Oggetto del Consiglio n. 1982 del 7 giugno 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1982/XII - Necessità di garantire la popolazione valdostana sull'attendibilità del comportamento del Day Hospital. (Interpellanza)
Interpellanza
Ricordata la truffa espedita a carico di svariate centinaia di valdostani da parte di un truffatore francese, François Pinori, che esercitava arti sanitarie senza alcuna autorizzazione né diploma riconosciuto;
Preso atto che le parcelle delle pazienti e dei pazienti erano suddivise in una parte incassata dal Sig. François Pinori e in un'altra parte dalla Day Hospital S.r.l., struttura sanitaria autorizzata dalla Regione Valle d'Aosta;
Evidenziato che in tale caso, così come documentato da un'importante trasmissione televisiva, il Day Hospital S.r.l. non ha svolto gli opportuni accertamenti per verificare l'attendibilità delle attestazioni professionali dei propri collaboratori o comunque di chi utilizza le proprie strutture;
Ritenuto opportuno un intervento da parte dell'amministrazione regionale al fine di capire se da parte del Day Hospital S.r.l. c'è la volontà di collaborare con la sanità pubblica valdostana ed in particolare se esiste il senso di responsabilità di operare un parziale risarcimento dei danni subiti dai cittadini in questa occasione;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore alla Sanità, Salute e Politiche Sociali per conoscere quali siano le intenzioni in merito alla necessità di garantire la popolazione valdostana sull'attendibilità del comportamento del Day Hospital S.r.l., soprattutto in materia di valutazione dei titoli professionali e se non valuti opportuno richiedere alla stessa Day Hospital, il rimborso di tutte le cifre incassate dai cittadini truffati dal Sig. François Pinori.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Rimaniamo sempre in tema di sanità, però per affrontare un problema di "malasanità". È già stato trattato in questo Consesso da altri Consiglieri, però l'interpellanza che poniamo come gruppo in tale occasione è diversa, nel senso che ormai è appurato - diversamente da quanto era al momento della scorsa discussione - che il Dott. Pinori non era dottore in nessun campo dello scibile umano, cioè non aveva neanche la laurea in Scienze politiche... dalle informazioni che sono arrivate dai "mass media", in particolare dalla televisione attraverso la rubrica "Striscia la notizia" di Canale 5 del gruppo "Mediaset", si è evidenziato che questo era un truffatore che si aggirava per vari posti d'Europa - adesso pare sia finito in Romania - e che abusava con grande facilità della fiducia dei cittadini.
Si è evidenziato da queste informazioni, ma credo che potendo guardare la documentazione che avevano i cittadini in mano e che hanno presentato adesso per le questioni giudiziarie... che la "Day Hospital S.r.l." ha avuto un comportamento quanto meno superficiale nella verifica delle attestazioni, non perché egli presentasse dichiarazioni di essere stato un grande specialista formato all'estero in importantissimi centri inglesi e francesi, ma perché banalmente la carta intestata che utilizzava per le sue certificazioni non era una carta intestata che prevedeva quei banali semplici requisiti che ogni medico chirurgo sa di dover seguire per poter utilizzare una carta intestata. La cosa più banale che ho potuto constatare personalmente guardando un po' di questa documentazione è che quella normalissima "erre" che tutti i medici sanno - il recipe - per una prescrizione farmaceutica lui non l'ha mai messa, quindi bastava guardare un certificato per rendersi conto che di medico questo ne sapeva poco.
A questo punto, preso atto che la "Day Hospital" ha fatturato a tali cittadini l'utilizzo delle sue strutture, quindi i cittadini hanno pagato poniamo 100 euro al Sig. Pinori e 10 alla "Day Hospital" per l'utilizzo delle strutture, credo sarebbe interessante come gesto di disponibilità da parte di tale società di restituire ai cittadini valdostani quanto palesemente ottenuto in modo scorretto. Questo sarebbe anche un gesto che potrebbe far capire che la "Day Hospital" ha capito di aver sbagliato e che, per mantenere l'autorizzazione prevista dalla normativa regionale, fa un passo per venire incontro ai propri cittadini, altrimenti si chiede all'Assessore se non vi sia l'intenzione di prendere dei provvedimenti, perché è un episodio gravissimo di assoluta disattenzione che pone delle grosse perplessità sulla cura con cui viene gestito questo tipo di servizio. Vogliamo sapere come intende la Giunta muoversi su tale punto.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.
Fosson (UV) - Ho già risposto su questo fatto increscioso, che non fa piacere a nessuno, tanto meno ai responsabili della sanità, ai medici valdostani e a tutti gli utenti. Sottolineo ancora come i rapporti con la "Day Hospital" siano rapporti ben precisi, previsti da un'autorizzazione e come tale autorizzazione preveda la responsabilità, di questi accertamenti, del Direttore sanitario della struttura stessa. Il servizio pubblico non ha avuto nessun rapporto con il Sig. Pinori, alcune richieste dei pazienti di rimborso del trattamento fatto all'azienda non sono state accettate, ma devo dire che non ho mai però ricevuto lamentele di pazienti... che fossero venuti - mentre vengono per altre cose - a lamentarsi di un trattamento fatto dal Sig. Pinori.
È una truffa di larghe dimensioni, una truffa che è arrivata in Valle dopo essere stata effettuata in altre Regioni d'Italia, dovuta a un fatto particolare su cui indagano i Carabinieri. Il Sig. Pinori ha fatto una richiesta di riconoscimento dei titoli al Ministero nel 2002 e la risposta è arrivata solo nel 2006, in questo senso la "Day Hospital" ha fatto una denuncia per truffa al Sig. Pinori, c'è una causa in corso, ma il Sig. Pinori è scappato. Sembra veramente che "Striscia" lo abbia trovato, c'è da dire che, rispetto a quello che ha documentato "Striscia", da noi la struttura si comportava in modo diverso, nel senso che lo ha obbligato ad avere un anestesista e una strumentista. Il problema è proprio l'accertamento dei suoi titoli, può presentarsi anche il più grande specialista del mondo, ma prima di esercitare in una struttura italiana deve avere il riconoscimento dei titoli da parte del Ministero, che in questo caso non si capisce come mai dal 2002 non sia arrivato fino a febbraio 2006.
Di fronte a questa attività della Magistratura abbiamo fatto un nostro esposto; attendiamo i risultati. Cosa abbiamo fatto? Intanto una lettera di diffida alla struttura e riconfermato con una lettera a tutte le strutture quali siano i compiti e gli obblighi, verificato di nuovo le condizioni di questi centri. C'è un'inchiesta della Magistratura in corso su questo, di cui aspettiamo i risultati, e c'è anche un'inchiesta di responsabilità dell'Ordine dei medici sull'attività del Direttore sanitario che avrebbe in questo senso dovuto operare.
Sul fatto che la "Day Hospital" potrebbe muoversi per il risarcimento dei pazienti posso essere d'accordo, però aspettiamo l'esito di questa indagine della Magistratura, di cui gli aspetti non sono ancora tutti chiari.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Apprezzo particolarmente dell'intervento dell'Assessore il fatto che sia stata mandata una lettera di diffida e di avvertimento a tutte le strutture, questo è positivo perché è utile mantenere una forte pressione, perché, mentre a livello di USL queste attestazioni sono palesemente verificate dalla struttura, mi sembra che in strutture private vi sia meno prudenza. Dicevo prima che mancava il recipe, ma mancava anche la scrittura "medico chirurgo", c'era scritto: "Dott. François Pinori" e poi sotto dei titoli "school of" e cose di questo genere, ma mancava la scrittura "medico chirurgo"...
(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)
... ma nell'attestazione che dava ai pazienti non era mai scritto "medico chirurgo", perché sapeva benissimo di non esserlo, quindi bastava un'attenzione minima da parte della struttura.
Chiedo anche, non più all'Assessore, ma attraverso questa tribuna, che le osservazioni che la Giunta ha fatto, perché ha mandato una lettera di attenzione su tali temi, suggeriscano a chi di dovere di prendere atto della situazione e prendere qualche provvedimento risarcitorio. Dal punto di vista economico, non è significativo perché significa pochi euro per ciascun paziente, ma potrebbe essere un gesto che rende le cose più semplici e il modo di affrontare questo tema più consono per una soluzione positiva e una chiusura del caso senza inacerbimento della situazione. Certo è che, se non vi sono atteggiamenti corretti, alla prossima volta io, se fossi l'Amministrazione regionale, mi chiederei se non ha senso togliere tutti i convenzionamenti che con quella struttura ci sono, perché, se non mi dà garanzia su un tema, non credo che me la possa dare anche sugli altri... "una volta si perdona, la seconda si bastona" e, dato che di convenzioni con questo centro ve ne sono e per consistenti importi, credo sia il momento anche di tutelare con saggezza, ma con fermezza il diritto alla salute dei nostri concittadini.
