Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1774 del 8 febbraio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1774/XII - Azioni di controllo per il contenimento della spesa pubblica degli enti locali. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso:

- che le autonomie locali (Comuni e Comunità montane) hanno a disposizione oltre 204 milioni di euro per l'esercizio 2006, tra trasferimenti (con e senza vincolo di destinazione) e speciali interventi;

- che le spese correnti degli enti locali valdostani sono cresciute sensibilmente nel corso dell'ultimo decennio;

- che la Legge n. 266/2005 (Legge Finanziaria 2006) conferma alla Regione Valle d'Aosta, nel rispetto delle proprie competenze statutarie, un più incisivo controllo sulle spese effettuate dagli enti locali, anche al fine di concorrere più puntualmente alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica previsti dal cosiddetto "patto di stabilità interno";

- che il Consiglio regionale, in coerenza con quanto previsto dalla Legge Finanziaria 2006, ha approvato il 6 dicembre 2005 un ordine del giorno per contenere i cosiddetti "costi della politica", impegnando la Giunta regionale a farsi interprete presso il sistema degli enti locali della necessità di ottenere i medesimi risparmi;

ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere:

1) quali azioni e/o strumenti di controllo intende attivare per arginare il crescente aumento della spesa pubblica degli enti locali, alla quale spesso non corrisponde un incremento proporzionale in termini di efficienza e qualità dei servizi erogati ai cittadini, e quali obiettivi di finanza pubblica e di contenimento della spesa si prefigge di raggiungere nell'esercizio corrente;

2) in riferimento alle spese di personale: quali sono i Comuni e le Comunità montane che hanno incrementato gli organici nel 2005 e quant'è la maggiore incidenza finanziaria rispetto all'esercizio precedente;

3) in riferimento ai compensi degli amministratori: quali sono i Comuni e le Comunità montane che hanno disposto incrementi a tali emolumenti nel 2005 e come si è attivata la Giunta regionale per dare esecuzione all'ordine del giorno di cui in Premessa;

4) se è stato conseguito l'obiettivo di migliorare il saldo finanziario delle contabilità locali e se vi sono enti locali valdostani che hanno violato - nel 2005 - le regole previste dal patto di stabilità interno: in caso affermativo, quali sono.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - La legge regionale di bilancio del 2006 ha assegnato una quota direi ragguardevole agli enti locali valdostani, 204 milioni di euro, di cui una buona parte sono destinati alla cosiddetta "spesa corrente" e una quota minore sono invece destinati alle spese in conto capitale. Durante l'intervento di presentazione della legge regionale di bilancio l'Assessore aveva sottolineato questa attenzione della Regione nei confronti degli enti locali valdostani ed effettivamente in termini numerici diciamo che non mancano le risorse, perché 204 milioni di euro sono una porzione consistente delle disponibilità finanziarie del nostro bilancio. Vista la rigidità delle disponibilità a livello nazionale, la finanziaria 2006 ha confermato alcuni principi rigoristici nell'amministrazione delle spese non solo degli enti locali, ma anche delle Regioni. La nostra interpellanza tuttavia verte sugli enti locali valdostani perché, secondo quanto prevedono le norme del Patto di stabilità, sono soggette al controllo degli enti locali. Dicevo che la finanziaria 2006 conferma alcuni principi importanti, anzitutto perché le Regioni devono consentire il monitoraggio degli adempimenti relativi al Patto di stabilità interno attraverso una trasmissione trimestrale al Ministero dell'economia delle informazioni che riguardano sia la gestione di competenza che quella di cassa. Un'altra norma del Patto di stabilità interno prevede che le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano devono concordare, entro il 31 marzo di ogni anno, con il Ministero delle finanze il livello delle spese correnti e in conto capitale. Infine una terza norma prevede che le Regioni a statuto speciale, in quanto enti sovraordinati rispetto agli enti locali, debbano controllare nell'ambito dei rispettivi territori che i Comuni e le Comunità montane rispettino le norme di finanza pubblica introdotte dalla finanziaria dello Stato.

Questa impostazione rigoristica che è stata voluta dal Governo nazionale ha un suo presupposto, ovvero dobbiamo far fronte ai problemi di finanza pubblica che sono stati ereditati dal passato, le cui risorse non possono più permettere di alimentare all'infinito le esigenze e i bisogni delle singole comunità locali. Da una ricerca che abbiamo fatto recentemente grazie agli uffici risulta che la spesa corrente degli enti locali valdostani ha registrato un notevole incremento dal 1992 ad oggi, in particolare il dato percentuale vede un aumento del 40% e in termini di valore assoluto di 45 milioni di euro. Sappiamo che la legge n. 48/1995 che governa la finanza degli enti locali è una legge generosa; prima ha ricordato i 204 milioni che sono previsti per il 2006 a favore dei Comuni e delle Comunità montane; sappiamo che i Comuni e le Comunità montane hanno numerose esigenze alle quali devono far fronte con l'impiego di risorse; sappiamo però che, sollecitato su questo argomento, l'ex Presidente della Regione Perrin diceva che era in corso anche un attento monitoraggio della Regione nei confronti degli enti locali per migliorare il saldo finanziario. A distanza di un anno allora vogliamo sapere se tale saldo finanziario degli enti locali è stato migliorato, se il monitoraggio della Regione è andato nella direzione di controllare più specificamente i livelli di spesa corrente in conto capitale degli enti locali valdostani, soprattutto vogliamo sapere, visto che nell'ambito delle spese correnti rientrano anche i cosiddetti "compensi agli amministratori" e che dal Parlamento in particolare è stata avviata quella iniziativa di taglio del 10% degli emolumenti di tutti gli amministratori - quindi a cascata sulle Regioni e sugli enti locali -, se questo obiettivo viene osservato anche dai Comuni e dalle Comunità montane valdostane, anche perché ci risulta che alcuni Comuni quando la finanziaria era in fase di preparazione hanno pensato bene di incrementare i compensi dei propri amministratori, anziché cominciare a ragionare in termini più rigoristici visto che si tratta di soldi pubblici. Sulla base di tali considerazioni abbiamo formulato queste domande. Chiediamo alla Presidenza della Regione se tale attenzione nell'utilizzo delle risorse pubbliche è in via di conseguimento o se vi è uno "smarrimento" complessivo, ma speriamo - e non crediamo - di essere a questi livelli.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Avant de vous donner une réponse un peu bureaucratique, dans le sens que je vous expliquerai les différents passages qu'on est en train de faire, une prémisse politique s'avère tout à fait importante. Je crois qu'il y a des secteurs dans lesquels on travaille très bien avec les collectivités locales et d'une façon tout à fait collaborative. Je dois dire que le Département qui s'occupe des collectivités locales sur ce sujet a travaillé très bien et en pleine entente avec les collectivités locales, même si certaines données qu'on est en train d'examiner donneront quelques amertumes à quelques Communes qui dans le passé n'ont pas respecté le Pacte de stabilité. A la fin de mon intervention je vous donnerai les chiffres les plus récents concernant Commune par Commune la situation de notre Vallée. Evidemment je ne suis pas à même dans le bref temps à disposition de vous citer l'ensemble des Communes. D'ailleurs je pense que ce n'est pas le cas de mettre en embarras les différentes Communes, parce qu'il faut reconnaître que des fois on n'a pas eu la possibilité de rentrer pour toute une série de raisons historiques.

La Région est intervenue afin de procéder à la réduction des dépenses courantes des collectivités locales valdôtaines selon les orientations principales de la loi n° 34 - loi de finances régionale 2006/2008 -: à l'article 8, en définissant les lignes générales du Pacte de stabilité pour les collectivités locales de la Région et en disposant également l'interdiction de recruter sous contrat à durée indéterminée pour les collectivités locales à la date du 30 septembre 2005; à l'article 12, qui prévoit une augmentation considérable de la part des transferts destinée aux dépenses d'investissement (de 4.265.214 euros à 12.127.594 euros, avec un pourcentage qui passe de 4,25% en 2005 à 11,48% en 2006), ce qui implique, pour les Communes, une diminution globale des transferts courants pour l'année 2006 (de 100 millions d'euros à 97 millions euros). Après je vous donnerai la réponse parce que j'évite...

(interruption du Conseiller Tibaldi, hors micro)

... on a transféré des fonds courants à une augmentation des dépenses d'investissement c'est-à-dire on a demandé aux Communes: "on vous donne un chiffre considérable qu'on ne peut pas toucher, parce que nous avons un mécanisme de loi qui lie l'IRPEF directement aux transferts...", mais on a demandé un sacrifice aux Communes, dans le sens que dans la logique des pactes de stabilité on donne aux Communes un peu plus d'argent, parce que, si on le regarde, il y a une augmentation de l'IRPEF transférée aux Communes pendant 2006... mais on lui a demandé de les transférer avec même quelques difficultés - par exemple, pour la Commune d'Aoste - dans la logique des dépenses d'investissement. Moi je commencerai avec la réduction des coûts de la politique, c'est-à-dire l'ordre du jour approuvé par le Conseil régional le 6 décembre 2005 a été transmis aux collectivités locales dans un courrier daté du 19 décembre, invitant les collectivités locales à tenir compte de cette prescription, lors de l'approbation de leur budget prévisionnel, étant donné qu'aux termes du deuxième alinéa de l'article 11 de la loi régionale n° 23/2001, les délibérations relatives aux indemnités et aux jetons de présence sont adoptées chaque année lors de l'adoption dudit budget prévisionnel.

Ces points étant éclaircis, pour ce qui est des questions soulevées par l'interpellation, il convient de remarquer notamment que:

1) sur la base des principes de l'article 8 de la loi régionale n° 34/2005 susmentionnée et en vertu du 148e alinéa de l'article 1er de la loi de finances de l'Etat, les Régions à statut spécial et les Provinces autonomes doivent adopter la réglementation du Pacte pour les collectivités locales avant le 31 mars de chaque année. Ces jours-ci la Région pourvoit, avec les collectivités locales, à la mise en place de l'entente 2006/2008 et de la réglementation pour l'année 2006, dont les objectifs sont liés à:

a) l'amélioration du solde financier, entendu comme différence entre les entrées et les dépenses courantes de l'organisme - qui se concrétisera soit par une augmentation des entrées dudit organisme, soit par une réduction de ses dépenses courantes -;

b) la réduction de la dette, c'est-à-dire la réduction, ou du moins le maintien du rapport entre la dette et un indicateur de l'économie valdôtaine - ce dernier objectif étant en réalité une recommandation -;

2) les effets de l'interdiction de recruter visée au 4e alinéa de l'article 8 de la loi régionale n° 34/2005 ne pourront être mesurés avant la fin de l'année 2006, puisque cette interdiction n'est appliquée que depuis cette année. Vous avez raison donc, mais il faut attendre la fin de l'année. Il en est de même pour les effets des sanctions quant aux recrutements de personnel pour les Communes n'ayant pas respecté le Pacte de stabilité, c'est-à-dire nous avons un mécanisme agissant sur 2006, mais nous avons un mécanisme d'épargne prévu par le Pacte de stabilité sur les Communes qui n'ont pas respecté le Pacte même, c'est-à-dire les Communes qui n'ont pas respecté le Pacte de stabilité ne peuvent pas embaucher du personnel. Par conséquent, les données demandées relatives à 2005 - qui ne sont d'ailleurs pas encore toutes disponibles - ne sont pas significatives. Les chiffres de 2003 et de 2004 mettent cependant en évidence une stabilité des effectifs totaux des Communes et des Communautés de montagne; tendance confirmée par les chiffres de 2005 qui nous ont été transmis jusqu'à présent;

3) il n'est pas encore possible de vérifier les effets de la réduction des coûts de la politique demandée aux collectivités locales, étant donné que les indemnités de fonction et les jetons de présence sont approuvés par ces dernières lors de l'adoption de leur budget prévisionnel, qui a lieu en cette période de l'année. Il y a même de la part de quelques Communes un peu de retard. En vertu de sa compétence législative exclusive en la matière, la Région évalue la possibilité de modifier la loi régionale n° 23/2001 qui réglemente les indemnités des élus locaux, afin d'atteindre les objectifs de finance publique visés au 54e alinéa de l'article 1er de la loi de finances de l'Etat, dans le sens que nous avons aujourd'hui invité les Communes à épargner de l'argent sur les indemnités des collectivités locales mais, en tenant compte de notre loi régionale, nous n'avons pas aujourd'hui une possibilité réelle de sanction et moi je retiens que, quand on vérifiera qu'il y a eu des Communes qui n'ont pas respecté... et qu'elles ont même parfois augmenté les indemnités, il faudra, quand on aura le cadre complet, proposer au Conseil une modification qui puisse nous permettre d'intervenir directement sur des mécanismes de réduction des transferts de la Région vers les Communes. Ce du fait que la réglementation régionale, qui accorde une grande autonomie aux collectivités locales en ce qui concerne le montant des indemnités, est différente de la réglementation nationale et parce qu'une réduction pure et simple de 10% du montant des indemnités perçues au 30 septembre 2005 causerait des inégalités évidentes entre les différentes collectivités, en particulier pour celles qui avaient déjà choisi de maintenir les indemnités de leurs élus à un niveau modéré. Je pense au cas de la Commune de Bionaz, là où le Syndic et le Conseil communale ont indiqué pour les administrateurs le minimum, donc moi je ne peux pas trancher 10% à ceux qui ont déjà eu un comportement dans le passé qui allait déjà dans une logique d'épargne;

4) dans sa délibération n° 4691 du 30 décembre 2005 le Gouvernement régional a fixé le montant des aides et de la réduction desdites aides pour les Communes qui ont, ou n'ont pas, respecté le solde financier pendant la période 2002-2004.

Vous voyez, je vous donnerai cela... selon la "couleur" indiquée il y a les bons et les mauvais... je le répète: on ne peut pas raisonner en disant les bons et les mauvais, parce que parfois il y a des administrateurs qui ont hérité par exemple du passé des difficultés dans leur Commune, donc parfois on ne peut pas "gettare la croce" sur ceux qui sont les administrateurs aujourd'hui.

Pour les Communes qui ont respecté le solde pendant les années 2003 et 2004 un fonds d'aides lié aux dépenses d'investissement a été prévu - parce qu'il y a une prime pour ceux qui se sont comportés selon les règles que nous-mêmes nous avons décidé de nous donner, parce que ce qui est important c'est que ces règles ont été fixées d'accord avec les collectivités locales, donc il n'y a eu de notre part aucune imposition - et ce fonds est constitué par les sommes prélevées sur les comptes des Communes n'ayant pas respecté l'objectif - sommes équivalant à 0,5% ou à 1% selon les cas -, c'est-à-dire: "tu n'as pas respecté, moi je te prends un chiffre, je le mets dans un fonds qui est employé par ceux qui ont démontré d'avoir eu la capacité de respecter le Pacte de stabilité". En sus de la sanction financière qui leur sera infligée lesdites Communes ne pourront pas procéder à de nouvelles embauches en 2006. Donc vous comprenez à ce point l'autre mécanisme: devront réduire leurs dépenses de conseil et seront tenues d'augmenter d'au moins 5% leurs entrées provenant de recettes pour les services publics. Le montant des sanctions susdites varie progressivement selon que l'aggravation du solde est inférieure ou supérieure à 15%, c'est-à-dire il y a évidemment une différence entre ceux qui ont "sfondato" de quelque petit montant le Pacte de stabilité et ceux qui par contre ont gravement augmenté leurs dépenses. Pour le moment les conclusions concernant la situation de chaque Commune sont encore en cours de vérification. Cela dit, les données complètes - avec l'indication des dépenses en matière de personnel et des indemnités des élus - sont à votre disposition au Département des collectivités locales, des fonctions préfectorales et de la protection civile, mais moi je les ai avec moi et donc je vous donnerai l'ensemble, en sachant qu'en ce moment on est en train d'appliquer ces mêmes mesures, dont avait parlé à l'époque M. Perrin, c'est-à-dire un ensemble de règles qu'il faut faire respecter, parce qu'il faut que l'ensemble des collectivités locales nous prennent au sérieux, sinon il y aurait le paradoxe d'un système régional qui de plus en plus démontre d'être obligé à suivre certaines règles, par contre il y aurait le danger d'un ensemble de collectivités locales sans règles. Par contre je dois vous dire que nous avons fixé dans le passé des règles tout à fait sérieuses, et nous sommes en train de les faire respecter. Règles qui donnent des primes à ceux qui ont eu la capacité de respecter les règles et il y a des exclusions et des diminutions des transferts pour ceux qui ont eu la capacité de faire la même chose.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Innanzitutto prendo spunto da una dichiarazione che ha fatto autorevolmente in quest'aula il Presidente della Camera dei deputati, Casini, che ci ha ricordato che l'autonomia è anzitutto responsabilità. Penso che tale interpellanza con i suoi quesiti e la risposta che lei ci ha fornito, Presidente, vada nella direzione di accentuare questo livello di responsabilità degli amministratori non solo regionali, ma anche degli enti locali. Facciamo parte di un sistema che è molto complesso e anche molto vasto, che dall'Europa parte per scendere fino alla più piccola comunità che compone la stessa Comunità europea. Se, da un lato, è apprezzabile che il Commissario europeo abbia approvato la finanziaria 2006 vagliata e adottata dallo Stato italiano, nel senso che le misure sono ritenute positive ed efficaci; dall'altro, queste misure diventano veramente positive ed efficaci se tutti i soggetti che partecipano a livello istituzionale allo Stato-Comunità italiano adottano tali principi di responsabilità che sono stati fissati in finanziaria 2006, che confermano peraltro le finanziarie precedenti.

La sua risposta conferma - e di questo siamo soddisfatti - l'applicazione di un principio premiale per gli enti virtuosi e sanzionatorio per gli enti non virtuosi. È auspicabile che a fronte di queste sue affermazioni vi sia un'attenzione maggiore nei confronti dei Comuni e delle Comunità montane che hanno osservato rigorosamente tali principi, alleviando di oneri i loro cittadini che sono anche contribuenti, e vi sia un sistema di rigore punitivo per quanto riguarda il trasferimento di risorse nei confronti di quei Comuni che invece non li hanno osservati. Ho detto illustrando l'interpellanza che ci risulta addirittura che negli ultimi 3 mesi del 2005, quando era stata annunciata la finanziaria dello Stato che prevedeva un taglio del 10% sui compensi degli amministratori, alcuni Comuni valdostani abbiano pensato bene di garantire ai loro amministratori una certa soddisfazione economica per il futuro aumentando i loro compensi...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... sarà uno, ma uno c'è ed è bene che non sia di cattivo esempio per gli altri, anzi che sia sanzionato nel suo comportamento tutt'altro che lodevole.

Gli enti locali valdostani, in particolare le Comunità montane hanno visto un incremento di personale stratosferico negli ultimi anni, c'è una comunità della bassa Valle che ha incrementato il proprio organico di decine di unità negli anni fra il 2000 e il 2003; d'altronde, ancora in questi giorni leggiamo sui giornali di frequenti annunci per l'immissione in ruolo di nuovo personale negli enti locali. Allora, Presidente, noi apprendiamo con soddisfazione le sue affermazioni odierne, auspichiamo però che queste sue affermazioni che sono nel solco della responsabilità siano effettivamente applicate non solo dalla Regione come ente istituzionale che sovrintende al funzionamento degli enti locali valdostani, ma soprattutto dagli enti locali valdostani, pena un intervento, perché è necessario che nella grande "famiglia europea", che è composta di soggetti diversi, sia in ordine di importanza che di dimensioni, tutti quanti facciano la loro parte.

La ringrazio se sarà così cortese da consegnarci copia dei documenti di cui ha dato lettura, che necessitano di un approfondimento da parte nostra; d'altronde alcune domande che qui sono state formulate erano più da interrogazione con risposta scritta e noi la ringraziamo per averci ugualmente fornito queste informazioni numeriche, che sono molto importanti.