Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1811 del 8 marzo 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1811/XII - Modifiche nell'organizzazione del Reparto di Geriatria. (Interrogazione)

Interrogazione

Preso atto che dallo scorso anno una parte dei letti della Geriatria è stata spostata dal Beauregard all'ex-Mauriziano e che probabilmente tale spostamento ha richiesto una modifica dell'organizzazione del reparto rimasto al Beauregard;

Avuto modo di raccogliere critiche da parte di familiari che avevano un loro congiunto ricoverato nel reparto di geriatria rimasto al Beauregard, circa l'assistenza che a loro dire sarebbe stata insoddisfacente;

Considerato che per le caratteristiche degli utenti, molte volte soli e non autosufficienti, il reparto di geriatria richiede numero di personale e tipologia di organizzazione che rendano possibile, nella concreta routine quotidiana, adottare tempi e modalità di lavoro che pongano particolare attenzione alla persona e alla relazione col paziente;

Tenuto conto che in questo tipo di lavoro è sempre possibile che si registrino fenomeni di burn out nella categoria del personale;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interroga

l'Assessore competente per sapere:

1) quali sono i motivi per cui si è spostato parte del reparto di geriatria dal Beauregard all'Ex- Mauriziano e quale valutazione si dà di tale operazione, dopo i primi mesi di sperimentazione;

2) se tale operazione ha comportato uno spostamento di personale e dove questo è stato utilizzato;

3) quanto personale è rimasto presso la geriatria del Beauregard e se sia in numero sufficiente per garantire un'assistenza adeguata alle esigenze del paziente;

4) se sono pervenute alla Direzione segnalazioni circa disservizi nei confronti degli utenti o dissapori tra gli operatori e se sono state predisposte indagini conoscitive circa il grado di soddisfazione degli utenti e il clima aziendale lavorativo nel reparto rimasto al Beauregard.

F.to: Squarzino Secondina

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.

Fosson (UV) - Perché abbiamo deciso di spostare una parte della Geriatria dal Beauregard alla sede ospedaliera di viale Ginevra? Per un'esigenza prioritaria: rispondere meglio alle patologie degli anziani, il desiderio di rispondere in modo più appropriato, più tecnologicamente valido a quelle che non sono solo delle malattie croniche. Spesso l'anziano veniva inserito in un programma meno "aggressivo" in quanto anziano, in quanto malato cronico, invece l'anziano ha anche delle malattie acute e come tali devono essere affrontate con tutte le nostre possibilità tecnologiche. Ad esempio, l'ictus veniva differenziato nel trattamento per cui chi era al di sopra dei 65 anni veniva ricoverato in Geriatria del Beauregard e chi era al di sotto dei 65 anni veniva ricoverato in Neurologia, ora questo non è più un percorso corretto anche alla luce dei nuovi dati acquisiti (non sono da poco) circa 400 ictus ogni anno in Valle d'Aosta! Ecco perché una parte del Reparto di Geriatria - e si ricorda che la Geriatria al Beauregard era già divisa in due settori, quella per acuti, è stata portata in viale Ginevra, per una vicinanza ai reparti di Medicina, per una vicinanza al Pronto soccorso, ma soprattutto per poter accedere a quelle tecnologie che sono previste per gli altri malati, come la radiologia interventistica, la possibilità di disostruire delle carotidi anche con angioplastica, eccetera, la possibilità di ripetere una TAC cosa che al Beauregard avveniva con grande difficoltà, perché i malati con una patologia acuta, i malati con difficoltà a mobilizzarsi venivano spostati dal Beauregard in viale Ginevra, dove è presente una tecnologia più efficiente. Non solo, la possibilità del geriatra di confrontarsi in ogni momento con il neurologo o con la medicina di emergenza ha fatto prevedere come uno spostamento del genere potesse arrecare beneficio alle patologie acute degli anziani.

Il problema centrale quindi è quello del malato che, anche se in età avanzata, ha diritto ad una terapia uguale agli altri. Questo ha portato dei notevoli vantaggi organizzativi: non più quegli spostamenti che su questi malati erano gravosi, e i dati lo confermano perché quando c'è un procedimento razionale e condiviso con tutti gli operatori, i dati vengono... Stiamo paragonando il 2004 con il 2005: nel 2005 la parte della geriatria per acuti si è spostata in viale Ginevra, quindi confrontiamo dei dati di periodi non sovrapponibili completamente per durata, però questi 2 periodi ci dicono già che la degenza media è scesa da 23,3 giornate nel 2004 a 19,41 nel 2005. I malati trattati in modo acuto, in patologia geriatrica acuta, quindi guariscono prima. La percentuale di utilizzo dei posti letto è scesa dal 97% al 94%... che riferisce anche un indice di rotazione che è salito da 13,01 a 15,35. La percentuale di giornate "outliner", che è conosciuto cosa voglia dire, è scesa dal 21% al 19,42%. Gli anziani ricoverati in questo reparto per acuti quindi guariscono prima, in conseguenza di quello che ho detto anche le dimissioni sono più rapide, il "turnover" è più alto e soprattutto i "DRG" ad alto rischio di inappropriatezza sono passati da 5 a 4. Una riorganizzazione che è partita da un'esigenza ben precisa: quella di dare un'assistenza migliore a questi anziani, e che ha prodotto, in pochi mesi, dati molto positivi. A questo si aggiunga che, dal punto di vista organizzativo, il posto che era occupato da una parte della Geriatria al Beauregard è stato occupato dall'Oculistica, che può accedere alle sale operatorie del Beauregard che erano sottoutilizzate: l'Oculistica che aveva lunghe liste di attesa può accedere facilmente a queste sale, anche perché la maggior parte degli interventi oculistici sono in anestesia e quindi una grande disponibilità di sale al Beauregard favorisce questo. Una riorganizzazione, penso, nata da un'esigenza ben precisa che sta già dando i frutti.

Il personale. È chiaro che questa riorganizzazione ha comportato degli spostamenti e una ridistribuzione del personale. La Geriatria è uno dei reparti più faticosi, per cui bisogna valutare anche che il personale che ruota in Geriatria è un personale che, rispetto ad altri reparti, ha un peso di lavoro proporzionalmente più gravoso, però gli organici sono ridondanti, cioè la Geriatria per acuti ha 13,3 infermieri, 8,7 operatori di supporto, cioè 22 operatori per 16 posti letto non sempre occupati; la riabilitazione del Beauregard ha 15,7 infermieri e 12 operatori di supporto per un totale di 29 operatori. A questi due organici si deve aggiungere un organico che è condiviso fra i due reparti, che prevede 5 fisioterapisti, 2 logopedisti e 1 educatore professionale. Quando si parla di operatori dell'assistenza, infermieri, bisogna far riferimento all'unico "standard" che abbiamo: quello del 1988 del Ministro Donat Cattin, che non tiene conto delle nuove figure come gli "OSS" (operatori socio-sanitari), oppure fare riferimento alla media nazionale e da queste medie viene fuori che non solo nel Reparto di Geriatria, ma in tutti i reparti del nostro Ospedale, la media di operatori utilizzati è superiore agli altri ospedali italiani. Risulta infatti che presso la Geriatria tale rapporto sia 0,85 in più rispetto alla media nazionale e addirittura nella lungodegenza del Beauregard sale a 1,03, cioè i rapporti fra personale e malati è più favorevole da noi rispetto alle medie nazionali. I medici, quando si verifica questo fatto, e cioè che attraverso una riorganizzazione i malati guariscono prima, che possono confrontarsi con tutti gli altri operatori, che possono utilizzare tutte le tecnologie, sicuramente non possono che essere soddisfatti che il loro lavoro sia più efficiente e produca maggiormente salute.

Sull'ultima domanda, se ci sono delle lamentele. Mi permetto di dire che queste domande sono sempre molto generiche, perché, se c'è qualche fatto concreto, bisogna presentarlo nella sua concretezza, altrimenti è chiaro che bisogna rispondere sempre in modo generico a delle domande generiche. È noto che esiste un Ufficio Relazioni con il Pubblico nell'azienda sanitaria, nel 2005 sono stati presentati 2 esposti su mal servizi documentati, prima che avvenisse questo spostamento, dopo non sono state più presentate delle relazioni in merito. Devo dire, per onestà, che alcuni familiari erano venuti a documentarmi alcuni disservizi e che sono andato a verificare diverse volte al Beauregard. Questi disservizi erano collegati al fatto che una fisioterapista era in gravidanza e al fatto che gli "OSS" si sono diplomati nel mese di novembre e sono stati assunti a gennaio 2006 e che 2 unità sono state assegnate al Beauregard lungodegenza. È partita comunque in questi mesi una nuova indagine sul grado di soddisfazione degli utenti nei confronti dei servizi erogati dall'azienda che si chiama "customer's satisfaction"; questa volta tale indagine verrà dedicata a reparti ospedalieri di degenza e quindi anche al Beauregard.

Termino citando quello che ha detto il Presidente Caveri ieri in un'assemblea di anziani a Saint-Vincent, dicendo come il percorso dell'anziano malato in Valle d'Aosta sia una "perla" di questa Amministrazione. A tale definizione si aggiunge non solo tale organizzazione, ma anche l'apertura delle nuove RSA che ha modificato in meglio tutto questo tragitto. Sicuramente è una "perla", si può sempre fare di più, ma quello che c'è è già molto e oltre a questo l'aver riorganizzato in questo modo tale tipo di assistenza, come dimostrano i dati, sta dando dei buoni risultati.

Si dà atto che dalle ore 10,56 presiede il Vicepresidente Lanièce.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per i dati che ha fornito, prendiamo atto che questa riorganizzazione sta dando risultati positivi e ne siamo contenti.

Vorrei affrontare due argomenti importanti: il primo riguarda il personale. Lei, rispetto al personale, mi ha dato delle indicazioni molto generiche, quando ho chiesto quanto personale presta servizio mi ha detto il numero degli operatori dicendo anche che, a suo avviso, questi sono tali e tanti da garantire un'assistenza adeguata al paziente, aggiungendo...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... non ho finito, Signor Assessore. Dicevo, seguono alcuni "standard" che lei ha ricordato, ma c'è un elemento che lei ha messo in luce, giustamente, quando dice che è il reparto più faticoso che ci sia, un reparto in cui il lavoro è molto gravoso. La domanda allora che pongo anche adesso è se non si possa fare nulla per aiutare il lavoro di questo personale. Ho parlato di "burn out", perché ci sono molti sintomi di questa situazione di disagio, lei stesso lo ha riconosciuto. Il personale ha difficoltà a svolgere tale lavoro, probabilmente bisognerebbe pensare a qualche attività di formazione, magari di rotazione del personale per alleggerirne la fatica.

Il secondo argomento riguarda le qualità dell'assistenza. Lei dice che le lamentele non arrivano all'Ufficio delle relazioni con il pubblico ed è vero perché preferiscono andare direttamente dall'Assessore per informare sulle cose che non vanno. C'è da dire che molte persone hanno delle osservazioni da fare, ma non vanno né dall'Assessore, né all'Ufficio relazioni con il pubblico e non si lamentano più di tanto, perché i pazienti dicono ai familiari: "mi raccomando, non andare, perché dopo mi trattano male, dopo le cose peggiorano". Questo è vero e, se vuole, Assessore, le porterò - certamente non qui in aula - nomi e cognomi di tali persone. Vi sono quindi delle difficoltà per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro, tanto che lei sa bene che in questo tipo di reparto - sia quello per acuti, sia quello per lungodegenti - senza i familiari il paziente ha difficoltà ad essere guardato, assistito come dovrebbe essere. Di questo dobbiamo prendere atto. Allora o prendiamo atto che comunque l'organizzazione del lavoro è tale da costringere i familiari ad essere sempre presenti, oppure si può prevedere un'organizzazione del lavoro leggermente diversa, che dia più respiro e soddisfazione al personale. L'Assessore ha detto che è intenzione di fare un'indagine sul grado di soddisfazione; sarebbe interessante verificare non solo la soddisfazione degli utenti, ma anche il clima aziendale fra gli operatori, perché questo dà il senso del servizio reale che viene dato e di una modalità di lavoro soddisfacente per tutti: pazienti ed operatori.