Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1842 del 22 marzo 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1842/XII - Lavori di ristrutturazione del complesso termale di Saint-Vincent. (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso:

- che la Legge regionale 38/1998, successivamente modificata, prevede interventi finanziari a favore del settore termale;

- che da anni è attesa la riqualificazione dello stabilimento termale di Saint-Vincent ad opera di un soggetto privato che ha proposto un progetto di rilancio complessivo;

tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore regionale delegato per conoscere:

1) quali sono le ragioni dei ritardi relativi ai lavori di ristrutturazione del complesso termale;

2) se e come è stata utilizzata la somma di 3,6 milioni di euro, affidata dalla Giunta regionale in gestione speciale a Finaosta (nel gennaio 2004) per la riqualificazione delle Terme di Saint-Vincent;

3) se sono confermati i propositi del soggetto privato nella realizzazione del progetto o se corrisponde al vero la notizia di un suo "raffreddamento" causato dalle numerose difficoltà procedurali generate dagli interlocutori pubblici;

4) se la recente ipotesi di inserire un centro di riabilitazione cardiovascolare nel contesto termale è riconducibile al medesimo soggetto proponente il progetto di rilancio.

F.to: Tibaldi - Lattanzi - Frassy

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Non è la prima volta che rispondiamo in quest'aula alle questioni concernenti le Terme di Saint-Vincent. Devo dire che la prima parte della risposta riguarderà i comportamenti e le scelte che il Comune di Saint-Vincent ha fatto, perché l'iter procedurale che riguarda le Terme di Saint-Vincent è seguito dal Comune di Saint-Vincent e non dalla Regione. L'iter parte nel 1998, quando il Consiglio comunale di Saint-Vincent deliberò di volersi avvalere dei benefici previsti dalla legge n. 38/1998 relativamente agli interventi in favore del settore termale, con l'intenzione di provvedere alla gestione del complesso termale, che risulta essere assai costoso per le casse della cittadina, mediante l'istituto della concessione come previsto dal disegno di legge, e di provvedere alla procedura per la scelta del concessionario. Nel marzo 1999 fu indetta la gara pubblica per l'individuazione del concessionario, in esito alla gara, nel marzo 2000, fu scelta la proposta del gruppo "ATA Hôtel". Nel giugno 2000 la Giunta comunale individuò i professionisti di riferimento per la predisposizione della convenzione con il Comune, con oneri a carico "ATA", convenzione poi approvata nel novembre 2002. Nel novembre 2003 il Consiglio comunale approvò poi il progetto di massima di riqualificazione delle strutture termali. Lei sa che vi fu una discussione vivace all'interno del Comune a causa soprattutto della possibilità adombrata in un primo tempo della costruzione di camere di albergo nella zona sommitale delle terme, perché ricordo che la ristrutturazione "ATA Hôtel" è a valere sulle nuove terme, sulle vecchie terme e anche su quella proprietà regionale, nel frattempo trasferita al Comune di Saint-Vincent, che è il vecchio "Grand Hôtel Source". A questo iter avrebbe dovuto seguire la presentazione da parte di "ATA Hôtel" della progettazione esecutiva e definitiva, da approvare da parte della Giunta comunale, e la conseguente redazione in via definitiva e sottoscrizione della convenzione già assentita dalla Giunta comunale nel novembre 2002. In realtà questa progettazione esecutiva e definitiva non è stata ancora depositata, pur essendo stata sollecitata anche per iscritto dall'Amministrazione comunale e, devo dire, pur non avendo noi un ruolo diretto, che il sottoscritto ripetutamente ha pregato l'"ATA Hôtel" di sveltire le pratiche, perché ci troveremmo di fronte alla situazione paradossale di avere una legge del 1998 che nacque prevalentemente per le Terme di Saint-Vincent e di vedere che nel frattempo sono già funzionanti le Terme di Pré-Saint-Didier. Già si è discusso in Consiglio in relazione ad altre iniziative consiliari sulla riqualificazione delle Terme di Saint-Vincent, dei ritardi registrati dopo l'acquisto da parte di "ATA Hôtel" della proprietà dell'"Hôtel Miramonti", delle polemiche che ne sono seguite in relazione alla ricettività alberghiera connessa all'attività termale e a questo proposito il Sindaco di Saint-Vincent ci ha informato che nel giugno 2005 la nuova Giunta ha incontrato i responsabili di "ATA Hôtel" per fare il punto della situazione. In quella occasione "ATA Hôtel" ha proposto nuove tempistiche di intervento su tutte e tre le strutture e ha prospettato anche la possibilità di proseguire le cure idropiniche e inalatorie delle terme per il periodo necessario al completamento dell'intervento, cioè non dovrà mai chiudere lo stabilimento termale. L'ipotesi che "ATA Hôtel" avanza è quella di adoperare l'"Hôtel Miramonti" nel periodo di interregno, ma queste sono tutte scelte che deve effettuare il Comune di Saint-Vincent. A seguito di tali incontri il Sindaco ha sollecitato l'"ATA Hôtel" a formalizzare le proposte, a presentare gli elaborati progettuali, ottenendo una risposta nel febbraio scorso quando "ATA Hôtel" ha confermato il suo interesse alla realizzazione dell'intervento e a prendere in esame, nell'ambito della valorizzazione del complesso termale, anche la realizzazione di una struttura sanitaria connessa alle funzioni termali. Questa struttura sanitaria si riferisce alla parte delle terme di cui stiamo discutendo, non vorrei che vi fossero degli equivoci. L'idea di "ATA Hôtel" è vedere se nell'ambito del "project financing" attuale si possa inserire una qualche struttura, soprattutto di carattere medicale estetico, all'interno del complesso termale di cui attualmente discutiamo. Diversa è invece la questione di altre eventuali prospettive di tipo sanitario su cui tornerò. I ritardi si sono verificati dapprima nella predisposizione della progettazione preliminare in relazione all'individuazione della destinazione della struttura definita "Nuove terme", nel senso che, come raccontavo prima, quanto prospettato dall'"ATA Hôtel" circa la realizzazione di camere per ricettività alberghiera anche nello stabilimento non coincideva con le aspettative del Comune. Definita la questione con l'approvazione del progetto preliminare e il PUD all'inizio del 2005, i ritardi attuali sono imputabili a mancata consegna della progettazione definitiva esecutiva. Noi naturalmente, essendo finanziatori dell'operazione, non possiamo far altro che sollecitare il Consiglio comunale e la Giunta comunale di Saint-Vincent.

Seconda domanda: "se e come è stata utilizzata la somma di 3,6 milioni di euro, affidata dalla Giunta regionale in gestione speciale a "Finaosta" (nel gennaio 2004) per la riqualificazione delle Terme di Saint-Vincent", la somma non risulta essere stata utilizzata, perché questo è collegato con tutto il resto.

Terza domanda: "se sono confermati i propositi del soggetto privato nella realizzazione del progetto o se corrisponde al vero la notizia di un suo "raffreddamento"...". Devo dire che in questo momento il "raffreddamento" non c'è più. Può darsi che vi sia stato, abbiamo incontrato di recente "ATA Hôtel" nell'ambito di riflessioni complessive. Come lei sa "ATA Hôtel" è un importante gruppo turistico che fa capo all'Ing. Ligresti, che ha una serie di interessi importanti in quella grande struttura per La Thuile che è il "Planibel".

Quarta domanda: "se la recente ipotesi di inserire un centro di riabilitazione cardiovascolare nel contesto termale è riconducibile al medesimo soggetto...". Da questo punto di vista non vorrei che ci fossero delle ambiguità e degli equivoci. È vero che noi stiamo riflettendo - lei lo sa, perché se n'è informato attraverso le possibilità ispettive che lei ha a sua disposizione, interrogazioni ed interpellanze - su cosa fare al tiro a volo di Saint-Vincent, di cui lei ha opportunamente denunciato lo stato di degrado e di ambiguità delle strutture esistenti. Da questo punto di vista, la rassicuro che stiamo lavorando per cercare di mettere ordine in quel pasticcio e in quel degrado. È vero che abbiamo a suo tempo stoppato quella specie di deliberazione per un concorso di idee, che era stata una cosa che avevo lanciato personalmente, che non prevedeva eventuali aspetti di tipo sanitario. Nella discussione sul futuro del centro termale riteniamo che invece la questione dell'eventualità di adoperare il tiro a volo per aspetti di tipo sanitario e ospedaliero possa essere estremamente stimolante, ma dovrà far parte di procedure di evidenza pubblica di cui stiamo adesso approfondendo i temi. Si può quindi ritenere che in questo momento, attraverso un carteggio fra Assessorato della sanità e Assessorato del turismo che si era incaricato del concorso di idee, valuteremo il da farsi. È sicuro che rispetto a molte ipotesi, anche le più fantasiose di impiego dell'area molto pregiata del tiro a volo, oggi una riflessione invece sull'aspetto di tipo sanitario potrà avvenire. È indubbio che può essere interessata la medesima "ATA Hôtel", ma se "andremo" con scelte di evidenza pubblica, quest'ultima dovrà partecipare ad ipotesi di utilizzo dell'area come tutti gli altri eventuali soggetti proponenti per l'utilizzo della stessa. Credo sia una prospettiva sulla quale riflettere e lavorare, i primi approfondimenti che sono stati svolti anche da una specifica Commissione - che era nata nell'ambito dell'Assessorato del turismo - e in accordo con diversi altri Assessorati, questa idea di un utilizzo sanitario di quell'area sembra essere piena di buone prospettive.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Alcune considerazioni anche qui sono doverose su quanto segnalatoci dal Presidente durante la risposta. La prima considerazione è quella temporale. L'iter, come il Presidente ha ricordato, ha preso avvio nel 1998, siamo a 8 anni, nel 2006, e ancora oggi ci è stato confermato che non è ancora stata depositata una progettazione definitiva per la riqualificazione dello stabilimento termale di Saint-Vincent e la mancata consegna viene considerata la causa primaria di questo ritardo pluriennale che si sta procrastinando ormai da tempo. Innanzitutto ringraziamo il Presidente per questa sua schiettezza nella sua comunicazione, che stride con quanto ci venne a sua volta detto da un Assessore regionale nel 2001, quando si annunciava la valutazione di un progetto da parte del Comune (vorremmo sapere quale progetto si valutava nel 2001). Se dopo 5 anni siamo ancora allo stesso punto, evidentemente c'era una grande faciloneria nel dispensare chiacchiere, tanto che oggi siamo ancora a livello di ipotesi e prospettive. Leggiamo articoli sui giornali - adesso non ho qui una rassegna stampa - in cui si annuncia con enfasi il prossimo rilancio delle terme, ma dopo 8 anni siamo ancora lì a rimestare lo stesso "pastone" e ci troviamo in uno stato per nulla definito, perché manca un progetto...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... il progetto sta arrivando... Presidente, lei si immagini che 5 anni fa un Assessore diceva che il progetto era in corso di valutazione; sì, è un preliminare che però è stato oggetto di revisione o, meglio, di contestazione a livello comunale perché, come lei ha ricordato, quella ipotesi di ospitarvi camere di albergo ha suscitato la comprensibile sollevazione di tutti gli operatori turistico-ricettivi del comprensorio. Lei giustamente ha detto che l'interlocutore pubblico primario è il Comune, le terme sono di pertinenza comunale, c'è un regime concessorio, c'è un carico sul bilancio comunale che è piuttosto gravoso, ogni anno bisogna inventarsi come e quanto ripianare le spese di gestione. Non a caso penso che anche quel finanziamento straordinario che è stato recentemente approvato serva anche per dare una mano a Saint-Vincent in quella direzione. La Regione però ha un socio sovventore, in questa operazione di "project financing" avrà una parte finanziaria di rilievo - tanto che qui nell'interpellanza abbiamo citato gli ultimi 3,6 milioni che sono stati accantonati, ma ve ne sono altri 3,6 per un ammontare complessivo di 7,2 - pronta ad essere utilizzata. Paradossalmente abbiamo il denaro, ma non abbiamo ancora il progetto. Un aspetto che secondo noi è piuttosto disdicevole è questa difficoltà di dialogo dell'ente pubblico con il privato: ogni qualvolta c'è un privato che diventa interlocutore dell'ente pubblico, sia esso Comune di Saint-Vincent, sia essa Regione - lì a Saint-Vincent abbiamo anche il caso del "Grand Hôtel Billia" -, si entra nella "pastoia" burocratica o politica in cui non si riesce ad arrivare ad una conclusione definitiva. Con "ATA Hôtel" sembra sia tornato il "sereno" a fine febbraio, abbiamo letto i giornali e lei ce lo ha confermato, ora non ci sono più "raffreddamenti", ma questo dovrebbe far riflettere su tali disagi e su tali impedimenti esistenti ogni volta che un soggetto privato - in questo caso una multinazionale del turismo - si presenta alle nostre "porte" e ci offre un'opportunità di rilancio di un sito, in questo caso le Terme di Saint-Vincent e noi siamo prudenti, virgolettiamo tale espressione...

(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... mi riferisco anche e soprattutto al Comune di Saint-Vincent. Questo ha portato "ATA Hôtel", "alias" Ing. Ligresti, a "raffreddarsi", poi probabilmente è stato convinto giustamente di quella che potrebbe essere un'ipotesi vantaggiosa non solo per Saint-Vincent, ma anche per lui stesso e si sta ripercorrendo una nuova strada.

Un'ultima considerazione. L'ex tiro a volo di Saint-Vincent potrebbe diventare una sede idonea per il centro di riabilitazione cardiovascolare; è una notizia che apprendiamo oggi, ma non abbiamo capito se questo centro ha una connessione con la riqualificazione dello stabilimento termale...

(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... ecco in prospettiva si dice "sì". Presidente, prendiamo per buone queste sue prospettive, nell'auspicio che quanto prima si trasformino in fatti concreti. Tale interrogazione ancora una volta ha messo in luce le difficoltà nonostante le risorse, perché ci sono 7,2 milioni di euro accantonati, e, nonostante l'esigenza di una popolazione comprensoriale come quella di Saint-Vincent e dintorni, le difficoltà che gli interlocutori pubblici spesso frappongono con i privati per poter addivenire a soluzioni vincenti per la Valle d'Aosta.