Oggetto del Consiglio n. 1823 del 8 marzo 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1823/XII - Problematiche concernenti la segnalazione tempestiva di emergenze ambientali. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso che la salvaguardia dell'ambiente è una delle priorità emergenti nella società contemporanea;
Constatato che nel caso di incendio boschivo o di emergenza ambientale (quale ad esempio quella faunistica) la rapidità e l'efficacia dell'intervento si basa, almeno nella sua fase iniziale, in una pronta e veloce possibilità di segnalare l'evento all'organismo competente e nell'altrettanta sicura e certa interpretazione delle informazioni ricevute;
Osservato che attualmente la procedura di segnalazione più diretta da parte dei cittadini prevede la possibilità di comporre un numero telefonico a 10 cifre di difficile memorizzazione;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
1) se sia stata già affrontata la problematica di cui in premessa e quali soluzioni sarebbero state individuate;
2) se fra le soluzioni individuate sia emersa la necessità di predisporre un apposito numero breve di emergenza ambientale e anti incendio boschivo atto a sveltire i tempi di segnalazione e a migliorare la qualità dell'informazione e se si intenda adottare tale soluzione.
F.to: Venturella - Squarzino Secondina - Bortot
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Questa nostra iniziativa deriva da un'esigenza condivisibile di rendere omogenea la qualità di un servizio basilare ed essenziale per la prevenzione, per la segnalazione, l'allertamento e quindi l'eventuale intervento delle emergenze ambientali in generale e degli incendi boschivi in particolare. Vorrei porre l'attenzione su un esempio di errato o mancato passaggio di comunicazione da cittadino ad operatore, che potrebbe essere citato come tipico elemento negativo, nella procedura standardizzata di allertamento, assolutamente da ridurre, rimuovere o evitare.
Prima permettetemi un'osservazione introduttiva. Credo che il nostro Servizio antincendio con il suo Nucleo antincendio boschivo e con le squadre che sono dislocate in tutto il territorio regionale sia, forse, uno dei migliori servizi a livello nazionale, ma credo che questo buon servizio sia in definitiva inficiato da un tassello che manca: il tassello della comunicazione con il cittadino, che rendendosi conto di un'emergenza ambientale (ad es. faunistica) ma in particolare di un principio di incendio boschivo, chiama. Sappiamo bene che sulla nostra guida telefonica un cittadino, un turista apre la pagina ai numeri utili nelle "Pagine Bianche Informa", in esse si hanno 2 numeri utili per gli incendi: il "115", a cui risponde un operatore del centralino dei Vigili del fuoco di Aosta, il "1515", quello più pubblicizzato a livello di "mass media", a cui risponde un operatore del centralino di Roma del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
Capita che vi sono dei problemi di comunicazione, pensiamo ad esempio ai nostri toponimi che sono in lingua francese, pensate ad un cittadino che deve dare le indicazioni - lui conosce benissimo la zona - di un toponimo che è francese, e questo viene ascoltato da un operatore di centralino che è un bravissimo Vigile del fuoco, ma è ciociaro... e, quindi, prima interruzione. Seconda interruzione: il centralinista si rende conto di essere in Valle d'Aosta e passa la comunicazione al centralino dei Vigili del fuoco di Saint-Christophe, che hanno tutte le competenze di questo mondo, ma sulla legge regionale che stabilisce le loro competenze nulla possono fare in caso di incendio boschivo. Cosa fa l'operatore del Corpo dei Vigili del fuoco regionale? Trasmette la comunicazione, siamo al terzo passaggio, al nucleo "AIB" o ancora potrebbe trasmettere la comunicazione alla stazione forestale competente. Credo sia inequivocabile il fatto che questo passaggio, questa difficoltà di comunicazione possa essere evitata con l'istituzione di un numero breve di emergenza che possa allertare il personale in servizio nella nostra Regione, che ha delle conoscenze specifiche del territorio, che possa allertare in maniera velocissima proprio perché conosce il territorio, senza errori di interpretazione, senza tempo perso inutilmente, le squadre "AIB" o in caso di emergenza faunistica - avvistamento di esemplari feriti - possa allertare la stazione forestale competente e fare intervenire.
Credo che sia un'esigenza emersa dai cittadini stessi, che si trovano in difficoltà, ma credo che possa essere condivisa in generale, perché è un'iniziativa che tende a migliorare il servizio, peraltro già eccellente dal punto di vista dell'intervento e della preparazione degli uomini. Ritengo che questa iniziava possa essere messa in piedi nel giro di poco tempo e che travalichi le posizioni di maggioranza o minoranza, e non possa essere ascritta ad alcuna parte politica.
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - In effetti il collega Venturella ha sottolineato un problema che è noto, la problematica relativa all'unificazione del numero di chiamata per il Corpo forestale era già stata affrontata nel maggio del 1994. Nel frattempo si sono presentate alcune situazioni che hanno ritardato la risoluzione del problema: uno, lo spostamento degli uffici centrali del Corpo forestale, unitamente a problemi tecnici sollevati dalla società esercente il servizio telefonico e derivanti dalla mancanza di un centro di ascolto fisso e presidiato 24 ore su 24, avevano permesso di risolvere il problema solo con l'acquisizione di un numero unico che inizialmente era a 6 cifre e poi è diventato a 10 cifre, in coincidenza con l'introduzione obbligatoria del prefisso telefonico. Il numero veniva poi ulteriormente variato in conseguenza del trasloco degli uffici. Allo stato attuale sono disponibili 2 numeri a 10 cifre, di cui uno inerente il Corpo forestale (0165-765064) e uno il Nucleo antincendi boschivi (0165-765988): a tali numeri rispondono 2 reperibili 24 ore su 24.
Vediamo che anche nel sistema di comunicazione di tipo tradizionale ci sono ancora delle cose da fare, non solo sul digitale terrestre, perché in effetti anche qui c'è da completare il lavoro, comunque la possibilità di disporre di un numero unico breve con 3-4 cifre e di facile memorizzazione da parte del cittadino, al quale questo si può rivolgere in caso di emergenza ambientale, faunistica, ittica, di inquinamento, di danno ambientale... o in caso di incendio boschivo, potrebbe essere una soluzione ottimale ed è già adottata in altre realtà. In particolare, in caso di incendio boschivo, esso permetterebbe di sveltire l'allertamento della struttura competente preposta all'estinzione dell'incendio boschivo, stazione forestale o Nucleo antincendio boschivo. Qui fa piacere che ci sia un riconoscimento dell'attività svolta dal Servizio antincendio boschivo, perché questa è riconosciuta a livello generale come efficiente... manca questo tassello. Tra l'altro, nell'operatività del Servizio antincendi boschivi è importante anche avere un coordinamento con il servizio dei Vigili del fuoco, perché questo servizio è dotato di mezzi più leggeri e di mezzi di maggior penetrazione, anche nel momento in cui si deve accedere a luoghi più impervi; di conseguenza occorre avere un coordinamento fra i due sistemi antincendio. Bisogna ricordare che sul territorio sono operanti a livello comunale dei Nuclei di servizio antincendio che hanno una loro tradizione e organizzazione efficiente e capillare e tutto questo va coordinato, e già adesso, quando arriva l'allarme, questo ha già una sua efficienza.
In occasione di incendi già oggi il cittadino dispone di un numero breve dei Vigili del fuoco, il "115", struttura oggi regionale che può rapidamente avvisare un Nucleo antincendi boschivi della Direzione foreste. In questo caso c'è comunicazione anche sui nomi delle località perché sono figure che conoscono il territorio tanto quanto chi è dislocato sul territorio. Ci sono problemi, invece, in cui gli avvisi di incendio sono rivolti dai cittadini al Centro di ascolto del Corpo forestale dello Stato, il "1515", che si preoccupa di avvisare, seppure con difficoltà legate alla mancata conoscenza del territorio valdostano e alla difficoltà di trasmettere i nomi esatti delle località, il Corpo forestale regionale.
Infine, si deve dire che siamo nella buona direzione, il problema è in fase di risoluzione perché con la realizzazione prossima di un Centro di ascolto regionale della Protezione civile, che dispone di un numero a 10 cifre e di un numero verde a 9 cifre, saranno riuniti in uno stesso centro la Protezione civile, i Vigili del fuoco, il "115", il Soccorso alpino e i volontari del soccorso, il "118", per cui decade la problematica esposta nell'interpellanza, in quanto il Centro di ascolto smisterà le telefonate con precisione ai vari settori di intervento e nel suo ambito potrà essere presente anche personale del Corpo forestale della Valle d'Aosta. Alla fine, quindi, una volta che sarà operativo questo Centro di ascolto, il tutto andrà nella giusta direzione di essere razionalizzato. Rimane il problema dell'estensione del numero, ma questo è l'atto terminale per rendere operativo il tutto con la maggiore efficienza.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Credo che la risposta dell'Assessore, ben articolata, completa, abbia in definitiva ripercorso le tappe della nostra interpellanza; mi sfugge però l'ultimo passaggio.
Lei dice che le motivazioni di questa interpellanza cadono perché si è sulla buona strada e perché con l'istituzione del Centro di ascolto del numero unico tutto ciò potrà essere risolto... però lei dice che sarà un numero composto da 10 cifre, se si riferisce al numero della Protezione civile, quello che è, tutti siamo a conoscenza di questo numero che però è un ascolto H 24 di guide alpine...
(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)
... però il problema è sempre lo stesso: che 10 cifre sono difficilmente memorizzabili. Credo che il Centro di ascolto unico, che racchiuda diverse competenze, possa essere un vero "atout" solo se il numero è breve, 3 o 4 cifre, altrimenti diventa problematico per il cittadino comunicare e fare il suo dovere di segnalare per l'intervento successivo!
Sottolineiamo la buona volontà dimostrata dall'Assessore, che ci ha risposto dicendo che il problema c'è. Certo, il problema era noto dal maggio 1994, sono passati 12 anni e per costruire un centro unico mi sembra un tempo oltremodo dilatato! Credo che il nostro gruppo, nei prossimi mesi, seguirà i provvedimenti dirigenziali che sul serio vadano nella direzione di istituire questo numero unico come primo passo; come secondo passo, dotarlo di un numero breve e far sì che in questo Centro di ascolto vi sia personale specializzato anche nell'intervento sulle emergenze ambientali.
