Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1749 del 25 gennaio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1749/XII - Iter della norma di attuazione concernente il trasferimento alla Valle d'Aosta delle competenze in materia di servizi ferroviari. (Interpellanza)

Interpellanza

Ricordato che il Decreto Legislativo n. 422/1997, e successive modificazioni, ha trasferito alle Regioni le funzioni ed i compiti di programmazione e di amministrazione inerenti ai servizi ferroviari di interesse regionale e locale;

Rilevato che, per quanto riguarda le Regioni a Statuto speciale e le Province Autonome, tale trasferimento passa attraverso apposite Norme di attuazione;

Evidenziato che, contrariamente a quanto avvenuto per le altre Regioni, il trasferimento delle competenze alla Valle d'Aosta in materia di servizi ferroviari non è ancora stato attuato;

Ricordato che, in occasione della audizione in IV Commissione del 18 giugno 2004, l'Assessore regionale ai Trasporti aveva affermato che la bozza di Norma di attuazione riguardante i servizi ferroviari era praticamente pronta ed avrebbe potuto iniziare il suo iter;

Richiamata l'interrogazione del gruppo Arcobaleno discussa nel Consiglio regionale del 14 luglio 2004;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore regionale ai Trasporti per sapere:

1) a che punto è l'iter della Norma di attuazione concernente il trasferimento alla Valle d'Aosta delle competenze in materia di servizi ferroviari;

2) quali sono i contenuti essenziali di tale normativa di attuazione;

3) che cosa si intende fare per una rapido esame ed una sollecita approvazione di tale Norma di attuazione.

F.to: Riccarand

Presidente - Non c'è illustrazione.

La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Risponderò io perché si tratta di una norma di attuazione dello Statuto, quindi, pur essendo una materia specifica, si tratta di un tema riguardante l'insieme delle norme di attuazione che dobbiamo accumulare nella discussione con l'attuale Governo, ma naturalmente è assai probabile che tali norme di attuazione finiranno per essere spostate, traslate, in particolare questa, nella discussione con il prossimo Governo. Da questo punto di vista va detto che avremo ancora nella giornata di domani una riunione della Commissione paritetica, ma è assai probabile che tale tema per la sua complessità verrà spostato più avanti, cioè diventerà argomento di discussione più avanti nel rapporto con il Governo. È vero che abbiamo presentato all'attenzione della Commissione paritetica un testo nel quale vengono, tenendo conto delle norme di attuazione più recenti che sono state varate sull'argomento, esaminate le problematiche trasportistiche soprattutto rifacendoci alle norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana e a quelle della Regione Friuli Venezia Giulia. Non solo quindi norme di attuazione che ineriscono il problema della ferrovia, ma più in generale norme di attuazione che ineriscono il settore dei trasporti, compresa la regionalizzazione della Motorizzazione civile, il settore degli aeroporti, il settore del completamento di alcune norme concernenti il trasporto anche pubblico locale e cose del genere.

Nella bozza che abbiamo presentato all'attenzione della Commissione paritetica - comincio dal secondo punto - si prevede che tutte le funzioni di programmazione e tutte le funzioni amministrative riguardanti i servizi pubblici di trasporto di interesse regionale e locale, qualunque sia il mezzo di trasporto, transitino alla Regione; "tutte le funzioni amministrative". Esse riguardano anche la Motorizzazione e tutta una serie di materie concernenti la circolazione stradale, il trasporto merci, perché vi sono ancora una serie di competenze residuali in capo allo Stato. Per il settore ferroviario l'idea è quella di avere un passaggio di funzioni della materia ferroviaria, quindi evidentemente sono sia il troncone fra Aosta e la parte di ferrovia valdostana, sia la parte fra Aosta e Pré-Saint-Didier. Sono 1.750.000 km/anno, questa è la cifra del trasporto che ci riguarda. Naturalmente, come lei sa, poi oggi una parte dei costi di tale servizio in realtà riguarda anche la percorrenza fino a Torino, perché lo Stato oggi paga questa parte di servizi. Tale trasferimento è tuttavia subordinato alla stipula di accordi di programma speciali, nel quadro dei quali devono essere quantificate le risorse necessarie per garantire un livello di servizio appropriato, questo anche nell'ottica dello sviluppo della riqualificazione del servizio stesso. La Regione si riserverebbe in queste norme la possibilità di reclamare per delle esigenze regionali anche il trasferimento a titolo gratuito dei beni, dell'installazione e delle infrastrutture di tali tronchi ferroviari situati sul territorio regionale, che non vengono considerati come fondamentali per il sistema ferroviario nazionale, così come il trasferimento di beni appartenenti alle Ferrovie - quando dico "Ferrovie" non mi dilungo sulla tipologia delle diverse società appartenenti alla "holding" - che sono inutilizzati o che non sono adoperati per lo sfruttamento della linea ferroviaria, anche in questo caso però si prevede un accordo di programma. Come lei capisce, quindi c'è un "missile" a due stadi: un primo stadio, la questione di ottenimenti veri e propri di competenze in materia ferroviaria, questo consentirebbe a noi di predisporre degli appalti per il funzionamento della linea; un secondo stadio ipotetico, che sarebbe una specie di "messaggio in bottiglia" inserito nella norma di attuazione, sarebbe quello di reclamare il transito completo della linea, che oggi è di proprietà di "RFI".

Devo dirle che oggi non credo che questa norma di attuazione sarà una di quelle varate dalla Commissione paritetica. Può darsi che si riesca ad estrapolare la questione della Motorizzazione civile, ma dubito che si possa trovare l'accordo sull'insieme. Credo però di dover dire che l'esempio di questi mesi delle altre Regioni, in particolare di quelle a statuto ordinario, e la situazione catastrofica delle ferrovie dal punto di vista del degrado delle strutture e della cattiva organizzazione dei servizi devono farci riflettere su tale modello di trasferimento alle Regioni. Modello che è molto diverso da quello seguito in altri Paesi europei, lei sa che la regionalizzazione dei servizi ferroviari è una caratteristica della "délocalisation" francese, dove nella vicina Rhône-Alpes si è sperimentato in prima istanza questo trasferimento a livello regionale delle ferrovie. L'insoddisfazione totale addirittura peggiore di quella che si registra in Valle d'Aosta deve farci riflettere. Oggi siamo di fronte a una richiesta di alcune Regioni italiane, anche a noi vicine, di risoluzione dei contratti sulla base di questa modellistica, in cui non è più lo Stato a stipulare i contratti - in certi casi si è aperto anche ai privati, come lei sa -, credo che questo debba costituire un elemento di riflessione. In realtà, il "busillis" ritengo sia quello di riflettere a fondo sulla qualità dell'infrastruttura; a questo riguardo l'Assessore competente ha già annunciato che presenterà un'apposita deliberazione analoga alla deliberazione presentata sul futuro dell'aeroporto e anche la presenza della ferrovia all'interno delle cosiddette "grandi opere" suona come una garanzia a sintesi anche dell'insieme di studi che in questi anni abbiamo condotto e anche di alcune opere che nel frattempo sono state realizzate o sono in corso di realizzazione, come la riduzione dei passaggi a livello e la dotazione di nuovi treni lungo la linea. Credo che il problema di fondo sia capire se e quanto lo Stato intenda investire rispetto a quella cifra ipotetica, ma molto elevata che abbiamo messo nelle grandi opere. Sono dei costi di ristrutturazione della linea che da sola la Regione non può affrontare. Dovendo riassumere - e prima di rispondere alla terza domanda -, abbiamo, da un lato, sicuramente la necessità di vederci trasferite delle funzioni amministrative nella gestione della linea cui corrispondano delle giuste risorse economiche, che oggi per la maggior parte gravano sulle casse dello Stato; dall'altro, dobbiamo valutare la possibilità dell'opzione di un trasferimento vero e proprio della linea, cosa che è avvenuta in quell'impianto che lei conosce, in quella ferrovia sud-tirolese che viene sempre portata ad esempio e che vede la convivenza su Merano sia di una linea a carattere ormai totalmente regionale, compresa l'infrastruttura, sia del rimanente utilizzo delle Ferrovie dello Stato.

Per quanto riguarda la terza domanda, credo si debba aspettare l'esito delle elezioni politiche per discutere di questo argomento nell'ambito di un nuovo accordo di programma quadro fra Stato e Regione in materia di servizi ferroviari, che viaggi in parallelo e in contemporanea con una norma di attuazione scritta bene. Credo però, da questo punto di vista, si debba dare atto che una serie di cose sono state fatte, le ripeto: l'accordo di programma quadro per eliminare 11 dei 23 passaggi a livello sul troncone Aosta-Chivasso per migliorare l'intermodalità delle stazioni di Châtillon, Verrès, Pont-Saint-Martin e per approfondire lo studio di modernizzazione della linea; l'Assessore competente porterà una deliberazione apposita sul futuro della ferrovia. Così come l'acquisto dei 9 treni "Minuetto" e la previsione di un nuovo "APQ" che riguardi Chivasso e l'inserimento dei lavori necessari per la cosiddetta "unghia di Chivasso" all'interno dei lavori complessivi di "RFI". Ritengo che questa questione dell'"unghia di Chivasso", essendo anche cambiata nel frattempo l'Amministrazione regionale piemontese, sia uno dei temi assolutamente dirimenti, visto che, per fortuna, la Regione Piemonte ci ha già comunicato un cambio di strategia rispetto ai "no" del precedente Assessore; questo consentirebbe una forte velocizzazione. Naturalmente di tale norma di attuazione credo vi sia bisogno, ma chiarendo fin dall'inizio che il trasferimento non potrà essere un insuccesso, come è avvenuto purtroppo nel caso delle Regioni a statuto ordinario.

Presidente - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - Prendiamo atto delle informazioni che ci ha dato il Presidente Caveri, che però indicano che siamo ancora in "alto mare" per quanto riguarda questa norma di attuazione, che vedrà la luce entro tale legislatura parlamentare perché, se ho capito bene, non ci sono le condizioni per concludere positivamente questo iter. Quello che chiediamo è che tale tema, su cui la Valle d'Aosta è rimasta indietro rispetto alle altre Regioni, sia tenuto ben presente nell'agenda del Governo, perché ci sembra fondamentale, per avere un governo effettivo del servizio del trasporto ferroviario in Valle, che anche le competenze amministrative siano infine trasferite alla nostra Regione, in modo che ci troviamo con gli strumenti amministrativi, oltre che con adeguate risorse finanziarie, per intervenire in modo più efficace sul servizio di trasporto, che attualmente è del tutto insoddisfacente.