Oggetto del Consiglio n. 1824 del 8 marzo 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1824/XII - Nomina ai vertici di società partecipate dalla Regione. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso che:
- in Finaosta S.p.A. - società controllata dalla Regione - la carica di Presidente del C.d'A., resasi vacante, è stata affidata al Direttore generale il quale già ricopre importanti incarichi societari presso altre aziende partecipate;
- il neo Presidente ha dichiarato di non essere interessato a ripresentare la sua candidatura alla fine del mandato del C.d'A. in scadenza a fine giugno;
- in C.V.A., invece, società partecipata indirettamente tramite Finaosta, la carica di Presidente del C.d'A. permane tuttora vacante;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione per sapere:
1) quali sono le motivazioni che hanno determinato la nomina di un Presidente di transizione;
2) i motivi per i quali in C.V.A. non è ancora stato nominato il Presidente.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Pensiamo che forse qualche parola in più vada spesa rispetto al testo dell'interpellanza, testo che può sembrare di banale "routine", nel senso che qui chiediamo conto di nomine di società che direttamente o indirettamente sono controllate dall'Amministrazione regionale. Non sono società di secondaria importanza, perché il riferimento è a "Finaosta" e alla "CVA", che sono - per volume finanziario - le aziende più importanti nelle quali la Regione ha partecipazioni insieme forse alla "Casinò S.p.a.". Sappiamo che c'è una legge che regolamenta in un determinato modo le nomine delle società che dipendono direttamente dalla Regione, fra queste ricade "Finaosta", invece non vi sono regole altrettanto rigide per le società partecipate indirettamente come nel caso di "CVA", per il tramite di un'altra società controllata che è sempre "Finaosta".
Questa interpellanza era stata presentata lo scorso Consiglio, quando la Giunta non aveva ancora provveduto ad effettuare la nomina di "Finaosta"; preso atto che poi la Giunta ha provveduto a fare la nomina di "Finaosta", non essendo stata discussa lo scorso Consiglio, l'abbiamo ritirata e ripresentata dopo aver aggiornato i quesiti che qui vengono posti. Si è aspettato di arrivare alla scadenza di legge dei 45 giorni per rinnovare la nomina del Presidente di "Finaosta" e alla scadenza del 45° giorno, in virtù della nuova legge sulle nomine, è stata fatta presentare domanda al Direttore generale di "Finaosta" al fine di poterlo indicare quale Presidente attingendo dall'elenco delle candidature disponibili.
Ci poniamo una domanda che forse può sembrare banale o scontata, ma che ha un valore politico. "Finaosta" non è l'ultima delle società partecipate, ma è la prima società per importanza strategica e per risorse finanziarie gestite; il suo è un ruolo centrale, tanto che a più riprese e da più parti è stato definito come l'8° Assessorato per il suo peso politico nelle vicende politico-amministrative della Regione. Abbiamo assistito che allo scadere dell'ultimo giorno utile, il 45°, la Giunta si è riunita, ha fatto presentare la domanda al suo Direttore generale e ha provveduto a nominarlo quale Presidente. Il Direttore generale, una volta insediatosi, ha fatto una dichiarazione molto chiara: "Non mi ripresenterò, intendo poi solo proseguire come Direttore generale". È evidente che questa nomina a Presidente di "Finaosta" è una nomina dettata dalla difficoltà politica di arrivare a definire nella Presidenza una persona che fosse gradita a tutta la maggioranza.
Allora penso, Presidente, che su questa 1a nomina qualche considerazione vada fatta, perché anche nel suo 2° programma di questa legislatura lei ha toccato degli argomenti importanti, quelli della trasparenza, quelli di una certa coerenza nell'azione amministrativa, quando da più parti - noi, fra questi - abbiamo imputato a queste 2 crisi che hanno caratterizzato questi primi due anni e mezzi di legislatura un'origine politica, un "malaise" come alcuni dei vostri colleghi unionisti hanno avuto modo di definire la crisi che c'è all'interno dell'"Union".
Pensiamo che aver utilizzato un dirigente a mo' di... non voglio dire "testa di legno", ma di segnaposto di una posizione che politicamente non avevate ancora definito, sia l'ennesima evidenza di come purtroppo in questa Regione le istituzioni vengano dopo le questioni di partito. E non è un caso che il mandato degli organi statutari di "Finaosta" scada dopo le elezioni politiche, perciò abbiamo il convincimento che una carica importante come quella di "Finaosta" qualcuno ha voluto riservarsela per una resa dei conti, secondo alcuni punti di vista? Non lo sappiamo, ma sicuramente è il riequilibrio che il risultato del 10 aprile andrà a segnare. Se le motivazioni fossero diverse, siamo ben lieti di prenderne atto e di conseguenza di ricrederci, ma la tempistica: 45° giorno quello di scadenza, le dichiarazioni del Presidente neo incaricato, ci lasciano propendere per questo tipo di interpretazione.
Ci chiediamo come mai in "CVA" non abbiate provveduto, anche perché almeno fino alla data in cui era stata depositata l'interpellanza "CVA", che è sganciata dalla logica della legge regionale sulle nomine e non aveva quel tipo di vincolo temporale, non era stata oggetto di definizione della Presidenza. Sicuramente anche "CVA" non è una società di secondaria importanza, quindi chiediamo quali sono i motivi per cui in questo caso non si sia ancora provveduto a nominare il Presidente di "CVA". Auspichiamo che su queste domande, che possono sembrare forse banali, ma sicuramente sono chiare, ci siano risposte chiare, se non altro in relazione ai suoi intendimenti all'insediamento di questa sua seconda Giunta.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Mi atterrò alla sua interpellanza e temo che sarà deludente rispetto agli scenari politici nei quali lei vorrebbe trascinarmi. In realtà la questione è molto più banale, peraltro devo dire che nella impostazione della sua interpellanza in qualche modo la risposta se l'è data da solo.
Quali "sono le motivazioni che hanno determinato la nomina di un Presidente di transizione...", lei nella prima delle premesse ricorda che la scadenza è a fine giugno, quindi che a fine giugno scadrà l'attuale Presidente di "Finaosta" che agisce rispetto alla durata dell'attuale "CdA" di "Finaosta" in un periodo di interregno, prima della nomina del nuovo "CdA". In realtà sappiamo che non è proprio giugno, perché si va all'approvazione dei bilanci "Finaosta", quindi sarà ad ottobre o novembre, dipenderà dopo l'approvazione del bilancio da parte del "CdA" quale sarà la data dell'assemblea che verrà fissata. Va detto che la modifica oggi all'attenzione del Consiglio della legge "Finaosta" conferma un momento di transizione di un interinato che non poteva essere interpretato meglio, se non da chi, come il dott. Cilea, conosce, in quanto Direttore generale, in maniera perfetta il funzionamento della macchina. Si tratterà poi di valutare da qui alla scadenza del periodo di Presidenza, nell'ambito anche di una riflessione complessiva sul "CdA" quale sarà la persona prescelta per la Presidenza di "Finaosta".
Per quel che riguarda la domanda concernente la Presidenza di "CVA", attualmente non è che non ci sia un "facente funzioni". Oggi abbiamo un Consigliere delegato che ha ereditato tutta la conoscenza che era propria del precedente Presidente, il rimpianto dott. Guerrieri, il Consigliere delegato è il dott. Trissoldi che è perfettamente a conoscenza della vicenda, quindi oggi non esiste una problematica di mancanza di continuità. È vero che in tempi rapidi giungeremo sicuramente alla nomina del Presidente di "CVA", che è un profilo molto importante, perché "CVA" è una società strategica, siamo in una fase di riflessione sull'intero comparto elettrico che non riguarda solo "CVA", ma riguarda anche DEVAL, quindi è evidente che ci vuole una persona competente che possa interpretare questo ruolo, interpretato in maniera egregia in passato dal dott. Guerrieri. È vero che la Presidenza attuale è caratterizzata dalla conclusione di un periodo di questo "CdA" e da questa Presidenza di "Finaosta"; dall'altra, confermo che in tempi rapidi faremo in modo che nella responsabilità che è propria di "Finaosta", perché "CVA" non è una nomina diretta della Giunta, ma è una nomina di 2° grado che interagisce attraverso "Finaosta", ci sia in questa Presidenza così significativa un sostituto degno di questo nome e del ricordo del dott. Guerrieri.
Si dà atto che, dalle ore 18,11, riassume la presidenza il Presidente Perron.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Vede, Presidente, nell'illustrare questa interpellanza avevo voluto anticipare una parte della replica, ma proprio per fare un'illustrazione "a carte scoperte", per evidenziare fin da subito il nostro sospetto, nell'auspicio che lei ce lo smentisse, ma ce lo smentisse in relazione a quei principi che hanno aperto la sua nuova azione di Governo. Devo dire che la sua risposta, oltre ad essere stata deludente, anziché smentire le mie preoccupazioni in esordio di illustrazione, ha smentito i principi che lei ha sottoscritto nella sua nuova azione di Governo.
Nessuno di noi, in questo momento, vuole mettere in discussione le capacità del dott. Cilea, ma forse proprio per gli impegni del dott. Cilea - poi mi spiegherò meglio - si capisce come ci sia una volontà politica e poi chiarirò di quale tipo. Ricordo che il dott. Cilea, Direttore generale di "Finaosta", carica che mantiene, era fino a 2 settimane fa Consigliere di amministrazione della "Casinò S.p.a.", Presidente del "CdA" di "Aosta Factor", Amministratore unico di "Finaosta iniziative S.r.l.", Amministratore unico di "Service Crédit Valdôtain" e Amministratore unico della "Servizi previdenziali S.p.a". Quando si dice "Amministratore unico", si dice che ci sono dei compiti più concentrati di quanto possano essere i compiti di un Presidente con delega. Per carità, pur confidando nella capacità di delegare e di vagliare le scelte di indirizzo, riteniamo che ci sia un sovraffollamento delle responsabilità che gravano in capo al nuovo Presidente di "Finaosta".
Abbiamo anche un'altra considerazione da fare. Le candidature di "Finaosta" io vorrei leggerne qualcuna, anzi le leggo tutte: Bonazzi Luigi, mi sembra che sia un nome noto nell'ambito delle persone che partecipano a cariche di tipo fiduciarie; Distilli Stefano, è un'altra persona che ha partecipato e partecipa ad incarichi di tipo fiduciario; Dupont Vittorio, è un altro nome noto nella politica e nell'amministrazione valdostana; Leonardi Andrea, Lévêque Massimo, Ravoino Ernesto, Viérin Dino,Vitali Sergio... mi sembra che nelle candidature che erano state messe a disposizione dell'Amministrazione regionale per poter competere al "CdA" di "Finaosta" ci fossero persone di capacità professionale indiscussa! Forse il problema era un altro: quello del gradimento politico, o meglio, più che il gradimento politico, quello della spartizione o lottizzazione politica.
Allora è evidente che nel momento in cui voi avete chiesto a un uomo di azienda com'è il dott. Cilea, avete mantenuto non il controllo politico, ma a piene mani il governo politico di "Finaosta". Questa è la verità: oggi "Finaosta" è controllata in maniera ancora più cogente di quanto non lo sia stato fino al recente passato, dove c'era una nomina, era una nomina politica, ma rispondeva a delle logiche di equilibrio politico. Oggi quelle logiche sono state congelate e la conclusione è che il partito di maggioranza relativa e in particolare gli Assessori che hanno deleghe in materia, hanno un diretto controllo su "Finaosta". Questo è un dato sul quale invito il neo Assessore La Torre a riflettere, perché lui ha fatto delle belle dichiarazioni che si sono fatte scrivere sui giornali di lunedì mattina, ma la politica di questa Giunta è il prosieguo della politica della Giunta precedente, ossia il controllo asfissiante della politica sull'economia. Questo ci porta a dire la nomina imposta perché è una nomina di servizio, lo ha fatto capire il dott. Cilea, del Direttore generale alla Presidenza di "Finaosta". Penso che ancor più chiara sia la mancata nomina, in quanto non obbligatoria perché rientra in un'altra logica legislativa, del Presidente di "CVA".
Caro neo Assessore La Torre, ero pronto a sottoscrivere quei principi, ma avremo modo di parlarne su un altro disegno di legge che andrà in aula in questa tornata consiliare, in sostanza qui non cambia nulla: la politica continua ad avere l'arrogante pretesa di governare l'economia e di governarla non con le leggi dell'economia, ma con le leggi e i tempi della politica, che sono l'esatto opposto delle esigenze della società e dell'economia. Ecco perché lei ha ereditato un Assessorato disastrato, un Assessorato che era in liquidazione, in cassa integrazione, ma questo è il frutto di quel tipo di gestione! Auspichiamo a livello politico che lei dia un segnale, ma per farlo dovrebbe iniziare a dare un segnale di esistenza politica, perché non basta fare dichiarazioni sui giornali, bisogna dare dei segnali politici nelle sedi politiche, che sono il Consiglio e la Giunta. A vedere gli atti di cui oggi discutiamo, non mi sembra che ci siano dei grossi segnali! Non so quale sia il peso che lei possa avere sulla nomina del Presidente di "CVA", ma "CVA" non può rimanere senza Presidente sulla giustificazione abbastanza puerile del Presidente Caveri che tanto c'è un "facente funzioni", anche perché le operazioni che coinvolgono "CVA" e "DEVAL" sono operazioni importanti dal punto di vista politico-finanziario, per richiedere quanto meno che "CVA" abbia il suo organico completo.
In conclusione esprimiamo insoddisfazione per la risposta che ci ha dato, Presidente Caveri, perché è una risposta che conferma tutte le nostre preoccupazioni su come, in questa Regione, ancora una volta, la politica mantenga un ruolo di invasione rispetto all'economia e su come' ancora una volta' i problemi di casa "Union" non siano risolti. Il fatto che non siano risolti ci lascia poca speranza rispetto alle scelte che non sono state fatte in questi due anni e mezzo, che qualcuno dovrebbe fare nei prossimi due anni e mezzo che ci separano dalla fine della legislatura.
