Oggetto del Consiglio n. 1983 del 7 giugno 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1983/XII - Situazione delle posizioni dirigenziali all'interno dell'Amministrazione regionale. (Interpellanza)
Interpellanza
Preso atto della Delibera di Giunta n. 1273 del 5 maggio 2006 con cui vengono riviste alcune strutture organizzative dirigenziali della Presidenza della Regione e di alcuni Assessorati, e in cui emergono sia cambiamenti derivanti essenzialmente dalla riorganizzazione della struttura di alcuni Assessorati sia l'eliminazione di alcune posizioni organizzative per introdurne di nuove in settori totalmente diversi;
Verificato che ad ogni cambio nella Giunta corrispondono cambiamenti, a volte radicali, nell'organizzazione dei dirigenti e che, di tanto in tanto, emergono altri cambiamenti di cui non sempre si percepisce la logica organizzativa sottesa;
Ritenendo che tale turnover, presentato per lo più come ottemperanza alla l.r. n. 45/1995, ma dettato in realtà dalla priorità data dal politico al rapporto fiduciario rispetto alle competenze, può costituire un elemento negativo per la stessa macchina organizzativa, in quanto molte volte vengono disperse professionalità consolidate e la memoria storica dei processi;
Ricordata la volontà politica più volte espressa dal Governo regionale di modificare la l.r. 45/1995, come appare anche dalla Delibera di Giunta n. 3503/2005, con cui viene affidata una consulenza per supportare il gruppo incaricato di definire le linee guida della riforma della normativa in materia di dirigenza;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione per sapere:
1) rispetto alla Delibera di Giunta n. 1273/06, per quali motivi è stato aumentato il numero complessivo delle posizioni del terzo livello dirigenziale e come mai è stata eliminata quella del Servizio Beni Archeologici;
2) quali sono le linee guida emerse finora dal gruppo incaricato della riforma della dirigenza: come, e in che tempi, se ne intende tener conto;
3) se si intende aspettare la riforma della dirigenza per procedere al rinnovo del contratto dei dirigenti del comparto unico o se si intende procedere in modo diverso e, in questo caso, in che tempi e con quali contenuti.
F.to: Squarzino Secondina - Bortot
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Per un attimo lasciamo da parte la sanità per riprenderla dopo e affrontiamo un tema che apparentemente sembra non interessare tanto come il tema della sanità, ma che ha delle ripercussioni per quanto riguarda la funzionalità dell'intera Amministrazione regionale, della macchina amministrativa. Abbiamo visto nei programmi di questa Giunta e anche nel "Governo Caveri bis" che uno dei punti del programma è la riforma dell'Amministrazione e la riforma della dirigenza, quindi c'è un'attenzione proclamata a parole sicuramente, ma è un'attenzione che noi vediamo però tradotta giorno per giorno in gesti, azioni, decisioni che ci paiono andare nella direzione opposta di quella che dovrebbe essere una riforma organica della dirigenza.
Già altre volte eravamo intervenuti su aspetti specifici della dirigenza, sulla scelta di introdurre la figura del segretario generale, sulla scelta di modificare alcune figure dirigenziali, adesso di nuovo vediamo che la Giunta regionale, invece di lavorare seriamente sulle linee di riforma dell'Amministrazione e della dirigenza in particolare, si limita di volta in volta, a seconda di esigenze che non appaiono mai come esigenze di funzionamento dell'ufficio, ma piuttosto come esigenze di realizzare con degli operatori un rapporto fiduciario... vediamo che le scelte fatte sono di intervenire su singole situazioni. L'ultimo esempio è la deliberazione n. 1273/2006 con cui vengono eliminate una serie di posizioni organizzative del secondo livello dirigenziale e poi del terzo livello dirigenziale e vengono sostituite con altre posizioni organizzative. In alcuni casi si tratta di rimodulazioni di funzioni all'interno di un Assessorato, in altri invece assistiamo alla nascita di una nuova posizione organizzativa, per cui ne vengono soppresse complessivamente 7 e ne vengono inserite 8, quindi viene inserita una nuova posizione organizzativa...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... li ho rifatti 3 volte... sto guardando quello che dice la deliberazione, vediamo poi... e anche in questa rimodulazione alcuni servizi che riteniamo importanti come il Servizio beni archeologici vengono eliminati, cioè viene eliminata la posizione organizzativa. Non vorrei che uno dei primi atti del Presidente della Regione come Assessore "ad interim" dei beni culturali sia proprio quello di sottrarre risorse professionali in settori così importanti come quello dei beni archeologici.
Da un lato, vogliamo sapere i motivi che sono alla base di questa deliberazione, ma soprattutto ci interessa capire se le volontà politiche di riforma della pubblica amministrazione e di riforma della dirigenza sono effettive e se la volontà politica di individuare un gruppo di studio per studiare le forme della dirigenza rimane ancora, che fine ha fatto questo gruppo di studio, se vi sono delle indicazioni chiare e se rispetto al rinnovo del contratto dei dirigenti si vuole aspettare l'esito di questo studio, oppure se si intende operare urgentemente e in che modo e con quali tempi.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Avant de répondre point par point aux questions soulevées par cette interpellation, je voudrais préciser une chose.
Le fait que le Gouvernement régional définisse par voie de délibération la structure organisationnelle de l'Administration régionale est un élément de la réforme - la loi de 1995 -, un assouplissement par rapport aux dispositions précédentes qui, pour ce faire, imposaient l'élaboration d'une loi. L'introduction de cette modification tient compte du fait que l'organigramme de ladite Administration ne saurait être figé et immuable, mais qu'il doit - bien au contraire - pouvoir s'adapter aux exigences qui se manifestent tour à tour et requièrent une redistribution des compétences en fonction de l'évolution de la situation.
Ce type d'évolution peut se produire aussi bien en début qu'en cours de législature, mais les changements apportés à l'organisation tendent toujours à améliorer l'exercice des fonctions administratives selon les ressources humaines disponibles et les compétences de ces dernières. C'est précisément le cas de la délibération du Gouvernement citée par les auteurs de cette interpellation. A ce propos il faut noter, par ailleurs, que le nombre de postes de dirigeant du troisième niveau n'a pas changé: il y en a toujours 67, comme auparavant. Il est vrai, par contre, que le Service des biens archéologiques a été supprimé, mais je vous rappelle que le poste de dirigeant y afférent était vacant depuis longtemps. Pour ce qui est des fonctions de la structure, elles ont été confiées à la Direction de la restauration et de la valorisation, qui d'ailleurs les exerçait déjà de fait, compte tenu de la vacance que je viens de mentionner.
Pour ce qui est de la deuxième question, les grandes orientations de cette réforme du système de direction peuvent être résumées comme suit:
- Réaffirmation de la distinction entre les fonctions d'orientation politique et les fonctions de gestion financière, technique et administrative, c'est-à-dire l'orientation politique est fixée par le Gouvernement, qui définit et contrôle les objectifs, les programmes, les projets et les orientations. La gestion financière, technique et administrative est confiée aux dirigeants qui suivent la ligne politique ainsi définie en prenant les mesures qui s'imposent, y compris les mesures discrétionnaires. Je dois dire à ce propos que nous avons lancé une réforme des procédures administratives, qui a été confiée à un groupe de travail présidé par un Professeur de l'Université de Turin, le Prof. Gallo, qui pourrait entre-temps nous donner même des suggestions pour un changement profond des instruments administratifs qui jusqu'auparavant sont à notre disposition;
- Renforcement des fonctions du coordinateur: les responsabilités du coordinateur doivent être principalement axées sur la coordination des fonctions, des secteurs et des ressources et non sur la simple gestion. Le coordinateur propose au Gouvernement la constitution des autres structures de direction et définit avec ce dernier les instruments propres à une coopération efficace, y compris lors de la phase de planification. Ses pouvoirs de supervision de l'action des dirigeants - coordination, orientation parfois spécifique en vue de l'obtention de résultats ou d'objectifs donnés, évaluation et contrôle - sont renforcés, en suivant - je le souligne à M. Fiou - une vieille question qui s'était discutée lors de la célèbre enquête sur les fonctions des dirigeants, "l'affaire Maccari" notamment, c'est-à-dire le fait que le coordinateur se trouvait dans la drôle des situations de n'avoir pas un réel pouvoir face aux autres dirigeants de sa structure;
- Accès aux postes de dirigeant: favoriser la mobilité entre la catégorie de direction et les autres organismes relevant du statut unique de la fonction publique, vérification plus approfondie, au moment du passage dans ladite catégorie, des compétences en matière de direction, compte tenu du fait que tout dirigeant peut être appelé à assumer des responsabilités d'importance variable. On peut avancer et on peut même retourner sur ses pas. Etant donné que certains postes de direction peuvent comporter des tâches hautement spécialisés, il convient de vérifier l'existence de connaissances professionnelles spécifiques;
- Attribution de mandats de dirigeant: en raison de la diversité des postes de dirigeant, à caractère administratif ou spécialisé, adopter des critères liés à une correspondance plus étroite entre l'association aptitudes/compétences professionnelles/expérience et les caractéristiques du mandat. Principe de la rotation des mandats, dans la mesure où cela n'affecte pas le bon fonctionnement des structures. De ce point de vue, moi j'ai porté dans la discussion avec le groupe de travail mon expérience au Parlement européen, où la rotation des mandats est un principe naturel à l'intérieur des responsabilités des dirigeants ou des fonctionnaires à l'intérieur des mêmes Commissions et c'est le même principe valable dans la Commission européenne, où le Directeur général doit être dans une logique de rotation après quelques années d'expérience dans un secteur. Réglementation des mécanismes de révocation des mandats de direction et, pour les cas les plus graves, de rupture du rapport de travail. Renforcement du système d'évaluation des dirigeants, de manière coordonnée et cohérente avec le renforcement du système et des instruments de contrôle stratégique et de gestion. Le problème du contrôle de gestion est un point remarquable pour améliorer le fonctionnement de notre structure administrative;
- Enfin, organisation des structures de direction: 2 niveaux de direction, et non plus 3, comme c'est actuellement le cas, l'expérience ayant démontré que le rapport hiérarchique entre le chef de service et le directeur est dépassé. Evaluation de chaque structure de direction en fonction de ses compétences et de ses responsabilités professionnelles, directionnelles et spécifiques. Définition, en dehors des postes relevant strictement de la direction, de postes hautement spécialisés, requérant des connaissances professionnelles spécifiques. Elimination de certaines tâches dont l'exécution ne nécessiterait pas la supervision d'un dirigeant et qui pourraient être confiées au personnel de catégorie "D": il s'agit de compétences qui ne requièrent pas de collaboration directe avec les organes du Gouvernement, comme la définition des aspects stratégiques des différentes activités, notamment.
Voilà donc, de manière très schématique, les indications fournies par le groupe chargé d'étudier la réforme de la catégorie de direction, qui ont déjà été exposées au Gouvernement régional, où il y a eu un débat très passionnant sur cette réforme, signe que c'est un problème qui est considéré tout à fait important par les membres du Gouvernement, et à la Présidence du Conseil permanent des collectivités locales, parce qu'avec la logique du "comparto unico" aujourd'hui certains choix doivent être pris. Par exemple on n'arrive pas à comprendre la raison pour laquelle autour de la catégorie de direction il n'y a pas suffisamment de mobilité entre les différents secteurs. A l'heure où je vous parle le groupe en question procède à la vérification des grandes orientations qu'il a définies sur la base des observations formulées à l'occasion de ces deux rencontres, en vue de la rédaction du texte définitif qui servira de base à une loi spécifique.
Enfin, pour ce qui est de la troisième question posée, le 24 mai dernier, le Conseil des collectivités locales entendu, l'ARRS a reçu les directives nécessaires à l'ouverture de négociations avec les organisations syndicales, en vue de la définition des volets tant économiques que normatifs de la convention collective des personnels appartenant aux catégories de direction et ce au titre des années 2002/2003 et 2004/2005. Je rappelle en effet que rien n'a évolué dans le cadre de ladite convention depuis 2001.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Le chiederei, Presidente, di avere questa "ébauche" di documento con queste linee, perché mi sembra uno spunto interessante di riflessione, anche se sono solo per adesso indicazioni molto generiche, sono indicati come degli obiettivi, dei punti da approfondire ma, al di là della scelta di 2 livelli dirigenziali al posto di 3, mi pare che in tutti gli altri punti siano individuati elementi nodali su cui intervenire, cosa vuol dire valutare, cosa vuol dire valorizzare, cosa vuol dire attribuire responsabilità, cosa vuol dire consentire la mobilità o facilitare la rotazione. Credo che tutti questi temi vadano approfonditi per capire la valenza che hanno rispetto all'organizzazione.
Il Presidente non ne ha parlato, è vero che non c'era una domanda precisa, ma credo che il documento che nascerà da questo gruppo di lavoro, che darà origine a un testo di legge, sarà sottoposto a una serie di verifiche di consultazioni, in modo che vi sia il consenso da parte dei diretti interessati su tale proposta. Sarà interessante capire... quando si hanno di fronte queste proposte chiare... un limite che ha avuto finora la legge n. 45, ritengo che sia un limite non tanto della legge quanto del modo con cui la legge è stata vissuta ed attuata.
Come diciamo nella premessa dell'interpellanza, molte volte abbiamo visto che le scelte del politico rispetto alla dirigenza sono state scelte dettate da priorità che non erano e non sono quelle di valorizzare le competenze, la professionalità, ma piuttosto il rapporto fiduciario. Più volte in questo Consiglio abbiamo messo in luce come una serie di dirigenti che sono stati spostati da un settore all'altro... sì, la mobilità può essere utile, ma che senso ha spostare un dirigente da un settore, dove ha una professionalità specifica, in un altro settore in cui dovrà impiegare 2 o 3 anni prima di riuscire a capire i problemi di quel settore e prima di riuscire ad essere produttivo nel medesimo.
Credo che queste tematiche vadano affrontate, perché la questione della scelta del dirigente fiduciario e a cascata di tutti gli altri fiduciari... e anche qui la scelta che in questa deliberazione viene fatta di una serie di persone che vengono assegnate a una direzione, piuttosto che a un'altra... in alcuni casi una serie di interrogativi li pone rispetto alle competenze che sono analizzate; se poi andiamo a vedere negli "skill" che sono individuati, vediamo che in alcuni requisiti richiesti c'è una tale genericità di requisiti e una tale genericità di competenze che vengono assegnate che ci si chiede se quella tal persona è stata scelta casualmente tirando a sorte o se aveva una buona sorte dalla sua parte.
