Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1984 del 7 giugno 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1984/XII - Interventi finanziari in occasione del passaggio in Valle del Giro ciclistico d'Italia 2006. (Interpellanza)

Interpellanza

Vista la deliberazione di Giunta n. 1197 del 28 aprile 2006 avente per oggetto: "Approvazione dell'accordo di collaborazione tra la RCS Sport S.p.A. il Comune di La Thuile, il Comune di Aosta e la Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'organizzazione e l'arrivo nel Comune di La Thuile della 13ma tappa e la partenza dal Comune di Aosta della 14ma tappa del giro ciclistico d'Italia 2006, in programma rispettivamente il 19 e 20 maggio 2006. Impegno di spesa.";

Verificato che l'approvazione di tale accordo comporta una spesa complessiva di 180mila euro e che lo stesso prevede inoltre un'ulteriore serie di impegni e di vincoli quali: "Arredamento di locali, transenne supplementari, la fornitura di servizi municipali e della polizia locale, lavori stradali, strutture, servizi per la sicurezza e l'accoglienza del pubblico, sorvegliare le strutture RCS, procedere alla raccolta rifiuti e pulizia dei luoghi occupati dal giro d'Italia;" di vincoli quali l'impossibilità di utilizzazione economica dei diritti connessi alla manifestazione, l'impossibilità di collocare informazioni pubblicitarie nei luoghi di arrivo e partenza della manifestazione, l'impossibilità di vendere prodotti regionali nell'ambito del territorio di competenza di partenza e arrivo, l'impossibilita di far uso delle immagini del giro senza l'autorizzazione di RCS, l'impossibilità di far uso di articoli promozionali se non acquistandoli o previa approvazione di RCS, ecc.;

Verificato che in occasione della stessa manifestazione altre città hanno speso molto meno per esempio la città di Termoli: arrivo della nona tappa e partenza della decima 120mila euro; arrivo della decima tappa nella città di Peschici 120mila euro; arrivo della quattordicesima tappa nella città di Domodossola spesa prevista 25mila euro; partenza della 15 tappa da Mergozzo 15mila euro;

Constatato che da notizie degli organi di stampa alcuni dipendenti di aziende valdostane non percepiscono lo stipendio intero da mesi, che costo della vita, ticket sanitari, bollette della luce e affitti continuano ad aumentare;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Regione e l'Assessore al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti per conoscere:

1) il reale costo della manifestazione che ha interessato i due Comuni: La Thuile ed Aosta, comprensivo quindi di tutti gli accessori, servizi, opere stradali, affitto locali, acquisto arredi, ecc. sostenuti dai due Comuni e dall'Amministrazione regionale;

2) se è stato predisposto uno studio per capire se la ricaduta di tale impegno finanziario abbia portato dei benefici ai Comuni interessati e alla Regione, per esempio confrontando i dati economici e delle presenze con lo stesso periodo degli anni precedenti;

3) se non ritengano necessario invertire rotta per quanto riguarda la promozione turistica della nostra Regione legandola meno ad avvenimenti estemporanei, ma invece a politiche più serie più strategiche di promozione legate alla cultura, tradizione, ambiente della nostra Regione, ad una politica di promozione degli sport meno esasperata e più confacente ad una visione più educativa e salutare;

4) infine, quali sono le motivazioni per le quali la Regione Valle Aosta ha speso di più di altre località per lo stesso tipo di manifestazione.

F.to: Bortot - Squarzino Secondina - Venturella

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - L'interpellanza la dividerei in due parti.

La prima parte riguarda la parte finanziaria e il concetto che dovrebbe essere rivisto per quanto concerne la definizione di sport; in sostanza la prima parte riguarda l'impegno di spesa e i soldi spesi dalla Regione per l'arrivo della tappa a La Thuile e per la partenza di Aosta. Dalla ricerca effettuata abbiamo speso più soldi di quanto hanno speso altri Comuni che hanno ricevuto le tappe precedenti e in più all'esborso sotto critica è la convenzione che è stata firmata con la "RCS Sport", che definisco una convenzione capestro. Me la sono letta tutta, in pratica definiscono e ci costringono in un circuito chiuso di vincoli, dove loro sono i proprietari e sono quelli che possono autorizzare l'utilizzo del materiale che poteva essere ricavato da questa tappa, per utilizzarlo come promozione turistica della nostra Regione.

La seconda parte riguarda invece fino a che punto la Regione può ancora sponsorizzare attività che non definisco più sportive e che poco hanno a che vedere con l'utilizzo di denaro pubblico e con un risvolto etico. Vi sono le polemiche di Simoni e Basso su chi vince e non vince, i soldi che potrebbero essere scambiati per far vincere l'uno o l'altro, accuse anche implicite di "doping" per stare solo agli ultimi avvenimenti. Vi è l'ennesimo scandalo che riguarda il calcio, non solo i dirigenti, ma anche i calciatori e l'etica della Regione presupporrebbe che questi soldi dovrebbero essere spesi per l'educazione sportiva e psicofisica, quindi il presupposto è che dovrebbero essere utilizzati da un punto di vista delle categorie più svantaggiate per una diffusione dello sport dilettantistico a tutti i livelli, per la promozione dello sport. Siamo uno fra i Paesi più obesi, non solo le persone della mia età, ma anche i bambini e qui l'Assessore alla sanità potrebbe dire qualcosa in merito a bambini e studenti obesi che diventano sempre più tifosi e meno sportivi.

Non ho assolutamente la pretesa che si inizi con il sottoscritto un dibattito sullo sport: ho la pretesa che si cominci a discutere dove e a quali quantità la Regione può intervenire per sponsorizzare questo tipo di avvenimenti e l'immagine che veicoliamo nei confronti dei giovani che fanno dello sport. Ho anche dei dubbi che questo tipo di sponsorizzazioni ormai abbiano dei ritorni di tipo economico se non intasare per un giorno strade e Regioni e "chi più ne ha più ne metta".

Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Pastoret.

Pastoret (UV) - Il collega Bortot ha posto alcuni interrogativi, uno concerne il costo della manifestazione che ha interessato i Comuni di La Thuile e Aosta, comprensivo quindi di tutti gli accessori. Voi sapete che, quando ci sono queste manifestazioni, lo "chaperon" è la Regione, di solito i Comuni o non intervengono direttamente, o intervengono con quote abbastanza residuali. Fornirò quindi i costi sostenuti dall'Amministrazione regionale. I relativi importi ammontano a 150mila euro più IVA come corrispettivo forfetario corrisposto a "RCS" e 281mila euro per alcuni interventi di manutenzione e di ripristino del manto stradale lungo la strada regionale n. 39 del Col d'Arpy.

Per quanto riguarda gli interventi, va precisato che alcuni di questi, per un ammontare di 152mila euro, erano già previsti nel Piano operativo dei lavori pubblici del 2006, quindi che ci fosse il "Giro" o meno sarebbero stati effettuati; la differenza con quelli restanti rientra nella normale attività di manutenzione che i competenti servizi dell'Amministrazione effettuano al fine di assicurare un'adeguata transitabilità lungo la rete stradale regionale, la cui effettuazione è stata anticipata al fine di garantire le migliori condizioni di transito in occasione della manifestazione ricordata. Gli oneri sostenuti dai due Comuni, sede di arrivo di tappa l'uno e sede di tappa di partenza l'altro, si riferiscono al soddisfacimento degli impegni e dei compiti assunti dai medesimi in sede di stipulazione dell'accordo di collaborazione con l'organizzazione della manifestazione, cioè predisposizione delle zone di arrivo e partenza, viabilità, ordine pubblico, manifestazioni ed iniziative collaterali. Il loro ammontare a consuntivo non è ufficialmente noto all'Amministrazione regionale, né lo è per il momento. Potrò darne conto al collega, se lo ritiene opportuno, chiedendo ai Comuni di fornirmi comunicazione, cosa che non sono obbligati a fare, ma nel quadro di un rapporto di gentile collaborazione credo che potranno darlo essendo questo un dato a consuntivo. Sono però queste spese relative ad arredi urbani, manutenzione stradale, opere di protezione di ordine pubblico.

"Se è stato predisposto uno studio..." - si chiede - "... per capire se la ricaduta di tale impegno finanziario abbia portato dei benefici ai Comuni interessati e alla Regione..."; il "Giro d'Italia" rappresenta da sempre uno degli avvenimenti sportivi più seguiti a livello nazionale, i dati riguardanti le telecronache curate dalla "RAI" in occasione di questa ultima edizione confermano e rafforzano tale giudizio. Basti pensare che la tappa di La Thuile ha registrato 2.729.000 spettatori con uno "share" del 26,67%; la stessa tappa risulta essere stata la terza più seguita durante l'intero "Giro". Questi dati dovrebbero da soli evidenziare l'importanza del "Giro" come veicolo promozionale dell'immagine turistica della Regione, tenendo presente che l'organizzazione della più importante "kermesse" ciclistica nazionale per atleti professionisti assicura alle località toccate dal tracciato di gara un palcoscenico di notevole impatto mediante le riprese televisive, che se dovessimo comprare per fare promozione avrebbero dei costi ben più elevati (in particolare mi riferisco alle riprese televisive aeree).

Vi sono poi le informazioni sulle peculiarità delle regioni attraversate rese dai telecronisti, sotto questo profilo si rende necessario evidenziare una delle principali caratteristiche di questa manifestazione: quella di rappresentare una formidabile cartolina delle bellezze naturali, storiche, paesaggistiche dei territori attraversati dalla carovana. Per questi motivi il "Giro d'Italia" rappresenta fra gli eventi sportivi di assoluto rilievo una delle manifestazioni di maggiore efficacia sotto il profilo turistico-promozionale sia a livello nazionale che internazionale. Prego di credermi quando dico questo, che non è una mia affermazione, ma un'affermazione riconosciuta in modo quasi universale, prova ne è che tutte le Regioni fanno a gara per assicurarsi una tappa del "Giro d'Italia". Limitare l'analisi dei risultati conseguiti dal passaggio in Valle d'Aosta del "Giro" al solo dato riguardante il numero di spettatori che sono affluiti qui, che peraltro ammontava a diverse migliaia, con ricadute interessanti anche dal punto di vista economico, potrebbe apparire riduttiva ai fini delle valutazioni dell'effettiva ricaduta promozionale che è stata ottenuta dalla nostra Regione, in particolare dalle località interessate per le ragioni che ho detto prima.

Si chiede se non si ritiene necessario invertire rotta per quanto riguarda la promozione turistica, si è già cercato in precedenza di evidenziare che il considerare il "Giro" come una sola competizione sportiva sarebbe riduttivo e non idoneo a cogliere l'essenza della manifestazione stessa, la cui notorietà è legata agli scenari soprattutto montani in cui si sono celebrate nella storia le prestazioni dei campioni del ciclismo. Si può quindi affermare con buona certezza che il "Giro d'Italia" è soprattutto veicolo di diffusione della cultura e delle bellezze paesaggistiche dei paesi che attraversa. La capacità organizzativa assicurata in occasione delle due tappe valdostane dell'edizione di quest'anno ha contribuito a rafforzare la possibilità per la Valle di essere anche per i prossimi anni tappa del giro. Abbiamo già rivolto ad "RCS" l'invito a considerare la nostra Regione come sede di una delle tappe delle prossime edizioni e la società organizzatrice ci ha assicurato il proprio impegno al riguardo, tenuto conto degli ottimi risultati organizzativi e tecnico-sportivi di "audience" televisiva conseguiti in occasione delle tappe valdostane di quest'anno.

Voglio infine ricordare quali sono le motivazioni per le quali la Regione ha speso più di altre località per lo stesso tipo di manifestazione. I corrispettivi richiesti alle amministrazioni da "RCS" non sono soggetti ad una tariffa unica, la tariffa dipende da molti fattori e il suo ammontare è determinato di volta in volta a seguito di trattative separate con le località interessate e ciò dipende da alcuni fattori, quali: essere le città interessate alla sede di arrivo, o di partenza, o di entrambe le tappe, cosa che si è verificata per la Valle d'Aosta; i giorni della settimana in cui è collocata la tappa, assumono poi interesse particolare e si determina un valore maggiore per le tappe che si svolgono il sabato o la domenica, come è stato il caso delle due tappe valdostane; l'interesse tecnico e di conseguenza anche mediatico della tappa è un altro fattore importante e le tappe di montagna che presentino tratti potenzialmente più selettivi ne accrescono l'interesse e il conseguente valore e l'aver previsto una tappa che avesse, dopo 200 chilometri, una salita ardua come il Col San Carlo è stato elemento di forte valorizzazione. Conta poi la sosta della carovana del "Giro" nella località sede di tappa, così come si è verificato in Valle. Tutto questo concorre a determinare i costi della manifestazione.

In conclusione, il "Giro" ha queste caratteristiche; analoghe caratteristiche le presenta il "Tour de France": c'è una guerra incredibile in Francia fra le varie località per poter ospitare questa carovana ed è cosa che, se avrò tempo e modo, per il futuro mi riprometto di fare, cercando di perseguire anche l'arrivo e la presenza del "Tour de France" in questa Regione.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Sono senza parole! Sono estremamente deluso della risposta dell'Assessore, cioè per avere le strade asfaltate dobbiamo far arrivare ogni giorno una tappa del "Giro d'Italia", per avere turisti ed immagini televisive dobbiamo tornare ai ritiri di calcio e a tutto quel che ne consegue, per avviare i nostri giovani allo sport dobbiamo fargli vedere la televisione, i ciclisti e i calciatori, ma con tutto quel che ne consegue. Ho chiamato in causa anche indirettamente l'Assessore e ho proposto che si aprisse un dibattito sullo sport e l'Assessore mi ha risposto che non solo non si parlerà di sport e del suo significato, ma addirittura non basta l'arrivo del "Giro d'Italia", ma vuol far arrivare anche il "Tour de France"!

Farò pervenire una fotocopia di "Le Monde" di venerdì 2 giugno, dove in Francia sono state sequestrate dalla guardia civile 200 contenitori di sangue autotrasfuso di ciclisti, compreso Basso, non vi parlo di Armstrong, di Hamilton e di tutti quelli che non appaiono sui giornali. Penso che qui dentro non tutti abbiamo dei figli, ma tutti abbiamo rapporti con i giovani tramite la scuola o tramite i parenti. Questo è il modello di sport che vogliamo veicolare per questi giovani? L'ideologia che vogliamo veicolare è un punto di arrivo di essere a tutti i costi campioni, non importa a quale prezzo, senza fare un inventario delle rovine che lasciamo per strada? Utilizziamo i soldi pubblici per questo tipo di manifestazioni senza fare una riflessione su quello che sta diventando lo sport e su quello che stanno diventando i protagonisti dello sport, che sono i corridori, che diventano sempre più oggetti in mano a multinazionali o in mano ai diritti televisivi?

Gli spettatori di una squadra come la "Juventus", nell'anno passato, sono stati il 10%; tutto è veicolato dai diritti televisivi, non c'è nessuna coscienza di quello che si fa vedere ai giovani, anzi li si invita a guardare la televisione, invece che di praticare dello sport e tutto questo fatto con denaro pubblico, perché qui dentro non si discute mai in modo interdisciplinare! Per l'Assessore al turismo il problema è di portare la Val d'Aosta in televisione, non importa a quale prezzo! Bisognerebbe allora non fare un bilancio della tappa o delle tappe del "Giro" che sono arrivate in questi anni, proviamo a fare un bilancio di quando abbiamo fatto venire le squadre di calcio della massima divisione nella nostra Regione per 10 anni, senza parlare dell'aspetto scandalistico. Ho visto un po' di gente a Châtillon, non ho visto nessuno da nessuna parte: se questa è la promozione turistica di questa Regione, estemporanea e fine a sé stessa, legata a grandi avvenimenti che "lasciano il tempo che trovano" e intasano la Regione per un giorno, se è questa la promozione turistica che veicoliamo per portare turisti nella nostra Regione, credo che ci meritiamo solo quello che abbiamo! Allora dico che il "modello Casinò" sicuramente andrà incrementato, perché anche quello porta turismo e benessere, e perché non apriamo anche le case chiuse in Val d'Aosta...

(proteste vivacissime dai banchi del Consiglio)

... allora evitiamo! Vedo che potrei presentare un ordine del giorno su questo problema. Forse non sarebbe necessario il referendum. Sono d'accordo che si discuta amorevolmente del problema, si sorvoli anche, ma se qui dentro non si fa una riflessione sulla promozione dello sport, separandola da questi avvenimenti e legando la promozione turistica nel portare nella nostra Regione giovani che praticano sport che non siano solo gli sport maggiori, ciclismo e calcio, perché vi sono decine di altri sport...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

... non mi risulta che la Regione si sia attivata per avere degli "spot" pubblicitari sulle televisioni nazionali per questo avvenimento. La televisione è anche televisione pubblica, dovremo cominciare a prendere decisioni che riguardano l'uso che si fa di questo mezzo, almeno di quello pubblico, o noi non abbiamo niente da dire, va tutto bene così... vi sono gli Austriaci che si dopano nelle gare di fondo e i giocatori che si dopano per vincere una partita...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... non so se basta il "Viagra" a Stévenin, ha consumato troppo negli anni trascorsi...

Squarzino (fuori microfono) - ... è vergognoso che si interrompa così, un Consigliere, con battute...

Bortot (Arc-VA) - ... vorrei finire. Ripeto: vorrei che si aprisse, non importa se non si farà... comunque tornerò, spero con il collega Ottoz, in un dibattito qui dentro, sullo sport...

Ottoz (fuori microfono) - ... chiedo la parola per fatto personale...

Bortot (Arc-VA) - ... se doparsi, essere disonesti, farne di tutti i colori per diventare campioni di calcio o di ciclismo significa dire "puttanate", vuol dire che questo Consiglio non è in grado di capire cosa sta succedendo allo sport nel nostro Paese e nel resto del mondo! Può anche fregarsene, chiedo scusa se l'ho chiamata in causa, è vero, lei ha fatto anche parte del CONI, che è un organismo olimpico che ben conosciamo in questi decenni con scandali a non finire per avere l'assegnazione di un posto piuttosto che un altro! Il ragionamento allora è di ridiscutere cosa si intende per sport qui dentro, se voi non ne volete parlare, ci ritornerò sopra io; non preoccupatevi che ci tornerò sopra e "romperò le scatole" finché è necessario! Vi invito solo, al di là di quello che ho detto, a non guardare solo "la punta del mio dito", ma a provare a "guardare la luna" e a provare a riflettere cosa possono diventare i vostri figli con questi modelli sportivi che continuano ad accentuarsi di volta in volta!

Speravo che l'Assessore, rispetto a tutto quello che gli è stato chiesto, non rispondesse con uno "spot" pubblicitario, invece ha risposto con uno "spot" pubblicitario, nel senso che non ci sarà nessuna riflessione da parte del Governo regionale e sua su tutta tale problematica, ma addirittura si è già attivato per spendere altri soldi pubblici per veicolare questi tipi di sport e addirittura per incrementarli. Prendo atto, scusate se vi ho fatto perder tempo, comunque ci risentiremo.

Si dà atto che dalle ore 17,47 riassume la Presidenza il Presidente Perron.

Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Pastoret, per una precisazione.

Pastoret (UV) - Ho risposto alle questioni che lei mi ha posto nell'interrogazione, poi ne ha poste altre, qui, ma io mi sono attenuto al tema che lei mi aveva dato! La prossima volta dibatteremo sul merito di altre questioni, volentieri.

Presidente - La parola al Consigliere Ottoz, per fatto personale.

Ottoz (UV) - Chiedo scusa per aver usato la parola "puttanate", che però mi sembra sdoganata nel dibattito politico in Italia degli ultimi mesi, quindi chiedo scusa se ho trasceso, ma il discorso del collega Bortot mi sembra come quei giochi che arrivano via Internet sul computer, in cui si chiede: "vuoi guadagnare di più, sì o no?". Tu cerchi di andare sul "sì", man mano che vai sul "sì", il "sì" si sposta e tu per un'ora non riesci mai ad andargli sopra, questo è il giochetto. Non si capisce se Bortot parla di promozione turistica, di sport per i giovani, di cattivi esempi, di "doping", di scandalo del calcio che abbiamo vissuto anche qui con i ritiri, non si capisce di cosa parli, nel senso che se parla addirittura di Paese degli obesi...

Il fatto personale consiste nell'essere stato chiamato in causa proprio mentre stavo chiedendo al collega Lattanzi se, dato il tono usato, gli argomenti potevano essere ritenuti un fatto personale. Sono stato citato ed è così diventato un fatto personale. Posso allora rispondere su tutte le cose false e sbagliate che ha detto il collega Bortot o no? Diversamente mi siedo ed è finito anche il fatto personale, basta sapere se qui si può parlare o no...

Presidente - ... certo, lei replichi alle cose, le chiedo di farlo in 5 minuti...

Ottoz (UV) - ... perché se il collega Bortot può dire qualsiasi cosa e nessuno gli risponde...

Presidente - ... le ho dato la parola per fatto personale, per consentirle di rispondere... le chiedo di farlo nei 5 minuti consentiti...

Ottoz (UV) - ... da quando partono i 5 minuti? Da quando ho cominciato a parlare (perché sono già 2 minuti e 51...)? Allora gli obesi, i giovani, gli esempi: in Valle d'Aosta ci sono il triplo della media nazionale di praticanti attività sportive in modo strutturato, cioè tesserati a federazioni sportive. Domenica, alla Grande Place di Pollein, c'era una manifestazione per i giovani, dove sono venute 4.500 persone, tutte famiglie con i bambini, giornata organizzata dall'USL e dal CONI. Non ho avuto il piacere di vedere il collega Bortot, forse è capitato mentre mi ero assentato perché avevo qualche problema idraulico...

Il "Giro d'Italia" è un fatto di puro investimento sul turismo della Valle d'Aosta, non ha bisogno di "spot", perché è il "Giro d'Italia" che è lo "spot", quindi si può fare in alternativa agli "spot". Con l'uso del servizio pubblico televisivo non capisco cosa c'entri, ma mi rendo conto... a quanto siamo? (E guarda l'orologio).

Non vedo poi cosa c'entri il problema del calcio, rispetto al quale mi sono sempre dichiarato laico (e altrettanto per il ciclismo), nel momento in cui si parla di una manifestazione che serve e far vedere all'Italia, a gran parte dell'Europa e forse anche oltre, la Valle d'Aosta in televisione. Questo è lo scopo del "Giro d'Italia", che è uno spettacolo, tant'è vero che è sport professionistico e in quanto tale non ha la necessaria esplicita valenza di promozione e di educazione che il collega Bortot giustamente richiede allo sport, esigenze che sono invece nella nostra Regione gestite dalla legge n. 3/2004, di cui lo richiamo a leggersi gli articoli 1 e 2, dove sono stabiliti i principi che auspica e dove i fondi stanziati per le società sportive sono dati alle società sportive che fanno attività giovanile. Mi sembra che l'USL faccia attività e lo ha dimostrato, che la legge per portare avanti i discorsi contro il disagio giovanile, il "doping" ci sia e viene applicata, ma quando si parla di turismo si cercano anche i grandi spettacoli: una volta è "Bravo, grazie!", un'altra volta è "Miss Italia" e un'altra volta può essere il "Giro d'Italia", o altre cose.

Sul fatto che poi io personalmente possa concordare con il Consigliere Bortot sul fatto che non sia lo sport che piace a me e anche sul fatto che sia sport e non sia solo spettacolo è altra questione... ma viene fatto per promozione turistica, quando lo sento citare come sport - e tralascio il discorso del CONI - ne faccio una questione personale!

Presidente - La parola al Consigliere Bortot, per fatto personale.

Bortot (Arc-VA) - L'Assessore mi dice che ha risposto a quanto gli ho chiesto...

Al punto n. 3 è scritto: "se non ritengano necessario invertire rotta per quanto riguarda la promozione turistica della nostra Regione legandola meno ad avvenimenti estemporanei, ma invece a politiche più serie più strategiche di promozione legate alla cultura, tradizione, ambiente della nostra Regione, ad una politica di promozione degli sport meno esasperata e più confacente ad una visione più educativa e salutare". Mi risulta che l'Assessore su questo punto non abbia risposto! Ho poi precisato - non vi chiedo scusa se non so esprimermi bene - che stavo parlando di un approccio interdisciplinare e culturale, quindi non si può separare il ciclismo come viene veicolato e gli sport di esasperazione, dove le persone sono costrette a doparsi per vincere... come il modello che veicoliamo ai giovani!

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per mozione d'ordine.

Sandri (GV-DS-PSE) - Sono preoccupato e chiederei un intervento di moderazione, perché si è instaurato un principio che non credo debba essere instaurato in questo Consiglio, cioè che sulle interpellanze si intervenga "a ruota libera" anche da parte di altri Consiglieri. Penso che tornare a capire che esiste un Esecutivo, a cui si fanno le interpellanze e degli interpellanti che si dicono soddisfatti o insoddisfatti, sia ribadire una formula essenziale per il funzionamento di questo Consiglio.

Presidente - Le posso garantire che la sua preoccupazione è anche la mia, me ne farò carico nel modo più disciplinato possibile.