Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1756 del 25 gennaio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1756/XII - Celebrazione del "Giorno della memoria" per ricordare la tragedia della deportazione e dello sterminio nei campi di concentramento. (Approvazione di risoluzione)

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Nel doveroso ricordo

degli orrori e della tragedia della deportazione e dei campi di concentramento e di sterminio

In memoria

di quanti hanno subito la persecuzione e la profonda umiliazione perpetrate dalla follia nazi-fascista;

Preoccupato

per i tentativi di negare l'Olocausto e per l'insorgenza di nuovi fenomeni di intolleranza legati all'integralismo islamico e per i genocidi che ancora insanguinano molte regioni del mondo;

Ricorda

che il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è stato riconosciuto come "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, la deportazione, la prigionia e la morte, nonché tutti coloro che, pur in campi e schieramenti diversi, si opposero al progetto di sterminio, salvando altre vite e proteggendo i perseguitati anche a rischio della propria vita;

Condanna

tutte le manifestazioni di antisemitismo, xenofobia e odio razziale ancora presenti nel mondo;

Ritiene

fondamentale conservare nella memoria del Paese, e in particolare delle giovani generazioni, il ricordo su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi di sterminio nazisti affinché simili eventi non possano mai più ripetersi.

F.to: Cesal - Riccarand - Salzone - Nicco - Viérin Marco

Presidente - La parola al Consigliere Cesal.

Cesal (UV) - Sarò molto breve nell'illustrazione della risoluzione, perché ritengo che l'argomento che tratta sia un argomento talmente importante, di un livello talmente alto, per cui qualsiasi parola rischia di non aggiungere nulla a quella vicenda tragica che vogliamo ricordare appunto con la data del 27 gennaio. Si rischia parlando di scadere nella retorica e credo che la vicenda della deportazione nei campi di concentramento non necessiti di retorica. Ho visitato lo scorso anno insieme ad una delegazione di questo Consiglio i campi di concentramento di Auschwitz e devo ricordare che sono uscito particolarmente frastornato da quella visita. Qualcuno della comitiva non è riuscito a terminare il giro che avevamo programmato, tale è stata l'emozione che questa visita ha provocato in ognuno di noi. Il 27 gennaio, dicevamo, la data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, della liberazione del popolo ebreo che era per buona parte lì rinchiuso, gli omosessuali, tutte le minoranze, i Rom, eccetera, rappresenta una data significativa e simbolica, che per questa nostra istituzione, istituzione democratica, deve essere doverosamente ricordata. Credo vi sia stata la convergenza di tutto il Consiglio su questo documento, essenziale nei suoi contenuti, ritengo che vi sia qualche distinguo che mi è stato rappresentato dai colleghi del gruppo "La Casa delle Libertà", ma che in buona sostanza condividiamo i principi contenuti in questo documento. Invito pertanto il Consiglio a votare a favore di questo documento, superando le divergenze del momento, legate anche a situazioni attuali, tenendo conto del livello di abiezione in cui può cadere il genere umano, in cui è caduto il genere umano. Dobbiamo cercare di ricordare alle giovani generazioni che questo non deve più avvenire ed è con questa intenzione che abbiamo presentato tale iniziativa, perché vogliamo ricordare ai giovani in quale livello di abiezione è caduta l'umanità.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Comunico che il gruppo "La Casa delle Libertà" ha presentato un emendamento, che vi sarà distribuito.

La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Pensiamo che si debba aggiungere qualcosa a quanto è stato testé illustrato dal collega Cesal e a quanto è scritto nella risoluzione che è stata distribuita e sottoscritta da tutti i gruppi, ma non dal nostro gruppo. Devo dire che mi tocca correggere in parte, se non smentire il collega Cesal, quando, ad esordio della sua illustrazione, ha detto: "è un argomento delicato, dove l'aggiunta di qualsiasi ulteriore parola potrebbe prestarsi a considerazioni di tipo politico che non vorremmo fare". Sulle considerazioni di tipo politico, che non vorremmo fare, mi soffermerò subito dopo, ma sulla precisazione delle aggiunte avrei gradito che il collega Cesal, nel far riferimento al distinguo che il nostro gruppo aveva posto, avesse anche fatto riferimento a quella parte di distinguo che lui, come primo firmatario della risoluzione, ha recepito rispetto al testo della risoluzione. Cercherò di spiegarmi meglio. Questa è una risoluzione che riteniamo condivisibile per lo spirito di mantenere vivo il ricordo e, per certi versi, il monito di un passato lontano, ma in realtà molto vicino. Condividiamo il terzo capoverso di questa risoluzione, dove, oltre ad esprimere preoccupazione per il tentativo di negare l'Olocausto da parte di certi storici revisionisti - ammesso che abbia senso ancora definirli storici -, condividiamo la preoccupazione per "l'insorgenza di nuovi fenomeni di intolleranza" - e condividiamo tale preoccupazione con la precisazione che il collega Cesal ha voluto recepire: - "legati all'integralismo islamico", che avevamo auspicato, e condividiamo ancora la preoccupazione per "i genocidi che ancora oggi insanguinano molte regioni del mondo". Perché abbiamo voluto sottolineare questo capoverso? Perché riteniamo importante che non si possa, su un argomento tanto importante e tanto attuale, dimenticare il presente per ricordare solo il passato. Penso che abbiamo l'obbligo morale di evitare che qualcuno possa, seppure in forme diverse, seppure riconducendosi magari a filosofie diverse, perpetrare quella persecuzione che aveva causato la "Shoah". Non possiamo oggi ignorare quello che accade al popolo di Israele, non possiamo ignorare che oggi c'è una parte, per fortuna minoritaria, ma purtroppo rumorosa non solo per le dichiarazioni che vengono espresse a livello istituzionale - mi riferisco all'Iran nei suoi vertici rappresentativi dello Stato - sul diritto addirittura di esistenza dello Stato di Israele o, peggio, ancora della popolazione israeliana come popolazione avente una sua identità, ma per le affermazioni ancora più rumorose a seguito di quegli attentati che vengono sistematicamente effettuati a danno di una popolazione civile colpita nei suoi movimenti di tutti i giorni, con le bombe sugli autobus, con gli attentati nei mercati. Riteniamo che questa sia una risoluzione importante, ma debba avere la consapevolezza che la condanna di quello che è accaduto nel passato deve essere una condanna ferma e risoluta anche nei confronti di coloro che, comunque sia, con strumenti e ideologie differenti, portano la stessa filosofia di sterminio e la stessa filosofia di genocidio. Abbiamo di conseguenza presentato un emendamento che inserisce dopo il "Ricorda" e prima del "Condanna", il seguente paragrafo: "Esprime piena solidarietà al popolo israeliano oggetto di continue e barbare azioni terroristiche ispirate dall'odio antisemitico dell'integralismo islamico." Integralismo islamico che è un concetto diverso dal concetto dell'Islam, ma che è una degenerazione dei principi islamici e che correttamente il collega Cesal ha ritenuto di recepire nelle premesse, che esprimono preoccupazione. Penso che una risoluzione che non voglia tenere in considerazione la situazione attuale corra il rischio, collega Cesal - mi rivolgo al collega Cesal perché è lui che ha fatto riferimento a preoccupazioni di tipo politico - di ignorare una parte della realtà. Penso che questa sia l'assemblea dove viene fatta la politica, penso che politica sia tutto ciò che riguarda la "polis", i rapporti civili e che anche questa risoluzione sia politica. Auspico che su un argomento del genere il Consiglio abbia la consapevolezza di trovare una via di uscita unitaria e soprattutto coerente con le premesse di questo documento.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Vorrei reagire all'emendamento alla risoluzione. Qui credo vi sia una lettura unidirezionale della questione, nel senso che, se prendiamo l'oggi, dobbiamo indicare tutte le realtà in cui oggi vi sono guerre, interventi discriminatori fatti in nome di una distinzione fra una razza e un'altra. La "Giornata della memoria" è fatta per ricordare come, nel momento in cui si elevano delle barriere fra un gruppo e un altro, fra una categoria e un'altra, considerando l'altro gruppo o l'altra categoria non persona, si giunga a delle aberrazioni di cui Auschwitz e gli altri campi di concentramento sono l'esempio. Auschwitz e gli altri campi di concentramento non hanno visto soltanto come vittime gli Ebrei e il popolo ebraico. Sottomano ho un libro: "Il silenzio dei vivi" di Elisa Springer, che credo molti di noi conoscano, ricordo che Elisa Springer è stata anche inserita nella rosa delle finaliste del premio "Donna dell'anno" del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, Elisa Springer nella parte conclusiva dice che bisogna continuare a ricordare: non dimenticare, ma non dimenticare gli Ebrei, gli zingari, i bambini, i "Testimoni di Geova", gli omosessuali, gli artisti, i musicisti sterminati nel "lager". Il "lager" era il luogo dove si sterminavano delle persone non solo in quanto ebree, ma in quanto categorie, diverse per razza, per idee. Credo che non possiamo dimenticare che questi campi di sterminio hanno esteso il concetto di sterminio da una categoria a tutte le altre, pertanto non ritengo utile individuare con precisione una categoria precisa perché - ripeto -, se vogliamo attualizzare ad oggi, abbiamo un elenco sterminato, dai Kurdi al Darfur, a tutte le altre situazioni dove, in nome del disprezzo dell'altro, si vuole colpire qualcuno.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Vorrei intervenire più che come Presidente della Regione come membro di questa Assemblea, nella speranza che si possa giungere ad un voto unanime su tale documento, che è stato presentato credo giustamente da una serie di Capigruppo, perché ritengo che questo sia un argomento importante. La scelta del Parlamento italiano di dar vita a questa "Giornata della memoria" è una scelta che personalmente ritengo molto significativa. Mio papà aveva 20 anni nel 1943 e, assieme ad altri militari che furono internati partendo dalla Valle d'Aosta, andò come prima destinazione per alcuni mesi ad Auschwitz, oggi Oswiécim. Per me è stato particolarmente commovente visitare il campo di Auschwitz, perché avevo in mente i ricordi del mio papà e il ricordo più drammatico è quando mio papà mi raccontava di una mattinata in cui da un terrapieno vicino alla Vistola esisteva una vista complessiva del campo di Auschwitz e un prete polacco disse a mio papà: "vedi quei camini che fumano sono le persone che vengono gassate all'interno del campo, sono gli Ebrei che venivano gassati all'interno del campo e poi passati nei camini". Abbiamo visto con i colleghi come questa macchina di morte avesse raggiunto negli ultimi mesi una capacità distruttiva e un orrore assolutamente incredibile. Credo quindi che si dovrebbe votare all'unanimità, chiedo anche al collega Frassy di rilevare come ciascuno di noi può dare al voto del testo presentato delle motivazioni aggiuntive, che possono essere espresse in quest'aula, ma credo che oggi dividersi alla fine su un voto potrebbe risultare estremamente negativo.

Il Governo regionale ha deciso da quest'anno, con la presenza delle massime autorità, di dare anche un maggior risalto a tale data della "Giornata della memoria" con la deposizione di una corona al monumento qui vicino ricordando in particolare quella frase di Duccio Galimberti, che riassume tutte le vicende che hanno portato il movimento antifascista ad esprimersi sull'insieme delle ragioni che ci portano ad essere contrari ad una dittatura. Certamente l'adesione del Fascismo con le leggi razziali, l'adesione a questa teoria che Hitler aveva concretizzato nel libro "Mein Kampf", ebbene queste vicende ci portano a dire che è bene che la "Giornata della memoria" venga illustrata soprattutto alle generazioni più giovani, che non hanno avuto la fortuna/sfortuna di avere testimoni diretti, come è capitato nel caso del mio papà.

Presidente - Pare anche a me necessario almeno cercare di giungere a un testo unitario su una questione di tale rilievo, quindi posso proporre una breve sospensione per cercare di discutere ulteriormente sulla questione posta.

Il Consiglio è sospeso per 10 minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,46 alle ore 19,01.

Presidente - Riprendiamo i lavori.

La parola al Consigliere Cesal.

Cesal (UV) - Per dire - e di questo devo anche ringraziare per la disponibilità del gruppo della "CdL" - che abbiamo raggiunto un accordo su tale risoluzione, in quanto riteniamo che un voto unanime possa rafforzare meglio il concetto che vogliamo esprimere. La "CdL" ritira il proprio emendamento e viene inserito un nuovo emendamento: nel capoverso: "Preoccupato per i tentativi di negare l'olocausto", si elimina poi il prosieguo di quella frase, per rendere il testo più coerente e per non attualizzarlo e contestualizzarlo alle vicende attuali. Ringrazio per la buona volontà messa dal gruppo "Arcobaleno", che ha partecipato attivamente, mi sono dimenticato di dirlo prima per quanto riguarda il Consigliere Frassy, perché anche lui aveva contribuito alla stesura del testo. Li ringrazio e credo che a questo punto possiamo votare il testo all'unanimità.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - A questo punto voteremo tale documento, lo votiamo perché lo abbiamo detto ad esordio del mio intervento in discussione generale, ad illustrazione di quell'emendamento, che c'era l'auspicio che si trovasse una via d'uscita che accomunasse il Consiglio. Rimane però un rammarico, Presidente Caveri, e adesso glielo spiego cosa c'entra lei: c'entra, perché, al di là dell'aneddoto da lei raccontato - e devo dire che comunque la Valle d'Aosta è fortunata ad avere un Presidente che per ogni situazione storica riesce ad avere un fatto concreto sul quale esemplificare la situazione storica, perché molte volte sulla storia forse si riesce a ragionare -, c'è il rammarico che non si riesce a ragionare sull'attualità. Questo è il rammarico che rimane, nel senso che tale risoluzione diventa una risoluzione commemorativa, retrospettiva, seppure di un alto valore che tuttora permane, ma noi esprimiamo solidarietà nei confronti di un periodo, nei confronti di Ebrei morti, e il rammarico è che non riusciamo ad esprimere la stessa solidarietà nei confronti degli Ebrei vivi e questo ci crea qualche imbarazzo; comunque, nel momento in cui la decisione è quella di commemorare la data storica, il nostro gruppo c'è.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Per dichiarare il voto favorevole del nostro gruppo a questa risoluzione, perché ne condividiamo appieno tutte le motivazioni e siamo contenti che vi sia un testo in cui tutti si riconoscono. Vorrei, se mi consente l'Assessore Charles, attirare l'attenzione sull'ultimo capoverso, nel senso che qui è stato volutamente generico, ma qui c'è un'affermazione molto forte in cui si dice: "si ritiene fondamentale conservare nella memoria del Paese, e in particolare delle giovani generazioni, il ricordo su quanto è accaduto...". Credo che le scuole debbano essere oggetto di particolare attenzione rispetto a queste problematiche e, anche se qui non elenchiamo in modo esplicito iniziative da svolgere nelle scuole o nella comunità tutta, credo che tale attenzione vi sia e sollecito l'Assessore a progettare e a vedere cosa si può fare sempre di più nelle scuole per questo argomento.

Presidente - L'emendamento presentato dal gruppo "La Casa delle Libertà" è stato ritirato, ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Dopo il 5° paragrafo aggiungere:

"Esprime piena solidarietà al popolo israeliano oggetto di continue e barbare azioni terroristiche ispirate dall'odio antisemitico dell'integralismo islamico."

Pongo in votazione il nuovo testo concordato, di cui do lettura:

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Nel doveroso ricordo

degli orrori e della tragedia della deportazione e dei campi di concentramento e di sterminio;

In memoria

di quanti hanno subito la persecuzione e la profonda umiliazione perpetrate dalla follia nazi-fascista;

Preoccupato

per i tentativi di negare l'Olocausto;

Ricorda

che il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è stato riconosciuto come "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, la deportazione, la prigionia e la morte, nonché tutti coloro che, pur in campi e schieramenti diversi, si opposero al progetto di sterminio, salvando altre vite e proteggendo i perseguitati anche a rischio della propria vita;

Condanna

tutte le manifestazioni di antisemitismo, xenofobia e odio razziale ancora presenti nel mondo;

Ritiene

fondamentale conservare nella memoria del Paese, e in particolare delle giovani generazioni, il ricordo su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi di sterminio nazisti affinché simili eventi non possano mai più ripetersi.

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Su questo punto concludiamo i nostri lavori.

La seduta è tolta.

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La réunion se termine à 19 heures 7.