Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1862 del 5 aprile 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1862/XII - Regolamentazione dell'apprendistato professionalizzante. (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso che:

- l'apprendistato professionalizzante istituito con il D.lgs 276/03 demanda alle Regioni la regolamentazione dei percorsi formativi;

- la Giunta regionale si è sino ad ora limitata ad emanare disposizioni amministrative di tipo transitorio in attesa di definire in legge un'articolata regolamentazione;

- la Giunta ha proceduto a continue modifiche delle proprie disposizioni, creando confusione tra i soggetti interessati;

- con una recente comunicazione epistolare alle aziende sono state modificate ulteriormente le precedenti istruzioni sui Piani Formativi Individuali di Dettaglio, prescrivendo che gli stessi siano definiti dalle agenzie formative accreditate, alle quali le imprese sono obbligate a rivolgersi;

- nulla viene detto, invece, rispetto al Piano Formativo Individuale Generale, che in base alle precedenti disposizioni doveva essere presentato entro il 31/03/2006 congiuntamente al Piano Formativo Individuale di Dettaglio;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

Il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per conoscere:

1) se le nuove procedure per la predisposizione dei P.F.I.D. comportino oneri per le imprese;

2) quali sono le procedure da seguire per il P.F.I.G.;

3) quali sono i tempi e contenuti con i quali verrà predisposto il disegno di legge regionale a regolamentazione dell'Apprendistato professionalizzante.

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, La Torre.

La Torre (FA) - Cercherò di rispondere io, scusando l'assenza del Presidente. La risposta sarà una risposta tecnica, perché l'argomento è strettamente tecnico, c'è poco da interpretare sotto un profilo politico, sebbene l'interrogazione per qualche verso cerchi di insinuare... come se il Governo non si occupasse sufficientemente e con attenzione di questi problemi. Intanto l'apprendistato è al momento l'unico contratto di lavoro a contenuto formativo presente nel nostro ordinamento, a parte il contratto di formazione... e al lavoro nelle pubbliche amministrazioni. Sono previste sostanzialmente tre tipologie: la prima è l'apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, si tratta di un percorso alternativo alla formazione scolastica riservato ai giovani fra i 15 e i 18 anni non compiuti; la seconda è l'apprendistato professionalizzante finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale attraverso la formazione sul lavoro, riservato ai giovani fra i 18 e i 29 anni; la terza è l'apprendistato per l'acquisizione di un diploma o percorsi ad alta formazione, destinato al raggiungimento di un titolo di studio secondario, laurea o diploma di specializzazione, nonché alla specializzazione tecnica superiore e interessa le persone comprese fra i 18 e i 29 anni.

Rispetto alle disposizioni legislative precedenti, la legge n. 196/1997, "legge Treu", viene innalzato il limite di età per l'inizio di un rapporto di lavoro di apprendistato fino ai 29 anni, ma solo per le tipologie 2 e 3. L'obbligo di richiesta di autorizzazione all'assunzione di apprendisti alla Direzione provinciale del lavoro è stato abrogato, tuttavia le norme regionali possono reintrodurre una diversa procedura autorizzativa anche attraverso il rimando agli enti bilaterali. In assenza di disciplina regionale, ogni rimando a procedure autorizzative previste da contratti collettivi non sono legittime. Per l'apprendistato professionalizzante la Regione definisce con proprio atto, d'intesa con le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro sul piano regionale, i profili formativi del contratto di apprendistato professionalizzante, le ore di formazione necessarie, la certificazione di risultati formativi, le modalità di registrazione della formazione nel libretto formativo. Per l'apprendistato professionalizzante i contratti stabiliscono la durata del contratto di apprendistato in relazione alla qualificazione da conseguire, le modalità di erogazione ed articolazione della formazione esterna ed interna alle singole aziende. Alcuni contratti collettivi hanno già disciplinato il nuovo contratto di apprendistato professionalizzante, in particolare il contratto del terziario, distribuzione e servizi, il contratto delle cooperative di distribuzione. In effetti, il contratto del terziario, distribuzioni e servizi, eleva il limite di età per l'assunzione fino a 29 anni, introduce un meccanismo di autorizzazione presso l'ente bilaterale e disciplina le attività di formazione.

Con circolare - la n. 40/2004 - il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha dichiarato l'inefficacia dei contratti collettivi nazionali, che hanno disciplinato l'istituto dell'apprendistato professionalizzante senza attendere l'emanazione della disciplina regionale di riferimento. Per superare questa situazione di stallo, le parti sociali nel Patto per lo sviluppo hanno sottoscritto il protocollo d'intesa per la regolamentazione transitoria dell'apprendistato professionalizzante; questo è stato fatto in data 24 giugno 2005 allo scopo di favorire l'agevolazione del ricorso in materia di apprendistato ad un importante contratto a carattere formativo, con possibili positive ricadute anche sul piano occupazionale, valorizzando in questo le precedenti esperienze di formazione degli apprendisti avvenute nella Regione in collaborazione con le parti sociali. Con il DGR n. 2525 del 8 agosto 2005 è stato poi recepito il protocollo d'intesa per consentire alle aziende di assumere da subito apprendisti tra i 18 e i 29 anni di età, ove esista un contratto collettivo che lo prevede e definendo il piano formativo individuale e generale. La Direzione Agenzia regionale del lavoro, che dipende dal Presidente, è responsabile per l'esercizio delle competenze regionali in materia di attività formative collegate al contratto di apprendistato, mentre il Dipartimento delle politiche per l'impiego, che dipende dall'Assessorato di mio riferimento, segue invece la parte legata all'ingresso sul mercato del lavoro, registrazione della comunicazione di assunzione, interventi per favorire l'incrocio fra domanda e offerta di lavoro, attività di informazione generale sulla materia apprendistato, diffusione delle offerte di lavoro. Se vuole, le metto anche a disposizione questa mia breve relazione sulla situazione dell'apprendistato.

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Presidente, eviterei di replicare a tale interrogazione e chiederei che venisse a questo punto iscritta d'ufficio al prossimo Consiglio, perché la risposta dell'Assessore La Torre è un "excursus" sull'apprendistato, non è una risposta all'iniziativa. Prendendo atto che la materia la segue il Presidente della Regione, forse era corretto non discuterla, Presidente. È inutile che faccia...

Presidente - ... era quello che avevo proposto...

Frassy (CdL) - ... protestavo perché l'Assessore Ferraris ha sempre seguito le problematiche in materia di apprendistato e i resoconti consiliari ne fanno fede. Prendiamo atto che lei non li segue, però era più corretto che lo dicesse prima. Posso evitare la replica se viene iscritta d'ufficio.

Presidente - Ho qualche difficoltà dopo la risposta da parte dell'Assessore di riscriverla d'ufficio al prossimo Consiglio, nel senso che lei è liberissimo di giudicare insoddisfacenti le risposte dell'Assessore ed è liberissimo di ripresentarla...

Frassy (CdL) - ... comunque noi evidenziamo come fra la precedente gestione dell'Assessore Ferraris e la gestione dell'Assessore La Torre vi sia un abisso. Con l'Assessore Ferraris non ci si trovava sulle conclusioni, ma ci si confrontava sui temi. Assessore La Torre, non ci si può confrontare con lei, perché sta parlando di cose che nulla c'entrano rispetto ai problemi tecnici da lei giustamente individuati in esordio. Le chiediamo se le procedure per la predisposizione del piano formativo individuale di dettaglio - in sigla "PFID", ma è specificato nella premessa nel caso lei avesse difficoltà ad interpretare la sigla - comportino oneri per le imprese... non ci ha risposto! C'è una deliberazione di Giunta che lei ha votato in cui si dice, contrariamente a quello che si diceva nella deliberazione dell'agosto scorso, che i piani di dettaglio per la formazione individuale non vengono più presentati dalle imprese, ma devono essere presentati attraverso le agenzie accreditate. La domanda che si pongono i suoi colleghi imprenditori, Assessore - mi fa strano che a lei non sia ancora arrivata la stessa domanda che a me è stata girata -, è: che oneri ci saranno - se ci saranno - per gli imprenditori che devono rivolgersi in forza di un atto amministrativo alle strutture accreditate per la formazione? Questa era la prima domanda, io la risposta non l'ho sentita.

La seconda domanda è sul piano della formazione individuale generale, che, in base alla deliberazione di Giunta dell'agosto scorso, doveva essere presentato entro il 31 marzo 2006 congiuntamente al piano di dettaglio. Nella nuova deliberazione dite che al 31 marzo il piano di dettaglio non deve essere più presentato entro il 31 marzo, in quanto le aziende entro il 31 marzo devono fare esplicito riferimento alle agenzie formative accreditate, ma non parlate più del piano formativo generale. La risposta su che ne è delle procedure per il piano formativo generale non ce l'ha data.

Le chiediamo se avete intendimento prima o poi - perché la norma dello Stato questo dice: che ci va la regolamentazione legislativa - e in tal caso quando e con quali contenuti andrete a predisporre una legge che possa consentire l'apprendistato professionalizzante al di fuori dei limiti della fase transitoria, ma lei non ci ha risposto. Come è possibile, Assessore? O lei non ha letto l'interrogazione, o gli uffici hanno sbagliato a passarle il foglio; lei non ha letto l'interrogazione e questo è grave nella dialettica fra il Consiglio e la Giunta!

Abbiamo posto delle domande precise, molto tecniche, perché sono le domande che si pongono gli imprenditori e voi non date risposte; non le date con gli atti amministrativi, ma non le date neppure in aula a seguito delle interrogazioni formali e questo è negativo, perché sulla problematica dell'apprendistato, Assessore, la invito a dedicarci più tempo e più attenzione. La Regione Valle d'Aosta è il "fanalino di coda" rispetto a tutte le altre 17 Regioni e le 2 Province autonome di Trento e Bolzano, che hanno già regolamentato con provvedimenti legislativi il percorso previsto dal decreto legislativo n. 276/2003, che è il decreto legislativo di attuazione della "riforma Biagi". Voi siete ancora fermi alle disposizioni transitorie che sono state adottate con atto amministrativo e, tra l'altro, la deliberazione di agosto 2005 è tardiva, perché quella deliberazione - che dice: "l'apprendistato professionalizzante può essere messo in piedi se ci sono le previsioni contrattuali" - arriva un mese e mezzo dopo la disposizione del Ministero del lavoro, che già diceva la stessa cosa, cioè che, a fronte dei ritardi delle Regioni, le aziende erano autorizzate a dare applicazione a questa previsione normativa se c'era la regolamentazione dei contratti collettivi. Assessore, perciò non se ne abbia a male, ma la sua risposta è totalmente insufficiente!

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre, per una precisazione.

La Torre (FA) - Come sempre, il collega Frassy non perde occasione per far vedere che abbassa le corna e parte come un bufalo. Credo che lei non abbia ben capito una cosa: innanzitutto che il Presidente aveva chiesto il rinvio, e lei protestava; io, per educazione e rispettando quella che mi sembrava una sua protesta rumorosa, perché "bofonchiava", mi sono offerto, pur non essendo la questione di mia competenza - lei probabilmente è così informato che non è informato che l'Agenzia del lavoro non dipende dal mio Assessorato il compito-, di darle una risposta, ma siccome ci tengo a cercare di capire come funziona, non essendo un tuttologo, né avendo la pretesa di essere un tuttologo come lei, che conosce tutto, però capisco che non tutti possono nascere così fortunati... mi ero informato e avevo chiesto di essere messo a conoscenza dall'Agenzia del lavoro delle procedure. L'Agenzia del lavoro gentilmente mi aveva fornito un riepilogo della situazione in Valle d'Aosta, della situazione nazionale e delle procedure che in questo momento sono applicate. Io per rispetto suo e per educazione... ma mi sono sbagliato e quindi la prossima volta starò zitto e, anziché rispettarla, mi farò i fatti miei, imparando dai suoi comportamenti, mi sono alzato e le ho detto prima che la risposta sarebbe stata una risposta tecnica così come mi era stata fornita dall'ufficio. Mi sono limitato nel suo rispetto di leggerla ma, siccome lei non è una persona che rispetta gli altri, stia tranquillo che la prossima volta non le rispondo, mi farò i fatti miei e lascerò che lei abbassi le corna e vada nella direzione che vuole andare!

Presidente - La parola al Consigliere Frassy, per fatto personale.

Frassy (CdL) - È inammissibile ormai da parecchi mesi il modo in cui procedono i lavori di questo Consiglio, nel senso che gli Assessori se vogliono rispondono, se non vogliono non rispondono, in Giunta sappiamo cosa fanno gli Assessori, perché spesso si gestiscono gli interessi personali, piuttosto che gli interessi collettivi. Di conseguenza, la nostra funzione qui non potrà essere altro che d'ora in avanti sempre più dura e determinata, caro Assessore, perché, se lei si va a leggere i resoconti delle problematiche sul lavoro e sugli apprendistati, il suo predecessore in Giunta dava risposte, su filosofie che potevano non condividere, ma dava risposte! Se lei non è preparato in materia, non è questione di rispetto, il rispetto è dando risposte a tema, non alzandosi e parlando di "farfalle" come ha fatto lei!