Oggetto del Consiglio n. 1986 del 7 giugno 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1986/XII - Ripianamento delle passività di bilancio della società S.T.V.. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso:
- che S.T.V. è una società di capitali interamente partecipata da Finaosta S.p.A. alla quale è demandata la gestione della Brasserie du Casinò di Saint-Vincent, della Discoslot e dei bar delle sale da gioco;
- che la GS del Casinò ha provveduto, durante la sua vigenza, alla copertura delle perdite di bilancio d'esercizio subite da S.T.V.;
ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione e/o l'Assessore delegato per sapere:
1) se il ripianamento delle passività di bilancio di S.T.V. viene tutt'oggi effettuato da Casinò S.p.A.: in caso affermativo, in forza di quale accordo;
2) a quanto ammontano le passività di bilancio di STV ripianate da Casinò S.p.A. nel triennio 2003-2005;
3) di quali strumenti di controllo dispone Casinò S.p.A. nei confronti della gestione realizzata da S.T.V., sia sotto il profilo contabile sia sotto quello organizzativo (ospitalità, forniture di beni e servizi, assunzioni di personale, collaborazioni, servizi alla clientela, ecc.);
4) quali intendimenti ha per migliorare tale sistema gestionale in termini di trasparenza, correttezza ed efficienza.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - La "STV" è una società di capitali che è stata costituita una decina di anni fa, interamente partecipata da "Finaosta", che offre tutta una serie di servizi alla clientela della casa da gioco, alla quale è collegata da un rapporto contrattuale particolare.
Diciamo che la questione che ha dato lo spunto per questa interpellanza nasce da una serie di osservazioni fatte in merito alla gestione all'interno della "STV", nel corso di un esame approfondito fatto dal liquidatore Bo, che ha evidenziato, nel famoso dossier presentato un anno fa all'attenzione dell'Assessore, l'esistenza di rapporti particolari fra la "GS" e la "STV"; in particolare, nell'ambito di questi rapporti, un aspetto singolare traspare da un'allegata corrispondenza che il liquidatore acclude al suo dossier, con la quale al di sopra dei contratti stipulati la "GS" interviene con finanziamenti a fondo perduto per 235 milioni e per sistemare i bilanci di questa società e, naturalmente, non si rileva alcun cenno nel corrispondente bilancio della "GS" al 30 giugno 1998. Naturalmente qui si fa riferimento a qualche anno fa, sulla base di un'intesa che è intervenuta fra "Finaosta", che ha il controllo totale del capitale di "STV" e la "GS", un'intesa che vede l'intervento della gestione commissariale nel caso in cui ci fosse stato un eventuale disavanzo a ripianare il deficit della società costituenda (si parlava allora di "costituenda" perché era stata appena costituita e ci si riferiva alla "STV"). L'obbligo del ripianamento di eventuali disavanzi nel corso degli anni è diventato un obbligo di ripianamento di regolari disavanzi e presumiamo che questo obbligo contrattuale sia stato poi traslato anche all'ente che successivamente è stato preposto alla gestione della casa da gioco, dal 1° gennaio 2003, la "Casinò S.p.a.".
Per avere chiarezza su tale aspetto abbiamo formulato una serie di domande, ovvero vorremmo sapere se questa intesa che intervenne nel '95 fra "Finaosta" e "GS" è tuttora vigente con il soggetto subentrante, "Casinò S.p.a."; vorremmo sapere a quanto ammontano le passività di bilancio di "STV" - ammesso e concesso che ci siano passività di bilancio - nel triennio 2003-2005 e se queste sono state poi ripianate da "Casinò S.p.a.". Naturalmente se c'è questo obbligo di intervento finanziario, ci piacerebbe sapere quali sono gli strumenti di controllo di cui dispone "Casinò S.p.a." nei confronti di "STV", perché fermo restando il rapporto contrattuale in termini di servizi che "STV" eroga ai clienti della casa da gioco, se una società interviene a copertura finanziaria di un'altra società, è naturale che avrà qualche forma di controllo sui suoi aspetti organizzativi e gestionali. La quarta domanda è una domanda di prospettiva: se ha intendimenti, e quali sono, per migliorare tale sistema gestionale in termini di trasparenza, correttezza ed efficienza.
Mi fermo qui, perché le prime 3 domande servono per avere migliore cognizione di questi aspetti e attendo la risposta dell'Assessore delegato.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Questa interpellanza credo abbia la necessità di riguardare in modo sintetico alcune fasi che hanno condotto alla costituzione della "STV" e al suo avvio di operatività. Alcune cose sono state già citate dal collega Tibaldi; credo che una lettura organica di questo tipo di ragionamento possa aiutare tutti nel comprendere la situazione.
Successivamente all'istituzione della "GS" regionale della casa da gioco, avviata il 1° luglio 1994, la stessa ha ottenuto in comodato dalla Regione l'intero immobile adibito a casa da gioco, inclusi i locali per l'attività di ristorazione e bar, con la possibilità di stipulare contratti di sub-comodato. La "GS", essendo diventata nel frattempo proprietaria di parte dei beni e arredi di tali aziende, ha concesso inizialmente alla "SAAV" a titolo di comodato gratuito con durata fino al 31 dicembre 1994, e a fine '94 la "GS" ha maturato la decisione di non proseguire la collaborazione con "SAAV", concordando una proroga dei rapporti contrattuali in essere fino al 31 marzo 1995; quindi c'è stato un periodo in cui i locali sono stati gestiti da un soggetto terzo in tutti i sensi, nel senso che neanche indirettamente aveva la partecipazione la Regione.
La "GS" si rivolse così a "Finaosta" per ottenere la disponibilità ad assumere l'iniziativa di costituire una società da deputare alla gestione delle aziende, adducendo fra l'altro, da un lato, la necessità di una maggiore collaborazione e unità di obiettivi fra casa da gioco e gestori di servizi complementari, essenziali all'attività della medesima; dall'altro, l'opportunità di far rientrare nella sfera di interessi regionali la conduzione di azienda in grado di procurare delle prestazioni e dei redditi. Riscontrata la volontà regionale di procedere nel senso proposto da "GS", il "CdA" di "Finaosta" il 12 gennaio 1995 ha deliberato di avviare la procedura per addivenire alla costituzione di una società a responsabilità limitata a cui affidare l'operazione, precisando nelle premesse che il perfezionamento dei contratti avrebbe dovuto comportare anche introiti tali da garantire non solo la copertura dei costi, ma anche la realizzazione di utili, fermo restando che detti introiti avrebbero dovuto prevedere comunque a carico della gestione commissariale l'obbligo di ripianamento dell'eventuale disavanzo di gestione della costituenda società. A suo tempo la Giunta regionale espresse il proprio parere favorevole richiesto ai sensi della legge regionale n. 82 e in data 13 gennaio 1995 è stata costituita la "STV".
Il contratto di affitto del ramo di azienda fra l'allora "GS" e la "STV" è stato sottoscritto in data 30 marzo 1995, quindi i rapporti non sono con "Finaosta", ma sono fra "GS" e "STV", e in data 1° aprile "STV" ha iniziato la gestione delle aziende commerciali all'interno della casa da gioco: bar, ristorante e "Brasserie" del casinò, bar giochi americani, bar giochi francesi. Successivamente l'attività è stata ampliata con l'avvio nel '98 della disco-slot, ora slot-circus, e della mensa. Il contratto di affitto del ramo di azienda prevede pertanto che la casa da gioco garantisca un margine operativo minimo a "STV", pari al 10% del fatturato, con la possibilità da parte di "STV" di adeguare il listino prezzi in modo da consentire il ragionevole allineamento del margine operativo a livello di margine operativo minimo.
Alla luce di quanto sopra riportato, appare evidente come i servizi offerti da "STV" siano destinati prevalentemente alla clientela della casa da gioco, risultino complementari all'attività svolta da quest'ultima e necessitino pertanto di alti livelli qualitativi indispensabili in relazione alla tipologia di clientela. Ne consegue che una rilevante quota di essi è legata all'ospitalità della casa da gioco. Per darle delle percentuali, nel 2005, nel 2004, nel 2002 siamo al 69,70%, nel 2003 il 66% del volume clienti casa da gioco; quindi abbiamo un 30% che è clientela pagante e l'altro è rivolto ai servizi della casa da gioco; comunque vada, la quota rimanente è riconducibile sempre alla clientela della casa da gioco, non ospiti, ma soggetti paganti.
Fin dal suo avvio l'attività di "STV" è stata condizionata positivamente e negativamente dai criteri di ospitalità adottati dalla casa da gioco che hanno influenzato i risultati economici di "STV". Non meno rilevante per "STV" è risultato essere il passaggio interaziendale dei dipendenti: 62 ad aprile '95 con l'impegno a mantenere nei confronti degli stessi il trattamento giuridico, economico e professionale in atto presso la "SAAV". Si segnala che l'incidenza del costo del lavoro è oggi pari a quasi un 60% rispetto al valore della produzione, dopo aver conseguito un recupero da un'iniziale incidenza che era del 64%; quindi abbiamo un valore della produzione che è assorbito quasi al 60% dalla forza lavoro. Per quanto attiene l'esercizio 2005, così come per l'esercizio 2003, "STV" ha dovuto prendere atto dei nuovi indirizzi operativi attuati dalla casa da gioco, improntati per quanto di diretto interesse di "STV", ad una revisione al ribasso dei criteri di ospitalità. Da quanto sopra, ne è scaturita una politica nei confronti di "STV" caratterizzata da evidenti contraddittorietà che vedevano, da un lato, precisi impegni sulla necessità di garantire, ottemperando così a quanto contrattualmente previsto, un maggiore appoggio di operatività teso a recuperare il notevole sbilancio accumulato e, dall'altro, una sistematica richiesta di riduzione dei prezzi mantenendo degli standard qualitativi. Ora, da questo quadro alla prima domanda e con questa memoria, abbiamo la vigenza attuale degli stessi impegni contrattuali che avevamo nell'ambito della "GS", perché la domanda è circostanziata e si parla della s.p.a..
Per quanto attiene la seconda domanda, il triennio 2003-2005 ha fatto registrare un solo esercizio, il 2005, in cui è stata erogata un'integrazione dei corrispettivi ai sensi dell'articolo 2.5 pari a 200mila euro. Detta integrazione è stata conseguente a una politica della casa da gioco che, in un esercizio difficile, ha registrato una forte pressione degli introiti a causa di un'importante crisi e imposto una riduzione di prezzi rinviando a fine esercizio l'accertamento di quanto previsto contrattualmente. Ovviamente la forza lavoro, che è quasi il 60% del valore della produzione, non può essere utilizzata in modo flessibile; lì, abbiamo degli impegni, quindi la contrazione fa emergere alcune deficienze.
Terza domanda: in forza del summenzionato contratto il casinò esercita i suoi diritti con un controllo periodico e sistematico dell'attività "STV" attraverso l'acquisizione di report, che la stessa provvede a trasmettere alla "Casinò S.p.a." mensilmente, contenenti riepiloghi analitici dei ricavi e della loro composizione, dei costi del lavoro, dei costi delle materie prime e dei costi generali. Inoltre viene regolarmente trasmessa alla composizione dell'organico che, ad oggi, è di 85 unità lavorative in diminuzione rispetto agli anni precedenti.
Per quanto attiene la quarta domanda, vorrei premettere che la gestione è nell'ambito delle sue peculiarità sufficientemente trasparente e corretta; in prospettiva abbiamo avviato - e ne discuteremo fra poco - una riflessione sull'organizzazione e in quell'occasione dovremo valutare se un'impostazione come l'attuale vogliamo continuarla oppure se vogliamo avere delle formule diverse, più dinamiche, con un'offerta diversa nell'ambito della ristorazione e nell'ambito della gestione di bar, la riproposizione di ambienti diversi perché la "Brasserie" del casinò ha sostituito il night, quindi la reintroduzione del night e di sale per consumare bevande o per avere delle cene o rinfreschi all'interno delle sale da gioco. In prospettiva, quindi, non abbiamo elementi per dire che dobbiamo avere delle modifiche perché sia più trasparente e corretta, dobbiamo rivedere proprio la stessa impostazione, anche perché questi servizi - come abbiamo detto -, che sono servizi fortemente dipendenti dalla casa da gioco... dei due l'una: o entrare in una logica completamente privatistica dando la possibilità di comprimere la forza lavoro, gestire con una logica di altro genere, che non è quella dei contratti attuali, oppure affrontare l'argomento con una dinamica più di mercato e dare la possibilità alla "Brasserie" di gestire locali e night club e svincolarsi da questo vincolo. Nella logica privata non è detto che le richieste del casinò possano essere sempre esaudite, perché se ho bisogno di avere un locale a mia disposizione, devo anche farmi carico di certi costi fissi; se, al contrario, ho un operatore privato, di fronte ad alcune richieste posso avere delle risposte positive come delle risposte negative.
Credo che questa analisi possa trovare ospitalità nelle riflessioni che farà il "CdA" e che faremo, noi soprattutto, nel piano di sviluppo o nel piano aziendale.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Per quanto riguarda le prime risposte, immaginavamo che ci fosse stata una traslazione di impegni contrattuali da un soggetto giuridico all'altro, di conseguenza la "Casinò S.p.a." fosse oggi titolare di quegli oneri che una volta competevano alla "GS"; quindi lei, Assessore, non ha fatto altro che confermare una nostra presunzione. Apprendiamo che nel 2005 la "Casinò S.p.a." è intervenuta pesantemente con 200mila euro ad integrare il bilancio di "STV" a colmare le passività che si erano create nel corso dell'esercizio. È un'integrazione sostanziosa sulla base di bilanci - ho quello del 2004 - che si aggirano intorno a 4 milioni di euro, di conseguenza 200mila euro non sono marginali rispetto al volume complessivo.
Il punto di debolezza credo sia proprio quello che lei ha detto rispondendo al terzo quesito. Sappiamo dal "dossier Bo" il controllo che "Casinò S.p.a." esercita su "STV", la quale è una società di capitali con una sua autonomia privata nella gestione, nell'operatività, in determinate scelte aziendali, nel rispetto dei contratti vigenti in particolare con "Casinò S.p.a." che fornisce servizi in prevalenza alla clientela di questa casa da gioco. È altrettanto vero che "Casinò S.p.a." interviene, e lei lo ha confermato, come è successo nel 2005. La debolezza risiede in questo punto, perché criticità e irregolarità sono state rilevate dal liquidatore Bo, al quale lei ha commissionato un certo approfondimento; criticità e irregolarità che abbiamo potuto constatare leggendo le pagine di questo dossier, dove abbiamo visto che una serie di ospitalità sono quanto meno dubbie, ospitalità variegate che venivano assentite all'interno del ristorante, della "Brasserie", ad ospiti che forse non avevano tutta la titolarità per potervi partecipare... però questo appartiene al passato, siamo d'accordo...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... no, è un problema di chi paga poi, ma visto che ha pagato "GS" prima e adesso paga "Casinò" e, in definitiva, "paga Pantalone" perché sono entrambi soggetti privatistici come conduzione, ma pubblicistici, ovvero si paga con i soldi dei contribuenti, noi gradiremmo che questa filosofia dell'"aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più" che apparteneva al passato non si perpetuasse nel presente e, ancor peggio, nel futuro! Ecco perché è necessario il controllo su determinati servizi, non solo in termini di qualità ed efficienza, ma anche per evitare abusi - come quelli che sono stati evidenziati in quel dossier - che è opportuno non si verifichino più.
Lei ha detto che ci sono dei controlli periodici con personale della casa da gioco, mediante riepiloghi che vengono poi forniti... formalmente esisteranno questi controlli, ci sarà personale amministrativo che si reca nelle sale e verifica tutto quanto, però risulta che sulle forniture di certi beni e servizi, sulla qualità dei servizi alla clientela non è proprio così perfettamente sotto il controllo dell'ente sovventore, ovvero di "Casinò S.p.a."! Di qui la nostra iniziativa e naturalmente l'auspicio e la sollecitazione all'Assessore, che presiede questo aspetto finanziario e di controllo sulle partecipate regionali, fra le quali anche "STV" indirettamente tramite "Finaosta", che ci sia un maggior riguardo perché questo è un punto di debolezza - già denunciato in passato, ma tuttora presente -, forse non nella stessa misura che in passato, ma da non trascurare.
Sugli intendimenti - quarta risposta -, lei ha proposto le 2 filosofie naturali, come dire: c'è la filosofia socialista e quella più liberale; però non ha detto quali sono i vostri intendimenti, da buon amministratore dovrebbe avere già una mezza idea in testa, o meglio, pensavamo che avesse una mezza idea in testa, anche perché se ci accingiamo ad esaminare una risoluzione che parla del rilancio della casa da gioco e di tutto l'indotto, inclusa la "STV", era auspicabile che l'Assessore sapesse se preferisce un tipo di impostazione piuttosto che un altro! Lei ha solo detto: "possiamo fare una scelta più privatistica" o quello che tuttora sta succedendo, da questo punto di vista è deludente, ci aspettavamo qualche indicazione in più! Vuol dire che gli intendimenti, se ci sono, non sono ancora chiari o, peggio, non ci sono ancora; non credo che da qui a domani, quando discuteremo della risoluzione della casa da gioco, lei svelerà l'arcano, nel senso che ha deciso quale sarà la strada da intraprendere! Questo è un ulteriore segnale di debolezza, che si aggiunge a quello precedente, di cui al punto 3, ovvero anche per la "STV" le idee non sono così chiare, o quelle che ci sono rimangono ispirate ad una filosofia passata, che crediamo sarebbe meglio abbandonare!
