Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1985 del 7 giugno 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1985/XII - Situazione di disagio dei lavoratori precari all'interno dell'Unità sanitaria locale. (Interpellanza)

Interpellanza

Ricordate le precedenti iniziative con cui si è posto l'accento sulla decurtazione di ore al personale precario dell'USL con gravi disagi per l'efficienza del servizio e per gli utenti (basti pensare, ad esempio, che significherebbe interrompere i percorsi lunghi di terapia da parte di logopedisti);

Appreso che nel frattempo la Regione ha autorizzato l'USL ad assumere dieci infermieri per far fronte alle emergenze estive dovute alle ferie del personale;

Ritenendo che tale provvedimento non risolve i disagi che gli utenti incontrano in altri comparti e che anche in questi settori occorrerebbe ripristinare condizioni adeguate di servizio;

Preso atto dei recenti documenti con cui le organizzazioni sindacali del comparto sanità della Cgil, Cisl, Uil e Savt hanno evidenziato lo stato di enorme disagio in cui versano gli operatori precari dell'Usl, derivante anche dall'aleatorietà della retribuzione, in quanto sono retribuiti in modo diverso operatori che appartengono allo stesso livello retributivo, e dallo strano rapporto di subordinazione che caratterizza questi cosiddetti "autonomi";

Viste alcune proposte operative che vengono avanzate nei suddetti documenti sindacali, quale l'istituzione di una commissione mista sindacati-Regione, per elaborare un protocollo etico nei confronti dei precari, o quella di un tavolo di concertazione con la Regione sulle tematiche del lavoro precario e dell'esternalizzazione di servizi;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Regione e l'Assessore competente per sapere:

1) se sono a conoscenza della situazione di enorme disagio in cui vivono i precari all'interno dell'Usl e se non ritengano che occorra darvi in tempi brevi una risposta;

2) se sono a conoscenza di settori in cui è particolarmente sentita la carenza di personale specializzato (logopedisti, fisioterapisti, psicologi, ecc.) e se, e in che modo, intendono intervenire;

3) se intendono prendere in considerazione le proposte operative avanzate dalle Organizzazioni sindacali del comparto sanità.

F.to: Squarzino Secondina - Bortot - Venturella

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Credo che, in questo momento, meno parole si usano meglio è... allora do per letta l'interpellanza.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Volevo solo, per portare un po' di serenità, dire che domenica in effetti si è svolta a Pollein una manifestazione dal titolo: "Chi si ferma è perduto", per dare senso a questo che lei ha richiamato, ovvero l'importanza che ha per noi lo sport non nell'ottenimento di una vittoria, ma quanto disciplina educativa per stare meglio. Il Presidente Caveri era presente, anche l'Assessore Pastoret e il collega Ottoz erano presenti, anche per dare una dimensione di questa interdisciplinarietà.

Sui precari mi permetto solo di fare una premessa: i precari non esistono solo nell'USL della Valle d'Aosta, il discorso del precariato è un discorso di estrema gravità; è stato definito il 1° maggio di quest'anno "San Precario", cioè ieri al Congresso nazionale della UIL si è parlato di precariato, quindi è un problema che aspetta una soluzione, probabilmente una normativa differente. Aspettiamo comunque delle risposte. È chiaro che anche nella nostra USL i precari esistono, fra l'altro tutti con contratti regolari previsti dalla normativa nazionale, anche se fra loro differenziati. È chiaro che il precariato, soprattutto in strutture in cui è richiesta una professionalità, non è il massimo, perché si investe sulla crescita di qualcuno e poi non si può investire ulteriormente; quindi soprattutto in questi contratti ripetuti diversi anni non è una soluzione, anche se la flessibilità di lavoro che per me va bene in momenti in cui l'economia tira molto... cioè in modelli del nord Europa questo può funzionare, da noi in un periodo di crisi questa flessibilità del lavoro ha dei problemi. Non dimentichiamo però che è comunque una grossa risorsa per i giovani, perché, se si facessero concorsi a tutti e si portasse il precariato sempre a un'assunzione a tempo indeterminato, probabilmente molti giovani non troverebbero lavoro.

Fatta questa premessa, mi preme dire che la finanziaria del 2006 prevedeva un Patto di stabilità molto gravoso per le Regioni a statuto speciale e per le piccole Regioni; una finanziaria che è arrivata "a ciel sereno", da cui di solito le Regioni a statuto speciale, che si finanziano la loro sanità, potevano derogare. Questo non è avvenuto, nonostante anche negli ultimi incontri con il Ministro avessi posto tale problema, ma le leggi sono leggi e quelle in vigore sono in vigore, quindi l'indicazione a mantenere la spesa al di sotto dell'1% di quello che era stato speso nel 2004 senza una gradualità portava alla necessità di risparmiare e di non spendere una grossa quantità di denaro. Abbiamo dato all'azienda questa indicazione, da cui non potevamo derogare all'inizio, abbiamo fatto ricorso alla Corte costituzionale, ma si sa che tale organo risponderà a fine anno se questo è positivo.

Non abbiamo dato l'unica indicazione di tagliare sul precariato, questa dopo l'importanza del problema del precariato a livello nazionale non solo regionale è la grande altra onestà che bisogna avere, nel senso che l'azienda ha bloccato tutti i concorsi, anche quelli per i medici, cioè l'imposizione a risparmiare è stata data in vari settori non solo sui precari. Come ho detto prima, tutta l'attività aggiuntiva in libera professione è sospesa dal 1° marzo di quest'anno, perché per i primi 2 mesi era già stata programmata, così i progetti obiettivi. L'indicazione a risparmiare è stata data a tutti i settori, non solo al settore del precariato, che è un settore più debole, ma non è stato l'unico colpito da questo.

Sui settori mi permetto di dire che, quando lei parla di professioni a rischio, forse c'è stata una non corretta comunicazione dei sindacati a lei, perché lei parla di fisioterapisti, logopedisti e psicologi, queste non sono le categorie più a rischio. Mi permetto di dare i dati: su 47 fisioterapisti 46 sono dipendenti e 1 solo è convenzionato, quindi non è una categoria a rischio; i logopedisti dipendenti sono 27, di cui 21 sono dipendenti e 6 convenzionati, e così anche per gli psicologi: sono 20 di cui 17 dipendenti. Queste non sono sicuramente le categorie più a rischio. Su questo come ci siamo mossi dopo un primo momento di difficoltà? Dicevo prima che il 9 maggio sono stato a Roma dal Dirigente dell'ARAN, abbiamo parlato con il Ministro Turco, abbiamo fatto una prima deroga con la Giunta per l'assunzione del personale che era più urgente, cioè 9 infermiere professionali. Può sembrare che queste deroghe siano una cosa semplicissima ma, quando si è lì a firmare una legge di deroga a una legge nazionale, è un'assunzione di responsabilità che mi sembra non da poco.

Da stamani la Giunta ha previsto, pur in un'ottica di risparmio in cui ci dobbiamo muovere, un'azione di deroga delle linee all'azienda per continuare a mantenere l'assistenza sanitaria ad un certo livello. Le dico dal Servizio sanitario nazionale... pubblicato in questi giorni... che la Valle d'Aosta ha la più alta spesa per personale sanitario di tutte le Regioni d'Italia, spendiamo in personale sanitario molto più di quello che spendono le altre Regioni.

Concludo dicendo che questa è una situazione che non si è ancora chiarita, da cui abbiamo derogato, e queste possibilità economiche verranno distribuite a tutti i livelli. Certo si impone la necessità di risparmiare laddove si può risparmiare, soprattutto sugli sprechi e regolando meglio il lavoro.

"Se sono dell'idea di accogliere le richieste dei sindacati": ho già convocato 2 volte i sindacati per far presente che ci muovevamo in una situazione che non era ancora precisa, da cui aspettavamo delle risposte, e la tavola in comune, cioè il discorso da affrontare insieme ai sindacati, dove operare dei tagli o come muoverci per un risparmio, questo desiderio di concertarlo insieme è stata una posizione dell'Assessorato. Ribadisco che in settimana prossima, dopo questa ulteriore deroga, dovremo trovarci.

Chiaro è che adesso o più tardi si impone una necessità di risparmio sul nostro bilancio; una cosa che va affrontata insieme, ma che va affrontata; non si può sempre pensare che il risparmio debba venire e che i risparmi li debbano fare gli altri!

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - È un tema, questo, su cui ci siamo già soffermati a discutere e a valutare sia le questioni problematiche, sia le eventuali soluzioni, sia i punti nodali di crisi, sia la difficoltà di trovare risposte. Anch'io ridico alcune cose che già le ho detto in risposta ad osservazioni da lei fatte, cioè che è chiaro che se bisogna risparmiare bisogna trovare dove "tagliare".

Quello che i sindacati contestano - e qui vorrei ricordare che si tratta di tutte le sigle sindacali del comparto sanità, quindi c'è un'unanimità di posizione e di valutazione - è il fatto che queste azioni di razionalizzazione vengono decise da un giorno all'altro dalla direzione senza che i rappresentanti dei lavoratori siano portati a conoscenza delle decisioni. Quello che contestano è il fatto che queste decisioni vengano prese senza verificare prima le conseguenze che sull'attività e proprio sulla garanzia dei livelli minimi di assistenza possono avere, tanto che in alcuni casi lo stesso Governo regionale ha dovuto fare delle deroghe, tanto che la stessa USL rispetto al 10% delle ore ridotte al personale precario infermieristico che lavorava in Geriatria ha dovuto fare un passo indietro e ridurne solo del 5%, altrimenti il reparto non stava in piedi.

Probabilmente l'elenco delle persone specializzate che ho messo fra parentesi non è il più pertinente, è vero, ma... prendiamo anche solo i logopedisti: lei dice che, su 27, 21 sono di ruolo e 6 precari, ma questi 6 precari comunque lavorano, hanno dei progetti che hanno attivato con gli anziani ed i bambini, progetti di riabilitazione e questi progetti sono interrotti! Se lei mi dice che il risparmio va fatto togliendo questo tipo di intervento riabilitativo agli anziani e ai bambini, va bene, ma che sia scritto "nero su bianco" che questa è la conseguenza della razionalizzazione!

Quello che emerge da tutta la situazione è la mancanza di una chiara programmazione, la mancanza di una definizione di dove e in che posto preciso si può andare a togliere; non è una pialla che si mette su tutti, sono tutti in piedi, si tolgono 10 centimetri a tutti e, se la va, la va! Qui non sono persone soltanto da misurare in altezza o quantità oraria, qui ci sono servizi nei conforti delle persone e questi vanno verificati e programmati! Qui ci sono 2 richieste precise che i sindacati fanno nel loro documento: uno riguarda questo tavolo di concertazione con la Regione, tavolo che apprendiamo ora l'Assessore è intenzionato ad aprire; ma c'è un'altra proposta che riguarda non solo l'Assessorato alla sanità, ma una Commissione mista sindacati-Regione, che i sindacati chiedono per elaborare un protocollo etico che metta al riparo i lavoratori atipici dalle forme più subdole di sfruttamento e che definisca un modello di contratto uniforme per ciascuna categoria, come avviene da tempo in altre Regioni.

Ripeto: c'è la richiesta che venga intrapresa dall'azienda una vera politica del personale; il personale è composto da persone razionali che capiscono benissimo le varie esigenze, se c'è un piano preciso, se vedono delle prospettive davanti a sé. È chiaro che persone che per tanti anni sono precarie... posso capire che un minimo di precariato possa servire alla flessibilità e alla possibilità che i giovani possano sperimentare nuovi lavori, ma quando il precariato diventa "cronico", nel senso che sono anni che le stesse persone sono precarie in quel posto, capisce che c'è qualcosa che non funziona nel meccanismo di gestione del personale ed è chiaro che nel momento in cui emergono difficoltà è poi difficile riuscire ad incidere in modo chiaro in tutte queste situazioni!

Credo che il problema della gestione del personale, e non solo dei medici - che anche quella è importante -, vada collocato come una delle priorità dell'azienda e ci stupisce che un'azienda non si preoccupi dell'organizzazione del proprio personale e faccia scelte che poi costringono gli operatori ad azioni di forza, di denuncia e costringano gli operatori ad intervenire per sollecitare di conseguenza azioni di rettifica da parte della stessa azienda!