Oggetto del Consiglio n. 1789 del 8 febbraio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1789/XII - Celebrazione del "Giorno del ricordo" in memoria della tragedia delle Foibe e quale monito contro i totalitarismi. (Approvazione di risoluzione)
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Premesso che:
- il Parlamento italiano con la legge n. 92/2004 ha indicato nel 10 febbraio il "giorno del ricordo" in memoria delle tragiche vicende che sul finire della seconda guerra mondiale e poi ancora alcuni anni dopo hanno tristemente e dolorosamente segnato il confine orientale italiano;
- in tale giornata la legge prevede iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani nelle scuole di ogni ordine e grado e demanda a istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende;
- diverse famiglie di esuli hanno trovato rifugio anche nella nostra regione;
Ricorda
La tragedia delle Foibe, grandi voragini dell'altopiano carsico, nelle quali furono gettati dai partigiani comunisti jugoslavi oltre 10 mila italiani in maggior parte civili, nonché i rappresentanti della minoranza slovena, e il drammatico esodo forzoso di oltre 350 mila italiani dalle terre giuliano-dalmate.
Impegna
L'assessore all'Istruzione e Cultura, affinché anche nelle scuole valdostane venga ricordata la tragedia delle foibe quale monito contro tutti i totalitarismi.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi - Cesal - Viérin Marco
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - "L'Italia non può e non vuole dimenticare, non perché ci anima il risentimento, ma perché le tragedie del passato non si ripetano in futuro". Non sono parole mie, ma sono parole che questa mattina il Presidente della Repubblica, Ciampi, ha espresso durante la cerimonia che si è tenuta al Quirinale per commemorare una "pagina buia" dei tempi moderni e fino a qualche tempo fa dimenticata. Una tragedia che ha occupato in maniera dolorosa e triste i confini italiani e le popolazioni che quei confini hanno popolato dalla II Guerra mondiale fino ad alcuni anni successivi. Perché questa risoluzione? È una risoluzione che non vuole solo limitarsi al significato che una legge recente, la n. 92/2004, dà alla data del 10 febbraio, ma è comunque una risoluzione che vuole portare fuori dall'oblio una "pagina" della storia italiana che fino a qualche tempo fa era stata con una serie di motivazioni rimossa dalla nostra storia e vuole essere soprattutto un monito rispetto a situazioni analoghe che ancora oggi nel mondo reiterano il risentimento dell'odio etnico. Le Foibe sono quelle voragini naturali, presenti sull'altopiano del Carso, nelle quali sono stati buttati a migliaia civili, militari, ma soprattutto civili italiani con il folle disegno di rendere slavizzate terre che dall'Impero romano passando per l'influenza veneta erano state densamente popolate da gente italiana.
Riteniamo che questo sia un atto dovuto, un atto di sensibilità di questa Assemblea, che, sebbene sia sul confine occidentale, di conseguenza opposta ai confini orientali, ha dimostrato anche su fatti similari - mi riferisco alla risoluzione approvata lo scorso Consiglio - sensibilità su certe problematiche. Il ricordo "in primis", ma anche l'impegno e l'invito all'Assessore alla cultura, in quanto naturale referente di un'opera di informazione nelle scuole valdostane, affinché tale tragedia venga ricordata e venga ricordata non solo per quello che è, un fatto storico, ma che venga evidenziata l'importanza di non ripetere situazioni tragiche, fondate su concetti di odio o di pulizia etnica. Dobbiamo dire che, paradossalmente, la storia spesso si prende le sue rivincite e il sangue versato dalle bande comuniste nel 1945-1946, che è stato alla base della costituzione della Repubblica Jugoslava, è stato lo stesso sangue che ha annegato dopo 50 anni la giovane Repubblica Jugoslava. Ricordiamo le cosiddette "tragedie di pulizia etnica" nelle lotte fra Serbi, Bosniaci, popolazioni musulmane e cattoliche e mi riferisco ai Croati. Questo è il senso della risoluzione, sulla quale penso vi sia da aggiungere poco, se non da evidenziare la sensibilità di coloro che insieme al nostro gruppo, mi riferisco al gruppo "Union Valdôtaine" e al gruppo "Stella Alpina", hanno ritenuto di sottoscrivere tale documento che auspico possa raccogliere il consenso anche delle altre forze politiche presenti.
Président - La parole au Conseiller Cesal.
Cesal (UV) - Prima di iniziare il mio intervento, credo di dovere delle scuse, delle doverose scuse all'Assessore competente in materia. Prima della sottoscrizione della risoluzione ne ho parlato con il Presidente e ho ritenuto di aver esaurito il mio compito di collegamento nei confronti della Giunta. Erroneamente evidentemente, perché "ubi maior"... però ho dimenticato un passaggio molto importante: quello di coinvolgere l'Assessore, l'Assessore che viene impegnato da questa risoluzione. Non ne avevo nessuna intenzione, sono cose che possono succedere in giornate pesanti come queste, se vogliamo noiose, quindi porgo le mie scuse e dico all'Assessore, nel caso in cui ritenesse che questa mia sottoscrizione non possa essere accettata, che accetto di essere smentito, perché ho dimenticato un passaggio che ritengo fondamentale nel rapporto corretto fra Consiglio ed Esecutivo.
Per quanto riguarda il contenuto della risoluzione, credo che le Foibe siano una tragica vicenda della storia italiana che è stata dimenticata per oltre 60 anni. La storia non deve essere fatta di silenzi, di omissioni, di falsificazioni, di mistificazioni, la storia deve essere raccontata alle giovani generazioni così come si è svolta. Le Foibe sono diventate un fenomeno tragicamente noto, devono il loro sinistro significato all'uso che fecero di tale fenomeno naturale. Le voragini carsiche, i partigiani jugoslavi di Tito nell'immediato dopoguerra, che "infoibarono" circa... ci sono diverse stime... 10 mila persone, la stima più recente... ma si era arrivati a parlare anche di 20-30 mila persone, innescando poi un fenomeno di emigrazione forzata da parte delle popolazioni italiane che erano residenti in Venezia Giulia. Venivano presi di mira dai partigiani di Tito non solo i Fascisti, ma tutti quelli che si opponevano all'annessione forzata della Venezia Giulia alla nascente Repubblica Jugoslava, compresi molti Antifascisti. Venivano "infoibati" soprattutto perché Italiani. Questa vicenda fu il prodotto di odi diversi, odi etnici, nazionalistici, ideologici. Fu il risultato di un brutale tentativo di annessione territoriale. Non ritengo neanche possa servire da giustificazione la politica portata avanti per un ventennio dal regime fascista dell'italianizzazione forzata di tutte le popolazioni di confine. Credo che la nostra Regione abbia subito questo processo, lo abbia patito, ma evidentemente ad iniziative di questo genere non si può rispondere con iniziative violente.
Chiedo pertanto al Consiglio, rimettendo alle suggestioni provenienti anche dagli altri gruppi che non l'hanno sottoscritta, di approvare il documento, un documento che dovrebbe andare nella logica della massima condivisione, così come è stato fatto nel corso dell'ultimo Consiglio relativo alla "Giornata della memoria" e alla vicenda legata alla "Shoah". Inviterei i Consiglieri degli altri gruppi ad associarsi, eventualmente dichiarandomi disponibile ad apportare al testo presentato tutte quelle correzioni, anche quelle eventualmente suggerite dall'Assessore, e quelle che si reputassero necessarie.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Ringraziamo i gruppi "Forza Italia" e "Stella Alpina" per aver predisposto un testo che pone all'attenzione del Consiglio questo tema, come la volta passata avevamo ricordato il "Giorno della memoria", oggi è giusto che sia il momento del ricordo. Condividiamo quindi questa iniziativa, crediamo che, come abbiamo fatto la volta scorsa, sia giusto che insieme riusciamo ad individuare un testo in cui le sensibilità di tutti siano rispettate e riconosciute. Abbiamo tentato di fare alcuni emendamenti cercando di rimanere più fedeli possibili al testo che è stato fornito, in quanto non vogliamo stravolgerlo.
Anche noi, come il collega Frassy, abbiamo letto con attenzione il discorso fatto dal nostro Presidente Ciampi proprio stamani e abbiamo visto come il "Giorno del ricordo" sia stato individuato come una dell'espressioni dell'odio della pulizia etnica che hanno purtroppo caratterizzato l'Europa tragica del 1900. Nel "Giorno del ricordo" vogliamo inserire tale ricordo nel contesto culturale che ne è stato la causa ed è proprio il clima culturale razzista, di nazionalismo esasperato, di totalitarismo; quindi vorremmo mettere l'accento su questo aspetto soprattutto. L'impegno che proponiamo è anche in questo caso inserire tale "Giorno del ricordo" all'interno di tutte le iniziative che vengono fatte. Sicuramente l'Assessore alla cultura è sollecita nel ricordare alle scuole tutta una serie di temi che dovrebbero essere affrontati, forse sarebbe anche utile inserire un quadro più generale in cui tutti questi vari temi sono via via affrontati, in modo che non appaiano solo come "coriandoli" messi lì... ma credo che all'interno di un progetto più chiaro di informazione e di conoscenza delle tragedie del 1900 vadano inserite le iniziative di informazione su fenomeni così tremendi come le Foibe. Concordo e accolgo la proposta del Consigliere Cesal di vedere insieme eventualmente come è possibile giungere a un testo comune che rispetti le sensibilità di tutti.
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (FA) - Per annunciare il nostro voto favorevole a questa risoluzione.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Questo è un tema che, al di là dell'ora tarda e della fatica che tutti sentiamo dopo una giornata di Consiglio, merita una grande attenzione. Faccio un po' di autocritica per non averci pensato in tempi non sospetti, in modo che questa data del 10 febbraio fosse preparata con un po' più di tempo e di attenzione per l'importanza del tema. Vedo che è una dimenticanza che hanno fatto anche altri colleghi, siamo arrivati "sotto" a questa data con tale impegno, per cui capisco se l'Assessore non è nelle condizioni di poter attuare in così breve tempo un impegno. Un impegno che però trovo meglio descritto nell'emendamento fatto dai colleghi del gruppo "Arcobaleno", cioè quello di ricordare insieme alle Foibe e alle decine di migliaia di Italiani gettati nelle Foibe un po' tutte le tragedie che hanno colpito questo secolo breve, il 1900, e che ne hanno fatto un secolo pieno di cose positive, ma anche di grandi barbarie. Non si può dimenticare il Nazifascismo, non si può dimenticare l'Olocausto, quindi credo che inserire la tragedia delle Foibe in una valutazione più ampia delle tragedie che hanno caratterizzato il 1900 credo sia un dato molto importante su cui non possiamo che essere d'accordo.
Sulla premessa in cui si ricorda, nessuno ha nulla da nascondere, quindi il testo della risoluzione presentata unitariamente dai gruppi "Union Valdôtaine", "Stella Alpina" e "La Casa delle Libertà" ci trova concordi. Chiederemmo soltanto di inserire la parte impegnativa nella risoluzione così come era stata presentata...
Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Charles Teresa.
Charles (UV) - Tout en partageant totalement le contenu de la résolution présentée, je dois faire une réflexion à voix haute. La résolution à mon avis est un peu tardive, dans le sens que l'invitation arrive hors temps; si j'envoie demain matin une circulaire aux écoles avec les temps nécessaires pour le protocole de la lettre et les temps techniques de réception, ainsi que la diffusion de son contenu, nous, Assemblée, nous risquons des critiques méritées, parce que peut-être quelqu'un le sait à 13 heures, quelqu'un le sait le soir et le jour après. Il faut alors un peu réfléchir sur les choses qu'on fait, sur les engagements qu'on veut faire prendre aux collègues Assesseurs. On ne peut pas présenter un des plus honteux événements tragiques du siècle, bien que peu connu - et pour cette raison qui nécessite encore plus d'importants approfondissements -, sans une préparation adéquate.
Pour cette tragédie des "Foibe" et pour les assassins de milliers d'hommes, de femmes et d'enfants on pourrait paraphraser ce qu'un écrivain a dit pour les persécuteurs des Juifs: "se questo è un uomo", mais il faudrait un peu plus de temps, permettre aux enseignants de pouvoir se préparer convenablement, afin de présenter comme il faut un phénomène pareil. J'espère qu'à travers les journaux et la publicité institutionnelle que la télévision a faite ces derniers temps, quelques enseignants ou professeurs valdôtains puissent suivre ce que le Parlement italien a souhaité à travers la loi, qui a établi la journée consacrée à la "Journée du souvenir" pour ces populations massacrées ou, dans le meilleur des cas, exilées. Ceux qui ne se sont pas préparés ne pourraient jamais suivre l'invitation de notre Assemblée et il me paraît une superficialité et même une insensibilité sur la gravité de ces événements les communiquer à la dernière heure. Ce que je propose c'est d'engager pour les années à venir l'Assesseur à la culture - n'importe qui puisse recouvrir ces fonctions - à inviter les écoles valdôtaines à se pencher sur cette tragédie historique, provoquée par le "Mal", avec la majuscule, qui souvent héberge dans le cœur et dans la tête des hommes.
En plus je viens de recevoir une lettre, celle-ci oui à temps, le 3 février, une lettre envoyée à tout le monde par le Président Caveri, qui parle de cette "Journée du souvenir", où on demande d'exhiber le drapeau dans les bureaux publics, comme hommage pour les victimes des "Foibe" et en même temps on demande dans les lieux de travail et dans les écoles d'observer à 12 heures une minute de recueillement et de silence. Je crois alors que peut-être cette lettre peut pour cette année être suffisante, pour ne pas arriver trop tard, le problème n'est que là: si la chose arrive tard, ils disent: "mais quelle est cette invitation?", si cette lettre arrive le 10 matin et, si les professeurs ne se sont pas préparés, comment peuvent-ils présenter un argument si important? Voilà c'est une réflexion que je fais à voix haute avec tout le monde.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Parto dal presupposto che tutti gli interventi che sono stati fatti siano stati fatti nella più assoluta buona fede nell'esprimere sensibilità o difficoltà, però vorrei fare anch'io un ragionamento forse poco politico, Assessore, ma un po' ad alta voce su questa vicenda. Il "Giorno della memoria" lo scorso Consiglio, 15 giorni fa, il "Giorno del ricordo" quest'oggi: sono date importanti che sono state codificate in tempi recenti, 2001 l'altra, 2004 questa, ma sono avvenimenti storici che sono datati nel tempo e penso siano impressi nella memoria di tutti. Nello scorso dibattito avevamo espresso una serie di emendamenti che in parte avevamo ritirato e li avevamo ritirati perché ci era stato fatto notare dagli estensori di quel documento che era stato presentato nelle stesse modalità con cui abbiamo presentato questo, cioè con l'iscrizione in aula, pur essendo una ricorrenza che era stata canonizzata già parecchi anni prima - 2001, anzi 2000 rispetto a questa che è stata istituita nel 2004 -, e avevamo anche noi fatto il ragionamento che mi sembra dalle file della Sinistra è stato effettuato oggi. Peccato che quel ragionamento che avevamo fatto ci sia stato cassato e noi ne abbiamo preso atto che eravamo andati fuori tema. Voglio leggere cosa avevamo scritto in integrazione della risoluzione che ricordava la "Shoah": avevamo scritto che eravamo preoccupati per la presenza di regimi comunisti, ove sono negati i principi di libertà e di democrazia, poi avevamo detto ancora che volevamo esprimere solidarietà al popolo israeliano e poi ancora avevamo fatto un riferimento all'odio dell'integralismo islamico, religioso e quant'altro. Ci è stato detto: "la "Shoah" ha a riferimento una tragedia storicamente ben definita, è inutile che andiamo a richiamare tutti i crimini che ci sono in giro per il mondo, perché andiamo fuori tema". Abbiamo capito che, da un punto di vista della celebrazione, probabilmente eravamo fuori tema, abbiamo ritirato gli emendamenti, abbiamo votato la risoluzione. Voglio solo evidenziare che qui non stiamo presentando una risoluzione perché non sapevamo cosa fare questa sera, ma perché riteniamo vi sia un'ufficializzazione di tale momento storico; di conseguenza, abbiamo chiesto che, così come è stato fatto per la "Shoah", altrettanto venisse fatto per questo particolare contesto storico.
Devo dire, ad onore del Presidente Caveri, che egli ha mandato una lettera circolare così come lo ha fatto per l'altra ricorrenza e noi pensiamo che nell'impegno che chiediamo all'Assessore... non chiediamo di allestire conferenze, incontri o quant'altro, che sarebbero auspicabili e che sicuramente devono essere preparati per tempo, ma come è stato fatto... e, tra l'altro, Presidente, qui bisognerebbe superare la battuta del Capogruppo Cesal "ubi maior", perché c'è qualcosa che non funziona nelle comunicazioni, perché sia questa che l'altra vengono mandate ai Dirigenti coordinatori e agli Assessori. Solo in alcune scuole è stato fatto il minuto di silenzio, non in tutte le classi perlomeno, allora penso che, di fronte non tanto a una lettera circolare e a un obbligo di una norma di legge che è cogente per quello che può essere cogente una norma di legge celebrativa, ci dovrebbe essere una sensibilità soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. Pensiamo perciò - e questa vuole essere l'interpretazione autentica dell'impegno - che questo minuto richiesto dal Presidente della Regione, e che verrà sicuramente attuato nell'ambito degli uffici amministrativi, venga a maggior ragione "presentato" nelle scuole; pensiamo che un minuto di silenzio abbia bisogno di due parole, che servono a far riflettere i giovani su quel problema, il quale verrà poi sviluppato nel corso dell'anno scolastico.
Queste le motivazioni, che ci rendono perplessi... nel fare confusione... vorrei dirla tutta però, perché penso che qui sia chiaro che qualcuno ha ancora degli imbarazzi con la storia o forse è una casualità, però questa casualità l'ho colta e ho colto che negli emendamenti presentati dalla Sinistra o, meglio, dai "Verdi" - che si collocano a Sinistra da un punto di vista culturale, e non solo della geografia politica - è sparita la parola "Comunisti". Non so se è un caso o se è una volontà politica ma, colleghi del gruppo "Arcobaleno", i partigiani jugoslavi, i "Titini"... la pulizia etnica è stata il frutto di un'ideologia comunista - mi direte voi: travisata - nel cui nome è stato perpetrato questo massacro.
Siamo d'accordo allora a sospendere, come dice il Consigliere Cesal, a cercare di coinvolgere tutti i gruppi, ma vorremmo che si utilizzassero gli stessi criteri per quelle che riteniamo essere due grandi tragedie, fra le tante, perché potremmo ricordare i "Gulag" e non mi sembra che vi sia una legge che commemori questa tragedia, anche se esistono delle piazze che sono intitolate ai caduti nei "Gulag". Inviterei perciò a rimanere a tema, così come abbiamo fatto per la "Shoah", e inviterei soprattutto ad evitare questi "pruriti" nel chiamare le cose con il loro nome; dopodiché siamo favorevoli ad una sospensione per capire che margini ci siano per modificare un documento che, come dimostrano le firme raccolte, era stato già modificato per cercare di raggiungere il massimo consenso possibile.
Presidente - Mi parrebbe giudizioso un tentativo di trovare la maggiore unanimità possibile.
Il Consiglio è sospeso per 10 minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19,23 alle ore 19,41.
Presidente - È stata trovata l'unanimità? Non mi pare.
La risoluzione che porta la firma dei colleghi Frassy, Tibaldi, Lattanzi, Cesal e Viérin Marco viene emendata nel modo seguente nella parte impegnativa:
"Impegna l'Assessore all'istruzione e cultura, affinché anche nelle scuole valdostane venga ricordata con un minuto di silenzio la tragedia delle foibe quale monito contro tutti i totalitarismi".
Do lettura degli emendamenti del gruppo "Arcobaleno" relativi alla parte dispositiva della risoluzione:
Emendamento
Il dispositivo è così sostituito:
"Ricorda
La tragedia delle Foibe, espressione dell'odio razzista e della pulizia etnica, che ha visto la tragica morte di oltre 10 mila italiani in maggior parte civili, nonché rappresentanti della minoranza slovena, e il drammatico esodo forzoso di oltre 350 mila italiani dalle terre giuliano-dalmate;
Impegna
L'assessore all'Istruzione e Cultura, affinché nelle scuole valdostane, all'interno delle iniziative di conoscenza delle tragedie che hanno caratterizzato il Novecento, venga ricordata anche la tragedia delle Foibe, quale monito contro tutti i totalitarismi."
Il gruppo "Arcobaleno" mantiene i suoi emendamenti?
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Come l'altra volta ciascuno di noi ha cercato di giungere ad un testo condiviso e ciascuno di noi ha fatto mezzo passo indietro, ritengo sia importante affermare che occorre che nelle scuole, ma non solo, questo giorno sia ricordato perché fa parte purtroppo di una storia drammatica, per cui credo che, al di là di sensibilità diverse, nell'impegno ci riconosciamo totalmente. Ritiro gli emendamenti.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione nel testo così modificato:
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Premesso che:
- il Parlamento italiano con la legge n. 92/2004 ha indicato nel 10 febbraio il "giorno del ricordo" in memoria delle tragiche vicende che sul finire della seconda guerra mondiale e poi ancora alcuni anni dopo hanno tristemente e dolorosamente segnato il confine orientale italiano;
- in tale giornata la legge prevede iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani nelle scuole di ogni ordine e grado e demanda a istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende;
- diverse famiglie di esuli hanno trovato rifugio anche nella nostra regione;
Ricorda
La tragedia delle Foibe, grandi voragini dell'altopiano carsico, nelle quali furono gettati dai partigiani comunisti jugoslavi oltre 10 mila italiani in maggior parte civili, nonché i rappresentanti della minoranza slovena, e il drammatico esodo forzoso di oltre 350 mila italiani dalle terre giuliano-dalmate;
Impegna
L'assessore all'Istruzione e Cultura, affinché anche nelle scuole valdostane venga ricordata con un minuto di silenzio la tragedia delle foibe quale monito contro tutti i totalitarismi.
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Con questo punto terminiamo i nostri lavori.
La seduta è tolta.
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La réunion se termine à 19 heures 44.
