Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1816 del 8 marzo 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1816/XII - Validità del progetto di acquisizione del complesso aziendale del Grand Hôtel Billia. (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso:

- che la grave crisi del Casinò de la Vallée si sta ripercuotendo pesantemente sull'indotto del comprensorio e rischia di compromettere seriamente la continuità di molte attività, tra le quali quella del Grand Hôtel Billia di Saint-Vincent;

- che l'imprenditore del Grand Hôtel Billia sarebbe in procinto di avviare la procedura di licenziamento per una gran parte dei 130 dipendenti;

- che la Regione aveva manifestato l'intenzione, sin dal 2002, di acquisire "il complesso aziendale sopra menzionato che, oltre a presentare un interesse storico ed immobiliare di notevole rilievo, costituisce per la Casa da Gioco un elemento estremamente importante per l'esercizio della sua attività";

- che il 21 febbraio scorso si è tenuto l'ennesimo incontro tra i vertici dell'esecutivo regionale, i rappresentanti sindacali e della proprietà del Grand Hôtel Billia di Saint-Vincent;

- che nel programma della Giunta Caveri-bis si afferma genericamente di non volere "dimenticare la ricerca di soluzioni alla vicenda Billia";

tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

il Presidente della Regione e/o l'Assessore delegato per sapere:

1) quali elementi di novità sono emersi dall'incontro di cui in Premessa;

2) se il "nuovo" esecutivo regionale ritiene ancora di "estrema importanza" l'acquisizione del complesso aziendale del Grand Hôtel Billia manifestata dalla Giunta Viérin nel 2002;

3) se ritiene probabile la conclusione favorevole della trattativa di acquisizione del complesso aziendale e se è stato fissato un termine ultimo entro il quale definire l'accordo o meno: in caso affermativo quale;

4) qualora la trattativa non andasse a buon fine, quali soluzioni alternative propone.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Ringrazio il collega Tibaldi per la tempestività, che ci dà modo di rappresentare le attività che sono state peraltro indicate in premessa e la parte saliente delle premesse, che è poi riconducibile alle domande, è un incontro che ha organizzato la Presidenza della Regione il 21 febbraio, incontro che ha visto la partecipazione dell'Avvocato Tasco in rappresentanza della proprietà del "Grand Hôtel Billia" e un rappresentante della "Casinò" e di "Finaosta". Ovviamente questo incontro ha avuto un momento di confronto tra le parti e un momento di confronto allargato con i rappresentanti dei lavoratori e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Rispetto alla prima domanda: "quali elementi di novità sono emersi dall'incontro di cui in premessa", è stato rappresentato un doppio aspetto: il primo aspetto è una sostanziale non disponibilità da parte della proprietà di proseguire l'attività commerciale e l'attività industriale, che è un primo dato che aveva avuto dei fraintendimenti, perché, se fosse stato quello l'argomento, avremmo dovuto affrontarlo con un certo tipo di procedimento, ovvero costruire un impianto normativo al fine di poter sostenere la ristrutturazione e l'adeguamento di un complesso alberghiero a cinque stelle, ma non era quella l'intenzione della proprietà. Vi è stato quindi un primo momento di chiarezza, che aveva avuto dei malintesi precedentemente. Il secondo aspetto è che, rispetto alle proposte che sono state ampiamente divulgate e chiarite da parte dell'Amministrazione regionale nell'ambito della deliberazione assunta da parecchio tempo, i tre aspetti che posso così sintetizzare: l'aspetto economico, l'aspetto delle garanzie e il contenzioso, a seconda di quanto ha detto l'Avvocato, possono essere riconsiderati, fermo restando che l'accettazione della proposta fatta dalla Regione a quelle condizioni è non proponibile. La proprietà, rispetto a quella proposta formulata, dice: "se quella è la proposta, non l'accettiamo, riteniamo tuttavia che si possa fare un ulteriore approfondimento..." - c'è l'aspetto del prezzo, ma non era, se abbiamo capito bene, quello determinante -, "... ma, in termini di garanzie, ormai quello che paventavate voi, ovvero nullità, revocatorie, eccetera, passano gli anni, passa il tempo e, se non si verificano, diventano non più oggetto di criticità, perché negli anni, decorsi determinati assi temporali, diventano non più proponibili, sia la revocatoria, sia la nullità". La proposta della proprietà quindi è quella di verificare questo aspetto. In quanto ai contenziosi, formulano anche lì una proposta: "rispetto al contenzioso, essendo che la Regione ha avuto delle vittorie nei primi gradi di giudizio, non siamo noi che vogliamo far sì che la Regione rinunci alle sue vittorie, lasciate che il contenzioso prosegua il suo iter". In merito a questo argomento, la decisione, assunta in accordo con la Presidenza e con l'Avvocato della controparte, è di costituire un tavolo affinché si possa fare una verifica su questi aspetti.

Nella discussione è emersa una criticità, che poco ha a che fare con questa dialettica fra venditore e acquirente, che non è secondaria rispetto ai nostri interessi, ovvero il futuro dei dipendenti. In quella sede l'Avvocato Tasco, a nome della proprietà, aveva annunciato una serie di atti posti per la messa in mobilità o per delle procedure di esodi nei confronti dei dipendenti; cosa che l'Amministrazione regionale ha fortemente contestato, perché non è possibile avere una trattativa e d'altro canto utilizzare le "cose"... in sostanza, la posizione dell'Amministrazione regionale è stata quella di dire: "ripensate a questo tipo di procedura, perché "sì" al tavolo tecnico, "no" ai licenziamenti". L'interrogazione del collega ci permette di rappresentare un primo successo, l'Avvocato Tasco scrive il 2 marzo una lettera indirizzata al Presidente della Regione, al sottoscritto e al Presidente di "Finaosta":

"Egregi Signori, facendo seguito all'impegno assunto con voi in occasione della riunione del 21 febbraio, con riferimento a quanto accaduto ieri nell'incontro con l'amministrazione del "Grand Hôtel Billia" e le organizzazioni sindacali, vi comunico che sono riuscito ad ottenere dalla stessa amministrazione il differimento per un breve periodo dell'avviamento della procedura di mobilità di gran parte del personale dipendente. Tutto ciò per consentire, ove possibile, una rapida conclusione delle trattative di cui ci occupiamo in un clima più sereno".

Rispetto agli elementi nuovi, quindi è l'occasione per rappresentarvi qui...

Nella domanda: "se il "nuovo" Esecutivo regionale ritiene ancora di "estrema importanza" l'acquisizione del complesso aziendale del "Grand Hôtel Billia" manifestata dalla "Giunta Viérin" nel 2002", io credo che per carità le interrogazioni sono legittime, ma oggi non dire o dire che il complesso "Grand Hôtel Billia" non ha interesse per l'attività della casa da gioco sarebbe dire una fesseria, ma perdonatemi se giudico in tali termini una proposta di questo genere. È ovvio che l'interesse è un interesse relativo, non è un interesse assoluto, per cui se le proposte di acquisto sono formulate in modo assolutamente non sostenibile e non congruenti, l'interesse viene meno, ma non è che viene meno, viene meno il rapporto - citando la dizione della collega Squarzino - costi/benefici, nel senso che il beneficio di avere quell'area "scema", ma per le richieste che sono proibitive o troppo rischiose.

Terza domanda: "se ritiene probabile la conclusione favorevole della trattativa di acquisizione del complesso aziendale e se è stato fissato un termine ultimo entro il quale definire l'accordo o meno: in caso affermativo quale", diventa quasi "un terno al lotto" dire "ritiene", me lo auguro, lo spero. In quella sede abbiamo detto che l'approfondimento avrebbe dovuto concludersi nei mesi di marzo-aprile, nel senso che tale approfondimento ha uno spazio che è ridotto e limitato, dopodiché, se non vi sono le condizioni, questa cosa è conclusa.

Quarta domanda: "qualora la trattativa non andasse a buon fine, quali soluzioni alternative propone", vede questo piano B - per semplificare - è sicuramente un qualcosa che da tempo viene analizzato da coloro che gestiscono il Casinò, quindi, rispetto a questo, vi sono delle soluzioni per le manifestazioni che vedono l'utilizzo del Palais Saint-Vincent e, per quanto attiene l'ospitalità, vi è un sistema di ospitalità che non è del "Billia", ma è sicuramente competitivo: quello della rete alberghiera del comprensorio di Saint-Vincent.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - In 5 minuti sarà difficile argomentare in replica rispetto a quello che ha detto l'Assessore, anche perché l'argomento è corposo. Innanzitutto abbiamo fatto questa interrogazione tempestiva perché si riferisce a un incontro che era stato annunciato, di conseguenza volevamo capire le risultanze di tale incontro. Abbiamo appreso che vi è una sostanziale non disponibilità della proprietà a proseguire in questa attività economica ed è naturale, qualunque persona dotata di buon senso non proseguirebbe un'attività economica in tali condizioni. Penso che, se lei fosse al posto dell'imprenditore, forse avrebbe già preso decisioni più drastiche rispetto a quelle finora adottate. Preoccupa notevolmente quella che è una certa strategia del "ping pong" che portate avanti da diverso tempo come Giunta, giocate a "ping pong", ma in particolare giocate qui sul fatto che questo problema si sta dilatando nei tempi, dal 2002, da quel settembre 2002, quando la "Giunta Viérin" decise di acquisire il complesso. La "Giunta Louvin" addirittura ha rivisto il disciplinare, creando tutta una calendarizzazione diciottennale per venire incontro a delle trattative che sembravano definite - definite proprio alla vigilia del voto delle regionali, guarda caso -; la "Giunta Perrin" prima e la "Giunta Caveri" poi rimettono tutto nella "palude" dell'indefinito. Lei oggi conferma questa assenza di definizione, perché alla reazione composta e direi anche attenta nei confronti degli occupati, una proposta dotata di buon senso dell'imprenditore che dice: "differiamo i licenziamenti per un certo periodo", proposta che è parallela a un atto ministeriale del Ministero del "welfare", che è stato pubblicato qualche settimana fa sulla Gazzetta ufficiale e che prevede lo stanziamento di 1,1 milioni di euro per venire incontro al prevedibile ricorso agli ammortizzatori sociali, noto che la Regione prende atto che l'imprenditore intende ricorrere nei contenziosi, di conseguenza confida che Torino sia più benevolo che non Aosta, ma questa non è una novità, perché la giustizia aostana è molto severa nei confronti di ciò che succede qui e bisogna sempre confidare in Torino. Come reagisce la Giunta di fronte alla proposta dell'imprenditore di riconsiderare la questione, proposta in cui si dice: "siamo disponibili ad evitare il licenziamento collettivo... ad avviarlo immediatamente"? Mi sembra che ancora una volta la Giunta giochi in casa a "ping pong" con 130 spettatori, che sono i dipendenti, che attendono una risposta. La risposta non può essere solo politica, lo sappiamo, ma ve la state giocando fra di voi e qual è il piano B? Il piano B non ce lo avete, il piano B forse è quello che annunciò qualche tempo fa l'allora Assessore Caveri, che disse che conveniva acquistare dal fallimento. È questo il piano B: acquistare dall'eventuale fallimento? Se chiude il complesso aziendale, penso che il valore dell'immobile non sarà più oscillante fra i 58 della proposta regionale e i 76 dell'imprenditore. Forse la strategia è quella della miniera di Cogne, infiliamoci in un tunnel della miniera di Cogne, aspettate che crolli il tutto e forse da questo crollo totale si può sviluppare qualche interesse, forse più di carattere speculativo che non di reale continuità del "Grand Hôtel Billia"! Il problema è che in 4 anni che sono trascorsi si è passati dall'estrema importanza che aveva questa azienda all'interesse relativo. Lei oggi ha parlato di interesse relativo del "Grand Hôtel Billia", ha detto che non esistono termini, ha detto che la conclusione favorevole è un "terno al lotto", di fatto ha confermato l'assenza di idee, o perlomeno di volontà da parte vostra di addivenire a una conclusione di un qualche tipo. Il paradosso è che non avete neppure un piano B e non riusciamo a comprendere questo incontro del 21 febbraio quale significato abbia avuto, perlomeno possiamo intuirlo, ovvero quello di dare un contentino al personale che si ritiene dimenticato, un personale che si rivolge non solo a voi, ma a tutte le forze politiche che compongono questo consesso affinché tutti insieme li aiutiamo a trovare una soluzione. Assessore, non so se lei ha voluto fare un "excursus" di carattere demagogico da campagna elettorale, ma mi sembra che dalle sue risposte non si evinca ad oggi alcuna soluzione, anzi l'aggravante è che a una certa disponibilità dell'imprenditore corrisponde una sostanziale dilazione da parte vostra.