Oggetto del Consiglio n. 1987 del 7 giugno 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1987/XII - Esclusione di tipologie di studenti dalle agevolazioni tariffarie per i trasporti. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso:
· che, con la Legge 31/2005, la Regione ha escluso gli studenti ultra 26enni dalle agevolazioni tariffarie previste per i trasporti;
· che tale decisione sta generando un comprensibile disappunto e un notevole disagio tra gli studenti Valdostani che rientrano nella categoria degli "over 26", i quali hanno recentemente presentato una petizione al Presidente della Regione;
· che il Presidente della Regione ha assunto l'interim delle funzioni spettanti all'Assessore regionale dell'Istruzione, Educazione e Cultura;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione per sapere:
1) se ha incontrato una delegazione degli studenti interessati: in caso affermativo, che cos'è emerso dal colloquio;
2) a quanto ammonta la spesa annualmente sostenuta dalla Regione per consentire sconti sull'acquisto dei biglietti dei servizi di trasporto pubblico a favore degli studenti ultra 26enni;
3) se, attraverso la Legge 31/2005, la Giunta regionale intende dissuadere gli studenti Valdostani dalla frequentazione di facoltà universitarie di fuori Valle;
4) se è suo intendimento rivedere le posizioni precedentemente assunte (con Legge 31/2005) in senso meno penalizzante rispetto a quello adottato, introducendo - ad esempio - criteri meritocratici e/o che tengano conto delle differenze di durata delle diverse facoltà.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Président - La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Argomento già trattato in occasione di un'altra interpellanza che abbiamo proposto all'allora Assessore Charles; era un argomento che, all'epoca, era allegato a un'altra questione: quella del diritto allo studio degli studenti lavoratori, questione che sarà risolta con la "legge omnibus".
Rimane aperta la questione degli studenti ultraventiseienni che sono stati esclusi dalle agevolazioni tariffarie previste per i trasporti pubblici. Questa decisione, peraltro, tempo fa è sfociata in una petizione dove viene contestata la decisione; petizione che ha raccolto circa 500 firme e i cui rappresentanti hanno esposto al Presidente i loro disagi e l'incomprensione nella scelta politica effettuata dalla Giunta.
Vorremmo sapere, visto il disagio e il comprensibile disappunto che viene sofferto da queste persone, e visto che il Presidente Caveri ha l'"interim" su questo dicastero, cosa è emerso dall'incontro con gli stessi studenti - pensiamo che li abbia incontrati, dal momento che la stessa "La Stampa" fa riferimento al 26 maggio come momento dell'incontro - e poi alcune domande più specifiche. Vorremmo sapere quanto gravano sul bilancio regionale queste agevolazioni tariffarie a favore degli studenti "over 26", per consentire questi sconti sull'acquisto dei biglietti dei servizi di trasporto pubblico quanto si deve accollare in termini di spesa finanziaria la Regione; se con questa legge n. 31/2005 che ha introdotto l'esclusione dalle agevolazioni la Giunta intende dissuadere gli studenti valdostani dalla frequentazione di facoltà universitarie in Valle, perché la Valle d'Aosta ha un'università che sta raccogliendo adesioni, ma vorremmo sapere se questa iniziativa intende dissuadere da partecipare ad altre facoltà e quindi a frequentare la nostra università regionale; infine, se è intendimento del Presidente rivedere le posizioni precedentemente assunte... mi è parso di capire che ci sia un'intenzione in questo senso, forse in un senso meno penalizzante rispetto a quello originariamente adottato. Diciamo che di questo argomento ne abbiamo parlato recentemente in IV Commissione, in un incontro con l'Assessore Pastoret, visto che la materia riguarda i trasporti.
Ci limitiamo ad ascoltare le risposte del Presidente per fare poi alcune considerazioni al riguardo.
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Rispondo volentieri, partendo però da un presupposto.
Il presupposto è che la legislazione regionale in materia di diritto allo studio per gli studenti universitari non ha eguali in alcun posto nel mondo. Noi abbiamo creato un sistema di stato sociale che aiuta a tutti i livelli i nostri studenti universitari, per i quali abbiamo anche creato un'università, visto che oggi il 94% degli studenti che finiscono le scuole medie superiori si iscrive all'università e il migliaio di studenti che ci sono nell'Università della Valle d'Aosta sono prevalentemente studenti valdostani. È quindi un diritto allo studio che si è espanso fino alla nascita di un'università, che - ricordo - ha le tasse universitarie più basse, ha il numero di professori comparati al numero di studenti più elevato, ma questa nascita non ha fatto venir meno quella rete protettiva a vantaggio degli studenti universitari che studiano fuori Valle, per i quali, unico caso in Italia, è anche rimborsato completamente quanto da loro speso per i trasporti e per i libri, e poi esiste una fitta rete anche per i "master" post-universitari, per le specialità in medicina per le quali creiamo dei posti appositi che consentono ai giovani valdostani di superare in graduatoria con una certa rapidità anche i colleghi di fuori Valle che non hanno questi vantaggi e, malgrado questo, 700 studenti si sono lamentati del fatto che abbiamo interrotto a 26 anni, età nella quale teoricamente la laurea per la maggior parte delle facoltà dovrebbe essere compiuta! Ho un'amica quarantenne, dipendente regionale, che fruisce delle 150 ore e che si è lamentata di non aver più l'esenzione per poter viaggiare gratuitamente sui treni!
Ho ricevuto con grande simpatia gli studenti che sono stati molto educati e rispettosi e hanno posto in maniera molto intelligente la problematica, partendo da una riflessione che spetterà agli uffici dell'Assessore Pastoret, da cui dipende la questione dei trasporti, valutare. Hanno detto: "non potremmo immaginare per i trasporti, piuttosto che fissare un termine di 26 anni..." - o di 30 anni, termine che viene posto dal gruppo dei "DS", con una mozione che discuteremo nel prossimo Consiglio -, "... una similitudine con le borse di studio, che cioè queste non vengono più date ai fuori corso, quindi a chi è in regola con gli esami, prescindendo dall'età si continua a dare i trasporti?".
Non so se questa sia la misura giusta, so dirvi però che ben diversamente dalla norma che abbiamo corretto in "omnibus", la ragione per la quale si è stati obbligati al contenimento è il fatto che nel corso del 2005 c'è stato un obbligo di contenimento di spese di questo genere partendo dal presupposto che i biglietti del treno sono aumentati dell'8% e aumenteranno nuovamente nel 2006. Nel 2004 la spesa era stata di 706.703,00 euro, di cui 550.550,00 per la ferrovia, 93.550,00 per gli autobus e i pullman, 22.956,00 per l'estero, in particolare per Chambéry, 89.643,00 per i rimborsi di studenti che studiano in università diverse da Torino e Milano. Questo è lo stato sociale, non c'è nessun'altra Regione in Italia che fa rimborsi di questo genere! Nel 2005 la spesa ha raggiunto 714.202,00 euro, di cui 520.800,00 per il treno, 100.205,00 per i bus e per i pullman, 21.625,00 per l'estero, 71.932,00 per quelli che studiano in luoghi diversi da Torino e Milano.
Come si può constatare, non c'è da parte nostra alcuna dissuasione per gli studenti valdostani di andare a seguire i corsi universitari fuori dalla Valle d'Aosta, che sia in Italia o all'estero, e neppure alcun modo di penalizzarli in qualche maniera; però siamo di fronte alla necessità che penso sarà ancora più cogente dopo la manovra finanziaria bis di Padoa Schioppa. Siamo obbligati a ridurre le nostre spese e queste sono spese correnti. Ho spiegato questa cosa agli studenti, che mi sembra abbiano capito con buon senso; devo dire che hanno ammesso con molta onestà di essere, rispetto ai loro colleghi fuori Valle, fortunati. Pensiamo a cosa significano le spese in termini di acquisto dei libri universitari per fare veramente la differenza!
Per quello che è dell'eventuale modifica della legislazione, con l'Assessore Pastoret ne parleremo, ho chiesto agli uffici competenti di presentare delle proposte che mirino alla modifica delle misure attualmente in vigore, ma nella logica della restrizione delle spese, non possiamo immaginare che questa spesa si evolva in prospettiva - scherzavo con la Segretaria generale del Consiglio, Christine Perrin -, che teoricamente una mozione di impegno al Governo regionale come quella che è stata presentata dai "DS" non dovrebbe essere ammessa, perché se come Governo regionale accettassimo una mozione in cui diciamo di elevare a 30 anni l'età degli universitari, questo non è un impegno di poco conto! Normalmente un impegno di questo genere dovrebbe essere accompagnato da una norma finanziaria, a meno che non siamo palesemente "Pinocchi", per cui accettiamo, qui, una cosa che non è prevista nell'accertamento di bilancio.
Se oggi dovessimo "tout court" aumentare ai trentenni, vorrei capire dove troviamo i soldi che sono necessari, per cui ai ragazzi che sono venuti da me ho detto che una misura eventualmente alternativa andrebbe studiata a beneficio del prossimo anno universitario. Stiamo quindi valutando la durata dei diversi cicli universitari, perché anche questo è stato posto, cioè uno studente di legge che a 26 anni non è ancora laureato, se ha iniziato l'università giusta è un asino, è un fuori corso, insomma. Se uno a 26 non è ancora laureato in medicina, ha delle giustificazioni in considerazione del percorso. Fra l'altro, attenzione al fatto che i percorsi universitari - anche per una serie di meccanismi un po' affaristici delle università - mirano ad allungarsi sempre più, per cui non credo che potremmo assistere degli studenti universitari che, per diventare magistrati, dovranno fare le specialità post-universitarie come capita ormai per tutte le specialità della medicina. Per cui teniamo conto che le cifre sono quelle, non potremo incrementare ulteriormente.
Vedremo come modulare questi aiuti in materia di trasporti sulla base, ad esempio, dei risultati individuali: meglio vai all'università più la Regione ti supporta. Devo dire la verità, è assolutamente deprimente pensare quanto costino gli insegnamenti universitari nelle facoltà della Valle d'Aosta e verificare il tasso di abbandono che in questi medesimi corsi si verifica, a detrimento dei costi dei corsi universitari, che costano sempre più rispetto a una presenza diminuita di studenti. Un corso con 60 studenti si paga, ma se scendono a 30 a metà dell'anno accademico la cosa non è la stessa! Questo è un caso da referendum propositivo. Credo che avremo un grande successo per dire che diamo i trasporti gratuiti a tutti gli studenti universitari, che regaliamo loro i libri, però mi sembra che, al di là dello scherzo, il problema di fondo sia che purtroppo i tempi della finanza pubblica sono grami, dobbiamo fare delle scelte anche impopolari.
Président - La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Presidente, ci piacerebbe che gli stessi principi rigoristici che lei ha citato adesso nel dire che siamo costretti a tagliare la spesa, a maggior ragione, quando entrerà in vigore la "manovra bis" di Padoa Schioppa, fossero tenuti in eguale considerazione quando parliamo dei vari settori della pubblica amministrazione... perché un paio di consulenze in meno e penso che le risorse salterebbero fuori... abbiamo consulenze da 200mila euro che vengono affidate su base fiduciaria a stimatissimi professionisti, ma che rientrano nel grande "calderone" delle spese correnti! Consulenze che dovrebbero essere viste con un occhio di maggior rigore, come viene utilizzato in questo caso, ma diciamo che gli obiettivi sociali e anche politici sono completamente differenti, senza togliere nulla all'una piuttosto che all'altra. Allora quella logica imperativa che lei ha voluto sottolineare, noi la invochiamo anche per gli altri settori della pubblica amministrazione, perché se vogliamo dire che la Valle d'Aosta ha dei primati in materia di "welfare" - in questo caso a favore degli studenti - ne siamo orgogliosi, ma ci teniamo a difendere, per quanto possibile, questo "welfare"!
Purtroppo non abbiamo capito qual è il dato disaggregato in termini finanziari dell'erogazione annuale a favore degli studenti "over 2"; lei ci ha fornito un dato omnicomprensivo...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... ecco, non c'è. Poco male, evidentemente non è stato fatto dagli uffici, siamo però consapevoli che di questi 700mila euro...
Caveri (fuori microfono) - ... posso darle un dato, se le interessa, e cioè l'aumento da 26 a 30 anni determinerebbe una maggiore spesa stimata di 100mila euro.
Tibaldi (CdL) - Perché abbiamo posto questa seconda domanda? Vorremmo sapere quanto "cubano" queste agevolazioni tariffarie a favore degli studenti "over 26" sul bilancio regionale. Non ci sembrano delle cifre esorbitanti, saranno 100 o 200mila euro, non lo so, nel complessivo saranno circa 700mila euro, ma includono anche gli infra 26enni! Fatta questa premessa, logica rigorista ci sta bene, ma quando è applicata con equità nei confronti di tutti, torniamo al nocciolo della questione.
La promozione dell'università valdostana è condivisa, è naturale che Aosta e la Regione promuovano la propria università, ma non a discapito di studenti valdostani che devono o vogliono frequentare altre facoltà in Italia o fuori dall'Italia! Aosta ospita alcune specializzazioni, altrove ce ne sono molte che possono permettere una formazione professionale diversificata anche per i nostri giovani o per chi vuole cimentarsi in studi universitari anche in età più avanzata; ci sta bene che l'università venga protetta, ma non ci sta bene che vengano intese queste esclusioni tariffarie come tentativo di dissuasione ad andare fuori Valle a studiare!
Bisogna distinguere i casi: c'è gente che comincia a studiare dopo i 26 anni o non riesce a terminare entro i 26 anni perché ha delle condizioni familiari e sociali che non sono agevoli. Presidente, lei sorride, c'è gente che comincia a studiare a 25 anni, posso citare l'esempio della collega Viérin, che lei stessa ci ha suggerito in IV Commissione, che ha cominciato a 25 anni e ha finito a 35 contestualmente ad un'attività lavorativa, quindi non vediamo perché se per le condizioni economiche del singolo o della famiglia di appartenenza o per il contesto lavorativo che è parallelo ad una vocazione culturale propria queste persone devono essere impedite perché sono ultra 26enni... lo sbarramento anagrafico non è una logica condivisibile! Naturalmente può essere condivisibile se viene collegato a ragionamenti meritocratici, i fannulloni è giusto che non vengano premiati, ma se uno si mette a studiare come quella sua amica a 40 anni...
Caveri (fuori microfono)- ... è la terza laurea...
Tibaldi (CdL) - ... è meritevole, non vediamo perché debba essere impedita nella prosecuzione di questa sua capacità di collezionare titoli che possono essere sempre utili, quindi bisogna distinguere i casi perché le condizioni sono diverse da situazione a situazione. Poi non dimentichiamo che i costi delle università italiane e di quella valdostana vanno a crescere, intesi come spesa pro-capite del singolo studente; oggi l'università è diventata un livello di studio proibitivo per molti. Lei dice che il 90% accede dopo lo studio superiore, ma... quanti riescono a finire? Credo che le condizioni economiche o le varie situazioni incidano in maniera notevole sulle scelte di abbandono universitario.
Come abbiamo anticipato in IV Commissione, visto che è in corso di esame l'"omnibus" come pure una legge sui trasporti, abbiamo proposto un emendamento soppressivo di questa norma; l'Assessore Pastoret si è riservato di verificarlo con lei perché c'è una competenza mista sull'argomento: speriamo che questo esame incrociato vada nella direzione di adottare una norma migliorativa di questa situazione che, a nostro avviso, non è sostenibile.
È vero che gli studenti sono educati e dotati di buon senso, questo è apprezzabile, va a loro onore, però è altrettanto vero che non per questo devono essere beffati con una norma come quella che nella "omnibus" del novembre scorso ha tranciato loro dei benefici che sono piccoli pro-capite, perché alla fine si tratta di pochi euro che vanno a diminuire il costo del biglietto ferroviario o del biglietto per i bus, ma sono quei pochi euro che alleggeriscono una spesa! Spesa - perché non può essere mantenuta da una Regione come la Valle d'Aosta - che si fregia di avere un "welfare" non solo munifico, ma anche equo, un "welfare" che viene incontro a tutte le categorie, e gli studenti sono una categoria da tutelare e non da penalizzare!
Presidente, confidiamo in un suo ravvedimento operoso quando ci sarà l'esame della "omnibus", visto che c'è la possibilità in termini di Regolamento di intervenire con una norma che non sia solo soppressiva, ma tenga in considerazione e i diversi tipi di facoltà frequentate e i criteri meritocratici.
