Oggetto del Consiglio n. 1905 del 10 maggio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1905/XII - Produzione di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche da parte dell'Amministrazione regionale. (Interrogazione)
Interrogazione
Constatato che l'Amministrazione regionale produce ogni anno grandi quantità di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche);
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
il Presidente della Regione per sapere:
1) quante tonnellate di RAEE sono state prodotte negli anni 2000-2005 da questa Amministrazione;
2) se esiste un contratto o una convenzione che preveda il ritiro delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e a quali costi annui;
3) se nel contratto o convenzione sia previsto il disassemblaggio del materiale e il suo riutilizzo da parte dell'azienda incaricata del ritiro.
F.to: Venturella
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Nell'interrogazione il collega Venturella pone l'attenzione sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e pone alcuni quesiti:
"quante tonnellate di RAEE sono state prodotte negli anni 2000-2005 da questa Amministrazione; se esiste un contratto o una convenzione che preveda il ritiro delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e a quali costi annui; se nel contratto o convenzione sia previsto il disassemblaggio del materiale e il suo riutilizzo da parte dell'azienda incaricata del ritiro".
Constatato che effettivamente c'è tale tipo di produzione, queste sono le risposte. Il Dipartimento sistema informativo ritira con continuità materiale informatico non più confacente alle esigenze operative e non più funzionante. Tale materiale viene dismesso tramite specifico provvedimento dirigenziale della struttura competente, ai sensi dell'articolo 26 della legge regionale n. 12/1997. Il provvedimento di dismissione descrive in separati elenchi il materiale da inviare al macero e quello ceduto gratuitamente a favore di enti pubblici regionali, fondazioni, associazioni senza finalità di lucro e altre amministrazioni pubbliche operanti nel territorio regionale. Ricordo che tale argomento era stato posto all'attenzione di questo Consiglio affinché vi fosse una modulistica per questa seconda tipologia, ovvero per le richieste da parte di associazioni e fondazioni di materiale non da distruggere. Era un problema posto lo scorso anno dal Vicepresidente Lanièce. Di norma il materiale informatico ancora funzionante, seppure obsoleto, quindi dal punto di vista del valore commerciale nullo, viene ceduto a queste associazioni ONLUS per un uso interno o inviato dalle stesse nei Paesi in via di sviluppo. Il materiale non più funzionante invece viene inviato allo smaltimento tramite ditte specializzate. Di seguito è riportata una tabella riepilogativa delle tonnellate di materiale, dove sono riportate le quantità effettivamente inviate in discarica e quelle cedute. Ora la tabella parte dal 2000-2005, le lascio copia, è inutile leggerla. Dai dati sopraesposti, che sono contenute in totale 69 tonnellate di materiale informatico dismesso, sono escluse le calcolatrici, le macchine da scrivere e i fax, per i quali non si è provveduto ad alcuno smaltimento nel periodo in considerazione. Per la parte di queste attrezzature non più utilizzabili - circa 120 apparecchi complessivamente così distribuiti: macchine da scrivere 72, fax 36, calcolatrici 12 - è in corso un contatto con la ditta "VALECO", autorizzata allo smaltimento di tali apparecchiature, da cui siamo in attesa di avere un preventivo di spesa. Si precisa inoltre che i fotocopiatori in uso all'Amministrazione regionale sono acquisiti a titolo di noleggio, quindi la ditta affidataria provvede al ritiro e allo smaltimento dei rifiuti delle apparecchiature stesse.
Per quanto attiene il secondo quesito, abbiamo già evidenziato che il materiale informatico viene inviato al macero utilizzando le ditte specializzate nel settore smaltimento - prima ho citato la "VALECO" -, in particolare sono eseguiti fino ad oggi singoli affidi per ciascun atto di invio al macero. Non c'è quindi una convenzione quadro, ma c'è un affido volta per volta per distruggere questo materiale. Gli importi annui in euro sono i seguenti: nel 2000 4.700 euro, nel 2001 2.654, nel 2002 3.205, nel 2003 940, nel 2004 3.353, nel 2005 5.013, ovvero in questi 6 anni c'è stato un servizio di smaltimento che complessivamente è al di sotto dei 20mila euro.
Per quanto attiene il terzo quesito, nei contratti di ritiro fino al 2004 non era previsto il disassemblaggio del materiale e il suo riutilizzo da parte dell'azienda incaricata nel ritiro. Nel 2005 tale modalità è stata attivata per alcune tipologie di rifiuto informatico. Nel 2006 si prevede di estendere tale modalità, in ottemperanza al decreto legislativo n. 151/2005, con il coinvolgimento dei distributori di materiali informatici. Le lascio la copia della risposta per la tabella.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - La ringrazio, Assessore Marguerettaz, per la risposta, per avere fornito la tabella sulle tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettroniche ed elettriche smaltite, però, mi permetta, dal tenore della sua risposta mi pare che in questo campo il suo Dipartimento abbia "navigato a vista" fino al 2005 e ora "navighi" con una bussola un po' scentrata, nel senso che non vi è solo il decreto legislativo che lei ha citato, ma vi sono delle precise direttive della Comunità europea che vietano il conferimento, ancorché differenziato, al servizio di raccolta di beni durevoli e di specifici rifiuti. Con delle convenzione e dei contratti specifici l'Amministrazione potrebbe anche non spenderli questi - per lei forse pochi - 20mila euro, potrebbe anzi far sì che questo tipo di rifiuti siano una risorsa, perché esistono delle ditte che prevedono il disassemblaggio e non è che l'Amministrazione deve pagare per far ritirare tali prodotti, ma al contrario queste ditte pagano per ritirare i vostri prodotti! Credo quindi che la risposta, corretta dal punto di vista formale, sia insufficiente dal punto di vista sostanziale, perché, oltre a non prevedere dal punto di vista sostanziale il ricorso al disassemblaggio, che è il vero obiettivo di una politica di raccolta differenziata e di protezione dell'ambiente, che prevede il recupero, riutilizzo e riuso - il famoso teorema delle tre "erre" -, personalmente credo che non eliminiate neppure dai cespiti di bilancio i beni durevoli perché li mandate al macero; questa è un'ulteriore perdita secca. Potrò poi fornire una serie di elenchi di ditte specializzate che fanno questo lavoro, ditte che permettono di recuperare il materiale anche se non funzionante, perché lo smontano tutto, che permettono in secondo luogo di far sì che dal bilancio regionale vengano tolti tali beni durevoli, perché non si fa in definitiva questo verbale di dismissione, ma anzi tali beni vengono riutilizzati. Il senso dell'interrogazione era proprio questo: sapere che tipo di convenzione e di contratto avete messo in atto e naturalmente suggerire, se mi permette, Assessore, una procedura amministrativa e una procedura di tipo tecnico più economica dal punto di vista delle risorse messe in campo, ma soprattutto più compatibile con l'ambiente.
Si dà atto che dalle ore 10,48 riassume la Presidenza il Presidente Perron.
