Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1949 del 24 maggio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1949/XII - Rafforzamento del ruolo della Regione nel campo delle infrastrutture autostradali. (Interpellanza)

Interpellanza

Ricordato il progetto di acquisizione del Gruppo Autostrade S.p.A. da parte della Società spagnola Abertis, attraverso l'incorporazione in quest'ultima della società italiana che fa riferimento al gruppo Benetton;

Evidenziato che la Società Autostrade è proprietaria della maggioranza del capitale della RAV S.p.A., che ha in concessione il tratto autostradale Aosta-Courmayeur, e della Società Italiana del Traforo del Monte Bianco, che gestisce l'omonima struttura;

Venuto a conoscenza che anche il gruppo Gavio, attraverso le parole del Presidente della Sias, Rinasco, è intenzionato ad entrare nell'operazione italo/spagnola. Tale intenzione è rilevante perché la SAV, che gestisce la tratta Aosta-Quincinetto è di proprietà a maggioranza del capitale del gruppo di Tortona, così come lo è una rilevante quota di minoranza della SITRASB, che ha in concessione il Traforo del Gran San Bernardo;

Sottolineato che è ampiamente condivisa dalle forze politiche regionali e dalla popolazione la necessità di un controllo pubblico regionale sulle infrastrutture stradali, che giocano un ruolo così rilevante di connessione con le Regioni transalpine e con il restante territorio nazionale;

Constatato inoltre che in questi ultimi anni da parte delle società concessionarie non a maggioranza regionale si sono avuti più aumenti tariffari, che rispetto dei piani e dei tempi di investimento, nonché inerzie nell'accogliere proposte dell'Amministrazione regionale, come le barriere antirumore o gli abbonamenti per i residenti o la detariffazione della tratta peri-urbana di Aosta, con pesanti ripercussioni sull'efficienza e sulla competitività del nostro sistema, oltre che sulle tasche dei cittadini;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

L'Assessore competente e la Giunta per sapere:

- quali siano le intenzioni per evitare l'ulteriore evanescenza degli interlocutori delle infrastrutture autostradali e per raggiungere una reale autonomia in questo settore, che non può non passare se non da un rafforzamento del ruolo regionale.

F.to: Sandri - Ferraris - Fiou - Fontana Carmela

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Devo dire che è con una certa emozione che prendo la parola su un'interpellanza, perché è da molto tempo che il nostro gruppo non si trovava a svolgere questo ruolo e, in qualche modo, per me è una soddisfazione, perché credo che l'apertura di una riflessione sul tema da questa parte del tavolo è un segnale di una sana democrazia, in cui esiste l'alternanza di posizioni. Spero ovviamente di svolgere al meglio questo compito.

Rapidamente, questa interpellanza cerca di porre l'attenzione alla necessità per la nostra Regione autonoma di meglio coordinare i propri interventi in questo settore; a livello europeo si stanno formando delle grosse concentrazioni, una in particolare interessa direttamente il nostro territorio ed è quella dell'acquisizione da parte del "gruppo Abertis" spagnolo della "Società Autostrade". Questo comporta, a catena ovviamente, l'acquisizione da parte della società di Barcellona delle quote di maggioranza del "Traforo del Monte Bianco" e della "RAV". A questo si associano poi ovviamente preoccupazioni legate al fatto che già adesso era difficile nella nostra Regione controllare che queste società concessionarie svolgessero gli investimenti per cui avevano ottenuto le proroghe delle concessioni; mi chiedo, quando il partner con cui dovremo trattare sarà ancora più lontano ed evanescente rispetto alla nostra realtà, quali metodi dovremo mettere in piedi per riuscire ad ottenere dei risultati positivi per la nostra Regione!

Credo che non sia da dimenticare, proprio per la necessità di fare una riflessione approfondita, che per quanto riguarda la "RAV", è vero che non siamo titolari del 51%, ma del 49% della società, ma abbiamo anche messo tanti soldi con delle azioni privilegiate, che adesso rischiano di essere "carta" e non "forza economica" su cui condizionare questo tipo di investimenti. L'interpellanza ovviamente cerca di capire dal Governo regionale quali sono le intenzioni, per evitare che uno scarso coordinamento a livello del nostro territorio fra le varie partecipazioni che abbiamo non consenta di giocare un ruolo determinante nell'effettuare le scelte in questo settore.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Devo ringraziare il Consigliere Sandri per aver portato alla discussione del Consiglio un tema che credo meriti di essere affrontato con molta serenità. È chiaro che adesso non entro in valutazioni di tipo politico, perché mi pare che l'alternanza, come altri concetti, siano un buon segnale di una democrazia in salute. Ovviamente l'alternanza non deve essere confusa con il fatto di essere ondivaghi, che è un concetto diverso.

Nel porre una serie di premesse che possiamo scorrere assieme, probabilmente sono sfuggiti alcuni aspetti, che sono comunque marginali, cioè parliamo della maggioranza del capitale della "RAV", ma la "RAV" non è di proprietà di "Autostrade", perché la quota di maggioranza della "RAV" è del "Traforo del Monte Bianco"; quindi il discorso che viene fatto merita di essere visto con una certa oggettività, e mi spiego.

Rispetto all'interpellanza ho cercato di approfondire un po' di più il "progetto" - come correttamente viene chiamato - e se qualcuno ha avuto modo di verificare le ultime notizie ieri sera, il nuovo Ministro Di Pietro chiede al "gruppo Autostrade" di soprassedere ai momenti deliberativi rispetto alla fusione fra "Abertis" e il "gruppo Autostrade", quindi stiamo parlando di un progetto che non conosco, che credo sia all'attenzione degli organi societari e, se del caso, degli organi concedenti "ANAS" piuttosto che Ministero, ma che in sostanza prevedono un'integrazione di un gruppo italiano con un gruppo spagnolo.

Questa fusione non ha alcun tipo di implicazione dal punto di vista societario per quanto attiene i nostri riferimenti. Come dicevo, la "RAV" è partecipata dal "Traforo del Monte Bianco", il "Traforo del Monte Bianco" è partecipato da "Autostrade per l'Italia", la quale diventerà, nell'ambito del progetto, la società di riferimento per direzione e coordinamento, quindi questa società sarà una società di diritto italiano con una maggioranza di amministratori italiani; di conseguenza non ci sarà alcun interlocutore spagnolo, ma rimarrà nell'ambito delle attività un interlocutore italiano, così come nell'ambito della fusione tutte le società spagnole rimarranno delle società con amministratori e con rappresentanti che sono di questo tipo.

Quello che voglio dire è che rispetto a questo argomento possiamo guardare una serie di scenari e guardare anche i commenti. Non sarà sfuggito al collega Sandri il dibattito che si sviluppa a livello italiano, il più autorevole esponente dei "DS", Onorevole D'Alema, ha avuto modo di dare dei giudizi positivi rispetto a questo problema. D'Alema dice infatti su "Il Corriere della Sera": "Nessun timore per la fusione". Abbiamo invece altri esponenti della "Margherita", fra questi Enrico Letta, che ha dei timori. Dal punto di vista strategico, il Consigliere Sandri rappresenta un'ipotesi che mi permette di sedermi attorno a un tavolo con il Governo, con le forze di maggioranza, con tutto il Consiglio, perché qua non credo che si debba limitare la discussione per valutare cosa vogliamo fare!

In realtà possiamo fare di tutto, anche perché quando fu costituita la "RAV", venne stipulato un patto parasociale di "ITALSTAT", che era una società pubblica, e il Governo D'Alema - ecco perché credo D'Alema si esprima in questi termini, ma credo abbia un significato anche per voi - fu quello che privatizzò le autostrade; per cui noi, come Regione, a suo tempo stipulammo dei patti parasociali con "ITALSTAT" e il Governo D'Alema propose la privatizzazione dell'autostrada, quindi noi, anziché un interlocutore pubblico, ci trovammo un interlocutore privato. Con questo voglio dire che il nostro patto parasociale in "RAV" ci dà la possibilità, se ci dovessero essere degli stravolgimenti, di esercitare un'opzione, perché noi, nell'ambito del patto parasociale, abbiamo la possibilità per ciascuna delle parti di esercitare il diritto di prelazione in caso di vendita. Se questo fosse l'indirizzo, possiamo metterci attorno ad un tavolo e cercare di trattare con il nostro interlocutore.

Il discorso si pone in modo diverso, ma potrebbe essere parallelo, con l'altra tratta autostradale che è quella della "SAV", dove il gruppo in questione non è il "gruppo Autostrade", non è il gruppo riconducibile a Benetton, ma al gruppo della Torino-Milano, il "gruppo Gavio": lì, anche se dovessimo avere certi intendimenti, potremmo immaginare di aprire una trattativa. È chiaro che oggi come oggi bisogna fare dei ragionamenti molto importanti, perché rispetto a questa strategia dovremmo avere tante risorse a disposizione; quindi, rispetto a queste attività particolarmente impegnative, credo che si possa lavorare per gradi. Abbiamo già proposto di creare anche a livello gestionale operativo un coordinamento che utilizzi anche queste nuove tecnologie per creare, insieme al Presidente e al collega della viabilità, un raccordo per gestire correttamente la viabilità. E questa è un'attività operativa che poi potrebbe darci delle soluzioni rispetto a delle criticità che via via possono emergere sia sulle tratte autostradali sia nei tunnel.

Il vero punto dell'interpellanza: "quali sono le intenzioni per evitare l'ulteriore evanescenza"... concluderei dicendo che gli interlocutori non cambiano; nel momento in cui c'è questo tipo di scelta a livello di "holding", noi abbiamo un nuovo soggetto a livello di "holding", ma a livello di società che fa un coordinamento e controllo, rimane una società italiana che è "Autostrade per l'Italia", che è totalmente di diritto italiano e non ha conseguenze per i nostri rapporti. Per quanto attiene la possibilità di iniziare un discorso con questi nostri interlocutori, per acquisirne la proprietà o per modificare i patti parasociali, anche questo è possibile.

Faccio ancora una sottolineatura che ha delle sfumature diverse: per quanto attiene la "RAV", dice, ci sono stati aumenti tariffari, ma gli aumenti tariffari sono stati al di sotto dell'inflazione programmata, per il 2006 è 0,76% per la "RAV", quindi ci sono delle situazioni che per quanto attiene il tratto "RAV" non credo abbiano rappresentato finora dei grossi problemi. Aggiungo che dal punto di vista ambientale il tratto "RAV" si sviluppa per quasi l'80% in galleria; ci sono alcune richieste, come quella del Comune di Villeneuve, per avere la valutazione su eventuali rilevazioni fonometriche e delle barriere. Del tratto "SAV" abbiamo avuto modo di parlarne più volte, quindi nell'ambito dell'interpellanza ci sono già state delle risposte; ricordo a tutti che la "SAV" fu impegnata nel costruire il Tunnel di Sorreley, fu impegnata da piani passati di sistemazione della viabilità e quindi ha avuto questi aumenti approvati dall'ente concedente.

Credo che la Regione debba essere molto vigile, molto attenta, affinché tutte le cose vengano fatte nel rispetto e negli interessi della comunità locale; se il Consiglio ritiene di dare degli indirizzi per acquisire la maggioranza delle società che sono concessionarie di tratte autostradali, credo che sia un discorso possibile, bisogna solo accantonare delle importanti risorse per poter acquisire le quote azionarie.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Sono veramente stupito di scoprire una "vena d'alemiana" nell'Assessore alle finanze, ma se questo ha tentato di farlo per rendersi un po' più simpatico ai miei occhi, si sarà perso il fatto che, essendo io un "mussiniano del correntone", ha toppato completamente!

Tornando alle cose serie dell'interpellanza, sono parzialmente soddisfatto, perché mi sembra che questa disponibilità più volte espressa dall'Assessore di un confronto consiliare sulle prospettive in questo settore sia molto apprezzabile. Riparto anch'io però da "Il Corriere della Sera", quando sul problema delle privatizzazioni riflette che le privatizzazioni previste da D'Alema e dal Centro-Sinistra dovevano andare a costituire delle nuove e importanti capacità manageriali nel nostro Paese. Credo che l'esperienza di Benetton, che si è preso tutte le privatizzazioni possibili e immaginabili e poi se le sta vendendo a pezzettini da buon finanziere, non abbia fatto crescere una classe imprenditoriale a livello nazionale e la questione di "Autostrade", per quanto possa avere avuto ultimamente dei rinvii, lo dimostra ampiamente!

Noi, però, dobbiamo pensare alla Valle d'Aosta e quindi dobbiamo tener conto di alcuni dati fondamentali. Certamente queste opzioni sono cose interessanti, ma io sposterei l'attenzione su altre questioni. Non si capisce perché sul nostro territorio, in cui teoricamente tutto ciò che è demaniale dovrebbe essere della Regione, non possiamo "mettere il naso" su chi dà le concessioni, su come si danno le concessioni e soprattutto sulle proroghe delle concessioni, perché il problema delle tariffe non è legato all'"ISTAT", ma è legato anche agli investimenti che avrebbero dovuto essere fatti e che, per stessa ammissione delle società concedenti, spesso non sono stati fatti. Non vorrei ricordare in questo consesso se non il problema delle barriere antirumore e altre cose del genere. Questi chiedono i soldi, se li incassano, però pagano molto poco, perché non fanno gli investimenti; allora mi chiedo se non ha senso a questo punto, tutti insieme, sederci attorno a un tavolo e cominciare a trovare delle soluzioni per svolgere un ruolo più attivo in questo settore!

Faccio solo due piccole ipotesi. La prima è quella di coordinare queste quote, non solo dal punto di vista operativo, ma anche da un punto di vista strutturale; perché "SITRASB", in cui noi abbiamo un'ampia maggioranza, non può diventare il riferimento di tutto il settore? Certo, perderemo qualche posto di sottogoverno, nessun problema; però significa che in "RAV", in "SAV", nel "Traforo del Monte Bianco" il punto di riferimento è unico: è di una società che gestisce nell'interesse della Regione tutto il sistema strutturale e può considerare di fare una politica di coordinamento. Seconda ipotesi: ci sono, in queste società - in particolare nel "Traforo del Monte Bianco" - altri enti locali ed enti pubblici con cui si possono stringere delle alleanze e qualcosa di più: parlo della città di Ginevra e del Cantone di Ginevra e non solo di questi. Credo che si debbano fare dei passi in avanti, perché la globalizzazione va avanti ed è meglio che ci prepariamo a questo.

Termino con un'ultima battuta sull'alternanza: credo che valga per tutti, l'alternanza!