Oggetto del Consiglio n. 1755 del 25 gennaio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1755/XII - Ritiro di mozione: "Incorporazione delle attività della Gestione Straordinaria in capo alla Casinò S.p.a.".
Mozione
Ricordato che, ripetutamente, sia in sede di 4a Commissione permanente, sia in Consiglio regionale, si è posto il problema del superamento della Liquidazione della Gestione Straordinaria del Casinò de la Vallée attraverso l'incorporazione delle sue attività residue in capo alla Casinò S.p.a.;
Preso atto che la liquidazione della Gestione Straordinaria si sta ora occupando esclusivamente del contenzioso pregresso;
Osservato che tale incorporazione si rivelerebbe opportuna, specie in riferimento alla possibilità di superare l'attuale duplicazione di contabilità e di costi;
Tenuto conto che il governo regionale ha più volte manifestato la volontà di affrontare il problema, senza peraltro assumere finora iniziative concrete;
Il Consiglio regionale
Impegna
il Governo regionale ad attivare le procedure per la chiusura della Liquidazione della Gestione Straordinaria del Casinò de la Vallée e per l'assunzione delle sue attività residue in capo alla Casinò S.p.a., adottando tutti gli atti conseguenziali; il tutto da realizzarsi nel termine di quattro mesi dall'approvazione della presente mozione.
F.to: Curtaz - Riccarand - Squarzino Secondina
Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Voglio ripercorrere brevemente gli eventi e i passi che ci hanno condotto a presentare questa mozione e fare alcune valutazioni circa il parere legale che nel frattempo è stato acquisito dalla Giunta, circa la fattibilità - fra virgolette - giuridica dell'operazione che in tale mozione viene sollecitata. In diverse occasioni, sia in Commissione che in Consiglio, si è posto il problema della convenienza - uso il termine nell'accezione più ampia, quindi convenienza gestionale, finanziaria e quant'altro - di avere in riferimento alla casa da gioco sostanzialmente due strutture gestionali: una attiva per l'attualità, la "Casinò S.p.a.", e l'altra di liquidazione, la Gestione straordinaria in liquidazione, che abbiamo evidenziato più volte non ha più nessuna attività di liquidazione da portare avanti, perché le partite contabili sono chiuse, ma ormai deve la sua esistenza solo perché c'è ancora un contenzioso in atto. La liquidazione della Gestione straordinaria quindi sta in piedi con degli oneri notevoli solo per mandare avanti il contenzioso. Ci chiedevamo allora - un discorso, ancor prima che giuridico o politico-amministrativo, di buon senso -: ma non è possibile incorporare queste attività in modo da trasferirle dalla "GS" alla "Casinò S.p.a."? Si eliminerebbe così un soggetto giuridico con benefici in termini di convenienza generale. Avevamo cercato attraverso una serie di iniziative di stimolare il Governo regionale ad una riflessione su questo punto, ottenendo risposte che avevamo ritenuto insoddisfacenti, perché non andavano a sviluppare il tema, soprattutto a studiare realmente la possibilità giuridica di fare questo trasferimento di funzioni da un ente gestore all'altro, in modo da esaurire l'attività della "GS" in liquidazione. Finalmente, dopo che alle interrogazioni e interpellanze è seguita una mozione - che comporta la necessità di votare su questa cosa -, la Giunta ha chiesto un parere. Il parere l'ho studiato, è un parere commissionato dalla Giunta e fornito dagli Avvocati Alberto Caveri e Patrizia Serasso, in cui vengono indicate tre possibilità procedurali per giungere a questo eventuale traguardo. Sulle prime due possibilità il parere è esaustivo nell'analisi e convincente nell'escludere non la possibilità teorica che queste due fattispecie si realizzino, ma nel sottolineare le difficoltà dei passaggi procedurali. Mi spiego. Il parere indica la prima possibilità teorica: quella di operare una fusione della Gestione per incorporazione nella "Casinò S.p.a." ed elenca tutta una serie di criticità che renderebbero inopportuna questa scelta. La seconda possibilità procedurale è quella del trasferimento dei debiti e crediti dalla "GS" alla "Casinò S.p.a."; anche in questo caso il parere in modo, a mio avviso, ancora più convincente spiega perché, se questo è possibile non solo dal punto di vista teorico, ma anche agevole dal punto di vista sostanziale, prevede tutta una serie di problematiche procedurali in riferimento al contenzioso in atto. Adesso lo sintetizzo, questo è spiegato in dettaglio. Viene individuata una terza possibilità, che avrebbe il merito di aggirare queste problematiche di carattere civilistico, commerciale e processuale e che consiste nel chiudere la fase della liquidazione della gestione approfondendo l'ipotesi di una legge regionale ad hoc, che preveda la definitiva cessazione ed estinzione della gestione, con conseguente passaggio a titolo universale di tutte le posizioni di debito e credito e di tutte le posizioni processuali attive e passive in capo alla Regione. Questa alternativa non viene sviluppata, perché? Io credo per un motivo abbastanza banale: perché, trattandosi di ipotesi che pone problemi di carattere giuridico-costituzionale, gli estensori del parere, che sono dei noti civilisti esperti nel campo del diritto societario commerciale, non erano in grado per questioni di specializzazione di fornire il parere sotto il profilo costituzionale. Preso atto che questo parere dà delle risposte sensate, per quanto mi riguarda, anche convincenti, rispetto a due opportunità procedurali che vengono evidenziate, ma nulla dice in riferimento alla terza possibilità se non che andrebbe approfondita e gli estensori si fermano a questa segnalazione, chiedo al Governo, prima che ci si pronunci definitivamente sulla questione in un senso o nell'altro, che vi sia un approfondimento anche in riferimento ai possibili rilievi di costituzionalità o di incostituzionalità di una legge che prevedesse la cessazione della "GS" e il trasferimento delle attività, delle passività, eccetera come da ultima parte del parere.
Nel presentare questa mozione, in riferimento a questo aspetto, chiedo alla Giunta, che pure si è attivata per fare un primo e forse dal punto di vista quantitativo più importante approfondimento, che il lavoro venga completato, approfondendo tutte le ipotesi in modo che vi sia da parte di tutti la possibilità di decidere secondo scienza e coscienza il futuro della liquidazione della "GS". Perché poi il problema è se vogliamo tenere in piedi questo tipo di gestione - e "se lo vogliamo tenere in piedi" significa un costo importante che si protrarrà per un numero di anni abbastanza consistente, anche perché sappiamo quanto durano i contenziosi in questo Paese - oppure se troviamo, come sarebbe auspicabile, una soluzione, in modo da evitare questa duplicazione di gestione e di costi per l'Amministrazione. Questo perché, come si dice spesso, che l'attività passata o recente si esplichi attraverso una forma giuridica piuttosto che un'altra, alla fine i soldi che vengono spesi per queste attività sono pur sempre dei soldi pubblici provenienti dall'Amministrazione regionale.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - La descrizione fatta del parere legale - acquisito non dal Governo, ma avevo dato al collega Curtaz una sollecitazione che avevamo fatto a dicembre alla "GS" e alla S.p.a. affinché verificassero le possibilità, quindi per precisione il parere è stato acquisito e ci è stato trasmesso dalla "Casino della Vallée" - mette in relazione in modo più preciso non tanto un'inopportunità, ma un'inutilità nell'ambito della cessione del credito o nell'incorporazione, perché non farebbe venir meno il soggetto che è la "GS", in quanto, cambiando le responsabilità, la "GS" non potrebbe sciogliersi, perché rimarrebbe titolare di una responsabilità qualora, nell'ambito del contenzioso, dovessero esserci delle condanne tali da compromettere l'equilibrio della S.p.a.. In questo caso la "GS" dovrebbe rispondere e, dovendo rispondere, non può sciogliersi, in quanto ha ancora un gravame e delle obbligazioni. La parte che non viene - dice il collega Curtaz - approfondita è la parte dove si ipotizza un intervento legislativo; in realtà, non si parla solo di incostituzionalità, perché si dice che la soluzione suggerita per la quale potrebbero sorgere rischi di incostituzionalità è meramente ipotetica e andrebbe verificata e approfondita. Precisa poi il parere: dovranno infatti essere puntualmente analizzati, oltre i profili di costituzionalità, tutte le eventuali conseguenze che tali ipotesi potrebbero comportare per la Regione. Non è quindi solo un problema di costituzionalità, il parere evidenzia anche altri aspetti e, per quanto mi riguarda, non ho nessun tipo di problema nel fare un supplemento di indagine o un approfondimento su questo tema. Condivido però con il Consigliere Curtaz un aspetto: che questo processo deve dare un beneficio, deve semplificare il quadro, perché, se tutto quello che facciamo alla fine non deve semplificare il quadro, sarebbe inutile intraprendere un percorso legislativo e andare a dire delle cose.
Ricordo che anche dal punto di vista dei costi... i costi di una liquidazione, come ben sa, vengono definiti sulla base di tariffe professionali che vengono ricondotte all'attivo realizzato e al passivo identificato, quindi il costo grosso della liquidazione è maturato nella prima fase della liquidazione. Oggi la prosecuzione è una prosecuzione passiva, cioè la rappresentanza nei vari contenziosi. Se c'è una strada che può semplificare e azzerare la posizione della "GS", riportandola in un quadro diverso, quindi ben venga e in virtù di questo posso, a nome del Governo, impegnarmi, o tramite la "Casinò" o direttamente, a chiedere un approfondimento specifico su questa terza via. Rispetto a tale discorso, da un lato, chiedo se è possibile ritirare la mozione e, dall'altro, chiedo di condividere tale approfondimento in Commissione, quindi darci tempo per metà marzo come termine per affrontare in Commissione questa terza via, per poi scegliere in "scienza e coscienza" la strada da intraprendere, riproponendo un percorso che a tale punto, visto che le altre due strade non vanno bene, deve essere un percorso legislativo, cioè bisogna proporre un disegno di legge e fare poi gli atti conseguenti.
Presidente - C'è una proposta dell'Assessore.
La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Prendo atto dell'impegno formale rappresentato dall'Assessore in ordine all'approfondimento anche sulla terza possibilità che viene evidenziata dal parere e del suo impegno di portare a conoscenza della Commissione competente in un tempo ragionevole: si è parlato del mese di marzo, è un mese che oggi è stato spesso richiamato e che sarà molto intenso, perché molti impegni della Giunta sono stati posticipati a marzo... a parte tutto, ci sembra una proposta ragionevole, quindi ritiriamo la mozione, ovviamente liberi di ripresentarla se questi approfondimenti non verranno dati.
Presidente - Sulla base dell'impegno assunto dal Governo, la mozione è ritirata.
Il Consiglio prende atto, concordando.
