Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1781 del 8 febbraio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1781/XII - Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato. (Interpellanza)

Interpellanza

Richiamato il contenuto della legge regionale n. 27/1999 e della Deliberazione della Giunta n. 4149/2005 in materia di Servizi idrici e del sistema di calcolo delle relative tariffe;

Ritenuto che il sistema di tariffazione previsto finisca con il penalizzare i cittadini dei Comuni che, virtuosamente, hanno investito in infrastrutture idriche, in rapporto ai cittadini dei comuni le cui opere infrastrutturali sono state realizzate dalla Regione;

Creduta necessaria una riflessione sul problema, che rischia di creare evidenti sperequazioni;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) se non ritiene che la Deliberazione n. 4149/05, concernente la definizione delle componenti di costo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, crei delle sperequazioni tariffarie tra i diversi Comuni valdostani, in rapporto alle contribuzioni regionali ricevute o meno dai singoli Enti locali;

2) se non si intenda adottare un sistema di valutazione dei costi più equo, che tenga conto del problema evidenziato.

F.to: Curtaz

Président - Y a-t-il besoin d'illustration?

La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - È un'interpellanza molto interessante che si collega con l'argomento che andremo a discutere al Piano di tutela delle acque. Devo dire però che c'è una premessa nell'interpellanza che contiene un'affermazione non vera, in quanto le infrastrutture idriche sono state sempre realizzate con fondi regionali o direttamente dalla Regione, o dai Comuni nell'ambito del programma "Fospi". I Comuni solo in casi molto limitati e per importi contenuti hanno provveduto tramite mutui Cassa depositi e prestiti, ma mai, per quanto noto, con investimenti diretti da recuperare attraverso le tariffe. Quello che esiste in Regione è in realtà una forte differenziazione tra i Comuni relativamente alle tariffe applicate per ogni metro cubo dell'acqua. La deliberazione della Giunta regionale n. 4149/2005, rispetto alla quale è stato acquisito il parere favorevole della III Commissione consiliare, ha inteso definire le componenti di costo da prendere in considerazione per determinare l'importo della tariffa del servizio idrico in modo omogeneo per tutti i Comuni e dai prossimi anni per tutti i sottoambiti territoriali una volta che questi saranno effettivamente organizzati. L'individuazione dei centri di costo da considerare rappresenta sicuramente un passo importante, ma non definitivo per una maggiore equità dei sistemi di valutazione delle tariffe. La deliberazione stabilisce in particolare le modalità con le quali considerare gli eventuali investimenti nella realizzazione delle infrastrutture idriche fatti o ancora da fare.

Nel capitolo 3 "Determinazione dei costi di investimento" del Metodo per la definizione della tariffa sono indicati i costi di investimento riferiti ad opere appaltate prima del 1° gennaio 2006 che non concorrono a formare la tariffa (se non in casi del tutto eccezionali per opere di rilevanza intercomunale finanziate direttamente dai Comuni, che sono anche qui molto poche). Tali costi sono quelli relativi agli ammortamenti e alla quota degli interessi derivanti da mutui accesi prima del 1° gennaio 2006. Costituisce invece elemento di costo da considerare l'eventuale remunerazione di quelle opere realizzate in autofinanziamento dalle società di capitali e/o aziende speciali, operanti in regime di concessione prima dell'istituzione del sub-Ato, e restituite al termine della concessione stessa. Per le opere appaltate dal 1° gennaio 2006 sono invece da considerare tra gli ammortamenti relativi a investimenti realizzati a valere su tutti i tipi di finanziamento i soli oneri finanziari dei mutui e della quota comunale degli investimenti "Fospi" - il 20% o il 15% - e gli investimenti realizzati con apporto di capitali privati. Ora, il Piano degli interventi da realizzare per la riorganizzazione del servizio idrico dovrà definire da qui in avanti l'ammontare complessivi degli investimenti necessari e solo con questo documento potrà essere verificato se effettivamente emergono sperequazioni tra le diverse realtà comunali e verificare le motivazioni di tali sperequazioni. A tale scopo conterà anche molto come i Comuni intendono modulare all'interno dell'ambito la tariffa, potendo tenere in conto, seppure limitatamente, di eventuali necessità specifiche e straordinarie locali. Resta inteso che il tutto costituisce un punto di partenza per cominciare a fare delle simulazioni per avere un'idea precisa di come potranno essere le lievitazioni tariffarie e per vedere, attraverso degli strumenti, come potrebbe essere quello della legge della montagna, di ridurre il peso della ripartizione dei costi sulle tariffe, tenuto conto della realtà territoriale. Portare infatti un acquedotto per servire un villaggio da noi è sproporzionatamente diseconomico per quanto riguarda l'ottica con cui è stato ideato il sistema tariffario, per il quale si può immaginare che l'utenza, pagando il costo di esercizio dell'acqua, possa effettivamente ammortizzare il capitale necessario a portare un acquedotto in una città grande, cosa che da noi forse non sarà possibile.

Président - La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Prendo atto dei chiarimenti forniti dall'Assessore, devo riconoscere pertinenti e interessanti rispetto alla materia che affrontiamo. Voglio solo portare una contro argomentazione ad una delle argomentazioni principali che l'Assessore ha illustrato. Sono certo che l'Assessore dica cosa giusta quando afferma che gli acquedotti comunali sono in definitiva fatti tutti con fondi che non sono direttamente emanazione della finanza comunale, nel senso che gli acquedotti comunali sono stati fatti o direttamente dalla Regione, o attraverso fondi di derivazione regionale. Questo dal punto di vista sostanziale - l'Assessore poi lo ha spiegato meglio di quanto adesso io abbia ripetuto -, è sicuramente vero. Però, dal punto di vista formale, credo che, se ho letto bene quella deliberazione, le cose non stiano così, perché, nel caso di intervento diretto della Regione, questa contribuzione regionale non farà parte delle componenti di costo e nel caso contrario sì. È corretto questo ragionamento? Credo di sì. Se così fosse, si creerebbe comunque una sperequazione per i cittadini perché, laddove l'acquedotto, per tutte le ragioni che possiamo immaginare, non è stato realizzato direttamente dal Comune, non attraverso fondi suoi, ma attraverso fondi derivati, contribuzioni, eccetera, i cittadini di quel Comune vedono appesantite le proprie tariffe, mentre in caso contrario no. Questo è un elemento di sperequazione che, se è giusta l'interpretazione che do... se poi lei mi dice che l'interpretazione non è questa, ritiro tutto, tale circostanza relativa al tipo di finanziamento incide sulla bolletta, incide sul costo dal punto di vista formale e potrebbe accrescere o mantenere quelle sperequazioni che oggi effettivamente ci sono da Comune a Comune e che sono abbastanza incomprensibili sotto il piano dell'equità e dell'opportunità di avere un servizio essenziale che dovrebbe essere identico per tutti i cittadini. Il tema è molto tecnico e sicuramente l'Assessore Cerise è più preparato di me in materia, ma invito l'Assessore a fare una riflessione anche poi alla luce delle prime esperienze applicative di questa deliberazione per vedere se non sia il caso di apportare quei correttivi che tendano a far pagare al cittadino in maniera, se non uguale, diciamo analoga un servizio essenziale che dovrebbe essere ugualmente fornito a tutti i cittadini della Valle d'Aosta. Se lo scopo è questo, credo che tale strumento sia ancora imperfetto, ritengo che debbano essere adottate, alla luce delle esperienze che matureranno, quelle correzioni che facciano venir meno la sperequazione che oggi è sotto gli occhi di tutti.