Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1867 del 5 aprile 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1867/XII - Esclusione degli studenti lavoratori dalle agevolazioni per l'attuazione del diritto allo studio universitario. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso:

- che l'articolo 11 della Legge regionale 34/2005 ha escluso gli studenti lavoratori dalle agevolazioni per l'attuazione del diritto allo studio universitario;

- che la norma in oggetto è stata ritenuta illegittima dal Governo e impugnata innanzi alla Corte Costituzionale, poiché si pone in contrasto con le disposizioni nazionali che fissano i livelli essenziali cui le Regioni devono attenersi per garantire uniformità di trattamento nel diritto allo studio nonché con le norme generali in materia di istruzione;

- che già con un provvedimento legislativo precedente (31/2005) la Regione ha escluso gli studenti ultra 26enni dalle agevolazioni tariffarie previste per i trasporti;

- che le decisioni assunte dalla Regione in materia di diritto allo studio stanno generando un comprensibile disappunto e un notevole disagio tra gli studenti valdostani che rientrano nelle suddette categorie;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore delegato per sapere:

1) per quali ragioni gli studenti lavoratori sono stati esclusi dalle agevolazioni per l'attuazione del diritto allo studio universitario;

2) per quali ragioni gli studenti ultra 26enni sono stati esclusi dalle agevolazioni tariffarie previste per i trasporti;

3) se intende ripristinare la situazione precedente all'entrata in vigore delle norme citate in premessa o comunque riconsiderare, secondo principi meno selettivi, la disciplina della materia.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Questa interpellanza ci serve per avere dei ragguagli - "a posteriori", lei ci dirà -, però è meglio averli dopo che non averli mai. Sono ragguagli che chiediamo in merito a 2 leggi che sono state approvate da questa Regione. Negli ultimi 6 mesi questa Regione ha abbattuto una vera e propria "scure" sugli studenti universitari, in particolare, come si evince dalla premessa dell'interpellanza, vi sono 2 leggi: la n. 34/2005 e la n. 31/2005, che hanno escluso rispettivamente gli studenti lavoratori dalle agevolazioni per l'attuazione del diritto allo studio universitario e gli ultraventiseienni dalle agevolazioni tariffarie previste per i trasporti. Vorremmo capire quali sono le motivazioni politiche che stanno alla base di tale scelta, che è sì stata esaminata in quest'aula, in quanto la prima era una norma inserita nell'"omnibus", quella riguardante gli studenti "over" 26 esclusi dalle agevolazioni, e la seconda una norma che invece è stata inserita nella legge finanziaria e riguarda gli studenti lavoratori. Quest'ultima, fra l'altro, è stata impugnata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, perché ritenuta illegittima nella parte in cui prevede l'esclusione degli studenti lavoratori dalle provvidenze relative al diritto allo studio universitario, perché questa disposizione si porrebbe in contrasto con la normativa nazionale, che fissa i livelli essenziali a cui le Regioni devono attenersi per garantire uniformità di trattamento nel diritto allo studio e che devono tuttora considerarsi un punto di riferimento imprescindibile per il legislatore regionale, nonché si pone in contrasto con le norme generali in materia di istruzione.

Al di là di questa questione, che è meramente giuridica, ancorché importante e che verrà dissipata dalla Corte costituzionale, ci vuole una spiegazione politica a tali scelte, che vedono gli studenti universitari essere privati di tutta una serie di provvidenze previste dalla legge n. 30/1989 e che si sostanziano in borse di studio per un valore che si aggira sui 2.400 euro e contributi per l'affitto che hanno un valore analogo. Naturalmente altrettanto preoccupante è quella scelta che ha escluso gli studenti ultra ventiseienni dalle agevolazioni tariffarie. Sappiamo che a livello di istruzione universitaria la Val d'Aosta non è che brilli nelle classifiche nazionali, anzi sappiamo che il tasso di scolarizzazione universitaria non è fra i più elevati, sappiamo che il livello di "mortalità" universitario, cioè gli studenti che cominciano il percorso di studi, ma non lo concludono, è altrettanto elevato. Sappiamo anche che oggi le condizioni per poter concludere nei tempi previsti il curriculum di studio universitario non sempre è agevole, sovente bisogna recarsi fuori dal proprio luogo di residenza, dove si domicilia abitualmente, per seguire la vocazione culturale o professionale che si vuole intraprendere come futuro lavoro e sovente si supera il limite di età di 26 anni, talvolta si va fuori corso per ragioni di demerito studentesco, talvolta perché si è costretti dalle circostanze personali, familiari, professionali. La scelta del suo Assessorato è una scelta importante perché esclude tutta una categoria di persone, che sono costrette loro malgrado... mi riferisco non ai fuori corso per demerito universitario, perché, se uno sta lì a poltrire e a pagare le tasse universitarie perché gliele pagano i genitori e può permetterselo e non supera i vari esami e attende passivamente o procrastina la discussione di una tesi, è un caso diverso, su questo penso siamo concordi... perché intraprendono uno studio superiore dopo essersi diplomati, dopo essere entrati nel mondo del lavoro, quindi dopo che hanno un'età superiore ai 26 anni e magari hanno anche una famiglia. È vero, hanno un reddito, ma magari questo reddito non è sufficiente a coprire le onerose spese universitarie e qui andiamo a toccare la fascia di tutti questi lavoratori che sono, per scelta o per costrizione, obbligati a lavorare e vogliono conseguire un titolo di studio universitario che potrebbe promuovere le loro aspirazioni personali e la loro carriera.

Assessore, sintetizzando le 3 domande che le abbiamo posto, vorremmo capire per quali ragioni voi avete optato per questa scelta, se intendete ripristinare una situazione diversa, non dico la precedente, come ho messo nel quesito, ma se volete adottare un criterio meno selettivo di quelli rigidi che sono stati introdotti nelle 2 leggi e prevedere delle forme più agevoli rispetto a questo momento di sbarramento, che avete improvvisamente inserito e che va a penalizzare vaste categorie di persone. È uno sbarramento anagrafico e anche categorico, cioè i lavoratori perché devono essere penalizzati? Ho "letto" anche il dibattito che non c'è stato peraltro in aula, quindi io per primo faccio ammenda, il nostro gruppo, ma anche gli altri gruppi consiliari hanno completamente omesso di guardare con attenzione tale punto, ripeto: "meglio tardi che mai", perché, facendo parte di questo consesso, abbiamo la potestà legislativa di modificare degli errori che sono stati fatti in corso d'opera. Lei capirà che tali 2 norme stanno generando un comprensibile disappunto e un notevole disagio fra gli studenti valdostani che rientrano in queste due categorie. Con tali domande vogliamo presentarci in forma propositiva, ma vogliamo sottolineare in maniera determinata che questo disagio è quanto mai sentito e la Giunta "in primis" e il Consiglio regionale dovrebbero tornare ad affrontare la materia in maniera meno selettiva e più attenta alle diffuse e diverse esigenze della popolazione studentesca universitaria valdostana.

Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Charles Teresa.

Charles (UV) - Je réponds d'abord aux points n° 1 et n° 3 et par la suite au point n° 2, qui se rapporte à une autre loi.

En référence aux points n° 1 et n° 3, pour ce qui concerne les facilités prévues par la loi régionale n° 30/1989, "Interventions de la Région pour la réalisation du droit aux études dans le domaine universitaire", je précise que l'exclusion des étudiants travailleurs a été prévue par l'article 11 de la loi régionale n° 34/2005, afin de limiter les dépenses, mesure qui a intéressé tout le budget de la Région pour l'année 2006. Toutefois, les premières difficultés d'application de l'exclusion en parole ont été constatées au moment de l'évaluation du Statut des travailleurs, puisqu'il n'existe pas de norme qui en donne une seule définition, déférée aux avis de concours pour l'attribution des aides, et puisqu'il existe une ample gamme de choix pour définir un travailleur et c'est le problème que nous nous sommes posé tout de suite: par exemple, travailleur dépendant à temps indéterminé ou déterminé, travailleur autonome, travailleur sur la base d'une période de travail de l'année, sur la base de ses revenus, donc il y a effectivement plusieurs cas. Ces considérations ont mis en évidence la présence de possibles disparités et donc nous avons penché bien avant la présentation du recours du Président du Conseil des ministres, centré sur la déclaration d'illégitimité constitutionnelle de la norme en parole, pour évaluer la possibilité de reconsidérer la décision d'exclure les étudiants travailleurs; donc sur cela nous avons commencé à réfléchir avant. En effet, au moment de la communication du recours, il avait été faite l'hypothèse de faire face à cette situation en intégrant dans la "loi omnibus", en cours de prédisposition, l'abrogation de la partie de l'article 11 de la loi régionale n° 34/2005 relative à l'exclusion des étudiants travailleurs. On va donc reconsidérer, sur la base de ce que je vous ai dit, employé, non employé, temps indéterminé, temps déterminé, revenu et ainsi de suite.

Quant au point n° 2, c'est l'Assessorat des transports qui nous a fourni les données et donc les dynamiques d'accroissement des charges relatives à la concession des facilités prévues par la loi régionale n° 29/1997 en faveur de plusieurs catégories d'usagers de moyens de transport public, parmi lesquels les étudiants et les personnes âgées... auraient nécessité d'un accroissement des affectations de crédits destinés à cela, dans le cadre du budget régional. Cette hypothèse s'est révélée d'ailleurs incompatible avec une contraction des domaines d'application de ces facilités et il a été décidé d'intervenir en faveur de la catégorie des usagers qui, d'une manière générale, auraient souffert en moindre mesure de la perte du bénéfice. Il est superflu donc d'ajouter que la limite d'âge de 26 ans établie pour pouvoir bénéficier des facilités n'est pas une limite qui fait une distinction tout de même entre les étudiants travailleurs ou pas, c'est un autre problème. C'est une limite d'âge qui est absolument indépendante de la position des travailleurs.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Due considerazioni. In primo luogo apprendiamo con soddisfazione che l'Assessore e gli uffici da lei dipendenti abbiano ravvisato che il lavoro non può essere un elemento discriminatorio per l'accesso a certi tipi di agevolazione. Ci fa piacere sapere che, nonostante l'impugnazione effettuata da parte del Governo italiano, la Regione abbia intenzione di riconsiderare la formulazione di tale norma e che in una futura norma inserita in un progetto "omnibus" vi sarà l'abrogazione di questa disposizione incriminata. Da tale punto di vista, non posso che esprimere la nostra soddisfazione, perché l'appunto è stato accolto.

Per quanto riguarda invece l'altra categoria di persone, gli ultra ventiseienni, per i quali viene mantenuto questo sbarramento per la concessione dei biglietti a prezzo agevolato, lei dice che sono due questioni diverse ed è vero, uno è uno sbarramento anagrafico, l'altro è una categorizzazione sulla base dello "status" lavorativo oppure no. Sovente però gli studenti lavoratori sono anche ultra ventiseienni, c'è questa coincidenza e, essendo sovente così, viene comunque limitato un beneficio: quello delle agevolazioni sui trasporti, che finora abbatteva non di poco i costi per il trasferimento degli studenti valdostani che vanno a studiare in Università fuori Valle. Chiedo che vi sia un ripensamento su tale questione, non credo sia sufficiente la motivazione che lei ha addotto che le risorse devono essere concentrate sugli studenti infra ventiseienni, non penso che la Regione abbia a disposizione così poche risorse e debba essere costretta a tagliare in un ambito sociale come questo delle disponibilità economiche perché non vi sono fondi sufficienti in capitoli di bilancio. Non mi risulta, il bilancio previsionale 2006 assegna 4,4 milioni di euro per il programma diritto allo studio; è vero che le provvidenze sono distribuite in maniera differenziata, ma non credo che anche la legge n. 29/1997 sia così povera per dover tagliare delle provvidenze agli studenti "over" 26, primo, perché c'è la coincidenza fra l'età anagrafica e lo "status" lavorativo, secondo, anche perché ho letto delle motivazioni sui giornali, non credo che il Patto di stabilità imposto a livello governativo abbia reso necessaria una riduzione della spesa corrente proprio su questo capitolo relativo alle provvidenze allo studio a favore degli studenti universitari. Sappiamo che la finanziaria 2006 e il Patto di stabilità impongono delle riduzioni sugli sprechi, ma non certo sui servizi sociali, quindi, visto che si tratta di una scelta politica portata avanti a livello regionale, la invito, Assessore, a riconsiderare anche la norma degli "over" 26, altrimenti si crea una discriminazione che, facendo un esame comparato con altre legislazioni regionali, non ho trovato. È quindi anche spiacevole che la Regione abbia il primato di essere la prima o fra le poche Regioni italiane che hanno inserito una norma così selettiva che, oltre a non trovare "terreno" in altre Regioni italiane, crea delle penalizzazioni che, a nostro avviso, non hanno alcuna ragion d'essere in una Regione come la nostra, che dispone di notevoli risorse per affrontare le diverse esigenze sociali della nostra Comunità.