Oggetto del Consiglio n. 1775 del 8 febbraio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1775/XII - Conferimento di un incarico esterno all'Amministrazione regionale per la procedura di registrazione del marchio/logo "Forte di Bard". (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso che:
- con Deliberazione di Giunta n. 4042 del 2/12/2005, sono stati impegnati € 60.000,00, per affidare a soggetti esterni all'Amministrazione regionale la procedura di registrazione del marchio/logo "Forte di Bard".
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per conoscere:
1) i motivi per i quali la procedura di registrazione del logo del Forte di Bard è stata oggetto di conferimento di un incarico esterno all'Amministrazione regionale;
2) quali dei marchi in uso nell'Amministrazione regionale sono stati registrati e con quali modalità ed oneri.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Penso sia necessario fare una breve illustrazione di questa interpellanza. Ci troviamo di fronte a uno dei tanti incarichi che l'Amministrazione dà all'esterno del suo organico; quello che ci incuriosisce è che di marchi e di loghi l'Amministrazione negli ultimi tempi ne ha elaborati parecchi. Abbiamo fatto una ricerca rispetto agli atti di Giunta e non ci sembra di aver trovato riscontri come nel caso del marchio "Forte di Bard", la cui procedura di registrazione è stata affidata all'esterno e difatti questo è il motivo per cui chiediamo di capire se ci sono stati dei precedenti. Siamo andati a vedere come è nato questo logo. È nato con un incarico che la Giunta ha conferito nel giugno 2004 ad un grafico, incarico che fu stimato in quella deliberazione con un impegno di spesa di 22.440 euro, tempo 2 mesi per realizzare il progetto. Nel febbraio 2005 la Giunta approva con una propria deliberazione il marchio e nella stessa deliberazione al punto n. 3 dice di procedere alla registrazione del marchio identificato, demandando agli uffici competenti l'istruttoria necessaria al tal fine. Questo accadeva nel febbraio 2005; successivamente, con deliberazione a fine 2005, la Giunta ritorna sull'argomento, cambia parere e impegna 3 volte la cifra che era stata impegnata per la realizzazione del logo, cioè i 22.440 euro che erano stati riconosciuti al grafico salgono a 60 mila euro per lo studio professionale incaricato della registrazione del marchio.
Vorremmo capire qual è la logica del cambiamento di idea rispetto alla previsione condivisibile che su una procedura burocratica fosse la struttura dell'Amministrazione regionale a gestire questo adempimento.
Vorremmo capire cosa ne è stato di tutti gli altri marchi, ne cito alcuni dei più noti o dei più recenti: il nuovo marchio dell'Assessorato del turismo, il marchio della "route des vins", il marchio del "fromadzo" e così tutti quei marchi che in tempi recenti sono stati realizzati ad uso dei vari comparti dell'Amministrazione regionale.
Ci domandiamo quale sia la logica che leggiamo in questa deliberazione di andare a registrare il marchio in Canada. Trattandosi di un marchio che serve a tutelare e a promuovere un bene immobile e le iniziative di tipo culturale che possono gravitare su un indotto abbastanza relativo, questa esigenza di una registrazione mondiale del marchio ci sembra curiosa: curiosa rispetto a situazioni come quelle che ho citato che potrebbero avere bisogno di una tutela maggiore, perché è evidente che il "fromadzo" - per fare il nome di un bene consumabile - può essere commercializzato a diverse latitudini e potrebbe avere bisogno di analoghe tutele. Ci preoccupa anche la deliberazione quando, pur impegnando la somma di 60 mila euro, dice che per tutta una serie di situazioni non è possibile fare delle previsioni di spesa; nelle situazioni citate in deliberazione dove non è possibile fare delle previsioni di spesa ci sono tutte le spese di deposito, ricerca, traduzione... ecco abbiamo la sensazione di trovarci di fronte a un incarico più da storici, che non da procedura di tutela del marchio, perché qui si fa riferimento alla Cina, al Giappone, al Canada. Sosteniamo l'importanza del Forte di Bard, ma onestamente la preoccupazione che il marchio del Forte di Bard non sia registrato in Cina, Assessore, o che non sia registrato in Canada non so quale possa essere. Gradiremmo capire quale logica sta dietro a questo tipo di impegno.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Charles Teresa.
Charles (UV) - "Les motifs pour lesquels la procédure d'enregistrement du logo du Fort de Bard a été objet d'attribution d'un mandat externe à l'Administration", la réponse: la marque d'identification de la structure Fort de Bard et de l'activité qui sera organisée en son sein a été expressément prévue pour représenter le site du Musée du Fort de Bard, en tant que signe distinctif qui sert à classer un produit déterminé ou bien un service sur le marché et donc d'en faire mûrir la valeur, le niveau de notoriété, soit par rapport à l'offre culturelle et à l'édition, soit par rapport à celle qui est liée à des services commerciaux propres de l'accueil, ainsi qu'à renforcer et à sauvegarder son identification sur le marché. Par la délibération n° 4042 du 2 décembre 2005 que vous avez citée le Gouvernement régional a délibéré de s'occuper de l'enregistrement de la marque de manière à en posséder l'usage exclusif. Par l'adoption de la délibération susdite nous avons voulu protéger la marque, non seulement en Italie (c'est-à-dire pas seulement par enregistrement national), mais aussi nous avons voulu étendre cette protection dans le domaine international dans les Pays suivants: France, Allemagne, Grande-Bretagne, Espagne, Chine, Japon, Etats-Unis, Suisse et Canada. Pour le Canada, d'ailleurs, il est nécessaire de procéder à un enregistrement international étranger.
L'enregistrement des marques à l'étranger est long, compliqué et très complexe, il suffit de penser qu'il faut attendre, en général, de 24 à 36 mois de la date du dépôt de la demande. L'Administration régionale, n'ayant pas de personnel expert en mesure de fournir un avis dans le domaine de la propriété industrielle, ni en mesure d'exécuter les procédures relatives aux services de recherche, de dépôt, d'obtention et de protection dans les secteurs des brevets et des marques, a retenu donc qu'il était indispensable, vu la complexité du parcours bureaucratique, de se servir de la collaboration d'experts qui possèdent des compétences spécifiques en se tournant justement vers le bureau "Torta" de Turin. Ce nom a été tiré d'une liste fournie par les bureaux de la Direction des services de la Chambre de commerce d'Aoste, considérant qu'un cabinet qui s'occupe de consultation dans le domaine de marques et brevets a une profonde connaissance sous tous les aspects de la propriété industrielle et possède surtout - cela c'est très important - des correspondants à l'étranger à même de garantir l'assistance et l'exécution des procédures du cheminement complexe d'enregistrement de la marque et là vous l'avez un peu dit aussi dans votre intervention: il s'agit d'une marque d'énorme envergure et d'un défi, celui du Fort de Bard, de grande envergure, ce qui justifie ce choix.
Quant à la deuxième question...
(interruption du Conseiller Frassy, hors micro)
... non, la Chambre de commerce nous a fourni l'adresse de ce bureau de Turin, qui est en mesure de faire ce travail comme il faut.
Quant à la deuxième question: "parmi les marques en usage dans l'Administration régionale, quelles sont celles qui ont été enregistrées, selon quelles modalités et quels coûts", pour ce qui concerne les marques en usage dans l'Administration régionale, les services et les directions du Département Surintendance pour les biens et les activités culturelles n'ont jamais procédé, jusqu'à aujourd'hui, à l'enregistrement de marques ou logos. Cela non plus n'a jamais été fait pour d'autres départements de la Région, mais de manière conjointe le bureau légal a reçu la charge d'évaluer la possibilité d'enregistrer d'autres marques et fait une étude dans ce sens.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Assessore, siamo perplessi dalla risposta che lei ci ha fornito perché, nell'ipotesi in cui potessimo anche condividere l'esigenza di registrare i marchi, penso che a livello di Giunta avreste dovuto prima fare la valutazione a cui lei fa riferimento e poi decidere quali marchi e in quali ambiti procedere. Le dirò di più: probabilmente, alla luce dei tanti marchi di cui la Regione dispone, non sarebbe stata insensata la scelta di accorpare le istruttorie e le procedure, perché avrebbero portato a una sensibile economia dei costi. Capiamo che il Forte di Bard è un investimento importante, che ha delle dimensioni imponenti, che ha utilizzato delle risorse finanziarie importanti, però l'invito è a gestirlo con l'oculatezza che dovrebbe essere propria di qualsiasi iniziativa che voglia essere gestita con efficacia ed efficienza e con una giusta politica economica, nel senso di fare attenzione al fronte delle spese.
Abbiamo una sensazione, ma la verificheremo nei tempi dei 24-36 mesi, che questi 60 mila euro che avete stanziato in deliberazione di Giunta non siano neanche la metà della spesa finale, perché, quando leggiamo Cina, Canada, Giappone, Stati Uniti - e lasciamo perdere tutta l'Europa - e leggiamo che non sono preventivabili le spese per tasse, traduzioni, depositi, trasmissioni, eccetera, abbiamo la sensazione che andremo incontro a delle spese che saranno esagerate rispetto all'utilità del marchio. Assessore, o la Regione - allora sarebbe oggetto di valutazione - ha in animo di lanciare un "marchandising" con il logo "Forte di Bard", per cui vedremo magliette, felpe e altri oggetti similari... di conseguenza ci dovrà essere un "business" economico legato a questo "marchandising" che sarà gestito da chi: dalla Regione, - mi auguro assolutamente di no -, dall'associazione? Potrebbe essere l'associazione ma, se così fosse, dovrebbe essere valutato questo riflesso economico come momento di autofinanziamento dell'Associazione "Amici Forte di Bard" che al momento, nonostante la partecipazione paritetica fra Regione, le due Fondazioni "Unicredit" e "San Paolo", pesa prioritariamente sulle casse regionali.
Non vogliamo essere sempre critici su tutto, però rileviamo che anche in questo caso siete partiti dal tetto senza capire quali fossero le fondamenta sulle quali poggiare tale tetto. Può essere sicuramente affascinante, ma vi sono dei circuiti culturali in Italia e all'estero soprattutto che con il "marchandising" riescono a creare un volano economico di autosufficienza. Queste cose però vanno programmate, vanno articolate, cioè non capiamo, ad esempio, perché su una cosa del genere non sia stata coinvolta l'associazione; poteva essere un elemento da far valorizzare dall'associazione che ha la gestione del Forte, tenendo presente che in quella associazione la Regione ha il suo ruolo. Le diciamo perciò che non siamo assolutamente contrari ad iniziative di valorizzazione, ma esprimiamo la perplessità che fino a ieri non ci siano state queste esigenze su altre situazioni di marchi e di loghi che hanno fatto il giro del mondo, ci stupisce che "di punto in bianco" venga intrapresa tale strada. Seguiremo con attenzione i vari passi perché riteniamo sia opportuno che, al di là dell'incarico, vi siano anche dei risultati che giustifichino i costi di questo incarico.
