Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2004 del 21 giugno 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 2004/XII - Verifiche in atto a seguito del commissariamento dell'IVAT. (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso che nei giorni scorsi la Giunta regionale ha commissariato l'IVAT (Istituto valdostano per l'artigianato tipico), poiché non è stato approvato il bilancio consuntivo 2005 e si è dimessa contestualmente la maggioranza del Consiglio di amministrazione;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

il Presidente della Regione e/o l'Assessore delegato per sapere:

1) se i fatti di cui in Premessa traggono origine da irregolarità contabili, finanziarie o gestionali: in caso affermativo, quali sono e quali verifiche sta effettuando il commissario;

2) se ritenga opportuno procedere a una revisione della legge istitutiva dell'IVAT: in caso affermativo, entro quando sarà pronta per l'esame in aula e quali proposte ha meditato per tutelare più efficacemente il cosiddetto "artigianato di tradizione".

F.to: Tibaldi - Lattanzi - Frassy

Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, La Torre.

La Torre (FA) - Ringrazio per l'interrogazione che permette di aggiornare la situazione, ricordo per quelli che non hanno presente le tempistiche che in data 30 maggio 2006 il "CdA" dell'IVAT non approvava il conto consuntivo dell'istituto, questo avveniva con un voto contrario di 3 dei suoi 5 componenti; conseguentemente a questo voto contrario i componenti del "CdA" si dimettevano, facendo decadere il consiglio. In data 1° giugno 2006 procedevamo quindi allo scioglimento e al commissariamento nominando il Sig. Livio Vagneur Commissario dell'IVAT.

Entrando adesso nello specifico della questione, cosa abbiamo trovato? Innanzitutto abbiamo verificato che l'azione dei consiglieri dimissionari non derivava dall'accertamento di irregolarità contabili e finanziarie nella gestione dell'istituto, bensì dalla mancata condivisione interna al consiglio circa obiettivi, strategie e metodi per il raggiungimento degli scopi istituzionali affidati all'IVAT; quindi abbiamo preso atto dei pareri favorevoli già espressi da parte del collegio dei revisori dei conti contestualmente alla presentazione del conto consuntivo e degli altri atti contabili necessari al funzionamento dell'IVAT. Il commissario, in base a queste prime verifiche ha proceduto, con la determinazione n. 2 in data 8 giugno 2006, all'approvazione del conto consuntivo dell'IVAT relativo all'esercizio finanziario 2005 che è oggetto della vostra interrogazione, con determinazione n. 3 in data 8 giugno 2006 all'approvazione di variazione al bilancio dell'esercizio 2006, con determinazione n. 7 in data 13 giugno 2006 all'approvazione del bilancio di contabilità ordinaria dell'IVAT chiuso al 31 dicembre 2005. Inoltre il commissario ha avuto incarico specifico su mia indicazione di svolgere una verifica, un'azione, una ricognizione più approfondita sulla situazione dell'IVAT e le motivazioni che hanno condotto all'attuale situazione di commissariamento. Questa esplorazione quindi ha avuto inizio e si sta cercando nel contempo anche di verificare le normative di riferimento, vengono intervistati non solo tutti i componenti del "CdA" uscente, ma vengono anche raccolte le sensazioni tra gli addetti ai lavori e tutti gli operatori del mondo artigianale, con riferimento sia alle istituzioni, sia alla società civile. Tale esplorazione dovrebbe consentire - si sta svolgendo in questi giorni - di poter avere tutta quella necessaria conoscenza dei fatti, della situazione e delle aspettative di questa categoria, proprio per poter dare avvio ad una revisione della legge istitutiva dell'IVAT (mi riferisco alla vostra domanda n. 2, in particolare sul fatto di predisporre una revisione di tale legge). Su questo sto lavorando, quindi ritengo che da qui a 30 giorni posso impegnarmi a portare tale legge modificata e rinnovata, in funzione delle ricognizioni che stiamo facendo, nell'interesse e nell'obiettivo dell'istituto. Detto questo, sicuramente all'interno di questa legge andremo a difendere l'artigianato di tradizione; il percorso sarà quello di passare attraverso il riconoscimento dei materiali di tradizione, attraverso le metodologie di tradizione e attraverso i soggetti di tradizione, cioè sarà un percorso in questo momento curato dagli esperti, ma sarà nostra cura garantire la difesa dell'artigianato di tradizione. Come ho detto, mi impegno da qui a 30 giorni a portare all'attenzione del Consiglio una legge modificata sull'istituzione dell'IVAT; fra l'altro, i dati sono a vostra disposizione.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - È vero che l'IVAT non è nuova a delle situazioni di questo tipo: nel corso della sua vita, dal 1985 ad oggi, ha conosciuto alterne vicende, è stata commissariata anche nel periodo 1991-1992, ora torna ad essere commissariata; di conseguenza, ha sempre manifestato al suo interno una difficoltà nei rapporti fra coloro che amministrano questo ente sulle linee gestionali. È altrettanto vero però che la legge istitutiva dell'IVAT, la n. 10/1985, è stata oggetto di più ritocchi nel corso di questi 20 anni, proprio perché bisognava "correggere la rotta" e in particolare adattare alle nuove esigenze del mercato e dell'artigianato di tradizione tutto il sistema complesso del meccanismo amministrativo ed operativo di questo ente. Nel 1996 venne addirittura commissionato uno studio ad "hoc": lo studio "Cast", che costò "due lire" - in senso metaforico del termine - e che ha proposto alcune linee guida delle attività operative per il nuovo modello IVAT. Teniamo presente che il dibattito sul ruolo di questo ente è sempre stato aperto e irrisolto da molto tempo, in particolare il dibattito si è sempre incentrato fra tutela dell'artigianato tipico e sviluppo commerciale delle opportunità di vendere e di promuovere i prodotti degli artigiani locali. Mi sembra strano che a distanza di 10 anni di queste linee guida e di queste attività operative si sia fatto ben poco tesoro, Assessore. Oggi lei ci propone l'ennesima modifica della legge, anche se sappiamo che la legge alla fine deve essere applicata dagli uomini... e dagli uomini che alla fine, secondo quello che lei ci ha detto, non hanno condiviso delle strategie. Non ci sono irregolarità a monte di tali dimissioni maggioritarie nel "CdA", ma queste persone non hanno condiviso le strategie. Ora fra queste 3 persone dimissionarie che non hanno condiviso le strategie 2 sono i rappresentanti fiduciari della Regione; quindi la stessa Regione che ha modificato la legge nel tempo, ancora ultimamente nel 2003, e che ha individuato delle persone di sua fiducia all'interno dell'ente non è riuscita a sincronizzarsi sulle linee gestionali e le attività operative. Lo studio "Cast" ha dato degli indirizzi, ci piacerebbe sapere quali alla fine sono stati veramente applicati, perché, se l'attività commerciale doveva diventare quella dominante, nel senso che la strutturazione dell'IVAT doveva essere finalizzata a vendere questi prodotti ai turisti "in primis", senza trascurare la tradizionalità dei medesimi, ci chiediamo come mai oggi siamo di nuovo "punto e a capo". Un direttore generale ha visto ampliati i poteri gestionali, il "CdA" è stato snellito, è stato ridimensionato il ruolo della Commissione qualità, è stato rimotivato il personale, oltre ad essere stato ampliato anche l'organico, si prevedeva un passaggio graduale alla gestione privatistica dei negozi, oggi gli screzi personali stanno bloccando tutto; va bene fare l'ennesima modifica della legge, ma facciamo tesoro dello studio del passato! Oggi avete incaricato il commissario di fare una verifica più profonda con una serie di interviste non solo ai componenti del "CdA", ma anche a tutti gli addetti ai lavori, alla società civile, cioè ci "imbarchiamo" in un'altra azione di analisi, e può andare bene, ma sono analisi su analisi che alla fine dovrebbero essere sintetizzate in linee più certe; a distanza di 10 anni, nonostante queste analisi, sembra che siamo ancora al punto di partenza. Apprezziamo quindi la sua fantasia, Assessore, possiamo dire La Torre come Totti fantasista: sì però questa fantasia alla fine deve trovare concretezza in qualche linea operativa! Lei ha detto: "rivediamo la legge"; va bene, possiamo anche rivederla, a nostro avviso sarebbe più opportuno dare delle linee di indirizzo più certe anche da parte della Regione sull'attività di un ente che è importante per la promozione dell'artigianato tipico di tradizione.