Oggetto del Consiglio n. 1908 del 10 maggio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1908/XII - Criteri di utilizzazione del personale della Direzione sanitaria dell'USL. (Interpellanza)
Interpellanza
Preso atto dei documenti con cui recentemente il sindacato del comparto sanità della Cgil denuncia comportamenti per lo meno discutibili assunti dall'attuale Direzione sanitaria dell'USL, per cui, da una parte si riducono ore al personale a diverso titolo incaricato, creando difficoltà di funzionamento in diversi reparti e, dall'altra, si trovano risorse per ristrutturare uffici della Direzione;
Considerato che, in un periodo di carenza di risorse, sarebbe più importante utilizzare tali risorse per garantire il servizio, piuttosto che per continuare a ristrutturare locali adibiti ad uffici;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) se è a conoscenza dei fatti denunciati dal sindacato e quale valutazione ne dà;
2) se, e come, intende intervenire perché scelte più oculate siano fatte dalla Direzione sanitaria.
F.to: Squarzino Secondina
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Do per illustrata l'interpellanza, nel senso che non c'è bisogno di illustrarla in quanto si fa riferimento a tutta una serie di notizie che sono apparse in modo chiaro sui giornali, per cui gli elementi li abbiamo tutti.
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.
Fosson (UV) - Già altre volte dicevo che forse non è sufficiente basarsi su quanto è scritto nei giornali, ma fare degli altri approfondimenti. Cercherò comunque di fornire delle notizie ulteriori su questo argomento. Intanto una precisazione che ormai è accettata da tutti. È necessario un contenimento della spesa in sanità, che è già assodato nelle altre Regioni; i patti di stabilità sono già stati accettati in passato. Siamo in una situazione di vantaggio nel senso che è l'unica ASL di Italia in cui il finanziamento è aumentato del 3,5% nel bilancio di quest'anno, le altre ASL avevano mantenuto le spese in pareggio. Certo che, rispetto alla crescita della spesa degli anni passati del 5-6%, questo vuol dire un contenimento della spesa anche per la nostra realtà. Dico 3,5%, ma si stia attenti che su questo la tecnologia è aumentata di costi... quindi la necessità di un contenimento della spesa penso debba essere alla base di un corretto ragionamento di tutti. A questo si aggiunge la situazione - a cui pensavamo di poter derogare - della legge finanziaria di quest'anno che fissa un contenimento della spesa di parte corrente, un Patto di stabilità che noi, come le altre Regioni a Statuto speciale, pensiamo non sia corretto applicare nella nostra realtà e per cui aspettiamo una deroga, avendo fornito delle motivazioni del perché di questa deroga (un unico ospedale, una sanità finanziata da noi, una sanità di montagna). Risposta che ad oggi non è ancora pervenuta, nonostante diverse comunicazioni e tutta l'attività portata avanti dall'Assessorato del bilancio con tutte le possibilità. Patto di stabilità e contratti su cui noi ieri a Roma abbiamo discusso con il Direttore generale dell'"ARAN", questo per attestare il fatto che non stiamo fermi ad aspettare. In questo contenimento della spesa abbiamo accantonato le somme dei contratti non ancora siglati, che dovrebbero essere siglati nel corso di quest'anno per i dipendenti e questo non è da poco se si pensa che altre Regioni hanno dovuto aprire dei mutui per questo. Il contenimento della spesa non deve diminuire la qualità dell'assistenza, ma la spesa deve essere contenuta in diversi settori e su questo forse la comunicazione non è stata corretta, perché il contenimento della spesa non è stato solo nelle categorie di lavoratori a tempo determinato. Bisogna tener conto anche di un altro discorso, ovvero che da noi i lavoratori a tempo determinato, più del 10%, sono pensionati richiamati in servizio per una professionalità che avevano, quindi più del 10% sono infermiere generiche già in pensione, ma che sono state richiamate. Non solo, il contenimento della spesa è stato previsto pesantemente nei confronti della classe medica, dal mese di marzo di quest'anno non è più finanziata l'attività in libera professione. Abbiamo mantenuto quanto è applicato dal contratto nazionale, non accettato dalla categoria medica e da alcuni servizi, che l'ora aggiuntiva viene pagata non più a prestazione, ma è di 60 €; quindi dei grossi tagli per il contenimento della spesa su tutto l'apparato. Quando si affronta questo problema con un po' di correttezza bisogna anche verificare che ci sono i margini per contenere la spesa, perché, se si osserva quanto è successo l'altro giorno nell'obitorio di Aosta in cui il necroforo ha deciso di chiudere un servizio così importante di fronte ad un disguido, cioè l'impresa delle pulizie non è venuta quel giorno a pulire... si è chiuso l'obitorio, perché i necrofori, che hanno avuto un aumento di un'unità negli ultimi 6 mesi, che hanno avuto un coordinamento, non erano disponibili a svolgere le normali attività di pulizia. Credo che, se avessero telefonato a me o a qualcuno di voi, saremmo stati disponibili ad andare a fare questo servizio. Forse un'elasticità maggiore nell'ottica del contenimento della spesa è necessaria.
Terzo punto: il problema del precariato, dei contratti a termine. Qui non si può "puntare il dito" verso l'azienda sanitaria, direi che il problema del precariato è di tutta Italia. Il 1° maggio è stato definito San Precariato, nel senso che ormai è un problema che deve essere risolto in tutta Italia, si sta parlando di modificazione legislativa, credo anch'io che, quando il contratto a termine viene ripetuto per diversi anni, questi devono essere passati ai contratti a tempo indeterminato, soprattutto dove una professionalità è importante come quella della ASL. Se si passa a un rapporto a tempo determinato, dei 270 precari che ci sono in questo momento - di cui più del 10% sono pensionati - se ne potrebbero assumere solo una piccola parte, gli altri sarebbero senza lavoro. Su questo bisogna essere corretti e bisogna dirlo.
Ultima cosa: mi permetto di dire che bisognerebbe essere corretti soprattutto chi fa il Consigliere regionale da diverso tempo, perché non si possono mischiare gli investimenti in parte corrente con gli investimenti in quota capitale, perché sono due cose del tutto diverse. Non si può dire: "risparmiamo sugli investimenti e diamo...", perché è confondere le carote con le patate, cioè essere strumentali. Capisco che i sindacati su questo possano muovere delle obiezioni e dire si poteva risparmiare da un lato per investire dall'altro, ma questo è strumentale. Chi fa politica da tanti anni deve essere corretto e deve dire che la finanziaria prevede un taglio della spesa corrente, non prevede una limitazione della quota di investimenti, anzi, se si legge bene la finanziaria, si capisce che, quando aumenta la spesa in conto capitale, è concessa una maggiore spesa di parte corrente; quindi mischiare gli investimenti in strutture con gli investimenti per il personale si può fare, ma non è corretto. Se si parla poi di continui investimenti nella sede dell'ASL... devo dire che non lo sapevo, cioè è nella libertà di gestione dell'USL, non si può parlare però di continui interventi quando dal 2000 non era più stato fatto nessun intervento su quel palazzo. Questo se si vuole essere corretti, se si vuole fare speculazione, uno ha vinto le elezioni politiche e allora può dire qualsiasi cosa, anche le cose ingiuste. Le cose rimangono sempre ingiuste e scorrette, se si confonde la spesa corrente con la spesa in conto capitale si fa della demagogia, ma si fa un'azione scorretta. Dicevo che dal 2000 in poi non sono più stati fatti lavori di manutenzione su questo palazzo; che vengano fatti adesso in minima parte, è l'1,5% del finanziamento fatto in questi ultimi 3 anni, può essere non opportuno - non lo sapevo -, ma vengono fatti per mettere a norma delle sedi che vengono utilizzate da tutti e che non sono più a norma. Il luogo dove si trasferiscono è una sede non idonea, dove staranno per 3 mesi non in una situazione agiata. Ripeto: può essere una scelta inopportuna che non conoscevo, ma confondere le due cose mi sembra non corretto, così come per i parcheggi è stata messa in atto una convenzione con il nuovo parcheggio per tutti i dipendenti dell'azienda affinché abbiano più opportunità per andare al lavoro in modo corretto.
Termino dicendo che su queste cose si può essere scorretti, si può non tener conto che bisogna contenere la spesa, che comunque lo vogliamo fare mantenendo la qualità dell'assistenza, che comunque è fra le assistenze sanitarie più elevate esistenti in Italia e la collega Squarzino, che spesso porta i suoi parenti ad operare in altre sedi, avrà verificato che nelle altre sedi l'assistenza sanitaria non è come quella della Valle d'Aosta.
Infine, quando si parla di sindacati, è vero la polemica è stata sollevata dai sindacati, ma per la prima volta solo da una sigla sindacale, le altre sigle si sono astenute da questa che è una polemica non costruttiva. Concludo dicendo che ho incontrato su questo tema i sindacati una settimana fa, in attesa di una definizione del Patto di stabilità si è giunti ad un compromesso, a condividere comunque questo percorso che dovrà portare ad un contenimento della spesa in tutti i settori, ma che è necessario per contenere la spesa e queste "espressioni" di non disponibilità, come è stata quella dell'obitorio e che, per fortuna, è stata stigmatizzata da tutti i sindacati.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Vorrei distinguere qui alcune affermazioni personali da tutto il contenuto, non pensavo che l'Assessore si preoccupasse della salute dei miei familiari, lo ringrazio per questa attenzione. Vorrei distinguere due aspetti in tale iniziativa: quello più importante riguarda sicuramente la questione della riduzione del 10% in modo indiscriminato a circa le 270 persone che hanno un rapporto a tempo determinato di vario tipo (consulenza, ex co.co.co, eccetera). Mi sembra che, rispetto al contenimento della spesa in sanità, questo credo sia un tema su cui tutti concordiamo come necessità. Sappiamo che c'è la "spada di Damocle" del Patto di stabilità, che però non rientra in questo momento... a quanto risulta... dalle dichiarazioni fatte dal Direttore generale, il quale dice: "sì, c'è il problema del Patto di stabilità, però siamo tuttora in attesa di conoscerlo, qualora da tale trattativa emergesse la necessità di praticare delle riduzioni di spesa le stesse sarebbero ripartite su altre voci di costo e non solo sul personale, nell'ottica di garantire adeguati livelli di qualità dell'assistenza, mentre la riduzione del 10% a tutto il personale precario è dettata dalla necessità di riallineare i dati di programmazione del 2006 al consuntivo 2005" e questo non collegato al Patto di stabilità, ma a una scelta di contenimento della spesa.
Cosa contestiamo? Contestiamo un atteggiamento che più volte in quest'aula abbiamo sottolineato, tanto che lei in conclusione ha detto: "abbiamo incontrato i sindacati e abbiamo individuato un percorso da condividere..." e ha aggiunto: "... probabilmente c'è stato un difetto di comunicazione". Quello che noi sottolineiamo è che in questi anni più volte il nostro gruppo ha sollevato la questione, tant'è vero che anche in Commissione è stato sollevato il problema dei rapporti della Direzione dell'USL con le organizzazioni sindacali. Qui c'è qualcosa che non funziona, non riescono a parlare, non riescono a condividere un percorso. Prendo atto con piacere che l'Assessore sia intervenuto affinché questo percorso sia ridefinito e concordato, ma che ogni volta l'Assessore debba intervenire per chiamare i vertici dell'azienda ad un corretto comportamento con i sindacati mi sembra un dato che diventa meritorio per l'Assessore, ma non per l'azienda, che ha sempre bisogno del politico che intervenga per richiamarla all'attenzione che deve avere per chi rappresenta il personale. Questo è quanto sottolineiamo, non solo. Credo che emerga anche un altro elemento da tale vicenda: nel momento in cui si vuole contenere la spesa, bisogna farlo secondo un criterio di efficienza, non in modo automatico per tutti, senza vedere le conseguenze di tale contenimento, perché se l'azienda dice: "noi togliamo il 10% delle ore a tutta questa tipologia di personale", senza chiedersi dove lavora, poi si rende conto, ad esempio, che una parte di questo personale è infermieristico, è in settori in cui il personale a tempo determinato ha consentito di poter svolgere il lavoro, che altrimenti non poteva essere volto, di poter garantire la sostituzione per le ferie, di poter anche venire incontro a situazioni di maggior difficoltà di un reparto rispetto all'altro.Tutte queste motivazioni, che hanno dettato l'assunzione di una parte di personale a tempo determinato, non scompaiono diminuendo le ore di lavoro, perché in alcuni settori, in Geriatria ad esempio, dove per il settore infermieristico è preponderante quello a contratto, se diminuiamo le ore di questo personale, dovremo comunque colmare in modo diverso le ore che non sono coperte. Quello che ci sembra sia mancato è una programmazione del modo con cui contenere la spesa e delle conseguenze che queste possono avere, altrimenti è facile, si taglia e poi quel che capita capita.
Rispetto alla seconda parte dell'interpellanza, è chiaro che sappiamo distinguere le spese correnti da quelle di investimento, è chiaro però che qui c'è stata una scelta da parte della direzione sulla tipologia di investimento da fare. È una libertà di scelta, ciascuno è libero di fare quello che vuole nella sua gestione, però ciascuno è anche libero di esprimere un parere su queste scelte e io ho sentito con attenzione l'espressione usata dall'Assessore, che diceva: "forse non era opportuno". Noi vogliamo sottolineare che forse nel momento in cui dice: "dobbiamo togliere denari per pagare il personale" certo che devo fare investimenti utili e produttivi che servono a migliorare l'efficienza di tutto il lavoro della sanità, ma migliorare il funzionamento di uffici è più difficile da capire per il personale che si vede molte volte a dover lavorare in ambienti in cui ci sono delle difficoltà oggettive e in cui vede diminuita anche la sua possibilità di impegno. Questo volevo dire, Assessore, senza voler fare nessuna demagogia e senza voler alzare cortine di "fumo" su alcune situazioni. Per una volta tanto siamo concordi nell'esprimere che non era forse opportuno fare quel tipo di investimento in questo momento.
