Oggetto del Consiglio n. 1869 del 5 aprile 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1869/XII - Parere sullo schema di decreto legislativo recante norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Valle d'Aosta in materia di previdenza complementare.
Il Consiglio
Considerato che l'articolo 48 bis dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta dispone che il Governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi recanti le disposizioni di attuazione dello Statuto stesso e le disposizioni per armonizzare la legislazione nazionale con l'ordinamento della Regione Valle d'Aosta, tenendo conto delle particolari condizioni di autonomia attribuita alla regione, e che gli schemi dei decreti legislativi sono elaborati da una Commissione paritetica composta da sei membri nominati, rispettivamente, tre dal Governo e tre dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta e sono sottoposti al parere del Consiglio stesso;
Rilevato che con nota in data 24 marzo 2006 il Ministro per gli Affari regionali ha trasmesso, ai fini dell'acquisizione del parere di cui all'articolo 48 bis dello Statuto speciale, lo schema di norme di attuazione in materia di previdenza complementare, approvato dalla Commissione paritetica in data 10 marzo 2006;
Visto il parere della I Commissione consiliare permanente;
Esprime
parere favorevole sullo schema di decreto legislativo recante norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Valle d'Aosta in materia di previdenza complementare.
Allegato
(Omissis)
Président - Cet acte a eu l'avis de la Commission compétente.
La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Credo che innanzitutto vada formulato un sincero ringraziamento a tutti i componenti della Commissione paritetica per aver voluto licenziare un provvedimento assolutamente di grande importanza. Non mi dilungherò per un provvedimento che ha avuto una votazione favorevole da parte della Commissione, ma semplicemente per sensibilizzare il Consiglio regionale rispetto all'evoluzione del sistema della previdenza. Fra qualche anno - gli studiosi indicano il 2020 - le aspettative circa i trattamenti economici pensionistici saranno il 50% dell'ultima retribuzione, quindi fra qualche anno le nuove generazioni di lavoratori dovranno far conto a momenti "post" lavoro particolarmente difficili e dovranno far fronte con soluzioni sostitutive a drammatici cali di disponibilità. Rispetto a questo fenomeno, che potrebbe generare del disagio e delle nuove povertà, bisogna che la pubblica Amministrazione si preoccupi in un processo di sensibilizzazione. Qualche settimana fa ho partecipato a Roma, sotto l'egida della Presidenza del Senato, a un importante "workshop" a cui l'Onorevole Pera aveva dato il suo patrocinio e l'argomento era il ruolo delle Regioni nelle politiche del "welfare", quindi, da questo punto di vista, credo che le istituzioni si stiano interrogando rispetto a tali attività. La norma di attuazione in oggetto, che poi dovrà tradursi in un decreto legislativo, è un passo che facciamo all'interno di questo processo, ovviamente è un tassello a cui dovranno far seguito ulteriori provvedimenti, dovrà avere un percorso condiviso che dovrà vedere attorno a un tavolo datori di lavoro, organizzazioni sindacali, affinché certe attenzioni possano poi esprimersi in un percorso condiviso. Faccio menzione delle organizzazioni datoriali perché nei prossimi anni la "legge Maroni", la legge delega, nel 2008 avrà i suoi effetti e da quel momento il TFR avrà un'importante modifica, quindi rispetto a questo dovremo interrogarci sugli strumenti che il sistema produttivo dovrà avere a disposizione per far fronte ad un autofinanziamento, fino ad oggi gestito con delle sue regole.
Con questo decreto, che andrà ad aggiungere tecnicamente al decreto legislativo n. 430/1989 l'articolo 1bis, che indicherà la Regione come soggetto idoneo a favorire l'accesso della previdenza complementare, da un lato... dall'altro a poter individuare l'Amministrazione regionale come soggetto che ha facoltà di disciplinare, nell'ambito dei principi fondamentali statali ed europei, questo tipo di attività, la possibilità per i fondi territoriali di avvalersi di strutture che sono state costituite ad "hoc" dall'Amministrazione regionale. Soprattutto importantissimo è il 4° comma dell'articolo 1bis, che individua tutte le categorie, che sono rappresentative di tutto il sistema lavorativo della nostra Regione, che potranno accedere alla previdenza complementare espressa da fondi territoriali.
Ripeto: questa norma di attuazione è una norma molto importante e spero che venga accolta come un primo passo rispetto a un'azione assolutamente fondamentale. Nell'ambito di tali argomenti non posso che creare, con il collega Fosson, un "addendo" che sarà rappresentato dai fondi assistenziali, cioè da tutte quelle formule che daranno delle risposte ad altri bisogni che i cittadini avranno.
Président - Je déclare ouverte la discussion générale.
La parole au Conseiller Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Non so se devo essere così ottimista come l'Assessore Marguerettaz. Abbiamo votato a favore del provvedimento in I Commissione, perché si tratta del recepimento di una potestà per la Regione, voteremo a favore anche in aula.
Vorrei chiedere se lei è così sicuro che fra 20 o 30 anni saremo in grado di erogare pensioni, perché c'è la volontà politica di ridimensionare e liquidare l'"INPS", vorrei chiederle se è così sicuro che fra 20 o 30 anni i fondi pensione che stiamo creando ci saranno ancora o non saranno spariti o falliti, da chi devono essere garantiti, con quali criteri e quanti soldi mettono le persone e quanti la Regione.
A proposito di nuove generazioni... perché a forza di sgravi fiscali alle aziende che non sono in grado di stare sul mercato con le proprie forze, ne abbiamo appena sentito un esempio, e con la riduzione continua del costo del lavoro... o creiamo un sistema cinese, e allora cancelliamo un secolo e mezzo di lotte sindacali e di diritti, oppure forse bisognerà "mettere le mani" non solo al costo del lavoro per stare sul mercato della competizione, e questo è già un grosso problema per cui si sta gradualmente svuotando l'"INPS".
Quello che ci interessa è che vi sia una maggior verifica da parte del Consiglio regionale sui fondi ai quali la Regione contribuisce con denaro pubblico alla costituzione e alla gestione. Fate una piccola indagine, da quando è stata costituita la società di gestione la Regione ha erogato 1,5 milione di euro per questi fondi. Diverse volte, prima di entrare in Consiglio, ho chiesto e alla parte sindacale, imprenditoriale e regionale di avere della trasparenza su dove sono stati investiti questi fondi: azioni, obbligazioni, aziende e "chi più ne ha ne metta". Risposta: zero, cioè noi abbiamo dei rappresentanti di nomina regionale nella società di gestione di tali fondi con una partecipazione di denaro pubblico che non sono in grado, o non vogliono rispondere al Consiglio, o a un cittadino qualsiasi come il sottoscritto dove sono stati investiti questi soldi finora, perché poi c'è una parte del sindacato che invita a non preoccuparsi, spiegando che i fondi vengono investiti dove rendono di più. Ma "dove rendono di più" mi fa venire "la pelle d'oca": nella produzione di armi, o nel far lavorare i bambini in sud est asiatico, o nelle industrie chimiche che deturpano e inquinano? Oppure questo Consiglio raccoglie delle raccomandazioni e verifica... e quindi, almeno per i contributi che saranno erogati per i nuovi fondi che saranno istituiti, utilizzando gli strumenti creati dalla Regione, pretendiamo che ci sia trasparenza ed eticità... potrebbe anche darsi che questi fondi rendano meno, ma può anche darsi che le persone che versano i loro risparmi siano più tranquille con la propria coscienza e soprattutto noi che siamo una struttura pubblica: il Consiglio regionale. Se si viene a sapere in giro che la Regione dà i soldi per fondi che vengono investiti non si sa bene dove o addirittura quando si scoprirà... ci sarà da vergognarsi, sapete che bella figura faremo?
Nel mese di marzo sono usciti due "spot" pubblicitari di un membro della società di gestione - fra l'altro, un mio amico che era Vicedirettore dell'"INPS" -, di sponsorizzazione dei fondi, dicendo che questi fondi hanno avuto dei rendimenti incredibili. Certo, se la gestione è a carico dei soldi della Regione, è facile far rendere! Anch'io sono capace a far l'industriale, l'operatore finanziario, il promotore, l'assicuratore e cose di questo genere...
(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)
... ma io sono d'accordo, sono contrario al liberismo, anche perché tutti i giorni ho la dimostrazione che questo sano liberismo in realtà non esiste. Vogliamo proteggerci dalla Cina, abbiamo fatto noi la Cina fino all'altro giorno; vogliamo il libero mercato, non abbiamo un'azienda non solo a livello regionale, a livello locale che è in grado di stare sul mercato da sola, forse una c'è, ma è un'eccezione rispetto alla norma. Il liberismo in cosa consiste? La "FIAT" è in crisi, è stata citata prima, ha incassato soldi a tutto spiano per più di mezzo secolo, se non facciamo la storia del Fascismo con l'industria delle armi durante il Fascismo... e questa sta sul libero mercato; in che misura stanno sul libero mercato tali aziende? Prendono i profitti, li investono sul mercato finanziario e magari i "buchi" delle loro aziende li copre qualcun altro, magari noi, però sto uscendo dal seminato...
(nuova interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)
... l'Onorevole Berlusconi è il promotore di questo sistema, nel senso che con Craxi, Capo del Governo del Centro Sinistra, si è fatto fare una legge ad "hoc" per diventare imprenditore con il denaro pubblico, le emittenze private e "chi più ne ha ne metta" e adesso dice: "guardate come sono bravo a fare l'imprenditore, voi Italiani dovete copiare da me". Sono d'accordo a copiare da lui, se avessi un decimo di tutti gli aiuti diretti e indiretti avuti dallo Stato, forse sarei bravo quanto o più di lui.
Non farmi però uscire dal "seminato". Voto quindi a favore nella misura in cui il Consiglio sarà chiamato all'istituzione o a prendere atto dell'istituzione di nuovi fondi pensione, che il denaro che versa il Consiglio a nome dei cittadini venga versato quando i fondi sono etici e trasparenti. L'altra cosa che dovremmo fare sul TFR - e qui non è competenza forse del Consiglio - è fare in modo che versino il TFR quelli che firmano perché il TFR sia versato sul fondo, non che devono andare a firmare quelli che non vogliono che automaticamente il TFR venga versato sui fondi. Ripeto: vorrei una verifica di quello che andremo a deliberare, una maggiore attenzione e una maggiore trasparenza ed eticità sulla creazione di nuovi fondi a carattere regionale.
Président - La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - Non entro nella polemica del liberismo, del Comunismo legato ai fondi di previdenza complementare, perché mi sembra una polemica fuori luogo, sterile e aggiungo solo una considerazione: ogni volta che sento un Comunista che ci vuole raccontare come funziona il mercato ricordo solo come ha funzionato l'Unione sovietica, come sta funzionando la Cina e come funziona Cuba, cioè non funzionate. Dove avete messo la vostra cultura, avete dimostrato in 100 anni che dove avete messo qualcosa non ha funzionato!
Detto questo, vorrei commentare in maniera positiva l'arrivo in aula dei 2 decreti, anche perché sono 2 decreti che confermano una volontà diretta anche di questo Governo, che ha nominato in Commissione paritetica - per la prima volta nella storia di questa Regione - come Presidente un Valdostano, ha fatto in modo che vi fossero sempre dei Valdostani a rappresentare lo Stato in Commissione paritetica e naturalmente il giudizio che do è che avremmo potuto fare molto di più, ma la disponibilità della parte statale valdostana non ha mai incontrato in questi anni il favore della parte regionale che, fra l'altro, valdostana non era. Credo che ancora una volta dobbiamo cogliere l'occasione per dire questa verità storica, una verità che alla Valle d'Aosta ha portato poco, ma perché non c'è stata da parte della Regione la volontà di far lavorare questa Commissione paritetica come avrebbe potuto fare e come avrebbe potuto, lo ha dimostrato in questi 2 decreti che sono 2 decreti importanti, che sanciscono un principio di devoluzione di potestà e di competenze, ma sono anche 2 decreti che affidano il futuro dei dipendenti pubblici e della loro pensione in mano alle abilità gestionali o meno e alle scelte politiche del Consiglio di rendere privata o pubblica la gestione, cioè sarà il Consiglio che dovrà decidere come dovranno essere amministrate tali risorse. Il fatto di lasciare a noi decidere come le nostre pensioni dovranno essere costruite però è un fatto positivo, anche se complesso. Infatti già oggi abbiamo una situazione di grande deficit contributivo, in termini generali quasi la metà delle pensioni erogate dall'"INPS" ai Valdostani sono integrate da contributi statali, quindi il costruire nei prossimi 20-30 anni il secondo pilastro della pensione comporterà dover fare scelte complesse e spero illuminate per tutti i Valdostani.
Per quanto riguarda la motorizzazione, occorre ricordare che anche questa non è solo una competenza, ma è una destinazione di risorse, perché insieme alle competenze lo Stato ha devoluto tutto il personale che oggi ruota sul Ministero della motorizzazione, ma anche delle risorse aggiuntive, che non coprono solo i costi del personale che sono intorno ai 750mila euro per i 15 dipendenti, ma quel qualcosa in più che può essere utile a far partire un processo di organizzazione della motorizzazione civile valdostana in Valle d'Aosta, quindi con circa 4 miliardi in più che in bilancio verranno aggiunti.
Noi voteremo a favore di questi 2 decreti, ma con un po' di amarezza dovuta alla consapevolezza che questa Commissione paritetica avrebbe potuto funzionare in questi 3 anni come sta funzionando in questo momento, portando a questo Consiglio molti più decreti di quelli che oggi non abbiamo potuto votare. Esprimiamo soddisfazione, vogliamo fare i complimenti al Presidente che ha portato avanti tale lavoro in mille difficoltà e voglio riportare solo una piccola memoria storica: purtroppo la Commissione paritetica è stata bloccata per 2 anni e mezzo da parte regionale, perché si discuteva esclusivamente della Presidenza e io credo che sia stata una scelta sbagliata, contro gli interessi della Regione, che avrebbe potuto beneficiare di una Presidenza valdostana anche se nominata dallo Stato. Auspico che nella futura legislatura si possa ritrovare una Commissione paritetica con una Presidenza valdostana: aspetteremo e guarderemo. Siamo subito a garantire che, se saremo noi, naturalmente la Presidenza sarà di nuovo valdostana, se sarete voi, spero che copierete almeno qualcosa e possiate mettere Presidente un Valdostano come è stato in Commissione paritetica in questi anni.
Président - La parole au Conseiller Cesal.
Cesal (UV) - Per una volta devo dire che mi trovo d'accordo con il collega Lattanzi, non posso che esprimere soddisfazione per vedere approdare in aula questi 2 provvedimenti, che sono estremamente importanti. Sono d'accordo con il Consigliere Lattanzi quando dice che la Commissione paritetica è stata ferma per 2 anni e mezzo, ovviamente non sono d'accordo sulle motivazioni addotte, per quel che mi riguarda sono esattamente opposte. Esprimo quindi la mia soddisfazione per essere giunti a questo momento importante, non vado ad indicare quali sono le reali motivazioni, perché siamo in un periodo elettorale e qualsiasi tipo di considerazione potrebbe venire interpretato in maniera strumentale, per cui eviterei di cadere nella strumentalizzazione in questo periodo di tipo elettorale. Esprimo, in sintonia con il Consigliere Lattanzi, tutta la mia soddisfazione per vedere finalmente approdare in aula alla discussione generale, dopo essere passati al vaglio della I Commissione, questi 2 provvedimenti che ritengo importanti estremamente per quanto affermano. Non sono d'accordo - ma potrei anche essere d'accordo - con il collega Bortot, che ha fatto delle considerazioni di tipo generale in ordine alla gestione della previdenza complementare. Qui non stiamo entrando nel merito di un provvedimento, ma stiamo recependo come ordinamento regionale delle competenze che ci vengono trasmesse tramite lo strumento delle norme di attuazione, che hanno lo scopo di adattare il nostro Statuto all'evoluzione della situazione giuridica di carattere statale. Per cui esprimo tutta la mia soddisfazione, credo che le relazioni allegate ai singoli provvedimenti siano esaurienti, ritengo che tutto il Consiglio le possa votare. Mi auguro che nella prossima legislatura si possa procedere con maggior determinazione in ordine al recepimento di tutte le norme nell'ordinamento regionale, in modo che non ci siano più dei periodi in cui non si lavora, e che si possa finalmente godere di tutte le prerogative che spettano alla nostra Regione. Per questo esprimo il voto favorevole del nostro gruppo.
Président - Je soumets au vote le point n° 14.1:
Conseillers présents et votants: 27
Pour: 27
Le Conseil approuve à l'unanimité.
