Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2018 del 21 giugno 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 2018/XII - Risultanze dell'indagine sulla qualità dell'aria della Valdigne. (Interpellanza)

Interpellanza

Richiamate le precedenti iniziative consiliari concernenti l'inquinamento dell'aria nella Valdigne, derivante dal traffico veicolare, e il possibile impatto sulla salute degli abitanti, specie per quanto riguarda l'insorgenza di malattie dell'apparato respiratorio, che tale inquinamento può avere;

Ricordato che a più riprese c'era stata da parte dell'Assessore alla Sanità, già nella precedente legislatura, l'impegno ad attivare uno studio specifico in tal senso;

Atteso che - da quanto risulta dalle dichiarazioni fatte dall'Assessore, il 28 luglio 2004, in Consiglio in occasione di una specifica iniziativa - un'indagine di tipo epidemiologico è stata avviata dall'OREPS, con la collaborazione di esperti del settore;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere:

1) a che punto è l'indagine avviata, quali sono stati finora i dati raccolti e se sono emerse prime ipotesi di interpretazione di tali dati;

2) quali ulteriori ambiti di ricerca si intravedono e/o quali ulteriori soggetti si intendono coinvolgere;

3) come si intende proseguire l'indagine e con quali ipotesi da verificare.

F.to: Squarzino Secondina - Bortot

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Era parecchio tempo che non tornavamo più su questo argomento, oggetto di nostra attenzione fin dal 2003, ossia il rapporto possibile e il possibile impatto sulla salute degli abitanti della Valdigne del traffico dei TIR, quindi anche dell'aumento dei passaggi di questi ultimi e la verifica se tali passaggi possono avere delle conseguenze o meno rispetto all'insorgenza di malattie dell'apparato respiratorio. Su questo tema si era discusso a lungo, sono almeno 3 anni che viene via via affrontato in Consiglio e c'è stata ad un certo punto una decisione politica che abbiamo condiviso, tant'è vero che da allora non abbiamo più sollevato questo particolare tema, in quanto aspettavamo i risultati di un'indagine che era stata avviata. Ricordo che l'Assessore Fosson, il 28 luglio 2004, in Consiglio aveva preso un impegno preciso dicendo che non si poteva fare alcuna affermazione del rapporto fra possibile insorgenza di malattie dell'apparato respiratorio e il passaggio dei TIR se non vi fosse stata un'indagine seria in questo senso. Aveva parlato anche di un'indagine che era stata affidata all'OREPS con la consulenza del Prof. Costa, epidemiologo; in questa indagine è stato previsto anche l'intervento del Reparto di Pneumologia e anche la creazione di una rete per raccogliere tali dati. Questo con quale fine? Il fine era di raccogliere dati per vedere se c'è un aumento o meno delle malattie respiratorie in Valle d'Aosta. Se questo aumento c'è, si passerà al secondo "gradino", cioè allo studio sull'analisi approfondita di tutta l'area della Valdigne. A domanda nostra precisa: "quanto tempo sarebbe stato necessario prima di avere elementi" l'Assessore aveva detto che una monitorizzazione seria dei dati richiedeva almeno un anno e a domanda precisa aveva detto che fino a settembre 2005 non si sarebbe avuto nulla. Ora settembre 2005 è passato da parecchi mesi, ci sembrava opportuno fare una verifica, tanto più che, mentre nei precedenti rapporti dell'ARPA avevamo visto che c'era l'indicazione di uno studio apposito in questo senso, in tale rapporto non abbiamo visto questa specificazione, per cui volevamo capire se tale indagine era stata accantonata, o se si intende portare avanti e in questo caso con quali ipotesi, in quali tempi e in quali modi.

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.

Fosson (UV) - Lei sa che su questo problema dei TIR e dell'aria bisognerebbe essere corretti, nel senso che bisognerebbe valutare i dati in nostro possesso e non fare delle battaglie che sono a volte strumentali o non scientificamente corrette. Uno può cercare di riportare ai TIR tutte le malattie possibili del mondo ma, come lei sa, ad esempio i tumori della pelle e del polmone esistono anche in Regioni come l'Africa, dove i TIR non esistono. Sono contento quindi di rispondere a questa interpellanza, ma bisogna rifarsi sempre a dati corretti; nelle premesse dell'iniziativa si parla di inquinamento dell'aria nella Valdigne derivante dal traffico veicolare, mi dovrebbe dire da dove prende i dati scientifici di tale premessa. Soprattutto mi dispiace che proprio lei non tenga conto, o non si ricordi assolutamente di questo piano che è stato presentato in quest'aula a maggio 2005, quindi abbiamo fatto prima di quanto le avevamo promesso... piano fatto dall'OREPS, dal Prof. Costa... che fornisce dei dati molto specifici, cioè questo era l'atlante di 20 anni di mortalità, divisi prima per un periodo di 10 anni, poi per un altro periodo di 10 anni, in cui si andava a verificare le cause di morte e la zona in cui queste cause si erano verificate. Mi dispiace che lei lo abbia sorvolato, perché questo è un documento che è stato presentato in quest'aula e che diceva che l'area della Valdigne non solo non è un'area a rischio, ma è l'area migliore della Valle d'Aosta, glielo cito perché vedo che se l'è dimenticato. A pagina 25 sulle malattie dell'apparato respiratorio si dice: "le malattie dell'apparato respiratorio sono la terza causa di morte in Valle d'Aosta fra gli uomini e la quarta fra le donne, dovuta soprattutto al fatto che le donne abbiano cominciato a fumare, mentre una volta non fumavano". In particolare si dice: "il caso più evidente è rappresentato dal distretto n. 1, dove la mortalità si è dimezzata negli uomini ed è rimasta invariata nelle donne. In particolare fra gli uomini la mortalità nella Valdigne è tale da farne la Comunità montana più protetta di tutta la Regione". La Comunità montana della Valdigne quindi è per gli uomini la Comunità montana più protetta per quanto riguarda le malattie respiratorie. A pagina 68, laddove si parla di tumore maligno del polmone, sempre parlando di tassi grezzi per 100mila abitanti, nel distretto n. 1 della Valdigne abbiamo 74,6 casi rispetto a 100mila abitanti, nel distretto n. 2: 95,1; nel distretto n. 3: 82; nel distretto n. 4: 87 e la cosa è sovrapponibile per quanto riguarda le donne. Ancora di più in questa indagine, a pagina 128 laddove si parla di bronchite, enfisema ed asma, si dice - sempre parlando di tassi grezzi per 100mila abitanti - che è sempre la Valdigne l'area in cui le malattie respiratorie sono molto minori degli altri distretti. Mi dispiace che le sia sfuggito questo. Distretto n. 1: 40,3 casi su 100mila; distretto n. 2: 44,2; distretto n. 3: 61; distretto n. 4: 56. Per le donne il rapporto è lo stesso, distretto n. 1: 22; distretto n. 2: 28,5; distretto n. 3: 29; distretto n. 4: 34. Chiaramente questi sono dati che, in rapporto con le altre Regioni italiane, sono molto più bassi e inferiori come mortalità da malattie polmonari, quindi questo che era stato quanto avevo promesso come primo "gradino" è già stato pubblicato e presentato in quest'aula nel mese di maggio 2005; cosa dimostra? I dati dicono che le malattie respiratorie dell'area della Valdigne sono molto minori delle malattie degli altri distretti, quindi parlare di incidenza del traffico veicolare e di aumento delle malattie respiratorie della Valdigne può essere un'iniziativa di tipo politico, ma i dati dell'OREPS ci dicono il contrario. Si dice che il Dott. Fattorini, che aveva sostenuto per lungo tempo che le malattie respiratorie e polmonari fossero in aumento nella Valdigne, dopo questi dati abbia preferito "cambiare zona", perché tutte le sue teorie dopo un accertamento così preciso sono state smentite. Voglio comunque continuare a dire che l'ambiente e la salute sono una delle nostre attività, cioè studiare in modo scientifico le varianti ambientali e i rapporti con la salute; infatti dopo questo studio l'attività è continuata sempre attraverso l'OREPS con una convenzione con l'ARPA del Piemonte, con cui abbiamo una consulenza da gennaio 2005, in cui è iniziato il secondo "step" in funzione dell'attivazione del Reparto di Pneumologia. Per cui si stanno, con questa rete di servizi che è stata creata sempre con la deliberazione del 2005, attivando dei referenti per la salute dell'ambiente nelle varie zone - tra i quali era stato nominato anche il Pediatra Fattorini - che raccolgono i dati e che sono in relazione con tale rete con la Pneumotisiologia del Dott. Zanello. Chiaramente dal 2005 per avere dei dati corretti ci vogliono almeno 4-5 anni, comunque stiamo documentando, ma la situazione di partenza, se si vuole essere oggettivi, è quella che è riferita qui.

Abbiamo anche ampliato la ricerca ambientale, nel senso che, se lei si ricorda, il Piano socio-sanitario presentato e approvato la settimana scorsa prevede addirittura l'obiettivo n. 2: attenzione all'ambiente e alla salute che da esso deriva, proprio con convenzioni con l'ARPA del Piemonte, con questa rete di sinergie e di osservatori sul territorio, che prevede anche un circuito nazionale di referenze, per rendere sempre più efficace la nostra attività. Quello che avevo promesso per l'inizio dell'anno e che non è ancora arrivato è un atlante che riunisca sia nel positivo che nel negativo proprio la situazione ambientale della Valle d'Aosta e i rischi che certe situazioni possono causare all'ambiente. Certo è un ambiente difficile, non è facile dire il fumo a che malattia corrisponde; mi sembra sia a tutti chiaro il problema delle diossine di Seveso quando si disse che tutte le donne incinte avrebbero dovuto abortire perché i figli sarebbero nati malformati e poi di tutte queste povere donne che partorirono non un feto aveva delle deformazioni. Attenzione all'ambiente quindi, presentando entro fine anno questo atlante, ambiente come occasione sì di attenzione alle malattie, ma anche di constatare che il nostro ambiente può dare salute, che è un ambiente più favorevole delle altre Regioni, però ci muoviamo su dati oggettivi, non su sensazioni o strumentalizzazioni politiche. Penso che abbiamo dimostrato un'attenzione, mi dispiace che questo lavoro sia stato dimenticato, ma la nostra attenzione va posta su dati precisi. Abbiamo messo in atto quest'anno uno "screening" di massa sui tumori del colon, che derivano da fattori nutrizionali ambientali; stiamo parlando di uno "screening" sulle malattie da raggi ultravioletti che possono essere pericolose in alcune professioni che si esercitano nella nostra Regione, come quella di maestro di sci, di guida alpina, di guardia forestale. È certo che la più grande campagna per le malattie respiratorie va fatta sul contrasto al fumo, che è la prima causa di malattie broncopolmonari; purtroppo il fumo, che è oggettivamente riconosciuto da tutti come la causa principale delle malattie polmonari, non ha mai ricevuto dal gruppo "Arcobaleno" alcuna attenzione, quindi quello che è un dato oggettivo di malattia non viene mai identificato come una possibile battaglia da combattere.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Prendo atto che questa rete che prevede la raccolta di dati sul territorio... in particolare la collaborazione con il Reparto di Pneumologia continui ad andare avanti, perché questo consente di tenere sotto controllo la situazione. Credo che nessuno di noi voglia a tutti i costi vedere gli abitanti della Valdigne ammalati, è che si vuole verificare pezzo per pezzo effettivamente se la qualità ambientale della Valle d'Aosta e della Valdigne in particolare è tale da favorire la salute dei cittadini. Quanto al fumo, il nostro gruppo ha tentato un'altra battaglia: quella rispetto all'alcol e credo che una serie di "screening" che si stanno facendo vadano nell'ottica di individuare, come dicono anche i documenti dell'osservatorio, l'alcol come uno dei fenomeni che più di altri contribuisce ad accorciare gli anni di vita degli uomini e delle donne in Valle d'Aosta. Ci siamo quindi preoccupati in questo senso, poi per il fumo c'è già il collega Sandri che fa egregiamente questo lavoro, è inutile che ci mettiamo a far concorrenza! Ciascuno fa la sua parte, è inutile insistere su quello che già altri stanno facendo in modo egregio.

Prendo atto che entro fine anno ci sarà questo atlante. Vede, Assessore, c'è un dato di fatto: se prendiamo la relazione dell'ARPA e la analizziamo, vediamo che esiste un "corridoio" lungo il fondovalle in cui c'è un inquinamento che può essere migliorato, quindi vuol dire che esiste questa zona, è una zona in cui bisogna assolutamente intervenire. È vero che si tiene sotto controllo, però è anche vero che andrebbero evidenziati molto di più i dati esistenti. Proprio stamani interrogando l'ARPA per questa interpellanza appare che... pensando anche solo a Courmayeur in località Entrèves... le "PM 10", quindi le polveri sottili, sono ad un livello considerato cattivo all'interno di una settimana in cui c'è un crescendo della quantità di queste polveri e su 10 giorni 6 sono considerati mediocri, quindi siamo proprio al limite. Questo ci preoccupa assai, perché vediamo, come abbiamo più volte sottolineato, come questo traffico dei TIR non sia in diminuzione, ma in aumento. Vorremmo allora che effettivamente non ci si limitasse a registrare i limiti della presenza di inquinanti nell'aria, in Valle d'Aosta, nella Valdigne, nella zona di Courmayeur e lungo il "corridoio", ma che contemporaneamente si trovassero delle azioni di contrasto e lo studio continuo per verificare quali conseguenze sulla salute può avere questo tipo di dati. Il nostro ambiente, come dice anche lei, dovrebbe essere il migliore di tutti perché siamo in una situazione alpina in mezzo alle montagne, siamo una Regione a vocazione turistica, quindi abbiamo tutto l'interesse a migliorare al massimo l'ambiente. Non possiamo accontentarci solo di fare dei programmi, dei progetti, occorre portare avanti con azioni concrete sia il tentativo almeno di diminuire le cause di queste polveri fini, sia il tentativo di capire effettivamente quale rapporto hanno tali polveri fini sulla salute dei cittadini. Credo che un lavoro continuo di monitoraggio quale quello che è stato avviato servirà a far riflettere ulteriormente.