Oggetto del Consiglio n. 1907 del 10 maggio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1907/XII - Attività di collaborazione tra la Regione e l'azienda Centro colture sperimentali di Quart. (Interpellanza)
Interpellanza
Appreso che mercoledì 12 aprile a Torino, presso il centro "Environment Park", l' azienda CCS (Centro Colture Sperimentali), con sede in Quart, ha depositato il brevetto internazionale sulla salubrità degli alimenti: "Uso di consorzi microbiologici della rizosfera per l'eliminazione di inquinanti, diminuzione delle micotossine e dei nitrati ed incremento degli anti-ossidanti in prodotti agricoli";
Constatato che il deposito di tale brevetto è il frutto di anni di ricerca e collaborazione tra l'azienda sopraccitata, il CNR (Istituto di Fisiologia di Pisa), la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) e la Federconsumatori;
Appreso che le nuove conoscenze maturate permetteranno "l'aumento di sostanze antiossidanti nei prodotti alimentari, l'eliminazione delle sostanze cancerogene presenti nei terreni agrari evitando il loro ingresso nella filiera alimentare, la diminuzione della quantità dei nitrati nei prodotti alimentari, e l'aumento della qualità del prodotto per incremento di proteine, glutine e unità foraggiera;
Verificato che alla presentazione del brevetto erano presenti le seguenti istituzioni ed enti: il Presidente Commissione Agricoltura della Regione Piemonte, Assessorato Ambiente Regione Piemonte, della Città e della Provincia di Torino, il Presidente della Camera di Commercio di Torino, Ricercatori del CNR, il Presidente Provinciale della CIA, il Presidente Federconsumatori Piemonte, un rappresentante di "Slow Food", il Direttore scientifico del Centro Colture Sperimentali Valle Aosta, nonché gli organi di stampa;
A conoscenza che l'invito a partecipare alla presentazione del brevetto era esteso anche all'Assessorato Agricoltura regionale e che al sottoscritto è risultato che né l'Assessore, né i Dirigenti o i Funzionari fossero presenti all'importante avvenimento;
Ritenuto spiacevole se non inammissibile l'assenza di un qualsiasi rappresentante dell'Amministrazione regionale;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) se si conosce l'esistenza di questa azienda nella nostra Regione, del lavoro di ricerca e sperimentazione che svolge e, in caso affermativo, quali sono i rapporti instaurati;
2) in caso negativo quali iniziative e quali rapporti di collaborazione si intendono intraprendere;
3) se si ha la percezione di cosa potrebbe significare per alcuni comparti della nostra agricoltura poter collaborare ed utilizzare il brevetto presentato a Torino;
4) se intende inoltre intervenire per promuovere rapporti di collaborazione tra questa azienda, l'Assessorato, l'Institut Agricole, ed altre aziende agricole interessate allo sviluppo del comparto.
F.to: Bortot
Président - Est-ce qu'il y a besoin d'illustration?
La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.
Isabellon (UV) - In merito all'azienda "Centro colture sperimentali" di Quart sul primo quesito posto dall'interpellante: "se si conosce l'esistenza di questa azienda nella nostra Regione, del lavoro di ricerca e sperimentazione che svolge e, in caso affermativo, quali sono i rapporti instaurati", posso dire quanto segue. L'esistenza del "CCS" è nota ai due Dipartimenti dell'Assessorato dell'agricoltura, anche se al momento non esistono rapporti di collaborazione in atto. Un lavoro comune regolato da convenzioni riguardanti l'utilizzo di essenze forestali micorizzate ha interessato il periodo dal 1991 al 1999; questo per quanto riguarda il Dipartimento risorse naturali. Il Dipartimento agricoltura non ha invece iniziative di collaborazione, mantenendo però il Coordinatore rapporti interlocutori - anche se a sua detta sporadici - con il Direttore scientifico del "CCS". Tali contatti permettono di conoscere i lavori e le attività svolte dal centro che hanno ultimamente interessato la coltivazione del mais e del sorgo, questo in collaborazione con "Novartis", le coltivazioni orticole a livello industriale e iniziative legate alle colture agrarie nei monti sibillini. Nello storico bisogna ricordare che nel 1991 la Giunta con deliberazione n. 3981 approvava uno schema di convenzione fra Regione e "CCS" di Torino per l'insediamento in Valle di attività per la produzione di piante micorizzate, presentata all'epoca con il nome accattivante di "piante con il porcino". La deliberazione viene ratificata dal Consiglio in data 2 ottobre 1991 con apposito provvedimento; questo prevedeva una quota partecipativa della Regione del 45% a fronte di una partecipazione del 55% del "CCS". Detta convenzione prevedeva un impegno da parte di "CCS" di mantenere in Valle la sede sociale, legale e fiscale, un Direttore, più un imprecisato numero di operai a tempo indeterminato. La Regione si impegnava altresì a mettere a disposizione della società un terreno di circa 10mila metri quadri gratuitamente concesso per 5 anni e poi in locazione per altri 15, oltre ad una serie di immobili fra cui depositi e serre. La Regione si impegnava inoltre ad acquistare dalla società 500mila piante micorizzate al prezzo di 2.500 lire l'una nella stagione 1993-1994 ed in seguito 150mila piante negli anni successivi al prezzo aumentato in base agli indici ISTAT. Nel 1994 con deliberazione di Giunta veniva proposta al Consiglio una modifica della convenzione in atto con "CCS", gli impegni generali rimanevano invariati, variava invece il numero e il prezzo delle piante. La Regione si impegnava ad acquistare 110mila piante micorizzate nel periodo 1994-1997 rispetto alle 750mila piante previste nello stesso periodo nella prima convenzione al prezzo di 9.600 lire a pianta. Nel 1996 con deliberazione di Giunta si incaricava l'Università di Torino per l'effettuazione dei controlli sulla micorizzazione delle piante di ogni partita fornita dal "CCS". Il titolo della convenzione era: "Studio di applicazione, confronto di tecniche di biologia molecolare di caratterizzazione morfologico per lo studio dell'evoluzione della micorizzazione di piante forestali dopo l'impianto". Questo è lo storico dei rapporti che ci sono stati con il "CCS" per quanto riguarda il Dipartimento risorse naturali.
In merito al secondo punto, sul fatto che in questo momento non sono in atto iniziative e rapporti di collaborazione e quali si intendono attivare, si riferisce che al momento non si tende ad instaurare collaborazione con il "CCS" non essendovi particolari connessioni tra le produzioni agricole valdostane tipiche, foraggi, vigneti e frutteti e lo specifico campo di indagine del centro. Le colture di tipo poliennale dispongono infatti di un'importante dotazione di funghi e batteri a livello di rizosfera, frutto del naturale equilibrio, questo è un aspetto importante da considerare, fra le differente esigenze alimentari della simbiosi e da non sottovalutare fra i diversi patrimoni genetici dei microrganismi interessati e le essenze coltivate. Qui faccio appello anche alle diverse sensibilità che a volte vengono espresse anche in quest'aula relativamente al rispetto della biodiversità, in funzione della valorizzazione delle specie autoctone. Introdurre artificialmente Consorzi microbiologici endogeni nelle colture in questione risulta ininfluente per la preponderanza dei biotipi già in simbiosi o potenzialmente dannoso per l'introduzione di specie geneticamente lontane. Questo nell'ottica di quello che dicevo prima.
In merito al terzo punto, per quanto sopra detto nell'attuale stato delle conoscenze l'utilizzo del Consorzio microbiologico brevettato dal "CCS" al momento non significa un progresso per le nostre coltivazioni per la loro particolare specificità e tipologia né da un punto di vista della quantità delle produzioni, né per le caratteristiche di filtro per gli elementi nocivi presenti nel terreno, o di aumento della salubrità degli alimenti ottenuti (il discorso del naturale). La presentazione del brevetto peraltro segue di 2 anni la presentazione nell'ambito di "Terra madre" dello stesso progetto, se ben vi ricordate. Al momento c'è uno scarso interesse per l'agricoltura valligiana, questo è quanto afferma il Coordinatore del Dipartimento agricoltura, che pure invitato alla presentazione del brevetto internazionale, ha ritenuto non necessario proporre la rappresentanza dell'Amministrazione regionale all'evento.
Per quanto riguarda il quarto punto: "se intende inoltre intervenire per promuovere rapporti di collaborazione tra questa azienda, l'Assessorato, l'Institut agricole, ed altre aziende agricole interessate allo sviluppo del comparto", posso dire che vale quanto detto sopra, cioè l'Institut agricole, cui l'Assessorato aveva chiesto di valutare l'opportunità di collaborazione con il "CCS", ha declinato l'invito per una mancanza di interesse per l'agricoltura valdostana allo stato attuale. Per il futuro si potrà valutare quelle che possono essere delle intenzioni da parte anche delle singole aziende e in merito a queste richieste che ci possono pervenire potremo fare tutti gli approfondimenti e le valutazioni attraverso i nostri uffici competenti.
Président - La parole au Conseiller Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Trovo estremamente gravi le risposte dell'Assessore a questa interpellanza. Alla presentazione di tale brevetto a Torino il 12 aprile era presente la Regione, la Provincia, la Federconsumatori, "Slow Food", il "CNR" con l'Università di Pisa, e potrei andare avanti perché c'erano molte persone e giornalisti, era assente la Valle d'Aosta. Io ci sono stato e non so chi ha preparato le risposte all'Assessore, ma credo che il livello di incompetenza di questi dirigenti, il livello di ignoranza, oppure di malafede sia di un'estrema gravità. Questa azienda è insediata nella nostra Regione - e qui Assessore Marguerettaz c'entra anche lei -, aveva chiesto dei finanziamenti a "Finaosta", l'iter burocratico è stato tale che hanno dovuto rinunciare e rivolgersi alla "San Paolo", Istituto privato. Più volte questa azienda ha cercato collaborazione sulla e per l'agricoltura valdostana, un certo Sig. Vola, che penso tutti qui conoscano, ha risposto che non interessava, era ininfluente... la cosa è molto più grave perché il brevetto depositato e il lavoro fatto sono stati riconosciuti dall'Unione europea. Il grave allora non è se non si sono avuti rapporti di collaborazione sinora con questa azienda... e qui chiamo anche in causa l'Assessore La Torre per quanto riguarda non le produzioni agricole quanto un'azienda che fa ricerca e che è insediata nella nostra Regione, esclusa la sede legale. Sarei anche d'accordo a "mettere una pietra sul passato", ma il fatto che si dica che non si vuole collaborare, che l'agricoltura valdostana non c'entra...
(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)
... io ho capito questo. Va bene, sono contento di aver capito male.
Ho qui una deliberazione di Giunta, dove si dice che si farà un frutteto di mele sperimentale all'interno del Castello di Sarre; sono stati dati degli incarichi, spero che questi professionisti cerchino di interagire per tale azienda.
Qui ho dei dati, l'Assessore è stato al Consorzio produttori fontina, vi sono delle resistenze per quanto riguarda il non utilizzo di mangimi "OGM", vi sono dei residui delle produzioni siderurgiche che si chiamano policlorofenoli che si depositano nella catena alimentare anche della fontina, poi le spiego perché parlo di fontina e cosa c'entra tale azienda. Questi residui, se si chiedesse all'ARPA di individuarli - non è stato fatto -, rischierebbero di mettere fuori commercio una buona parte della produzione di fontina della nostra Regione, perché, dal punto di vista delle normative, non devono esserci questi tipi di residui. Alla presentazione del brevetto questi dirigenti e biologi dell'azienda hanno detto che loro sarebbero disponibili a fare un lavoro sul foraggio della Regione... per quanto riguarda questo aspetto, più volte sottolineato, non è stata data risposta... il ragionamento cioè è: non è questa azienda ad aver bisogno dell'Amministrazione regionale, è l'Amministrazione regionale, sono le produzioni agricole sul nostro territorio che hanno assolutamente bisogno di tale azienda, dal foraggio ai meli ai vitigni. O lei prende iniziative di mettere assieme tale azienda con i suoi dirigenti, o il rischio è che a questa azienda facciano capo attività agricole all'esterno della nostra Regione e noi non cogliamo l'occasione incredibile di utilizzare la ricerca effettuata da tale azienda nella nostra Regione da 20 anni a questa parte! Non credo che i brevetti siano rilasciati a chiunque per qualsiasi tipo di cosa, questa azienda è in grado di interagire con l'agricoltura valdostana, migliorandone la qualità e la produzione, non intervenendo con "OGM", ma solo dal punto di vista biologico. Ora perdere o non utilizzare questa possibilità mi sembra incredibile! Invito quindi l'Assessore a ripensare su quanto ha detto, ad intervenire nei confronti dei dirigenti e fare in modo che vi siano delle sinergie fra la Regione, Institut agricole e l'azienda e vedere se quanto il sottoscritto ha affermato sono invenzioni, oppure siamo in grado di relazionare con una delle poche aziende che fanno ricerca nella nostra Regione e addirittura noi non ne siamo neppure a conoscenza e non utilizziamo la ricerca e i brevetti che hanno realizzato in questi anni!
