Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1840 del 22 marzo 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1840/XII - Adeguamento dei piani regolatori generali comunali al Piano territoriale paesistico. (Interrogazione)

Interrogazione

Preso atto che a tutt'oggi, a distanza di circa otto anni dall'approvazione del Piano Territoriale Paesistico, solo il 4% dei Comuni valdostani ha presentato la bozza della Variante di adeguamento del proprio Piano Regolatore al P.T.P. e, dei rimanenti, solo il 24% ha segnalato l'intenzione di presentarla nel primo trimestre del 2006;

Constatato che su 74 Comuni: 27 devono ancora definire la cartografia dei terreni sedi di frane; 30 quelli tuttora privi di cartografia dei terreni a rischio di inondazioni e addirittura 38 quelli che non possiedono la cartografia dei terreni soggetti al rischio di valanghe;

Richiamata la dichiarazione dell'Assessore al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche nella seduta del Consiglio regionale dell'11 gennaio 2006, nella quale si affermava la presentazione a breve di un disegno di legge sull'adeguamento dei Piani Regolatori Generali Comunali al Piano Territoriale Paesistico;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per conoscere:

1) l'aggiornamento dei dati sui Comuni che devono ancora presentare la bozza di Variante d'adeguamento, ovvero la cartografia sugli ambiti inedificabili;

2) quali sono le iniziative in corso a livello regionale per accelerare la procedura d'adeguamento e quali obiettivi si vogliono raggiungere.

F.to: Venturella - Bortot - Squarzino Secondina

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Le bozze di varianti generali di adeguamento dei PRG finora presentate sono 3: Aosta, Courmayeur e Nus. Sono una ventina i Comuni che hanno dichiarato di essere in grado di presentarle entro la metà di quest'anno. Ad oggi 38 Comuni sono dotati di tutte le cartografie degli ambiti inedificabili, 71 Comuni hanno le cartografie delle aree boscate e per un Comune è in corso la procedura di approvazione, 60 hanno quelle delle zone umide e laghi, 58 hanno quelle dei terreni sedi di frane e per 2 Comuni è in corso la procedura di approvazione, 55 hanno quelle dei terreni a rischio di inondazioni e per 5 Comuni è in corso la procedura di approvazione, 47 hanno quelle dei terreni soggetti al rischio di valanghe o slavine e per 3 Comuni è in corso la procedura di approvazione.

Per quanto riguarda l'adeguamento dei Piani regolatori al Piano territoriale paesistico, voglio ricordare che una certa pignoleria che la legge prescrive in questa procedura rende la stessa molto complessa, non ultimo molti punti di criticità che i Comuni hanno rilevato fin dall'approvazione della legge regionale n. 11/1998 in materia urbanistica. Le modifiche apportate all'articolo 13 nel dicembre del 2003 non si sono limitate alla semplice proroga dei termini, ma hanno anche introdotto la necessità di trovare forme di collaborazione tra Regione e Comuni per facilitare l'iter di definizione ed approvazione di tale adeguamento. Queste modifiche hanno avviato una serie di incontri con i tecnici, in particolare in sede di cabina di regia, permettendo di evidenziare diversi punti di criticità e di indicare possibili soluzioni, soluzioni che andavano nella direzione di fluidificare questo processo di adeguamento. Tutto questo lungo lavoro ha permesso, peraltro questo assieme all'analisi delle prime bozza di variante generale, di avere un quadro abbastanza preciso delle criticità sostanziali e procedurali che i Comuni e i professionisti incontrano.

Stiamo predisponendo un apposito disegno di legge nel quale non andiamo a prorogare i termini, ma con il quale andiamo a dettare delle regole per individuare tempi e modi attraverso i quali ciascun Comune - in questo recuperando il lavoro fatto in sede di cabina di regia - deve pervenire alla presentazione alla Regione della variante generale di adeguamento del PRG al PTP. Secondo questa procedura si apre una sorta di fase di preconcertazione, dove si possono focalizzare meglio gli aspetti essenziali per tale adeguamento, lasciando gli aspetti più marginali a tempi successivi. Si tratta di un metodo nuovo, che permetterà di fare una concertazione più puntuale sulle linee dell'assetto territoriale e di risolvere i nodi critici attraverso il contributo congiunto dei tecnici incaricati dai Comuni e quelli delle strutture regionali che dovranno poi esaminare le varianti di adeguamento. Questo percorso avrà poi un altro pregio: quello di evitare - come sovente avviene in tali processi piuttosto laboriosi riguardanti diversi Comuni - che ci si trovi di fronte ai ciclostili e alle ripetizioni piuttosto banali di scelte che, fatte in un Comune, si ritrovano costantemente, questo per sveltire l'adempimento meramente burocratico. È chiaro che questo richiederà del tempo, vogliamo fare delle analisi approfondite, ma questo permetterà al Comune di redigere una bozza di variante sulla quale si è già avuta una concertazione almeno sui macrobiettivi, accelerando quindi i tempi di verifica successiva degli stessi. Considerata la situazione generale dei diversi Comuni, dovrebbero essere esaminate le bozze di variante di almeno una ventina di Comuni ed entro la prima metà del 2008 dovremmo concludere l'esame delle bozze di tutti i Comuni. L'approvazione delle varianti generali dovrebbe poter procedere di pari passo con uno sfasamento temporale ipotizzabile di circa 6-9 mesi. Infine ricordo che, per rendere possibile questo lavoro, l'Assessorato del territorio ha previsto e formato una "task force" di architetti, che avranno il compito esclusivo di dedicarsi a questa incombenza.

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per i dati forniti, aggiornati ad oggi. I dati comunque, Assessore, sono un po' sconfortanti. Siamo non più a 7 anni, come lei il 9 marzo dello scorso anno affermava, ma siamo quasi ad 8 anni dall'approvazione del PTP e della legge urbanistica n. 11/1998 e ad 8 anni dall'approvazione credo sia sconfortante sentire parlare ancora di preconsultazione, di indirizzi che dovrebbero venire dalla cabina di regia, di coinvolgimento degli enti locali, quando sa benissimo Assessore Cerise che tutto questo è stato fatto come procedimento propedeutico sia alla definizione della legge urbanistica, che alla definizione del PTP. Speriamo tanto che la presentazione di questo disegno di legge regionale non voglia dire un'ulteriore proroga, come abbiamo assistito nell'agosto 2003, per cui dal 2003 si è passati al dicembre 2005. Saremo molto attenti a far sì che vi sia un contatto quasi permanente, diretto, organico fra quello che ha elaborato la cabina di regiae il Consiglio, amerei poi, Assessore - e lo farò con una richiesta all'uopo presentata alla Presidenza - conoscere anche i contenuti di ciò che in cabina di regia si è detto, delle audizioni che avete fatto, perché credo che questo disegno di legge regionale debba contenere alcuni contenuti, ma non debba contenere altre proroghe. Sarebbe comunque una sconfitta per la politica di progettazione, di programmazione urbanistica, territoriale e ambientale che la Valle d'Aosta non si merita.