Oggetto del Consiglio n. 1784 del 8 febbraio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1784/XII - Ridefinizione delle modalità e priorità per l'assegnazione di alloggi riservati a situazioni di emergenza abitativa. (Interpellanza)
Interpellanza
Sottolineato il problema dell'emergenza abitativa in Aosta e nell'intera Regione;
Considerata la necessità che tale problema venga affrontato con la massima attenzione onde far fronte al prevedibile peggioramento della situazione, a seguito dell'allargamento dell'area di povertà e di disagio abitativo, alla luce anche dei mutamenti sociali che stanno avvenendo;
Tenuto conto che le modalità e i criteri di priorità per l'assegnazione degli alloggi riservati per situazioni di emergenza abitativa risalgono ad una delibera di Giunta del 2001;
Constatata la necessità di verificare se i requisiti necessari per entrare nella lista di emergenza abitativa e i parametri dei relativi punteggi sono ritenuti attuali e rispondenti alle esigenze dell'emergenza abitativa valdostana;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
L'Assessore competente per sapere:
1) quali sono i suoi intendimenti in merito all'opportunità di procedere ad una verifica di tali criteri e punteggi al fine di apportare le opportune modifiche in funzione della situazione attuale, indicando, nel caso di risposta favorevole, tempi e modalità;
2) quali soluzioni si intendono adottare per dare una risposta positiva al problema dell'emergenza abitativa nella nostra regione.
F.to: Lanièce - Viérin Marco - Stacchetti - Salzone
Président - La parole au Vice-président Lanièce.
Lanièce (SA) - Abbiamo voluto presentare questa iniziativa - il gruppo "Stella Alpina" insieme al collega Salzone - per avere delucidazioni in merito al problema dell'emergenza abitativa, che è stato spesso trattato in quest'aula, anche alla luce dei nuovi mutamenti sociali che sono avvenuti, che incidono anche sui criteri che sono stati individuati in passato per assegnare gli alloggi in emergenza abitativa. Ultimamente si è parlato delle due povertà, quindi mutamenti sociali, nuove povertà, il problema degli extracomunitari, il fatto che vi siano sempre più persone che si separano e la Val d'Aosta è, purtroppo, una delle Regioni in cui separazioni e divorzi avvengono in grosso numero; quindi tutti questi problemi stanno comportando delle modifiche e stanno portando sempre più persone a dover affrontare grosse difficoltà. Giustamente di fronte a questo nuovo scenario abbiamo ritenuto opportuno chiedere se l'Amministrazione regionale intende modificare quelle norme indicate nella deliberazione n. 5004/2001, con la quale c'è la definizione delle modalità di presentazione delle domande e dei criteri di priorità per l'assegnazione degli alloggi riservati ai sensi della legge regionale. Questa è sicuramente una delle cose importanti per cui siamo in attesa di avere la risposta da parte dell'Assessore e, oltre a parlare di modificare tali criteri, secondo noi necessari per stare al passo con i tempi alla luce di quello che dicevo prima, la nostra interpellanza verte anche sulle politiche che si vogliono porre in essere per l'emergenza abitativa, perché è opportuno modificare i criteri, ma è anche opportuno individuare politiche che vadano in quella direzione, perché modificare i criteri non serve a nulla se poi dopo non c'è una volontà politica di intervenire e di prendersi a cuore il problema dell'emergenza abitativa e di individuare dei percorsi sui quali investire e permettere dei finanziamenti dei capitoli di spesa e dimostrare che questo problema è sentito. Queste sono le due motivazioni che hanno portato i sottoscrittori a presentare tale interpellanza, proprio per capire quali sono gli intendimenti, sapendo già da un'intervista, apparsa a novembre 2005, che un gruppo di lavoro stava studiando queste modifiche.
Ci auguriamo che dalla risposta dell'Assessore emerga il fatto che questo gruppo di lavoro sta finendo tale lavoro, nel qual caso se è possibile sapere quali sono i criteri e le modalità che si vogliono individuare alla luce dei mutamenti sociali di cui parlavo prima e soprattutto quali sono le indicazioni politico-strategiche della maggioranza nella direzione di affrontare il problema dell'emergenza abitativa. Si tratta di un problema molto sentito che, alla luce di queste nuove situazioni - separazioni, giovani coppie -, è sempre più presente e merita una forte attenzione da parte del Governo e penso che in questo caso vi sia una condivisione sia da parte della maggioranza che dell'opposizione nel ritenere opportuno intervenire al più presto in tale direzione.
Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.
Cerise (UV) - Come è già avvenuto per la risposta all'interpellanza presentata dai colleghi Salzone e Lanièce nella riunione del 26 e 27 ottobre 2005, mi corre l'obbligo di ricordare che la procedura per l'assegnazione degli alloggi in emergenza abitativa è disciplinata dalla legge n. 39 e la procedura stessa è prevista nell'articolo 23 di questa legge. Il comma 5 dispone che le modalità di presentazione delle domande e i criteri di priorità per l'assegnazione degli alloggi riservati in concorrenza tra i soggetti che si trovano in specifiche e documentate situazioni di emergenza abitativa sono approvati dalla Giunta regionale su proposta della Commissione di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. Questo è stato fatto con deliberazione n. 5004/2001 e voglio ancora ricordare come, ai sensi del comma 2 dell'articolo 23 della legge n. 39, per le finalità di emergenza abitativa possono essere utilizzati solo gli alloggi cosiddetti "di risulta", cioè quelli che si liberano da una precedente assegnazione. L'ente gestore comunica alla struttura regionale competente in materia di edilizia residenziale pubblica l'elenco degli alloggi "di risulta" entro 30 giorni dalla loro disponibilità. Alla struttura regionale competente in materia di edilizia residenziale pubblica non sono più segnalati alloggi "di risulta" disponibili ai fini dell'emergenza abitativa - torno a fare riferimento al Comune di Aosta, la solita vittima o se vogliamo bersaglio -, come peraltro ci era stato comunicato nel mese di ottobre da tale ente. Ci sono, è vero, questi 60 alloggi che però in parte non sono fruibili, perché devono essere ristrutturati, una parte sono oggetto già di manutenzione straordinaria, alcuni dei quali non sono idonei per quanto riguarda l'emergenza perché concernono gli handicappati, altri ancora dovrebbero essere assegnati a dei cittadini che non sono in emergenza abitativa ma, di fatto, sono in disagio abitativo.
"Quali sono i suoi intendimenti in merito all'opportunità di procedere ad una verifica di tali criteri e punteggi...", eccetera? Nel corso del mese di dicembre e di gennaio 2006 abbiamo convocato 2 riunioni con una delegazione del CPEL e con l'ARER aventi ad oggetto la revisione dei criteri per l'emergenza abitativa stabiliti da questa deliberazione di Giunta e si è partiti da una considerazione che è stata più volte evocata dagli stessi interpellanti. La considerazione è che il Comune di Aosta, tenuto conto dell'alto numero degli alloggi ERP presenti sul territorio, si è sempre dovuto fare carico dei numerosi casi di emergenza abitativa riguardanti gli altri Comuni; su ciò va detto che negli altri Comuni non c'è mai stata l'adozione di un atto che individui sul proprio territorio possibili soluzioni a questo. L'ipotesi di lavoro prospettata è quindi quella di responsabilizzare maggiormente ogni singolo Comune della Regione, formulando la graduatoria di emergenza abitativa suddivisa per singole aree territoriali. In questo modo, pertanto, gli alloggi destinati all'emergenza abitativa dovrebbero essere destinati a soddisfare i casi di nuclei familiari residenti nel Comune dove si trova l'alloggio e, solo qualora non dovesse esserci necessità in quel territorio, si potranno soddisfare le esigenze di nuclei residenti nell'ambito della Comunità montana e via dicendo. L'ultima ipotesi è quella di guardare i bisogni presenti sul restante territorio regionale. Questa ipotesi è al momento allo studio della Commissione di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, di cui all'articolo 3 della legge n. 39, in quanto è l'organismo competente a proporre alla Giunta regionale delle modificazioni da portare alla deliberazione.
"Quali soluzioni si intendono adottare per dare una risposta positiva al problema dell'emergenza abitativa nella nostra Regione", qui abbiamo concluso il lavoro di formazione della nuova legge, che dovrebbe riformare o quanto meno gettare la riforma e siamo partiti dalla constatazione che occorre fare una riflessione più generale sul concetto di emergenza abitativa e di disagio abitativo, perché c'è il rischio di fare un po' di confusione e di trasformare l'uno nell'altro, che non sarebbe corretto. È chiaro che l'emergenza abitativa deve rimanere una situazione estrema, alla quale va trovato un estremo rimedio. Abbiamo alcuni dati, abbiamo fatto un esame sui dati del 2004 rilevando come, a fronte di 10.600 alloggi che sono affittati, i casi di sfratto sono stati circa 29, quindi una percentuale dello 0,12%, quindi si lavora sui piccoli numeri e lavorando sui piccoli numeri si può immaginare che, se la risposta arriva collegialmente da tutta la Regione, la risposta può essere efficiente. Quando sovente si arriva alla situazione di sfratto allora è perché si passa da una situazione di disagio abitativo ad una situazione di emergenza abitativa. Abbiamo individuato in tali ipotesi di legge degli strumenti che dovrebbero consentire ai Comuni di fare interventi tipo quello che ha fatto il Comune di Aosta e quindi di garantire un affitto, ma questo presuppone di dare ai Comuni una disponibilità finanziaria per fare tale operazione. In questo modo immaginiamo che si possa ridurre sensibilmente il numero dei casi di emergenza abitativa, rimanendo nell'ambito del disagio abitativo che con tali ammortizzatori si dovrebbe contenere. È chiaro che resta una fascia con una connotazione di problematiche che sfuggono al problema della casa e vanno assorbite nell'ambito delle politiche sociali.
Président - La parole au Conseiller Salzone.
Salzone (FA) - Intanto ringrazio l'Assessore della risposta e perché si è attivato, dopo numerose sollecitazioni che sono venute in Consiglio, per quanto riguarda la modifica di alcune norme che obiettivamente sono datate. Colgo però l'occasione non per entrare nello specifico dell'interpellanza, che ha un suo valore in quanto lei comunque la risposta ce l'ha data, ma per cercare di far capire il mio concetto: il concetto dell'emergenza. Intanto la Commissione emergenza è nata attorno alla metà degli anni '80 su una proposta fatta da me; perché nacque quella Commissione? Nacque proprio perché i regolari bandi di concorso che investono una parte del territorio non possono dare risposta a tutti quei cittadini che hanno delle difficoltà economiche, sociali, di povertà, di cui abbiamo sempre parlato; era per coprire quel vuoto esistente sul nostro territorio, vuoto che vuol dire assenza di soluzioni per quei Comuni che non hanno mai "costruito" edilizia economica popolare, ma con delle situazioni di emergenza per le quali bisognava trovare una risposta. L'emergenza allora era gestita dal Presidente della Regione, che nella veste di Prefetto, assieme ai sindacati e ad altre componenti, dava delle risposte immediate. Abbiamo cercato di regolamentare questa "cosa" e direi che con la legge n. 39 lo abbiamo fatto e lo abbiamo fatto anche con determinati criteri. La risposta politica, purtroppo, non vi è mai stata, ma perché? Perché non c'è mai stata quella sensibilità necessaria dei Comuni limitrofi alla città di Aosta a dare una risposta a quei cittadini che, pur vivendo in Comuni "ricchi", hanno anche loro delle povertà. Sono passati 20 anni e il Comune di Aosta ha assorbito quasi tutte quelle povertà, tant'è che siamo arrivati ad un punto in cui la risposta politica è inaccettabile. Sa perché è "inaccettabile"? Perché, se è vero che gli alloggi da assegnare sono quelli di "risulta" del patrimonio pubblico abitativo - lo dice la legge, mi consenta di dirle che ho partecipato anche alla stesura di quel provvedimento - e i cittadini sono quelli che vivono in un territorio dove non c'è l'edilizia economica popolare, in qualche maniera una risposta comunque bisognerà darla. Il Comune di Aosta allora non può decidere di non assegnare più l'emergenza abitativa a quei cittadini che non vivono nella città di Aosta; non è legittimamente possibile dare delle risposte di questo genere! Guardi, Assessore, ci sono 15 famiglie che hanno acquisito il diritto di un alloggio di edilizia economica popolare, perché sono legittimamente nelle graduatorie di emergenza; ci sono famiglie che aspettano da mesi, qualcuno da anni, nella graduatoria di emergenza e io queste cose gliele ho già dette. Credo che a tali cittadini si debba dare una risposta e, quando lei mi dice che ci sono 60 alloggi edilizia economica popolare liberi, mi porrei il quesito con una certa attenzione. Intanto, come fanno ad esserci 60 alloggi liberi di colpo? Vuol dire che si sono accumulati nel tempo e questo è un altro problema a cui lei dovrà pensare. Le dico allora un'altra cosa, per entrare nel concreto: ci sono famiglie che sono presenti in quelle graduatorie che oggi sfrattate vivono, mi creda, in mezzo alla strada. Diciamo per precisione che ci sono famiglie con 4 bambini piccoli che da 2 mesi, dopo aver vissuto 20 giorni in albergo pagati dalla Regione con tutti i contributi possibili, vivono uno da una parte e uno dall'altra, con problemi sociali gravissimi. Ritengo allora che qui occorra del buon senso; abbiamo 15 famiglie in quella graduatoria? Chiudiamolo questo discorso, quelli sono cittadini che hanno acquisito un diritto, chiudiamo tale discorso e poi andiamo a fare le modifiche che lei giustamente richiede. Io sono il primo a dire che bisogna fare delle modifiche, però le chiedo di prestare attenzione nei confronti di tutti quei Comuni - ripeto: Sarre, Gressan, Saint-Christophe, Pollein e girando intorno - che per 20 anni - glielo posso assicurare perché in quella commissione ci ho vissuto per 20 anni - hanno usufruito di questa disponibilità data dal Comune di Aosta. Oggi ci vuole un'inversione. Bisogna che voi cerchiate di far capire che costruire 10 alloggi, o ristrutturare un fabbricato di 10 alloggi in un Comune come Sarre non stravolge la politica di quel Comune.
Stamani le ho fatto quella interpellanza dove le chiedevo i tempi, perché? Voi avete regalato quel fabbricato da più di 2 anni all'ARER, quella era l'urgenza; è vero che è Valpelline, ma se lei ha una famiglia con 4 bambini piccoli in mezzo alla strada... intanto li mettiamo lì, poi vedremo quali saranno le graduatorie che permetteranno di entrare legittimamente negli alloggi di ERP. È vero, una risposta abitativa la daremo, costruiremo 100 alloggi ed è una risposta, anche se tardiva e anche se sono anni che non diamo una risposta abitativa, però passeranno almeno 3 anni e lei lo sa meglio di me cosa vuol dire. Cosa facciamo in questi 3 anni, mentre continuano ad esserci sfrattati in mezzo alla strada? Lei mi potrà rispondere come tante altre volte che diamo il contributo all'affitto; non è che non facciamo niente, ma quello che mi preoccupa sono i disagi sociali che si creano nel momento in cui abbiamo famiglie in mezzo alla strada, e guardate che ci sono! Qualcuno, forse il Presidente, stamani mi ha detto che è gente che non ha pagato l'affitto ed è stata sfrattata; io le assicuro, Assessore, perché tali cose le conosco molto bene, che questi sono sfratti per povertà! Non riescono a pagare e, quando cerchiamo di aiutarli - anche le associazioni private cercano di aiutare questa gente magari contribuendo all'affitto -, non si trovano disponibilità, so che ci sono gli alloggi liberi, ma non li affittano a loro! Ecco perché abbiamo l'obbligo morale di dare una risposta e non posso più accettare che i Comuni limitrofi alla città non diano con senso di solidarietà e sussidiarietà un minimo di risposta. Non è che si chieda chissà che cosa! Le ripeto: con la costruzione di 7 o 8 alloggi per ogni Comune intorno alla città noi risolviamo l'emergenza.
Il mio vuole solo essere un contributo fattivo, sia chiaro; termino solo dicendole questo. So che si stanno riunendo, gli esperti della materia lei ha rimesso la questione alle Commissioni competenti, io sono a disposizione per un confronto, non perché pretendo di saperne più degli altri ma, se lei ritiene opportuno di dovermi sentire al di là del nostro rapporto, maggioranza-opposizione, io credo di poter dare il mio contributo solo per l'esperienza che ho acquisito negli anni. Se lo ritiene opportuno, sono a disposizione.
