Oggetto del Consiglio n. 1994 del 8 giugno 2006 - Verbale
OGGETTO N. 1994/XII - PARTECIPAZIONE AL REFERENDUM POPOLARE SULLE MODIFICHE ALLA COSTITUZIONE INDETTO PER IL 25 E 26 GIUGNO 2006. (Approvazione di risoluzione)
Il Presidente PERRON propone di procedere all'esame della risoluzione, presentata dal Presidente della Regione CAVERI, dal Presidente del Consiglio PERRON e dai Consiglieri CESAL, LAVOYER, Secondina SQUARZINO, SANDRI e Marco VIÉRIN, iscritta in via d'urgenza all'ordine del giorno dell'adunanza in corso (oggetto n. 1991/XII).
Illustrano i Consiglieri CESAL, Marco VIÉRIN e LAVOYER.
Intervengono i Consiglieri VENTURELLA e TIBALDI.
IL CONSIGLIO
- con voti favorevoli: ventisei e voti contrari: due (presenti e votanti: ventotto);
APPROVA
la sottoriportata:
RISOLUZIONE
VISTO il testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: "Modifiche alla Parte II della Costituzione", pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005;
RICHIAMATE le proprie precedenti iniziative in materia, nelle quali si richiamava all'attenzione del legislatore costituzionale l'importanza di addivenire alla creazione di un sistema realmente federale e federalista, rispettoso delle autonomie e delle specialità, e di quella valdostana in particolare, in quanto precostituzionale e fondata su profonde e riconosciute radici storiche e culturali;
RIBADITO l'assunto che nessun ordinamento che pretenda di qualificarsi come federale possa essere disegnato senza il concorso, effettivo e paritario, di tutti i soggetti che lo costituiscono;
PRESO atto che il testo di legge costituzionale non ha tenuto nella dovuta considerazione le indicazioni e le legittime sollecitazioni provenienti dalle istituzioni regionali, con particolare riferimento alle Regioni ad autonomia differenziata, e che lo stesso, riportando una clausola di salvaguardia limitata e non estesa a tutto il testo della riforma, risulta lesivo delle prerogative statutarie della Valle d'Aosta e delle altre Regioni a Statuto speciale e Province autonome, le quali vedrebbero stravolti i rispettivi statuti;
PRESO ALTRESÌ ATTO che nel testo di legge costituzionale permangono invariate le criticità già a suo tempo rilevate in ordine a:
· un inammissibile scioglimento d'imperio del Consiglio regionale;
· una composizione ed un ruolo del Senato non conformi ad un sistema istituzionale rispettoso della posizione delle autonomie territoriali;
· il venir meno della necessaria rigidità della Costituzione, essendo rimessi ai Presidenti delle Camere ed al Governo poteri derogatori rispetto al riparto delle competenze tra i due rami del Parlamento, fissato costituzionalmente;
· l'assenza di un effettivo potere di indirizzo e di controllo del Parlamento sul Governo;
· il mantenimento in capo al Presidente della Repubblica di funzioni meramente ratificatorie, vanificandone l'effettività dei poteri di garanzia;
· l'indeterminatezza e l'inconsistenza della cosiddetta "devolution" a fronte, invece, di un reale riaccentramento di competenze a favore dello Stato;
· la reintroduzione di un inaccettabile controllo di merito sulle leggi regionali in base ad un non meglio definito "interesse nazionale";
Nel prendere atto delle disposizioni relative a:
· la riduzione del numero dei parlamentari;
· il coinvolgimento del Consiglio regionale nelle future procedure di modifica statutaria, più volte rivendicato dalla nostra Regione attraverso i propri rappresentanti istituzionali;
RILEVANDO, tuttavia, come l'entrata in vigore della prima sia eccessivamente differita e la seconda non assicuri effettivamente le garanzie da noi richieste;
IL CONSIGLIO REGIONALE
PRECISA
nuovamente che la modifica costituzionale in questione risolve i difetti di coordinamento tra Stato e Regioni, ma introduce ulteriori elementi di confusione suscettibili di aggravare notevolmente il conflitto interistituzionale;
RIBADISCE
il giudizio globalmente negativo e preoccupato in ordine alla riforma costituzionale nel testo approvato in quanto confuso e contradditorio che, lungi dal risolvere i problemi generati dal vigente ordinamento, ha un effetto moltiplicatore dei medesimi;
PRENDE ATTO
con favore del fatto che, per i giorni 25 e 26 giugno 2006, sia stato indetto il referendum popolare previsto dall'articolo 138 della Costituzione per la conferma o il diniego alla legge di modifica della Parte II della Costituzione, approvata dai due rami del Parlamento;
Auspica
che la partecipazione al referendum sia vasta e cosciente e che il risultato della consultazione sia, per il legislatore costituzionale, momento di riflessione e di indirizzo perché la revisione della Costituzione sia improntata ad uno spirito realmente federale e federalista, sia rispettosa delle autonomie territoriali e riconosca il fondamento e il valore delle Regioni a Statuto speciale.
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