Oggetto del Consiglio n. 1793 del 22 febbraio 2006 - Resoconto
OBJET N° 1793/XII - Prise d'acte de la démission du Président de la Région et de la déchéance du Gouvernement.
Président - Comme vous le savez, par sa lettre du 17 février 2006, réf. n° 2517/GAB, le Président Caveri m'a remis sa démission avec cette lettre, dont je vous donne lecture:
"Cher Ego, pour avoir des certitudes et pour avancer d'un pas il est parfois utile de faire un pas en arrière. J'estime nécessaire, par conséquent, de donner ma démission et celle du Gouvernement que j'ai l'honneur de présider. En ce moment particulier je veux remercier tous ceux qui m'ont permis de vivre cette expérience politique et humaine: les membres du Gouvernement régional, les forces politiques et les collègues de la majorité. Je souhaite sincèrement qu'on trouve, en des temps rapides, de nouvelles et différentes conditions qui permettent le développement régulier de la législature d'ici à 2008, dans l'intérêt unique et majeur de la communauté valdôtaine. Avec mes remerciements pour la collaboration que vous-même et le Conseil de la Vallée n'avez jamais manqué d'assurer, veillez agréer, M. le Président, les sentiments de ma meilleure considération. Avec amitié, le Président Luciano Caveri".
La discussion générale est ouverte sur ce point. Il me paraît judicieux d'accorder 30 minutes pour chaque Conseiller, si les collègues partagent cette décision... il me paraît qu'elle soit acceptée.
La parole au Conseiller Nicco.
Nicco (GV-DS-PSE) - Onorevole Caveri, avremmo voluto votarla come Presidente della Regione l'8 luglio 2003! Le elezioni, pur con il sistema elettorale attuale, avevano dato delle indicazioni chiare per un Governo stabile: "Union Valdôtaine","DS-Gauche Valdôtaine": era il Governo uscente dopo varie fibrillazioni dovute ad altri. "Union Valdôtaine" e "Gauche" erano state premiate dalle urne, l'"Union" con la maggioranza assoluta: più chiaro di così il messaggio degli elettori non poteva essere!
I Valdostani si aspettavano un Governo imperniato su queste 2 forze che durasse per l'intera legislatura e i Valdostani nelle urne avevano anche detto altrettanto chiaramente che a guidare questo Governo avrebbe dovuto essere lei, Onorevole Caveri! Gli elettori, con le 7.313 preferenze attribuitele, avevano dato questa precisa, univoca indicazione, ma nell'"Union" qualcuno decise allora - lei ben sa chi - che lei non doveva essere Presidente e forse nemmeno Assessore! E ciò per ragioni che nulla avevano a che fare con i programmi, con la prospettiva politica, con i problemi reali della Valle d'Aosta... nulla, assolutamente nulla! Questioni di equilibri interni all'"Union", si disse, nient'altro e a quegli equilibri tutto venne subordinato: Caveri non doveva essere Presidente, mai!
Chiedeste allora a Carlo Perrin di sobbarcarsi l'onere di ricercare un equilibrio impossibile e da lì, sin da allora, si imboccò una strada tortuosa, foriera di una crisi sempre latente. Carlo Perrin si è trovato ad operare in una situazione mai tranquilla, mai serena, a doversi guardare forse più da chi gli sedeva a fianco che dall'opposizione. Le riunioni di maggioranza hanno avuto a volte andamenti vagamente kafkiani: situazione assai poco invidiabile; sedia, quella del Presidente, scomoda assai, sulla quale non so quanti fra noi avrebbero resistito per 2 anni! Perrin, con senso di responsabilità, di forte responsabilità verso la comunità valdostana, non essendo certo stato lui a sollecitare alcuno ad affidargli quella funzione per suo lustro personale, Perrin, nell'intento di "non far incagliare la nave sugli scogli", ha cercato di guidare al meglio quel vascello in quei 2 anni e credo che in quelle condizioni di mare agitato abbia fatto tutto ciò che era umanamente possibile fare, dando fondo a tutte le sue doti di pazienza, di calma, di sopportazione ancestrale, di pacatezza e di perseveranza, quando l'impulso istintivo era probabilmente tutt'altro! E lo fece con grande rispetto delle persone e senso delle istituzioni, che - voglio sottolinearlo - è merce sempre più rara. Ma dopo 2 anni, Perrin non andava più bene, nuovi equilibri erano stati - o si riteneva che fossero stati - trovati e Perrin era di ingombro!
Così quegli stessi che le avevano impedito di diventare Presidente, Onorevole Caveri, nel luglio 2003, la proposero come Presidente nel luglio 2005, con la differenza che non era più per volontà diretta ed immediata del popolo, ma in virtù di questi cosiddetti "nuovi equilibri"! Abbiamo assistito allora con qualche seria preoccupazione a questo non esaltante passaggio, ma essendo questioni tutte interne all'"Union", che non modificavano il piano politico programmatico, le abbiamo dato il nostro voto convinto, e glielo abbiamo dato nella convinzione che finalmente ci sarebbero state le tanto auspicate "stabilità" e "governabilità". Ed oggi, a pochi mesi di distanza, siamo invece qui, testimoni di quello che credo sia un record assoluto, da "guinness dei primati": un partito che, pur avendo la maggioranza in Consiglio e una Giunta quasi monocolore, in 3 anni riesce a fare 3 diversi governi! Non riusciva a tanto neppure la DC negli anni della peggiore instabilità dei Governi nazionali!
Noi auguriamo, a lei e al suo nuovo Governo che oggi verrà eletto, di aver trovato finalmente con questa nuova alleanza quella governabilità che, fin qui, è mancata. Se il problema era la presenza della "Gauche Valdôtaine-DS", avete fatto bene a cacciarli; ma lei, Onorevole Caveri, è persona troppo intelligente e politicamente avveduta per non sapere che così non è, che i problemi sono di tutt'altra natura e che non si risolvono sostituendo Piero Ferraris con Leonardo La Torre quale Assessore alle attività produttive!
Apro una parentesi, per augurare a quello che sarà probabilmente il nuovo Assessore di poter fare di più e meglio di quanto è stato fatto, in un settore particolarmente delicato che tocca direttamente l'esistenza di una parte ancora importante della nostra comunità. Crediamo che Piero Ferraris e, prima di lui, Demetrio Mafrica, abbiano in realtà svolto il proprio compito con competenza e con impegno, in una situazione generale tutt'altro che favorevole, con politiche e con iniziative fra l'altro sempre condivise dall'Esecutivo nel suo complesso, ma i miracoli a volte sono possibili e se a realizzarne uno nel settore industriale sarà poi un laico, la cosa avrà ancora più del prodigioso, e tuttavia con tutta la stima personale che possiamo avere in lei e che le confermiamo, da laici ci permettiamo di mantenere il giudizio sospeso.
Dicevo, Onorevole Caveri, che i problemi alla base, che fanno da sfondo a questa crisi sono tutt'altri e sono emersi in tutta evidenza dal travaglio profondo, sofferto, in atto nel suo partito su ciò che questa nostra Valle d'Aosta, pur in una situazione di sostanziale benessere, è divenuta sul tema cruciale del rapporto fra istituzioni e cittadini. Un travaglio che guardiamo con rispetto e che va ben oltre l'"Union", per sollecitare una più generale riflessione di tutti, che ci riguarda tutti: Destra, Centro e Sinistra. "Le système actuel est en train de se transformer dans un système arrogant, de contrôle, de chantage, basé sur les clientèles et sur la répartition des places de pouvoir. Un système qui s'autoalimente à l'intérieur de son même entourage, ce qui exclut toute égalité de chances"... immagine dura ed impietosa sottoscritta da 3 colleghi Consiglieri, oltre che da molti altri Unionisti, e con cui personalmente concordo. "Instaurer à nouveau une société réellement démocratique, plus de patron, patron qui menace, qui juge, prime et punit, qui prétend la fidélité absolue de tous les partenaires"... hanno scritto altri Consiglieri unionisti; parole a cui non ho nulla da aggiungere, se non l'impegno ad operare assieme per raggiungere quegli obiettivi che essi hanno così lucidamente indicato.
Dal canto nostro, Onorevole Caveri, abbiamo lavorato per 14 anni, dall'ormai lontano giugno '92, "Giunta Lanivi", per ricostruire un rapporto positivo tra forze progressiste e forze autonomiste, Giunta a cui partecipai direttamente proprio in questa ottica: quel rapporto attraverso il quale sono passate alcune fasi essenziali della nostra recente storia politica, nella Resistenza per conquistare la libertà a questa nostra terra, prima ancora che vi giungessero gli Alleati, nel ridarle, con lo Statuto, quella dignità di Regione autonoma che sempre l'aveva caratterizzata nel passato, e nel creare con le "Giunte del Leone" le infrastrutture fondamentali per una vita civile... rete viaria, elettrificazione, scuole.
Ebbene, noi, anche oggi, anche in questo passaggio che ci vede divisi, non vediamo altre strade per la Valle d'Aosta, ed in questa direzione, dell'incontro e della collaborazione fra forze autonomiste e forze progressiste, ma su basi rinnovate e con pari dignità, continueremo a lavorare: in una prospettiva che va ben oltre le contingenti vicende attuali, nella convinzione che questa sia la strada a cui guarda una larga parte delle cittadine e dei cittadini di questo nostro "Pays d'Aoste".
Depuis 9 heures 36 et jusqu'à 9 heures 38 c'est le Vice-président Lanièce qui remplit les fonctions de Président de la séance.
Président - La parole au Conseiller Perrin.
Perrin (IND) - Avant qu'on procède à l'élection du Président de la Région et à la nomination des Assesseurs, je veux annoncer que pour 2006 je ne renouvellerai pas mon adhésion au mouvement de l'"Union Valdôtaine". Je déclare qu'à partir de ce moment je suis indépendant et que, par conséquent, je ne fais plus partie du groupe de l'"Union Valdôtaine". Cette déclaration dérive du fait que l'Alliance autonomiste progressiste de la Vallée d'Aoste m'a officiellement demandé, en tant qu'homme libre, la disponibilité pour une candidature au Parlement italien. J'ai décidé d'accepter cette proposition conscient de l'engagement personnel et politique que cela comporte, avec toutes mes convictions d'homme politique qui croit dans les idéaux et les principes qui inspirent l'"Union Valdôtaine".
Mon éloignement du mouvement n'est dû qu'au respect des règles, afin de ne pas créer de situations d'ambiguïté qui seraient nuisibles pour tous. Je suis convaincu que les Unionistes qui m'ont voté me soient proches dans cette décision, qui représente la continuité d'une action de sensibilisation, de sollicitation, de proposition que nous avons soutenue pendant cette période: beaucoup d'entre eux m'ont sollicité à passer à des actions concrètes et des initiatives plus déterminées. Par contre, j'ai insisté avec tous les amis de l'"Union" qui m'ont suivi dans ce parcours afin qu'ils restent dans l'"Union Valdôtaine", pour continuer l'action dans le mouvement et être les promoteurs d'une volonté forte de changement pour l'"Union" et pour la politique valdôtaine en général.
Cette législature, qui a vu l'"Union Valdôtaine" protagoniste avec la majorité absolue des Conseillers, voit aujourd'hui naître le 3e Gouvernement, avec changement de majorité. Je n'entrerai pas dans une analyse politique approfondie et je ne veux absolument pas reparcourir tout ce parcours douloureux de quelque façon que nous avons fait. Cette opération ne représente pas un signal de renouveau, il me semble que la politique "segna il passo", c'est la façon de se fatiguer sans avancer: une solution encore temporaire, qui a le sens d'un petit ajustement, une chemise trop étroite, qui ne permet pas de nous libérer des magouilles politiques et ne crée pas - malheureusement! - les conditions pour aborder les véritables réformes, condition essentielle pour garantir la future gouvernabilité et opérer la modernisation des institutions valdôtaines.
Je suis convaincu, par contre, que le choix difficile et engageant que je viens de faire, soit libératoire pour le système politique en général et puisse finalement ouvrir les portes et les fenêtres d'un milieu fermé pour se libérer de certains fétiches d'unités hypocrites et donner un choix supplémentaire au débat politique, un choix pour une façon différente d'interpréter la politique au Val d'Aoste.
Merci à tous pour la collaboration que vous m'avez assurée dans cette période, merci à tous mes collègues de l'"Union Valdôtaine", aussi pour me comprendre dans ce passage.
Président - La parole au Conseiller Borre.
Borre (UV) - Je n'interviens pas sur le nouveau Gouvernement, mais j'interviens sur les déclarations de mon ami Perrin, mon collègue.
La simplicité, la clarté et l'honnêteté ont toujours représenté ta façon d'être et je pense qu'ils continueront à être les éléments qui te caractériseront. Il y a, par contre, des gens qu'au début croyaient en Dieu, ensuite ils ont cru de représenter le "bon Dieu" sur la terre et maintenant ils sont convaincus que Dieu soit élu leur représentant au Paradis! Tu as toujours su assumer des rôles et des fonctions importantes, demeurant un humble et serein homme de montagne: les gens de notre Région s'identifient volontiers dans ta façon d'être.
Aujourd'hui tu as fait un choix difficile, extrême pour un Unioniste comme toi, Unioniste depuis toujours, Unioniste de valides racines, d'esprit valdôtain ancré: une grande expérience, un parcours politique et administratif riche en résultats, un parcours fait parmi les gens, partant des niveaux les plus bas. Tu as parvenu à faire ces choix après toute une série d'initiatives pour reporter le mouvement à la politique, à des conditions de participation et de partage: initiative que tu as retenue, après un peu de temps, malheureusement sans débouché. En ce moment tu retiens nécessaire qu'il y ait une forte secousse pour réformer ce système de faire politique, système qui est toujours plus éloigné des principes qui ont inspirés l'"Union Valdôtaine".
Je respecte ta décision pour la considération que j'ai pour toi et pour le travail que tu as toujours bien accompli. Je pense que ce que tu représente pour les Valdôtains ait pu être un élément important pour commencer à changer les règles et les méthodes de gestion de notre mouvement. Ton choix quitte un vide dans mon espoir et mes convictions: espoir, confiance, conviction de préparer un congrès qui aille véritablement vers un renouveau, une "Union Valdôtaine" renouvelée et libre, une "Union" capable de mettre au centre de l'attention l'homme et sa dignité, une cohérence avec les principes du mouvement, travailler avant tout pour l'intérêt de la Vallée d'Aoste.
Perrin, je comprends ton souffert choix et je le respecte.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Oggi ci troviamo di fronte - e assistiamo un po' come spettatori, perché altri sono gli attori in gioco - a 2 fatti politicamente molto importanti e molto gravi per la credibilità della politica valdostana: la crisi di Governo, la seconda in 7 mesi, e il 3° cambio di Governo in 2 anni e ½ di legislatura, la nascita di una nuova maggioranza che esclude i "Democratici di Sinistra" e che accoglie la "Stella Alpina" e la "Fédération", in contrasto con le dichiarazioni della campagna elettorale e prescindendo dai risultati ottenuti.
Abbiamo anche noi letto attentamente la lettera con cui il Presidente Caveri presenta le sue dimissioni; c'è una frase molto efficace dal punto di vista giornalistico, ne diamo atto: "pour avancer d'un pas il est parfois utile de faire un pas en arrière". È una frase fatta, usata molte volte nelle difficoltà, mi sembra fosse un "leitmotiv" che i giornali presentavano come fase "clou" delle trattative per formare questo Governo. Al di là di questo, il fatto politicamente più importante è il: "souhaite sincèrement qu'on trouve, en des temps rapides, de nouvelles et différentes conditions qui permettent le développement régulier de la législature d'ici à 2008, dans l'intérêt unique et majeur de la communauté valdôtaine"; quindi l'obiettivo mi sembra che sia: facciamo una crisi, perché questa dovrebbe fare emergere nuove e differenti condizioni di governabilità nell'interesse della Valle.
Noi le confessiamo, Presidente, che non troviamo nulla di nuovo e di differente nelle condizioni che hanno preparato e portato a questa nuova maggioranza! L'unico fatto nuovo della giornata che c'è, è la novità positiva in questo Consiglio ed è la scelta chiara che ha fatto Carlo Perrin, una scelta che dà respiro alla nuova area autonomista progressista, una scelta che apre nuove prospettive di cambiamento della politica in Valle, una scelta che trae le conseguenze di un lavorio di riflessioni, di critiche alla conduzione politica che all'interno dello stesso movimento del Presidente Perrin, l'"Union Valdôtaine", in questi anni hanno visto protagonisti molti leader autorevoli.
La crisi di Governo come la nuova maggioranza non presentano alcun elemento di novità, anzi, potremmo dire addirittura che l'ingovernabilità sia quasi paradossalmente il "DNA" di un movimento regionalista, l'"Union Valdôtaine", che aveva raggiunto la maggioranza assoluta nell'ultima competizione elettorale, ed è un sintomo di debolezza che avevamo denunciato più volte in questo Consiglio. Alcuni mesi fa, commentando la nascita del "Governo Caveri", avevamo ricordato come ci fosse questo "leitmotiv" di ingovernabilità nel Governo che stava nascendo e nelle forze di maggioranza. Alcuni segnali erano venuti nel 2004 quando, di fronte alla bocciatura avvenuta in Consiglio del resoconto della Gestione straordinaria del casinò, si ricorse ad un "maquillage", ad una rivisitazione dei compiti del Presidente della Regione, come se fosse lui il responsabile della difficoltà, delle incertezze, della crisi che c'era all'interno del Governo! Un anno dopo, 2005, con una ingiustificabile e mai giustificata decisione, chi comanda nell'"Union" ha deciso di mandare a casa il Presidente Perrin, da sacrificare in nome di equilibri di potere; si disse però: "in nome dell'unità del movimento", perché non si osava dire "in nome di equilibri di potere"!
Allora avevo concluso il mio intervento dicendo: "Non vorrei che questa progressione di instabilità continuasse"... pronostico ch, invece, si è puntualmente avverato dopo 7 mesi, non perché siamo degli indovini, ma perché le condizioni in cui versa il movimento di maggioranza non possono che dare questo esito! E a dirlo sono gli stessi Unionisti, che in questi ultimi mesi hanno lanciato più volte appelli al cambiamento. Prima si trattava di un "malaise" che anche l'allora Presidente Perrin aveva sottolineato, ora è diventato più esplicito e diffuso. Basta leggere "Le Peuple" del 2 febbraio 2005, dove si dice chiaramente che "Le mouvement ne sert à rien et il est inutile, il y a qui décide pour nous tous; un grand mouvement populaire il ne peut renoncer à son identité". Perché rinuncia alla sua identità? Perché "s'aplatisse sur le diktat de qui nous indique le comportement, qui décide les alliances, le rôle de chacun, qui menace, juge, prime et punit..." - sembra quasi di far riferimento a qualcosa di religioso, il potere diventa quasi un feticcio religioso!" - "... qui prétend la fidélité absolue de tous ses partenaires".
Diciamo che è proprio da queste riflessioni portate avanti da membri dell'"Union" che viene descritta in modo efficace la situazione interna: un'assenza totale di democrazia, la leva del comando in mano a una persona o a quelli che di volta in volta questa persona coopta. Novità quindi, nella crisi di Governo, non ce ne sono state. Questa crisi di Governo non rappresenta una novità, perché è solo la continuazione di un modo di gestire la politica, un modo che da anni condanniamo!
Qualcuno ci può dire: ma perché vi interessate tanto dell'"Union"? Siamo interessati alla vita democratica dell'"Union", in quanto se un partito non è democratico al suo interno, se non vive tale valore, anche nel suo operare, sia nelle istituzioni, sia nella presa di decisioni che riguardano tutti, diventa un pericolo per la stessa democrazia, diventa un male per la stessa Regione! E lo denunciano i 50 firmatari dell'"Appel pour une Vallée d'Aoste libre": "La Vallée d'Aoste est en train de vivre un moment politique tourmenté et trouble, caractérisé par le manque de démocratie, où les libertés personnelles elles-mêmes peuvent être à risque. Le système actuel est en train de se transformer dans un système arrogant, de contrôle, de chantage, basé sur les clientèles, sur la répartition des places de pouvoir. Un système qui s'autoalimente à l'intérieur de son même entourage, ce qui exclut toute égalité de chances". Paiono le critiche che noi, da anni, abbiamo rivolto dai banchi dell'opposizione ai comportamenti e alle scelte politiche del partito di maggioranza assoluta che governa questa Regione... ma non solo. Più volte abbiamo denunciato come si sia instaurato ormai, in Valle, un sistema di potere che supera la stessa "Union", basato sulla ripartizione di posti, di interessi, di affari, di uso spregiudicato delle istituzioni, finalizzato all'arricchimento personale, del proprio gruppo di appartenenza: un sistema che non è appannaggio della sola "Union Valdôtaine", anzi temo che i nuovi alleati di Governo si troveranno presto a loro agio in questo sistema di spartizione di posti di Governo e di sottogoverno... quelli di sottogoverno sono meno visibili, ma a volte più redditizi in termini elettorali degli altri!
Abbiamo visto purtroppo cosa significa per la Valle e per la sua governabilità che le decisioni politiche siano prese da qualcuno "qui décide pour nous tous" in base a logiche di potere per soddisfare interessi del tutto personali. Lo abbiamo visto nei motivi - qualcuno prima li ricordava - per cui nel 2003, Caveri, anche se era risultato il candidato più votato, non era stato scelto come Presidente; lo abbiamo visto nel 2005, quando Caveri è tornato in campo solo perché era coerente a un discorso di spartizione di potere all'interno del suo movimento! Una crisi di Governo, quella del 2005, nata tutta all'interno di logiche di potere dell'"Union" e funzionale alla raccolta di consensi per la candidatura di Rollandin al Senato. Una crisi di Governo che non si preoccupava dei problemi reali della Valle, c'era stato da pochi mesi un Consiglio straordinario per la situazione dell'industria in Valle, ma nessuno si è preoccupato, di questo. La crisi di governo era nata solo per risolvere problemi di potere interni all'"Union"!
Nel 2006 questa crisi... come mai nasce? Nasce ancora perché sorgono nuovi problemi dentro l'"Union", è ancora una volta il Governo regionale a farsene carico, quasi fosse un ammortizzatore sociale delle diatribe interne dell'"Union". Si tratta di costruire un'alleanza ampia, di forze esterne all'"Union", per garantire le elezioni di "chi comanda nel movimento"! I tentativi di ricomporre l'alleanza del 2001 sono falliti, i partiti partner: "DS", "Stella Alpina" e "Fédération" non hanno accettato di fare un passo indietro, ciascuna forza politica pretendeva di essere l'unico alleato. I primi erano gli "alleati fedeli" da ben 14 anni, gli altri avevano, hanno dalla loro parte la forza dei numeri e potevano portare più voti al Senatore! Il calcolo numerico ha prevalso su ogni calcolo politico: si potevano scaricare tranquillamente gli "alleati fedeli" da ben 14 anni se, questo significava contare sul numero maggiori di voti per l'andata a Roma! Il primo Governo Caveri oggi si deve dimettere per dare vita ad un altro Esecutivo che sostituisca i "DS" con la "Stella Alpina" e la "Fédération": questo è il motivo reale della crisi di Governo! L'"Union" - o, meglio, chi decide nell'"Union" - non si preoccupa se la crisi avrà ripercussioni sull'Amministrazione, sulla soluzione dei problemi, non si chiede se questo cambio di Giunta rallenterà comunque la presa di decisioni proprio in settori importanti, come l'industria!
Il problema di cui si interessa l'"Union" è la sopravvivenza del suo Senatore e per fare questo ha deciso addirittura di cambiare la maggioranza! Allora, nessuna di queste crisi trae la sua origine dal Consiglio regionale, che è la sede istituzionale dove si formano e si votano i governi! Non c'è stato un incidente di percorso in Consiglio che ha dettato la caduta di questo Governo, ma dal di fuori, dalle sedi di un partito, si è deciso che il Governo regionale doveva dimettersi e sempre, ogni volta, per dare una risposta ai suoi problemi interni e non ai problemi della Regione!
Non troviamo quindi alcuna "nouvelle condition" nella gestione e nella soluzione della crisi di Governo, per cui veramente non capiamo come da questa crisi possano nascere condizioni nuove di governabilità! L'unica novità che c'è, è nel cambio di maggioranza, questa sì che è una novità! Ma questa è una novità che ci preoccupa assai, perché è una novità estremamente negativa! Innanzitutto è un cambio di maggioranza che non tiene conto delle indicazioni dell'elettorato... in democrazia sono gli elettori che decidono chi va a governare, con chi e sulla base di quali programmi... in Valle sembra non essere così!
Nella campagna elettorale il "leitmotiv dell'Union" era la continuità: continuità di programmi, continuità di alleati, continuità di un percorso che da oltre 10 anni si stava costruendo e dall'altra parte c'erano 2 forze politiche, la "Stella Alpina" e la "Fédération", che invece facevano della discontinuità con l'esistente, il "leitmotiv" della loro campagna elettorale. E proprio sulla base di queste opposte proposte politiche hanno convinto gli elettori a votarli, ma adesso ci chiediamo come è possibile che chi ha votato la Valle d'Aosta proposta dall'"Union" e dai "DS", e chi ha votato per un'altra Valle d'Aosta contrapposta, possano andare insieme ed essere alleati! Gli elettori si sono pronunciati in modo molto chiaro alle elezioni e sulla base di quei risultati è stato formato il Governo regionale nel 2003, e adesso, senza che ci sia stato un altro ricorso alle urne, si cambia tutto! Noi auspichiamo che il prossimo 9 aprile possa rappresentare un ricorso alle urne che può dare dei segnali positivi e di cambiamento!
Non capiamo nel nuovo Governo se la "Stella Alpina" rinuncia a portare avanti l'altra Valle d'Aosta, contrapposta a quella che avevano invece prefigurato i "DS" e l'"Union", oppure se l'"Union" rinuncia ai programmi che aveva portato avanti da oltre 10 anni insieme ai "DS"! Di certo sappiamo che le scelte degli elettori non sono state rispettate e che quei voti dati per cambiare la Valle o per garantire la continuità, serviranno alle forze politiche per fare altro: per gestire il potere, per spartirsi i posti di Governo e sottogoverno! Di certo sappiamo che con l'uscita dei "DS" il Governo regionale perde quel poco di Sinistra che ancora lo contraddistingueva e si orienta decisamente a Destra! Di certo sappiamo che la "Stella Alpina", dopo aver "corteggiato" per mesi il partito di maggioranza relativa per entrare nel Governo, si ferma alle soglie della Giunta... in cambio di che cosa? Lo vedremo nel momento del rinnovo delle cariche importanti e pesanti!
Concludendo, ritornando alle affermazioni del Presidente Caveri, mi sembra che non ci sia alcuna novità nei metodi che caratterizza questo nuovo mandato, nonostante i numerosi appelli che sono provenuti dal suo movimento. Dubitiamo che le novità nell'alleanza siano state dettate dall'interesse unico della comunità valdostana. Diamo un giudizio estremamente negativo sull'intera operazione, un giudizio negativo sulle motivazioni di fondo che sono alla base della crisi del "Governo Caveri" e alla nascita del nuovo Governo di Destra.
Diamo un giudizio negativo sul modo di far politica, che prescinde totalmente dalle esigenze della buona amministrazione e che continua a rispondere a logiche di spartizione di potere. Diamo un giudizio negativo sulle scelte di schieramento, che non rispettano le proposte presentate agli elettori. Non crediamo, checché ne pensi il Presidente Caveri, nonostante i suoi auspici, che un Governo che nasce da un'ennesima operazione di potere possa avere vita lunga, basta a volte un niente per cambiare certi equilibri di potere e il voto del 9 aprile potrebbe essere l'occasione giusta...
Mi spiace per lei, signor Presidente, per il suo 2° mandato, ma temo che fra breve tornerà in quest'aula per altre dimissioni e - forse - non per un 3° mandato!
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Pensiamo che qualche parola sulla presa d'atto di queste dimissioni vada spesa, soprattutto per colmare un silenzio, che è il silenzio non "degli innocenti", ma di quelli che sono stati i responsabili di questa crisi!
Vedete, colleghi dell'"Union", noi potremmo essere indifferenti a una crisi di maggioranza o a una crisi del Governo regionale; potremmo esserlo se in questa Regione, al di fuori di quello che accade in quest'aula, tutto funzionasse per il meglio, se l'economia non attraversasse il periodo di crisi che sta attraversando in questa Regione, se il peso delle decisioni regionali o delle decisioni non prese non soffocasse il diritto di esistenza e di sopravvivenza della comunità valdostana. La situazione politica di questa Regione, invece, fa sì che il peso della politica sia determinante e straripante sui riflessi della società civile; di conseguenza ci preoccupiamo di una crisi che stentiamo a capire o che forse capiamo, ma i protagonisti di questa crisi ben si guardano dall'esprimere quelle che sono le vere ragioni!
Sono andato a ripassarmi le carte dell'estate del 2005, quando il Presidente Perrin rassegnò le sue dimissioni. Rispetto ad allora c'è una differenza significativa nella sintesi di quella comunicazione - che peraltro il Presidente Perron aveva avuto il tatto politico di distribuire ai Consiglieri... non altrettanto è stato fatto con la lettera più prolissa del Presidente Caveri - c'è una differenza fra i 2 contenuti, a prescindere dalle modalità...
Presidente - ... Consigliere, mi consenta, è interamente riportata nella comunicazione che avete avuto...
Frassy (CdL) - ... certo, ce l'ha comunicata nel momento dell'ordine del giorno, non nel momento in cui abbiamo avuto la riunione dei Capigruppo... ma è formale, non è questo il problema è sostanziale. Il problema sostanziale è che il Presidente Perrin aveva motivato l'impossibilità della sua azione di Governo con la mancanza di quella fiducia e di quella coesione che è necessaria, la motivazione politica era chiara. Il Presidente Perrin prende atto che non ha più la fiducia, che non c'è più coesione nella sua maggioranza, si rende conto che la realizzazione del programma non è più possibile e dunque si dimette.
Presidente Caveri, lei fa una lettera dove parla di "certezze" e dove dice che "per avanzare di un passo è a volte utile fare un passo indietro"... a noi, più che una motivazione politica, sembra una teoria da "lezione di ballo" che ben si adatta ad una maggioranza traballante! Lei, Presidente Caveri, non ha avuto la forza politica di esplicitare le ragioni politiche delle dimissioni della sua Giunta! Le conosciamo, ma il fatto che lei non abbia avuto questa forza politica ci preoccupa su quello che dovrebbe essere il reincarico che la sua maggioranza o la sua nuova maggioranza si appresta a conferirle! Allora questa non è la crisi solo di una maggioranza: questa è "la crisi di un sistema" che è conseguente alla "crisi di un partito", l'"Union Valdôtaine", che è - o perlomeno era - il partito di maggioranza assoluta, se vogliamo rimanere ai numeri di quest'aula sino a qualche minuto fa! Allora capite che noi qualche preoccupazione la esprimiamo sulle modalità di questa crisi: in meno di 3 anni siamo chiamati, per la 3a volta, ad esprimere un nuovo Presidente e una nuova maggioranza e a prendere atto, di conseguenza, della fine del Governo precedente!
Ora, noi non vogliamo anticipare temi che non sono stati ancora ufficializzati, quindi non andiamo ad esprimerci sulla maggioranza e sulla Giunta che verrà, ma vogliamo evidenziare che è quanto meno atipico, perché il Presidente Caveri ha caratterizzato la sua azione politica, fin da Parlamentare, per una forte sintonia con la Sinistra: non dimentichiamo che il Presidente Caveri è stato Sottosegretario del "Governo D'Alema", un compito che sicuramente non accade per caso, ma accade quando si condivide un ragionamento politico, uno schieramento politico! Allora non riusciamo a capire questa "crisi" da cosa nasca, se - come ci sembra ormai chiaro - è una crisi che porta all'uscita dei "DS" dalla nuova maggioranza che si andrà a formare, quando il movimento dell'"Union", non più tardi di qualche giorno fa, ha dichiarato - e il Presidente Caveri ci sembra che ne abbia piacevolmente preso atto - che l'orientamento politico dell'"Union" permane orientato a Sinistra, permane orientato con interesse verso la coalizione dell'"Unione" e verso il candidato a Premier dell'"Unione", Romano Prodi. Non capiamo quale sia la logica di questo continuo "rimbalzare" sugli angoli della politica nazionale, quale sia la logica di questa ennesima crisi, che è una crisi che - se ce la vogliamo dire tutta - non nasce per una rottura con i "DS" - ma non deve essere la nostra parte politica a prendere le difese dei "DS", e salutiamo l'uscita di Giunta favorevolmente dei "DS" - in quanto è evidente che è una crisi interna all'"Union"!
La crisi è interna all'"Union" e la convinzione nostra viene confermata questa mattina da un altro fatto politico importante, ovvero la presa di distanza del collega Perrin dal suo movimento... quindi la crisi è dell'"Union"! Voi oggi fate una "grande cortina fumogena" e ci sarà qualcuno che dirà che da domani si cambia, che si fa un passo indietro per farne un altro avanti, ma in realtà il problema sta in casa vostra!
Cosa ci dispiace? La crisi dell'"Union"? Assolutamente no! Non ci dispiace la crisi dell'"Union", saremmo ipocriti nel dire che siamo dispiaciuti di questa crisi, perché questa crisi è quella crisi che è straripata dall'"Union", per dilagare sull'economia, sulla società, sulla comunità valdostana. Allora, ancora una volta - lo avevamo denunciato ad inizio legislatura, lo abbiamo denunciato all'indomani della crisi della "Giunta Perrin" - evidenziamo questo fatto: che l'"Union Valdôtaine", per risolvere i propri problemi interni e di corrente, perché mi sembra che ultimamente abbiate preso atto di avere delle correnti all'interno, utilizzi le istituzioni! È questo che noi vi rimproveriamo: di esservi appropriati delle istituzioni per dirimere le vostre "beghe" interne! Allora, come abbiamo già detto in passato e lo ribadiamo oggi, in Valle d'Aosta si può fare politica in tanti modi: voi dovete capire che la Valle d'Aosta è un concetto diverso rispetto a quello partitico dell'"Union Valdôtaine" e fintanto che non capirete che c'è una differenza fra le istituzioni e i partiti che partecipano alla vita delle istituzioni, continueremo a rimanere in questa situazione che, da più parti, mi sembra sia stata giustamente definita "di regime"! È tipico dei regimi confondere il partito con le istituzioni e io penso che l'"Union" - mai come in questo periodo - abbia fatto confusione e sovrapposizione tra il ruolo delle istituzioni e il ruolo del partito!
Non abbiamo altro da aggiungere, aspettiamo di discutere i punti successivi, aspettiamo il risultato del 9 o, meglio, del 10 aprile, anche perché abbiamo la sensazione che, se i Governi italiani ci avevano abituato alla definizione di "Governi balneari", la Valle d'Aosta in questo caso ha fatto di meglio e ci sta abituando ai "Governi elettorali"! Siamo convinti che i conti all'interno dell'"Union" verranno nuovamente rifatti, perché non quadreranno all'indomani delle elezioni politiche e siamo convinti che, ancora una volta, qualcuno verrà in quest'aula dicendo che o deve fare un rimpasto o che comunque le condizioni sono cambiate e che per fare un passo avanti, bisogna farne 2 indietro!
Président - La parole au Conseiller Cesal.
Cesal (UV) - Quand on arrive à la fin d'un parcours commun, un parcours qui a duré 14 longues années, on ne peut qu'être triste. Je l'avoue, je suis un peu triste aujourd'hui, car c'est une expérience qui se conclue, un "mariage" qui a apporté des bénéfices à notre Région, qui se termine dans la pire des situations. Une alliance - il faut avoir le courage, il faut le dire - qui a produit de bons résultats en affrontant de moments difficiles (je pense à l'inondation de 2000), qui a résolu de nœuds cruciaux (je pense au sauvetage du casino, à la moitié des années 1990), qui a introduit de nouveautés très importantes pour le futur de notre Vallée (je pense à l'Université), qui a rejoint d'objectifs historiques (l'achat des droits pour l'exploitation des eaux, la production de l'énergie électrique): ce n'est que quelques exemples, les plus significatifs, mais je crois qu'on pourrait continuer.
Je suis encore plus triste pour le choix que vient de nous communiquer ce matin M. Perrin, ancien Président de mon mouvement, ancien Assesseur régional et ancien Président du Gouvernement régional. Un homme qui a conduit son parcours politique à l'intérieur de l'"Union Valdôtaine" décide d'abandonner; je me l'attendais, mais je suis franchement étonné, je dirais même bouleversé. J'espère qu'il ait ses bonnes raisons, qu'il aille choisi le bon parcours, mais je l'avoue c'est un choix que je ne partage et ne peux pas partager et que je regrette. Vous le savez, j'y ai travaillé afin que ce fait ne se vérifierait pas et franchement je m'attendais que ce travail que j'ai essayé de faire, même lourdement dans ces derniers jours, aurait eu une issue positive.
J'ai le devoir politique de vous demander, M. Perrin, les démissions de ce Conseil, ce serait de votre part un acte courageux, cohérent, correct, éthiquement pertinent. Je n'insiste pas à ce propos, mais je laisse à votre conscience les conclusions conséquentes. Après seulement 7 mois, nous nous trouvons en face d'une nouvelle crise politique: une crise que, pour ce qui est de notre mouvement, nous avons subie, pour ne pas dire que nous avons cherché d'éviter à tout prix, mais la situation est précipitée et ne permettait pas aucune possibilité d'être récupérée. Je ne ferai pas la chronologie de ces dernières semaines, tout le monde a suivi l'évolution des évènements et peut donner ses évaluations selon sa propre sensibilité. Tout de même une alliance entre le parti autonomiste valdôtain par excellence et la Gauche modérée se conclut - je dirais - sans gloire. Faire semblant d'être alliés, quand l'un travaille pour la dissolution de l'autre, ce serait hypocrite! Evitons au moins de l'être!
Nous avons fait tout le possible pour éviter d'arriver jusqu'ici. Je voudrais rappeler seulement le document voté par notre Congrès, ensuite par notre Conseil fédéral, par le Comité fédéral même; nous avons toujours voulu réaffirmer la validité du dessin politique représenté par cette coalition qui était issue par les élections régionales de 2003, ainsi que clairement indiquer son maintien pour notre action politique future, mais ce n'est pas nous qui avons abandonné la table! Ce n'est pas nous qui avons adhéré à un projet alternatif et opposé à celui que nous avons toujours prôné! Ce sont d'autres sujets politiques, il faut qu'ils l'admettent! La politique est en continuelle évolution, chacun est libre de se placer où il lui convient le plus, en s'assumant ses propres responsabilités!
Je l'avoue, je n'aurais jamais cru, après seulement 7 mois, d'être ici pour discuter de la démission de la "Junte Caveri"! La situation évidemment est échappée de main de ceux qui croyaient d'être de fins stratèges, mais il nous faut réagir, nous devons donner à cette Région un Gouvernement stable, tout retard... riez, riez, M. Sandri, vous pouvez continuer à rire, je comprends votre hilarité, je la partage même... mais il nous faut régir. Nous devons donner à cette Région un Gouvernement stable, tout retard pourrait empirer une situation déjà grave. Et je dis ça en tant que Conseiller régional, en première ligne, mais surtout en tant qu'Unioniste avec le sens de responsabilité qui a toujours marqué l'action de mon mouvement. Nous avons depuis longtemps un pacte avec la communauté valdôtaine, un pacte que nous avons toujours respecté. Dans les derniers temps, il faut être sincères, nous avons eu quelques difficultés à nous faire comprendre... c'est le moment de retourner à parler clair, de dire les choses avec franchise, sans ambiguïtés et arrière-pensées! Nous avons encore des problèmes internes - nous ne le cachons pas -,mais dans les moments importants nous savons les mettre de côté. Nous avons la capacité de les dépasser pour servir, tous ensemble, la cause de notre Région.
Quel groupe politique d'ailleurs dans ce moment n'a pas de problèmes internes! Cette crise, en quelque sorte, a eu même le mérite de dénouer aussi ce qui héberge dans d'autres forces présentes au sein de ce Conseil, les forces qui jusqu'à hier essayaient de démontrer toute leur cohésion et unité. Il a suffit de prendre conscience qu'il y avait la possibilité de perdre ou de prendre une portion de pouvoir pour déclencher toute une série de fibrillations, de revendications, de malaises qui paraissaient jusqu'à maintenant appartenir exclusivement à l'"Union Valdôtaine"! Si nous considérons que nous sommes plus que 4 fois plus grands que le 2e groupe représenté au sein de ce Conseil, il me viendrait de dire que nous visons une situation de relative tranquillité. C'est évidemment un paradoxe ce raisonnement, mais c'est un paradoxe qui sert à éclaircir la confusion et l'incertitude dans lesquelles nous vivons. Chacun doit être conscient de ça et éviter de transférer sur d'autres ses malaises et ses inquiétudes! Alors, comme l'histoire de cette Vallée nous l'enseigne, dans les moments difficiles c'est à nous, à l'"Union Valdôtaine", de prendre en main la situation avec esprit de service, sans arrogance, en accord avec tous ceux qui partagent notre même dessein politique, qui ont nos mêmes soucis.
Nous voulons démontrer que nous avons la capacité de faire face aux vrais problèmes qui intéressent la communauté valdôtaine, sans prétention d'être les uniques dépositaires de la vérité, les uniques capables de travailler pour cette Région. Nous essayons de mettre, encore une fois, à disposition de la Vallée d'Aoste nos idéaux, nos principes, nos programmes, nos intelligences, nos capacités de travail, nos femmes et nos hommes, mais aussi nos doutes, nos faiblesses, nos perplexités, non incertitudes, nos malaises, au service de cette communauté qui nous appartient, mais à qui historiquement nous avons toujours su rendre service, un bon service. Nous voulons continuer dans cette direction.
Président - La parole au Conseiller Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Sono l'ultimo arrivato, ma quando è troppo è troppo! Vengono chieste le dimissioni al Consigliere Perrin perché avrebbe aderito a un progetto alternativo! Mi risulta che la maggioranza del gruppo dirigente dell'"Union Valdôtaine" ha definito un progetto alternativo, quindi chiedere a Perrin le dimissioni perché "ha aderito a un progetto alternativo", quando una maggioranza del gruppo dirigente dell'"Union", indipendentemente dall'assise congressuale, decide per un progetto alternativo, per un Governo alternativo da quello uscito dalle urne e da quanto stabilito dal proprio Statuto... mi sembra che il limite alla vergogna non esista! Allora capite perché prima ho richiamato un po' di rispetto a questa assise!
Je m'excuse pour mon français, je l'ai appris dans la rue et pas dans l'école et même l'italien je ne l'ai pas appris à l'école, mais je l'ai appris dans la rue. J'ai revisité le Statut de l'"Union Valdôtaine", je vais lire l'article 15, le Congrès national: "Il lui appartient notamment de modifier le Statut, d'établir les directives politiques générales et les programmes du mouvement"... scusate l'accento... Allora penso che nessun gruppo dirigente possa cambiare la linea del proprio partito, stravolgere un Governo, costituirne un altro senza fare un congresso; qui si è addirittura "violato" lo Statuto dell'"Union Valdôtaine", caro Consigliere Cesal! Mi dispiace... ci conosciamo da vecchia data...
Allora il presupposto è che per i "colpi di Stato" - perché di questo si tratta - prima si fanno i congressi, ci si fa dare il mandato dal congresso, poi si cambiano i Governi e le linee politiche! Sono 40 anni che mi occupo di statuti di cooperative, di fondazioni, di congressi, il presupposto della democrazia... non esiste organo dirigente di un partito... Presidente di partito o di movimento che possa stravolgere le decisioni congressuali. All'articolo 30 del vostro Statuto che dice ... (Marguerettaz, per favore, presta attenzione perché tu hai bisogno di rileggerlo) ... "Le Président est le garant de la ligne politique exprimée par le Congrès et le Statut du mouvement". Il Presidente del vostro partito è il garante delle delibere congressuali... voi state cambiando Governo e linea politica, indipendentemente dal mandato elettorale e dalle deliberazioni del vostro congresso... e poi avete il coraggio di chiedere a Perrin di dare le dimissioni? Ma chi deve dare le dimissioni dal Consiglio qua dentro?
Non sono né un giurista né un letterato, leggere... un po' so ancora leggere... per favore, limitatevi a fare "i colpi di scena", i "colpi di Stato", a cambiare il Governo... avete i numeri e la maggioranza, ma non avete il mandato dal vostro Congresso nazionale! Per favore, un po' di dignità, in quest'aula! Grazie.
Président - La parole au Conseiller Vicquéry.
Vicquéry (UV) - J'interviens même si je n'avais pas l'intention de le faire, pour répondre à M. Cesal, Chef de groupe de l'"Union Valdôtaine".
Je ne partage pas son intervention pour ce qui concerne la requête de démission du Conseil de M. Perrin, pour une raison simple: nous ne devons pas confondre le rôle de cette Assemblée, qui représente le peuple valdôtain, avec une autre assemblée, d'autres organes: Comité fédéral et Conseil fédéral, qui représentent une partie importante, la majorité jusqu'à aujourd'hui absolue, mais quand même la majorité du peuple valdôtain, qui est l'assemblée du Conseil fédéral de l'"Union Valdôtaine"! Ce sont 2 organes différents, à l'intérieur desquels on fait de raisonnements politiques qui ont une envergure différente. Alors, dans l'histoire de l'"Union Valdôtaine" on avait quand même l'habitude de sauvegarder la forme, même si la substance à la fois était difficile à comprendre, mais la forme au moins on la sauvegardait, et demander, de la part du Chef de groupe, qui n'a pas eu le mandat du groupe - dans la réunion qui a été faite - d'intervenir, je le considère, en italien, une petite "caduta di stile"! Mais quand même je revendique la possibilité de dire la mienne.
Si le Conseil fédéral - qui n'a demandé rien, hier soir - demandera les démissions de M. Perrin, ce sera M. Perrin qui répondra au Conseil fédéral; hier soir le Conseil fédéral n'a demandé aucune démission! M. Perrin et les Conseillers de l'"Union" ont signé, à l'acte de l'acceptation de la candidature, un document où on s'engageait de répondre aux idéaux, aux directives de l'"Union Valdôtaine" et on a signé le document dans les mains du Président de l'"Union", et donc je ne conteste pas la possibilité hypothétique qu'on demande les démissions de M. Perrin, mais on peut le faire à l'intérieur des organes de l'"Union Valdôtaine"!
Quand on parle de démocratie, rappelons-nous que ça signifie représentativité et nous répondons évidemment à une partie de l'électorat qui nous a élus, pour ce qui nous concerne l'électorat de l'"Union Valdôtaine", mais surtout au peuple valdôtain dans sa totalité; nous sommes ici à représenter le peuple valdôtain! On fait de la politique et que quelqu'un parle comme Unioniste, d'autres comme "Gauche Valdôtaine", d'autres comme "La Casa delle Libertà". Et l'essence de la démocratie est de se confronter et se diviser, mais essayons de ne pas transformer cette Assemblée dans une assemblée où on va débattre les problèmes intérieurs de chaque parti politique! Ce sont de choses différentes, de niveaux différents qu'il faut sauvegarder et je le dis indépendamment du problème des démissions demandées à M. Perrin en tant que Conseiller régional!
M. Perrin et nous tous, nous représentons, oui, une partie de l'électorat de propre compétence, mais nous représentons avant tout l'électorat valdôtain et ce sera ce dernier qui répondra! Il a eu le courage, dans une situation - je le dis pour expérience personnelle - très difficile, de faire un choix avec amertume; pour un homme qui - comme moi et d'autres - a passé la vie dans l'"Union Valdôtaine", faire un choix de ce genre est un choix très difficile, alors qu'au moins on aille le bon sens de "l'onore delle armi"... rien d'autre!
Depuis 10 heures 41 et jusqu'à 10 heures 44 c'est le Vice-président Lanièce qui remplit les fonctions de Président de la séance.
Président - La parole au Conseiller Borre, pour sa deuxième intervention.
Borre (UV) - Anch'io sono stato "tirato un po' per i capelli", perché non condivido l'iniziativa del mio Capogruppo; ne abbiamo parlato già ieri, ieri sera c'è stato un Conseil fédéral, questa iniziativa dimostra che non siamo capaci di prendere decisioni in casa nostra! Come già al momento delle dimissioni di Perrin da Presidente è stato il movimento a dimissionare Perrin da Presidente della Giunta invece che essere il Consiglio regionale... oggi si ripete la stessa cosa: una richiesta che è "fuori dalle righe"!
Vorrei ricordare ai colleghi unionisti, sia a quelli che da anni forse vivono nell'"Union" che agli altri, che certe decisioni che dovevamo prendere in momenti molto difficili sono state prese con la richiesta di ragionare con la testa, rimettere la testa sul collo, cosa che abbiamo fatto e abbiamo riportato di nuovo l'"Union" alla compattezza e alla sua storia, cioè al rispetto degli Unionisti e quindi dei Valdostani! Poi questa richiesta fatta così, all'interno del Consiglio, mi fa pensare a quante volte abbiamo accettato all'interno del nostro gruppo di Unionisti gente che veniva da fuori, che non era stata eletta dall'"Union Valdôtaine"! Non hanno dato dimissioni dai loro partiti e li abbiamo accettati volentieri, se magari non anche forzati, a venire da noi!
Adesso ci permettiamo, in quest'aula, di andare a condannare e chiedere le dimissioni di una persona che ha lavorato concretamente, con spirito davvero valdostano nel nostro movimento, invece di cercare di capire perché questo succede e cercare di capire se è possibile ricompattare il tutto!
Président - La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - Se qualcuno oggi si aspettava delle risposte per la Regione Valle d'Aosta, credo che abbia chiaro che quello che andava dicendo il collega Nicco è pura verità. Qui non si è scaricata la "Gauche Valdôtaine", se non per un atto di vendetta politica, perché è evidente che la "Gauche Valdôtaine" l'avevamo criticata da sempre, aveva rappresentato all'interno della maggioranza un po' il "ventre molle", non quello che destabilizzava sicuramente! È evidente che le destabilizzazioni sono all'interno dell'"Union", lo abbiamo sentito adesso, e anch'io sono qui per chiedere delle dimissioni.
Presidente Cesal, Presidente della I Commissione "Istituzioni e autonomia", credo che lei abbia fatto un'affermazione gravissima: quella di richiesta di dimissioni del collega Perrin! Una richiesta che va addirittura contro la Costituzione, articolo 67, che pone il divieto di mandato imperativo, che tiene liberi i Consiglieri regionali di fare le proprie scelte, che non vincola in alcun modo un Consigliere eletto in questa Assemblea al proprio partito, oltre all'opportunità politica che il collega Borre ha sottolineato! Credo che lei, oggi, abbia ricevuto una sfiducia anche come Capogruppo, ma questa è una cosa vostra, io non faccio come il Consigliere Bortot che vengo a discutere il vostro Comité fédéral o le vostre regole statutarie... questi sono affari vostri! Quello che credo sia opportuno sottolineare è che questa Assemblea deve essere rappresentata da uomini liberi, con mandato vincolato al solo elettorato, cioè al cittadino. Lei, in qualità di Presidente della I Commissione, ha fatto un'affermazione gravissima oltre che incostituzionale; quindi la pregherei - glielo chiedo come Commissario della I Commissione - di presentare le "sue" dimissioni e di non riproporsi come Presidente per questa Commissione! Faccia il Presidente di qualche altra commissione, ma non di questa!
Président - La parole au Conseiller Cesal, pour fait personnel.
Cesal (UV) - Je crois qu'il y a un fait personnel, mais je crois d'avoir le droit aussi d'intervenir 2 fois, car d'autres l'ont fait dans cette situation...
Président - ... bien sûr, collègue.
Cesal (UV) - Je dois dire que j'essayerai de ne pas tomber dans les provocations, dans les pièges qu'on m'a tendus ici. Evidemment moi je n'ai pas demandé les démissions de M. Perrin, moi j'ai demandé à M. Perrin de se confronter avec sa conscience d'Unioniste: c'est une question que je lui ai posée, évidemment c'est à lui la réponse.
Pour ce qui est des interventions des collègues Borre et Vicquéry, je dois dire qu'hier le groupe de l'"Union" s'est réuni, a affronté cette question de façon correcte et toute décision a été renvoyée au Comité fédéral. Moi j'ai posé la question au Comité fédéral, vu que j'avais de doutes moi aussi, en lui demandant de m'indiquer quel était le parcours correct. J'ai reçu ce mandat de la part du Comité fédéral de l'"Union". Alors je demanderais à mes collègues, s'ils ont de questions à poser sur ça, qu'ils se réfèrent à cet organisme auquel appartiennent les décisions d'ordre politique, et non au soussigné, qui, dans ce cas, est un interprète des instances d'un mouvement auquel il appartient encore à plein titre. Moi j'ai reçu un mandat, je l'ai fait avec conviction car je crois que c'était tout à fait normale une requête de ce genre.
Pour ce qui est de l'intervention de M. Lattanzi, alors je ne comprends plus rien de la politique, puisque dans cette législature sur le plan national on a eu de dizaines de "transfughi", qui sont passés du Centre-Droite au Centre-Gauche, mais évidemment ils sont encore là, puisque je me rappelle même le Président Berlusconi dans de différentes occasions qui soulignait le fait qu'ils auraient dû avoir le courage de démissionner du Parlement pour certains passages - je crois - obligés! Moi évidemment je n'ai rien de personnel pour ce qui concerne la position de M. Perrin, je crois que dans ces jours nous nous sommes parlés beaucoup, je comprends Perrin, et même son drame dans cette situation, mais je crois que d'un point de vue politique cela ne représente pas un crime, cette requête que je suis en train de faire. C'est correct parce que moi, quand j'ai signé l'acceptation de la candidature, je me suis engagé de respecter les décisions qui parvenaient de mon mouvement.
Le Comité fédéral de l'"Union Valdôtaine" est l'organe exécutif du mouvement, donc moi j'ai, en quelque sorte, essayé de remplir le mandat que j'ai reçu de cet organisme et, vu que je suis encore Unioniste et que j'espère de l'être encore pendant longtemps - je respecterai ce mandat jusqu'au bout.
Presidente - La parola al Consigliere Caveri.
Caveri (UV) - Je voudrais remercier M. Nicco pour la lettre qu'il m'a adressée publiquement. C'est une drôle de situation, qui démontre, s'il fallait le faire, que les plans séparés étaient désormais impossibles, soit parce que l'histoire - et vous êtes historien, M. Nicco - démontrera que certains accords étaient déjà écrits il y a longtemps (on a tout simplement attendu le moment le plus propice pour les annoncer), soit parce que c'est pour le bien de notre Vallée qu'on ne pouvait pas penser de conduire une campagne électorale sans avoir de retombées sur la quotidienne activité du Gouvernement. D'ailleurs le fantôme des élections politiques est déjà ici et nous avons assisté aujourd'hui à l'ouverture officielle de la campagne électorale!
Je connais l'histoire des rapports entre l'"Union Valdôtaine" et le Parti communiste italien, j'en ai plusieurs fois parlé avec les honorables Pecchioli, Pajetta, la Présidente Jotti, une histoire passionnante de la pré-guerre et - comme l'a rappelé même M. Frassy - moi aussi j'ai eu une histoire de liens et de collaboration avec le Centre-Gauche, donc les évènements les plus récents ont été pour moi traumatiques, mais il fallait en prendre acte et réagir. Si j'aurais le vote de ce Conseil, je ne pourrais plus parler en tant qu'Unioniste, mais je devrais présenter le document de la majorité, donc permettez-moi de dire quelque chose à propos d'une partie du débat.
Moi je pense que l'"Union Valdôtaine" c'est une maison bâtie par d'autres avant nous et qui nous a été donnée pour que nous la rendions plus jolie et plus confortable. J'espère que d'autres y habiterons après nous, à condition qu'entre-temps elle ne se réduise en ruine! Alors je vois seulement une règle: celle du bon sens et du sens d'appartenance. Essayer de briser en différents morceaux l'"Union Valdôtaine" c'est une erreur historique et, de la même façon, imaginer de bâtir au Val d'Aoste un projet progressiste et autonomiste sans l'"Union Valdôtaine" c'est une illusion. Est-ce qu'il faut réformer règles et Statut de l'"Union Valdôtaine"? Bien sûr que oui. C'est pour cela que nous aurons, au mois de juin, un congrès extraordinaire. Ceux qui pensent de faire une espèce de procès à l'"Union Valdôtaine" dans cette Assemblée, ils doivent se rassurer: nous, les Unionistes, nous sommes à même d'apporter les changements qui se démontreront nécessaires, mais personnellement je n'aime pas le ton funèbre, les couronnes de fleurs, les télégrammes douloureux, les épigraphes affligés, parce qu'il n'y a pas de funérailles pour l'"Union Valdôtaine"! Parfois à notre intérieur le dialogue est difficile, mais il n'y a pas d'autre voie.
Mme Squarzino, j'aurai la possibilité de vous dire plus tard que l'expression "nouvelle condition" c'est tout simplement la "nouvelle majorité".
Président - S'il n'y a pas d'autres collègues qui souhaitent intervenir, je soumets au vote, avec la main levée, la prise d'acte des démissions du Président de la Région et donc de la déchéance du Gouvernement régional:
Conseillers présents: 35
Votants: 24
Pour: 24
Abstentions: 11 (Bortot, Ferraris, Fiou, Frassy, Lattanzi, Nicco, Perrin, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella).
Le Conseil prend acte de la démission du Président de la Région et de la déchéance du Gouvernement régional.
