Oggetto del Consiglio n. 1906 del 10 maggio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1906/XII - Mancata corresponsione per l'anno 2005 del contributo annuale al Consorzio apistico della Valle d'Aosta". (Interpellanza)
Interpellanza
Preso atto della missiva in data 17 marzo 2006 nella quale l'Associazione "Consorzio Apistico della Valle d'Aosta" chiede lumi sulla decisione di questa Amministrazione di non concedere il contributo annuale di cui alla L.R. 78 del 27 ottobre 1993;
Constatato che il personale impiegato nell'Associazione è personale volontario e che il Consorzio Apistico organizza ogni anno dei Corsi di formazione pratica per i propri soci, decine di interventi di educazione naturalistica destinati alle scuole della Regione e ospita, a proprie spese, parecchi gruppi interessati ad approfondire le conoscenze sulle tecniche di allevamento delle api utilizzate in Valle d'Aosta;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione per sapere:
1) i motivi della mancata concessione per l'anno 2005 del contributo di cui alle premesse.
F.to: Venturella - Bortot
Président - La parole au Conseiller Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Questa interpellanza prende spunto da una lettera che i componenti del Consiglio direttivo e il Presidente del Consorzio apistico regionale hanno inviato ai componenti della III Commissione consiliare sulla non concessione di un contributo regionale. Sappiamo tutti che il Consorzio apistico, che ha circa 450 soci, lavora non solo nel campo della produzione e dell'assistenza agli apicoltori, ma lavora anche nel campo dell'educazione ambientale e della formazione, fa interventi di formazione agli apicoltori stessi, quindi vorrei anche, Assessore, che lei ci parlasse del tipo di attività che il regolamento europeo n. 797 prevede di finanziare, la differenza fra informazione, formazione e campagne di informazione. Accoglie molto spesso dei gruppi interessati ad approfondire le tecniche di allevamento delle api in Valle...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
... mi permetta i testi universitari dicono "allevamento delle api", forse è un francesismo, perché fa parte della materia di zoologia generale, si informi, Assessore!
Il personale che opera nel Consorzio apistico è per massima parte personale volontario, gli è stata affidata la palazzina sita nella frazione Lillaz di Saint-Marcel, naturalmente fa delle attività che riguardano sì l'assistenza agli apicoltori, copre le spese di manutenzione ordinaria e le spese di gestione, però per la parte riguardante l'educazione ambientale e la formazione i tecnici del Consorzio apistico, i volontari del Consorzio apistico collaborano anche con i campi scuola della Direzione forestazione, sempre in maniera gratuita. Dicevo, prima dell'interruzione dell'ex Assessore alla cultura, che nella palazzina vengono ospitati gruppi provenienti da fuori Valle interessati ad approfondire le conoscenze sull'apicoltura valdostana.
Quali sono i motivi per la mancata concessione del contributo annuale, che mi pare si aggirasse intorno a ciò che l'Assessore Marguerettaz, per puro caso, potrebbe risparmiare cambiando la convenzione, circa 20mila euro all'anno? Attendo la risposta.
Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.
Isabellon (UV) - È fuori dubbio che l'importanza che il Consorzio apistico ha, proprio per il numero di soci, non è messa in discussione, la sua attività è lodevole e in questi anni tante attività sono state fatte e continuano ad essere fatte. Evidentemente qui il problema non è tanto valutare l'attività del Consorzio, perché su questo non c'è nessun dubbio che sia un'attività molto importante per il settore, un settore che ha necessità di essere ulteriormente sviluppato; di qui la necessità di andare a concludere anche l'iter della nuova legge. L'Amministrazione ha riconosciuto negli anni la disponibilità logistica di una palazzina, cui faceva riferimento l'interrogante, in località Lillaz, dove credo che in questi anni l'attività si sia potuta svolgere in maniera proficua. L'oggetto dell'interpellanza è relativo alla concessione del contributo annuale, di cui alla legge regionale n. 78/1993. Si segnala che con l'entrata in vigore del regolamento n. 797/2004, articolo 1, comma 3, anche il settore del miele, pur risultando un settore particolare - la particolarità è dimostrata anche dall'intendersi su cosa si intende per allevamento, oppure coltivazione delle api -, però rientra nelle regole generali, che, pur nell'esiguità delle cifre, fanno sì che si debbano rispettare certi dettami dei regolamenti comunitari. Fra questi anche la verifica del regime di concorrenza, che nello specifico può far sorridere - mi riferisco al paragone che l'interpellante faceva con altre spese che non sono paragonabili, ma è evidente l'ironia dell'affermazione - perché è una cifra modesta, ma gli uffici che controllano l'erogazione delle cifre hanno il compito di verificarne la congruità e la possibilità con i regolamenti in atto. Questa verifica porta nel caso specifico, a seguito dell'approvazione del regolamento suddetto, all'impedimento dell'erogazione del contributo a favore di associazioni per spese di gestione e questa è la verifica che è stata fatta. Le spese rendicontate annualmente dal Consorzio rientrano quindi in questa tipologia, essendo per più del 50% dedicate al pagamento del personale di segreteria con relative ritenute di acconto previdenziali e per indennità varie del Consiglio direttivo, per la restante quota legate a spese relative allo stabile sede del Consorzio (acqua, riscaldamento, rifiuti) e alla gestione e funzionamento del Consorzio stesso (convegni, consigli, assemblee, concorso mieli, eccetera). Questi sono dati relativi alla resocontazione 2004. Le spese per la produzione, trasformazione e commercializzazione possono essere concesse solo sulla scorta di quanto previsto dal Piano di sviluppo rurale e non possono essere concesse invece a chi non fa questo tipo di attività, se non per un periodo di avviamento. Le recenti indicazioni forniteci dagli uffici di consulenza operanti presso la Commissione europea, a cui questi uffici fanno riferimento per valutare la compatibilità delle concessioni di aiuti ai diversi soggetti, fra cui anche l'Associazione di produttori, ci hanno confermato che l'aiuto al Consorzio non è erogabile, confermando i dubbi di legittimità della norma regionale in forza dell'entrata in vigore delle nuove regole comunitarie nel 2004, dubbi peraltro già avanzati dagli uffici.
Per quanto attiene la formazione, si ricorda che, in applicazione del regolamento comunitario n. 1221/1997, sostituito dal già citato regolamento comunitario n. 797/2004, il Consorzio ha negli anni usufruito di fondi dedicati sotto la supervisione di questa Amministrazione. Tutte le richieste formulate in tal senso sono state soddisfatte e nell'ultimo triennio gli importi erogati solo per la formazione sono stati pari a 1.194 euro nel 2002-2003, 1.800 nel 2003-2004, 1.545 nel 2004-2005. Le altre attività, non trattandosi di attività agricola, non possono essere finanziate da questo Assessorato, fermo restando che molte attività in tal senso sono svolte in collaborazione con il personale tecnico del Servizio sviluppo delle produzioni agroalimentari, che svolge funzioni di supporto al Presidente del Consorzio, Sig. Francesconi Guido, che è la figura principale di riferimento e che normalmente presta la preziosa opera a favore delle scuole. È evidente che gli uffici sono a disposizione per impostare dei progetti che possono essere compatibili con le norme comunitarie e quindi a dare il supporto anche tecnico nella predisposizione di questi progetti, che con un ulteriore sforzo di collaborazione possono essere attivati e quindi andare nella direzione di potenziare ancora nel futuro l'attività del Consorzio, questo senza andare in contrasto con le normative. Il tutto andrà esaminato anche in sede di esame da parte del Consiglio e delle sue Commissioni del progetto di legge, che in questo momento è in fase di predisposizione. È chiaro che tutto questo va notificato alla Comunità europea e concordato con le direttive comunitarie.
Président - La parole au Conseiller Venturella.
Venturella (Arc-VA) - La risposta dell'Assessore a questa interpellanza è una risposta che spazia dai regolamenti comunitari alle redigende leggi regionali, che però non ci può soddisfare, non tanto perché è in questione l'esiguità della cifra - che ironicamente paragonavo alla stessa cifra del risparmio sui rifiuti dell'interrogazione precedente -, ma perché la concorrenza, cioè quella derivante dal rispetto di norme comunitarie per cui qualsiasi tipo di contributo e di attività che l'Amministrazione regionale dà in appalto deve rispettare il principio della salvaguardia della concorrenza, credo che poco o punto possa avere a che fare con la mancata concessione per il 2005 del contributo. Infatti, se è vero che il regime di concorrenza si deve applicare su tutto il territorio degli Stati facenti parte della Comunità europea, è ben vero che proprio in una recente conferenza sul famoso articolo 117 della legge regionale n. 54 si diceva che, questo vale per i servizi pubblici locali, ma che può essere esteso ad ogni tipo di applicazione, ovvero che la concorrenza non è più tale se vi sono motivi contingenti derivanti dalla posizione geografica, dall'altitudine, dalla mancanza di interesse finanziario, dalla mancanza assoluta di "appetito" dal punto di vista del mercato, che fanno sì che la salvaguardia della concorrenza non possa esistere per il fatto che non vi sono altre possibilità. Credo vi siano delle contraddizioni in termini, sto parlando ad esempio del fatto che, se il Consorzio apistico organizza delle conferenze, allora alla conferenza, che è un momento di approfondimento, ma non è formazione, può essere concesso il contributo. Se invece si organizza formazione, qualcosa di formativo nel vero senso della parola, il regolamento comunitario n. 797 non prevede il finanziamento. Ecco, qui c'è una contraddizione, certamente non è competenza della Regione, ma credo che nella legge regionale queste cose debbano essere normate. Deve essere chiarito che si tiene più alla sostanza che non alla forma, più al corso di formazione che non alla conferenza: la conferenza è un attimo, il corso di formazione invece pensa al futuro; ma nel frattempo, l'Assessore non mi ha risposto, il Consorzio apistico che fa? Lei ha detto: "siamo convinti che bisogna ulteriormente sviluppare il Consorzio apistico, che fa un lavoro ottimo di formazione e di informazione", ma adesso il contributo viene dato? È impossibile darlo? Cosa farà il Consorzio? Perché una delle ipotesi è quella che si chiuda, altro che ulteriore sviluppo! Allora anche se attività lodevole, basata sul solo volontariato, sul fatto che alcune persone spendono il loro tempo, non è compatibile nei tempi lunghi, quindi credo che il disegno di legge regionale che lei ha annunciato nella risposta stia diventando urgente, ma non urgente con la concezione della normale Amministrazione, sia urgente e sia almeno ragionevole pensare nelle prossime settimane, altrimenti sul serio il Consorzio potrebbe in un futuro prossimo smettere ogni attività.
