Oggetto del Consiglio n. 1833 del 9 marzo 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1833/XII - Discussione generale del disegno di legge: "Ulteriori modificazioni alla legge regionale 28 giugno 1982, n. 16 (Costituzione della società finanziaria regionale per lo sviluppo economico della Regione Valle d'Aosta)".
Presidente - La parola al relatore, Consigliere Rini.
Rini (UV) - Il disegno di legge in esame ha la finalità di riordinare il sistema degli interventi posti in essere dalla "Finaosta S.p.a.", rendendolo più conforme all'evoluzione verificatasi negli ultimi anni nel contesto economico e armonizzandolo agli orientamenti stabiliti dalla Comunità europea in materia di libera concorrenza. Alcune modifiche, inoltre, si sono rese necessarie per permettere l'adeguamento dello Statuto sociale della "Finaosta", i cui principi fondamentali sona contenuti nella legge, al fine di recepire le modifiche normative in materia di diritto societario e gli indirizzi forniti dalla Banca d'Italia nell'ambito della sua attività di vigilanza.
Dal punto di vista formale, l'opportunità, emersa nel corso dei lavori della Commissione che presiedo, di approvare un nuovo testo che disciplini la società finanziaria regionale, in luogo di un'ulteriore legge di modifica della legge n. 16/1982, risponde ad esigenze di buona tecnica legislativa e nasce, in particolare, da due considerazioni:
- la legge n. 16/1982 è una legge datata ed è stata oggetto di numerose modifiche e riscriverla completamente ha permesso di effettuare una consistente "pulizia" del sistema normativo mediante l'abrogazione totale di 7 leggi di modifica e di altre singole disposizioni di leggi regionali (oltre, naturalmente, all'abrogazione della legge n. 16/1982);
- l'approvazione di una nuova legge offrirà agli interessati un testo più leggibile rispetto a quello che risulterebbe in seguito all'inserimento delle modifiche del disegno di legge n. 102 nel testo vigente della legge regionale n. 16/1982.
Nel dettaglio del contenuto vi illustrerò in particolare le modifiche rispetto alla disciplina in vigore.
Articolo 1, modifica del titolo da "Natura giuridica" a "Oggetto". Qui le modifiche sono formali per tenere conto che si interviene sulla disciplina di una società già costituita con la legge regionale n. 16/1982.
Articolo 2, natura della società e statuto. La norma riprende i contenuti sostanziali dell'attuale articolo l, precisando la qualifica di "Finaosta" quale ente strumentale della Regione, affinché nell'ambito della disciplina comunitaria in materia di affidamento di servizi sia chiaro che si tratta di un "organismo di diritto pubblico". Al comma 2 si ridefiniscono i soggetti che possono partecipare al capitale sociale, senza rilevanti modifiche sostanziali, ma nel rispetto della nuova terminologia contenuta nelle nome di settore. Il comma 3 prevede l'aumento della partecipazione maggioritaria della Regione dal 51% al 75%, rafforzando il principio enunciato al primo comma (natura di organismo di diritto pubblico), ed è conforme all'attuale composizione del capitale, che è posseduto per una percentuale pari al 77,55% dalla Regione. Qui è importante rilevare l'aggiunta di un comma rispetto al testo originario, comma che prevede che le modifiche allo statuto di "Finaosta" dovranno essere approvate con deliberazione del Consiglio regionale, con lo spirito di coinvolgere sempre più tutti i Consiglieri sia di maggioranza che di opposizione nelle scelte strategiche, per ridare al Consiglio la centralità decisionale che tutti quanti auspichiamo.
Passando all'articolo 3, oggetto sociale, qui le modifiche consistono nella riformulazione del testo, al fine di meglio individuare le finalità di "Finaosta", le forme di intervento e i soggetti beneficiari. Viene eliminata tra i possibili destinatari degli interventi di "Finaosta" l'esclusione delle assicurazioni. Esclusione che non era comprensibile e neanche giustificata. L'inserimento delle società di assicurazioni come possibili soci di "Finaosta" ha preoccupato gli agenti di assicurazioni, che hanno richiesto garanzie affinché la loro attività possa essere esercitata in modo sereno e senza possibili previsioni di privilegio, a vantaggio di uno o più soggetti, a discapito della libera ed equilibrata concorrenza. Queste richieste, come vedremo avanti, sono state parzialmente accolte e ritengo che l'eventuale partecipazione di società di assicurazioni in "Finaosta" con le garanzie di cui ho accennato potrebbe portare nelle casse regionali anche non poche risorse.
Inoltre, rispetto alla normativa in vigore, che delimita l'ambito di attuazione degli interventi a favore di imprese con sede legale e prevalente attività nel territorio regionale, è stata introdotta la possibilità di attuare interventi a favore di imprese pubbliche e private e di enti pubblici in assenza del requisito della sede legale nella Regione - sostituita dalla prevalenza dell'attività nella Regione - e senza l'individuazione delle caratteristiche dimensionali delle imprese, prescrizioni che non erano più compatibili con gli orientamenti della Comunità europea.
La previsione in ordine alla possibilità di attuare interventi anche a favore di imprese con organizzazione operativa e prevalente attività al di fuori del territorio regionale, a condizione che gli interventi siano funzionali allo sviluppo dl iniziative economiche nell'ambito della Regione o al conseguimento di obiettivi di interesse per il contesto economico regionale tiene conto dell'evoluzione e delle trasformazioni verificatesi nel comparto economico.
Articolo 4, gestioni finanziarie. Qui non vi sono modifiche sostanziali rispetto al testo in vigore.
Articolo 5 , interventi nella gestione ordinaria. L'articolo è stato riformulato, al fine di definire in maniera più sistematica le attività esercitabili da parte di "Finaosta": a) assunzione di partecipazioni; b) concessione di finanziamenti; c) consulenza alle imprese; d) assunzione di incarichi di studio affidati dalla Regione. Il testo modificato recepisce le attività già previste, fatta eccezione per l'attività di progettazione, costruzione, gestione e locazione di immobili, che - nel rispetto delle disposizioni dettate dalla normativa in materia di esercizio del credito - è stata circoscritta agli interventi attuabili nell'ambito dalla Gestione speciale.
Articolo 6, interventi nella gestione speciale. Il testo e stato riformulato, con le seguenti integrazioni: limitazione alla sola gestione speciale dell'esercizio dell'attività immobiliare; precisazione in ordine alle modalità di "compensazione degli oneri" sostenuti da "Finaosta", quale ente affidatario degli incarichi conferiti dalla Regione.
Articolo 7, modalità di intervento. L'articolo stato riformulato, con le seguenti modifiche: nel comma 4 è stato reso più restrittivo il limite, secondo cui ciascuna partecipazione in gestione ordinaria non può superare il 35% del capitale o del patrimonio netto della società partecipata, inserendo nel computo anche le partecipazioni infragruppo detenute da "Finaosta"; nel comma 5, che - in deroga a quanto previsto dal comma 4 - consente di superare la soglia del 35%, oltre che per gli interventi in gestione speciale, anche nell'ambito di alcune partecipazioni in gestione ordinaria, sono state precisate in maniera più dettagliata le attività che rientrano nella deroga; nel comma 6 è stato reso più restrittivo il limite secondo cui "Finaosta" non può impegnare una somma superiore al 15% del proprio patrimonio netto per effettuare interventi - partecipazione e finanziamenti - in gestione ordinaria a favore di una sola impresa, inserendo nel computo anche gli interventi attuati a favore di imprese del gruppo. Come avevo accennato in precedenza, si è voluto dare delle risposte alle richieste del settore assicurativo e con l'introduzione in questo articolo del comma 5bis, presentato oggi dall'Assessore, si precisa che la "Finaosta", nell'attuare eventuali interventi sotto qualsiasi forma a beneficio di società di assicurazioni, garantisce che tali interventi non alterino la concorrenza nell'offerta dei prodotti assicurativi, per cui anche in questo settore la "Finaosta" non creerà posizioni di privilegio nei confronti di qualcuno a scapito di altri. Visto che sono stati presentati degli emendamenti per quanto riguarda questo argomento, credo sia giusto rilevare che la categoria ha apprezzato l'emendamento che, pur non rispondendo appieno alle loro richieste, viene incontro alle loro legittime preoccupazioni.
Articolo 8, applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE. L'articolo in oggetto è stato introdotto con la finalità di rendere compatibile l'operatività di "Finaosta" con il diritto comunitario e, in particolare, con la disciplina degli aiuti di Stato, prevedendo che la stessa operi, sia in gestione ordinaria che in gestione speciale, nel rispetto delle disposizioni comunitarie in materia.
Articolo 9, recesso delle partecipazioni. L'articolo nella nuova formulazione ribadisce sia il principio del carattere temporaneo delle partecipazioni di "Finaosta" in gestione ordinaria, sia la deroga al principio stesso nell'ipotesi di partecipazioni in società strumentali all'attività di "Finaosta" o finalizzate al conseguimento di obiettivi di interesse per il contesto economico regionale.
Articolo 10, partecipazione al capitale sociale. La modifica rafforza il principio enunciato all'articolo 2 - natura di ente strumentale di "Finaosta" -, con la previsione, in caso di aumento del capitale sociale, della partecipazione maggioritaria della Regione nella misura del 75%. La misura del capitale sociale resta fissata nello Statuto.
Articolo 11, fondi speciali. La modifica è formale, oltre ad un'integrazione che prevede che il rendiconto annuale del fondo di dotazione della gestione speciale venga allegato al conto consuntivo della Regione.
Articolo 12, obbligazioni, e articolo 13, rapporti con la Regione. Qui il testo è stato rivisto nella forma per adeguarsi alle nuove norme in materia.
Articolo 14 , consiglio di amministrazione. Comma 1, la modifica concerne la possibilità di aumentare il numero dei componenti del consiglio di amministrazione dagli attuali 9 a 11 e dispone che i medesimi debbano essere in possesso dei requisiti previsti dalle norme in materia di esercizio del credito (onorabilità, professionalità e indipendenza). Comma 2 e comma 3, il testo proposto prevede la nomina da parte della Giunta regionale del Presidente e di due terzi dei Consiglieri - di cui uno da designare tra i dipendenti regionali, uno tra i componenti del Consiglio della Camera valdostana delle imprese e delle professioni e uno tra i legali rappresentanti dei soci aderenti a Confindustria Valle d'Aosta - e la nomina degli altri membri da parte dell'assemblea degli azionisti. Comma 4 e comma 5, i commi 4 e 5 ridefiniscono i requisiti di professionalità del Presidente e dei componenti del Consiglio di amministrazione nel rispetto di quanto disposto per gli esponenti degli intermediari finanziari dal decreto ministeriale 30 dicembre 1988, n. 516. Per i consiglieri è richiesto di possedere uno dei requisiti per almeno un triennio; per il Presidente, oltre ad uno dei diplomi di laurea indicati, uno dei requisiti di professionalità per almeno un quinquennio. Gli altri commi non prevedono modifiche sostanziali.
Articolo 15, collegio sindacale. La modifica proposta deriva dall'applicazione delle nuove disposizioni in materia di diritto societario e concerne in particolare il controllo contabile sulla società, da esercitarsi da parte del collegio sindacale o da parte di una società di revisione iscritta nel registro istituito presso il Ministero della giustizia, nelle ipotesi identificate dal Codice civile; ciò significa che ora il controllo contabile su "Finaosta", poiché essa è tenuta alla redazione del bilancio consolidato, non può più essere esercitato dal collegio sindacale, ma deve essere esercitato da una società di revisione.
Articolo 16, consiglio di gestione, e articolo 17, consiglio di sorveglianza e controllo contabile. È stata inserita la possibilità che le nuove norme del diritto societario hanno previsto di gestire la società con il sistema cosiddetto "dualistico", basato su un consiglio di gestione, anziché il consiglio di amministrazione, e di un consiglio di sorveglianza, anziché il collegio sindacale. La principale differenza è costituita dai poteri più ampi previsti dai Codice civile in capo al consiglio di sorveglianza rispetto all'organo tradizionale (collegio sindacale). Le norme applicabili ai membri di questi organi sono le stesse previste per quelli degli organi tradizionali. La scelta di questo diverso sistema di gestione dovrà eventualmente essere compiuta nello statuto della società, statuto che dovrà essere discusso e che passerà in quest'aula.
Articolo 18, abrogazioni, articolo 19, disposizione di coordinamento e articolo 20, disposizione transitoria. Dell'importanza di procedere alle abrogazioni per la semplificazione del nostro ordinamento si è già detto in premessa. Le disposizioni di coordinamento e transitorie si rendono necessarie per assicurare continuità nell'azione di "Finaosta" e dei suoi organi.
Per terminare, vorrei aggiungere che la II Commissione ha voluto approfondire i contenuti di questo disegno di legge, oltre che con l'audizione dell'Assessore competente, anche con i principali rappresentanti degli attori dello sviluppo socio-economico della nostra Valle. Durante le audizioni abbiamo potuto constatare che in linea di massima il provvedimento oggi all'esame del Consiglio è stato recepito in generale in modo favorevole. Certo, alcune osservazioni critiche, come sempre avviene, sono state fatte; alcune proposte di modifica non sono state accolte e oggi puntualmente, come quasi sempre avviene, vengono ripresentate dalle minoranze sotto forma di emendamenti, per cercare di far entrare dalle "finestre" quanto non è stato possibile far entrare dalla "porta". Avremo modo di valutare oggi tutte queste proposte di modifica e nel rispetto dei ruoli e responsabilità, democraticamente, daremo le risposte più idonee affinché "Finaosta", ente strumentale della Regione, possa anche in futuro aiutare la nostra Valle a crescere, svilupparsi e progredire, questo nell'interesse della collettività intera. Credo sia comprensibile che ognuno cerchi di difendere i propri interessi a volte anche di "bottega", ma noi qui non dobbiamo cadere nella trappola dell'individualismo, ma dobbiamo prima di tutto difendere e lavorare per gli interessi superiori e generali della Valle e così facendo daremo delle risposte a tutta la collettività.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Ricordo che si discute e si vota il nuovo testo predisposto dalla II Commissione con il seguente nuovo titolo: "Nuove disposizioni concernenti la società finanziaria regionale "Finaosta S.p.a.", abrogazione della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16". La I Commissione ha dato parere a maggioranza in merito e nel frattempo sono stati presentati 3 emendamenti dall'Assessore Marguerettaz, 11 dal gruppo "Arcobaleno", 33 dal gruppo "La Casa delle Libertà".
La parola al Consigliere Praduroux.
Praduroux (UV) - Temi come quelli del potenziamento del tessuto produttivo economico finanziario e infrastrutturale della nostra Regione sono oggetto di esame nella IV Commissione, per questo motivo desidero consegnare tali brevi riflessioni al dibattito in corso sul disegno di legge in materia di modificazioni alla legge costitutiva della "Finaosta".
La modernizzazione del ruolo e delle funzioni della "Finaosta" passa attraverso le innovazioni e le modifiche introdotte da questo disegno di legge regionale, sarà così possibile disporre di uno strumento al passo con i tempi, adatto alle esigenze attuali, che possa intervenire in maniera adeguata in tutti i settori economici e finanziari. La crescita della competitività del sistema economico valdostano è un obiettivo importante che potremo centrare solo se saremo in grado di valorizzare le risorse locali e dirigerle verso investimenti di ampio respiro e capaci di generare nuove opportunità di sviluppo. Un elemento decisivo per poter raggiungere questo obiettivo è il rafforzamento del ruolo di "Finaosta", unitamente agli altri soggetti che compongono il sistema dell'Assocredito valdostano. Abbiamo sovente sottolineato come nella nostra Regione giochino come fattori di condizionamento i piccoli numeri, che di certo non favoriscono il settore produttivo e industriale. Abbiamo di conseguenza messo in evidenza l'importanza di mantenere un'attenzione costante per assicurare il giusto stimolo e le opportunità in grado di incentivare la mentalità imprenditoriale sia a livello di nuove realtà, sia per il consolidamento di quelle esistenti. Una logica moderna di supporto che sappia garantire, da un lato, l'adeguato apporto finanziario, facendo maturare dall'altro un atteggiamento maturo e consapevole nei soggetti destinatari di tali misure di sostegno, caratterizzate da criteri selettivi e non a pioggia. Anche in questo senso l'adeguamento del ruolo della "Finaosta" è determinante per svolgere appieno e nelle condizioni più efficaci quella funzione di stimolo capace di alimentare occasioni di sviluppo imprenditoriali locali, con progetti di larghe vedute sia in termini temporali, sia in termini di strategie di mercato e produttive. Va sottolineato ad esempio fra gli elementi di innovazione quello previsto con l'articolo 2 del presente disegno di legge regionale, che garantisce a "Finaosta" la possibilità di attuare interventi a favore di imprese pubbliche e private con organizzazione e prevalente attività in Valle d'Aosta, andando ad eliminare il riferimento come era finora alla sede legale in territorio regionale.
Nella logica di rafforzamento del "sistema Valle d'Aosta" tra le priorità figura quella di una crescita della competitività che può consentire l'ampliamento di questo sistema. La direzione verso cui puntare non può che essere quella di premiare l'intraprendenza economica considerata come un valore da incentivare, in particolare presso i giovani. Un altro settore nel quale il ruolo di "Finaosta" è evidente e che potrà contare su un consolidamento in conseguenza alle modifiche introdotte da questo provvedimento legislativo risulta quello della riqualificazione e riconversione attraverso il recupero economico degli insediamenti industriali. È un percorso importante quello avviato su questo versante, che si coniuga al rinnovo e al potenziamento delle reti infrastrutturali e alla fornitura di servizi qualificati al terziario avanzato, che è in grado di mettere in campo ulteriori elementi per la crescita dell'imprenditoria valdostana.
Gli strumenti legislativi che la Regione ha varato nel recente passato vanno anche a sostenere lo sviluppo della ricerca scientifica, un terreno indispensabile per il futuro dei giovani ai quali di pari passo sono messe a disposizione importanti occasioni per il percorso formativo da svolgere anche su singoli progetti. È questo un "volet" sul quale bisogna insistere, perché sulla ricerca e sulla formazione si giocano le possibilità per creare un polo valdostano che operi verso l'avanguardia delle tecnologie avanzate, che possono rendere appetibile anche ad investitori esterni l'area Valle d'Aosta. Un territorio il nostro che può concretamente porsi come area di eccellenza nel settore sperimentale, favorito in questo senso anche dalla particolare collocazione geografica in posizione centrale rispetto all'Europa e ai grandi assi di flusso commerciale.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Ci spiace sottolineare ancora una volta che il Governo regionale decide su materie importanti senza confrontarsi con i soggetti interessati. Non sono stati interpellati gli imprenditori, né le organizzazioni sindacali, né le banche. Nessuno è stato informato sui cambiamenti della legge, ce lo hanno detto in Commissione i vari rappresentanti dell'ABI, della Confindustria, dei sindacati. È vero, come ricordava il collega Rini, che in Commissione si sono sentiti i vari soggetti interessati alle tematiche di "Finaosta", ma sono stati sentiti in Commissione per la prima volta e tutti ce lo hanno confermato. Fra l'altro, tutti hanno ringraziato la Commissione perché avevano finalmente avuto modo di esaminare il testo di legge e di fare le proprie osservazioni. È vero che si tratta di una legge che ha la funzione di recepire norme recenti in materia di diritto societario e che alcune modifiche andavano fatte poiché la "Finaosta" rientra fra gli istituti finanziari posti sotto il controllo della Banca d'Italia. Vi sono però alcune novità che non sono legate al semplice recepimento di norme statali o comunitarie, ma che derivano da scelte politiche precise che andavano condivise e discusse almeno all'interno del Patto per lo sviluppo. È vero che il Patto per lo sviluppo è uno strumento che si sta riorganizzando, ma i soggetti principali di questo Patto per lo sviluppo non sono stati interpellati, potevano essere interpellati anche indipendentemente dal Patto per lo sviluppo. Eppure "Finaosta" era nata proprio come strumento di intervento nella nostra Regione per far fronte alla crisi industriale degli anni '80. Questo collegamento stretto fra il fine da raggiungere - sostenere l'industria in Valle - e lo strumento ideato sembra venir meno o passare in secondo piano rispetto ad altre attività che nel tempo "Finaosta" ha assolto e questa legge accentua ulteriormente altre tipologie di azioni, anzi le allarga a tal punto che quasi più niente si sottrae alla possibilità di "Finaosta" di occuparsene, specie se si fa riferimento alla gestione speciale. La "Finaosta" fa tutto, dal "Piano per la salute e il benessere" a tutte le altre iniziative, allo studio per le varie attività che si intende attuare. Sempre dagli anni '80 la Regione aveva attivato altri strumenti di aiuto finanziario alle imprese artigiane, come la Confidi. Forse valeva la pena, nel momento in cui si interveniva su "Finaosta", di vedere il collegamento con questi altri strumenti dato che si occupano degli stessi ambiti di attività.
Quali sono le novità della legge, su cui esprimiamo alcuni dubbi? Intanto il fatto di includere le assicurazioni fra le attività della finanziaria. Non abbiamo percepito i motivi per cui si è voluto inserire tale nuovo settore di attività, su questo c'è una nota critica da parte del rappresentante degli agenti di assicurazione. Altro dubbio che abbiamo è l'estensione dei soggetti che vengono finanziati, anche ad imprese che non operano in Valle per attività che si reputano interessanti dal punto di vista economico per la Valle od attività svolte fuori Valle da imprese che operano prevalentemente in Valle. Non siamo così convinti che ampliare al massimo i soggetti a favore dei quali intervenire sia positivo, se non c'è chiarezza degli obiettivi, degli strumenti con cui valutare queste proposte di intervento in Valle, o proposte di piani industriali da finanziare.
Ancora: c'è un'estensione illimitata per destinatari e per forme di finanziamenti all'articolo 5 e si ricorre a dizioni così generiche che possono dare origine a discrezionalità, a finanziamenti "ad personam".
Ancora: ci lascia alcuni dubbi l'inserimento degli enti pubblici come possibili destinatari degli interventi, non esistono altre forme di finanziamento per gli enti locali? Vogliamo trasformare la finanziaria regionale in finanziaria comunale?
Ancora: abbiamo dubbi sulla composizione del "CdA" o consiglio di gestione. Non capiamo bene perché si lasci un numero invariabile da 9 a 11, ma chi decide, in base a quali elementi? Non sono chiare le motivazioni per cui viene inserita nel "CdA" la camera di commercio, che non è socio di "Finaosta" e non è chiaro perché la Confindustria venga inserita nel "CdA" non in quanto socio, ma come rappresentante di una categoria lavorativa. In questo senso sulla base delle stesse motivazioni potremmo inserire anche rappresentanti dei sindacati, come i sindacati hanno chiesto in modo formale.
Rispetto ai criteri di selezione dei membri del "CdA", vediamo che riprendono tali e quali quelli del DM n. 516/1998, forse potremmo anche, non è proibito dal decreto, aggiungere qualche altro criterio. Il decreto indica il minimo dei requisiti richiesti, nulla osta che nella sua autonomia la Regione possa introdurre criteri più selettivi, come ad esempio il possesso di una laurea quadriennale. Questa è una legge molto importante, perché detta le regole di funzionamento di una finanziaria che rappresenta quasi un ottavo Assessorato. È vero che rientra all'interno delle competenze dell'Assessorato delle finanze, ma non per niente abbiamo chiamato il suo Assessorato il "super Assessorato"... anche per questo motivo. Vedendo dalla documentazione che l'Assessore ci ha fornito in Commissione è chiaro che sono numerosissime le società controllate da "Finaosta" in gestione ordinaria e straordinaria, 14, e sono 19 le società collegate a "Finaosta", società in cui "Finaosta" è presente con un capitale che varia dal 49% al 20%. Come pure ci sono ancora 4 società in cui "Finaosta" partecipa con percentuali molto inferiori, per un totale di 37 società che comprendono tutto il settore economico della Regione, dal Casinò alla "Deval", agli impianti funiviari, all'"Air Vallée", all'Autoporto, passando per enti di formazione, ai servizi previdenziali, al "Centro sviluppo", eccetera. Sappiamo il ruolo delicato che questa finanziaria può svolgere, un ruolo importante ma, proprio perché è importante e anche delicato perché può intervenire dappertutto, è importante sapere in base a quali criteri interviene e a chi rende conto dei suoi interventi.
L'elemento positivo di tale legge è il fatto che dovrà agire sotto il controllo della Banca d'Italia, questa è una garanzia per quanto riguarda l'aspetto finanziario.
Per quanto riguarda l'aspetto politico, non esiste alcuno strumento di controllo da parte del massimo organo politico, che è il Consiglio regionale, se non la conoscenza del bilancio o la funzione ispettiva, a volte anche ostacolata, dei singoli Consiglieri. Troppo poco a fronte dell'immenso campo di azioni che si demanda a questa finanziaria.
Abbiamo presentato alcuni emendamenti con cui vogliamo intervenire su alcuni dei punti che abbiamo sottolineato.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Penso che su una legge di questa portata vadano fatte una serie di riflessioni. Questa era una legge attesa, perché da più parti, non solo dalla parte politica, ma direi soprattutto dal versante economico si sentiva l'esigenza di modificare lo strumento finanziario per eccellenza con cui opera la Regione, ossia le modalità di funzionamento di "Finaosta". È una legge di cui si parlava da molto relativamente alla sua modifica, ma si è parlato poco dei contenuti da modificare della medesima e, a scorrere i tanti articoli che la compongono, ci rendiamo conto che, se questa legge doveva essere modificata, sicuramente il disegno di legge n. 102 non coglie la direzione giusta, anzi sosteniamo che quest'ultimo - che modifica la vecchia legge n. 16/1982 - va nell'esatta direzione opposta a quella direzione di cui forse avrebbe tanto avuto bisogno la Valle d'Aosta, soprattutto la sua economia. È una legge, Assessore Marguerettaz, che contraddice in pieno quello che avete portato alla discussione di quest'aula lo scorso Consiglio con la vostra nuova azione di governo. È una legge che non dà risposte alle esigenze operative di snellimento di tutto un apparato burocratico. È una legge, in sostanza, che tentiamo in parte di modificare, presentando 33 emendamenti, che non sono frutto di una fantasia politica che voglia agire a "colpi" di emendamenti, non sono l'evidenza di un ostruzionismo, ma sono l'evidenza di uno sforzo politico per tentare di rendere più adeguate alle esigenze attuali una legge che riteniamo totalmente insoddisfacente.
Vi sono tanti aspetti sui quali riteniamo che sia necessario fare della chiarezza e penso che alcuni di questi aspetti debbano essere fin da subito evidenziati, per quella esigenza di trasparenza che avete rivendicato nel documento di programma di questa nuova maggioranza. Una maggioranza, colleghi di "Fédération" e di "Stella Alpina", che di nuovo non ha niente, una maggioranza che ripercorre i "binari" passati del controllo politico anche al di fuori della politica e soprattutto il controllo della politica sull'economia. Vorrei ricordare come il Presidente Caveri, recependo indicazioni che emergevano dalla finanziaria nazionale, ma anche indicazioni che erano state riprese in aula da vari gruppi, aveva dichiarato e aveva manovrato, ma noi avevamo detto che la manovra era insufficiente ed era più di facciata che di sostanza, per tagliare i costi della politica e in quel taglio avevamo evidenziato anche i costi indiretti della politica. Oggi portate all'approvazione dell'aula una legge che va ad innalzare i componenti del "CdA" di "Finaosta" da 9 a 11: se questi sono i costi che vengono tagliati, abbiamo qualche dubbio su cosa significhi tagliare i costi! Ma fate di peggio. Vi gestite in maniera elastica la composizione del "CdA" e questo cosa vuol dire? Vuol dire che non definite un numero preciso, ma lasciate intendere che vi sia la possibilità, a seconda delle esigenze di compensazione politica, di averne 9, piuttosto che averne 11 nel "CdA". Questa legge perciò, semmai ve ne fosse l'esigenza, denota la difficoltà del momento politico che attraversate all'interno della vostra coalizione; avete bisogno di "stanze di compensazione", queste "stanze di compensazione" non sono state sufficienti nell'ambito istituzionale che avete tenuto in "ostaggio" dall'inizio legislatura ad oggi, utilizzate anche gli enti strumentali, le S.p.a. a partecipazione pubblica. Non ci stupiamo, ma ci preoccupiamo, perché lei, Presidente Caveri, aveva preso un impegno in quest'aula e noi avevamo creduto a quell'impegno ritirando un ordine del giorno che chiedeva che venisse ridotto il numero di componenti del "CdA" della "Casinò S.p.a.". Lei si era impegnato a fare in modo che...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... no, lei si era impegnato a studiare per fare, non a studiare per il gusto di studiare, perché qui siamo tutti studiosi, però abbiamo anche l'obbligo del fare, cioè di amministrare e nelle nomine che avete fatto qualche settimana fa i 5 della "Casinò S.p.a." sono rimasti 5, perché non avete avuto il tempo di aumentarli con provvedimento di legge. In "Finaosta" invece avete avuto il tempo e ci troviamo qui di fronte a un aumento del numero dei componenti del "CdA".
Venendo poi al modo in cui viene individuata la composizione del "CdA", si era detto di "tagliare il cordone ombelicale" - e l'ex Assessore Ferraris ne era stato sostenitore, pur con tutte le difficoltà che aveva incontrato nel varare la Camera di commercio e comunque mi pareva di aver capito che vi fosse questo convincimento dalla Sinistra passando per il Centro regionalista alla parte Destra liberale di questo Consiglio - che legava le funzioni della Camera di commercio all'Amministrazione regionale e di colmare quel "gap" di 60 anni, che aveva fatto sì che le funzioni che in tutte le altre Province e Regioni sono gestite dalle camere di commercio con il coinvolgimento delle categorie produttive potesse decollare anche in Valle d'Aosta.
Ebbene, cosa fate? Prevedete, Assessore Marguerettaz e neo Assessore La Torre, di mettere un rappresentante della Camera di commercio, ma non glielo lasciate esprimere alla Camera di commercio, lo andate a gestire di intesa e noi sappiamo che il peso di queste intese politiche è la lottizzazione politica della nomina. Devo allora capire come fa il neo Assessore La Torre a dire che la prima condizione è meno Regione più impresa quando la Camera di commercio, che rappresenta il mondo dell'impresa, è messa nelle condizioni di non avere un'autonomia nella nomina che va ad esprimere, perciò la nomina che sarà fatta dalla Camera di commercio dovrà essere adottata d'intesa; allora è un tornare indietro a quella situazione che vedeva la Regione gestire le varie funzioni. È una preoccupazione inutile perché, se non si voleva coinvolgere la Camera di commercio, bastava non scriverlo e la Regione aveva un "omino" in più a cui mettere la "giacca" e sul quale andare a chiudere eventuali altre compensazioni, perciò anche il modo in cui viene umiliata "Confindustria"... "Confindustria" potrebbe esserci o non esserci nel "CdA", ma che "Confindustria" debba presentare una terna e ancora una volta il potere politico decida dei tre chi è il più degno a rappresentare "Confindustria" in "Finaosta" è umiliante per "Confindustria"! Auspico che "Confindustria" rinunci a presentare la terna, perché è veramente umiliante per chi ritenga di rappresentare il potere economico dover sottostare a un pregiudizio di tipo politico.
Colleghi di maggioranza, la scorsa legislatura era finita con un impegno. È vero che era un impegno che era stato assunto da chi oggi ha fatto altre scelte politiche, mi riferisco all'ex Presidente Louvin, ma era un impegno che quella maggioranza, che è rimasta la stessa che appoggiava la "Giunta Louvin", aveva assunto in quest'aula a fine legislatura: quello di andare a modificare i criteri delle nomine e delle incompatibilità. Se andiamo a vedere chi non può essere membro del "CdA" di "Finaosta", vediamo che l'incompatibilità è con i rapporti di parentela con i dipendenti di "Finaosta", cioè a nessuno viene in mente di pensare che, se c'è un problema di conflittualità, sta con il potere politico, con le parentele, con quella che è stata definita in maniera sintetica, ma efficace dagli organi di informazione nazionale la "parentopoli valdostana". Questi sono i problemi del conflitto di interessi e delle situazioni che dovrebbero suggerire l'inopportunità di fare certe nomine, non il fatto di avere il parente che lavori in "Finaosta"! Questa legge perciò non va a rendere più chiaro e trasparente il meccanismo di gestione di "Finaosta", ma consente e rafforza quella gestione poco trasparente che ha sempre caratterizzato "Finaosta" fin dal suo nascere. Questo dal punto di vista dell'impostazione e della gestione di "Finaosta".
Dal punto di vista delle risposte, Assessore Marguerettaz e Assessore La Torre, quali sono le risposte che questa legge dovrebbe dare all'economia valdostana? Siamo perplessi e preoccupati che ancora una volta certe affermazioni vengano smentite dai fatti.
Dice chi si occupa di industria da qualche giorno... e non se ne abbia a male l'Assessore La Torre se avrà forse un'"overdose" da citazione, ma è lui che si occupa di economia in questo contesto politico... dice: "bisogna privilegiare le piccole e medie imprese", ma in questa legge non è scritto, anzi in questa legge avete tolto quello che era scritto nella legge n. 16/1982, che andava a tutelare le piccole e medie imprese, che erano i soggetti privilegiati degli interventi di "Finaosta". Mi rendo conto che quello che era stato scritto in quella legge rimase "lettera morta", perché questo processo di attenzione non si è mai concretizzato, però se non altro c'era la sensibilità politica di scriverlo in legge; oggi non c'è neppure più questa sensibilità politica, oggi la piccola e la media impresa, che è l'impresa che nasce e può crescere in Valle d'Aosta, viene cancellata con un tratto di penna a beneficio di altri scenari.
Che scenari sono... sono gli scenari della "Conner", dell'"Akerlund", della "Balzano", della "Tecdis"? È questa la grande industria che con questa riforma volete finanziare? Se questa è la prospettiva, sicuramente è un motivo in più per dire che questa legge non colga nel segno del DNA socio-economico di questa Regione. È una legge che è scritta fuori dal tempo, è una legge che non coglie il momento di grave crisi che si sta attraversando in questa Regione, è una legge che ancora una volta smentisce quanto avete scritto nella nuova azione di governo, ossia coinvolgere maggiormente il privato nei processi dello sviluppo economico di questa Regione. Perché lo smentisce? Perché ancora una volta non viene regolamentata, ma viene ampliata la possibilità di fare entrare "Finaosta" in "partnership" in società con quelli che sono o dovrebbero essere gli attori del processo produttivo. Andare a mettere in piedi un meccanismo di questo genere senza creare degli equilibri e degli scenari vuol dire rafforzare il controllo di questa economia che, proprio in virtù di questo controllo, risulta essere sempre più asfittica e in crisi. Esprimiamo preoccupazione di conseguenza per l'impianto del disegno di legge che avete confezionato, perché riteniamo che si sia persa l'occasione di dare delle risposte di un certo tipo. Devo dire che siete in contraddizione con quanto scrivete nei principi, perché all'oggetto sociale dite che "Finaosta" ha lo scopo di concorrere nel quadro di una politica di programmazione regionale, ma, Presidente Caveri, chi la fa la programmazione e dove la fate? La fate nelle stanze di Giunta, con le deliberazioni di Giunta...
Caveri - (fuori microfono) ... voi siete contro la programmazione...
Frassy (CdL) - ... no, siamo per la programmazione dell'intervento pubblico, non siamo per la programmazione dell'economia in libero mercato, ma siamo per la programmazione dell'intervento pubblico in economia, proprio per evitare un intervento a pioggia o, peggio, un intervento dettato da leggi della convenienza politica. Penso che dobbiate esserne consapevoli. "Finaosta" ha dei numeri che sono paurosi dal punto di vista delle movimentazioni finanziarie che vengono gestite; ha chiuso l'ultimo bilancio con 7 milioni di utile, ma ha una situazione patrimoniale che supera il 1,5 miliardo di euro. A fronte di situazioni di questo tipo mi sembra normale che si voglia capire quale sia lo scenario del prossimo futuro. Lo scenario del prossimo futuro è la replica del passato! Con la differenza che nel passato non avevamo il passato ad evidenziarci gli sbagli di una certa gestione, oggi abbiamo l'aggravante di avere una sequenza infinita di errori che non vengono considerati, che vengono rimossi dalle valutazioni e dalle analisi e si procede come se nulla fosse accaduto. Si procede con il peso pesante di questa politica e mi dispiace per gli amici di "Stella Alpina" che sostengono di essere sempre stati alternativi al coinvolgimento della Sinistra nel Governo regionale, perché questa legge porta l'"imprimatur" di quella Sinistra da socialismo reale che abbiamo politicamente sempre avversato, perché antitetica al nostro modello di economia.
Da questa legge penso che difficilmente gli attori potenziali dell'economia valdostana possano aspettarsi qualcosa o, meglio, tutto quello che possono aspettarsi accadrà nella misura in cui avranno la pazienza di mettersi in coda alle udienze del lunedì o di essere obbedienti al precetto della nuova festa del 7 settembre, che è stato licenziato oggi da quest'aula. Non c'è un rigo di attenzione alla struttura portante dell'economia valdostana: il comparto artigiano. Sul comparto artigiano avete dimostrato totale miopia nella gestione di quel tentativo di riconversione che è l'"Espace Aosta", ex "area Cogne"; in questa riscrittura dei meccanismi di azione della finanza regionale a vantaggio dell'economia valdostana non c'è un rigo di attenzione sulle problematiche di finanziamento dell'artigianato e l'artigianato fa più del 50% del comparto dell'economia in termini di produzione, perciò questo è un altro elemento che possiamo definire di distrazione.
Non penso di dover aggiungere molto di più in questo primo intervento in discussione generale, anche perché nei 33 emendamenti che abbiamo depositato e che andremo ad illustrare in maniera sintetica penso che possa emergere l'apporto contributivo a questo tipo di impianto legislativo che il nostro gruppo intende apportare. Ci riserveremo di essere più puntuali su singoli aspetti nel momento in cui andremo ad illustrare i singoli emendamenti.
Presidente - Se nessun altro intende prendere la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Devo ringraziare il Presidente della II Commissione, i Commissari, i colleghi di maggioranza, tutti i Consiglieri per il lavoro fatto individualmente.
È una legge - qualcuno lo ha detto - molto attesa, una legge che interviene su una norma regionale del 1982 che, come vedete, nelle norme finali è stata oggetto di una serie di modifiche e quindi anche la scelta della Commissione - ringrazio anche gli uffici di predisporre un testo organico per una migliore lettura - credo vada nella direzione di semplificare l'utilizzo degli strumenti legislativi regionali. Credo che il Consiglio nella relazione del Presidente della II Commissione abbia avuto modo di apprezzare l'intervento legislativo su ogni singolo articolo.
Nella mia replica sono in obbligo di manifestare la mia delusione per il lavoro invece proposto dalle due forze di minoranza, "Arcobaleno" e "Forza Italia", ed è una grande delusione non dal punto di vista quantitativo, perché da questo punto di vista avete prodotto molto, è un giudizio mio e poi cercherò di spiegarmi ma, dal punto di vista qualitativo, ho visto una proposta molto confusa. Collega Squarzino, lei ha fatto un "collage", lei ha preso nell'ambito delle audizioni una serie disordinata di interventi fatti dai sindacati, da "Confindustria", dalle assicurazioni e poi li ha messi insieme. Mi aspettavo di più, una legge di questo tipo meritava di più. Poteva essere anche contraria, ma avrei voluto leggere un ragionamento, non l'ho visto. Una volta dite che bisogna coinvolgere, una volta dite che non bisogna coinvolgere e poi nell'ambito degli emendamenti entreremo, ma mi sarei aspettato qualcosa di più. Questa era la vera occasione per dire come vedete "Finaosta", per dire come può essere tale strumento; diventa veramente un'operazione di speculazione politica introdurre qua e là delle proposte, come ha detto molto bene il Presidente della II Commissione, che sono state bocciate nel momento in cui sono state proposte dalla "porta" e voi le volete far rientrare dalla "finestra". Credevo vi fosse una motivazione maggiore. Nello specifico, il Governo non ha interpellato le banche, perché le banche sono socie: ma questa è una legge regionale, lo statuto è lo strumento che regola i rapporti fra soci e lo statuto sarà compiutamente dibattuto nelle sedi proposte. Non è quella dell'adozione della legge regionale la sede dove i soci di "Finaosta" devono discutere e, se lo avessimo fatto, qualcuno avrebbe detto che il Consiglio regionale è subordinato alle banche e avrebbe gridato allo scandalo.
Avete detto che "Finaosta" era nata per la crisi degli anni '80, non è vero! "Finaosta" era nata negli anni '80 nel momento in cui un importante provvedimento aveva messo a disposizione le legittime spettanze dell'Amministrazione regionale ed era uno strumento per poter gestire le risorse che in allora erano a disposizione. È diventato poi uno strumento per poter gestire, ma non era quella la nascita.
In gestione speciale si fa tutto: ma la gestione speciale è la gestione di risorse pubbliche, quindi vivaddio saranno gli organi dell'Amministrazione regionale che daranno un'indicazione, quindi nell'ambito della gestione speciale c'è una maggioranza che esprime un Governo regionale e che "dà corpo e gambe". Non sono cose che nascono in autonomia, di cui non si sa la paternità, è un aspetto organico all'interno di una certa attività.
Lei mi parla dei Confidi: ma lei lo sa che i Confidi sono dei consorzi di imprese di varia natura, che stanno avviando un importante processo di analisi e di approfondimento, quindi rispetto alla finanziaria si pongono come soggetto diverso, che ha un'attività mutualistica che nulla ha a che fare con "Finaosta". Possono esserci collaborazioni, ma sono due dimensioni diverse.
Sulle assicurazioni non mi soffermo.
Sulle aziende fuori Valle indicazioni generiche, ma nell'ambito di queste indicazioni, così come oggi in tutte le nostre leggi, ci rifacciamo a dei piani industriali che devono essere validati da organi competenti, dove ci sarà assunzione di responsabilità e ci saranno nell'ambito delle risorse pubbliche i controlli che tutti voi ben conoscete.
Nell'ambito della composizione del "CdA" - vengo ad analizzare l'intervento del collega Frassy - il 75% del suo intervento si è appuntato sulla rappresentanza, quindi, da un lato, facciamo dei discorsi anche importanti, dei discorsi programmatici ma, in realtà, il 75% dell'intervento è stato fondato sulla rappresentanza del "CdA". Le faccio l'elenco: ha parlato dei tagli dei costi della politica e poi ha detto che si aumentano gli amministratori, ma, qualitativamente e dal punto di vista della rappresentanza, vengono coinvolti un maggior numero di soggetti nell'ambito della programmazione e quindi in modo organico siamo passati da 9 a 11, cosa che non c'è mai stata. Vi siete affrettati nel criticare gli eventuali, gli apparenti secondo voi limiti di una rappresentanza, nel momento in cui da una previsione che non esisteva dal punto di vista legislativo siamo passati a una previsione organica nell'ambito del "CdA" di due tipologie industriali: "Confindustria" e Camera di commercio...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... ma, rispetto a una non presenza, credo che il passaggio sia assolutamente importante. Come lei sa, i soci che non siano soci pubblici non possono avere delle riserve di legge nell'ambito della composizione del "CdA", questo si può fare solo se si è una Regione o un Comune, c'è la possibilità di dire: "è riservato nel "CdA"". La Regione quindi, per poter nominare un rappresentante di Confindustria assicurato e un rappresentante della Camera di commercio, li ha messi all'interno dei requisiti per i suoi rappresentanti; in sostanza, un rappresentante che è di riserva regionale è introdotto con un requisito supplementare rispetto ai requisiti di onorabilità e professionalità, all'interno di quelle due tipologie, un rappresentante di "Confindustria" e un rappresentante della Camera di commercio. Credo sia un alto riconoscimento e penso che rispetto a questo avremo istituzionalmente dei rappresentanti che, a giusto titolo, potranno portare un contributo, non ripetendosi una situazione che poteva avere ambiguità. C'è da dire ad onor del vero che nell'ambito del "CdA" di "Finaosta" l'Amministrazione regionale finora ha sempre avuto attenzione di indicare persone che appartenevano a queste tipologie; quindi abbiamo introdotto in norma una prassi che finora è stata seguita.
Rispetto al discorso del costo della politica, è una speculazione! Quando parliamo di programmazione lei dice che non abbiamo ridotto i costi della politica, ma noi andiamo a dare una rappresentanza a due istituzioni: ecco il discorso da 9 a 11, non c'è nulla di casuale ed è un falso dire che è una lottizzazione dal punto di vista politico! Quando lei dice che gestiamo in modo politico, lei non dà dignità, non solo. Nell'ambito del "CdA" c'era un utilizzo diverso della rappresentanza del sistema bancario, ma per fare questo bisogna approfondire, mi perdoni, Consigliere Frassy, nel senso che finora il "CdA" e il Collegio sindacale di "Finaosta" davano rappresentanza agli istituti di credito e alternavano nell'ambito del "CdA" e del Collegio sindacale i rappresentanti degli istituti di credito maggiormente rappresentati, per cui una volta c'era un rappresentante del San Paolo nell'amministrazione e un rappresentante della vecchia CRT nel Collegio sindacale e poi si alternavano. Capite che i "partner" tecnici di natura bancaria, per poter portare un contributo che non sia solo quello del controllo, devono essere seduti nel "CdA" e questo aumento permette di dare una rappresentanza al ceto bancario che siederà nel "CdA" e nell'ambito dei patti parasociali e nella prassi sparirà questa rappresentanza nel Collegio sindacale, che è garantita dai requisiti di professionalità che deve avere il Collegio sindacale, quindi dove le banche come "partner" tecnici non esprimono le loro potenzialità. Ecco qual è la spiegazione corretta, mentre tutto il resto è romanticismo, ma deviato e un po' decadente. L'umiliazione per "Confindustria" credo sia venuta meno.
Tolto il riferimento delle medie e piccole... anche lì, Consigliere Frassy, il riferimento è stato tolto in virtù dei riferimenti di natura europea sulla concorrenza e nell'ambito del vecchio articolato già trovava la negazione di quella indicazione, perché nell'articolato era prevista la deroga e la deroga già indicava che si poteva finanziare tutti a condizione di una deliberazione, perché questa norma, lei lo sa, sarebbe in questo modo diventata non accoglibile da parte dell'Unione europea e avrebbe potuto essere censurata, perché le normative sugli aiuti danno delle individuazioni sulle medie e piccole aziende e sulla concorrenza, e ovviamente sia la sede legale, sia la dimensione non hanno dei riferimenti che erano quelli espressi nella vecchia norma...
(nuova interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... certo che è "Finaosta" e concludo perché avremo modo di parlarne nell'ambito dell'articolato.
Consigliere Frassy, lei mi dice che non c'è attenzione agli artigiani, ma "Finaosta" gestisce delle leggi regionali specifiche e quindi...
(nuova interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... macché gestione speciale, non è gestione speciale quella! Sono leggi regionali, sono fondi regionali su dei capitoli regionali, sono soldi nel nostro bilancio che "Finaosta" istruisce e gestisce per conto della Regione, ma non c'entra la gestione speciale. Noi quindi abbiamo i capitoli che prima Ferraris e poi La Torre hanno nell'ambito del loro bilancio e "Finaosta" fa delle attività, per cui l'attenzione nei confronti del commercio, dell'artigianato non si esprime in questo statuto o in questa legge, si esprime nell'ambito del sistema normativo dell'Amministrazione regionale.
Ritenete che la norma a sostegno dell'artigianato non sia adeguato? Proponete una legge sull'artigianato! Non venite a fare "il gioco delle tre carte" su una norma che è quella della finanziaria regionale, non è qui che possiamo farlo! Capisco che forse nell'ambito dei suoi rapporti lei abbia una discreta rappresentanza degli artigiani e che venga a parlarci degli artigiani, ma perché non ci ha parlato dei commercianti o degli albergatori? Avremmo dovuto fare un distinguo all'interno della legge, ma non è questa la sede!
Da un certo punto di vista, avete lavorato tanto, io devo dire la verità, con uno spirito... in simpatia, mi sarei aspettato di più, sono molto deluso. Se abbandoniamo dei giochi di parte, forse è difficile farlo oggi, si è alla vigilia delle elezioni, credo che questo sia uno strumento adeguato; se accanto a questo strumento vorremo perfezionare gli altri strumenti, le leggi specifiche, e se diamo dei mandati specifici, possiamo fare un'azione meritevole e meritoria per la Valle d'Aosta. Non cerchiamo di pescare nelle "acque torbide" dei personalismi, non è questo!
Presidente - Vista l'ora, dichiaro conclusi per questa mattina i lavori dell'odierna adunanza del Consiglio regionale. I lavori riprenderanno alle ore 15,30 con l'esame dell'articolato del disegno di legge n. 102.
La seduta è tolta.
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La séance se termine à 13 heures 04.
