Oggetto del Consiglio n. 1881 del 19 aprile 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1881/XII - Incarico per l'espletamento di procedure gestionali nell'ambito dell'agricoltura biologica. (Interrogazione)
Interrogazione
Vista la delibera n. 722 del 18 marzo 2006 di incarico al Sig. Didier Bieller di Saint-Vincent per "l'espletamento di procedure gestionali nell'ambito dell'agricoltura biologica";
Visto che il numero delle aziende agricole valdostane di produzione biologica sono, al 2003, solo 73, e che di queste almeno cinquanta sono all'interno del Caseificio Haute Val d'Ayas;
Visto che da anni è stata costituita l'Associazione "Tera Nouva" che raggruppa un consistente numero di aziende bio della nostra Regione;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
L'Assessore regionale all'Agricoltura e Risorse Naturali per sapere:
1) in cosa consiste l'incarico "per l'espletamento di procedure gestionali";
2) perché "l'espletamento delle procedure gestionali" non è stato svolto dagli uffici dell'Assessorato o assegnato all'associazione agricoltori bio della Regione "Tera Nouva", dato l'esiguo numero di aziende agricole bio certificate;
3) perché non è stato possibile avvalersi del personale regionale (mancanza di professionalità? Organico inadeguato?);
4) da quante persone è composto l'organico dell'ufficio agricoltura biologica dell'Assessorato e quali sono le loro competenze.
F.to: Bortot
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - Innanzitutto bisogna premettere che il Sig. Didier Bieller è già stato impiegato a tempo determinato presso gli uffici del Servizio politiche comunitarie dal 20 giugno 2005 al 30 dicembre 2005 con un contratto "Progetto obiettivo" con la mansione di caricare dati funzionali alla gestione delle misure dell'indennità compensativa dell'agroambiente. In tale ambito il Sig. Didier Bieller ha maturato una significativa formazione sulla gestione del caricamento dati anagrafico-catastali, utile alla presentazione delle domande di adesione al "PSR" e al settore biologico. Si tratta quindi di un incarico che fa seguito a un incarico precedente risalente al 20 giugno 2005.
Per quel che riguarda i quesiti, si informa quanto segue. In merito al punto a), l'incarico definito "ad espletamento di procedure gestionali" consiste nell'ambito operativo dell'Ufficio delle misure a premio del "PSR": agroambiente, indennità compensativa giovani agricoltori che sono le misure cofinanziate, nell'implementazione della banca dati cartacea ed informativa, relativa alla situazione delle superfici catastali delle aziende biologiche presenti sul territorio della Valle d'Aosta. Tale implementazione, effettuata a partire dalle banche dati regionali, è d'"AGEA" ed è funzionale all'erogazione dei premi di cui al regolamento comunitario n. 1257/1999, nello specifico della misura "F" dell'agroambiente, nonché all'erogazione del contributo regionale di sostegno alle spese di certificazione biologica, ai sensi della legge regionale n. 36/1999. Tutto ciò riguarda circa 11 mila unità particellari, che devono essere verificate ed inserite nei programmi informatici. Qui merita aprire una piccola parentesi, nel senso che in Valle d'Aosta, vista la patologia territoriale di frammentazione estrema delle particelle delle aziende, anche in presenza di un numero limitato di aziende molto spesso si ha a che fare con un numero consistente di particelle. Evidentemente questo è un grosso "handicap" che vale per tutte le nostre aziende agricole, in particolare anche per le aziende che aderiscono ai programmi di agricoltura biologica.
In merito al secondo punto, "perché "l'espletamento delle procedure gestionali" non è stato svolto dagli uffici dell'Assessorato o assegnato all'Associazione agricoltori bio della Regione "Tera Nouva", dato l'esiguo numero di aziende agricole bio certificate", l'espletamento di queste procedure gestionali non è stato svolto dagli uffici dell'Assessorato poiché l'organico dell'Ufficio regionale dell'agricoltura biologica è composto da un solo impiegato, fra l'altro un impiegato forestale a tempo indeterminato, il quale non può espletare tutte le funzioni richieste per il settore. Inoltre la complessità della gestione delle banche dati sopraccitate, ad esempio l'utilizzo di "software" regionali e "AGEA" e la loro complementarietà con tutte le banche dati relativi alle aziende e superfici agricole comportano che tale gestione debba essere unitaria ed omogenea e che pertanto non possa essere svolta da altri soggetti, come ad esempio le associazioni citate dall'interrogante e debba rimanere in capo agli uffici competenti dell'Assessorato, nel cui organico opera quotidianamente il Sig. Bieller.
In merito al terzo punto, come detto, il personale regionale addetto al comparto dell'agricoltura biologica risulta di una sola unità. Inoltre bisogna sottolineare che in questo periodo l'Assessorato sta lavorando alla nuova programmazione del "PSR" 2007-2013 e al rinnovo delle domande di adesione al Piano di sviluppo rurale. Vi è quindi in ballo un "surplus" di attività legato a queste attività contingenti. In tale contesto una parte del personale, fra cui l'impiegato forestale che si occupa di agricoltura biologica, opera in appoggio alle sedi periferiche per la raccolta delle domande, inoltre è impegnato nei gruppi di lavoro addetti alla programmazione del nuovo "PSR", gruppo di lavoro che si occupa della predisposizione delle nuove misure e delle nuove azioni da prevedere per il nuovo "PSR". Per tali ragioni si è ritenuto opportuno ricorrere ad un incarico esterno.
Per il quarto punto, dove si chiedono ancora notizie in merito alla composizione dell'Ufficio agricoltura biologica dell'Assessorato e alle competenze, vale quanto detto sopra. In merito alle competenze, si può dire, in un'elencazione sintetica, che queste sono: applicazione della normativa comunitaria in materia di agricoltura biologica (regolamento comunitario n. 2092/1991, n. 223/2003, eccetera); applicazione delle leggi regionali sul biologico (n. 36/1999 e n. 8/2001), qui mi riallaccio ad una precedente interrogazione sull'argomento, in cui avevo detto che gli uffici stanno anche lavorando per la predisposizione di un adeguamento legislativo normativo in merito alla nostra legge e questo è un impegno che era stato preso in occasione di quelle richieste, a maggior ragione quindi c'è necessità di avere dei supporti adeguati a livello d'ufficio; controllo degli organismi di certificazione; assistenza tecnica alle aziende biologiche; supporto agli uffici di misure nella raccolta e nelle istruttorie delle domande relative ai premi comunitari; supporto nella programmazione del "PSR", quindi nella nuova programmazione che è ora in fase di predisposizione e che ha delle tempistiche che dovrebbero portare, passato l'anno di transizione, tutta la programmazione dell'Assessorato nel nuovo "PSR".
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - L'interrogazione è stata fatta per avere un quadro di riferimento sullo stato attuale delle aziende e degli uffici che si occupano di agricoltura biologica. Faccio un passo indietro. Nel 1998 ero nella Commissione per la definizione della legge regionale come rappresentante dei cittadini consumatori, già all'interno di quella Commissione c'erano alcune componenti che ritenevano non necessaria una legge sul biologico della Regione. C'è stato anche uno scontro all'interno della Commissione, perché il sottoscritto ed altri sostenevano che, date le dimensioni delle aziende agricole regionali, anche quelle future che poi si orientassero sul biologico avevano dimensioni tali per cui era difficile che gli enti di certificazione privati e nazionali fossero in grado di espletare con correttezza e senza troppa burocrazia, pur rispettando le normative nazionali ed europee, tutte le procedure. L'idea era, sulla base di quanto è stato fatto dalla Provincia di Bolzano, di avere un organo di controllo sulle aziende di tipo regionale o proposto all'Institut agricole. Allora la situazione era di questo tipo, sono passati 7 anni e in realtà mi accorgo che questo comparto, che diventa sempre più importante, vista la qualità di cibi che ci vengono propinati, è sottovalutato. Evidentemente la responsabilità non è solo dell'Assessore, è l'ultimo Assessore arrivato, ma occorre "metterci le mani". "Metterci le mani" vuol dire - lo dico in positivo - soltanto dare un incarico esterno, ma occorre, magari con mobilità interna all'Assessorato o con altre sensibilità all'interno dei dipendenti dell'Amministrazione regionale, potenziare l'ufficio. "Potenziare l'ufficio" vuol dire evitare incombenze burocratiche, che ripeto sono le stesse per le grosse aziende a livello nazionale, sulle nostre piccole aziende. Questo si può fare "rimettendo mano" alla legge, dove si conosca un ruolo istituzionale all'Associazione "Tera Nouva", che insieme abbiamo fondato, come ha fatto la legge sul biologico del Piemonte; questo potrebbe sopperire, se non ci fossero persone all'interno dell'Assessorato disponibili, più che con incarichi ai singoli professionisti, con un ruolo diverso dell'associazione. "Mettere mano" alla legge significa anche rivedere se esiste la volontà politica di non fare più riferimento per la certificazione agli enti di certificazione nazionali, ma vedere se esiste la possibilità di dotarcene al nostro interno in base alle dimensioni delle nostre aziende. Tutto questo per dire che prossimamente presenteremo una proposta di legge per introdurre l'alimentazione biologica nelle mense scolastiche e qui si dovrà discutere con l'Assessorato alle istituzioni. È necessario incrementare l'aumento del numero delle aziende biologiche - soprattutto fra i giovani - nella nostra Regione, in modo che, nella misura in cui spero il Consiglio vorrà migliorare la qualità dell'alimentazione che somministriamo ai nostri ragazzi nelle scuole, si debba sempre meno sopperire ad importazione di prodotti alimentari e agricoli dall'esterno e si incrementi il settore agricolo biologico della nostra Regione. Diciamo che le risposte che l'Assessore ha dato le consideriamo interlocutorie, ci torneremo sopra per verificare se c'è la volontà insieme o con un'apposita Commissione, comunque verificabile all'interno del Consiglio, di "mettere mano" alla revisione della legge sull'agricoltura biologica regionale alla luce delle nuove esigenze.
