Oggetto del Consiglio n. 1783 del 8 febbraio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1783/XII - Incarico per una ricerca relativa alla conoscenza dei servizi offerti dalla Regione. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso che:
- la Giunta regionale ha impegnato 54.000,00 euro per commissionare "un'attività di ricerca per indagini mirate e tracking telefonici relativi alla conoscenza dei servizi offerti" alfine di cogliere le attese e il livello di soddisfazione della popolazione sull'attività istituzionale della Regione;
- tale ricerca si legge mira a "offrire un valido supporto alle attività di pianificazione e di comunicazione istituzionale svolte dall'Amministrazione regionale";
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
il Presidente della Regione per conoscere:
1) in quale sede e contesto è maturata l'esigenza oggetto dell'incarico citato in premessa;
2) se non ritenga che tale iniziativa di stampo tipicamente commerciale poco si adatti ad un'amministrazione pubblica;
3) se non ritenga preoccupante che né la classe politica di governo, né la struttura dell'Amministrazione regionale siano in grado di conoscere le situazioni oggetto della ricerca;
4) quali comportamenti adotterà la Giunta all'esito dei risultati, se come presumibile non dovessero fornire risposte confortanti.
F.to: Frassy
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Questa interpellanza si inserisce in un filone che non è prettamente nuovo e non è nuovo perché è quel filone innovativo sul quale il Presidente Caveri sta puntando molto: il contatto diretto con la gente. Avevamo visto come nel passato recente vi fosse - prima della proposta suggestiva dei colleghi del gruppo "Arcobaleno" di istituire la Festa della Valle d'Aosta in questa duplice valenza, religiosa e civile, che coincidesse con il compleanno del Presidente - questa propensione e vocazione all'onnipresenza con l'attivazione di un servizio sperimentale di videomessaggi. Adesso abbiamo appreso che la Giunta, in una sua deliberazione recente, ha ritenuto di affidare un monitoraggio a una società esterna che si occupa di rilevazioni statistiche sul livello di conoscenza che ha la popolazione dell'attività istituzionale della Regione, perlomeno questa è la sintesi del titolo di tale deliberazione. Se andiamo ad aprire la deliberazione poi, capiamo che il progetto è più ambizioso, non è solo la conoscenza dell'attività istituzionale, che permane nel corpo della deliberazione, dove si dice che non esiste un monitoraggio aggiornato sul livello di conoscenza che abbia sempre la popolazione delle attività della Regione, ma si dice che è necessario predisporre delle azioni che siano volte all'osservazione continuativa delle esigenze via via più sentite dalla popolazione valdostana. Qui devo dire che un po' siamo rimasti stupiti, nel senso che pensavamo che chi ha responsabilità di governo abbia chiaro lo scenario nel quale il suo Governo si deve muovere. Se vogliamo essere sinceri, Presidente, qualche dubbio recentemente lo avevamo maturato sentendo anche questa mattina il suo collega di Giunta, l'Assessore Marguerettaz, che ha avuto non poche difficoltà a capire quello che stava accadendo attorno alla vicenda del "Grand Hôtel Billia" e si giovava, per cercare di capire le problematiche legate a proprietà e quant'altro, dei ritagli di stampa. Ci rendiamo conto perciò che questa maggioranza, questa Giunta in particolare ha il problema di capire cosa serve alla Regione Valle d'Aosta. Certo che questo vuol dire per altri versi, colleghi dell'"Union", che il programma di legislatura che avete scritto e sul quale questa Giunta si impegna nella continuità della "Giunta Perrin" viene messo in discussione, nel senso che il programma politico di legislatura viene accantonato con un grosso punto interrogativo, in attesa che l'Istituto "Piepoli S.p.a." di Milano possa dire alla Giunta e agli Assessori quali sono le esigenze dei Valdostani e forse capire - questo potrebbe essere l'auspicio dei "Ds", che tuttora condividono tale maggioranza - che l'Ospedale, ad esempio, non sia, da un punto di vista logistico-funzionale, utile nella misura in cui questa maggioranza lo sta portando avanti; oppure potrebbe uscire la notizia che gli investimenti che vengono fatti sull'industria... caso vuole sempre dai "Ds", che sono direttamente impegnati in tale vicenda... che la politica industriale di questa Regione da almeno un decennio abbia preso degli indirizzi che alla Regione hanno portato poco; oppure potrebbe uscire che il Casinò, così come è strutturato, è una S.p.a. che è finta e che, di conseguenza, bisognerebbe procedere alla privatizzazione. Da un certo punto di vista allora siamo affascinati dalle risposte che questo sondaggio porterà alle conoscenze di chi ha la responsabilità di governo, ma poi cosa succede, Presidente?
Vorremmo capire se nel momento in cui la sua Giunta ha adottato una deliberazione impegnativa è disposta a perseguire fino in fondo le risultanze di questo studio, perché, se per ipotesi, come noi sospettiamo, emergesse che le esigenze della popolazione valdostana sono leggermente diverse rispetto alle azioni politiche messe in atto da questa maggioranza, penso che lei, Presidente, dovrebbe interrogarsi "in primis" sull'esigenza di una revisione del programma di legislatura, magari anche radicale, che vede un alleggerimento del peso della Regione nell'economia valdostana, ma dovrebbe prendere anche coscienza dell'esigenza di un rimpasto in termini di prospettive politiche. Penso che il momento, Presidente, sia quello che si presti a un'analisi di questo tipo, avete fatto delle affermazioni in tempi recenti impegnative su scelte di campo nazionali, che trovano una difficoltà sul quadro regionale, perciò penso che un rimpasto in Giunta sia sotteso a questa deliberazione.
È una deliberazione che la Giunta ha adottato in maniera unanime, al di là di due assenze, che penso siano casuali, Presidente, perché nella copertina di questa deliberazione si legge che l'Assessore Cerise è assente giustificato alla seduta, perciò immaginiamo che la sua assenza valga per tutta quella seduta di Giunta e immaginiamo che l'Assessore Pastoret abbia avuto impegni più importanti degli impegni istituzionali, tant'è che ha partecipato alle deliberazioni antecedenti, ma non si è trovato in Giunta quando avete discusso di questa deliberazione, ma il fatto che lei abbia due Assessori in meno su tale deliberazione non sia un segnale politico... immaginiamo che sia un segnale contingente, però che si fa dopo? Non penso che lei abbia quel culto della personalità, che in maniera piacevolmente ironica ha rispedito alla Sinistra; sono convinto che lei in questo caso voglia acquisire strumenti nuovi, ma strumenti nuovi mettono in discussione quella che è una linea tracciata con un programma politico, una linea tracciata con delle alleanze, una linea tracciata con degli equilibri di Giunta. La nostra interpellanza allora è prettamente politica, cioè quali saranno le ipotesi che lei è disposto a percorrere all'esito dei risultati? Perché, Presidente, diciamocelo in maniera chiara: se lei avesse avuto in questo momento la certezza che l'azione della sua maggioranza e della sua Giunta fosse quello che i Valdostani chiedevano, non avrebbe portato in Giunta tale deliberazione. Lei perciò in questo momento ha il dubbio della ragionevolezza, che il percorso politico della sua maggioranza è su un "binario" tipo quello della tramvia Cogne-Charemoz. Quello è un "binario" di lungo corso, sono 10 anni che regge, anche se non c'è un gran traffico; in questo caso è un po' diverso, però lei aveva tale consapevolezza. Se aveva questa consapevolezza, noi vorremmo capire che tipo di conseguenze, lei, la sua Giunta, la sua maggioranza siete disposti a percorrere alla luce delle risultanze e di più auspichiamo che su queste risultanze, al di là del dibattito che avrete in Giunta e in maggioranza, vi sia un coinvolgimento con la partecipazione dell'assemblea, perché capire cosa percepisce e cosa vuole la popolazione valdostana può servire forse anche all'opposizione.
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Quello di oggi è un Consiglio regionale "felpato", molto intimo, con molti colleghi che si riuniscono in capannelli, si spostano, quindi forse è anche la giornata delle confessioni. Devo dire di aver sempre ammirato la vispolemica e l'intelligenza del Consigliere Dario Frassy fin dalla metà degli anni '70, quando io ero della "Jeunesse Valdôtaine" e all'epoca lui era del "Fronte della gioventù". Devo dire però che, se oggi è davvero la "giornata del cappellaio matto", per cui giriamo il mondo alla rovescia, sono francamente stupito che qualche dubbio sull'utilizzo dei sondaggi di opinione venga da parte di un esponente di "Forza Italia". Lei è stato molto abile, perché questo suo dubbio sui sondaggi di opinione lo ha scritto, ma non lo ha ripetuto nell'illustrazione dell'interpellanza, perché nell'iniziativa ha scritto: "se non ritenga che tale iniziativa di stampo tipicamente commerciale poco si adatti ad un'amministrazione pubblica". Ora, se c'è qualcuno che ha inventato in maniera mirabile l'utilizzo dei sondaggi di opinione, è il vostro amministratore di maggioranza, cioè l'azionista di "Forza Italia" e devo dire, affinché non sia deluso della mia risposta, che il tipo di "format" proposto dall'Istituto "Piepoli" alla Regione è un "format" di sondaggio di opinione che viene adoperato attualmente praticamente da tutte le Regioni italiane e da moltissime Province italiane, ma "udite, udite" è uno dei "format" che adopera anche Palazzo Chigi! Le cose così come costruite con il tipo di indagine mirata, e quindi è qualcosa che l'Istituto "Piepoli" fa anche per l'Onorevole Silvio Berlusconi. La chiave di lettura un po' maliziosa che lei dà dello strumento è da "rinviare al mittente", perché Presidenti di Regioni di Destra, di Sinistra, di Centro, e anche Silvio Berlusconi, usano devo dire in maniera assai più diffusa. Poi è vero che, se i sondaggisti all'Onorevole Berlusconi non vanno bene, come il povero Crespi, fanno una brutta fine, per cui si va sempre alla ricerca di sondaggisti "di famiglia" che rassicurino sull'esito delle elezioni successive. Al di là dello scherzo, perché lei è stato soave nel suo eloquio e io lo sarò altrettanto, voglio dirle che, oltre ai risultati che abbiamo reso noto nel corso della conferenza stampa e che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti, noi abbiamo scelto proprio nei giorni scorsi altri filoni di intervento, in cui, fra l'altro, gli esiti del sondaggio, che pure sono lusinghieri per il Governo regionale, manifestano degli elementi di debolezza o di preoccupazione nell'opinione pubblica: penso al fenomeno dell'immigrazione extracomunitaria che viene avvertito come un tema particolarmente caldo, penso alla questione della disoccupazione che viene avvertita al di là dei dati nudi e crudi sull'occupazione in Valle, penso ai problemi industriali che vengono avvertiti ovviamente da un'opinione pubblica attenta come un tema particolarmente prioritario. Ebbene credo che non si viva di sondaggi, si vive della prossimità e del rapporto politico che, per fortuna, in Valle d'Aosta è un rapporto di vicinato, di democrazia. Ciascuno di noi ogni giorno non entra in una "turris eburnea" e perde in questo modo il contatto con la realtà, ma il contatto è quotidiano e credo che non vi sia nessun posto nel mondo dove, se una qualunque persona vuole parlare con un qualunque politico, lo può fare nel volgere di poche ore. Questo ci consente di avere dei sondaggi di opinione quotidiana, di poter disporre di una serie di percezioni sull'azione che conduciamo. Tuttavia, poiché tutti se ne sono dotati, abbiamo ritenuto unanimemente di farlo anche noi e le assenze di quel giorno in Giunta non nascondono nessun veleno o nessuna omissione, perché in effetti, nella fase di analisi dei dati che sono stati elaborati sulla base del sondaggio, devo dire che lo abbiamo ritenuto uno strumento nuovo, dinamico, da affinare, senza farne un mito o chissà cosa. Reputiamo semplicemente che questo possa essere uno strumento di lavoro.
Il Consigliere Frassy ha detto: "questo vi aiuterà a rendere sempre più corrispondente l'azione di governo rispetto alle aspettative dell'opinione pubblica", e perché no? Se scoprissimo che nella percezione che questo campione significativo di popolazione, che fra l'altro allargheremo ulteriormente per il prossimo sondaggio, qualcosa ci è sfuggito e una percezione preoccupata dell'opinione pubblica emergesse, è normale che sia così. Credo che sia esattamente quello che oggi il Governo fa e sappiamo che lo fa in maniera molto più massiccia di quanto faccia il Governo regionale della Valle d'Aosta, perché non c'è decisione, non c'è legge, non c'è pronunciamento che il "Premier" e l'attuale suo Governo decidano che non abbia degli "instant" sondaggi che consentono poche ore dopo di capire qual è la reazione. Questa è per la politica moderna una cosa di cui tenere conto. Noi lo abbiamo fatto in maniera assai blanda, in maniera molto tiepida, adoperando con giudizio e senza mitizzare degli strumenti che ormai tutti adoperano, quindi vorrei rassicurarlo sul fatto che abbiamo reso noto gli aspetti positivi e gli aspetti negativi, così come emersi dallo studio, e lo faremo anche nelle prossime occasioni.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Una breve replica. Prendiamo atto piacevolmente che il "modello Berlusconi" rimane sempre un modello e rimane sempre un modello anche per chi guarda e si dichiara allineato sulle posizioni del Centro Sinistra. Prendiamo atto che comunque il "modello Berlusconi" a Destra e a Sinistra rimane un modello soprattutto per quelle modalità innovative di interpretare la politica e di risolvere i problemi delle popolazioni e delle società che si devono amministrare. Dico solo questo, perché penso che vi sia da dire poco rispetto alla mia illustrazione e la sua risposta, devo dire solo che l'aspettiamo all'esito finale di questa carrellata di sondaggi, quando immagino che lei dovrebbe portare - maggioranza permettendo - un allegato bis che raddrizzi il programma di fine legislatura; perciò, se questa è un'operazione mirata a tale obiettivo, siamo convinti che vi sarà questa conclusione. Se tale conclusione non ci dovesse essere, probabilmente ci troviamo, più che di fronte a un sondaggio, a uno strumento di propaganda dei ruoli istituzionali; in questo caso non sarebbe colto nel segno il "modello Berlusconi".
