Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1989 del 7 giugno 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1989/XII - Revoca dell'incarico affidato a due professionisti sullo svuotamento della discarica di Brissogne. (Reiezione di mozione)

Mozione

Appreso dalle ripetute dichiarazioni dell'Assessore al Territorio, Ambiente e Opere pubbliche, Cerise, e dal Sindaco di Brissogne, Cerise che la costruzione dell'inceneritore dovrebbe servire ad eliminare la discarica di Brissogne utilizzando come C.D.R. (combustibile da rifiuto) il materiale lì stoccato da anni;

Rilevato che, per indagare sulla percorribilità dell'ipotesi di svuotamento della discarica è stato conferito un incarico all'Ing. Ziviani Luciano e al Prof. Genon Giuseppe per un importo complessivo di quasi 250.000 euro;

Constatato che in Piemonte, in un recente passato, sono stati avviati e conclusi lavori di "svuotamento" di discariche i cui costi, problematiche, risultati e motivazioni potevano essere facilmente reperiti tramite una telefonata o al massimo un sopralluogo con allegata richiesta di documentazione;

Considerato che per lo svolgimento di tale compito di reperimento dati poteva essere impiegato del personale in servizio, sempre che dotato di un'adeguata apparecchiatura telefonica e al massimo di un computer;

Il Consiglio regionale

Invita

la Giunta regionale ad avvalersi della facoltà di recesso, così come disposto dall'articolo 10 del disciplinare d'incarico, scongiurando così un esborso eccessivo di denaro pubblico che potrebbe configurarsi come possibile danno erariale.

F.to: Venturella - Squarzino Secondina - Bortot

Président - La parole au Conseiller Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Con questa mozione, il cui contenuto mi pare abbastanza chiaro, cercheremo di dimostrare in maniera pacata... sperando che il dibattito in questa aula sia un dibattito corretto e senza interruzioni, perché ciò che andiamo a dire potrà essere non condivisibile, ma nel rispetto reciproco delle funzioni credo si debba approfondire quanto è successo dal 21 dicembre 2005 fino ad oggi, dicevo, cercheremo di dimostrare tre cose principalmente. La prima è che ciò che si è voluto dimostrare, la relazione di interdipendenza fra la costruzione del termovalorizzatore e l'eliminazione della discarica di Brissogne... se prendiamo questa relazione di interdipendenza e la definiamo come un'equazione, tale equazione è difficilmente verificabile, quasi non ammette soluzioni - quelle che vengono definite equazioni impossibili - e questo per diversi motivi di tipo economico, di tipo tecnico e di impostazione generale.

La seconda tesi che vorremmo dimostrare è che il mandato affidato alla Giunta dal Consiglio regionale nella mozione del 21 dicembre 2005 non è stato rispettato, perché si è operata una scelta univoca, una scelta che definirei la più semplicistica fra quelle che potevano essere percorse e quindi, terza tesi, il percorso dell'affidamento dell'incarico, essendo conseguente non a quello che il Consiglio aveva pensato, ma a ciò che l'Assessore ai lavori pubblici aveva in mente da tempo, scegliendo forse quello meno impegnativo dal punto di vista della procedura amministrativa e più deresponsabilizzante, risulterebbe più esoso ed antieconomico. È per questo che nella mozione si fa riferimento ad un presunto danno erariale, non avendo naturalmente la presunzione di dire che c'è stato un danno erariale, ma per mettere questo aspetto sul tavolo della riflessione.

Veniamo ai fatti. Sono state soprattutto le reiterate dichiarazioni rilasciate prima dal Sindaco di Brissogne, Cerise Italo, e poi dall'Assessore Cerise Alberto, ai più importanti organi di stampa - stranamente poco prima delle elezioni politiche - che ponevano come nucleo fondante questa equazione: "costruiremo il termovalorizzatore perché elimineremo la discarica". Permettetemi allora alcune osservazioni dal punto di vista tecnico, perché i problemi saranno immensi. Non esistono ad oggi casi conosciuti in Italia di svuotamento di discariche coltivate a norma di legge, i pochi esempi essendo stati eseguiti per far fronte ad emergenze di tipo sanitario o ambientale, quindi per la messa in sicurezza delle stesse discariche. La discarica è come una voragine in cui poco o punto si sa di ciò che è stato interrato e soprattutto pochissimo si conosce di ciò che negli anni - mi riferisco a composti allo stato gassoso e allo stato liquido - si è formato e si troverà. Esiste la non remota possibilità che vi siano sacche, seppure di minimo volume, o bolle di biogas - gas metano - non intercettato dalle condotte o dai camini, che sono dei veri e propri contenitori esplodenti. La letteratura parla di incidenti anche gravi negli Usa e in Austria a causa di esplosioni di queste sacche, provocate dalle scintille del metallo delle benne delle macchine a movimento terra. Non solo, 3 mesi fa in Provincia di Matera si è avuto un grave incidente sul lavoro per il crollo della parete di una discarica provinciale interessata da lavori molto più limitati rispetto a ciò che si vuole fare a Brissogne. Il percolato, quel liquido che si forma sia per le precipitazioni atmosferiche, sia per la stessa composizione del rifiuto, è trattenuto da questo telo di protezione per evitare che finisca nel terreno sottostante e quindi in falda. Le operazioni di svuotamento possono provocare la rottura del telo, eventualità molto probabile. Il rifiuto stoccato in discarica è compattato e in qualche modo è relegato in un ambiente chiuso e impermeabilizzato. Aprire una discarica, svuotarla e quindi porre tonnellate di rifiuti a cielo aperto, comporta un aumento considerevole dei processi di fermentazione, che passano da un ambiente in assenza di ossigeno ad uno in presenza di ossigeno, con la produzione di odori fortissimi e persistenti.

Domanda dal punto di vista tecnico: si potrà utilizzare il rifiuto estratto dalla discarica come combustibile? Anche se la risposta, proprio per la pressione mediatica a cui è stata sottoposta l'approvazione della deliberazione n. 688/2006, potrebbe essere positiva, crediamo sia opportuno avanzare alcune osservazioni. La discarica viene coltivata giornalmente con una tecnica particolare, credo che la discarica di Brissogne non sia diversa dalle altre; si compatta il rifiuto e lo si mette "in situ" per circa 1,50 metri e lo si ricopre dopo con uno strato di terra di 20-30 centimetri. Questa procedura porrà ulteriori problemi circa la possibilità che il rifiuto e il terreno mescolati possano essere immessi nelle linee di incenerimento così come si estraggono a seconda del tipo di combustibile utilizzato o che si vorrebbe utilizzare. La composizione merceologica del rifiuto da discarica è varia e variabile, perché per definizione in discarica viene conferito materiale indifferenziato, quindi sarà indispensabile un'ulteriore operazione di vagliatura. Al di sotto di un certo livello in discarica il rifiuto è impregnato di umidità, quindi, oltre all'operazione di vagliatura, dovrà essere anche essiccato e sicuramente l'essiccazione non sarà possibile farla a cielo aperto. Quali sono le perplessità dal punto di vista economico? I costi saranno elevatissimi e difficilmente ipotizzabili proprio per la difficoltà di prevedere cosa si troverà in discarica, quindi sarà indispensabile fare dei carotaggi del materiale lì conferito, e per la difficoltà di prevedere con un cronoprogramma certo in quanto tempo sarà ultimato il lavoro. Dal punto di vista economico poi vi è un'altra perplessità: ma i Valdostani hanno già pagato la tassa sui rifiuti urbani del conferimento in discarica? Chi pagherà lo svuotamento della discarica e il costo dell'incenerimento? Questi sono i problemi dal punto di vista tecnico e dal punto di vista economico.

Seconda questione: il mandato che non è stato rispettato. Vorrei richiamare l'attenzione dei Consiglieri su ciò che diceva la mozione del 21 dicembre, mozione che a maggioranza il Consiglio ha votato, diceva: "impegna la Giunta a presentare delle diverse possibilità di valorizzazione energetica dei rifiuti valdostani, compresi eventuali accordi con gli impianti ubicati fuori dal territorio regionale oppure attraverso l'ipotesi di realizzazione in Valle di un impianto di termovalorizzazione ad uso esclusivo dei rifiuti termovalorizzabili prodotti o stoccati in Valle d'Aosta". Questo era il mandato del Consiglio. Adesso apprendiamo quello che dice la delibera n. 688 a pagina 7... che dà incarico ai due professionisti. Non sto a leggere quali attività devono svolgere i due professionisti, vado al 4° punto che dice: "l'analisi sulla fattibilità di costruire un impianto di termovalorizzazione in Valle d'Aosta", ma attenzione il mandato del Consiglio alla Giunta non era quello di limitarsi alla termovalorizzazione, parlava di valorizzazione energetica. La valorizzazione energetica non è univocamente e aprioristicamente legata al processo di termovalorizzazione, non esiste solo la termovalorizzazione, esistono dei sistemi di valorizzazione energetica quali la biostabilizzazione e l'utilizzo di digestori o fermentatori a bassa temperatura (55°) che producono dalla materia organica del biogas e quindi del "compost" di ottima qualità e proprio a voi, Giunta e Assessore Cerise, possiamo ascrivere quel "modus operandi" del quale molto spesso, quasi con frequenza maniacale in ogni occasione, ci accusate di essere i portatori esclusivi: "evitiamo di affrontare questi temi in modo ideologico". Lei ha fatto la stessa cosa, Assessore: approcciandosi a questa problematica in modo ideologico... se lei parla di valorizzazione energetica... solo termovalorizzazione... invece no; insomma avete cancellato con "un colpo di spugna" anni e anni di letteratura scientifica, di studi, di ricerche e di esempi sulla possibilità di valorizzare energeticamente i materiali post consumo.

Terza tesi: c'era bisogno di spendere 250mila euro per incaricare due esimi tecnici? Sarà poi oggetto di un'altra iniziativa il perché ritorna con maniacale quasi frequenza il solito nome, come se in Valle esistesse solo un grande tecnico, ma questa è una questione che porremo in un'altra seduta.

Tutte queste osservazioni per le quali l'Assessore Cerise fuori microfono ha detto: "il Consigliere Venturella è un esperto di rifiuti, io non lo sono", tali semplici osservazioni potevano essere raccolte con uno strumento che si chiama "computer", bastava averlo collegato con "Internet" con un telefono... per le poche esperienze che si hanno di svuotamento della discarica. Nel Comune di Cambiano in quel di Chieri, circa 120 chilometri da Aosta, ad esempio, è stata svuotata una discarica per un totale di circa 100mila tonnellate, ci hanno impiegato 3 anni, ma ci sono riusciti, non per porle nell'inceneritore, ma per mettere in sicurezza la discarica, perché non era stata progettata negli anni '70 a norma di legge. Se abbiamo bisogno di incaricare due tecnici espertissimi per sapere ciò che si può sapere comodamente facendo una piccola gitarella in quel di Chieri... e il Consorzio chierese per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, Regione Piemonte, bacino 15°, è disponibilissimo a dare tutti i documenti su quanto costa, su come si fa... ma perché allora un esborso così grande di denaro pubblico per farci dire quello che a 100 chilometri sanno già? Per farci dire quello che con una semplice indagine "Internet" si può sapere senza essere esperti in materia di rifiuti? Questo è perché, secondo me, simpaticamente Assessore Cerise, è intervenuto "Sant'Alberto da Promis", protettore dei consulenti, che con la sua magnificenza stende sempre un velo d'oro su tali consulenze. Naturalmente questa scelta è anche meno formativa per i dipendenti, tanto si dà tutto all'esterno! Vi sono fior di dipendenti che credo siano capaci e in grado di fare delle ricerche su "Internet" o di fare una telefonata, o di fare due o tre sopralluoghi, ma no si danno consulenze sempre all'esterno, super consulenze super pagate e, secondo me, mezzo miliardo delle vecchie lire per farci dire cose che sapevamo già è un po' tanto: ecco perché chiediamo, in maniera simpatica alla Giunta di avvalersi della facoltà di recesso, come previsto nella deliberazione di incarico, e di ripensare alla concezione di questa deliberazione.

Si dà atto che dalle ore 19,21 presiede il Vicepresidente Fiou.

Presidente - È aperta la discussione generale.

La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.

La Torre (FA) - Non vorrei intervenire da Assessore, però il pregio di tale mozione - l'unico pregio, è nel senso che mi permette di aprire la discussione - un argomento di questa importanza deve essere portato al confronto. Bene, ritengo che al di là degli ottimi studi che ha fatto il collega Venturella, il punto centrale su cui però lui non si è espresso è cosa faremo in futuro, visto che abbiamo concessionato il quarto lotto da pochi giorni, quando lo avremo esaurito il 4° lotto, non vi sarà la possibilità di fare un 5° lotto. Questa credo sia la domanda che si pongono tutti i cittadini, me la pongo io perché sto intervenendo da Consigliere cittadino e non da Assessore, se la pongono i cittadini di Aosta, il circondario di Aosta, se la dovrebbe porre anche lei. Governare vuol dire fare delle scelte, prendere delle decisioni anche per gli altri, ma la forza di un Consiglio regionale è quella di dibattere queste possibili scelte, che devono essere discusse e prese prima, non poi; devono essere prese nel momento in cui noi andiamo ad inaugurare un 4° lotto e sappiamo già che non ci sarà un 5° lotto.

Allora il dibattito, per non essere falsato al di là di tutto quello che c'è scritto su "Internet" e che io rispetto e non confuto, deve partire da un presupposto, su cui lei non è stato chiaro, e il mio non è un intervento polemico, ma è per cercare di seguirla nei suoi ragionamenti: lei deve dire se è favorevole o è contrario alla realizzazione di un inceneritore, o di un termovalorizzatore - che sono due cose diverse e al limite potrei intervenire sulla differenza come Assessore all'energia, ma è un altro discorso -, perché è sulla base di una chiarezza di posizioni che poi possiamo iniziare un confronto. Se invece le posizioni si muovono continuamente, diventa difficile anche per chi deve contrapporsi nel senso del dialogo andare ad esporre le proprie ragioni. Lei mi deve dire se è favorevole o non è favorevole alla realizzazione di un inceneritore o di un termovalorizzatore e, se non è favorevole, quali soluzioni alternative propone e, se invece è favorevole su questo, possiamo andarci ad incontrare. La Regione Piemonte - osservando quello che fa - con decisione sta facendo la scelta del termovalorizzatore, la Presidente Bresso la sta seguendo con un'attenzione maniacale, perché interpreta i problemi che adesso sono legati, come diceva giustamente lei, a tutto il discorso dei rifiuti. In tutte le Regioni d'Italia si sta cercando di affrontare il problema con il pensiero antitetico cioè con una visione positiva, quindi non si parla più di inceneritori, ma entra in campo il discorso dei termovalorizzatori, perché troviamo in questo problema "rifiuti" un'opportunità, quindi il termovalorizzatore diventa la trasformazione del rifiuto in energia, quindi concretamente dobbiamo già dirci qui cosa faremo dopo il 4° lotto. Allora chi governa, e qui divento Assessore, deve fare una scelta e la deve fare nei tempi giusti e io mi dichiaro a favore del termovalorizzatore, perché ritengo che oggi, se lei non mi porta altri argomenti o soluzioni alternative su cui mi voglio confrontare... ecco il pregio della mozione che apre il dibattito... è l'unica soluzione civile - e non sto ancora entrando nel merito di come svuotiamo la discarica, i motivi di sicurezza... adesso parliamo proprio del tema generale - e soprattutto l'unica soluzione su cui possiamo muoverci in tempi strettissimi... perché per immaginare un termovalorizzatore, ci vogliono 35 mesi di cantierizzazione per realizzarlo, ma sto parlando se uno è veloce e capace. Realizzare un termovalorizzatore comunque vuol dire 35 mesi di cantierizzazione, un anno e mezzo di studi, quindi vuol dire che, se oggi decidiamo di farlo, lo abbiamo fra 4-5 anni; se lo decidiamo fra 2 anni, saremo già in ritardo, perché dopo un 4° lotto non c'è un 5° lotto e non vorrei che i rifiuti che oggi si stanno accumulando all'ingresso di Aosta continuassero ad accumularsi senza soluzioni. Comunque sappiamo nel momento che sotterriamo i rifiuti quanti anni ci vogliono prima che essi vengano riassorbiti? Questi restano lì. Vogliamo continuare a stratificare immondizia su immondizia e non ci vogliamo assumere la responsabilità di indicare una strada? Non dico che la mia è giusta, ma io la indico, e dico che oggi con le tecnologie esistenti abbiamo il dovere di indicare questa strada. Sono pronto a confortarmi con lei, ma mi deve prima dire quale strada mi indica, perché so anch'io che a spostare dei rifiuti ci sono dei problemi, non c'è bisogno di aprire "Internet", lei mi deve dire cosa vuol fare con i rifiuti.

Presidente - La parola al Consigliere Venturella, per secondo intervento.

Venturella (Arc-VA) - Grazie, Assessore La Torre. Vediamo di distinguere i piani. Parlavo della deliberazione di incarico n. 688, che pone una strada, proprio quella che lei non vorrebbe percorrere, quella del non confronto, perché questa deliberazione di incarico è univoca: si va alla termovalorizzazione e basta! E non è stato seguito il mandato del Consiglio, che chiedeva di indagare tutte le ipotesi di valorizzazione energetica. È questo l'approccio di tipo ideologico che non ci va, perché potremmo anche discutere sul termovalorizzatore. È giusto o non è giusto l'approccio? Non è giusto l'approccio...

(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)

... ma se io do incarico ad un esimio ingegnere e nel mio incarico dico valorizzazione energetica uguale termovalorizzazione, è già l'approccio sbagliato, perché pone in un piano nascosto le altre alternative, che pure ci sono e l'ho detto prima. Diciamo subito che il termovalorizzatore produce dal 10 al 30% di ceneri, che sono altamente tossiche e che devono essere stoccate in discariche di tipo speciale. Vi è la possibilità concreta, perché vi sono degli esempi di avere il 10-15% di materiale residuo che non è un materiale altamente tossico e pericoloso, cioè la strada è la stessa, senza andare in discarica. Esistono degli esempi concreti di riduzione dell'80% del materiale conferito in discarica, esistono dei processi, che si chiamano di biostabilizzazione a freddo, che permettono di non avere quelle ceneri e questo io l'ho indicato nel primo intervento, ma voi non li volete studiare, perché avete parlato solo di termovalorizzazione! Io vi chiedo di approfondire anche le altre strade, ciò che voi non volete fare, perché per voi valorizzazione energetica è uguale a termovalorizzazione; non è vero ed è questo assioma, questa equazione che contesto! Ed è così importante questa discussione anche sulle conseguenze che ha l'ipotesi del termovalorizzatore... che vi annuncio in anticipo che il 23 giugno, nel Salone delle manifestazioni del Palazzo regionale, il gruppo "Arcobaleno" organizza una conferenza dibattito su quelle che si definiscono le nanopatologie - quelle patologie legate alla produzione attraverso i termovalorizzatori di inquinanti che sono delle microparticelle (non sono le "PM10") - con il Prof. Montanari, per far sì che ci rendiamo tutti consapevoli che, se scegliamo la strada del termovalorizzatore, le conseguenze sono queste... studi epidemiologici condotti dal Prof. Montanari collegato con 3 università: una la citava anche l'Assessore Fosson in un'audizione che aveva fatto in Consiglio comunale ad Aosta. Questa deliberazione di incarico approfondisce in maniera parziale un solo settore, noi chiediamo di allargare per far sì che tutte le opzioni vengano ricomprese in tale deliberazione, ecco perché ne chiediamo il ritiro.

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Avant tout paraît-il que c'est mon objectif, mais objectif seulement à moi celui de nettoyer la décharge. A ce sujet je voulais reporter ici qu'est-ce qu'il a été dit pendant la discussion lors de la séance du 21 décembre. Il Consigliere Marco Viérin ha detto: "è chiaro che qui definiamo gli interessi dei Valdostani, ma è chiaro che gli interessi dei Valdostani sono tutto quello che gira intorno a quella discarica, è una vergogna come è messa attualmente e si chiede di rimuovere questa situazione". Il Consigliere Sandri ha affermato:

"credo che il motivo fondamentale per cui facciamo la mozione è proprio questo: abbiamo, al di là del problema di smaltire i rifiuti futuri, quello di smaltire i rifiuti vecchi e mi dispiace, ma in questo caso la raccolta differenziata, che è il vostro Vangelo, non serve a nulla, a meno che non vogliate mettere a differenziare le discariche, perché qui siamo in un altro tema. Mi sembra che la mozione entri nella scelta di andare a vedere le varie soluzioni, studiarle rispetto alle dimensioni, alla tipologia e soprattutto rispetto alla necessità di smaltire anche il vecchio".

Il Consigliere Salzone ha detto: "perché la discarica... non è che se facciamo il termovalorizzatore la discarica rimane con quella puzza per tutta la vita, ci sono dei sistemi di bonifica che si sviluppano negli anni". Alors vous voyez que c'était une aspiration de plusieurs forces politiques d'arriver au nettoyage de la décharge.

Cela dit, je tiens d'abord à préciser que le mandat auquel font référence les Conseillers Venturella, Squarzino et Bortot du groupe "Arcobaleno-Valle d'Aosta" ne signifie pas que nous ayons l'intention d'évaluer la possibilité de vider la décharge de Brissogne et pour ce faire de construire un incinérateur en Vallée d'Aoste, mais le mandat de cette étude c'est beaucoup plus ample. Cette résolution établit que le Gouvernement régional doit présenter au Conseil un dossier contenant, d'une part, une évaluation technique et économique des différentes possibilités de valorisation énergétique des déchets valdôtains, comprenant la passation d'accords pour l'utilisation de structures situées hors du territoire régional ou la réalisation en Vallée d'Aoste d'une installation de thermovalorisation et, d'autre part, une analyse des procédures administratives nécessaires pour mettre en œuvre les hypothèses envisagées.

La préparation de ce dossier, qui, comme prévoit la motion, sera présenté avant tout en IIIe Commission et après au Conseil, comporte la réalisation d'évaluations techniques et économiques, qui ne peuvent être effectuées que par des professionnels spécialisés dans ce secteur; après je ferai quelques considérations vis-à-vis du montant. La délibération à laquelle cette motion fait référence charge deux professionnels, dont un c'est le professeur qui s'occupe de cette matière au Polytechnique de Turin et il ne travaillera pas seul, mais il sera avec toute l'équipe et c'est le même expert qui a fait des études analogues qui lui ont été confiées de la part de la Région Piémont. L'expérience en la matière donc lui est reconnue, c'est pas ma faute si un des deux techniciens c'est celui qui a fait le plan pour la gestion des ordures en Vallée d'Aoste. C'est de toute évidence que sa présence dans une étude comme celle-là était non seulement souhaitable, mais nécessaire. Ces activités, qui ne se résument certainement pas à passer quelques coups de fil ou effectuer une visite des lieux et donner des instructions au personnel muni d'un équipement téléphonique approprié et d'un ordinateur, sont les suivantes: l'analyse actualisée de tous les coûts supportés par la Région pour le traitement et l'évacuation des déchets, répartis en catégories d'ordures ménagères et déchets assimilés; l'étude des aspects techniques liés aux installations prévues par le Plan régional de gestion des déchets comportant la caractérisation des processus et des équipements, la définition des types de structures à mettre en place et des espaces nécessaires, l'analyse des investissements et des frais de gestion y afférents et l'examen de la faisabilité environnementale desdites installations, ainsi que de l'impact sur l'environnement de leur exploitation; la révision de l'analyse des coûts globaux du traitement et de l'évacuation des déchets en Vallée d'Aoste compte tenu des installations prévues par le Plan régional de gestion des déchets; l'étude de faisabilité d'une installation de thermovalorisation en Vallée d'Aoste, en application de la motion adoptée par le Conseil régional, parce qu'il dit textuellement: "attraverso l'ipotesi della realizzazione in Valle d'Aosta di un impianto di termovalorizzazione ad uso esclusivo dei rifiuti termovalorizzabili prodotti e già stoccati in Valle d'Aosta". Si vous niez même ce qui est écrit là dedans...

(interruzione del Consigliere Venturella, fuori microfono)

... on ne dit pas la même chose alors... l'étude de faisabilité d'une installation de thermovalorisation en Vallée d'Aoste, comme je viens de dire, mais avec l'examen de tous les aspects liés aux processus, aux structures, à l'environnement, aux finances et à la gestion de ladite installation. Cette étude doit notamment contenir: l'analyse des différents types de déchets à traiter et l'établissement des quantités actuelles et futures de ces derniers par le biais d'une simulation de l'évolution de leur production, ainsi que la définition des coûts supportés aujourd'hui pour la gestion desdits déchets; l'examen des techniques de destruction thermique des déchets les plus appropriées en fonction des ordures à traiter - moi je n'ai pas fait les cours du soir pour apprendre un peu dans la matière, je me remets à ce que me disent les techniciens -; la définition des paramètres principaux liés aux processus et aux installations et notamment à la limitation des émissions polluantes et à la valorisation énergétique; l'estimation des coûts de construction et de gestion; l'analyse globale des coûts de gestion afférents au traitement et à l'évacuation des déchets en Vallée d'Aoste compte tenu des nouvelles installations; l'évaluation de la faisabilité de l'ouvrage en question en vue également de la réhabilitation des décharges annexées au Centre régional de traitement des ordures ménagères et assimilées de Brissogne; l'évaluation de l'impact sur le territoire au moyen: de l'analyse préliminaire des matrices environnementales; de l'analyse des études, des données et des informations existantes et l'élaboration d'une proposition de mise à jour de celles-ci; de la comparaison entre la situation actuelle, la situation prévue par le plan et la nouvelle situation résultant de l'application de la motion du Conseil régional; de la définition des procédures pour la mise à jour de la législation régionale et des outils de planification; de la définition de la procédure administrative à suivre pour la réalisation de l'installation de thermovalorisation; de l'élaboration de l'avant-projet visé à l'article 11 de la loi régionale n° 12/1996 modifiée et complétée. Je vous rappelle qu'il s'agit d'un investissement de l'ordre de 50 millions d'euros; vous comprenez que, face à ce montant, là le montant affecté à la prestation professionnelle c'est tout à fait cohérent.

Je vous informe qu'à la fin de ce mois une première partie de ces deux dossiers prédisposés par les experts sera prête et comme convenu je la porterai à l'attention de la IIIe Commission.

Je tiens par ailleurs à souligner le caractère factieux du langage volontairement banal adopté par les auteurs de cette motion, qui visent à minimiser l'importance d'une recherche sur laquelle la Région se basera pour prendre une décision fondamentale - donc ce ne sera pas l'étude qui établira ce qu'on devra faire, ce sera ce Conseil, suite aux informations qui nous seront fournies par l'étude -: le choix du système approprié pour la gestion de ses déchets. Ce choix se fait de plus en plus difficile, en raison notamment de l'évolution de la législation en la matière et ne peut être effectué que sur la base d'évaluations complexes et détaillées de la durabilité du système choisi, d'un point de vue hygiénique, sanitaire, environnemental et économique, en considération notamment du caractère particulier de notre Région qui ne saurait être comparée de manière simpliste à d'autres réalités.

Je crois que cette motion c'est aussi un manque de respect de la volonté de ce Conseil, je souhaite qu'elle ne soit pas le commencement d'un parcours, qui à partir d'une attitude à ridiculiser le travail sérieux mené de la part du Gouvernement suite au mandat du Conseil arrive, en passant peut-être par des manifestations terroristes, aux recours et obtenir, comme il s'est passé pour l'autoroute, quant aux résultats seulement des retards et des dégâts économiques à cette société. Cela dit, je demande de repousser cette motion.

Presidente - Se non vi sono altri interventi, chiudo la discussione generale.

La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Andiamo per ordine. Non siamo pregiudizialmente contro il termovalorizzatore, in questa sede la discussione è: esistono delle possibilità per una gestione futura dei rifiuti in Valle d'Aosta che siano alternative al processo della termovalorizzazione? Per noi esistono e le vorremmo approfondire. Il problema è che questo studio affidato dalla Giunta, quello riferito all'incarico in deliberazione n. 688, è univoco, non prevede altre ipotesi se non quella della termovalorizzazione come recupero energetico, invece non è vero ed è quello che noi diciamo! È chiaro che se l'Assessore Cerise volesse, oltre a prevedere una strada che non sia quella della termovalorizzazione, ma sia anche quella del recupero energetico attraverso la biostabilizzazione, la digestione, per rispondere all'Assessore La Torre, un'istallazione di biodigestori produce per 20mila tonnellate annue di materia organica 6.500 metri cubi di biogas, dalla cui combustione si possono produrre 40 MW/h di cui circa 10 MW/h disponibili per l'immissione in rete come energia rinnovabile. Vorremmo che questa Giunta approfondisse questi aspetti che in tale deliberazione non sono approfonditi. È questo il punto! L'approccio è così tanto ideologico da far sì che si usi la statistica per rinforzare le proprie tesi, perché, come si dice a scuola, le cifre non mentono, ma chi usa la statistica può utilizzare i numeri per mentire, per accompagnare verso una convinzione la popolazione, perché, quando l'Istituto "Piepoli S.p.a." a pagina 14 pone la domanda: "ritiene che per migliorare e rendere più efficace lo smaltimento dei rifiuti sia opportuno realizzare un termovalorizzatore che renda possibile lo smantellamento della discarica di Brissogne?", è chiaro che è una domanda...

(interruzione dell'Assessore Cerise, fuori microfono)

... ma certo! È come se le chiedessi: "è meglio che lei passi la sua vecchiaia con una pensione risicata da 300 euro o con una pensione da super dirigente da 4.000 euro?". Lei sicuramente sceglierebbe la seconda ipotesi. Questa è una domanda artatamente architettata per far sì che tutti rispondano: "sì, certo, il termovalorizzatore perché questo renderà possibile l'eliminazione della discarica di Brissogne". Il 74% dice "sì", perché avete impostato l'equazione termovalorizzazione uguale eliminazione della discarica. Questo è un modo di usare la statistica in modo furbesco. Ho quindi apprezzato l'intervento dell'Assessore La Torre e quello dell'Assessore Cerise - a parte qualche leggera caduta di stile sulle battute della scuola serale, che non ho frequentato anche perché mi piaceva studiare la mattina - e dico all'Assessore La Torre che siamo pronti a confrontarci, ma che il confronto sia serio, non un confronto che è su un solo piano e mentre l'altro è dimenticato.

Presidente - Pongo in votazione la mozione in oggetto:

Consiglieri presenti: 25

Votanti: 22

Favorevoli: 3

Contrari: 19

Astenuti: 3 (Fiou, Ferraris, Lattanzi)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Vista l'ora, sospendo la seduta, i lavori riprenderanno domani mattina alle 9,00.

La seduta è tolta.

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La seduta termina alle ore 19,59.