Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2076 del 26 luglio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 2076/XII - Problemi concernenti le prestazioni effettuate dalla diagnostica per immagini dell'USL. (Interrogazione)

Interrogazione

Appreso dalla relazione della Direzione Strategica dell'USL della Valle d'Aosta, in risposta ad una nostra interrogazione con risposta scritta, che negli anni 2005-2006 sono state attivate, con remunerazione a tariffa, attività di chirurgia, di diagnostica radiologica e di elettromiografia, per un costo complessivo nell'anno 2005 di oltre 284.000 € per la chirurgia, 361.000 € per la diagnostica per immagini e oltre 47.000 € per l'elettromiografia;

Venuti a conoscenza inoltre di un altro importante impegno di spesa, su quota indistinta, per quanto riguarda il progetto di screening dei tumori femminili, interessati 64 operatori, in larga parte verosimilmente riferibili alla diagnostica per immagini, alla chirurgia, alla ginecologia e all'anatomia patologica;

Constatato che le attività di chirurgia esterne alle strutture pubbliche sono ampliamente giustificate dalle contingenti carenze strutturali in materia di sale operatorie, a partire dalla necessità di ristrutturazione completa del blocco operatorio di Viale Ginevra, mentre per ciò che riguarda la diagnostica per immagini le attrezzature sono ai massimi livelli per prestazioni e aggiornamento tecnologico;

Preso atto, che secondo la Direzione U.B. Radiologia, in assenza di libera professione nell'interesse dell'Azienda, le liste di attesa della risonanza magnetica nucleare della colonna vertebrale si allungherebbero da 20 ad oltre 110 giorni, quelle della Tac da 14 a 70 giorni e quelle delle ecografie da 7 a 55 giorni;

Ricordato che il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza medico veterinaria del sistema sanitario nazionale non consente più compensi a tariffa per attività libero professionali al fine di ridurre i tempi di attesa, ma soltanto a compenso omnicomprensivo di 60 € lordi orari;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali per conoscere:

1) quali siano il numero di prestazioni effettuate dalla diagnostica per immagini dell'USL della Valle d'Aosta nell'anno 2005 e ne i primi sei mesi del 2006, su base trimestrale, suddivisi per i principali settori: radiologia tradizionale, radiologia territoriale (Morgex, Donnas), ecografia, Tac, RMN, radiologia interventistica, e per pazienti interni ed esterni;

2) quale sia stato in tale periodo l'organico medico e paramedico dell'U.B. di Radiologia, nonché quale sia l'organizzazione del lavoro e la suddivisione degli incarichi, con particolare attenzione ai servizi di guardia notturna e festiva e di reperibilità;

3) quali siano le motivazioni per cui si debba presumere una così alta differenza di tempi di attesa in costanza o in assenza di libera professione;

4) a quanto ammontino i costi dello screening dei tumori femminili e i dipendenti ad esso addetti per U.B.

F.to: Sandri - Fontana Carmela

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Questa è un'interpellanza che richiede un'esposizione di molti numeri, una lettura di diverse tabelle che ho qui e che darò agli interpellanti, però mi sembra per correttezza di non dovermi limitare a leggere delle tabelle, che comunque sono a disposizione. Passerei quindi questi minuti ad esporre la sintesi dei dati più importanti e poi provare a fare dei commenti.

Rispetto al numero totale delle prestazioni, perché per dividerle nei vari settori le tabelle sono molto semplici da leggere, nel 2005 la Radiologia ha effettuato 115mila prestazioni, erano state 110mila nel 2004; a queste vanno sottratte 5.800 prestazioni che sono state fatte con libera professione a favore dell'azienda e 11.000 per esterni sempre con lo stesso sistema, in totale sono state 17.000 nel 2005 le prestazioni effettuate in libera professione a favore dell'azienda. Da 115.000 togliendo queste 17.000 prestazioni quindi arriviamo a 98.000 prestazioni istituzionali, quindi il 60% dell'attività è stata dedicata sia a interni, sia a urgenze di queste 98.000 prestazioni (all'incirca 60.000). Rimangono 40.000 prestazioni per utenze esterne, quindi il discutere sulle liste di attesa e sugli eventuali ritardi di queste riguarda 40.000 prestazioni effettuate nel 2005. Per le diverse tipologie i dati del 1° semestre 2006 sono 63.131 prestazioni totali effettuate, quindi anche nel 2006, nonostante l'interruzione della libera professione in favore dell'azienda, si deve dire che le prestazioni in totale - se nel 2° semestre andranno avanti così - saranno ancora superiori a quelle effettuate nel 2005. Come sempre più del 60% di questa attività è dedicata a pazienti interni con richieste sempre maggiori, più cresce il livello delle prestazioni qualitativo, chirurgico, medico... e più la Radiologia è al servizio di queste richieste prioritarie degli interni, così anche delle urgenze.

Per quanto riguarda il 2° punto sull'organico della Radiologia, questo prevede 15 unità, 14 più il primario, di cui però 2 unità non possono fare attività di urgenza per problemi medici di 2 dipendenti e 2 di questi 14 dipendenti sono a part-time per gravidanze... quindi ad eseguire le reperibilità sono 10 medici... a questo bisogna dire che eseguono 30-31 reperibilità notturne nel corso del mese, inoltre esiste una doppia reperibilità per l'angiografia che viene effettuata da 3 medici a ciò dedicati, più il primario che è disponibile per questa reperibilità angiografica soprattutto in urgenza; a questo si aggiungono 8-10 turni di guardia diurna soprattutto nel sabato e domenica. La Radiologia è uno dei pochi reparti su cui sono stati effettuati degli studi dei carichi di lavoro in modo corretto - e ho una documentazione dell'organizzazione "Sago" fatta per la società scientifica della "Sirm" - e questi studi affermano che le prestazioni fatte dovrebbero essere effettuate secondo i parametri nazionali da 18,4 persone. Togliendo la libera professione a favore dell'azienda, i dipendenti secondo tale studio dovrebbero essere 16, invece sono 14 più 1, di cui però 4 ad attività limitata; questo pone addirittura la nostra azienda nell'operatività del servizio al 3° posto, dopo 2 servizi di radiologia privati: uno in Lombardia e uno nel Veneto. È risaputo come i concorsi per assumere dipendenti in organico della Radiologia siano andati deserti negli ultimi tempi, così, nonostante noi avessimo indicato 2 borse di studio per specialisti radiologi valdostani negli ultimi anni, nessun giovane laureato valdostano ha voluto accedere a tali corsi di specializzazione in Radiologia, per cui è un organico che a fatica si riesce ad aumentare. Perché questa differenza dei tempi di attesa previsti? Perché si è visto nei primi mesi di quest'anno, quando la libera professione a favore dell'azienda è stata sospesa, che i tempi di attesa si sono dilatati secondo questo studio e quanto riportato nella risposta scritta che il collega Sandri ci ha già richiesto.

Sul 3° punto, i costi sono stati nel 2005 di 323mila euro e a ciò sono stati dedicati, per quanto riguarda sempre il reparto di Radiologia, 3 medici e 13 tecnici.

Finisco questi pochi minuti facendo alcuni commenti: il primo è che soprattutto per la Radiologia ci troviamo in un periodo di passaggio fra un regime tariffario particolare, cioè le prestazioni venivano pagate a tariffa e un nuovo regime che prevede un pagamento ad ora aggiuntiva. Questo si poteva già applicare quest'anno però, come anche ci ha riferito il Presidente dell'ARSS, come pure tutte le Regioni con in testa l'Emilia Romagna e la Toscana, si è proceduto per quest'anno a un sistema di deroga per non interrompere dei servizi agli utenti, perché, come è risaputo, il dipendente può rifiutarsi di fare un'ora aggiuntiva e così avrebbe messo in crisi tutto un sistema; quindi un periodo di passaggio da un certo tipo di retribuzione ad un altro, che sarà sicuramente diverso e che riequilibrerà certe situazioni che equilibrate non erano.

Inoltre viviamo una situazione particolare avendo solo un servizio di Radiologia, non potendo comprare dei servizi in strutture vicine, e questo fa sì che la richiesta di domande radiologiche sia aumentata nel tempo, quindi anche la possibilità di utilizzare l'unico servizio ha fatto sì che gli operatori avessero dovuto sottoporsi a delle prestazioni aggiuntive. Se comprassimo questi servizi in sedi ospedaliere vicine sia per lo "screening", sia per le prestazioni avremmo un costo del 26,4% in più, senza pensare agli strumenti che non verrebbero utilizzati al massimo; quindi costi aumentati e in più il disagio di dover trasportare degli utenti in altre sedi.

Terzo commento: su questo, che è un regime che andrà sicuramente in atto senza deroghe dal 1° gennaio 2007, abbiamo istituito un tavolo di lavoro con i responsabili dei sindacati medici proprio per prevedere un sistema che aggiorni le retribuzioni dal 1° gennaio 2007, passato questo periodo di rideterminazione dei servizi, alle 60 euro ad ora aggiuntiva. Aggiungo che in questo ultimo tempo, siccome le richieste sono sempre aumentate e il dubbio che molte non siano appropriate è nell'analisi di tutti, soprattutto del nuovo Ministro della sanità, abbiamo formulato un accordo con i medici di famiglia, che entrano in questo procedimento di controllo di appropriatezza, perché, vedendo l'aumento notevole della "TAC" e degli esami di risonanza magnetica nel tempo, sicuramente si pone il problema dell'appropriatezza di queste richieste. Gli apparecchi "TAC" e di risonanza magnetica dell'Italia numericamente sono uguali al numero degli apparecchi di tale tipo presenti in Germania e in Francia, dove non ci sono liste di attesa. Penso che quella dell'appropriatezza sarà la grande scommessa negli anni a venire.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Ringrazio l'Assessore per la completezza dei dati che ci ha voluto fornire, sia nella risposta scritta, sia adesso a questa interrogazione, e lo ringrazio anche per le tabelle che mi vorrà fornire.

Volevo fare alcune considerazioni sia sull'interrogazione scritta, che riguardava lo stesso argomento, sia su questa, evidenziando da un lato che il fenomeno non è secondario: 361mila euro diviso 14 persone significa un aumento di stipendio per ciascun radiologo di 25mila euro, che non è poco tenuto conto del tenore medio di vita dei Valdostani; quindi è un fenomeno importante e vogliamo capire come mai si è prodotto.

Per quanto riguarda la parte specialistica sull'organico, posso capire che vi sia questa difficoltà di reperire radiologi, è una materia prima alquanto rara in tutto il mondo e noi non facciamo eccezione. Non capisco come mai, visto che ci è stata data la disponibilità da parte di alcuni radiologi presenti sul territorio anche se non più giovanissimi di sostituire a livello di Donnas e Morgex il radiologo che è andato in aspettativa, non si sia voluta utilizzare questa disponibilità, ovviamente a parità dei costi che ci sono attualmente, perché i discorsi rispetto alla libera professione sono stati rapportati a quello del costo precedente; in questo modo sicuramente avremmo sgravato il lavoro dell'ospedaliero. Ritengo che questa sia una questione non solo di recepire una disponibilità che è presente da tempo sul territorio, anzi più di uno in questo momento... ma soprattutto credo di dare al territorio una sufficiente autonomia anche per rendere il suo lavoro... che è abbastanza diverso da quello dell'ospedaliero e consentire all'ospedaliero di dedicarsi in maniera più seria e di maggiore qualità alle sue prospettive.

Per quanto riguarda i dati che ci ha fornito, in questo momento non posso che prenderne atto; mi permetterò di fare delle verifiche con dei centri che mi hanno dato una serie di parametri per capire se tutte queste reperibilità sono utili e adeguate alla situazione ospedaliera che abbiamo in Valle. Credo si debba fornire il massimo dei servizi, ma non vorrei che certi servizi fossero messi ad arte per questioni diverse che non l'interesse dei pazienti.

Sul problema delle liste di attesa permango ad avere grosse perplessità, perché non capisco come mai in tale settore si vadano a chiudere le liste di attesa soprattutto sul territorio, per cui, al di là di qualche giorno, non si possono neppure prenotare gli esami radiologici, o quando si passa in questo caso, come ho visto dalla tabella che ci è stata fornita dall'USL, nel caso della risonanza magnetica nucleare per la colonna vertebrale dei pazienti esterni, a seconda che vi sia la libera professione o meno, da 19 a 113 giorni! Si moltiplicano per 5 i tempi di attesa, quindi c'è qualcosa che non funziona! Dato che c'è questa strana commistione fra tempi di attesa e potere contrattuale dell'"équipe", qualche dubbio che meriti un approfondimento di questo tema credo vi sia.

Concludo con 2 osservazioni. Il mondo va avanti per nostra fortuna in modo positivo, l'Assessore citava il Ministro Turco, inviterei anche a citare il Ministro Bersani che in termini di corporazioni sta cominciando anche a "smollare" la situazione italiana. Penso che anche noi in Valle d'Aosta dovremmo cominciare a "smollare" il potere di qualche corporazione e poi non è una minaccia, ma in America sta andando di moda il far refertare le lastre in India e in Sudafrica, la globalizzazione aiuta a fare questo. So che per adesso refertano solo in inglese, ma non vorrei che un domani non sia più conveniente far refertare bene e da persone competenti nella nostra lingua magari in qualche Paese del terzo mondo.