Oggetto del Consiglio n. 1812 del 8 marzo 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1812/XII - Prospettive di rilancio dello stabilimento Tecdis di Châtillon. (Interrogazioni)
Interrogazione
Premesso:
- che il Ministero delle Attività Produttive ha provveduto alla nomina del Presidente del Comitato di sorveglianza nell'ambito della procedura che prevede l'assegnazione al migliore offerente della Tecdis di Châtillon, da luglio dello scorso anno in amministrazione controllata;
- che l'assegnazione dell'azienda a un nuovo imprenditore dovrebbe essere in dirittura d'arrivo;
- che il Presidente della Regione ha avuto, nella giornata odierna, un incontro con il presidente della Nakan, una delle società candidate al subentro aziendale;
- che c'è un'ampia e preoccupata attesa per il rilancio dello stabilimento di Châtillon;
ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Presidente della Regione e/o l'Assessore delegato per sapere:
1) quali prospettive di rilancio e di riassorbimento occupazionale offre il candidato giapponese;
2) se ha notizia di altri imprenditori eventualmente interessati all'asta pubblica: in caso affermativo, chi sono e quali sono le loro proposte;
3) quali sono i tempi previsti per l'assegnazione di Tecdis al nuovo imprenditore;
4) a quanto ammontano i crediti vantati da Finaosta e da Aosta Factor nei confronti di Tecdis e chi se ne accollerà il pagamento.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Interrogazione
Ricordato che sono stati necessari uno sciopero ed una manifestazione allo svincolo autostradale di Châtillon dei dipendenti Tecdis/Tectel, il 23/1/06, e un intervento del Presidente della Regione per ottenere la nomina del Presidente del Comitato di Sorveglianza;
Ricordato che da mesi la maggioranza dei 270 lavoratori del gruppo Tecdis è in Cassa integrazione guadagni;
Ricordato che da tempo esiste un'azienda giapponese la NAKAN, produttrice di cristalli liquidi, interessata all'acquisto dello stabilimento di Châtillon;
Visto che è ora possibile avviare la procedura di messa all'asta dell'azienda;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Presidente della Regione e l'Assessore competente per sapere:
1) se è a conoscenza del piano industriale che la NAKAN doveva predisporre e quanti dipendenti sarebbero assunti;
2) se esistono altri acquirenti interessati all'asta;
3) se è confermato che l'asta sarà indetta per il periodo fissato (metà aprile) oppure se i tempi saranno più lunghi;
4) a quanto ammontano gli impegni finanziari di FINAOSTA o collegate nei confronti della proprietà Tecdis/Tectel.
F.to: Bortot - Squarzino Secondina - Venturella
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Ringrazio i Consiglieri interroganti perché mi permettono con questa interpellanza di entrare nel pieno del mio ruolo e del mio primo intervento. È evidente che non mi sono dimenticato di come guardavo i problemi quando ero seduto dall'altra parte, quindi con la stessa attenzione, con lo stesso metodo cerco oggi di rispondervi dando il peso che davo alle cose quando ero all'opposizione. Per questo ho cercato di articolare la risposta non tanto sulle singole domande, che poi, se volete, possiamo affrontare, ma su una risposta più complessiva che conglobi le legittime interrogazioni che si stanno portando avanti su un argomento delicato riguardante tante persone, che quindi richiede molta chiarezza. Bisogna premettere che ci sono tre aspetti su cui possiamo analizzare questa questione. Il primo attiene alla volontà e su questo c'è da spendere poche parole, perché la volontà di soluzione di tale problema è comune. Non è che perché uno è all'opposizione e l'altro è in maggioranza ha una volontà diversa su un argomento del genere; c'è la volontà - è qualcosa su cui tutti possiamo convenire - di risolvere questo problema. Dobbiamo andare allora sulle cose più concrete, che forse possono "dare gambe" a tale volontà. Ci dobbiamo dire subito che non si può prescindere in una situazione di questo tipo dalle procedure. Vi sono delle procedure che sono dei "binari" su cui dobbiamo viaggiare. In merito a queste procedure mi sono fatto carico di incontrare l'Avvocato Cassinelli, che è la persona che se ne sta occupando, e ho cercato di farmi spiegare con molta chiarezza gli ambiti di procedura su cui ci possiamo muovere e da cui non possiamo discostarci. La procedura si può riassumere in questi termini. La fase di cessione dei complessi aziendali potrà avere inizio solo dopo l'approvazione da parte del Ministero delle attività produttive del programma del Commissario straordinario, ad oggi l'approvazione formale non è ancora stata espressa. Solo successivamente i soggetti interessati - le aziende che potrebbero avere interesse - saranno invitati a manifestare interesse per l'acquisizione dei complessi aziendali, quindi presenteranno il loro piano industriale. Nessuno può al momento essere edotto sui piani industriali che verranno presentati nel prossimo futuro.
Questo cosa vuol dire? Che la procedura deve essere rispettata. Intanto do atto all'Avvocato Cassinelli di essere una persona che si sta impegnando. Sono andato anche un po' prevenuto, lo dico, pensando di trovare la persona nominata dal Ministero che svolgesse un ruolo di dovere, invece no: ho trovato una persona che si sta impegnando e sta operando seriamente per portare delle soluzioni, però è una persona molto chiara sulle procedure. Allora, definito che le procedure sono queste, dobbiamo dirci che in base ai tempi presumibili per arrivare all'approvazione formale... si potrà arrivare non come si pensava prima ad aprile, ma verso maggio; questo è quello che mi ha detto l'Avvocato Cassinelli.
Fatta questa chiarezza, si entra nella terza fase: quella delle opportunità esistenti. La "Nakan" è un'opportunità, ma che non può prescindere da tali procedure, quindi da un appalto che dovrà essere fatto rispettando queste regole. Fortunatamente ci sono anche altri che cominciano a manifestare un interesse per questa azienda. Nelle domande si chiedeva, parlando della "Nakan", cosa questa azienda ipotizza, pur restando nell'ambito che comunque ci deve essere un appalto. La "Nakan" pone quasi tale ipotesi di poter creare una sorta di concorrenza alle stesse produzioni a livello cinese; questo a me lascia una certa perplessità, perché che uno mi venga a dire che vuol fare la concorrenza alla Cina partendo da Châtillon... magari si potesse fare! Farò di tutto però per facilitare ... e devo dare atto al Presidente che ha già agito in questo senso, io non c'ero, sono qui da poco... anche nei confronti della "Nakan" c'è stata una disponibilità totale per creare i presupposti e mettere in condizione di partecipare nelle migliori opportunità all'acquisizione dello stabilimento. Nei loro progetti sono previste due fasi, in cui indicavano il recupero di 150 dipendenti il primo anno e di circa 300 persone in una seconda fase. Sono numeri però e i numeri si lasciano dire e sappiamo che, quando le persone si presentano, cercano sempre di presentarsi con la faccia più bella, ma io sono curioso di vedere, quando le procedure saranno definite, in concretezza quello che c'è, perché non ci dobbiamo dimenticare che dobbiamo dare delle certezze ai lavoratori. Non possiamo più permetterci di dare delle informazioni sbagliate, perché qui ci sono persone che devono programmare il loro futuro, devono programmare quello che faranno non fra 6 mesi, ma forse nei prossimi 20 anni, quindi ritengo doveroso da parte mia dare delle risposte quando ho la certezza delle risposte che do, altrimenti vi dico le cose che so, che è un fatto diverso.
Secondo me, stiamo procedendo in un percorso che mi farò cura di seguire per tenervi informati, però c'è qualche altra buona notizia. Vi è la possibilità di acquisire qualche commessa, perché lo stabilimento è ai minimi termini e questo lo rende anche meno appetibile; abbiamo del personale, che è la ricchezza di quello stabilimento per la sua formazione e per il suo modo di lavorare, che non deve essere disperso e sappiamo che, se le persone non lavorano, perdono anche di professionalità. Ritengo allora che il tentativo debba essere ancora, mentre si portano avanti queste procedure, di continuare a lavorare. Secondo me c'è la possibilità di acquisire qualche commessa e ritengo sia necessario perseguire anche questa strada ed opererò in tal senso per cercare di portare delle commesse che diano del lavoro a quello stabilimento. Certo non saranno delle commesse strategiche, ma spero siano commesse reali, non di fantasia e su questo vi informerò non appena con il Dott. Cassinelli riusciremo ad impostare una linea di azione di questo tipo.
Mi era stato chiesto quali fossero i reali crediti che erano in gioco. Non ho alcun problema a darvi i numeri esatti. I crediti di "Finaosta" ammontano a 3 milioni di euro, quelli di "Aosta Factor" a 4.155.667,21 euro e quelli di "CVA" a 563.855 euro. Chiaramente il pagamento dei suddetti crediti rientra in quelle famose procedure che vi ho segnalato. Altra cosa importante: era già fissato un incontro del Comitato di sorveglianza a Roma nella giornata del 9 marzo, questo ve lo dico concludendo la mia risposta per far capire che siamo realmente sulla questione, cioè la questione è seguita. All'incontro di domani parteciperemo e cercheremo di seguire la linea che vi ho enunciato. Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Diciamo subito che l'esordio dell'Assessore La Torre è apprezzabile sotto il profilo filosofico, è stato "condito" di buone parole e pensiamo anche di buone intenzioni. Le risposte sono state forse un po' più vaghe rispetto a dei quesiti che erano puntuali e chiedevano delle affermazioni o smentite su fatti recenti. Vede, Assessore, lei ci ha comunicato adesso dei dati importanti alquanto preoccupanti, ovvero i debiti che questa azienda ha riversato sul sistema regionale; oltre a tali dati, c'è la preoccupazione diffusa e ancora più grave di 270 persone che attendono di sapere quale sarà il futuro dello stabilimento, un futuro che è invischiato in procedure che conosciamo. La nostra interpellanza prende spunto da tale vischiosità di procedure, che ha avuto alterne vicende in queste ultime settimane. Ricordo che il Presidente Caveri, con una certa enfasi e con una punta di veleno, ha subito additato delle responsabilità nei confronti del Ministero delle attività produttive, chiedendo celerità, proprio lui... quando a pochi chilometri di distanza da "Tecdis" giace il "Grand Hôtel Billia", di cui parleremo dopo, dove la celerità regionale è una nota dolente. A parte questo, il Presidente Caveri ha fatto "vetrina", prima criticando quando gli operai protestavano bloccando l'autostrada la situazione di stallo che c'era in "Tecdis", poi ha incontrato in seconda fase i dirigenti e il titolare di "Nakan", questo supposto soggetto giapponese, che dovrebbe insediarsi al posto dell'azienda di Morezzi.
Come lei avrà notato, abbiamo posto alcune domande precise per sapere quali prospettive di rilancio e di riassorbimento occupazionale offre il candidato giapponese. È vero che c'è una procedura che è in corso d'opera, che ha dei passaggi che sono obbligatori e legalmente previsti, ma se il Presidente della Regione e l'allora Assessore Ferraris hanno incontrato il titolare di "Nakan", penso sia doveroso da parte sua, Assessore La Torre, dire cosa è emerso da questo incontro. È vero che siamo in fase ufficiosa, ma ci dica se le prospettive offerte da "Nakan" sono allettanti, se i 270 dipendenti che lavoravano in Châtillon possono aspettarsi un futuro dal rilancio previsto da questo imprenditore, altrimenti non ha senso fare conferenze stampa per dire: "abbiamo incontrato un imprenditore" e poi in quest'aula, che è il luogo del confronto politico e delle soluzioni amministrative, non ci viene detto niente. La prima domanda quindi rimane inevasa, perché non sappiamo quali sono le prospettive di rilancio e di riassorbimento occupazionale che offre il titolare di "Nakan". Ci risulta che vi siano altri candidati potenzialmente interessati, peraltro il Presidente Caveri ne fece cenno anche in una Conferenza di Capigruppo; allora sarebbe dovere dell'Assessore che ha oggi la guida di tale comparto di farci sapere chi sono e cosa propongono. Anche su questa domanda è stato mancato l'obiettivo, non dico da parte sua, Assessore, perché lei è all'esordio, ma la invitiamo a soffermarsi su tali punti perché lei eredita una situazione pregressa particolarmente difficile sulla quale noi continuiamo a chiedere delle risposte. Se prima non ci sono state, non è giustificato che continuino a non esserci.
Infine la procedura che fa capo al Ministero. Sappiamo anche noi che domani ci sarà una riunione, poi il Ministero dovrà approvare il programma del Commissario straordinario. Le chiediamo questa cortesia, Assessore: se vuole veramente assumere con forza e responsabilità il governo di tale situazione difficile, prima di fare annunci come sono stati fatti un mese fa dal Presidente, cercate veramente di darci delle risposte concrete, perché oggi a due domande precise - che saremo costretti a riproporre - non abbiamo avuto alcuna indicazione. Non sappiamo se "Nakan" è il soggetto idoneo a gestire "Tecdis", non è venuto da parte vostra neppure un commento, una valutazione. Lo avete incontrato, ma cosa è emerso da questo incontro? Chiedo che anche da un punto di vista procedurale interno del Consiglio ai quesiti venga dare risposta. È apprezzabile quindi il suo intervento di dialogo e di cordialità e non le rifiutiamo né l'uno, né l'altra, però che vi siano le risposte alle domande poste durante l'interrogazione.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Non ripeto le cose del collega Tibaldi, non me la prendo più di tanto con il nuovo Assessore, mi sembra però che complessivamente vi sia una sottovalutazione della crisi strutturale e industriale che attraversa la nostra Regione e non solo. Entro nel merito. Mi risulta che la "Nakan" abbia sollecitato tempi brevi per potersi insediare nello stabilimento di Châtillon, sono preoccupatissimo della parola "procedure", cioè qui c'è la forma che passa avanti alla sostanza. Non voglio parlare di "dossier" inviati nei posti sbagliati a Roma e la perdita di alcuni mesi per una questione che è stata sottovalutata ma, dal punto di vista procedurale, la mia esperienza mi insegna che, se c'è la volontà politica, le procedure si abbreviano. D'accordissimo sulla buona volontà del Dott. Cassinelli, ma qui siamo di fronte alla crisi dello stabilimento, alla perdita di salario dei lavoratori, al fatto che devono rischiare denunce per attirare la nostra attenzione e del Governo, dovendosi mobilitare e manifestare su uno svincolo autostradale, perché siamo a questo punto! La gravità della situazione non è il fatto che gli operai fanno una manifestazione sull'autostrada - ci siamo andati anche Ugo ed io -, perché ci sono politiche industriali che devono essere sollecitate, ma è il fatto che c'è una sottovalutazione del Governo regionale della gravità e dei tempi che richiedono le aziende per installarsi! Perché qui in tempo reale, con basse tecnologie, i tempi sono fondamentali. È stata citata la Cina, ovviamente si potrebbe dire che sarebbe importante, invece di esportare solo capitale e andare ad investire all'estero, cominciare a darsi da fare ed esportare diritti dei lavoratori nei Paesi dove ci si va ad installare e quindi subire una concorrenza di un certo tipo.
È anche vero, qui entro nel merito, che c'è una crisi strutturale del comparto industriale della nostra Regione e non solo, che è del tutto sottovalutata, cioè fino a 20 anni fa si recuperava competitività, mercati, con la svalutazione della lira e l'abbassamento del costo del lavoro. Con l'euro non si può più svalutare, quindi da anni si lavora sulla riduzione del costo del lavoro, quindi la riduzione dei diritti dei lavoratori e l'annullamento di un secolo e mezzo di lotte e di sacrifici di diritti. Su questa strada non si va da nessuna parte! Allora d'accordo la "Nakan", d'accordo approfondire, però il nostro gruppo è disponibile con lei ad andare dappertutto dove è necessario per far sì che le procedure siano accelerate. C'è la possibilità, non mi si venga a dire il contrario, e questa è la prima cosa per il fatto contingente. Vi è poi la crisi strutturale, allora la crisi strutturale presuppone di mettere in campo energie, professionalità, capacità che non ho sentito nominare né oggi, né negli interventi precedenti. Se escludiamo la "Cogne", non c'è un'azienda e lo dimostrano i dati che ci ha fornito di indebitamento dell'azienda nei confronti di "CVA" e "Finaosta" che non sia in crisi. Il problema allora non è trascinare delle "agonie", ma strutturalmente occorre ragionare a lunga scadenza, e mi spiego. Questo è "Il Sole 24ore" di oggi: "Apre un parco tecnologico alle nostre porte", addirittura è nato intorno al Monte Bianco e non so se noi come Regione ci siamo dentro. Non mi vedo la Regione fare ricerca sul comparto dell'informatica da sola, occorrono delle sinergie da mettere assieme ad altre Regioni e ad altri imprenditori. La proposta è che si "metta mano" o si crei un gruppo di lavoro, e se non basta, la IV Commissione che interagisca anche a media e lunga scadenza, ma che ci porti fuori dal continuare a fare gli accattoni sul mercato degli industriali e dei padroni, per raccattare qualcuno che ci venga a fare un po' di elemosina affinché si crei qualche posto di lavoro! Sarebbe ora di dimostrare come potremmo essere a livello istituzionale, a livello europeo e interregionale, e le capacità che abbiamo a creare delle strutture che ci diano prospettive, anche se queste richiedono tempi medio-lunghi.
