Oggetto del Consiglio n. 1981 del 7 giugno 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1981/XII - Accertamento della capacità lavorativa residua delle persone affette da patologia ortopedica. (Interpellanza)
Interpellanza
Preso atto che al 12 maggio u.s. erano pendenti 94 domande ai sensi della L. 104/92, in merito all'accertamento della capacità lavorativa residua negli invalidi del lavoro;
Constatato che nel corso dell'intero anno 2005 sono state sottoposte a visita 90 persone affette da patologia ortopedica, e che pertanto i tempi di attesa per le domande giacenti superano mediamente i 12 mesi;
Evidenziato che l'attestazione rilasciata da tale Commissione è sostanzialmente indispensabile per l'avviamento al lavoro nelle quote riservate per queste cittadine e questi cittadini che presentano limitazioni funzionali importanti;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
- quali azioni siano state intraprese dall'Amministrazione regionale al fine di risolvere questa situazione di disagio, ed in particolare, se sia intenzione di aumentare in modo molto sostanzioso il numero delle sedute di tale Commissione, utilizzando degli specialisti in ortopedia che si sono dichiarati disponibili, al fine di raggiungere il ragionevole obiettivo di dare una risposta entro il limite massimo di 30 giorni.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - L'interpellanza nasce da una comunicazione che mi era stata fatta gentilmente dall'Assessore Fosson sul fatto che al 12 maggio scorso, poco più di un mese fa, erano pendenti presso gli uffici regionali competenti ben 94 domande ai sensi della legge n. 104/1992 per quanto riguarda l'accertamento della capacità lavorativa residua degli invalidi del lavoro. Tenuto conto che in un anno si riescono a svolgere circa 90 domande per quanto riguarda la patologia ortopedica, che è quella prevalente, è evidente che i tempi di attesa per queste persone, che aspirano ad essere messe, grazie a tale certificato, nelle liste di collocamento speciale obbligatorio, diventano tempi di attesa molto gravi. È successo più di una volta che delle persone che avevano già la possibilità di essere assunte, non avendo questo certificato, abbiano perso la possibilità di trovare finalmente un lavoro protetto da tale normativa.
Mi è sembrato di capire che vi sia la volontà di risolvere tale situazione di disagio e credo che questo si possa fare attraverso due meccanismi: il primo, quello di aumentare i numeri delle sedute della Commissione che mi sembra siano intorno ad 8 in 15 giorni; questo sarà possibile attraverso un secondo meccanismo: quello di aumentare il numero degli specialisti in ortopedia disponibili a svolgere tale funzione. Credo sarebbe un servizio molto utile per queste persone, che già godono di un disagio per la loro ridotta capacità lavorativa, per la loro inabilità... quindi diciamo che si può condividere la necessità di dare loro un supporto, riducendo drasticamente i tempi di queste certificazioni.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.
Fosson (UV) - Sono d'accordo su tutte le analisi fatte, le soluzioni non sono purtroppo così semplici. Da sempre, nonostante si cerchi di "mettervi mano", i tempi delle Commissioni di invalidità in Valle d'Aosta e i tempi di attesa sono abbastanza lunghi. È anche abbastanza ridicolo il meccanismo per cui una persona prima deve fare una visita con la "Commissione 104", che valuta appunto l'inabilità e la situazione di handicap e poi un'ulteriore visita con la Commissione per la legge n. 68; questo è un meccanismo che ci viene imposto e su cui non si può fare molto.
Le soluzioni: siamo andati a verificare l'osservazione fatta: non dipende dall'assenza dell'ortopedico, che peraltro non è mai stato assente a nessuna di queste Commissioni. Purtroppo la Commissione deve essere composta da 3 medici, di cui il Presidente - ed è là il problema nell'aumentare le sedute della Commissione - deve essere uno specialista in medicina legale e, come è risaputo, in Valle ve ne sono molto pochi. Adesso sembra che un giovane valdostano voglia indirizzarsi verso questa specializzazione, per cui facciamo molta fatica a reperire gli specialisti di medicina legale necessari per il funzionamento delle Commissioni. Oltre a questo esperto di medicina legale che assume le funzioni di Presidente, vi sono altri 3 medici membri effettivi, di cui uno designato dall'Associazione nazionale mutilati ed invalidi civili, poi da uno specialista che finora, nel caso dell'ortopedico non è mai stato assente.
Cosa fare di fronte a una situazione di questo tipo, che abbiamo analizzato da tempo? Aumentare il numero delle sedute delle Commissioni sembra ovvio, ma abbiamo difficoltà a reperire specialisti di medicina legale, alcuni vengono da fuori Regione. Abbiamo però fatto qualcosa, per prima cosa abbiamo fatto una deliberazione del 17 febbraio 2006: "Approvazione di procedure di semplificazione per il rilascio delle certificazioni previsto dalla legge n. 104", che prevede che i soggetti ultrasessantacinquenni già riconosciuti invalidi possono ottenere una certificazione senza essere sottoposti a visita ambulatoriale. Questa è una semplificazione che abbiamo potuto introdurre; fra l'altro, abbiamo già incontrato i medici prescrittori e introdotto tale sistema che dovrebbe permetterci di fare almeno una seduta in più ogni 2 mesi.
L'altra difficoltà obiettiva della Valle d'Aosta, i dati lo dicono, è nella reiterazione delle domande; questa è un'altra cosa di cui abbiamo parlato con i medici di famiglia, la reiterazione di domande alla "Commissione 104", domande ravvicinate senza che avvenga una nuova patologia creano dei problemi di sovraffollamento. Anche in questo bisognerà agire sui medici di famiglia, perché, quando una persona ha fatto una visita, ha una percentuale di invalidità bassa e non sono intervenute altre vicende patologiche, è inutile ripetere una visita nel giro dei 6 mesi prescritti.
Infine, su sua indicazione abbiamo verificato la questione relativa all'ortopedico ma, come dicevo, non è una mancanza di ortopedici che non ha fatto funzionare la Commissione; l'ortopedico indicato aveva un'incompatibilità in quanto aveva una consulenza sull'INAIL, ma non era questo il problema, perché i medici ortopedici si sono sempre presentati alle visite. Questo sistema di accertamento delle invalidità, la complessità di tali Commissioni, la ripetitività della cosa comporterebbero un nuovo regolamento e un nuovo sistema, che però non dipende da noi e le soluzioni che abbiamo messo in atto, come quella di ricercare gli altri specialisti in medicina legale e formare delle altre Commissioni, possono solo essere dei palliativi, ma palliativi rimangono.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Non so bene se è un Governo di Centro-Destra o un Governo di Centro-Sinistra che ha deliberato questa inutile super burocratizzazione delle procedure, di certo non si può che concordare con quanto detto dall'Assessore rispetto al fatto che è veramente una sciocchezza obbligare la gente a fare due domande fotocopia, passare da due Commissioni fotocopia per una certificazione che potrebbe essere sintetizzata in una volta sola. Partendo da tale presupposto quindi non possiamo che auspicarci che il Parlamento e il Governo nazionale eliminino questa incongruenza. Dal punto di vista del che cosa fare, apprezzo che il 17 febbraio la Giunta si sia occupata degli ultrasessantacinquenni; il problema è però per quelli che sono sotto i 65 anni, che sono quelli che devono essere avviati al lavoro e che hanno il problema, quindi ci troviamo in una situazione di stallo.
Mi permetto solo due osservazioni: la prima è che sicuramente vi sono degli ortopedici disponibili, così come ci sono dei medici legali disponibili; bisogna andare a cercarli fra quelli che sono in pensione dall'attività attiva di dipendenti dell'USL o di specialisti ambulatoriali, ma in Valle d'Aosta ve ne sono, alcuni hanno anche rivestito importanti incarichi primariali nella struttura pubblica, quindi sono all'altezza per svolgere questi compiti. Spero che l'Assessore faccia ancora un tentativo per aumentare il numero delle Commissioni, sfruttando la disponibilità e ricercandola con pazienza e determinazione. La seconda cosa è al margine di tale interpellanza, ma è importante riconoscere che queste 90 persone che più o meno all'anno fanno domanda per essere avviati a tale lavoro oggi si trovano di fronte a un muro successivo: quello che gli enti pubblici, in particolare l'Amministrazione regionale, si attengono fin troppo scrupolosamente ai limiti per le assunzioni. Credo che una riflessione sul fatto che gli enti pubblici diano una mano affinché vi sia un avviamento almeno parziale di questi lavoratori... perché, se ci si attiene ai limiti minimi che sono stati dati recentemente dalle leggi nazionali, qui in Regione di invalidi non ne assumiamo più per altri 15 anni.
