Oggetto del Consiglio n. 1834 del 9 marzo 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1834/XII - Disegno di legge: "Nuove disposizioni concernenti la società finanziaria regionale Finaosta S.p.a.. Abrogazione della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16".
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
(Oggetto)
1. La presente legge detta nuove disposizioni concernenti la società finanziaria regionale FINAOSTA S.p.A., istituita ai sensi della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16.
Articolo 2
(Natura della società e statuto)
1. FINAOSTA S.p.A. agisce, in considerazione delle finalità perseguite, in qualità di ente strumentale della Regione.
2. Possono essere soci di FINAOSTA S.p.A., oltre alla Regione, gli enti pubblici territoriali e non territoriali, le banche e gli intermediari finanziari, le società finanziarie e creditizie controllate da banche e da intermediari finanziari, le società di assicurazione, i consorzi di imprese legalmente costituiti e le società di servizi controllate da associazioni di categorie produttive.
3. Alla Regione è riservata la proprietà del 75 per cento delle azioni di FINAOSTA S.p.A..
4. Le modificazioni dello Statuto di FINAOSTA S.p.A., già adottato ai sensi della l.r. 16/1982, sono approvate con deliberazione del Consiglio regionale.
Articolo 3
(Oggetto sociale)
1. FINAOSTA S.p.A. ha lo scopo di concorrere, nel quadro di una politica di programmazione regionale, a promuovere e a compiere tutte quelle attività o a porre in essere tutti quegli interventi che, direttamente o indirettamente, favoriscano lo sviluppo socio-economico del territorio regionale, in armonia con le direttive della Regione.
2. Lo scopo di cui al comma 1 è perseguito, principalmente, con forme di intervento tendenti a favorire la nascita, lo sviluppo, l'ammodernamento, il consolidamento economico e la mutua collaborazione di imprese, pubbliche e private, e di enti pubblici con organizzazione operativa e prevalente attività nel territorio regionale.
3. Ai fini della presente legge, l'attività di un'impresa si considera prevalentemente svolta nel territorio regionale quando qui siano localizzati per intero o in parte predominante gli investimenti fissi e l'occupazione e, ove richiesto, la direzione tecnica e quella amministrativa.
4. FINAOSTA S.p.A. può intervenire anche a favore di imprese con organizzazione operativa e prevalente attività al di fuori del territorio regionale, purché tali interventi siano funzionali allo sviluppo di iniziative economiche nell'ambito del territorio regionale o al conseguimento di obiettivi che presentino interesse per il contesto economico regionale.
5. FINAOSTA S.p.A. può intervenire, inoltre, a favore di imprese con organizzazione operativa e prevalente attività nel territorio regionale che attuino iniziative al di fuori dello stesso, purché funzionali allo sviluppo di iniziative economiche nell'ambito del territorio regionale o al conseguimento di obiettivi che presentino interesse per il contesto economico regionale.
CAPO II
INTERVENTI DI FINAOSTA S.p.A. E RAPPORTI CON LA REGIONE
Articolo 4
(Gestioni finanziarie)
1. FINAOSTA S.p.A. opera con mezzi finanziari propri, nelle forme di cui all'articolo 5, ovvero per conto della Regione o di altri enti pubblici, con fondi specifici forniti dalla Regione stessa o dagli altri enti.
2. Si definisce ordinaria la gestione relativa ad interventi che la società pone in essere con mezzi finanziari propri. La gestione relativa ad interventi effettuati per conto della Regione, ai sensi dell'articolo 6, o di altri enti, si definisce speciale. FINAOSTA S.p.A. può, inoltre, gestire fondi di rotazione alimentati dalla Regione, da FINAOSTA stessa o da altri enti pubblici.
Articolo 5
(Interventi della gestione ordinaria)
1. Nell'ambito della gestione ordinaria, FINAOSTA S.p.A. può:
a) assumere partecipazioni, tendenzialmente temporanee, in società di capitali, anche straniere, già costituite o da costituire, finalizzate alla realizzazione di programmi o al conseguimento di obiettivi di interesse per il contesto economico regionale;
b) concedere finanziamenti sotto qualsiasi forma;
c) fornire consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria e societaria e di strategia industriale;
d) assumere incarichi di studio, di consulenza, di assistenza e di gestione, affidati dalla Regione.
Articolo 6
(Interventi della gestione speciale)
1. Nell'ambito della gestione speciale, FINAOSTA S.p.A. può effettuare i seguenti tipi di intervento:
a) interventi previsti dall'articolo 5, quando ciò sia reso necessario da particolari esigenze di carattere economico-sociale;
b) concorso finanziario alla creazione, al potenziamento e al mantenimento di aree attrezzate per l'insediamento di attività produttive, di infrastrutture e servizi di interesse generale;
c) progettazione, costruzione, acquisto, gestione e locazione di immobili.
2. Gli interventi di cui al comma 1 conseguono ad appositi incarichi conferiti dalla Regione o dagli altri enti senza alcun rischio per FINAOSTA S.p.A., salvi quelli connessi alla diligenza del mandatario nello svolgimento dell'incarico affidato.
3. Le modalità di compensazione degli oneri sostenuti da FINAOSTA S.p.A. per l'effettuazione degli interventi di cui al comma 1 sono fissate in appositi disciplinari approvati dalla Regione o dagli altri enti.
Articolo 7
(Modalità di intervento)
1. Per il perseguimento degli scopi sociali, FINAOSTA S.p.A. può compiere qualsiasi operazione finanziaria, mobiliare ed immobiliare, con assunzione di impegni e rilascio di garanzie di ogni natura, anche fideiussorie, ad esclusione dell'attività bancaria e di raccolta del risparmio ai sensi del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), e successive modificazioni.
2. Per tutte le forme di intervento previste, FINAOSTA S.p.A. deve preventivamente assicurarsi la facoltà di eseguire, a propria discrezione, controlli gestionali e revisioni amministrative presso le imprese finanziariamente assistite.
3. Relativamente alle partecipazioni, FINAOSTA S.p.A. deve garantirsi con idonee misure l'inserimento di persone di sua fiducia negli organi sociali delle società interessate.
4. Ciascuna delle partecipazioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), non può superare la misura del 35 per cento del capitale sociale, ovvero del patrimonio netto della società interessata se inferiore al capitale sociale, tenuto anche conto delle quote o azioni indirettamente detenute da FINAOSTA S.p.A. mediante altre società dalla stessa partecipate.
5. Il limite di cui al comma 4 può essere superato per le partecipazioni a valere sulla gestione speciale, nonché per la gestione ordinaria nel caso di partecipazioni in società finanziarie e creditizie, in società che svolgono attività di factoring, locazione finanziaria, gestione di fondi di investimento, servizi alle imprese, gestione di impianti a fune e in società aventi come scopo sociale la realizzazione di strutture destinate a favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.
6. FINAOSTA S.p.A. non può impiegare una somma superiore al 15 per cento del suo patrimonio di vigilanza nelle partecipazioni e negli interventi di cui all'articolo 5, comma 1, lettere a) e b), in una sola impresa o gruppo di imprese.
7. Ai fini dell'applicazione dei divieti previsti ai commi 4 e 6, nella determinazione dell'entità degli interventi, non si tiene conto delle somme impegnate a carico dello speciale fondo previsto all'articolo 6.
Articolo 8
(Applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE)
1. Gli interventi di FINAOSTA S.p.A., in gestione ordinaria o speciale, sono effettuati nel rispetto degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunità europea.
Articolo 9
(Recesso dalle partecipazioni)
1. Lo smobilizzo delle partecipazioni assunte nell'ambito della gestione ordinaria ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera a), con esclusione di quelle di cui all'articolo 7, comma 5, e di quelle finalizzate al conseguimento di obiettivi di interesse per il contesto economico regionale, deve avvenire tenendo conto dei programmi e dei progetti oggetto di intervento e del grado di sviluppo delle società alle quali le partecipazioni si riferiscono.
Articolo 10
(Partecipazione al capitale sociale)
1. Ogni aumento di capitale deve essere attuato in modo che la partecipazione di soggetti diversi dalla Regione sia contenuta, complessivamente, nella misura massima del 25 per cento del capitale sociale.
Articolo 11
(Fondi speciali)
1. Per l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 6, la Regione utilizza il fondo di dotazione costituito ai sensi dell'articolo 9 della l.r. 16/1982.
2. Gli incrementi che in qualsiasi modo si verifichino sul fondo di dotazione di cui al comma 1 sono riportati, al termine di ciascun esercizio, in aumento del fondo stesso.
3. Il rendiconto del fondo di dotazione, aggiornato al 31 dicembre di ogni anno, è allegato, per ciascun esercizio finanziario, al conto consuntivo della Regione.
Articolo 12
(Emissione di obbligazioni)
1. FINAOSTA S.p.A. può emettere obbligazioni nei limiti e secondo le modalità prescritte dalla normativa statale vigente.
Articolo 13
(Rapporti con la Regione)
1. Il bilancio d'esercizio di FINAOSTA S.p.A., corredato delle relazioni degli amministratori sulla gestione, delle relazioni degli organi di controllo e del verbale di approvazione, è presentato al Presidente della Regione entro 30 giorni dall'approvazione e dallo stesso comunicato al Consiglio regionale.
2. FINAOSTA S.p.A. ha, inoltre, l'obbligo di trasmettere rendiconti periodici, secondo modalità stabilite dalla Giunta regionale, degli interventi eseguiti per conto della Regione.
CAPO III
ORGANI DI FINAOSTA S.p.A.
Articolo 14
(Consiglio di amministrazione)
1. FINAOSTA S.p.A. è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da un minimo di nove ad un massimo di undici membri aventi i requisiti di onorabilità e di indipendenza prescritti dalla normativa vigente in materia bancaria e creditizia.
2. Ai sensi dell'articolo 2449 del codice civile, alla Regione è riservata la nomina, da parte della Giunta regionale, del Presidente del consiglio di amministrazione e di due terzi dei Consiglieri, con arrotondamento per eccesso, di cui uno da scegliersi tra i dirigenti regionali con funzioni di raccordo tra la Regione e la società, uno da scegliersi, d'intesa tra la Giunta regionale e la giunta della Camera valdostana delle imprese e delle professioni-Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales, tra i componenti del consiglio della stessa e uno da scegliersi all'interno di una terna di nomi indicati da Confindustria Valle d'Aosta e scelti tra i legali rappresentanti dei soci effettivi ad essa aderenti.
3. La nomina degli altri membri del consiglio di amministrazione spetta all'assemblea degli azionisti. I componenti del consiglio di amministrazione durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili.
4. I membri del consiglio di amministrazione sono scelti secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l'esercizio di:
a) attività di amministrazione o di controllo ovvero compiti direttivi presso imprese;
b) attività professionali in materia attinente al settore creditizio, finanziario, mobiliare, assicurativo o, comunque, funzionali all'attività dell'intermediario finanziario;
c) attività di insegnamento universitario in materie giuridiche o economiche;
d) funzioni amministrative o dirigenziali presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza con il settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo ovvero presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori purché le funzioni comportino la gestione di risorse economico-finanziarie.
5. Il Presidente del consiglio di amministrazione deve essere scelto tra persone in possesso di un diploma di laurea di durata almeno quadriennale in scienze economiche, scienze giuridiche, scienze politiche e delle relazioni internazionali, scienze dell'amministrazione, scienze statistiche o ingegneria gestionale o lauree equipollenti e, inoltre, di almeno uno dei requisiti di professionalità di cui al comma 4, ferma restando un'esperienza complessiva di almeno cinque anni.
6. Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, si provvede alla loro sostituzione con le modalità previste dal presente articolo Gli amministratori così nominati scadono insieme a quelli in carica all'atto della loro nomina. L'intero consiglio di amministrazione cessa nel caso in cui venga a mancare la maggioranza dei suoi componenti.
7. Non possono essere membri del consiglio di amministrazione, e se nominati decadono, coloro che abbiano lite pendente con FINAOSTA S.p.A.; l'incompatibilità sussiste anche quando detta condizione si verifichi nei riguardi del coniuge, di un parente o affine entro il secondo grado.
8. Non possono essere membri del consiglio di amministrazione, e se nominati decadono, coloro che siano in rapporti di coniugio, parentela o affinità entro il secondo grado con dipendenti di FINAOSTA S.p.A..
9. I compensi spettanti al Presidente e agli altri membri del consiglio di amministrazione sono stabiliti dall'assemblea degli azionisti.
Articolo 15
(Collegio sindacale)
1. Il collegio sindacale è composto da tre membri effettivi e due supplenti, i quali durano in carica tre esercizi.
2. Ai sensi dell'articolo 2449 del codice civile, alla Regione è riservata la nomina, da parte della Giunta regionale, del Presidente del collegio sindacale, di un sindaco effettivo e di uno supplente.
3. La nomina degli altri membri del collegio è effettuata dall'assemblea degli azionisti.
4. L'assemblea degli azionisti determina gli emolumenti ed i gettoni di presenza da corrispondere ai sindaci effettivi.
5. Il Presidente e i membri del collegio sindacale devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili o negli albi professionali individuati con decreto del Ministro della giustizia e, nei loro confronti, non deve sussistere alcuna delle cause di ineleggibilità e decadenza previste dall'articolo 2399 del codice civile.
6. Il controllo contabile sulla società è esercitato da una società di revisione iscritta nel registro istituito presso il Ministero della giustizia o, nell'ipotesi di cui all'articolo 2409bis, comma 3, del codice civile, dal collegio sindacale.
Articolo 16
(Consiglio di gestione)
1. L'amministrazione di FINAOSTA S.p.A. può essere esercitata, ai sensi dell'articolo 2409octies e seguenti del codice civile ed in alternativa a quanto previsto dall'articolo 14, da un consiglio di gestione.
2. Il consiglio di gestione è nominato dall'assemblea degli azionisti ed è composto da un minimo di nove ad un massimo di undici membri aventi i requisiti di onorabilità e di indipendenza prescritti dalla normativa vigente in materia bancaria e creditizia e i requisiti di professionalità di cui all'articolo 14, commi 4 e 5.
3. Ai sensi dell'articolo 2449 del codice civile, alla Regione è riservata la nomina, da parte della Giunta regionale, del Presidente del consiglio di gestione e di due terzi dei Consiglieri, con arrotondamento per eccesso, di cui uno da scegliersi, d'intesa tra la Giunta regionale e la giunta della Camera valdostana delle imprese e delle professioni-Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales, tra i componenti del consiglio della stessa e uno da scegliersi all'interno di una terna di nomi indicati da Confindustria Valle d'Aosta e scelti tra i legali rappresentanti dei soci effettivi ad essa aderenti.
4. La nomina degli altri componenti del consiglio di gestione spetta all'assemblea degli azionisti. I componenti del consiglio di gestione durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili.
5. Al consiglio di gestione si applicano le disposizioni di cui all'articolo 14, commi 7, 8 e 9.
6. Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o più componenti del consiglio di gestione, l'assemblea degli azionisti provvede alla loro sostituzione con le modalità di cui al presente articolo.
Articolo 17
(Consiglio di sorveglianza e controllo contabile)
1. Ove ricorra l'ipotesi di cui all'articolo 16, il controllo su FINAOSTA S.p.A. è esercitato, ai sensi dell'articolo 2409octies e seguenti del codice civile, da un consiglio di sorveglianza composto da un minimo di tre ad un massimo di sette membri i quali durano in carica tre esercizi.
2. Ai sensi dell'articolo 2449 del codice civile, alla Regione è riservata la nomina, da parte della Giunta regionale, del Presidente del consiglio di sorveglianza e di un componente. Se il consiglio di sorveglianza è composto da più di tre membri, la Giunta regionale nomina i due terzi dei componenti, con arrotondamento per eccesso. La nomina degli altri componenti spetta all'assemblea degli azionisti.
3. L'assemblea degli azionisti determina gli emolumenti ed i gettoni di presenza da corrispondere ai membri del consiglio di sorveglianza.
4. Il Presidente del consiglio di sorveglianza deve essere iscritto nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero della giustizia; gli altri membri devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero della giustizia oppure possedere i requisiti di professionalità di cui all'articolo 14, comma 4, per i membri del consiglio di amministrazione.
5. Nei confronti dei componenti del consiglio di sorveglianza non deve sussistere alcuna delle cause di ineleggibilità e decadenza previste dall'articolo 2409duodecies del codice civile.
6. Il controllo contabile sulla società è esercitato da una società di revisione iscritta nel registro istituito presso il Ministero della giustizia.
CAPO IV
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
Articolo 18
(Abrogazioni)
1. Sono abrogate le seguenti leggi regionali:
a) 28 giugno 1982, n. 16;
b) 19 giugno 1984, n. 24;
c) 2 gennaio 1989, n. 1;
d) 4 settembre 1991, n. 39;
e) 30 marzo 1994, n. 8;
f) 16 agosto 1994, n. 46;
g) 9 marzo 1995, n. 8;
h) 12 novembre 2001, n. 30.
2. Sono, inoltre, abrogate le seguenti disposizioni:
a) il comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale 17 dicembre 1997, n. 41;
b) l'articolo 31 della legge regionale 3 gennaio 2000, n. 1.
Articolo 19
(Disposizione di coordinamento)
1. Ogni riferimento alla l.r. 16/1982 contenuto nella legislazione regionale deve intendersi effettuato alla presente legge.
Articolo 20
(Disposizione transitoria)
1. Gli organi di FINAOSTA S.p.a. in essere alla data di entrata in vigore della presente legge restano in carica fino alla scadenza naturale e, comunque, sino all'insediamento dei nuovi organi, nominati con le modalità di cui alla presente legge.
Président - Nous reprenons les travaux avec l'examen du texte.
Je rappelle que la IIe Commission a donné son avis favorable à majorité sur le nouveau texte avec un nouveau titre, donc nous votons sur le nouveau texte prédisposé par la IIe Commission.
Je soumets au vote l'article 1er:
Conseillers présents: 24
Votants: 20
Pour: 20
Abstentions: 4 (Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - A l'article 2 il y a l'amendement n° 1 du groupe "La Casa delle Libertà", dont je donne lecture:
Emendamento
Articolo 2 comma 3 sostituire con: "Alla Regione è riservata la proprietà della maggioranza assoluta delle azioni di Finaosta spa".
La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Questo emendamento modifica l'impostazione contenuta nel comma 3 originario dell'articolo 2.
L'articolo 2, al comma 3, dice che alla Regione è riservata la proprietà del 75% delle azioni di "Finaosta". Ora, questo comma 3 è innovativo rispetto alla precedente statuizione della legge oggetto di modifica, cioè della legge n. 16/1982, perché quella legge non stabiliva una percentuale definita della proprietà azionaria dell'Amministrazione regionale, ma diceva solo che alla Regione competeva la proprietà della maggioranza delle azioni, e la maggioranza delle azioni voleva dire che era sufficiente avere il 51%.
Non capiamo allora quale sia il ragionamento che viene effettuato per affermare oggi, e quando dico "oggi", dico in un contesto temporale in cui le privatizzazioni sono un concetto ormai acquisito, perché di privatizzazioni ne parlò persino il "Governo Prodi" ormai 5-10 anni fa, e se guardiamo all'inizio della scorsa legislatura, le privatizzazioni sono state concordate in chiave europea e poi da lì sono state messe in applicazione dai singoli Stati nazionali; di conseguenza, mentre a livello nazionale si tende a ridurre la presenza dell'azionista pubblico, nella Regione Valle d'Aosta, ancora una volta, si tende ad aumentare il peso dell'azionista pubblico. Considerando che in "Finaosta" fra i vari soci vi sono le banche, riteniamo che le banche in un contesto di finanziaria regionale possano e debbano avere un peso significativo, Assessore Marguerettaz. A più riprese abbiamo sostenuto che uno dei problemi di questa Regione - mi riferisco ad esempio all'Università - è quello di avere una legge che consente delle "partnership" che alla fine non si concretizzano. Allora ci chiediamo qual è il motivo politico o funzionale che vi fa dire, a distanza di oltre 15 anni, che bisogna aumentare la rappresentanza del capitale pubblico in "Finaosta".
L'emendamento che proponiamo ribadisce il concetto che fino a ieri ha fatto funzionare "Finaosta"; capiamo che questo tipo di società finanziaria ha l'esigenza di avere la maggioranza assoluta delle azioni in capo all'azionista pubblico, ma non capiamo quale sia il significato politico di volergli conferire il 75%! E non lo capiamo a maggior ragione alla luce delle dichiarazioni che ha fatto il neo Assessore La Torre, il quale dice: "la prima condizione è meno Regione e più impresa", quando poi il primo atto concreto di questa Giunta sia quello invece di aumentare il peso della Regione!
L'Assessore La Torre non è presente, forse avrà una serie di impegni di tipo politico o personale, anche se devo evidenziare che su un dibattito come sarà quello di questo pomeriggio che riguarda una materia particolarmente importante, nella quale l'Assessorato delle attività produttive ha un peso preponderante nella gestione, mi sembra discutibile che uno degli Assessori maggiormente coinvolti nella materia ritenga di non portare il suo contributo a questo dibattito! E il fatto è ancora più grave nel momento in cui questo dibattito sta prendendo delle strade che sono diametralmente opposte alle dichiarazioni fatte all'atto dell'insediamento del nuovo responsabile alle attività economico-produttive!
Non so, o posso immaginare quale sarà l'esito della votazione su questo emendamento, però sarebbe opportuno che quella chiarezza e quella trasparenza che avete rivendicato come maggioranza nel programma della nuova azione di governo che voi avete votato 15 giorni fa, vengano enunciate. Con questo comma 3 dell'articolo 2, che chiediamo di sostituire, andate ad aumentare il peso della cosa pubblica sull'economia... allora qualcuno ci spieghi che questo è un passaggio necessario per fare "un qualcosa" che in questo momento ci sfugge! Se ci convincerete di questa necessità, saremo pronti a ritirare l'emendamento.
Président - La parole au Conseiller Lavoyer.
Lavoyer (FA) - Non per fare della polemica, collega Frassy, ma a me risulta che l'Assessore La Torre l'abbia informato, le abbia chiesto anche scusa, le ha chiesto se poteva aspettare, solo per la precisazione...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... visto che la correttezza in quest'aula non esiste più, volevo solo precisare questo.
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Adesso per iniziare perlomeno i lavori pomeridiani con un po' di tranquillità e - se vogliamo - non fare speculazioni personali, ma ragionare sulla sostanza, darei una spiegazione molto lineare rispetto a questo disposto di legge.
Come vede, all'articolo 2, 1° comma, c'è una dizione particolare dove si dice che "Finaosta s.p.a." agisce in considerazione delle finalità perseguite in qualità di ente strumentale della Regione; quindi se "Finaosta" è un ente strumentale della Regione è ovvio che non si adegua a quel principio di privatizzazione che lei ha enunciato, è una società diversa rispetto a una società industriale, è una società strumentale della Regione, quindi da questo punto di vista si voleva rafforzare lo "status quo". Perché dico lo "status quo"? Perché anche lì non si faccia una speculazione sbagliata: non stiamo occupando alcuno spazio, perché ad oggi la Regione ha il 77,5%, quindi rispetto al disposto del disegno di legge ci poniamo in una situazione minore rispetto alla situazione di fatto.
Il combinato ragionamento fra il fatto che questa società è un ente strumentale, se non fosse così non potrebbe essere destinataria di tutta una serie di interventi di natura regionale... non potremmo interloquire preferibilmente con "Finaosta", perché se venisse a mancare questo nesso di strumentalità, dovremmo avviare delle gare e delle procedure per identificare il nostro interlocutore. Il fatto di sancire che questa è una società strumentale della Regione, permette un'attività diretta, così come tutte le società strumentali che vengono utilizzate dagli enti pubblici; in più, la situazione è assolutamente superiore al 75%, infatti oggi abbiamo il 77,55%: questa è la spiegazione.
Vi chiediamo di ritirare l'emendamento.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Due precisazioni. La prima penso che sia dovuta, perché vorrei solo ricordare al collega Lavoyer che ho evidenziato nel mio ragionamento che l'Assessore La Torre aveva comunicato di avere degli impedimenti, non so se di natura personale o politica, che lo portavano ad essere assente dal dibattito, ma questo non è un problema nostro, colleghi di "Fédération", perché l'impegno politico sta in capo alla Giunta. Vi siete assunti delle responsabilità, riteniamo che sia corretto che al momento in cui vengono in aula delle leggi importanti - sfido chiunque a sostenere che questa legge non lo sia! - sarebbe opportuno che venissero concordati nell'ambito della maggioranza e dell'Esecutivo le presenze necessarie, perché non mi sembra di dire un'eresia se dico che questa legge ha un forte interesse per chi si occupa delle attività produttive! Dopodiché, lo ha ricordato il collega Lavoyer - ma se vuole fare una richiesta il collega Lavoyer, noi la votiamo - attendere, ma... "attendere" cosa vuol dire? Sospendere i lavori del Consiglio in attesa che rientri l'Assessore alle attività produttive? Il nostro gruppo è disponibile; se il Capogruppo di "Fédération" ritiene di formalizzare questa richiesta, siamo i primi a sostenerla!
Ciò detto, Assessore Marguerettaz, lei è una persona squisita nel suo eloquio, è una persona professionalmente preparata, politicamente le piace barare però, altrimenti non si spiega il suo ragionamento, perché quando in legge scrivo "maggioranza assoluta", do la possibilità all'Amministrazione regionale di oscillare dal 51% al 100%, ma impedisco all'Amministrazione regionale di scendere sotto il 51%! Quando in legge scrivo "75%", l'Amministrazione regionale oscilla dal 75 in su eventualmente, ma così come voi l'avete scritta la norma, è tassativa: 75%, e non uno in più o non uno in meno...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... come no? Lo avete scritto voi: alla Regione è riservata la proprietà del 75%, punto! Ma come no! Ce lo spieghi, cosa vuol dire "no", se c'è scritto in legge che è riservato al 75, il 75 deve essere riservato...
Marguerettaz (UV) - ... il 25 è disponibile...
Frassy (CdL) - ... il 25, ma il 75 è indisponibile, questa è una norma rigida, nel senso che noi, dal 75, non ci muoviamo; perciò se domani, per una ragione qualsiasi, una banca decidesse di mettere denaro fresco per non so quali motivi, "Finaosta" non lo può fare perché la forbice disponibile è il 25... come no... Assessore non può dire di no! La forbice disponibile prima era del 49%; allora domando ai colleghi che sostengono meno pubblico e più mercato, se questo è un modo per concretizzare questo slogan, e mi sembra che anche nelle file di quello che era il partito di maggioranza assoluta ci fossero delle sensibilità a questo tipo di ragionamento!
Cosa vuol dire "ente strumentale"? Ente strumentale vuol dire solo una cosa, Assessore Marguerettaz: vuol dire che l'Amministrazione regionale detiene il controllo di questo ente, che poi nella fattispecie più che un ente strumentale è una s.p.a., perciò ha già dal punto di vista giuridico una figura più definita, perché è un ente economico. Nel diritto amministrativo - e qui, forse, lei potrebbe dire qualcosa di più rispetto al discorso politico - la definizione che mettete in legge di "ente strumentale" è quanto meno ambigua, perché gli enti strumentali in base alle definizioni del diritto amministrativo normalmente non hanno la forma della società di capitali, in un'accezione estesa possono rientrarvi - ripeto, possono rientrarvi -, però già dal punto di vista della chiarezza normativa diciamo che avete utilizzato un concetto quanto meno improprio; comunque sia, il concetto politico che voi utilizzate in "ente strumentale" è garantito dalla maggioranza assoluta.
Allora, Assessore, prendiamo atto che lei non è stato in grado di darci una risposta e, di conseguenza, deduciamo che alzare al 75% le quote di possesso azionario dell'ente Regione ha un solo significato e va letto insieme all'aumento del "CdA", perché se noi andiamo a fare due conti: l'aumento dei membri del "CdA" insieme all'aumento delle quote di proprietà, questo porta ad una conclusione unica, ovvero che aumenta la possibilità di distribuire poltrone... se questo è uno dei fini di questa legge, l'avete sicuramente colto! Se, invece, il fine era quello di dare nuovo impulso al settore economico, forse la strada da intraprendere era un'altra!
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Da quel punto di vista credo che non vogliamo fare una discussione colta, Frassy, ma nel momento in cui c'è la partecipazione di un soggetto pubblico, lei sa che la riserva di legge di competenza della rappresentanza del "CdA" è slegata da qualsiasi maggioranza; posso avere un'azione e avere una riserva di legge di 3, 4, 5...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... lei ha associato due cose che non sono associabili: la riserva di legge - è nello statuto del "CdA" - è slegata da qualsiasi percentuale, quindi uno può avere il 50% o il 75%, il numero dei consiglieri non cambia, quindi lei associa "pere con mele", è sbagliato! Dopodiché, quando si parla, ed è il Governo regionale che parla, parla per tutti, quindi anche lì la speculazione sulle assenze e sulle presenze, credo che non sia opportuna... quando c'è una condivisione, è una condivisione che rappresenta tutto il Governo, ma da quel punto di vista il Presidente ha sentito l'Assessore La Torre ed è in arrivo.
Se voi non ritirate l'emendamento, votiamo contro.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 19
Favorevoli: 3
Contrari: 16
Astenuti: 12 (Bortot, Comé, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Nicco, Perrin, Salzone, Squarzino Secondina, Stacchetti, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 25
Contrari: 3
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 3 vi sono gli emendamenti nn. 2, 3, 4, 5 e 6 del gruppo "La Casa delle Libertà" e gli emendamenti nn. 1 e 2 del gruppo "Arcobaleno", di cui do rispettivamente lettura:
Emendamento
Articolo 3, comma 1, abrogare: "in armonia con le direttive della Regione".
Emendamento
Articolo 3, comma 2, dopo "enti pubblici con" sostituire con "sede legale e unità operative nel territorio regionale".
Emendamento
Articolo 3, comma 3: Abrogare.
Emendamento
Articolo 3, comma 4, sostituire con: "Finaosta spa può intervenire anche a favore di imprese con organizzazione operativa e prevalente attività al di fuori del territorio regionale, purché tali interventi siano specificatamente indicati nel Piano Annuale di Programmazione Economica di cui all'articolo 13 comma 3".
Emendamento
Articolo 3, comma 5: Abrogare.
Emendamento
Articolo 3, comma 1
Inserire dopo "territorio regionale" l'inciso "con la sola esclusione delle assicurazioni".
Emendamento
Articolo 3, comma 2
Aggiungere a conclusione del comma la seguente frase: "Non rientra negli interventi l'introduzione, per opera di Finaosta S.p.A., di una nuova società di assicurazione".
La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 2 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - L'emendamento che chiede di abrogare la parte conclusiva del comma 1 dell'articolo 3 è un emendamento che toglie quei "fronzoli" che riteniamo inutili e pleonastici; sicuramente non è un emendamento politico, ma evidenzia come nella scritturazione di questa legge ci si sia persi molte volte dietro delle ripetizioni e, invece, si siano perse delle opportunità per essere incisivi sulle azioni.
Il comma 1 dell'articolo 3, titolato "Oggetto sociale", dice che "Finaosta" agisce nel quadro della politica di programmazione regionale, di conseguenza riteniamo che la programmazione regionale la faccia la Regione; dopodiché si dice che deve promuovere e compiere attività e azioni che favoriscono lo sviluppo economico del territorio regionale, in armonia con le direttive della Regione. Noi, su questo aspetto, chiediamo l'abrogazione, ma... perché? In primo luogo, perché nella migliore delle ipotesi non aggiunge nulla, perché se c'è un quadro di politica di programmazione regionale, mi sembra scontato che questo quadro porti alla conclusione di essere in armonia con l'indicazione dell'amministrazione pubblica; perciò nell'ipotesi migliore sarebbe un'espressione pleonastica che non aggiunge nulla. Nell'ipotesi peggiore, invece, il fatto di sottolineare che debba essere in armonia con le direttive della Regione porta a sbarrare la strada a quelle eventuali situazioni che, per un motivo qualsiasi, pur essendo in linea con il quadro della programmazione regionale, possano essere ad esempio concorrenziali con settori nei quali l'Amministrazione regionale è presente attraverso il meccanismo delle s.p.a. a partecipazione prevalente di capitale pubblico. Allora potrebbe non essere piacevole andare ad investire in iniziative imprenditoriali che potrebbero, un domani, essere in concorrenza con quello che è il gigante dell'informatica valdostana, "INVA", perché l'Amministrazione regionale potrebbe non aver piacere a questo tipo di conclusione!
Ci sta bene allora che ci sia un quadro di programmazione, andiamo ad individuare i settori, ma da lì a dire che dentro quei settori le scelte devono avere un ulteriore vincolo che sia quello dell'armonia con le direttive regionali, ci sembra di tornare ai tempi della programmazione quinquennale moscovita, di comunista memoria, per cui l'economia si muoveva se stava bene ai compagni di Bortot! La storia ha dimostrato che quel tipo di impostazione, viziata da un presupposto ideologico, era contro la logica del mercato, perché mercato e ideologia non sempre riescono a convivere!
Amici di "Fédération" e "Stella Alpina" - o, forse, "compagni" -, qui ci troviamo di fronte a quella che può sembrare una questione lessicale, ma che diventa un macigno di tipo ideologico. Ma dov'è la ventata di novità che avete portato in questa nuova maggioranza? Qui ci troviamo a votare una norma che, definire "di stampo sovietico e dirigista in campo economico" forse non rende l'idea rispetto ai pericoli che stanno nel comma 1... perciò chiediamo che venga abrogato questo passaggio.
Assessore Marguerettaz, lei che aveva dimostrato in altri contesti di avere una sensibilità al libero mercato, non sappiamo se non ha valutato il rischio di una norma del genere, perché lei mi dirà: "ma noi siamo liberali, questa norma la interpretiamo a modo nostro, di conseguenza la interpretiamo con spirito liberale, non se ne preoccupi"! Io non me ne preoccupo, però i Consiglieri e gli Assessori passano e le norme restano; ci abbiamo messo 15 anni per modificare la legge di "Finaosta"... non vorremmo che... dopo di lei... il diluvio!
Pertanto, nel convincimento che sia meglio fare le leggi con cognizione di causa, noi facendo appello alla sua impostazione liberale, la invitiamo a valutare in maniera attenta questo emendamento, che consente di uscire dall'equivoco interpretativo e non va a disarticolare il disegno legislativo.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Siamo contrari all'emendamento: "ente strumentale" non può che agire in armonia con le disposizioni della Regione.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 25
Votanti: 22
Favorevoli: 2
Contrari: 20
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina, sull'emendamento n. 1 del gruppo "Arcobaleno".
Squarzino (Arc-VA) - Qui riprendiamo un'osservazione che era pervenuta in commissione dai rappresentanti degli agenti di assicurazione, perché l'Assessore ha detto in commissione che non erano emerse novità interessanti circa questa esclusione, per cui si poteva anche toglierla, ma non ha fornito alcun elemento per cui andava tolta l'esclusione dell'assicurazione; pertanto riproponiamo questo emendamento in cui chiediamo che venga messa di nuovo l'esclusione delle assicurazioni nel 1° comma del 3° articolo.
Spiego anche il secondo emendamento: sapendo già che il primo non passerà, in subordine diciamo: voi volete comunque che la "Finaosta" si occupi anche di assicurazioni, però la "Finaosta" non deve, nei suoi interventi occuparsi direttamente di assicurazione. Ricordo che lei diceva, spiegando, che gli interventi di "Finaosta" sono per rendere più bella la sede di un'assicurazione che vuole fare degli investimenti ad Aosta. Noi diciamo che un'assicurazione può essere al massimo considerata come un'impresa qualunque, che vuole ingrandire i suoi locali, ma la "Finaosta" non può e non deve attivare, aprire, lei, una nuova società di assicurazione, altrimenti fa concorrenza all'interno di un settore economico molto importante.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Anch'io associo le due repliche al 1° e al 2° emendamento proposti dal gruppo "Arcobaleno".
Rispetto al 1° emendamento riteniamo che questa previsione di esclusione proposta nell'emendamento sia rivolta a far perdere delle opportunità che in questo momento devono essere colte, quindi siamo contrari, come siamo contrari al 2°, perché le modalità di intervento sono sancite nell'articolo 7, quindi sia i finanziamenti che le partecipazioni sono inquadrate all'interno del disposto legislativo e "Finaosta" non può, se non nella misura del 35%, aderire ad alcuna iniziativa, quindi non può neanche nell'ambito del capitale sociale essere un soggetto proponente e un socio di riferimento.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Solo per dichiarare che esprimiamo un giudizio positivo sui 2 emendamenti presentati dal gruppo "Arcobaleno".
Pensavamo che questi emendamenti venissero presentati dalla maggioranza, perché ci era sembrato di cogliere una certa condivisione rispetto a questa problematica, sollevata fin dai lavori in commissione con un'articolata e documentata esposizione dell'associazione che raggruppa gli operatori di assicurazione; non è solo per una questione protezionistica, di tipo lobbistico, che appoggiamo questi emendamenti, ma perché questi emendamenti andrebbero a ripristinare la situazione di "Finaosta" sino ad oggi; perciò, ancora una volta, devo dire che fra le petizioni di principio e le azioni legislative c'è un'evidente contraddizione. Non si spiega diversamente l'esclusione della preclusione al mondo assicurativo, se non con la volontà politica di invadere altri campi del privato, e attenzione, perché questi campi del privato non sono campi di poco conto nell'aspettativa delle ricadute economiche della riforma della previdenza: previdenza integrativa, previdenza complementare, dove la volontà politica di questa maggioranza è quella di cogliere l'opportunità per contrastare il libero mercato.
Non sappiamo quali siano le motivazioni politiche che abbiano animato il gruppo "Arcobaleno" dal presentare questo emendamento, ma sicuramente noi lo voteremo, perché serve ad arginare lo straripamento dell'ente pubblico nel mercato privato.
Si dà atto che dalle ore 16,13, presiede il Vicepresidente Lanièce e che dalle ore 17,20 riassume la presidenza il Presidente Perron.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo "Arcobaleno":
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 22
Favorevoli: 5
Contrari: 17
Astenuti: 5 (Ferraris, Fiou, Nicco, Rini, Salzone)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 3 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - L'emendamento che presentiamo reintroduce, anche in questo caso, dei concetti che erano già contenuti nella legge che oggi andiamo a riformare, nel senso che il nuovo testo prevede che vengano considerate le attività imprenditoriali con organizzazione operativa e prevalente attività nel territorio regionale. L'emendamento che, invece, noi inseriamo, ripristina il concetto di sede legale ed è un concetto che non è neutro rispetto al sistema legislativo finanziario valdostano, perché sappiamo che in virtù della sede legale c'è un ritorno di flussi finanziari, quello dei 9/10; di conseguenza, riteniamo che sia importante tornare a riapplicare quel tipo di concetto.
So quale sarà l'obiezione dell'Assessore: "non possiamo, la concorrenza, il libero mercato, la CE", ... io dico solo che qui stiamo affrontando il problema di una s.p.a. che avrà un capitale prevalentemente pubblico, ma nei fatti questa società opera come s.p.a., e visto che avete fatto di tutto e di più rispetto ai vincoli europei, a partire dall'agricoltura per finire agli impianti a fune, ci sembra curioso che in questo caso abbiate "abdicato" a quel plusvalore che è quello della possibilità di dare prevalenza a quelle situazioni che consentono i recupero dei 9/10.
Il nostro emendamento non stravolge nulla, va a ripristinare un concetto che fino ad oggi ha funzionato, perché nessuno è andato ad impugnare in sede comunitaria questa impostazione ed ha funzionato per 15 anni; riteniamo che sia un emendamento a vantaggio del budget della Regione Valle d'Aosta, di conseguenza auspichiamo che venga accolto dall'aula.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Ha ragione il collega Frassy, non mi ripeterò. Questa norma ha una fonte ispiratrice - che sono le norme europee - già nella vecchia formulazione all'articolo 2, diventato articolo 3 nella nuova formulazione; vi era una norma di salvaguardia che cercava di ottemperare al disposto europeo e introduceva una sorta di deroga costante che doveva essere supportata dal parere della Giunta regionale.
Le do anche una risposta dal punto di vista sostanziale, nel senso che l'evoluzione delle norme finanziarie ha modificato quello che lei ha esposto, che non è più corrispondente alla realtà, nel senso che i 9/10 vengono percepiti nel momento in cui abbiamo un'attività che si svolge "in loco" e che produce dei versamenti di imposta "in loco", per cui ormai stiamo andando verso dei criteri ispiratori che portano i 9/10 non più in virtù della sede legale, ma in virtù dell'attività e dei versamenti fatti nel comprensorio. Se dovessimo avere delle aziende che, pur avendo una sede legale, hanno attività fuori dalla Regione e versamenti presso istituti bancari fuori Regione, non percepiremmo i 9/10. Alcune, già nell'ambito della dichiarazione... lei, essendo anche esperto in materia, sa che c'è il "codice Regione", quindi per quanto attiene i versamenti delle ritenute dei dipendenti per l'IRAP c'è il "codice Regione", per cui sede legale o meno si percepisce in virtù del "codice Regione". Pertanto il combinato di queste 2 norme, da un lato, ci mette in regola con le disposizioni europee; dall'altra parte, non fa nessun tipo di danno, anzi il fatto di poter attrarre delle attività produttive di norma produrrà il gettito di imposte che indipendentemente dalla sede legale, se vengono versate in Valle d'Aosta, torneranno alle casse regionali.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 25
Votanti: 20
Favorevoli: 2
Contrari: 18
Astenuti: 5 (Bortot, Ferraris, Fiou, Nicco, Squarzino Secondina)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del gruppo "Arcobaleno":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 23
Favorevoli: 5
Contrari: 18
Astenuti: 5 (Ferraris, Fiou, Lavoyer, Nicco, Salzone)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 4 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Chiediamo l'abrogazione di questo comma, perché lo riteniamo eccessivamente dirigistico e, fra l'altro, anche mal formulato.
Vorrei ricordare ai colleghi che nel comma 3 dell'articolo 3 si dice che: "Ai fini della presente legge, l'attività di impresa si considera prevalentemente svolta nel territorio regionale quando qui siano localizzati per intero o in parte predominante gli investimenti fissi e l'occupazione e, ove richiesto, la direzione tecnica e quella amministrativa". Ci piacerebbe capire cosa vuol dire "ove richiesto", e da "chi" sia richiesto. Il comma, così come è scritto, si presta a più di un punto interrogativo; di conseguenza, ne proponiamo l'abrogazione.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Valgono le stesse considerazioni fatte poc'anzi, nel senso che l'attenzione nei confronti dei 9/10 che ha espresso poco fa, si traduce con la richiesta di poter avere sia un'attività occupazionale, sia investimenti, sia un'attività amministrativa rivolta all'espletamento di tutti gli oneri tributari, pagamenti compresi.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 4 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 22
Favorevoli: 2
Contrari: 20
Astenuti: 6 (Bortot, Ferraris, Fiou, Nicco, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 5 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Con questo emendamento, che in parte era legato con l'emendamento n. 3, comunque sia ha una sua filosofia, a prescindere dal fatto che sia stata bocciata dall'aula la proposta di emendamento n. 3 che reintroduceva il concetto di "sede legale" e "unità operativa nel territorio regionale", riteniamo che possa essere utile precisare quando è opportuno e utile che "Finaosta" intervenga a favore di imprese con organizzazione operativa e prevalente attività fuori dal territorio regionale, perché la possibilità di effettuare interventi di questo tipo, a maggior ragione essendo stata bocciata la proposta di emendamento nostro al n. 3, è consentita, nel senso che "Finaosta" non ha vincolo alcuno e può sicuramente intervenire anche a favore di queste imprese. Allora sarebbe opportuno che questo tipo di interventi, che vanno al di fuori del contesto prettamente regionale, fossero oggetto di un ragionamento di pianificazione e programmazione economica di tipo regionale. Concetto che, fra l'altro, sta alla base del comma 1 dell'articolo 3, nel senso che si fa riferimento che l'azione di "Finaosta" si svolge nel quadro di una politica di programmazione regionale. Il problema di fondo è che nessuno sa chi è che dipinga questo quadro, né dove venga scritta questa programmazione regionale, perché in effetti non esiste uno strumento di programmazione.
Introdurremo poi come emendamento successivo un meccanismo che renda visibile e discutibile questa programmazione e demandiamo la possibilità di operare su aziende che hanno sede legale e operativa fuori dalla Regione, ma con ricadute a beneficio della Regione, a condizione che questi interventi siano specificati nel piano di cui chiediamo successivamente l'istituzione.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Siamo contrari.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 5 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 23
Favorevoli: 2
Contrari: 21
Astenuti: 5 (Bortot, Ferraris, Fiou, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 6 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Vedete, colleghi di maggioranza, voi vi apprestate a votare una norma di legge importante, ma è una norma che ha dei principi e sono quelli che la Giunta ha scritto nei suoi primi articoli. Fra i primi articoli vi è l'articolo 3, sul quale parecchi emendamenti il nostro gruppo ha presentato.
L'articolo 3 non è un articolo di poca importanza, essendo quello che motiva lo stesso campo di azione di "Finaosta", e il concetto ormai noto e già espresso durante l'illustrazione dei precedenti emendamenti è quello della programmazione. Lo dicevo prima, mi tocca ripetermi adesso... ma chi la fa questa programmazione, dove la fate? Il comma 5 dice che si può intervenire a favore di imprese con organizzazione operativa e prevalente attività nel territorio regionale che attuino iniziative al di fuori dello stesso, purché funzionali allo sviluppo di iniziative economiche nell'ambito del territorio regionale: belle parole! Il problema è che sono parole in libertà e sono parole in libertà perché non dicono nulla, perché non hanno un contenitore o un momento politico o amministrativo in cui possano essere verificate; di conseguenza, chiediamo che venga stralciato.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Siamo contrari, ma bisognerebbe che il collega Frassy contestualizzasse questa legge. Oggi abbiamo continui riferimenti che sono di natura europea che fissano le dimensioni, fissano i limiti, per cui non c'è una libertà assoluta. Noi dobbiamo muoverci all'interno di un quadro sufficientemente regolamentato, quindi questa necessità e questa voglia di sburocratizzare che tanto invoca va anche in questo senso, per cui abbiamo all'interno del nostro riferimento dei riferimenti europei che ci guidano.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 6 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 26
Votanti: 21
Favorevoli: 2
Contrari: 19
Astenuti: 5 (Bortot, Ferraris, Fiou, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3:
Consiglieri presenti: 26
Votanti: 23
Favorevoli: 21
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4:
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 24
Favorevoli: 22
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 5 vi sono gli emendamenti nn. 7, 8, 9 e 10 del gruppo "La Casa delle Libertà" e l'emendamento n. 3 del gruppo "Arcobaleno", di cui do rispettivamente lettura:
Emendamento
Articolo 5, comma 1, lett. a), abrogare "o da costituire".
Emendamento
Articolo 5, comma 1, lett. a), sostituire "tendenzialmente temporanee" con "temporanee per un periodo non superiore a cinque anni".
Emendamento
Articolo 5, comma 1, lett. b), sostituire con: "Concedere finanziamenti assistiti da garanzie reali o personali".
Emendamento
Articolo 5, comma 1, lett. d), aggiungere: "o da altri enti pubblici".
Emendamento
Articolo 5
Sostituire la lettera b) del comma 1, con la seguente espressione: "concedere finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma".
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 7 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Questo articolo 5 è un altro articolo importante nella filosofia operativa della nuova "Finaosta", anche andata a disegnare con la legge che stiamo esaminando. Sono gli interventi in gestione ordinaria, sono cioè gli interventi che vengono effettuati in proprio da "Finaosta S.p.a." e voi dite, alla lettera a), che "Finaosta", fra le tante cose che può andare a fare, "può assumere partecipazioni in società di capitali". Non è un'affermazione di poco conto quella che viene fatta, perché noi andiamo ad ipotizzare che una società strumentale - ed è scritto, oltre che essere stato ricordato correttamente dall'Assessore Marguerettaz - si inserisce in quella che è un'attività imprenditoriale che, per sua definizione, dovrebbe operare in un contesto strettamente privatistico, perciò questa commistione del pubblico e del privato non può essere non soggetta a limitazioni, perlomeno in un concetto di economia sana.
Se può avere un senso ipotizzare che, a fronte di situazioni imprenditoriali esistenti e in crisi, Assessore Marguerettaz, "Finaosta" entri con il capitale per una partecipazione temporanea, che è finalizzata immaginiamo ad un piano di salvataggio e di risanamento, poi... "grazie e arrivederci!" si esce... la società è stata rimessa sul mercato grazie a questo contributo di capitale che ha la forma agevolata di non essere il prestito che deve essere restituito con degli interessi. Entra "Finaosta" e magari ci entra rinunciando in quel momento a recuperare delle quote di finanziamenti che, a seguito di difficoltà, l'azienda non è riuscita a restituire, viene risanata la posizione che quell'azienda occupa sul mercato, quando la situazione è migliorata e l'azienda ha riconquistato una posizione di mercato, in base a questa logica "Finaosta" esce dal capitale di questa società che torna ad essere una società con capitale privato, e recupera senza l'aggravio degli interessi il capitale che aveva conferito. Questo è un meccanismo originale che può essere sostenibile, m a quello che non può essere sostenibile è che questo meccanismo venga applicato anche nelle società da costituire. Allora lei mi spieghi qual è la filosofia di avere delle partecipazioni tendenzialmente temporanee - dice la legge - in società da costituire. Se il "business" sta in piedi, il privato normalmente ci prova; ma se il "business" ha bisogno del pubblico per partire, ma che "business" è?
Vorremmo capire qual è la logica di ipotizzare che "Finaosta", con i suoi soldi - che poi sono i soldi nostri! - possa dire a un certo imprenditore: "guarda, non ti preoccupare perché l'iniziativa la facciamo "in tandem", poi a un certo punto io esco". Qui si pongono mille problemi: da un punto di vista formale sicuramente non si pone il problema della concorrenza, ma da un punto di vista sostanziale si pone, perché "Finaosta" risponde a delle logiche politiche, non nascondiamocelo! E allora forse certi imprenditori che sono più amici di altri rispetto a certi ragionamenti fatti dalla politica regionale, potrebbero beneficiare di questa ulteriore agevolazione in punto di capitale per mettere in piedi delle nuove iniziative. Allora noi riteniamo che questo sia profondamente immorale, che sia profondamente antistorico rispetto al concetto della privatizzazione e chiediamo che il Consiglio, in maniera responsabile, limiti la possibilità di assumere partecipazioni temporanee a situazioni esistenti, sul presupposto che deve essere un'eccezione motivata dal tentativo di salvare delle aziende che sono in difficoltà per una congiuntura particolare.
Con il nostro emendamento, di conseguenza, andiamo ad eliminare la possibilità di costituire "ex novo" delle società con già "Finaosta" dentro, e non società di tipo strumentale - perché questo è un concetto diverso - e lei avrà poi la bontà nei ragionamenti che vorrà fare sul nostro emendamento di non fare il giochino di dire: "ma allora non possiamo più costituire società". Ne siamo consapevoli: le società che l'Amministrazione regionale vuol costituire con partecipazione di "Finaosta", sono società di tipo strumentale, di conseguenza esulano dalla previsione della lettera a), ovvero partecipazione tendenzialmente temporanea. Allora sulla "partecipazione tendenzialmente temporanea" facciamo appello a quei settori sensibili al libero mercato che sono presenti in questo Consiglio, affinché con un ragionamento di logica di mercato si dica che non ha senso che "Finaosta" partecipi in maniera tendenzialmente temporanea a costituire delle società con capitali privati, mettendoci dentro dei denari pubblici... non ha assolutamente senso! Chiediamo pertanto che queste partecipazioni siano limitate a società già costituite.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Nel momento in cui si interviene - stiamo parlando della gestione ordinaria - lei deve vedere la combinata lettura dell'articolo 5 e dell'articolo 7, per cui il limite della partecipazione è un limite all'interno del 35%. Sono delle partecipazioni non di riferimento, ma di sostegno.
Oggi ho visto un comunicato stampa del gruppo "Arcobaleno" su un intervento per la "Tecdis", ci sono dei gruppi che sono interessati e, all'interno, dei "mix" che ci hanno proposto per delle iniziative industriali hanno introdotto anche questo tipo di attività, ovvero un'attività di "partnership" all'interno del capitale sociale di un "competitor" straniero, giapponese, che ha necessità di radicare un'attività "ex novo" nella nostra Regione; quindi il ragionamento che ha fatto lei ci porterebbe a non poter intervenire in questo dominio: ecco perché abbiamo introdotto anche quelle da costituire.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 7 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Assessore, siamo esterrefatti, lei una volta faceva delle grandi "cortine fumogene"... adesso perfino il microfono contribuisce a questi effetti spettacolari! Assessore, lei non ci convince; lei ha fatto un'affermazione di una gravità economica inaudita! Abbiamo dedotto che il salvataggio di "Tecdis", se avverrà, al di là degli 8 milioni di euro che fra Regione, "Finaosta", "Aosta Factor", "CVA", già sono stati elargiti a "Tecdis" in quanto sono posizioni in sofferenza...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... è una risposta ad un'interpellanza nostra nella giornata di ieri! Sto spiegando: se il salvataggio di "Tecdis" passa attraverso una nuova società che viene messa in piedi con il 35% di capitali regionali... è scandaloso! In buona sostanza non cambia nulla, o meglio, quello che cambia con questa legge cambia in peggio, perché ormai siamo nella direzione di avere le aziende regionali, che verranno gestite ancora peggio! La "Casinò S.p.a." lo dimostra di cosa è in grado di fare il socio pubblico quando gestisce le aziende... questa è la verità che penso lei non possa confutare!
Siamo esterrefatti se questa norma ha il senso di andare a mettere capitale pubblico in aziende private e che per giunta non si innestano su un "business" ipoteticamente interessante, ma si innestano su un "business" che non esiste, che è il tentativo di salvare quello che forse non è più salvabile. E se "Tecdis" non è più salvabile, Assessore, una gran parte delle responsabilità le avete voi, come maggioranza e come Giunta, perché "Finaosta" non può essere ritenuta completamente esente da responsabilità, perché questi finanziamenti che venivano fatti... su quali valutazioni, su quali piani finanziari e industriali venivano effettuati? Venivano effettuati su "input" politici, perché se andiamo a vedere il modo in cui in certi tempi sono state fatte le assunzioni in "Tecdis" siamo in grado di dirle chi entrava "per chi" entrava! Ha capito, Assessore? Se questa è la filosofia della nuova "Finaosta", era ancora meglio la vecchia "Finaosta"!
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 7 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 25
Votanti: 22
Favorevoli: 2
Contrari: 20
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 8 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Se voglio essere breve, devo dire che questo emendamento è frutto dell'esperienza, e l'esperienza è quella dell'applicazione di 15 anni della vecchia legge, che ci apprestiamo a pensionare, la quale riportava il concetto della "partecipazione tendenzialmente temporanea".
Sfido l'Assessore Marguerettaz ad individuare una partecipazione temporanea che sia rimasta tale, nel senso che l'espressione "tendenzialmente temporanea" alla fine si è concretizzata in una partecipazione che è diventata "a vita"! Se temporanea deve essere, diciamo che va individuato un periodo; noi lo abbiamo individuato in un periodo non superiore a 5 anni, perché riteniamo che in 5 anni si possano mettere in piedi o raddrizzare delle situazioni economiche, dopodiché "Finaosta" è giusto che disimpegni quelle risorse per andare ad utilizzarle in situazioni che siano meritevoli di attenzione; perciò, se la volontà è che queste partecipazioni siano temporanee, mettiamoci un limite!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Il collega Frassy potrà richiedere, anche con l'ausilio di un'interrogazione, quali sono state le partecipazioni che sono state dismesse negli anni, quindi riteniamo che il "tendenzialmente" sia sufficientemente garantista, anche perché rispetto alla vecchia formulazione abbiamo normato quelle che sono da considerarsi "strategiche" e che non hanno questo limite, per cui può darsi che il collega Frassy confonda quelle che nel tempo sono rimaste, ma che sono da considerarsi strategiche, quali: impianti a fune, energia elettrica, attività finanziarie... rispetto alle altre.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 8 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 25
Votanti: 21
Favorevoli: 2
Contrari: 19
Astenuti: 4 (Bortot, Fiou, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina, sull'emendamento n. 3 del gruppo "Arcobaleno".
Squarzino (Arc-VA) - Sarò brevissima.
Volevamo ripristinare la precedente dizione, là dove si individuavano "finanziamenti sotto qualsiasi natura giuridica essenzialmente a favore di imprese". Siamo negli interventi della gestione ordinaria: qui, a noi sembra che vada chiarito bene che il destinatario principale degli interventi di "Finaosta" sono le imprese, che in gestione ordinaria può tranquillamente decidere in base alla progettazione, ai programmi, ai piani di sviluppo, proprio perché intendiamo valorizzare la funzione che, rispetto alle imprese, può svolgere "Finaosta".
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Di questo emendamento avevamo già parlato quando si è parlato con "Confindustria" e avevamo chiarito che il raggio di azione, già in passato, aveva visto delle iniziative importanti che non erano rivolte esclusivamente alle imprese. Si veda il caso "ARPA", il caso "APS", che hanno delle necessità finanziarie e, nell'ambito degli interventi di "Finaosta", potevano trovare un buon interlocutore.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del gruppo "Arcobaleno":
Consiglieri presenti: 25
Votanti: 19
Favorevoli: 3
Contrari: 16
Astenuti: 6 (Ferraris, Fiou, Frassy, Lavoyer, Salzone, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 9 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Sarò breve, perché mi auguro che l'Esecutivo abbia considerato la bontà del nostro emendamento, perché sul concedere finanziamenti siamo tutti d'accordo; sul concederli sotto qualsiasi forma... vorremmo capire cosa sottintende "qualsiasi forma", perché se guardiamo l'esperienza dei finanziamenti concessi da "Finaosta" e delle sofferenze che "Finaosta" ha accumulato, forse è meglio che più che sotto qualsiasi forma, precisiamo altri aspetti. E gli aspetti che chiediamo di precisare nel nostro emendamento, che va a riformulare la lettera b), è concedere finanziamenti assistiti da garanzie reali o personali.
Il problema di "Finaosta" è che in certe situazioni quei finanziamenti non era garantiti; non abbiamo mai capito come mai "Finaosta" nei confronti del piccolo artigiano spesso chiede ipoteche a fronte di situazioni che sono radicate in Valle d'Aosta, e ad imprenditori che arrivano - da non si sa bene dove - conceda finanziamenti sulla parola. Pensiamo che sia un atto di responsabilità politica e amministrativa scrivere in legge che i finanziamenti devono essere assistiti da garanzie reali o personali.
In questo Consiglio ci sono diversi professionisti e imprenditori: mi domando se nelle loro esperienze imprenditoriali o professionali hanno avuto la fortuna di avere finanziamenti significativi sul presupposto che presentavano bene. Forse piccoli finanziamenti, ma quando andiamo a normare la gestione ordinaria e svolgiamo il nostro ruolo di amministratori regionali, penso che sia doveroso precisare in legge che i finanziamenti possono essere concessi, ma devono essere concessi con delle garanzie e le garanzie non possono che essere o di tipo reale o di tipo personale.
Ritengo che non ci sia da aggiungere altro su questo tipo di emendamento che presentiamo, perché se un emendamento di questa natura non dovesse essere approvato, iniziamo ad avere dei forti dubbi su qual è l'utilità che viene coltivata in questa Assemblea, perché l'utilità di tutelare i capitali pubblici messi a disposizione dell'imprenditoria penso che sia una considerazione dalla quale non ci si possa esimere.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Brevemente, anch'io. Da un lato, in alcune discussioni è emerso che "Finaosta" è troppo rigida nell'ambito della concessione dei crediti, dall'altro si cerca di introdurre un ragionamento ultragarantista. Sono d'accordo con lei, collega Frassy, ma rischierebbe di avere una rigidità inaudita, ovvero questo ragionamento tradotto in pratica vorrebbe dire che "Finaosta" può fare dei finanziamenti solo a chi non ne ha bisogno, perché delle garanzie reali e personali che hanno un significato sono delle garanzie reali, ipoteca o pegno, o garanzie personali, fideiussioni. Ma per valere queste fideiussioni devono essere pesanti, ovvero di soggetti che hanno dei patrimoni robusti. Quindi verrebbe meno l'attività di stimolo nei confronti del sistema produttivo, cosa che da più parti viene sollecitata, ovvero finanziare non solo chi è robusto finanziariamente ma finanziare chi ha progetti industriali sostenibili.
Riteniamo che sia non accoglibile l'emendamento.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 9 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Abbiamo colto la sua difficoltà nel contrastare il nostro emendamento.
Il problema è che lei sta ragionando non in un'ottica di sana amministrazione di processi di ausilio a una economia sana, ma il suo ragionamento purtroppo sconfina nel vizio della politica di tipo clientelare, di conseguenza si devono sempre tenere aperte delle porte per affrontare al meglio situazioni che in certi momenti è opportuno poter gestire al di fuori e al di sopra delle regole.
Le dico che quanto lei va dicendo è oggi già praticabile con le finanziarie private, con le banche. Ma qui gestiamo soldi pubblici e con i soldi pubblici noi pretendiamo che ci siano dei criteri di rigore, e questi criteri di rigore li rivendichiamo con maggior forza oggi alla luce delle esperienze spesso disastrose con cui "Finaosta" ha concesso dei finanziamenti! E non parliamo dei piccoli finanziamenti, perché questo problema riguarda prevalentemente il comparto industriale; abbiamo fatto bagni di sangue nel comparto industriale con valutazioni avventate di "Finaosta"! Abbiamo aziende che sono fallite tre volte e che per tre volte hanno preso denari pubblici, un nome per tutti la "Balzano" che lei conosce bene non solo come amministratore ma anche come professionista, ma potrei farle altri nomi di quelle scatole cinesi che risorgevano dalle ceneri dei fallimenti precedenti!
Allora questo è un andazzo di mal costume politico, perché "Finaosta" risponde alla logica politica di programmazione di politica economica, e non può prestare i soldi su delle logiche politiche clientelari. La norma aperta che avete introdotto con la lett. b) questo consente, di conseguenza noi evidenziamo ancora una volta che in questo Consiglio prevale la irresponsabilità amministrativa.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 9 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 17
Favorevoli: 2
Contrari: 15
Astenuti: 10 (Bortot, Comé, Ferraris, Fiou, Maquignaz, Rini, Squarzino Secondina, Stacchetti, Venturella, Viérin Marco)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 10 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - In gestione ordinaria scrivete, alla lett. d), che "Finaosta" può assumere incarichi di studio, consulenza, assistenza e gestione che siano affidati dalla Regione: ci domandiamo per quale motivo non possano essere affidati anche da altri enti pubblici; di conseguenza, proponiamo questa integrazione.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Nell'ambito della legge abbiamo indicato che la società è un "ente strumentale" della Regione, quindi riteniamo che il raggio di azione non debba estendersi agli altri enti pubblici.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 10 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 26
Votanti: 24
Favorevoli: 5
Contrari: 19
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 5:
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 25
Favorevoli: 23
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 6 vi è l'emendamento n. 11 del gruppo "La Casa delle Libertà", di cui do lettura:
Emendamento
Articolo 6, comma 1, lett. c), abrogare "costruzione".
La parola al Consigliere Frassy sull'emendamento n. 11.
Frassy (CdL) - In gestione speciale nella legge che andiamo ad abrogare la costruzione non era prevista, in quanto era nella gestione ordinaria.
Chiediamo che venga abrogata questa previsione, perché la consideriamo un'ulteriore estensione dell'invasività della "Finaosta", in quanto comunque soggetto strumentale e dunque riconducibile all'Amministrazione regionale. Riteniamo che il compito di costruire debba essere riservato ai soggetti privati e imprenditoriali, riteniamo che "Finaosta" possa gestire e locare e, se del caso, progettare, come dicono le altre previsioni della lett. c), ma riteniamo che prevedere che "Finaosta" diventi anche impresario edile, e dunque possa costruire, sia veramente un'esagerazione!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Il Consigliere Frassy ha percepito che nell'ambito dell'attività ordinaria, ovvero sia nell'ambito dell'attività che svolge la società nell'ambito delle sue funzioni autonome, le normative di "Banca d'Italia" avrebbero impedito questo tipo di attività, quindi coerentemente con il suo pensiero non c'è un intervento che è volto ad entrare in concorrenza con le attività di soggetti privati. Per quanto attiene, invece, l'attività in gestione speciale, non si capisce perché precludere per esigenze dell'Amministrazione regionale questo tipo di attività.
Siamo quindi contrari.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 11 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 25
Favorevoli: 5
Contrari: 20
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 6:
Consiglieri presenti: 26
Votanti: 23
Favorevoli: 21
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 7 vi è l'emendamento n. 12 del gruppo "La Casa delle Libertà" e l'emendamento n. 1 dell'Assessore Marguerettaz, di cui do rispettivamente lettura:
Emendamento
Articolo 7, comma 5, dopo "nonché per la gestione ordinaria" inserire: "- previa espressa previsione contenuta nel Piano Annuale di Programmazione Economica -"
Emendamento
Dopo il comma 5 dell'articolo 7 è inserito il seguente:
"5 bis. FINAOSTA S.p.a., nell'attuare eventuali interventi, sotto qualunque forma, a beneficio di società di assicurazioni, garantisce che tali interventi non alterino la concorrenza nell'offerta dei prodotti assicurativi".
La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 12 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Torniamo su un concetto che avevamo già parzialmente affrontato, il limite del 35% che è previsto da qualche articolo precedente, cioè la "partecipazione tendenzialmente temporanea"; di conseguenza, Assessore, converrà con me che sul "tendenzialmente temporaneo" è difficile prevedere un limite finale. Poi c'era il tetto del 35% che poco più avanti viene derogato su una serie di situazioni che non ci sembra diano delle grandi certezze di tipo interpretativo, ma si prestano ad una tendenziale discrezionalità com'è la partecipazione temporanea, che è tendenziale.
Riteniamo che tutto sia possibile e soprattutto una deroga non si nega mai, però vorremmo che questa deroga rientrasse in quel concetto di programmazione di cui all'articolo 3, che è tutta la filosofia sulla quale ruota l'attività di "Finaosta", perché se devo derogare a qualcosa, lo devo fare non perché mi è più simpatico quel signore di altri, ma lo devo fare nell'ambito di un disegno logico, e possibilmente oggettivo, e possibilmente che coltivi un interesse pubblico, perché se coltiva un interesse che non è pubblico, forse quel tipo di deroga da un punto di vista della correttezza dell'azione amministrativa è poco legittima!
Chiediamo allora che questa deroga possa essere concessa, a condizione che sia contenuta in quello strumento programmatorio che noi andiamo ad istituire all'articolo 13. A fronte di quella che diventerebbe una chiarezza di percorso, riteniamo che sia legittima la deroga al principio del "35".
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Parere contrario sul riferimento al piano che - come lei sa - ha una discussione annuale, quindi potrebbe impedire di cogliere delle opportunità.
Nel mio intervento, oltre a manifestare la contrarietà al 12° emendamento del gruppo "La Casa delle Libertà", esporrei il 1° emendamento presentato dal Governo e colgo qui l'occasione per ringraziare gli intermediari delle assicurazioni per il confronto che è stato avviato. Al fine di meglio precisare quali sono gli intendimenti, viene inserito questo comma che garantisce sul fatto che la possibilità di intervenire a favore delle società di assicurazioni non vuole in alcun modo turbare la libera concorrenza all'interno dei prodotti assicurativi, quindi nella sua esplicitazione introduciamo una norma di salvaguardia, di garanzia - se ce n'era bisogno - che qualsiasi intervento non precluderà la possibilità a tutti i "competitors" di offrire prodotti assicurativi.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Siamo sempre più in imbarazzo nel procedere alla discussione di questa norma di legge. Noi, prima, avevamo proprio fatto riferimento alle deroghe e avevamo detto che le deroghe hanno senso se rientrano in un disegno che vada a beneficio dell'interesse pubblico. Allora penso che il suo emendamento abbia 2 chiavi di lettura: il 1° è che nella migliore delle ipotesi è inutile, perché ho dei dubbi che "Finaosta" possa operare negli altri settori che non abbiano questa clausola di salvaguardia, andando ad alterare la concorrenza. Ho dei dubbi che "Finaosta" possa fare delle operazioni nel settore alberghiero, ad esempio, andando a configgere con il concetto di libero mercato e di concorrenza. Ho dei dubbi che "Finaosta" possa andare ad interferire in altri settori, come quello commerciale, andando ad alterare il regime della libera concorrenza. Immagino che questo non sia possibile e che lei non lo voglia neppure, o... sbaglio?
Non capisco allora per quale motivo il settore assicurativo meriti quello che noi definiamo "l'emendamento Rini", e qui siamo veramente alla caduta... caro Consigliere Cesal, sei Capogruppo di un gruppo che ha perso la dignità delle istituzioni! Avete inserito un emendamento a tutela di attività economiche, che qui sono rappresentate e protette da un vostro Consigliere che non ha il coraggio di fare la battaglia politica, non ha il coraggio di sostenere la battaglia politica della sua categoria, e si presta a queste "manovre di corridoio" che umiliano l'istituzione valdostana! È vergognoso che questo Consiglio si presti, su una legge importante che dovrebbe avere ad obiettivo l'economia di questa Regione, a "manovre di corridoio"... è veramente vergognoso e scandaloso!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Devo riconoscerle una grande bravura, collega Frassy, perché lei riesce a cogliere quello che è esclusivamente frutto di una fantasia, ma è talmente robusta la sua interpretazione che rischia di essere convincente! Rischia di essere convincente, se ci adattiamo ad una lettura superficiale, perché lei sta facendo un paragone che non ha senso! "Finaosta" non è - salvo in modo del tutto casuale e straordinario - soggetto che ha la connotazione di cliente di servizi alberghieri o commerciali; al contrario, nell'ambito della sua attività chiede costantemente la copertura di polizze assicurative, sia per i mutui prima casa, sia per tutta una serie di attività, anche di natura industriale. "Finaosta" è quindi assolutamente soggetto che interfaccia quotidianamente con il sistema assicurativo a sostegno delle operazioni di finanziamento.
Semmai ci fosse stato un dubbio di costituire una società, come viene definita, una società di scopo che ha l'obiettivo di veicolare tutti i prodotti assicurativi che vengono richiesti da "Finaosta" su quella società, con questo comma abbiamo dato assolutamente trasparenza al pensiero. Gli interventi a favore del sistema assicurativo sono interventi di natura imprenditoriale e disponibili a tutti; quello che non viene e non verrà fatto è la costituzione di una società che dovrà "drenare" tutte le occasioni di lavoro che "Finaosta" potrà produrre.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Devo dare ragione assolutamente al collega Frassy, perché questa cosa è una vera indecenza.
Ho lavorato 4 anni come sub-agente nel ramo assicurativo, la "RAS Assicurazioni"... non c'è una compagnia assicurativa che non faccia capo ad una multinazionale e a fine anno non distribuiscano pacchi di dividendi! È di oggi la notizia che è di nuovo in ballo l'aumento della "RC Auto". Quando lavoravo alla "RAS Assicurazioni", mi è venuta in mano una polizza di un cartello, compreso "Unipol", perché non vorrei che il Consigliere Frassy mi riprendesse, un cartello regionale di compagnie assicurative che hanno delle polizze con l'Amministrazione regionale, in assoluta mancanza di libera concorrenza! Ovvero, queste multinazionali hanno costituito un "pool", si presentano con l'Amministrazione regionale, ogni 10 anni rinnovano queste polizze e non so chi discute per la Regione, ma di fatto è... "prendere o lasciare"! Bisognerebbe anche che si presentasse un rendiconto.
Quindi che le agenzie locali delle compagnie assicurative o addirittura le multinazionali a cui fanno capo queste agenzie, che hanno la sede fuori dalla Valle d'Aosta, possano accedere a contributi pubblici della nostra Regione, è un'indecenza, in termini morali, economici o politici; per cui voteremo contro questo emendamento.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Solo per chiedere, a nome nostro e del gruppo "Arcobaleno", la votazione segreta sull'emendamento dell'Assessore, affinché ci sia una maggiore libertà di valutazione su questo "emendamento lobbistico" presentato dall'Assessore.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 12 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 23
Favorevoli: 2
Contrari: 21
Astenuti: 5 (Bortot, Ferraris, Fiou, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione a scrutinio segreto l'emendamento n. 1 dell'Assessore Marguerettaz:
Consiglieri presenti e votanti: 29
Favorevoli: 23
Contrari: 6
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo così emendato:
Articolo 7
(Modalità di intervento)
1. Per il perseguimento degli scopi sociali, FINAOSTA S.p.A. può compiere qualsiasi operazione finanziaria, mobiliare ed immobiliare, con assunzione di impegni e rilascio di garanzie di ogni natura, anche fideiussorie, ad esclusione dell'attività bancaria e di raccolta del risparmio ai sensi del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), e successive modificazioni.
2. Per tutte le forme di intervento previste, FINAOSTA S.p.A. deve preventivamente assicurarsi la facoltà di eseguire, a propria discrezione, controlli gestionali e revisioni amministrative presso le imprese finanziariamente assistite.
3. Relativamente alle partecipazioni, FINAOSTA S.p.A. deve garantirsi con idonee misure l'inserimento di persone di sua fiducia negli organi sociali delle società interessate.
4. Ciascuna delle partecipazioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), non può superare la misura del 35 per cento del capitale sociale, ovvero del patrimonio netto della società interessata se inferiore al capitale sociale, tenuto anche conto delle quote o azioni indirettamente detenute da FINAOSTA S.p.A. mediante altre società dalla stessa partecipate.
5. Il limite di cui al comma 4 può essere superato per le partecipazioni a valere sulla gestione speciale, nonché per la gestione ordinaria nel caso di partecipazioni in società finanziarie e creditizie, in società che svolgono attività di factoring, locazione finanziaria, gestione di fondi di investimento, servizi alle imprese, gestione di impianti a fune e in società aventi come scopo sociale la realizzazione di strutture destinate a favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.
6. FINAOSTA S.p.a., nell'attuare eventuali interventi, sotto qualunque forma, a beneficio di società di assicurazioni, garantisce che tali interventi non alterino la concorrenza nell'offerta dei prodotti assicurativi.
7. FINAOSTA S.p.A. non può impiegare una somma superiore al 15 per cento del suo patrimonio di vigilanza nelle partecipazioni e negli interventi di cui all'articolo 5, comma 1, lettere a) e b), in una sola impresa o gruppo di imprese.
8. Ai fini dell'applicazione dei divieti previsti ai commi 4 e 6, nella determinazione dell'entità degli interventi, non si tiene conto delle somme impegnate a carico dello speciale fondo previsto all'articolo 6.
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 26
Favorevoli: 24
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 8:
Consiglieri presenti: 29
Votanti e favorevoli: 24
Astenuti: 5 (Bortot, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 9:
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 26
Favorevoli: 24
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 10 vi è l'emendamento n. 13 del gruppo "La Casa delle Libertà", di cui do lettura:
Emendamento
Articolo 10. Abrogare.
La parola al Consigliere Frassy sull'emendamento n. 13.
Frassy (CdL) - Chiediamo l'abrogazione di questo articolo per 2 motivi: il primo, riteniamo che sia un articolo inutile, in quanto c'è già un vincolo sulla quota di capitale che deve essere detenuto dal socio regionale, che è il 75%, perciò ci sembra evidente che in successivi aumenti di capitale la quota privata, o perlomeno la quota non in mano regionale, non possa superare il 25%. Da un punto di vista di tecnica legislativa ci sembra, pertanto, una norma inutile e dal nostro punto di vista anche non condivisibile, perché avevamo già contestato il tetto del 75%.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 13 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 24
Favorevoli: 2
Contrari: 22
Astenuti: 4 (Bortot, Ferraris, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 10:
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 25
Favorevoli: 23
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 11:
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 24
Favorevoli: 22
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 12:
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 24
Favorevoli: 23
Contrari: 1
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 13 vi sono gli emendamenti nn. 14, 15, 16 e 17 del gruppo "La Casa delle Libertà" e l'emendamento n. 4 del gruppo "Arcobaleno", di cui do rispettivamente lettura:
Emendamento
Articolo 13, aggiungere il seguente comma: "3. Il Consiglio regionale approva contestualmente al Bilancio annuale di previsione il Piano Annuale di Programmazione Economica, ove sono indicate le linee di programmazione di cui all'articolo 3 e i piani finanziari e di sviluppo industriale degli interventi in deroga all'articolo 7 comma 5".
Emendamento
All'articolo 13 aggiungere il seguente comma: "4. Finaosta, in quanto ente strumentale della Regione, è soggetta al controllo ispettivo dei consiglieri regionali che possono acquisire direttamente dalla società per il tramite del Presidente del Consiglio di Amministrazione o suoi delegati dati e notizie relative alla gestione".
Emendamento
All'articolo 13 aggiungere il seguente comma: "Alla società è fatto obbligo di fornire le risposte di cui al comma 4 entro 30 giorni. L'immotivata omessa risposta alle attività ispettive può costituire motivo di giusta causa per la revoca del Presidente del CdA".
Emendamento
All'articolo 13, comma 1, dopo "30 giorni dall'approvazione" aggiungere: "contestualmente ad un prospetto riepilogativo dei compensi, comprensivi degli eventuali benefits, spettanti agli amministratori e ai sindaci".
Emendamento
Articolo 13
Al comma 2, aggiungere alla fine la seguente frase:
"Tali rendiconti vanno trasmessi anche al Presidente del Consiglio".
La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 17 del gruppo "La Casa delle Libertà"; per rispettare la cronologia dell'articolato, l'emendamento n. 17 viene discusso prima degli emendamenti nn. 14, 15 e 16.
Frassy (CdL) - Penso che certe volte alcuni concetti bisognerebbe avere la forza di tramutarli in atti concreti... La trasparenza è un concetto che più volte viene richiamato dai banchi di maggioranza e di minoranza, dai banchi di Giunta; più volte le vicende, anche recenti, che stanno impegnando i lavori di commissione - mi riferisco alla Gestione straordinaria del casinò - hanno evidenziato come la trasparenza non sempre sia stata praticata e la vicenda dei "benefits", dei "fuori busta", dei compensi degli amministratori e dei dirigenti del casinò nel periodo della Gestione straordinaria penso che abbiano fatto buona evidenza di come il concetto di "trasparenza" trovi sempre una certa difficoltà nell'essere praticato, anche se spesso viene declamato e scritto nei programmi.
Ora noi chiediamo semplicemente che, così come per tutti i 35 Consiglieri, le situazioni reddituali e patrimoniali in base a una norma di legge regionale devono essere resi pubblici; di conseguenza, ognuno di noi sa che ogni anno deve compilare un prospetto, consegnarlo all'ufficio preposto affinché venga pubblicato.
Riteniamo che questo concetto di "trasparenza" a maggior ragione debba essere richiesto a coloro che, senza un mandato elettorale, di fatto si trovino a ricoprire dei posti fiduciari nell'ambito dell'agone politico, perché è evidente che le nomine che vengono fatte in una società come "Finaosta" sono nomine di tipo politico. Il "caso Cirea" lo ha dimostrato, lo avete dichiarato - rispondendo ad una nostra interrogazione di ieri - che era una valutazione di opportunità politica, che in attesa di definire meglio certi quadri si facesse ricorso ad una nomina di servizio attingendo dall'interno di "Finaosta", di conseguenza sommando la carica di Direttore generale a quella di Presidente di "Finaosta".
Cosa chiediamo con questo emendamento? Chiediamo, visto che la norma di legge precedente e la norma di legge attuale già impongono che il bilancio di "Finaosta", insieme alle relazioni del "CdA" e del Collegio sindacale, venga trasmesso alla Presidenza della Regione e poi, da questa, venga trasmesso al Consiglio regionale, chiediamo che questo quadro sia completato da un prospetto riepilogativo dei compensi comprensivi degli eventuali "benefits" spettanti ad amministratori e sindaci. Ci sembra che sia una richiesta di trasparenza e di buon gusto, che va in una direzione già praticata da altre amministrazioni. Ricorderete come tutti i cosiddetti "managers" delle grandi società a partecipazione statale annualmente vedono pubblicati i loro emolumenti con i loro "benefits" sui maggiori giornali, perché questa è la regola del gioco. Se qualcuno ritiene di non partecipare a questa regola del gioco, benissimo, ma non può partecipare ed aspirare alla nomina in questi "CdA"!
Mi auguro che su questo il Consiglio non si divida, ma possa in maniera seria dire: "certo, così come noi amministratori siamo i primi a rendere pubbliche le nostre situazioni economico-patrimoniali, altrettanto pretendiamo nei confronti di persone che godono di nomina fiduciaria politica e che gestiscono importanti risorse, in un'ottica programmatoria regionale.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Condividiamo l'emendamento dei colleghi di "Forza Italia", perché aiuta a mettere chiarezza su una serie di questioni che poi, se non sono esplicitamente comunicate nelle sedi ufficiali, diventano oggetto di interpellanze, interrogazioni, richieste, telefonate, e tutto entra in un qualcosa di "misterioso". Invece è molto chiaro: ciascuno di noi svolge un ruolo, ha riconosciuto un emolumento per il ruolo che svolge, ha una serie di "benefits", però le cose vanno indicate molto chiaramente!
Se uno svolge un lavoro importante con serietà, con correttezza, è giusto che sia riconosciuto, ma bisogna comunicarlo!
Votiamo a favore dell'emendamento.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Su questo argomento riteniamo che la norma che è stata introdotta sia sufficientemente trasparente, perché gli emolumenti sono parte del bilancio. Nell'ambito del bilancio ci sono tutti i costi, ci sono tutti i dettagli, quindi sono informazioni che sono contenute nel bilancio. Io non ho nulla in contrario, dal punto di vista della forma questo è ridondante, per cui devo dire la verità che...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... sto dicendo che questo argomento è un argomento che non è una necessità di oscurantismo, perché tutti i dati che voi richiedete sono correttamente esposti nel bilancio. Nelle voci apposite c'è la distinzione del compenso degli amministratori, del Collegio sindacale, nella nota integrativa c'è tutto, quindi è sufficiente guardare all'interno del bilancio. Sono dati a disposizione.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Forse prenderò un po' di tempo per questo intervento, in quanto ritengo che a questo punto sia necessario dare lettura della nota integrativa, perché così forse riusciremo a convincere l'Assessore che questi dati non ci sono! Dice la nota integrativa nel primo capitolo:
"Struttura e contenuto del bilancio.
Il bilancio al 30 giugno 2005, predisposto per l'approvazione dell'assemblea degli azionisti, è stato compilato nel rispetto delle vigenti norme civilistiche ed è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla presente nota integrativa, ed è corredato dalla relazione sull'andamento della gestione. Il bilancio riassume l'attività svolta dalla società, come: gestione ordinaria relativa alle operazioni poste in essere con il patrimonio netto della società, gestione speciale relativa alle operazioni effettuate ai sensi delle leggi regionali..., gestione di 10 fondi di rotazione di accumulo previsti da specifiche leggi regionali... Le operazioni - finanziamento a vario titolo, partecipazioni qualificate, titoli, erogazioni - relative a tutte le gestioni, eccetto quelle ordinarie sono attivate con fondi di rotazione della Regione autonoma Valle d'Aosta in base al rapporto di mandato senza rappresentanza ricevuto dall'Amministrazione regionale stessa. I dati patrimoniali ed economici sono costituiti dall'aggregazione delle situazioni patrimoniali ed economiche della gestione ordinaria e della gestione dei fondi di rotazione, il risultato economico rappresenta invece l'evidenza del risultato della gestione ordinaria e, in quanto risultato relativo alla gestione dei fondi di proprietà regionale, viene economicamente neutralizzato con un incremento-decremento del debito di retrocessione iscritto in seguito al mandato, senza rappresentanza ricevuta dall'Amministrazione regionale per la loro gestione. La nota integrativa ha la funzione di fornire l'illustrazione comparata per l'esercizio precedente, l'analisi e. in taluni casi, un'integrazione dei dati di bilancio e contiene informazioni richieste dalle disposizioni del decreto legislativo n. 87/1992, integrato dalle istruzioni contenute nel provvedimento della "Banca d'Italia" del 31 luglio 1992; inoltre vengono fornite tutte le informazioni complementari ritenute necessarie a dare una rappresentazione veritiera e corretta, anche se non richiesta da leggi specifiche, pertanto vengono forniti i seguenti allegati: stato patrimoniale riclassificato, conto economico riclassificato, rendiconto finanziario, prospetto delle variazioni nei conti di patrimonio netto".
Io posso andare avanti, Assessore, però le dico che, andando a leggersi tutti i capitoli che costituiscono la nota integrativa, non c'è assolutamente riferimento alcuno a quanto noi chiediamo nell'emendamento testé in discussione! Allora la inviterei, Assessore, a verificare, visto che anche lei ha il bilancio nella sua disponibilità materiale... se vuole sospendiamo il Consiglio e ci aggiorniamo, altrimenti vado avanti nella lettura, però volevo fare un intervento più politico piuttosto che leggere la nota integrativa di "Finaosta", ma se lei ritiene io continuo... continuo? Mi aiuti, Assessore...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... ma non è la nota integrativa! Informazioni sul conto economico, sì, va bene, è l'allegato della nota integrativa...
Marguerettaz (fuori microfono) - ... emolumenti degli organi sociali.
Frassy (CdL) - E allora? Me lo legge, Assessore? Emolumenti agli organi sociali... cosa vuol dire? È omnicomprensivo! Dove sono i "benefits", dove sono le distinzioni fra Presidente e "CdA"? Ma noi facciamo una dichiarazione emolumenti del Consiglio regionale o facciamo una dichiarazione dove mettiamo in piazza il nostro patrimonio individuale? Assessore, non capisco per quale motivo in questo Consiglio ci si ostini a negare l'evidenza! Lei dice: "è pleonastico"... noi diciamo che "se è pleonastico, non c'è problema"!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Continuo a rimanere della mia idea; tuttavia, se questo è da ricondurre ad una necessità di trasparenza, perché le informazioni è vero che sono aggregate, ma sono riconducibili al Collegio sindacale e al "CdA", se ritenete che questo dia delle informazioni aggiuntive, non ho nulla in contrario, quindi sono favorevole all'introduzione.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 17 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina, sull'emendamento n. 4 del gruppo "Arcobaleno".
Squarzino (Arc-VA) - Sempre nell'ottica della trasparenza, visto che arriva in Consiglio regionale il bilancio "Finaosta" una volta all'anno, e visto che invece "Finaosta S.p.a.", dice il comma 2 dell'articolo 13 ha l'obbligo di trasmettere rendiconti periodici - secondo modalità stabilite dalla Giunta regionale - degli interventi eseguiti per conto della Regione, chiediamo che questi rendiconti periodici vengano trasmessi anche al Presidente del Consiglio, in modo che i Consiglieri possano essere informati su questi rendiconti periodici, nell'ottica della trasparenza e della conoscenza da parte del Consiglio di come i vari progetti che la Regione ha affidato a "Finaosta" e sui quali "Finaosta" deve rendere conto.
"Finaosta" non è solo "une affaire" della Giunta, ma si occupa di questioni importanti che riguardano tutto il territorio regionale e su cui anche i colleghi di opposizione hanno diritto di avere informazioni, proprio per capire come si stanno evolvendo eventuali progetti che sono stati affidati a "Finaosta".
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - La norma introduce una logica, ovvero una rendicontazione nei confronti di coloro che danno un mandato. Il mandato viene conferito dalla Giunta e c'è la risposta nei confronti di questo mandato, tanto che le modalità di risposta sono stabilite dalla Giunta. Se ritenete che questo porti un contributo, io non ho nulla in contrario, ma normalmente le cose hanno una logica: c'è un mandato, c'è la risposta, fermo restando tutta l'attività ispettiva che può fare il Consiglio, ma se ritenete che questo possa essere un qualcosa che vi garantisce di più, per me va bene.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 4 del gruppo "Arcobaleno":
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 25
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 14 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Questo emendamento lo riteniamo molto importante, anzi, "centrale", rispetto alla filosofia che anima o che dovrebbe animare "Finaosta": quella della programmazione regionale. Riteniamo che questo emendamento sia ancora più centrale rispetto a un principio che nessuna forza politica qui ha mai smentito: quello della centralità del Consiglio regionale, soprattutto nel campo della programmazione.
Nel campo della programmazione il Consiglio ha competenze globali che non possono essere surrogate dalla Giunta, tant'è che tutti i piani annuali o pluriannuali passano dal Consiglio. Qui ci troviamo di fronte a un paradosso, cioè noi riteniamo che le linee della programmazione regionale nel settore socioeconomico - a meno che qualcuno non mi voglia dire che sono scritte nel bilancio di previsione, però sarebbe un giocare a non affrontare i problemi, perché se questa fosse la logica qualsiasi piano successivo non avrebbe senso adottarlo in quanto già contenuto nel bilancio di previsione - dicevo... riteniamo che la programmazione regionale debba avere una sua visibilità, che questo elemento programmatorio debba poter essere discusso nell'aula consiliare ed essere conoscibile a tutti. Di conseguenza ipotizziamo di istituire, contestualmente al bilancio annuale che approviamo, la stesura di un piano annuale di programmazione economica, ove vengano indicate le linee di programmazione in base alle quali dovrebbe agire "Finaosta" e ove vengano indicati per quelle situazioni di deroga al 35% delle partecipazioni tendenzialmente temporanee i piani finanziari e di sviluppo industriali di questi interventi in deroga al 35%.
Considerate, colleghi di maggioranza, che oggi su delle questioni molto meno importanti rispetto a queste abbiamo varato l'istituzione di documenti pluriannuali di orientamento e mi riferisco all'articolo 4 del disegno di legge n. 103 inerente l'attività e le relazioni europee e internazionali della Regione Valle d'Aosta. Se avete sentito l'esigenza di presentare in Consiglio un piano sull'attività a livello europeo, mi domando come facciamo a non sentire l'esigenza di poter capire quale sia la programmazione in base alla quale opera "Finaosta"! Perciò riteniamo che questa norma, che chiediamo di inserire con questo comma aggiuntivo, serva a dare trasparenza, certezza e chiarezza all'azione di "Finaosta", nel rispetto di quella programmazione che finalmente andrebbe ad acquisire corpo, visibilità e concretezza.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Parere contrario.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Mi sarebbe piaciuto, Assessore... poi è una sua possibilità quella di non dare delle risposte politiche a delle considerazioni politiche, magari non condivisibili, ma argomentate... qual è la sede nella quale viene svolta la programmazione citata all'articolo 3! Quando scrivete una legge come questa e dite, all'articolo 3, che "Finaosta" ha lo scopo di concorrere nel quadro di una politica di programmazione regionale, Assessore, lei dovrebbe avere il buon gusto - nell'ambito della correttezza e della dialettica politica - di spiegare a quale livello, in quali stanze, a quale piano, con quali modalità viene definita la politica di programmazione regionale, perché ad oggi non riusciamo a cogliere questa programmazione! Devo dire che, anche da osservatori di strada, quindi spogliandoci del nostro compito e ruolo istituzionale, penso che sfugga a molti comuni cittadini capire dove sia la programmazione!
In certi interventi che "Finaosta" ha fatto in passato - come di recente -, riteniamo che più che di programmazione si parli di "improvvisazione", perché non ci sono delle logiche alle quali poter ricondurre certi interventi! Si tratta di interventi che spesso nascono sull'onda dell'emergenza di crisi economiche, che peraltro non scoppiano all'improvviso, ma sono crisi economiche che vengono sottovalutate, crisi che sono il frutto di quella situazione di mercato "drogato" da interventi fatti spesso dalla stessa "Finaosta" che non riesce a capire fino a che punto debbano essere spesi denari pubblici in certe operazioni! E probabilmente - riteniamo - per cercare di occultare le responsabilità, queste sì, gestionali, di chi ha responsabilità operativa in "Finaosta", continuano a tamponare fino a quando la situazione sfugge di mano... penso che la questione di "Tecdis" sia significativa rispetto a quanto vado dicendo. Allora, se riuscissimo ad avere un momento di programmazione evidente, saremmo in sintonia con quel concetto di "ente strumentale" che lei ha sottolineato e andremmo a togliere una discrezionalità significativa di certe azioni che, nel passato recente, sono state compiute da "Finaosta" in maniera discutibile, perché a vedere i rapporti fra risorse economiche e finanziarie investite e risultati economici, ci rendiamo conto che questa programmazione non esisteva!
Prendiamo atto che lei, politicamente, ci dice che il nostro piano non le piace, noi diciamo: "fate piani su tutto, su una s.p.a. che ha utili per 6 milioni e che ha una situazione patrimoniale di oltre 1,5 miliardi di euro... ci sembrerebbe "appena normale" ipotizzare che questa programmazione sia accessibile a tutti, sia accessibile ai colleghi di maggioranza e di minoranza, cioè sia un dato pubblico comprensibile anche dagli operatori economici che agiscono sul nostro territorio"! Questo, sempre in omaggio a quei criteri di trasparenza che sono stati da lei e dalla sua Giunta e dalla sua maggioranza più volte evocati. Non le piace il piano, ne prendiamo atto! Ci spieghi cortesemente come viene fatta la programmazione, perché nel silenzio della sua risposta precedente siamo autorizzati a dedurre che la programmazione l'avete scritta all'articolo 3, ma non viene assolutamente praticata!
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 14 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 22
Favorevoli: 1
Contrari: 21
Astenuti: 6 (Bortot, Ferraris, Fiou, Sandri, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 15 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Questo penso che sia un problema annoso, e noto soprattutto al Presidente del Consiglio e ai colleghi di minoranza: la difficoltà di svolgere la nostra azione ispettiva nei confronti di quelle aziende, partecipate e controllate come è il caso di "Finaosta", perché, benché vi siano dei meccanismi di tipo regolamentare che teoricamente consentono questo tipo di accesso, spesso ci troviamo nella difficoltà di conseguire in tempi ragionevoli la nostra funzione ispettiva.
Posto che "Finaosta" è un ente strumentale, posto che in base al Regolamento del Consiglio - articolo 116 - è soggetta al controllo ispettivo dei Consiglieri, riteniamo che sarebbe opportuno evitare quel giro che obbliga a dilatare i tempi, che è quello di far riferimento spesso all'Assessore, il quale si deve interessare nei confronti degli organi amministrativi della società e ricevere dagli stessi i dati richiesti, per poi ritrasmetterli al Consigliere che ha fatto l'istanza. Ipotizziamo perciò di abbreviare questo giro vizioso e tortuoso, consentendo l'accesso diretto tramite una persona qualificata, che è il Presidente del "CdA" e di suoi delegati. Ovviamente non pretendiamo di accedere ai quadri dirigenziali, ma riteniamo che questo possa essere un elemento di snellimento di una prassi burocratica amministrativa che va nel rispetto di quel principio di accesso ai dati.
Colgo l'occasione per illustrare l'emendamento successivo, legato a questo tipo di ragionamento. L'emendamento successivo pone un obbligo a carico del Presidente del "CdA" o suoi delegati, di dare risposte ai Consiglieri che chiedono dati, nel senso che l'immotivata o omessa risposta all'attività ispettiva può costituire anche un motivo di giusta revoca del Presidente del "CdA": questo è un deterrente che viene posto, per evitare che venga vanificata la norma di cui al comma precedente da me prima illustrato. Voglio evidenziare che il diritto in capo ai Consiglieri è riconosciuto dalle norme regolamentari, perciò qui non si tratta neppure di considerare l'azione dell'Assessore come un vaglio che possa censurare l'accesso ai dati nelle funzioni ispettive dei Consiglieri; è solo un tramite che va ad allungare i tempi e va a distrarre l'Assessore da altre incombenze politicamente e amministrativamente più rilevanti.
Con questi 2 emendamenti cerchiamo di semplificare questo iter complesso.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Parere contrario su entrambi gli emendamenti, perché riteniamo che l'articolo 116 del Regolamento sia più che sufficiente. Rischieremmo di trovarci un "CdA" disorientato fra 35 interlocutori che non hanno alcun tipo di organizzazione l'un l'altro; d'altra parte, non è che uno sa cosa fa l'altro, per cui un minimo di regia da parte delle strutture competenti credo sia fondamentale.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 15 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 25
Votanti: 24
Favorevoli: 4
Contrari: 20
Astenuti: 1 (Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 16 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 25
Votanti: 22
Favorevoli: 2
Contrari: 20
Astenuti: 3 (Bortot, Fiou, Squarzino Secondina)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 13 nel testo così emendato:
Articolo 13
(Rapporti con la Regione)
1. Il bilancio d'esercizio di FINAOSTA S.p.A., corredato delle relazioni degli amministratori sulla gestione, delle relazioni degli organi di controllo e del verbale di approvazione, è presentato al Presidente della Regione entro 30 giorni dall'approvazione contestualmente ad un prospetto riepilogativo dei compensi, comprensivi degli eventuali benefits, spettanti agli amministratori e ai sindaci e dallo stesso comunicato al Consiglio regionale.
2. FINAOSTA S.p.A. ha, inoltre, l'obbligo di trasmettere rendiconti periodici, secondo modalità stabilite dalla Giunta regionale, degli interventi eseguiti per conto della Regione. Tali rendiconti vanno trasmessi anche al Presidente del Consiglio.
Consiglieri presenti: 25
Votanti: 23
Favorevoli: 21
Contrari: 2
Astenuti: 2 (Bortot, Squarzino Secondina)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 14 vi sono gli emendamenti nn. 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25 e 26 del gruppo "La Casa delle Libertà" e gli emendamenti nn. 5, 6, 7 e 8 del gruppo "Arcobaleno", di cui do rispettivamente lettura:
Emendamento
Articolo 14, comma 1, sostituire con: "Finaosta spa è amministrata da un Consiglio di amministrazione composto da un massimo di nove membri aventi i requisiti di onorabilità e di indipendenza prescritti dalla normativa vigente in materia bancaria e creditizia".
Emendamento
Articolo 14 comma 2 sostituire "di due terzi dei consiglieri, con arrotondamento per eccesso" con "un numero di Consiglieri proporzionato per eccesso alla quota di capitale detenuta".
Emendamento
Articolo 14, comma 2, sostituire "da scegliersi, d'intesa tra la Giunta regionale e la" con "indicato dalla".
Emendamento
Articolo 14, comma 3, aggiungere: "per non più di tre mandati consecutivi".
Emendamento
Articolo 14, comma 4, lett. b), sostituire con: "attività professionali in campo economico o giuridico, nonché in materia attinente il settore creditizio o finanziario, mobiliare".
Emendamento
Articolo 14, comma 4, lett. b), dopo "attività professionali" aggiungere "in campo economico o giuridico, nonché".
Emendamento
Articolo 14, comma 7, dopo "Finaosta spa" aggiungere "o con altri azionisti".
Emendamento
Articolo 14, comma 7, sostituire "l'incompatibilità sussiste anche quando detta condizione si verifichi nei riguardi del coniuge, di un parente o affine entro il secondo grado" con "l'incompatibilità sussiste anche quando detta condizione interessi il coniuge, un parente o affine entro il secondo grado".
Emendamento
Articolo 14, comma 8, aggiungere "o con consiglieri regionali".
Emendamento
Articolo 14
Alla fine del comma 2, sostituire tutta la parte finale da "... e uno da scegliersi..." con: ", uno indicato dalla Confindustria Valle d'Aosta e uno indicato dalle organizzazioni sindacali più rappresentative presenti in Valle".
Emendamento
Articolo 14
Alla fine del comma 2, aggiungere: ", e uno da scegliersi all'interno di una terna di nomi indicata dalle organizzazioni sindacali più rappresentative presenti in Valle."
Emendamento
Articolo 14
Al comma 3, inserire, dopo "assemblea degli azionisti" l'espressione: "con la designazione di almeno un consigliere da parte degli azionisti privati".
Emendamento
Articolo 14
Al comma 4, sostituire la prima frase con la seguente: "I membri del consiglio di amministrazione sono scelti secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che, in possesso di un diploma di laurea almeno quadriennale, abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l'esercizio di:".
La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 18 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Penso di poter essere telegrafico su questo emendamento, perché penso sia chiarissimo nella sua formulazione letterale, ed è stato già oggetto di ragionamento nella discussione generale. L'emendamento mantiene a 9 come numero massimo i componenti del "CdA", che qui vengono invece dilatati fino a 11 componenti. Non abbiamo da aggiungere altro, salvo che questo ampliamento del "CdA" è indecente, è una delle tante situazioni di "indecenza politica" che da un po' di tempo a questa parte coltivate nei vostri disegni di legge!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Avendo approfondito sufficientemente l'argomento, esprimiamo parere contrario.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 18 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 23
Favorevoli: 2
Contrari: 21
Astenuti: 4 (Bortot, Ferraris, Fiou, Squarzino Secondina)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 19 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 24
Favorevoli: 2
Contrari: 22
Astenuti: 5 (Bortot, Ferraris, Fiou, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 20 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Anche questo argomento è stato illustrato in discussione generale, riguarda la Camera di commercio, Assessore, o meglio, ex Assessore Ferraris, quella Camera di commercio che lei ha cercato con fatica - e scontrandosi molte volte con logiche politiche che remavano in direzione opposta - di emancipare... quando questa Camera di commercio sembrerebbe essersi emancipata, perché mi sembra che fra gli ultimi atti della sua gestione assessorile ci sia stato il taglio non del nastro, ma del "cordone ombelicale", qui la rimettiamo sotto tutela, perché il componente che verrà espresso dalla Camera di commercio dovrà essere scelto d'intesa con la Giunta regionale.
Allora non capiamo quale sia questa difficoltà, Assessore La Torre, di considerare la Camera di commercio come un organismo ormai adulto, dotato di una sua autonomia e di una sua responsabilità; non capiamo quale sia la preoccupazione di voler mettere un gradimento su un soggetto che, peraltro, come lei ben sa, nonostante il taglio fatto dal suo predecessore di quel "cordone ombelicale", soggiace ancora - e penso ancora per molto! - a logiche di condizionamento politico. Poche cose avvengono per caso nella neonata Camera di commercio valdostana, di conseguenza di garanzie ne avete già a sufficienza nei vari organismi che compongono la Camera di commercio. Si trattava, qui, di dare quel minimo di dignità alla Camera stessa; avete voluto invece umiliarla, come fate in seguito con la "Confindustria", negandole anche quell'autonomia formale che di solito non si nega a quei soggetti che dovrebbero avere un'autonomia a loro riconosciuta da leggi regionali.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Anche questo è stato sufficientemente dibattuto; 2 organi istituzionali hanno pari dignità quando esprimono un'intesa, quindi: parere contrario!
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 20 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 26
Favorevoli: 5
Contrari: 21
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina, sull'emendamento n. 5 del gruppo "Arcobaleno".
Squarzino (Arc-VA) - Noi abbiamo votato a favore del precedente emendamento del gruppo "La Casa delle Libertà" perché la logica è la stessa: nel momento in cui chiediamo che all'interno di "Finaosta" ci sia un rappresentante della Camera di commercio, un rappresentante di "Confindustria", pensiamo non sia necessario presentare delle scelte all'interno delle quali poi la Giunta indichi le proprie preferenze. Per cui chiediamo che per quanto riguarda la persona indicata da "Confindustria", venga... non presentata una terna, ma ci sia l'indicazione secca del rappresentante di "Confindustria".
Secondo: in questo emendamento abbiamo inserito anche un rappresentante dei sindacati più rappresentativi presenti in Valle. È una richiesta che i sindacati hanno fatto nel corso dell'audizione. È vero che qualcuno ha detto che possono essere una controparte, ma io non capisco in che modo possono essere una controparte. All'interno di "Confindustria" ci sono rappresentanti degli industriali, i quali vogliono lo sviluppo del lavoro in Valle. Non è che i sindacati vogliono la disoccupazione o la chiusura delle industrie, ma sono tutti nella stessa logica, ed è importante che anche le esigenze dei lavoratori siano prese in conto, entrino nell'analisi delle condizioni e dei requisiti che le varie aziende devono dimostrare per poter accedere agli interventi di "Finaosta".
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Il nostro parere è contrario, la rappresentanza della "Confindustria" è giustificata dal fatto che hanno una partecipazione, seppure minima, all'interno del capitale sociale di "Finaosta". La Camera di commercio è un soggetto istituzionale, una rappresentanza così articolata credo sia assolutamente rispondente alla situazione di fatto; allargare e modificare questo criterio di rappresentanza non ci sembra una cosa corretta.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 5 del gruppo "Arcobaleno":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 24
Favorevoli: 3
Contrari: 21
Astenuti: 4 (Ferraris, Fiou, Frassy, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina, sull'emendamento n. 6 del gruppo "Arcobaleno".
Squarzino (Arc-VA) - A questo punto lo ritiro, perché avrebbe la stessa sorte. Lo avevo messo solo nella prospettiva che ci fosse l'attenzione particolarmente alla terna da scegliere, per cui dicevo: "va bene, possiamo assoggettare anche i sindacati alla presentazione di una terna". Visto che c'è il "niet" alla presenza dei sindacati in qualunque modo, lo ritiro.
Presidente - Il Consiglio prende atto che l'emendamento n. 6 del gruppo "Arcobaleno" è ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento n. 7 del gruppo "Arcobaleno":
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 24
Favorevoli: 3
Contrari: 21
Astenuti: 5 (Ferraris, Fiou, Frassy, Tibaldi, Viérin Adriana)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 21 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Anche questo non è un concetto nuovo, è un concetto che fra l'altro il gruppo di maggioranza relativa già pratica dal punto di vista politico, ovvero il limite dei mandati. La norma, qui, non prevede limiti e dice che durano in carica 3 esercizi e sono rieleggibili. Noi diciamo, invece, di aggiungere che durano in carica 3 esercizi e sono rieleggibili, ma poniamo un limite, ovvero per non più di 3 mandati consecutivi.
Nella politica spesso si stanno introducendo dei limiti di mandato, cito ad esempio la normativa nazionale per quanto riguarda i sindaci, non capiamo per quale motivo qualcuno senza mandato elettorale, senza passare al vaglio del giudizio popolare, possa fare politica nelle seconde e terze file quali sono le nomine fiduciarie nei vari enti strumentali. Pertanto riteniamo che sia corretto porre questo limite dei 3 mandati consecutivi, tenendo presente che per il meccanismo in cui operiamo il limite dei 3 mandati consecutivi consente che quel "manager" possa essere ricollocato su altre società e altri enti strumentali. Si tratta di ruotare e di evitare quei radicamenti che spesso sono forieri di situazioni poco trasparenti. Perciò riteniamo che sia un emendamento che vada nell'ottica di quell'efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa anche quando è gestita con enti strumentali.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Per quanto attiene le nomine di competenza dell'Amministrazione regionale nelle riserve di legge - come ha correttamente evidenziato il collega Frassy - esiste questo limite. Come le ho detto in replica nel mio intervento iniziale, la nomina di Consiglieri in assemblea è riconducibile ad amministratori di espressione bancaria, quindi andare ad introdurre una limitazione all'interno di rappresentanti dell'Amministrazione regionale ci pareva corretto. Andare ad interferire sulle limitazioni di rappresentanti che in teoria sono espressione del mondo bancario, credo sia un'interferenza dell'Amministrazione regionale che va al di là; quindi esprimiamo parere contrario.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Prendiamo atto della sua precisazione e ritiriamo l'emendamento, ma lo ritiriamo su un presupposto che è stato registrato, quello che lei ha appena detto: che le sembra corretta l'interpretazione del nostro gruppo sulla nomina di Consiglieri di parte regionale; di conseguenza, auspichiamo di non dovervi mai smentire sulle nomine che andrete a fare da qui all'eternità!
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina sull'emendamento n. 8 del gruppo "Arcobaleno".
Squarzino (Arc-VA) - Come dicevo nella mia relazione stamani, credo che correttamente siano stati individuati i requisiti di professionalità individuati nel DPR che fissa tali requisiti. Nulla vieta però che nella nostra autonomia inseriamo anche della qualità in più; per questo chiediamo che i membri del "CdA", che sono scelti secondo criteri di professionalità e competenza, fra le persone che abbiano maturato un'esperienza di almeno un triennio, e via dicendo, ma che siano in possesso di un diploma di laurea almeno quadriennale! Oggi come oggi, in cui tutta una serie di competenze sono richieste a chi opera a questi livelli, in cui sosteniamo gli studi dei nostri giovani e quindi in prospettiva vogliamo valorizzare la conoscenza e le competenze delle risorse umane, sembra utile prevedere per i membri del "CdA" che operano a questi livelli così importanti un diploma di laurea almeno quadriennale!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Abbiamo introdotto questo requisito per la Presidenza, riteniamo che nell'ambito delle scelte che l'Amministrazione regionale dovrà effettuare esistano anche altre figure, che possono avere dignitosamente una professionalità senza avere la laurea. Riteniamo che l'emendamento sia molto restrittivo e siamo contrari.
Presidente - Il Consiglio prende atto che l'emendamento n. 21 del gruppo "La Casa delle Libertà" è ritirato. Pongo in votazione l'emendamento n. 8 del gruppo "Arcobaleno":
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 25
Favorevoli: 5
Contrari: 20
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 22 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Andiamo ad integrare i requisiti previsti per accedere al "CdA" includendo anche le attività professionali in campo economico e giuridico, mentre la lett. b) le esclude, in quanto si limita al settore creditizio, finanziario, mobiliare, assicurativo, intermediario finanziario. Non capiamo per quale motivo debbano essere escluse quelle attività professionali in campo economico e giuridico, perciò aumentiamo le possibilità di concorrere a questo "CdA" con dei requisiti che ci sembrano più che qualificati, perché attività professionali in campo economico e giuridico sottintendono un titolo di laurea.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - La scelta è stata quella di adeguarci ad un disposto, che è quello di "Banca d'Italia", la quale ha definito un quadro di riferimento e, rispetto a un quadro di riferimento così universalmente riconosciuto, avremo modo di avvalerci di tutta la giurisprudenza che negli anni su questa materia ha potuto svilupparsi.
Il fatto di avere una normativa consolidata, credo sia una garanzia per tutti, e nel fare questa scelta abbiamo ripreso in modo analitico l'espressione del decreto ministeriale. A questo proposito ringrazio la collega Squarzino che, nell'ambito dell'attività della commissione, ha fatto rilevare un refuso, quindi una riproposizione non analoga al decreto ministeriale. La ringrazio ancora pubblicamente, grazie all'anonimato del cartellone.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 22 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 23
Favorevoli: 2
Contrari: 21
Astenuti: 4 (Bortot, Ferraris, Fiou, Squarzino Secondina)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 23 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 23
Favorevoli: 2
Contrari: 21
Astenuti: 4 (Bortot, Ferraris, Fiou, Squarzino Secondina)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 24 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Penso che questo, più che un emendamento politico, sia un emendamento di tipo tecnico e sia opportuno considerarlo per quello che è, ossia un emendamento che chiarisce che decadono coloro che hanno liti pendenti con "Finaosta" o con alcuno degli altri azionisti. Paradossalmente potremmo mettere in quel "CdA" dei soggetti, e le faccio l'esempio, nominati dalla banca, e sono in conflitto con la Regione, o la Regione nomina degli amministratori che sono in conflitto con le banche; si creerebbe sicuramente una situazione di imbarazzo, perciò l'emendamento che proponiamo aggiunge che: "abbiano lite pendente con "Finaosta" o con altri azionisti". Ci sembra una regola di buon senso, perciò auspichiamo che prevalga il buon senso.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Come lei sa, il conflitto di interessi, nel momento in cui il concetto della lite pendente che porta ad un impedimento o ad una decadenza, l'abbiamo nel momento in cui il soggetto che è organo di una società, ha un conflitto con questa società, quindi il ruolo di amministratore confliggerebbe con quello della società, perché la "Finaosta" vive di luce propria rispetto a questo tipo di mandato. Riteniamo che l'espressione che è stata indicata non porti nulla, anzi con altri azionisti anche la dizione stessa è molto confusa, perché "Finaosta" non è azionista di sé stessa, ha capito? La dizione di questo emendamento, anche dal punto di vista letterale, non funziona. Siamo contrari.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 24 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 26
Votanti: 24
Favorevoli: 4
Contrari: 20
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 25 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Se quello precedente era "di tipo tecnico", questo lo definirei "di tipo lessicale", perché andando a leggere quanto è scritto al comma 7, che l'incompatibilità sussiste anche quando detta condizione si verifichi nei riguardi del coniuge, potrebbe essere inteso che la lite pendente sia nei confronti del coniuge. Invece penso che più correttamente debba essere interpretato nel senso che l'incompatibilità sussiste, quando questa condizione interessa anche il coniuge, cioè se il coniuge dell'amministratore ha lite pendente con "Finaosta", c'è l'incompatibilità, e non se l'amministratore ha un conflitto nei riguardi del coniuge o del parente! Così come è scritto "anche quando detta condizione si verifichi nei riguardi..." è equivoco, perciò il testo del nostro emendamento serve ad uscire dall'equivoco.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Ritengo che le 2 espressioni si equivalgano, ma se il collega Frassy ritiene che questo meglio esprima il concetto, mi fido della sua scelta; di conseguenza esprimo parere favorevole alla proposta.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 25 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 27
Votanti e favorevoli: 26
Astenuti: 1 (Ferraris)
Il Consiglio approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 26 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - L'emendamento precedente era lessicale, quello ancora antecedente era tecnico, questo direi che è "centrale" e penso che il discorso debba essere fatto in maniera seria e "a carte scoperte".
Voi dite che non possono essere membri del "CdA" e - se nominati - decadono coloro che siano in rapporti di coniugio, parentela, affinità entro il 2° grado con dipendenti di "Finaosta"; di conseguenza instauriamo il principio che se io ho la moglie o un parente con questo grado di parentela che lavori in "Finaosta", sono incompatibile e decado. Non so fino a che punto questa incompatibilità sia necessaria, ma può essere un elemento che dà un di più a quei concetti di trasparenza e soprattutto al concetto che vuole evitare il conflitto di interesse. Non possiamo perderci nel dettaglio del rapporto di parentela e dimenticare un rapporto ben più conflittuale rispetto alla pretesa di evitare il conflitto di interessi ed è il rapporto di parentela con i Consiglieri regionali.
Voi ritenete che chi ha il parente che fa l'autista o l'usciere non può essere nel "CdA" di "Finaosta"... perché? Conflitto di interessi? E chi, invece, ha un parente in Consiglio regionale e magari anche in Giunta, lo può fare! Non è in conflitto di interessi? Vi invito, su questo emendamento, a fare un ragionamento serio, perché se la problematica del conflitto di interessi è una problematica seria, va affrontata seriamente, altrimenti facevate più bella figura a ignorarla completamente! Perciò ritengo che questo emendamento sia un giusto complemento di una serie di situazioni che nella nostra Regione spesso accadono. Non sarebbe male, Presidente Caveri, che lei desse un segnale di discontinuità e prendesse atto che oggi quello che si faceva ieri non è più opportuno farlo, per una questione di etica politica e di serietà. Vedete, se uno fa l'amministratore pubblico e ha un parente bravo professionalmente, penso che il parente bravo non abbia bisogno della spinta del parente politico per andare in un "CdA", perché ha altre opportunità per dimostrare questa sua bravura! Se, invece, questo parente non è particolarmente dotato, andiamo a scoprire che senza la spinta non riesce a concretizzare questa ambizione...
Penso che non ci siano altre cose da aggiungere, perché il ragionamento è chiaro, trasparente e logicamente consequenziale al principio che avete messo al comma 8 con un piccolo errore: che avete iniziato a scrivere il principio e avete dimenticato di scriverne la fine! Ho cercato di dare completo corpo a quello che risulta essere altrimenti "un aborto normativo"!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Assolutamente non aderisco a quanto espresso dal collega Frassy, perché se un cultore del diritto com'è lui, legge la sequenza dei commi, le incompatibilità sono poste a tutela della società, quindi qualora un amministratore entri in conflitto con la società o abbia all'interno della società delle situazioni di interesse o di conflitto, la società non è sufficientemente garantita. Dal punto di vista del conflitto non si è mai visto un conflitto fra l'azionista e la sua espressione, questo è, sì, "un aborto giuridico", nel senso che il conflitto di interessi non esiste, c'è un logico rapporto con l'azionista. Andare ad introdurre nell'ambito delle incompatibilità un rapporto di qualsiasi natura con l'azionista è, dal punto di vista del diritto, un qualcosa che non si è mai visto; dal punto di vista dei rapporti, i rapporti dell'amministratore sono nei confronti delle attività svolte, ecco dove c'è il conflitto!
Quello che lei introduce è un qualcosa che non ha diritto di ospitalità all'interno di questo articolo.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - È pregevole il suo tentativo di dare un vestito nobile a un articolato che sicuramente è molto meno nobile rispetto a quanto lei lo abbia voluto disegnare! Le dico solo che si tratta di una questione di opportunità e di etica politica. Su questa opportunità e su questa etica politica penso che si siano scritti fiumi di parole a varie latitudini, ci siano state situazioni che hanno portato a degenerazioni di un certo sistema con implicazioni di tipo giudiziario; sarebbe bene tagliare all'origine questo tipo di conflitto che c'è, perché questo è un ente strumentale. Di conseguenza, quello che ha detto lei, Assessore, se in teoria potrebbe starci, nel caso specifico assolutamente non ci sta!
Prendiamo atto che avete l'imbarazzo di rinunciare ad un'altra piccola fetta di "quel potere" che volete gestire al di fuori delle istituzioni, ma sempre con strumenti a servizio delle istituzioni. Per questo motivo, noi, in accordo con il gruppo "Arcobaleno", chiediamo il voto segreto.
Presidente - La parola al Consigliere Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE) - Per dichiarazione di voto. Non partecipiamo al voto.
Presidente - Pongo in votazione a scrutinio segreto l'emendamento n. 26 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti e votanti: 27
Favorevoli: 5
Contrari: 22
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 14 nel testo così emendato:
Articolo 14
(Consiglio di amministrazione)
1. FINAOSTA S.p.A. è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da un minimo di nove ad un massimo di undici membri aventi i requisiti di onorabilità e di indipendenza prescritti dalla normativa vigente in materia bancaria e creditizia.
2. Ai sensi dell'articolo 2449 del codice civile, alla Regione è riservata la nomina, da parte della Giunta regionale, del Presidente del consiglio di amministrazione e di due terzi dei Consiglieri, con arrotondamento per eccesso, di cui uno da scegliersi tra i dirigenti regionali con funzioni di raccordo tra la Regione e la società, uno da scegliersi, d'intesa tra la Giunta regionale e la giunta della Camera valdostana delle imprese e delle professioni-Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales, tra i componenti del consiglio della stessa e uno da scegliersi all'interno di una terna di nomi indicati da Confindustria Valle d'Aosta e scelti tra i legali rappresentanti dei soci effettivi ad essa aderenti.
3. La nomina degli altri membri del consiglio di amministrazione spetta all'assemblea degli azionisti. I componenti del consiglio di amministrazione durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili.
4. I membri del consiglio di amministrazione sono scelti secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l'esercizio di:
a) attività di amministrazione o di controllo ovvero compiti direttivi presso imprese;
b) attività professionali in materia attinente al settore creditizio, finanziario, mobiliare, assicurativo o, comunque, funzionali all'attività dell'intermediario finanziario;
c) attività di insegnamento universitario in materie giuridiche o economiche;
d) funzioni amministrative o dirigenziali presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza con il settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo ovvero presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori purché le funzioni comportino la gestione di risorse economico-finanziarie.
5. Il Presidente del consiglio di amministrazione deve essere scelto tra persone in possesso di un diploma di laurea di durata almeno quadriennale in scienze economiche, scienze giuridiche, scienze politiche e delle relazioni internazionali, scienze dell'amministrazione, scienze statistiche o ingegneria gestionale o lauree equipollenti e, inoltre, di almeno uno dei requisiti di professionalità di cui al comma 4, ferma restando un'esperienza complessiva di almeno cinque anni.
6. Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, si provvede alla loro sostituzione con le modalità previste dal presente articolo. Gli amministratori così nominati scadono insieme a quelli in carica all'atto della loro nomina. L'intero consiglio di amministrazione cessa nel caso in cui venga a mancare la maggioranza dei suoi componenti.
7. Non possono essere membri del consiglio di amministrazione, e se nominati decadono, coloro che abbiano lite pendente con FINAOSTA S.p.A.; l'incompatibilità sussiste anche quando detta condizione interessi il coniuge, un parente o affine entro il secondo grado.
8. Non possono essere membri del consiglio di amministrazione, e se nominati decadono, coloro che siano in rapporti di coniugio, parentela o affinità entro il secondo grado con dipendenti di FINAOSTA S.p.A..
9. I compensi spettanti al Presidente e agli altri membri del consiglio di amministrazione sono stabiliti dall'assemblea degli azionisti.
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 26
Favorevoli: 24
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 15 vi è l'emendamento n. 2 dell'Assessore Marguerettaz e gli emendamenti nn. 27 e 28 del gruppo "La Casa delle Libertà", di cui do rispettivamente lettura:
Emendamento
La rubrica dell'articolo 15 è sostituita dalla seguente:
"(Collegio sindacale e controllo contabile)".
Emendamento
Articolo 15, comma 1, sostituire "durano in carica tre esercizi" con "non possono essere nominati per più di due mandati consecutivi".
Emendamento
Articolo 15, comma 3, sostituire "Giunta" con "Consiglio".
Pongo in votazione l'emendamento n. 2 dell'Assessore Marguerettaz:
Consiglieri presenti: 28
Votanti e favorevoli: 24
Astenuti: 4 (Bortot, Frassy, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 27 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 26
Favorevoli: 4
Contrari: 22
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 28 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - Penso che questo emendamento abbia bisogno di un chiarimento ad illustrazione dei motivi che ci portano a richiedere di sostituire la Giunta con il Consiglio regionale. Qui siamo all'articolo 15 che riguarda il Collegio sindacale, i compiti del Collegio sindacale sono compiti di controllo. Riteniamo che in una visione di ripartizione delle funzioni fra Giunta e Consiglio, se non contestiamo il diritto dell'Esecutivo di nominare amministratori di propria fiducia, ossia amministratori che possano dare impulso all'azione politica, traducendola in azione operativa e amministrativa di "Finaosta", riteniamo che il Collegio sindacale, in quanto organismo preposto a tutelare l'azionista tutto, e dunque l'intera Regione rappresentata dal Consiglio regionale, debba essere oggetto di nomina del Consiglio regionale, dove sono rappresentate tutte le varie componenti politiche.
Si tratta di fare delle valutazioni nell'ambito di professionalità riconosciute per la loro iscrizione nei vari elenchi. Mi si dirà: è evidente che ogni qualvolta l'Esecutivo fa delle nomine, sono tutte nomine che hanno dei requisiti di professionalità, dal campo dell'urbanistica, dell'edilizia ambientale e, in questo caso, nell'ambito dei commercialisti, ma sono comunque nomine fiduciarie. Riteniamo che questo stretto nesso di fiduciarietà, in un contesto che è quello del controllo, dovrebbe essere più debole, tenendo presente che l'Esecutivo ha la maggioranza, perciò non chiediamo di riservare quote particolari a tutela della minoranza, ma chiediamo che la nomina di coloro che sono deputati a controllare in nome e per conto dell'azionista, siano votati nella sede in cui l'azionista è massimamente rappresentato:il Consiglio regionale.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Parere contrario.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 28 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 26
Votanti: 24
Favorevoli: 5
Contrari: 19
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 15 nel testo così emendato:
Articolo 15
(Collegio sindacale e controllo contabile)
1. Il collegio sindacale è composto da tre membri effettivi e due supplenti, i quali durano in carica tre esercizi.
2. Ai sensi dell'articolo 2449 del codice civile, alla Regione è riservata la nomina, da parte della Giunta regionale, del Presidente del collegio sindacale, di un sindaco effettivo e di uno supplente.
3. La nomina degli altri membri del collegio è effettuata dall'assemblea degli azionisti.
4. L'assemblea degli azionisti determina gli emolumenti ed i gettoni di presenza da corrispondere ai sindaci effettivi.
5. Il Presidente e i membri del collegio sindacale devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili o negli albi professionali individuati con decreto del Ministro della giustizia e, nei loro confronti, non deve sussistere alcuna delle cause di ineleggibilità e decadenza previste dall'articolo 2399 del codice civile.
6. Il controllo contabile sulla società è esercitato da una società di revisione iscritta nel registro istituito presso il Ministero della giustizia o, nell'ipotesi di cui all'articolo 2409bis, comma 3, del codice civile, dal collegio sindacale.
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 25
Favorevoli: 23
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 16 vi sono gli emendamenti nn. 29, 30 del gruppo "La Casa delle Libertà" e gli emendamenti nn. 9, 10 e 11 del gruppo "Arcobaleno", di cui do rispettivamente lettura:
Emendamento
Articolo 16, comma 1, sostituire con: "L'amministrazione di Finaosta spa può essere esercitata, ai sensi dell'articolo 2409 octies e seguenti del codice civile, da un consiglio di gestione in alternativa al consiglio di amministrazione, che viene nominato e regolato secondo i criteri di cui all'articolo 14".
Emendamento
Articolo 16, abrogare i commi 2-3-4-5-6.
Emendamento
Articolo 16
Alla fine del comma 3, sostituire tutta la parte finale da "... e uno da scegliersi..." con: ", uno indicato dalla Confindustria Valle d'Aosta e uno indicato dalle organizzazioni sindacali più rappresentative presenti in Valle".
Emendamento
Articolo 16
Alla fine del comma 3, aggiungere: ", e uno da scegliersi all'interno di una terna di nomi indicata dalle organizzazioni sindacali più rappresentative presenti in Valle.".
Emendamento
Articolo 16
Al comma 4, inserire, dopo "assemblea degli azionisti" l'espressione: "con la designazione di almeno un Consigliere da parte degli azionisti privati".
Collega Frassy, vuole illustrarli? No.
Il Consiglio prende atto che gli emendamenti nn. 29 e 30 del gruppo "La Casa delle Libertà" sono ritirati.
Emendamento n. 9 del gruppo "Arcobaleno"...
Squarzino (fuori microfono) - ... sono ritirati il 9, 10 e 11, perché collegati con il precedente...
Presidente - Il Consiglio prende atto che gli emendamenti nn. 9, 10 e 11 del gruppo "Arcobaleno" sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 16:
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 26
Favorevoli: 24
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 17 vi sono gli emendamenti nn. 31 e 32 del gruppo "La Casa delle Libertà", di cui do lettura:
Emendamento
Articolo 17, comma 1, sostituire "durano in carica tre esercizi" con "non possono essere nominati per più di due mandati consecutivi".
Emendamento
Articolo 17, comma 2, sostituire "Giunta" con "Consiglio".
La parola al Consigliere Frassy, sull'emendamento n. 31 del gruppo "La Casa delle Libertà".
Frassy (CdL) - So qual è la risposta dell'Assessore, perché questi emendamenti ricalcano gli emendamenti prima presentati e bocciati, che riguardavano il passaggio di competenze dalla Giunta al Consiglio e il limite dei mandati consecutivi; evito di conseguenza di illustrarli, ma gradirei avere una risposta che lei non ci ha dato in precedenza, sui motivi che impediscono a questa Giunta e a questa maggioranza di apportare in Consiglio la nomina dei rappresentanti del Collegio sindacale, perché mi sfugge la logica!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - È la stessa logica che abbiamo adottato nell'ambito della legge generale sulle nomine.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 31 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 23
Favorevoli: 2
Contrari: 21
Astenuti: 5 (Bortot, Ferraris, Fiou, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 32 del gruppo "La Casa delle Libertà":
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 26
Favorevoli: 5
Contrari: 21
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 17:
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 26
Favorevoli: 24
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 18:
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 26
Favorevoli: 24
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 19:
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 26
Favorevoli: 24
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 20 c'è l'emendamento n. 33 del gruppo "La Casa delle Libertà", di cui do lettura:
Emendamento
Articolo 20 aggiungere il seguente comma "2. Le partecipazioni detenute in supero del tetto di cui all'articolo 7 comma 5 devono essere oggetto di valutazione nel primo Piano Annuale di Programmazione Economica".
Presidente - Il Consiglio prende atto che l'emendamento viene ritirato; pertanto pongo in votazione l'articolo 20:
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 25
Favorevoli: 23
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - Vi è l'emendamento n. 3 dell'Assessore Marguerettaz, che introduce l'articolo 20 bis; ne do lettura:
Emendamento
Dopo l'articolo 20 è inserito il seguente:
"Articolo 20 bis
(Dichiarazione d'urgenza)
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.".
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 25
Favorevoli: 23
Contrari: 2
Astenuti: 2 (Bortot, Squarzino Secondina)
Il Consiglio approva.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy, per dichiarazione di voto sul progetto di legge nel suo insieme.
Frassy (CdL) - Pensiamo che la dichiarazione di voto sia doverosa su una legge importante, anche se la dichiarazione di voto non può che richiamare, per somma sintesi, i concetti che abbiamo affrontato in discussione generale e i concetti di dettaglio che abbiamo affrontato nel corso della discussione dell'articolato e dell'illustrazione e votazione dei singoli emendamenti.
Rimane, al momento del voto finale di questa legge, un rammarico; perlomeno il nostro gruppo esprime il rammarico di non aver potuto incidere, nella maniera in cui avrebbe voluto, su una modifica radicale di una legge che riteniamo essere inadeguata rispetto alle emergenze e alle esigenze dell'economia di questa Regione. Siamo tranquilli con la nostra coscienza, nel senso che abbiamo evidenziato ad alta voce in quest'aula le distonie di questa legge, le aspettative del mondo che sta fuori da quest'aula e le abbiamo sottoposte ai 35 Consiglieri che, nell'ambito dell'autonomia del loro mandato, hanno potuto ascoltare e valutare le osservazioni e le critiche che sono pervenute al disegno di legge.
Ci dispiace che probabilmente ha prevalso più "l'obbligo di scuderia" rispetto al buon senso del ragionamento dei vari Consiglieri che svolgono attività professionali e imprenditoriali, e che ben sanno quali sono le difficoltà di questo particolare momento economico e politico che sta attraversando la nostra Regione. Ci dispiace che siano state perse anche delle opportunità per fare chiarezza rispetto a quei concetti che esprimete tutti, ma che poi non trovano mai concretezza, quali: la centralità del Consiglio, la trasparenza, il superamento di situazioni di conflitto di interesse. Tutti questi bei principi, che spesso richiamate nei momenti importanti e nei discorsi ufficiali, anche oggi su un articolato puntuale hanno trovato sistematica smentita e devo dire che quello che è più grave è che non solo hanno trovato sistematica smentita i principi, ma addirittura siamo scivolati sulla norma inserita all'ultimo momento dall'Assessore, sotto mentite spoglie, sulle "pressioni lobbistiche" del collega Rini, il quale poteva avere il buon gusto e la "decenza etica" di alzarsi, firmare e presentare di suo pugno un emendamento. Caro Consigliere Rini, hai fatto il "travestito della politica valdostana" mandando avanti l'Assessore, sul presupposto che garantivi copertura anche nei momenti in cui la libertà di coscienza poteva essere espressa nelle votazioni segrete che abbiamo richiesto!Pazienza!
Un'altra pagina grigia di questo Consiglio si aggiunge alle tante pagine grigie, che voi, di maggioranza, avete la responsabilità di aver scritto e di continuare a scrivere. Sicuramente non è con questa legge che verranno risolti non solo i problemi dell'economia valdostana, ma soprattutto i problemi di equilibrio interni alla maggioranza che regge questo Esecutivo. Non basta portare i posti nei "CdA" da 9 a 11, non basta non regolamentare quel conflitto di interesse che ha caratterizzato a più riprese le nomine, gli incarichi professionali, che questa Giunta, come le Giunte precedenti, ha fatto e continua a fare! Vi accorgete di tutte queste distonie quando vi tolgono gli incarichi, quando vi tolgono le sedie... escono i "Louvin", escono i "Perrin", escono tutti questi "galli canterini" che fintanto che partecipavano alla gestione di un certo sistema non vedevano, non sentivano e, soprattutto, non parlavano! Oggi pensano di essere il nuovo. Secondo noi, più che essere "il nuovo che avanza", sono semplicemente "quello che avanza", quello che questa maggioranza ha avanzato, in quanto ha messo a parte, nel senso che non ha avuto più modo e posto per coinvolgere tutti!
Siamo convinti che il piano inclinato sul quale questo tipo di ragionamento politico sta scorrendo sia un piano inclinato destinato ad inclinarsi sempre più, finquando non sarà completamente verticale e, forse, con una situazione politica diversa si potrà nuovamente tornare a parlare di politica in maniera serena e soprattutto in maniera più libera.
Presidente - La parola al Consigliere Rini.
Rini (UV) - Non avrei voluto intervenire, ma sono stato "tirato" per quei pochi capelli che ho ancora...
Intervengo per chiarire la mia personale posizione ed evitare al mio Capogruppo di dover intervenire sul mio conto, come è stato richiesto dal collega Frassy. Per quanto riguarda le assicurazioni, che fra l'altro hanno in questo disegno di legge una marginalissima importanza, vorrei evidenziare che oggi ,come già in commissione, qualcuno ha ipotizzato che il sottoscritto abbia potuto o potrà trarre vantaggi da questo provvedimento.
Mi sento profondamente offeso e voglio precisare - ed ognuno avrà modo di verificarlo - che prima del 1993, anno in cui sono entrato in questo Consiglio, il sottoscritto aveva delle discrete quote assicurative inerenti la Regione. Nel 1993, anche se non era imposto da alcuna legge, ho volutamente rinunciato a tutte le polizze, proprio perché nessuno potesse avanzare delle illazioni; da allora non ho più partecipato, e potevo farlo perché nessuna legge lo vieta, a nessuna gara di appalto per polizze che riguardassero la Regione, gli enti pubblici e le società collegate alla Regione. Posso quindi assicurare chiunque che non ho mai, dico "mai", approfittato della mia carica per interessi personali e che se questo disegno di legge avesse preso in considerazione gli agenti di assicurazione, non avrei accettato di relazionare in quest'aula e mi sarei astenuto nella votazione. Questa legge parla di "compagnie di assicurazione", non parla di agenti, per cui voterò e invito a votare questo provvedimento, anche se non soddisfa appieno i miei colleghi assicuratori che hanno comunque capito che l'interesse collettivo deve sempre prevalere.
Questo disegno di legge offre la possibilità, anche tramite la "Finaosta", ente strumentale della Regione, alla nostra Valle di poter anche in futuro crescere, svilupparsi e progredire nell'interesse della collettività intera. Ho sempre pensato - e ne sono convinto - che sia giusto pensare soprattutto agli interessi generali e superiori della Valle, piuttosto che "ai piccoli interessi di bottega"! Sono certo che se una o più compagnie di assicurazioni decidessero di entrare in società con "Finaosta", la Valle non potrebbe che trarre vantaggio con non poche risorse in più nelle nostre casse.
Per finire, permettetemi di suggerire ai colleghi del gruppo "La Casa delle Libertà", in particolare al Consigliere Frassy - visto che è quello che mi ha attaccato di più -, di stare più attento ai conflitti di interesse sicuramente presenti a livello nazionale, piuttosto che a quelli inesistenti in questa sede e in questa Regione!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Sarò telegrafico... per ringraziare il Consiglio regionale per l'ampio dibattito che c'è stato, credo che le posizioni, anche divergenti, abbiano potuto lasciare una traccia ampia e documentata dei vari pensieri. Sicuramente su alcuni passaggi, per la passione che ci contraddistingue, i toni delle varie posizioni e anche del sottoscritto sono stati elevati, ma credo in assoluta buona fede, quindi grazie a tutti per il contributo.
Presidente - Pongo in votazione il disegno di legge nel suo complesso:
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 26
Favorevoli: 24
Contrari: 2
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - I nostri lavori sono conclusi.
La seduta è tolta.
---
L'adunanza termina alle ore 19,17.
