Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1780 del 8 febbraio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1780/XII - Individuazione di un'area nel Comune di Perloz per l'allenamento con moto da trial. (Interpellanza)

Interpellanza

Vista la D.G. n. 18 del 11/01/06, con cui, su richiesta del Presidente del Moto Club Vallée d'Aoste, con sede in Pont-Saint-Martin, si individua e si approva una zona nel comune di Perloz per l'allenamento con moto da trial;

Considerato che nell'area individuata non è possibile, stante gli attuali strumenti urbanistici comunali, consentire la pratica del trial, come ha evidenziato il parere espresso dalla Stazione forestale di Pont-Saint-Martin, né è possibile in base al PTP autorizzare la pratica di sport motociclisti al di fuori di apposite piste;

Preso atto che nella Commissione consiliare competente non è stato esibito il parere negativo della Stazione forestale;

Ricordato che su richiesta dello stesso Moto Club sono state autorizzate, sempre nella zona della Bassa Valle, altre zone per le gare e l'allenamento con moto da trial;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere:

1) per quali motivi non è stato portato a conoscenza della Commissione consiliare il parere negativo della Stazione forestale;

2) se non ritiene la delibera autorizzativa illegittima, in quanto in contrasto con la normativa vigente;

3) se si intendono moltiplicare nella nostra valle piste, percorsi, zone dedicate all'attività della moto con trial, e come si pensa di conciliare il proliferare di tali attività con le immagini della montagna che si vogliono propagandare.

F.to: Squarzino Secondina - Riccarand

Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.

Isabellon (UV) - Alcune premesse. Deliberazione n. 18/2006: la Giunta ha autorizzato un percorso per allenamento con moto da "trial" nell'ambito di una zona delimitata in località Canale Breda del Comune di Perloz. Le aree per l'allenamento del "trial" consistono in semplici zone confinate che non hanno mai richiesto la realizzazione di opere stabili o la realizzazione di volumetrie, pertanto la procedura seguita è quella delineata dalla legge regionale n. 17/1985, che recita: "per disporre le gite in moto, la Giunta regionale potrà, su proposta dell'Assessore per l'agricoltura, foreste e ambiente naturale, sentito il parere della competente Commissione consiliare, creare zone ben delimitate e disciplinate a tale scopo". In sostanza si tratta di un'attività soggetta a controllo da parte della pubblica amministrazione, nel senso di valutare l'idoneità delle zone proposte e dettarne le prescrizioni di utilizzo. In bassa Valle vi era solo un'altra area autorizzata in Comune di Champorcher, creata a seguito di una gara europea del 1995 di ridotte dimensioni, che probabilmente a motivo della sua scomoda ubicazione non è più utilizzata, quindi è stata utilizzata solo in occasione di questa manifestazione.

Entrando nel merito, "per quali motivi non è stato portato a conoscenza della Commissione consiliare il parere negativo della stazione forestale", la titolarità del procedimento sopra delineato fa capo attualmente al Corpo forestale della Valle d'Aosta, nello specifico all'Ufficio affari generali della sede centrale del Corpo, che si avvale del supporto tecnico-operativo fornito dalle locali stazioni forestali. Le stazioni forestali vengono, per corretta prassi, chiamate a partecipare all'istruttoria dei procedimenti amministrativi, soprattutto per beneficiare della loro presenza in loco, nonché indubbia conoscenza del territorio. Nel caso in questione non sono state fatte proprie dalla Direzione del Corpo le considerazioni del parere che facevano riferimento ad impianti motoristici veri e propri, mentre si è tenuto conto delle più pertinenti perplessità in esso manifestate circa il disturbo alla fauna selvatica, provvedendo ad integrare l'istruttoria con un nulla osta della competente Direzione flora, fauna, caccia e pesca e provvedendo a ridurre l'area inizialmente richiesta. Con successive note, inviate rispettivamente al Comandante della stazione e al Presidente del Consiglio, quindi alla Commissione consiliare competente, la Direzione confermava il fascicolo istruttorio in linea con l'interpretazione finora adottata. In ogni caso il parere è stato trasmesso al Comune di Perloz, autorità competente in materia urbanistico-edilizia, che si è espressa con un nulla osta per il periodo di un anno prorogabile.

In merito al punto n. 2, "se non ritiene la delibera autorizzativa illegittima, in quanto in contrasto con la normativa vigente", si riferisce quanto segue: la normativa citata nelle premesse di questa interpellanza, strumenti urbanistici comunali, PRGC di Perloz e PTP per la parte riguardante le norme di attuazione, non è stata applicata alla pratica in questione perché o non fa diretto riferimento alla peculiare situazione di un'area di allenamento per il "trial", il PTP, o hanno come presupposto la modificazione stabile del territorio. Le norme tecniche di attuazione del piano regolatore di Perloz per le zone agricole in cui è ricompresa l'area fanno riferimento ad attività edilizie. L'articolo 29, "Attrezzature e servizi per il turismo" delle norme di attuazione del PTP, al comma 13, lettera c), recita: "la pratica del "motocross" e l'impiego della motoslitta sono vietati, eccezioni a tale regola potranno essere contemplate dal piano regolatore generale comunale solo in apposite piste permanenti", ma appunto si tratta di sport motoristici completamente diversi dal "trial" per pratica, per mezzi utilizzati e per terreno richiesto. In ogni caso ci sembra che la pubblica amministrazione, soprattutto in materia di divieti, debba attenersi ad una lettura assolutamente letterale delle norme. La normativa sulla valutazione del VIA, la legge regionale n. 14/1999, sottopone a valutazione i progetti di piste permanenti per corse automobilistiche e motociclistiche; anche qui la fattispecie è diversa, non si tratta di un'infrastruttura. Si ritiene pertanto che attualmente il semplice allenamento al "trial", che non necessita della posa di opere permanenti, l'eventuale posa dei cartelli provvisori comunque è soggetta ad autorizzazione comunale, sia una pratica soggetta ai dettami del comma 7 dell'articolo 2 della legge regionale n. 17/1985, ossia pratica soggetta ad autorizzazione preventiva confinata in aree individuate e soggette ad ulteriori prescrizioni contenute nella deliberazione autorizzativa. L'Amministrazione, riconoscendo che questa procedura in particolare, ma tutte le disposizioni della legge regionale n. 17/1985 necessiterebbero di un aggiornamento e integrazione, si impegna a costruire un gruppo di lavoro ufficiale esteso agli enti locali e agli altri enti coinvolti per la revisione della legge regionale n. 17/1985 se necessario.

Punto n. 3: "se si intendono moltiplicare nella nostra valle piste, percorsi, zone dedicate all'attività della moto con "trial", e come si pensa di conciliare il proliferare di tali attività con le immagini della montagna che si vogliono propagandare", il punto sollevato ha una "vena" un po' polemica, nel senso che, stando ai fatti, la nostra Regione, grazie alle sue normative, in particolare la nota e citata legge regionale n. 17/1985 è una delle più restrittive in materia di accesso con mezzi a motore sul territorio regionale, infatti abbiamo già avuto modo di dibatterlo per altri argomenti, come è testimoniato dalla costante azione di vigilanza esercitata in materia dagli agenti del Corpo forestale della Valle d'Aosta. Infatti attualmente sono autorizzate ed utilizzate 3 aree per l'allenamento del "trial", fruibili dagli iscritti ai "motoclub" richiedenti. Per quanto riguarda l'alta Valle nella zona di Morgex, nella località Villair, nella media Valle a Sarre in un'area lungo il torrente Clusella, in bassa Valle l'area in questione di Perloz, tralasciando appunto l'area che a suo tempo era stata individuata in una situazione di utilizzo occasionale: quella di Champorcher. Diciamo poi che vengono organizzate sporadicamente, oggi dietro prevalente autorizzazione comunale, singole gare che richiamano un notevole numero di spettatori per evento. In questo caso, nel momento in cui c'è una richiesta puntuale di svolgere una manifestazione a livello comunale, naturalmente vengono richiesti anche i dovuti pareri alla stazione forestale competente e viene valutata l'occasionalità dell'evento, comunque non per attività continuativa. Diciamo infine che il "trial" in Valle rappresenta un movimento sportivo che ha prodotto una serie di campioni a livello nazionale. La Valle ha inoltre ospitato 3 gare a livello mondiale: nel 1984 a Courmayeur, nel 1991 a Breuil Cervinia e nel 2000 a Pila, oltre ad una manifestazione europea a Champorcher nel 1994. Questo è il quadro della situazione.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Devo dare atto all'Assessore dello sforzo che ha fatto nel dare una serie di informazioni, di notizie, nel senso che non si è sottratto alle domande, ma ha cercato di dare tutte le informazioni in suo possesso. Cosa emerge dalle sue risposte, Assessore? Mi sembra che possa emergere un dato di fatto: che tenendo conto della normativa, di tutti i vari articoli, formalmente tutto appare corretto. Sottolineo le due espressioni: "formalmente" e "appare". Perché dico "formalmente"? Perché, a mio avviso, non è stata rispettata sostanzialmente la norma in questione dal punto di vista sostanziale e mi spiego. Stupisce il fatto che vi sia un parere contrario della stazione forestale di Pont-Saint-Martin, c'è un parere contrario e lei mi dice: "il Corpo forestale, che si serve delle stazioni, non ha fatto proprio questo parere se non solo in alcune parti". Allora a cosa servono le indagini, le osservazioni, la conoscenza del territorio in tutti i suoi vari aspetti che hanno i forestali in loco quando queste conoscenze non vengono fatte proprie? Non solo, lei credo abbia avuto modo di leggere il parere della stazione forestale di Pont-Saint-Martin e, se lei lo ha visto, come credo, vi sono delle osservazioni molto forti, molto gravi, nel senso che si dice chiaramente che questa è una zona agricola; allora ci si chiede come in una zona agricola sia possibile fare il "trial". Ancora: c'è tutta un'area boscata molto interessante. È vero allora che nell'area boscata si dice che non possono essere fatte costruzioni ed è vero che qui non si fanno costruzioni, ma lei pensa veramente che faccia bene al bosco avere questi percorsi di "trial" di allenamento? Lei è convinto che in un'ottica di salvaguardia della natura, in un'ottica di turismo sostenibile, di turismo che vuole rispondere alle esigenze di quiete, di tranquillità, questo sia utile? Non lo so. Credo sia difficile poter sostenere tali argomentazioni. Ancora: questa è un'area vincolata ai sensi dell'articolo 142 (lo dice la stazione forestale di Pont-Saint-Martin) comma 1, lettera g) del decreto legislativo n. 42/2004, pertanto ogni eventuale opera deve essere autorizzata dalla Sovrintendenza. Ancora: dicono loro esplicitamente che, per quanto riguarda le piste permanenti di motociclismo a cui è assimilabile il "trial", queste cose non vanno bene, non possono essere attivate tali piste a meno che non vi sia un parere preciso da parte del VIA. Vi è allora un parere decisamente contrario da parte della stazione forestale e mi stupisce che lo stesso Coordinatore del Corpo forestale venga in Commissione e dica che tutto va bene; formalmente, ma sostanzialmente non va bene e fra l'altro ritengo non corretto non aver portato in Commissione questo parere in modo eventualmente da valutarlo insieme.

Ancora: quest'area lei sa benissimo che ci sono altre proprietà, non c'è solo quella comunale, c'è anche quella del consorzio fondiario. Il consorzio fondiario ha dato la sua autorizzazione a percorrere quell'area e a utilizzare le strade poderali esistenti? Almeno formalmente c'è questo nulla osta? È sicuro che questo è possibile? Ora la legge è chiara e non è chiara; la legge dice che, a fronte di richieste di piste di "trial", la Giunta regionale potrà, su proposta dell'Assessorato dell'agricoltura, sentito il parere, creare zone ben delimitate. Qui è una possibilità che va valutata non solo formalmente, ma anche sostanzialmente, perché dico "sostanzialmente"? Perché insisto sul fatto che bisogna avere una visione di insieme dei problemi? Non si può contemporaneamente per questo Comune o per altre zone lavorare per la certificazione di qualità, lavorare per un turismo di qualità, lavorare per la sentieristica, lavorare perché al limite si curino gli alberi monumentali e quindi si presenti un ambiente attento, rispettoso delle bellezze della natura e contemporaneamente in queste stesse località si inseriscono attività che sono chiaramente in contrasto. Dal punto di vista sostanziale, questo parere non andava dato e che vi siano alcune difficoltà mi sembra che lo stesso Assessore lo ammetta quando dice che bisognerà costituire un gruppo di lavoro e cominciare a riflettere.

Chiederei all'Assessore di far riflettere e studiare nello specifico per queste tipologie di piste di "trial", perché lei dice che ve ne sono già abbastanza, in alta Valle ve ne sono 2, ma in bassa Valle ve n'erano anche qui 2, Assessore. Lei ha fatto riferimento solo a quella autorizzata per un percorso di gara, ed è vero, nella zona di Champorcher, località Moulin, ma contemporaneamente a questo c'è un'altra autorizzazione per un campo di allenamento al "trial" in Comune di Champorcher, in località Clapey. Il termine "Clapey" allora è chiaro, come dire: "questa è una zona che non è, dal punto di vista ambientale, paesaggistico, della fauna, della flora, interessante e tale da essere tutelata". Possiamo allora utilizzarla anche per questo, perché, nel momento in cui presentiamo un turismo appetibile, nelle immagini pubblicitarie non presentiamo la zona del Clapey, presentiamo altre immagini, che dobbiamo però difendere e garantire!

Perché non pensare seriamente, se c'è questa esigenza del "trial", di uno sport particolare, lo posso capire... non dico "no" al "trial", non è compito mio, non mi interessa neanche, però sono sicura che è possibile individuare nella regione delle zone in cui questo può essere attivato e non così in zone che hanno caratteristiche particolari. Pregherei quindi l'Assessore di due cose: prima, di monitorare cosa capita effettivamente e se questa pista riscontra il parere della popolazione; seconda, attivare uno sguardo su tutta la valle per verificare le zone che possono essere adibite a questo tipo di sport, in modo che non ci si trovi continuamente con qualcuno che dica: "vorrei fare questa pista, perché è vicina a casa mia". Credo che l'interesse generale della Valle sia superiore all'interesse specifico di un "motoclub".