segnalare alla "Banca d'Italia" che sta sbagliando! I dati... è vero che possono essere risibili, posso anche essere d'accordo con lei... allora, se i dati della "Banca d'Italia", delle relazioni dell'"ISTAT", che non leggono con sufficiente chiarezza l'andamento dell'economia, le chiedo di farsi un giro in bassa Valle perché lì, il "PIL" ce l'hanno sulla schiena! Al casinò il "PIL" ce l'hanno sulla schiena tutte le sere! Tra l'altro qualcuno mi dovrebbe spiegare cosa fa il sig. Romi Gai a porte chiuse del casinò, a girare: magari è un nuovo consulente, non lo sappiamo ancora, parleremo di casinò fra un secondo!
Il "PIL" sull'impatto dell'economia di questa Regione è sui cittadini, magari i dati possono anche essere contraddetti, ma non questo. Prima commentavamo: questa è una Regione che dovrebbe essere ricca, la gente però si lamenta. C'è chi si lamenta perché forse, fino a ieri, ha avuto 100 e 90 oggi non gli basta, ma c'è chi aveva 50, giusto quello per sopravvivere, e oggi ha 20, e siamo nella Valle d'Aosta, come lei dice... una Regione ancora stabile, equilibrata, ricca!
Credo che dobbiamo prendere atto che è proprio il processo culturale che deve essere cambiato; prendo atto della capacità dei nostri funzionari e dei nostri dirigenti e dell'Assessorato alle finanze a far quadrare i conti che la linea politica detta; ma prendo atto che ci sono delle terribili opportunità che non stiamo affrontando per quello che sono! Quando parliamo di "investimenti" parliamo di manutenzione (strade, edifici pubblici, sanità, adeguamenti strutturali), beni culturali, territorio e difesa del suolo; quando parliamo di sviluppo economico investiamo poche briciole nell'incentivazione dell'economia, non mi stupivo finché c'era Ferraris a quell'Assessorato, ma faccio difficoltà e non posso che prendere atto dell'urlo di dolore dell'Assessore La Torre che dice di non avere i soldi perché, una volta pagati i dipendenti del suo Assessorato, non ha i soldi per fare alcuna iniziativa! Parleremo poi di quelle che sono state le sue iniziative per cercare di raggranellare qualche soldo. Non credo che sia giusto, come lei sostiene, presentare un "libro dei sogni" e dire: "voi dovete aumentare qui e aumentare lì"... no, io dico che dobbiamo radicalmente approcciare in maniera diversa in termini politici gli assestamenti di bilancio!
Sul casinò lei dice che presenterà un emendamento, noi ne prendiamo atto; ribadiamo ancora una volta la nostra posizione su questi 30 milioni di euro da rendere disponibili e i 90 milioni di euro che lei ci ha anticipato essere il complesso dell'operazione. La nostra posizione è molto chiara, come anche in passato: non siamo contrari a che ci sia un piano di sviluppo che preveda che il casinò abbia le sue strutture di servizio, anzi ci sembrava perfino anomalo che il casinò non avesse un albergo con cui lavorare, ci sembrava anomalo avere un casinò senza i parcheggi o avere un casinò senza i data base! Ma è altrettanto vero che non basteranno né i 30, né i 90 milioni per comprare la carrozzeria, se il motore è marcio! E il motore è marcio da quando noi, a guidare l'auto, ci mettiamo la politica, perché non ci può essere un'azienda che investe 100 milioni per rilanciarsi sul mercato e poi ad affidare o a manager competenti con le mani legate - come Conca denuncia sui giornali - o a Presidenti come Martini in perfetta minoranza, ma che guarda bene dal dimettersi, un "Martini" attaccato in Commissione da quasi tutto il suo Consiglio di amministrazione, ma che fa tutto meno che dimettersi! Da quando c'è una "task force" che non ha partorito alcuna idea se non quella dei propri gettoni di presenza e da un comitato strategico con un altro capo, dr. Zandano, il cui ruolo... lo abbiamo capito!
Una cosa è certa: abbiamo commentato nell'altro Consiglio il saccheggio di 14 anni di casinò da parte della "GS"; oggi ci apprestiamo a continuare a vedere il saccheggio nella nuova impostazione della s.p.a. privatistica, che, di privatistico, ha solo gli emolumenti! Siamo quindi a favore degli investimenti per il piano di sviluppo del casinò, siamo a favore al fatto che poi questi investimenti li gestiscano questi signori, che quando sono bravi vengono bloccati e quando sono incompetenti vengono tenuti perché accondiscendenti! No, non siamo d'accordo e le vostre scelte politiche sono gravi su questo tema, perché siamo in ritardo! Il Casinò di Venezia, il casinò che abbiamo intorno ci fanno la concorrenza e il mercato cresce per gli altri! I nostri sono preoccupati per il posto di lavoro, ma abbiamo ancora la vostra cinghia di trasmissione del "SAAV" che al casinò dice: "non preoccupatevi per il voto all'"Union", che sarà tutto a posto"... non è così!
Allora lei ha voluto fare una lunga relazione e non mi dilungherò oltre. Ribadisco la posizione del nostro gruppo: questa Regione non ha bisogno solo di una migliore amministrazione, perché sotto questo aspetto le devo dare atto che ad amministrare quello che c'è siete bravi... manca il progetto, siete troppo presi dalle vostre "beghe" da qualche anno, e questa Regione patisce le errate decisioni in termini di politica degli investimenti! Voi considerate "investimento" mettere a posto una scuola, l'unico investimento che fate è forse nei voti di quegli operai che faranno quel lavoro: se saranno disponibili a votare "UV" avranno i finanziamenti! Non crediamo che questo sia il modo di procedere! Non crediamo che sia questa l'opportunità che questo bilancio può rappresentare per la Regione. Ve lo stiamo dicendo da 8 anni, questo è il 9° anno: -6% di entrate, il prossimo anno registreremo un altro -6 piuttosto che -7, forse ci salverà l'impatto fiscale che ha l'energia che è in costante crescita, ma è "un gatto che si morde la coda", perché più tasse per la Regione che entrano significano più tasse per i cittadini e per le aziende che pagano questa energia in Valle d'Aosta come la pagano dalle altre parti, essendo noi i produttori, per cui i benefici per i cittadini sono pari a zero! Chiaramente quella, per voi, è una fonte importante di gestione del bilancio!
Io la ringrazio quindi per la sua lunga relazione, che trovo doverosa; prendo atto della sua onestà intellettuale nel senso che lei difende quello che sta amministrando. Credo che possa condividere con me che è il momento di fare scelte importanti, che voi non siete, in questo momento, in grado di fare!
Si dà atto che dalle ore 17,25 riassume la Presidenza il Presidente Perron.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Pensavo che toccasse a qualcuno della maggioranza intervenire, comunque va bene.
Certo bisogna dare atto all'Assessore che quando legge una relazione con forza, uno lo ascolta e pensa: "ma come ha ragione, ma che belle cose sta dicendo"! Poi, se uno si ferma e confronta quello che lei oggi ha detto con quello che lei ha detto quando ha presentato il bilancio 2005-2007 - perché oggi analizziamo il consuntivo di un programma letto, commentato, votato nel 2004 quando si è presentato il bilancio 2005-2007 -, si accorge che è un bilancio che continua ad essere, come da sua ammissione, "ingessato" e "rigido", come da molti anni lo è il bilancio di questa Regione. Lei, ancora oggi, lo ha detto e lo aveva detto già 2 anni fa, come se fosse un vanto, nel senso di dire: "riusciamo a rispondere a tutte le esigenze nei vari settori, siamo in grado di rispondere ai singoli problemi che vengono posti, a problemi e a decisioni che sono racchiuse in leggi e leggine che questo Consiglio ha fatto". Lei diceva allora - lo riprendo - quanto il bilancio fosse la sintesi dell'ordinamento legislativo in vigore e quanto limitata fosse la possibilità reale di assumere "scelte programmatiche incisive" in capo alla Giunta e al Consiglio nel breve termine.È vero, però, se uno ha questa consapevolezza, dovrebbe dire: "va bene, prendo atto che questa è la situazione, ma dato che oggi è una situazione "ingessata" da queste leggi che ci sono e a cui devo dare una risposta, forse sarebbe utile cominciare a fare degli interventi legislativi che invertano la rotta, che comincino a introdurre elementi nuovi nella legislazione, che consentano poi di fare questo passo"!
Allora sono andata per verificare, non mi ricordavo più bene quali erano le leggi che nel 2005, in attuazione del programma di Governo, erano state presentate dalla Giunta e approvate dal Consiglio. Ce ne sono 37, fra queste: 5 sono di bilancio e 4 di semplice finanziamento, 9 in tutto, quindi ¼ sono di carattere finanziario; poi abbiamo 16 testi di legge che modificano le leggi esistenti - dalle "omnibus" a tutta una serie di leggi che modificano leggi già esistenti -, quindi una legislazione che torna sulle cose già fatte per perfezionare, ma il solco è sempre quello; rimangono 12 leggi che affrontano argomenti nuovi, di cui 2 di iniziativa consiliare - per quanto riguarda la questione dell'insindacabilità dei Consiglieri o la coesistenza tra culture transgeniche e biologiche - o, ancora, gli ostelli della gioventù, richiesta da parecchio tempo, un'altra ancora importantissima richiesta a gran voce dal mondo dei lavoratori a cui tutto il Consiglio ha cercato di dare una risposta con l'anticipo della cassa integrazione; c'è poi la legge sulla scuola che lei giustamente ha ricordato, una legge fatta all'ultimo momento. Poi ci sono alcuni interventi che riguardano il settore dei lavori pubblici, le opere di pubblico interesse regionale.
Si direbbe quasi che il settore più governato, su cui si interviene con maggior attenzione sia proprio quello dei lavori pubblici; ne prendiamo atto e prendiamo atto che questo Assessore sta governando il suo settore; poi probabilmente lo governa secondo finalità che non condividiamo, ma è presente fortemente!
Altre leggi importanti non ci sono! Allora quello che lei ha detto nel 2005 e che oggi ha riproposto, cioè che il bilancio non può che tener conto delle leggi esistenti e che bisognerebbe, se si vuole andare contro questa rigidità, cominciare a cambiare con indicazioni nuove, questo obiettivo non è stato neanche messo in cantiere, non è stato realizzato, quindi sicuramente in questo punto la volontà della Giunta e del Governo non si è espressa in alcun modo. Da un lato - ripeto - ci si lamenta che il bilancio è "ingessato"... dall'altro non si fa nulla per liberare risorse!
C'è stato un tempo non così lontano, in cui c'erano delle risorse disponibili - i "famosi" fondi globali - e in cui si diceva: "va bene, sappiamo che per fare grandi investimenti oppure per intervenire su settori che all'inizio non riusciamo a ben individuare, ma che possono dare un grosso sviluppo alla nostra Valle, occorre mettere delle risorse riservate a questi nei fondi globali". Questa buona abitudine si è persa negli anni; adesso, di fronte a spese che occorre fare, che siano spese per l'edilizia sanitaria ospedaliera, che sia per l'acquisto del "Billia", bisogna ricorrere all'indebitamento, a dei mutui o ad altre fonti perché non abbiamo previsto risorse a ciò dedicato. Tutto il bilancio è utilizzato per far fronte al quotidiano, a quanto già deciso, e questo impedisce di lavorare per il medio e lungo periodo. Questo significa - ed è preoccupante - l'accettazione dello "status quo", cioè si accetta la situazione così come la si è finora individuata, si accettano come positive le scelte fatte nei diversi settori, si dà per scontato che in quelle bisogna continuare e non si fa uno sforzo per chiederci: "ma è questo ciò che serve alla Valle d'Aosta?".
Rispetto a questo bilancio consuntivo, che è un rendiconto finanziario contabile, ma non solo, rispetto all'aspetto contabile è inutile che qui ci mettiamo ad elencare cifre su cifre, lo ha fatto molto bene lei... fra l'altro sarebbe interessante, Assessore, che dal prossimo anno questa relazione così analitica la portasse anche in Commissione, perché non è rispettoso dei colleghi del Consiglio che lei, in Commissione, si presenti con una relazione di 2 o 3 paginette e poi, qui, elenchi tutta una serie di dati che abbiamo avuto modo di conoscere solo adesso!
Rispetto al bilancio prendiamo atto che le entrate, seppure di poco, sono diminuite e che il casinò è un settore responsabile di questa diminuzione di entrate. Prendiamo atto che gli uffici hanno lavorato bene, ma le previsioni su fatti che non sono conoscibili in anticipo, cioè l'andamento negativo del casinò oppure l'aumento dell'imposta sulla birra, sono elementi che gli uffici non padroneggiano fino in fondo, per cui ci sono degli scostamenti rispetto alle previsioni, ma questi sono fatti esterni al lavoro di chi predispone un bilancio e bisogna dare atto che gli uffici hanno lavorato bene. Ci sono alcuni elementi nella macchina amministrativa che andrebbero rivisti, quali: la gestione dei residui passivi, i debiti, che sono aumentati dal 2004 al 2005, la capacità di pagamento che è diminuita dal 2004 al 2005.
Per quanto riguarda le spese, il rapporto fra spese correnti e spese di investimento... c'è una diminuzione di questo rapporto rispetto alle previsioni, ma non rispetto alle cose che sono realizzate; Assessore, non presenti così le carte! Allora dobbiamo prendere atto che nel 2005 il rapporto fra spese di investimento e spese correnti è uguale, grosso modo, a quello del 2004...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... ho capito, ma io parlo del rapporto, Assessore, che è "spalmato" su tutti i vari settori. Lei non può venirmi a dire che c'è stato un aumento - come dice lei - delle spese di investimento rispetto a quelle correnti... non è vero, questo era nella previsione, ma in quello che è realmente avvenuto il rapporto è uguale a quello del 2004!
Preferisco comunque soffermarmi sulla parte più politica del bilancio consuntivo, e ancora una volta parto - visto che non ho avuto prima di oggi la sua relazione e non potevo indovinare quello che lei avrebbe detto, ma avevamo la sua relazione del 2005 - dalla sua relazione del 2005 e nella prima pagina dice: "Le budget que nous présentons aujourd'hui, tout orienté dans la réalisation du bien de notre pays, est un budget qui a pour but la lisibilité de l'action politique, la modernisation de l'Administration et le redressement de la confiance des citoyens". Riprendo queste finalità che l'Assessore aveva individuato, riguardo alla "lisibilité de l'action politique"... confesso che ho avuto difficoltà a capire, non sono entrata nell'esegesi perché non so cosa voglia dire l'"action politique": non so se vuol dire i documenti che vengono presentati meglio, le conferenze stampa fatte con maggior frequenza, i dossiers più belli... non lo so! Mi interessano gli altri due: "la modernisation de l'Administration", che lei declina dicendo che può diventare un punto di forza per la competitività del sistema: "il y a la nécessité d'une réorganisation profonde de l'Administration régionale qui emploie quelque 3.000 personnes"... parla di eliminare pesantezze amministrative... Rispetto a questo obiettivo, a parte un intervento legislativo puntuale che riguarda la possibilità di utilizzare ordini di pagamento elettronici con la legge n. 3/2005 - che è una cosa buona - e a parte l'inizio di un lavoro di controllo di gestione come inizio di lavoro, per il resto non troviamo niente! C'è da parte della Giunta, in particolare del Presidente Caveri e dell'Assessore Marguerettaz, la consapevolezza dell'importanza di riorganizzare la "macchina amministrativa", ma non si vedono interventi che vadano in questo senso!
La riforma della "45", questo Governo, il 1° "Governo Caveri", ma anche il 2° "Governo Caveri" si sono impegnati fortemente su questa riforma, ma di questo non c'è traccia! C'è stato un intervento sulla dirigenza, ma niente di più! Se non si riforma in modo profondo, non si riescono ad innovare tutte le procedure, il modo di lavorare di questa "macchina" che è pesante! C'è un personale che conta quasi 3.000 persone, e non bastano neanche, perché accanto a queste ci sono alcune centinaia di consulenti che vengono assunti e a cui si affidano anche compiti di semplice gestione amministrativa, pur avendoli assunti con dei contratti a progetto! Credo che se non si comincia ad intervenire sul personale e sull'organizzazione complessiva del personale, non riusciamo a dare quel di più di aiuto alla competitività allo sviluppo che questa Regione deve dare; fra l'altro, intervenire su questo non richiede tanti costi economici, anzi, fa risparmiare! Come costo, è un costo di riqualificazione del personale, di modo di riorganizzare le procedure, ma è un risparmio effettivo, un risparmio che non abbiamo neanche visto praticato anche con l'introduzione di mezzi informatici. Qui, come altre volte dicevo, si spende molto per l'introduzione dell'informatica in ambito lavorativo, ma tutto questo non si traduce poi in una diversa utilizzazione del personale! Ricordo sempre che, chiunque vede cosa capita in un'industria quando si informatizza, parte del personale viene riqualificata, parte viene utilizzata per altri compiti, perché questo è lo scopo dell'informatizzazione.
Rispetto al "redressement de la confiance des citoyens", le confesso, Assessore, che quando ho pensato che nel 2005 c'è stato un cambiamento di governo, c'è stata un'azione che non ha favorito la "confiance des citoyens" verso la politica, anzi, ha messo le premesse perché questa primavera qualcosa di grosso succedesse, qualcosa che ha fatto capire come la "confiance des citoyens" ha difficoltà a riconoscersi in questa Giunta!
E nei vari settori? Vorrei soffermarmi solo su un settore che ritengo in questo momento il più importante, quello su cui bisogna accentuare l'attenzione, ed è un settore che il 2005 aveva messo in evidenza. Nel gennaio 2005 abbiamo iniziato l'attività del Consiglio con un Consiglio straordinario sull'industria, con tutta una serie di impegni, e... poi? Qui, a differenza del collega Lattanzi, credo che non si debbano accollare le responsabilità di questo settore ad un assessore piuttosto che ad un altro. Credo che il settore dell'industria sia un settore che tutta la Giunta deve condividere, per cui se qualcosa non ha funzionato, è la responsabilità delle scelte dell'intera Giunta! C'era stato allora l'impegno a continuare in questa attività di attenzione alla crisi industriale, addirittura un impegno a farlo in concertazione con i soggetti interessati; qualcuno aveva parlato di "decollare" con un nuovo patto di sviluppo, ma mi sembra che, ancora una volta, si tratta di parole a cui non è seguito alcun atto concreto. Ancora oggi, sia i sindacati che gli imprenditori lamentano questa assenza di dialogo e continuano a dire che invece di una concertazione, c'è l'informazione delle cose che vengono decise, non una ricerca comune di progetti e obiettivi!
La crisi industriale è davanti a tutti. La "Banca d'Italia" ha indicato un "PIL" che è diminuito dello 0,7 rispetto al 2004, afferma che ci sono deboli segnali di miglioramento all'interno dell'industria nel 2005, però gli episodi che si ripresentano alla nostra attenzione purtroppo non ci fanno presagire un miglioramento (parlo della "Tecdis", di "Rossignol", della "CAS" che comincia ad avere delle difficoltà).
Se guardiamo nel settore del lavoro, nel 1995 registriamo una contrazione del tasso di occupazione dello 0,7% - questi sono dati dell'Osservatorio del lavoro regionale - e per converso un lieve aumento della disoccupazione. C'è una costante contrazione della forza lavoro regionale ogni anno (-1%) e questo viene spiegato anche con il fenomeno dell'invecchiamento della popolazione... ci sono questi elementi che bisogna tener presente! Quando si affrontano questi argomenti bisogna tener conto di una situazione italiana, europea, internazionale, certamente, però ci sono alcuni elementi di criticità tipici della nostra situazione che bisognerebbe tenere presente nel momento in cui uno vuole intervenire in questo settore.
Segnalo 2 elementi di criticità: intanto, nel settore industriale notiamo che il settore edilizio è quello più sviluppato, quasi in modo sproporzionato rispetto agli altri settori. Abbiamo in Valle il 12% di occupati nel settore edilizio, mentre in Italia la media è dell'8,5%, quindi abbiamo una percentuale molto alta di occupati nel settore edilizio: questo si può capire perché si continua a finanziare grandi opere edilizie, perché si dà lavoro a gente che lavora in quel settore, senza tener conto - questo è l'altro elemento di criticità - che il 50% dei lavoratori in Valle hanno un basso livello di istruzione... metà degli occupati valdostani ha, al massimo, la licenza media inferiore! Allora ci troviamo di fronte al 50% dei lavoratori con un basso livello di scolarizzazione, e questo non consente di fare quel salto di qualità che sarebbe necessario fare se vogliamo investire in Valle e indirizzare verso uno sviluppo industriale ed economico di qualità.
Condividiamo le proposte che continua a fare l'Assessore La Torre, che ci sono degli interventi che vanno individuati come prioritari per lo sviluppo della nostra Valle, come ad esempio interventi riguardandanti le energie rinnovabili, le energie alternative, perché questo sarebbe un settore in cui si può, da un lato, riconvertire la mano d'opera non scolarizzata e, dall'altro, utilizzare forza lavoro specializzata - periti e tecnici - e sostenere un settore dell'occupazione più qualificato.
Rispetto al fatto di cui credo vada tenuto conto, questo dato della formazione e del titolo di studio, perché siamo rispetto all'Italia con una minore scolarizzazione e minore presenza dei titoli di studio più elevati, rispetto a queste cose, al problema del lavoro nel suo insieme... cosa si è fatto nel 2005? Si sono investiti nei vari settori, ma non c'è l'indicazione di priorità; in questo bilancio verifichiamo che tutto diventa importante, le risorse sono distribuite in modo equo fra tutti, ma senza avere un progetto politico di sviluppo di questa Regione, senza individuare quali sono i settori su cui puntare per uno sviluppo di questa Regione. Faccio solo un esempio: turismo di qualità, sviluppo economico di qualità. L'Assessore diceva: "da dove si tolgono i soldi"... credo che, se avessimo alcuni tetti di lose in meno e alcune strade in meno, e avessimo più risorse per creare sviluppo che consentano anche agli abitanti, qui, di fare fronte alle spese delle lose, sarebbe molto meglio!
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Forse la prima volta che sono stato presente in aula come Consigliere era al momento dell'insediamento del 2° Governo di Caveri, che ha presentato un bellissimo documento programmatorio, davanti al quale ho pensato: " porca miseria... qui si programma, qui ci sono delle strategie"! E poi vedo che l'Assessore Marguerettaz ha fatto bene il suo lavoro, da consulente: una bella registrazione di quello che è avvenuto, di come gli Assessorati si sono spartiti i soldi "in barba" alle strategie, alla programmazione, alle crisi industriali, all'intervenire sul ridefinire insieme delle strutture amministrative nella nostra Regione, e veramente il grande sforzo di fantasia rispetto al documento presentato è che tutte le magie sono state esaurite nel chiederci la nostra disponibilità per un mutuo di 90 milioni di euro per il "Billia" e le strutture intorno! Tutti i soldi vanno a finire lì, non rimane niente per le strategie, per i progetti e per la programmazione! Allora, l'Assessore Marguerettaz mi ha chiesto di fare lo sforzo di fantasia, forse lui non ha più energie in questa direzione, ho provato a farlo io, ultimo arrivato; ci ha dato un documento in aula, mentre lui parlava bisognava prendere gli appunti... comunque proviamo a fare un po' di proposte:
- 25 milioni di euro di rischi idrogeologici... sabato sono stato in Valgrisenche e domenica a Saint-Barthélemy: se i rischi idrogeologici sono a regimentazione, le arginature di qualsiasi goccia d'acqua di ruscello di tutte le valli laterali... a questo punto dovremmo avere più risorse, perché se per ogni sasso che cade, dobbiamo mettere una rete di protezione, evidentemente non restano soldi per fare altre cose!
- 33,7 milioni per impianti funiviari: o sostituiamo il servizio pubblico di autobus con impianti funiviari, andiamo tutti al lavoro in teleferica, in funivia, sugli skilift, altrimenti non capisco dove si voglia arrivare e cosa sta dietro questi investimenti sugli impianti funiviari, data la contrazione del numero degli sciatori! È vero, Assessore Marguerettaz, siamo in libera concorrenza, ma pensavo che la concorrenza la facesse la Valle d'Aosta ad altre Regioni! Qui vedo che La Thuile sta facendo la concorrenza con chi fa impianti con Gressoney; Gressoney la fa a Courmayeur e sono lì che si strappano quei 4 clienti di sciatori che vengono nella nostra Regione. Non parliamo sul fondo della guerra di popolo fra Brusson e Cogne per una gara di Coppa del Mondo di fondo!
- andiamo avanti: 22,7 sette milioni di euro per il trasporto pubblico. Sono d'accordo che questi sono soldi che vanno spesi, però delle proposte all'Assessore Pastoret le voglio fare: sono 197 euro pro capite per ogni abitante; bisognerà, nel rinnovo della convenzione, rimetterci le mani, avere un trasporto pubblico più funzionale alle esigenze dei cittadini, capire e vedere gli autobus che circolano, le frequenze, aggregare più persone e, con gli stessi soldi, rendere più confacente il trasporto incentivando il disuso del mezzo personale. Se poi sono troppo generico sono disponibile ad entrare un po' più nelle proposte.
- questa è la "chicca": servizi soccorso piste, 4,2 milioni di euro. Pensavo che ai "secouristes" si desse il biglietto gratis per andare a sciare, se qualcuno si faceva male intervenivano; adesso scopro che la gente viene pagata ad andare a sciare, così qualche volta capiterà loro di intervenire perché forse ci sono troppi impianti di neve artificiale e quindi ammettono gli infortuni... è una battuta, ma la battuta, se confrontata ai 3,9 milioni di euro per impianti sportivi... fate voi le proporzioni: forse i "secouristes" bisognerà ridurli, averne di meno, pagarli di meno, se qualcuno non accetta non sarà molto grave, però forse bisogna fare qualche piscina in più ad Aosta, dato che non ci sono piscine a sufficienza, non solo per chi va a nuotare per divertimento, ma anche per chi deve fare riabilitazione.
- 11 milioni di euro - qui ha disaggregato poco, Assessore -: assistenza tecnica, rassegne, concorsi, tutela assicurativa, settore agricolo; per l'assistenza tecnica sono 50 anni che va avanti questo discorso, le stalle sono sempre più moderne e più sane, ma scopriamo che tutti gli anni c'è un grosso stanziamento per il risanamento del bestiame... allora... o non facciamo le stalle bene o c'è qualcosa che non funziona! Nel frattempo, però, gli stanziamenti per investimenti e sviluppo, in questo caso riordini fondiari che sono strategici per la nostra Regione, vede impegnati 2,5 milioni di euro; bisognerà metterci le mani e riequilibrare.
Cesal, tu intervieni a parare tutte le misfatte del tuo Governo, abbiamo assistito ad una tragicomica stamani, devi farti rispettare nel riequilibrare queste cifre! Se poi l'Assessore Marguerettaz che fa delle proposte non sta ad ascoltare...
(interruzione del Consigliere Cesal, fuori microfono)
... brutto e cattivo.
- 26 milioni di euro per le strade; sulle strade il rischio è che alla fine non saremo a sufficienza per usarle, di conseguenza dovremo aumentare i costi di gestione del sistema viario, anche se poi nessuno le utilizza. Forse allora, invece di fare la strada Comboé, si potrebbe pagare la giornata all'agricoltore che porta le mucche con i suoi collaboratori per il tempo che ci impiega in più per andare su, come c'è sempre stato. Siccome negli alpeggi ci si può andare anche a piedi - e non è giusto che chi va in camion guadagni tempo e chi va a piedi perda tempo -, a questo punto conviene usare dei soldi, pagare le giornate lavorative profumatamente affinché i conduttori di alpeggi raggiungano l'alpeggio tranquillamente, serenamente, senza rischiare incidenti stradali, senza dover fare manutenzione a strade che vengono utilizzate magari 2-3 volte all'anno! Proviamo a metterla sul divertimento, altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi!
Proposte: continuo a sentir parlare di fonti energetiche rinnovabili, risparmio energetico, continuo a dire che ci sono su questo settore tutte le Regioni e un sacco di aziende che stanno mettendo avanti, stanno facendo investimenti, e qui dentro sento solo delle chiacchiere; allora o è incapacità dell'Assessore o c'è qualcos'altro! Aurelio, vuoi fare un po' di elemosina, sennò mettiamo noi mano al portafoglio? Difatti mi riferisco all'Assessore Marguerettaz in quanto Giunta, perché è un Assessore pesante, non solo di peso, ma anche perché detiene quattrini.
Ho detto prima che la maggioranza non ha strategie, il Governo non ha strategie, ha scritto tante belle cose e poi vedo che ogni Assessore ha imbalsamato il suo Assessorato, non c'è alcuna collegialità, alcun tentativo di capire la crisi e come uscirne e dove investire, perché ognuno ha "la sua bottega" da preservare e da gestire, quindi se qualcuno molla un po' di soldi di fare qualcosa di strategico potrebbe darsi che ne tragga vantaggio qualcun altro, all'interno del Governo, con il rischio che gli equilibri - già parecchio precari! - vadano a farsi friggere; di conseguenza la proposta sarebbe di una maggiore collegialità, di mettere i soldi dove è necessario per uscire dalla crisi, prenderli dove sono necessari, dove si sprecano o si usano per fare delle malefatte. Per una parte di questi soldi mi risulta che manchino depuratori per il trattamento delle acque civili: smettiamo di fare qualche asfalto in più, prendete i 270 mila euro per asfaltare le strade per il Giro d'Italia e poi, però... mancano i soldi per i depuratori!
Ho visto una cifra incredibile per la formazione professionale; vale quello che ha detto la mia collega prima: la formazione professionale insieme a tutto il sistema delle pubbliche amministrazioni va riformata, non possiamo più fare formazione professionale in funzione della singola azienda, perché è un modo per ridurre il costo del lavoro. La formazione professionale va staccata dall'azienda, deve essere una formazione professionale culturale di tipo generale, dove si immettono sul mercato del lavoro, a secondo delle fasce d'età, delle sensibilità, dei livelli culturali, delle persone e le aziende si ritrovano dei lavoratori specializzati senza dover ogni volta ricominciare daccapo.
Tutti questi soldi per il casinò e il "Billia"... so che ne sono stati stanziati tanti per le terme: anche qui, dobbiamo farci bruciare il taglione da tutti... con questi centri benessere dobbiamo sempre arrivare ultimi? Senza parlare dei turisti, i Valdostani vanno alle terme in Svizzera, non siamo neanche capaci a tenerci i clienti in casa, che sono poi gli abitanti della Valle d'Aosta! Vogliamo avere delle strategie, degli investimenti e dei piani che non durino 15 anni e quindi stabilire i termini?
Nel settore del turismo ho visto che sono stati fatti degli investimenti in direzione delle popolazioni francofone, russe, spagnole e giapponesi; niente di male, ma, anche qui, proviamo a capire quanti Giapponesi e quanti Russi abbiamo portato in casa, e magari ci sono anche le popolazioni del nord Europa che sono sensibili al nostro territorio per intervenire in questa direzione, magari spendendo meglio i soldi stanziati.
Legato al discorso della qualità, alla salute e alla prevenzione, Assessore Fosson, arriverà una proposta di legge per introdurre cibi biologici nelle nostre mense scolastiche; rivedendo tutti questi stanziamenti, secondo me saremo in grado di trovare i finanziamenti e saremo anche in grado di metterci a livello di tante altre Regioni che hanno meno soldi di noi: parlo seriamente, perché sapete bene che i sistemi immunitari dei bimbi piccoli sono più deboli dei nostri, quindi mangiare un po' decentemente potrebbe servire da volano all'agricoltura, di cui è competente l'Assessore Isabellon, e potrebbe servire anche come fatto culturale alle competenze di cui è Assessore Viérin, nel senso che c'è un invito da parte nostra a una maggiore collegialità sui problemi per i quali occorre un'interazione fra i vari Assessorati.
Edilizia popolare: abbiamo sentito l'audizione del Difensore civico 3 giorni fa: ci sono 350 persone che si sono rivolte al Difensore civico per problemi gravi, legati all'assenza di abitazione o ad incapacità con il proprio reddito di pagare gli affitti che, legati alle speculazioni sul mercato immobiliare in Val d'Aosta, stanno andando alle stelle. Allora, anche qui, togliamo di nuovo un po' di soldi alle strade e li mettiamo sulle abitazioni, senza metter mano ad altre risorse che sembra stiano diminuendo, salvo poi attingere a mutui di 90 milioni per acquistare il "Billia" e gli annessi, e saremo in grado di fare un programma, dare lavoro, dare abitazioni agli abitanti della nostra Regione.
Queste sono proposte uscite dalla relazione, un po' a caldo, sulle quali torneremo sopra; per esempio, si potrebbe investire su tutta una serie di centri di recupero di persone che hanno problemi di riabilitazione, abbiamo il territorio adatto, chi ha contatto con queste persone o che ha delle persone in famiglia di questo tipo, sa benissimo quanto costa assisterle, recarsi in questi luoghi. Di fatto è un piccolo settore di una piccola economia che può fare da volano per... non dico tanto evitare che i Valdostani vadano fuori, quanto... creando questo tipo di strutture, potremmo ricevere tante persone che sono obbligate a fare del turismo per assistere questo tipo di persone. Queste sono le proposte a caldo che facciamo noi; se poi dobbiamo preparare un documento come quello di Marguerettaz, lo predisporremo per il prossimo autunno.
Presidente - Non ho altri iscritti a parlare, pertanto dichiaro chiusa la discussione generale. La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Credo che avremo modo durante l'approvazione del rendiconto e dell'assestamento di precisare... credo che le valutazioni siano generali di natura politica nell'alternanza "maggioranza-governo e opposizione".
Mi dispiace che non c'è il Consigliere Lattanzi in aula, ha confuso gli anni, perché ha confuso il "PREFIN" che riguarda il 2006, poiché, a rigore, il "PREFIN" che è stato approvato nel 2004 relativo al 2005 era stato licenziato il 30 agosto 2004, assolutamente prima della predisposizione del bilancio, mentre per il 2006 sono stati contestuali.
Al di là di questo aspetto di dettaglio che mi correva l'obbligo di precisare, ritengo che le cose evidenziate non siano assolutamente in contraddizione; da un lato, stiamo dicendo che c'è un'ingessatura, ma c'è un impianto legislativo che ha una previsione a 360° su tutta una serie di settori, quindi non abbiamo la possibilità, stante la legislazione vigente, di allontanarci. Dico anche che la semplificazione che a volte viene fatta nel demonizzare le spese correnti e le spese in conto capitale meriterebbe una maggiore prudenza, perché nell'ambito delle spese correnti abbiamo tutta una serie di sostegni alle fasce deboli, una serie di interventi nel sociale, una serie di interventi nell'educazione, quindi ragionare demonizzando le spese correnti non è giusto, come non è giusto dire che le spese in conto capitale sono necessariamente positive; quindi questo lo rivendicherei... così come nel bilancio abbiamo dato tutta una serie di risposte e abbiamo fatto una serie di iniziative significative e banalizzare gli interventi nella viabilità come nella protezione del territorio e dell'ambiente mi pare non vada bene!
Sicuramente si deve fare attenzione, ma la semplificazione nel senso di fare meno asfalto, vorrei che qualcuno di voi al di là delle dichiarazioni di principio si confrontasse con la quotidianità e con le amministrazioni locali per capire quali sono le necessità che cerchiamo di presidiare, perché non si può dare una risposta alle varie istanze, ma abbiamo delle necessità e delle urgenze. Basti parlare dell'intervento che ho citato sulla vallata di Cogne, per capire quali sono gli interventi; sono addirittura interventi previsti nella legislatura precedente, sono più di 30 milioni di euro per il collegamento nella vallata di Cogne che ha un versante instabile e pericoloso, e che ha registrato anche dei morti su quella strada; quindi certe "semplificazioni" inviterei a farle con maggiore prudenza!
